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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Post con #riequilibrio fiscale categoria

La verità sui Gruppi Bancari Italiani: il caso UBI BANCA

Pubblicato su 24 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA, RIEQUILIBRIO FISCALE

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Pignorati 223 mila euro a Banca Credito sardo

Pubblicato su 24 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in RIEQUILIBRIO FISCALE

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Cosa fare in caso di aggressione da parte della banche. Un consiglio pratico

Pubblicato su 17 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in RIEQUILIBRIO FISCALE

Intervista all'avv. Serafino Di Loreto, fondatore di SDL per combattere usura bancaria e anatocismo

 
Tratto da:http://paolofranceschetti.blogspot.it
Cosa fare in caso di aggressione da parte della banche. Un consiglio pratico
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Video - Convegno Noi Sovrani. Pescara. 28/03/2015. Pomeriggio

Pubblicato su 31 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in RIEQUILIBRIO FISCALE

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CACCIA AI 787

Pubblicato su 29 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in RIEQUILIBRIO FISCALE

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Ricorsi contro Equitalia: la formula per contestare la firma del dirigente

Pubblicato su 21 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in RIEQUILIBRIO FISCALE

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Usura, anatocismo e polizze vita: i raggiri delle banche italiane

Pubblicato su 10 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in RIEQUILIBRIO FISCALE

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IL TAR inchioda Equitalia

Pubblicato su 6 Febbraio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in RIEQUILIBRIO FISCALE

Equitalia nega l’accesso agli atti al contribuente. Condannata dal TAR all’esibizione dei documenti richiesti e alle spese di giudizio

LECCE – gennaio 29, 2015 - Con una recentissima sentenza, la n. 357, depositata lo scorso 28 gennaio, la Seconda Sezione del Tar Lecce (Pres. Trizzino e Rel. Rinaldi) ha ordinato a Equitalia Sud Spa di esibire al contribuente, entro trenta giorni, i documenti dallo stesso richiesti.

La vicenda traeva origine dalla richiesta di accesso agli atti formulata dal contribuente, ignaro delle ragioni poste a base di una ingente pretesa economica pari ad € 1.000.000,00, richiesta con avvisi di pagamento notificati dall’ente della riscossione per conto dell’Amministrazione finanziaria.

Il contribuente ricevuto il diniego si vedeva quindi costretto a rivolgersi, per il tramite degli Avv.ti Alberto Pepe e Alfredo Matranga, al TAR di Lecce per conoscere le ragioni della propria presunta posizione debitoria nei confronti di Equitalia.

In particolare, Equitalia aveva posto a base del proprio diniego, da un lato, pretese esigenze afferenti la tutela della riservatezza di terzi e, dall’altro, il presunto mancato invio da parte dello stesso contribuente della “delega” e del “documento di identità” del delegante e del delegato all’accesso.

Con la citata pronuncia il TAR leccese, qualificato giuridicamente tutelabile l’interesse del contribuente ad accedere alla richiesta documentazione (in quanto destinatario degli avvisi di pagamento), ha ritenuto non idonea a giustificare il diniego di accesso la motivazione opposta dall’Agente per la riscossione (mancata integrazione documentale), condannando Equitalia a consentire l’accesso al contribuente nei successivi trenta giorni dalla pubblicazione della sentenza e condannando lo stesso Agente per la riscossione al pagamento delle spese di lite.

Fonte: http://lecce.corrieresalentino.it/2015/01/equitalia-nega-laccesso-agli-atti-al-contribuente-condannata-dal-tar-allesibizione-dei-documenti-richiesti-e-alle-spese-di-giudizio/#.VM5dVVWG9xv

Nota di TuDiVi: Questa "pesante" sentenza del TAR rappresenta un segnale molto forte sotto il profilo della giurisprudenza a favore del contribuente, ed è una inequivocabile, lampante conferma della bontà degli atti che in questi ultimi mesi l'Associazione Tutela Diritti Violati ha compiuto ai fini della tutela dei contribuenti associati, tanto che chi ora si iscrivesse godrebbe immediatamente dei vantaggi procedurali di quanto sinora acquisito nei rapporti con l'ente esattore.

IL TAR inchioda Equitalia
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Il Tribunale di Enna segue la sentenza 350/2013: usura contrattualizzata. E’ la seconda volta, la giurisprudenza avanza.

