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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Post con #italia categoria

OTTIMO INTERVENTO DI DI BATTISTA ALLA CAMERA

Pubblicato su 23 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

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L'EX GIOVANE DEMOCRISTIANO RENZI E'…...

Pubblicato su 17 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

L'EX GIOVANE DEMOCRISTIANO RENZI E'…...
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Benvenuti in Albania, al call center si lavora per 600 euro

Pubblicato su 13 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

«Se il call center si sposta in Albania, portiamo l’Albania qui da noi. Cioè, riduciamo drasticamente i salari». Lo rivela l’ultimo contratto di settore siglato da Cgil, Cisl e Uil con le due strutture padronali, Assotelecomunicazioni e Assocontact, in cui si prevede una sorta di “salario di ingresso” al 60% della paga minima, riferisce il “Fatto Quotidiano”. Coi loro 100.000 occupati – senza contare quelli interni alle aziende – i call center «sono la vetrina per clienti in cerca di informazioni oppure da assoldare con proposte “allettanti”». Il contratto si riferisce a questi ultimi, i lavoratori a progetto (co.co.pro.) in “outbound”, cioè coloro che effettuano chiamate verso l’esterno (telemarketing, televendite, ricerche di mercato). Si tratta di 30.000 addetti, per i quali la riforma Fornero ha richiesto il ricorso alla contrattazione per determinarne la retribuzione. E così, aziende e sindacati di categoria hanno siglato un contratto che prevede il riconoscimento del minimo tabellare (circa 1.000 euro netti al mese) ma ridotto al 60% fino a gennaio 2015. Da quella data, poi, si risale di anno in anno fino a tornare al 100% (del minimo) nel 2018.

«Una forma originale di “salario di ingresso” prolungato nel tempo», la definisce Salvatore Cannavò sul “Fatto”. Inoltre, per le nuove assunzioni al Call centertermine del contratto, l’azienda utilizzerà lavoratori presenti in una speciale graduatoria: per potervi accedere, gli aspiranti dipendenti dovranno sottoscrivere “un atto di conciliazione individuale”, di valore giuridico, che li impegna in anticipo a rinunciare «a diritti pregressi, che non vengono nemmeno specificati». Anche da parte sindacale, l’accordo è stato difeso come «una importante novità nel panorama delle relazioni industriali». Le parti hanno addirittura siglato un comunicato congiunto. Cesare Avenia di AssTel sostiene che «non era mai avvenuto prima che si stipulasse un accordo avente come oggetto dei lavoratori non dipendenti». La retribuzione’ Ultra-minima, certo. Però «amplia le certezze per i lavoratori». Tra queste: la contrattazione separata, che secondo fonti sindacali «impedisce loro di accedere al contratto generale».

Nati impetuosamente agli inizi degli anni Duemila, ricorda Cannavò, i call center si sono evoluti confusamente con contratti “selvaggi”, messi in evidenza da film come “Parole sante” di Ascanio Celestini e “Tutta la vita davanti”, di Paolo Virzì, tratto dal libro di Michela Murgia “Il mondo deve sapere”. «Il call center sembra la catena di montaggio degli anni Duemila», sottolinea il “Fatto”. Nel 2006, l’allora ministro del lavoro Cesare Damiano, «uno dei pochi che si occupa ancora di lavoro», con una circolare riuscì a stabilizzare circa 24.000 lavoratori, ma il dispositivo fu poi “smontato” dal successivo governo Berlusconi. «Nel frattempo si è ampliato il fenomeno di delocalizzazione alla ricerca del costo dellavoro più basso», parzialmente mitigato da una misura introdotta nel 2012 dal governo Monti, che sospende Cesare Damianogli incentivi per le aziende che delocalizzino fuori dai confini dell’Ue.

Per i call center, «settore simbolo del precariato», lo spettro della delocalizzazione incombe da sempre sui lavoratori di marchi come Sky, Fastweb, Vodafone. «Tra i paesi preferiti la vicina Albania, con circa 60 aziende tra Durazzo, Valona e Tirana. Ma anche la Romania o la Tunisia». Attenzione: se negli anni Duemila i lavoratori manifestavano soprattutto per regolarizzare il proprio lavoro, ora la protesta è contro le delocalizzazioni, come dimostrano le recenti agitazioni dei dipendenti Fastweb, Almaviva, E-Care. «In tempi di crisi ogni lavoro è essenziale, anche quello meno professionale dei call center, per quanto si tratti ormai di una occupazione rilevante», conclude Cannavò. «In Puglia, ad esempio, Teleperformance è la seconda azienda dopo l’Ilva con 3.000 dipendenti, mentre Almaviva (ex Atesia) ne occupa 24.000 in Italia». Per i nuovi addetti al telemarketing, la paga scende dunque a 600 euro, full time. I sindacati? Firmano, entusiasti: benvenuti in Albania. «Di questo passo», commenta Giuliana Cupi di “Alternativa”, «tra poco, per lavorare dovremo pagare: e scommetto che qualche sindacato riuscirà pure a vantarsi di aver salvaguardato i posti di lavoro».

Tratto da: libreidee.org
Benvenuti in Albania, al call center si lavora per 600 euro
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1 BAMBINO SU 10 NON MANGIA. E QUESTI PARASSITI SI CHIEDONO ANCORA PERCHE’ LA GENTE PROTESTA? A CASA! SUBITO!

Pubblicato su 13 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Crisi, oltre un milione di bambini italiani in povertà assoluta. In un anno +30%

Il dato allarmante emerge da un rapporto di Save the children, secondo cui 1,3 milioni di minori sono in condizioni di disagio abitativo e le famiglie con figli hanno tagliato i consumi di 138 euro al mese

Oltre un milione di bambini italiani, pari a uno su dieci, vive in povertà assoluta. Il dato allarmante, aumentato del 30% nel 2012, emerge dal rapporto “L’Italia sotto sopra” di Save the children, che parla di “una tenaglia di povertà e deprivazione che giorno dopo giorno stringe ai fianchi sempre più bambini e adolescenti, costringendoli a vivere un presente con pochissimo ossigeno: cibo al discount, pochi o nessun libro, scuola solo la mattina senza neanche un’ora in più per attività di svago e socializzazione, e poi a casa, in uno spazio piccolo e soffocante, nient’altro da fare nel tempo libero perché non ci sono soldi e gli aiuti che arrivano dai servizi sociali se ci sono, sono pochi, perché il Comune è in default”.

Secondo il rapporto 1 milione e 344mila minori vivono in condizioni di disagio abitativo e 650mila in Comuni in default o sull’orlo del fallimento e per la prima volta è di segno negativo la percentuale di bambini presi in carico dagli asili pubblici, scesa dello 0,5 per cento. Il 22,2% di ragazzini è in sovrappeso e il 10,6% in condizioni di obesità: il cibo buono costa e le famiglie con figli hanno ridotto i consumi e gli acquisti (-138 euro in media al mese), anche alimentari.

Inoltre, un bambino su tre non può permettersi un apparecchio per i denti e gli 11 euro mensili di budget delle famiglie più disagiate con minori, per libri e scuola, è una cifra di 20 volte inferiore a quella del 10% delle famiglie più ricche. Sui 24 Paesi dell’Ocse, l’Italia è all’ultimo posto per competenze linguistiche e matematiche nella popolazione 16-64 anni e per investimenti inistruzione: +0,5% a fronte di un aumento medio del 62% negli altri Paesi europei; sono 758mila i ragazzi che lasciano la scuola e oltre 1 milione i giovani disoccupati.

“In questa fase di crisi i bambini e gli adolescenti si ritrovano stretti in una morsa: da una parte c’è la difficoltà di famiglie impoverite, spesso costrette a tagliare i consumi per arrivare alla fine del mese, dall’altra c’è il grave momento che attraversa il Paese, con i conti in disordine, la crisi del welfare, i tagli dei fondi all’infanzia, progetti che chiudono”, ha commentato Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia. “In mezzo, oltre un milione di minori in povertà assoluta, in contesti segnati da disagio abitativo, alti livelli di dispersione scolastica, disoccupazione giovanile alle stelle”.

VAI AL LINK CON LA MAPPA INTERATTIVA, SEGUI LE ISTRUZIONI E TROVERAI TUTTE LE INFO NECESSARIE PER PARTECIPARE! 9 DICEMBRE, L’ITALIA SI FERMA!

Tratto da:http://bastacasta.altervista.org

1 BAMBINO SU 10 NON MANGIA. E QUESTI PARASSITI SI CHIEDONO ANCORA PERCHE’ LA GENTE PROTESTA? A CASA! SUBITO!
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DA VERO PARASSITA ALFANO CERCA SOLDI PER GLI ARRETRATI DEI POLIZIOTTI. TROPPO TARDI, CARO INCAPACE

Pubblicato su 12 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

ALFANO, ADESSO CHE GLI BRUCIA LA POLTRONA, CERCA SOLDI PER GLI ARRETRATI DEI POLIZIOTTI. DA VERO PARASSITA PER UN ANNO INTERO NON SE NE ERA INTERESSATO. TROPPO TARDI, CARO INCAPACE!

LEGGIAMO DAL BLOG DEI DEPUTATI 5 STELLE

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Apriscatole: clamoroso, il Viminale si affretta a pagare la Polizia?

Foto

La paura fa 90, anzi la paura fa Viminale.