Pubblicato su 5 Febbraio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in RIEQUILIBRIO FISCALE

Dopo due sentenze di Tribunali Ordinari nel 2014, arriva una nuova sentenza pronunciata dal Tribunale di Enna in data 12 gennaio 2015, che accoglie in toto ancora una volta la discussa sentenza n. 350 /2013 pronunciata dalla Cassazione civile Sez.I, che in modo semplice, lineare e incontroverbribile dilata uno squarcio da tempo già aperto nel panorama giuridico e che vede impegnati a dibattere tutti gli operatori del diritto sulla vexata quaestio dell’usura perpetrata dagli istituti di credito attraverso tutti quei contratti di finanziamento che in maniera più o meno palese registrano l’applicazione di tassi di interesse al di sopra del limite fissato dalla legge.

La sentenza n. 25/2015 emessa a seguito di giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, si snoda attraverso tre passaggi fondamentali nella normativa anti-usura.

 

Il primo muove dal cardine prìncipe che è la legge 108/96, come interpretata in maniera autentica dall’art.1 del d.l. 29 dicembre 2000, n.394, convertito, con modificazioni, nella legge 28 febbraio 2001, n.24, con la quale il legislatore ha fissato non solo l’esatta connotazione dell’usura oggettiva ma anche il momento in cui la stessa prende compiutamente forma cioè il momento della pattuizione, ovvero quando gli interessi vengono promessi o convenuti a qualunque titolo.

La sentenza pone quindi l’accento proprio su questo punto: “la natura usuraria dei tassi di interesse va determinata in riferimento al momento della convenzione e non a quello della dazione”.

Il secondo si articola attraverso la testuale applicazione dell’art.644 c.p.c, come riformato dalla legge 108/96, analizzando tutti quegli elementi fondamentali ai fini del calcolo del TEG, tasso effettivo globale, ovvero tutte quelle remunerazioni che a qualunque titolo incidono sul costo del finanziamento fatta eccezione di imposte e tasse.

Nel caso di specie il magistrato ha giustamente valutato gli interessi convenuti nel contratto quindi anzitutto gli interessi corrispettivi ( 5,22%) e moratori ( 7,22% = 5,22 %+2) “chiesti in tale misura dall’istituto di credito attraverso il ricorso per decreto ingiuntivo” ha poi applicato fedelmente l’art. 1 della legge 108 del 1996 “che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che gli interessi moratori”, attraverso la sommatoria dei due tassi (5,22 %+ 7,22%) ha legittimamente considerando parte del TEG, tutte le remunerazioni a prescindere dalla loro funzione giustamente concludendo che gli interessi convenuti, superando il tasso soglia, fissato attraverso le rilevazioni ministeriali nel tasso medio aumentato della metà, alla data di stipula del contratto, sono usurari!!!

Infine il terzo ed ultimo aspetto della pronuncia in esame che rappresenta il coronamento logico, la “ratio legis”, è dato dall’applicazione dell’art.1815 comma 2 c.c., come riformato dalla legge 108/96 :
“Se sono convenuti interessi usurari [c.p. 644, 649], la clausola è nulla e non sono dovuti interessi [c.c. 1339, 1419].”

Riemerge il fil rouge che percorre tutto l’iter normativo, la tutela voluta dal legislatore contro il reato di usura, che in sede civile trova nell’elemento sanzionatorio della nullità della clausola determinativa di interessi usurari, piena espressione di garantismo degli interessi primari sottesi all’accesso del credito.

Questo il vero punto di forza della normativa antiusura, riuscire a colpire attraverso la legge 108/96 tutti gli speculatori, gli aguzzini, attraverso un deterrente vero, efficace e giusto e nel contempo parzialmente ristoratore di quei disagi determinati ai danni di coloro, privati ed imprenditori, che stretti dalla necessità di accedere al credito subiscono costantemente piegandosi l’ègida delle banche .

La sentenza del Tribunale di Enna appare ictu oculi perfettamente allineata al dettato normativo, prende correttamente le distanze dalle inutili e sterili polemiche che hanno caratterizzato l’argomento negli ultimi anni snaturandone persino la ratio legis, violentandola puntualmente in favore sempre e comunque delle banche.

Va dritta al cuore del problema ma dimostra anche di avere cuore collocandosi anzi incastonandosi nel particolare momento storico di crisi che vede in ginocchio l’economia del nostro paese.

Non rimane che auspicare che l’esatta interpretazione data da questo Tribunale, e che dovrebbe essere anche l’unica, venga finalmente seguita da altri magistrati altrettanto preparati, coerenti e coraggiosi che possano segnare la svolta epocale già intrapresa dalla Cassazione con la sentenza 350/2013.

Tratto da:http://rossellafidanza.altervista.org
Il Tribunale di Enna segue la sentenza 350/2013: usura contrattualizzata. E’ la seconda volta, la giurisprudenza avanza.
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Contro il Sistema: "Usura Bancaria"

Pubblicato su 27 Gennaio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in RIEQUILIBRIO FISCALE

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