Secondo il nostro apriscatole, sembra che ieri ci sia stata infatti una riunione indetta in fretta e furia al Ministero dell’Interno, volta a sbloccare di corsa il pagamento degli straordinari arretrati alle forze di Polizia, e forse anche le indennità di missione e di funzione. Cose di cui finora si erano ampiamente infischiati.

Indovinate perché?

VAI AL LINK CON LA MAPPA INTERATTIVA, SEGUI LE ISTRUZIONI E TROVERAI TUTTE LE INFO NECESSARIE PER PARTECIPARE! 9 DICEMBRE, L’ITALIA SI FERMA!

http://bastacasta.altervista.org/p7311/

Tratto da: http://bastacasta.altervista.org

DA VERO PARASSITA ALFANO CERCA SOLDI PER GLI ARRETRATI DEI POLIZIOTTI. TROPPO TARDI, CARO INCAPACE
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Letta e 148 stupratori violentano la Democrazia

Pubblicato su 11 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

on 379 voti a favore, i deputati hanno confermato il sostegno al governo. Una maggioranza di 53 voti, senza i 148 abusivi, non c’è governo. Letta è un premier abusivo e illegale. Ora andrà al Senato. …

Quello compiuto dalla Camera dei Deputati è un atto illegittimo, illegale e sprezzante della volontà popolare. Siamo entrati in un territorio sconosciuto, dove una maggioranza illegale vive per i voti di parlamentari abusivi. E con i voti di questi clandestini della democrazia continua a legiferare.

E’ evidente che ogni voto del Parlamento è, da oggi, un voto privo di valore. Ogni legge, atto o indirizzo di governo è una legge, un atto e un indirizzo illegittimo.

Quel personaggio tronfio che risponde al nome di Letta e che ha osato, da bullo di regime, presentarsi in un Parlamento decaduto per chiedere la fiducia, è un premier illegale. A capo di un governo illegale. Da oggi, qualsiasi atto per abbattere il governo è un atto lecito. Quando la democrazia è violentata da un orda di 148 stupratori travestiti da deputati, nulla può più essere come prima.

Il ‘vaso’ è aperto, ne subirete le conseguenze.

Tratto da: identità.com

Letta e 148 stupratori violentano la Democrazia
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MENTRE GLI ITALIANI PROTESTANO, LETTA REGALA 120 MILIONI A DE BENEDETTI. I PARASSITI SI SPARTISCONO I NOSTRI SOLDI!

Pubblicato su 11 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

RI-SORGENIA DALLE CENERI – L’AIUTINO DA 120 MILIONI DEL GOVERNO LETTA ALLA SOCIETA’ DI DE BENEDETTI SU CUI PESANO DEBITI DA 1,8 MLD (MPS LA BANCA PIU’ ESPOSTA)

Il caso Sorgenia è la spina nel fianco della famiglia di Carlo De Benedetti. Nella legge di Stabilità, le proposte di Scelta civica e Pd per evitare un pagamento da 22 milioni di oneri di urbanizzazione e per ottenere 100 milioni di sovvenzioni per le centrali a gas…

Marcello Zacchè per “Il Giornale

Il caso Sorgenia è la spina nel fianco della famiglia di Carlo De Benedetti. E, per mitigare la profonda crisi finanziaria della società elettrica, il gruppo Cir sta battendo tutte le strade. Anche quella di chiedere fondi pubblici a governo e Parlamento. E sembra che li stia ottenendo, grazie soprattutto a Pd e Scelta Civica.

Vanno in questa direzione sia una richiesta di cancellare 22 milioni di oneri di urbanizzazione dovuti per una centrale nel Lodigiano, sia le forti pressioni per inserire nel pacchetto stabilità, di qui a fine anno, le sovvenzioni per le centrali a gas, per un valore stimato di 90-100 milioni.

Piano piano sta venendo fuori, come raccontato ampiamente dal Giornale , che la società elettrica fondata nel 1999 dall’Ingegnere e controllata al 52% dal gruppo Cir sta messa male, con 1,8 miliardi di debiti totali e un bilancio 2013 che nei soli primi 9 mesi era in rosso per 430 milioni. Proprio ieri si è svolto un incontro con le banche a cui Sorgenia ha chiesto una moratoria sulle scadenze e una ristrutturazione del debito.

Tra le banche esposte spicca Mps, con 5-600 milioni, seguita da Intesa, Unicredit, Mediobanca, Banco Popolare, Ubi Banca, Bpm e, in misura minore, anche Carige, Bnl, Cariparma, Pop Etruria e qualche estera. La Cir, holding dei De Benedetti, non ha intenzione di aprire il portafoglio per partecipare al salvataggio nonostante, tra l’altro, i 350 milioni netti incassati dalla Fininvest per il Lodo Mondadori. Preferendo puntare sulle banche e, ora, anche sui quattrini dei contribuenti.

Il primo caso lo ha sollevato M5S, svelando un emendamento di Scelta Civica alla legge di Stabilità per salvare la centrale turbogas di Turano-Bertonico dal pagamento di 22 milioni di oneri di urbanizzazione. Una richiesta in parte già accolta dal Tar del Lazio, contro cui Sorgenia ha fatto ricorso. Ma, dopo l’emendamento già approvato in commissione Bilancio del Senato, non ci dovrebbero più essere dubbi: la «variante» richiesta da Scelta Civica andrebbe a confermare la legge «sbloccacentrali » con cui si era sospeso l’obbligo di versamento degli oneri per le centrali elettriche superiori a 300 megawatt.

Gli eletti di M5S ci aggiungono poi del loro scrivendo, come si legge sul blog di Grillo, di «rappresentanti della Sorgenia di De Benedetti che aspettano nei corridoi del Palazzo, davanti alla porta della commissione Attività Produttive». Ma quello che forse non hanno ancora scoperto è che in una delle tante bozze della Stabilità c’è dell’altro: una proposta per il cosiddetto capacity payment , vale a dire quella sorta di sovvenzione pubblica alle centrali elettriche per garantire la capacità di funzionamento.

È un tema che riguarda le centrali a gas (tutte e quattro quelle di Sorgenia) che, a causa del meccanismo che prevede la priorità nel dispacciamento di energia da fonti rinnovabili, rischiano di restare ferme o di funzionare poco o niente. Ebbene, a fronte di tale rischio (che è poi il principale motivo per cui Sorgenia è in profondo rosso), Sorgenia chiede di sovvenzionare la disponibilità della centrale, senza la quale il Paese rischia di restare al buio nei momenti in cui le rinnovabili non bastano a soddisfare i picchi di domanda.

Ora, essendo la capacità installata di Sorgenia pari a 3.200 megawatt, ed essendo il capacity payment stimato in 25-35mila euro al megawatt, la sovvenzione potrebbe valere per Sorgenia circa 100 milioni. Va detto che oltre alla società della Cir, sono interessati al provvedimento anche Enel e A2a.

E pure che le sovvenzioni al gas arriverebbero dopo quelle già esistenti per le rinnovabili, che ci costano 12 miliardi. In ogni caso Sorgenia è la più interessata perché sia Enel sia A2a hanno modi di diversificare significativamente i ricavi, mentre le quattro centrali dei De Benedetti a Termoli, Modugno, Turano ed Aprilia funzionano tutte a gas.

VAI AL LINK CON LA MAPPA INTERATTIVA, SEGUI LE ISTRUZIONI E TROVERAI TUTTE LE INFO NECESSARIE PER PARTECIPARE! 9 DICEMBRE, L’ITALIA SI FERMA!

http://bastacasta.altervista.org/p7311/

MENTRE GLI ITALIANI PROTESTANO, LETTA REGALA 120 MILIONI A DE BENEDETTI. I PARASSITI SI SPARTISCONO I NOSTRI SOLDI!
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Saccomanni vuol vendere Bankitalia alla Merkel

Pubblicato su 9 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Stiamo svendendo la Banca d'Italia alla Germania? Stiamo quindi svendendo a Berlino la nostra riserva aurea di 92 miliardi di euro e 66 miliardi di valute pregiate e la nostra quota del 18% nella Banca Centrale Europea, quella del 3,24% nel Fondo Monetario e il controllo sui 145 miliardi di euro di circolazione monetaria in Italia? Il drammatico interrogativo si pone leggendo nella Gazzetta Ufficiale del 30 novembre 2013 n.133, il titolo II, riguardante la Banca d'Italia che la autorizza ad aumentare il proprio capitale a 7,5 miliardi e dispone anche che nessuno dei suoi azionisti può avere più del 5% del capitale sociale. Gli azionisti possono essere banche e assicurazioni non solo italiane ma anche estere, se hanno sede legale e amministrazione centrale in uno Stato dell'Unione Europea. Il passaggio di Banca d'Italia al controllo estero, con queste norme, non è una ipotesi irreale. Infatti, in base alla regola del 5%, il 43,8%  delle quote attuali di banche italiane dovrà essere venduto. Intesa San Paolo dovrà cedere il 25,3%, Unicredit il 17,3% e la Cassa di Bologna l'1,2%. Totale 43,8%. Inoltre ci sono già tre soggetti finanziari esteri che possiedono quote di Banca d'Italia. Due, ossia Bnl posseduta da Bnp-Paribas e Allianz, non hanno la sede e l'amministrazione centrale in Italia ma in Francia e Germania. Assicurazioni Generali, pur avendo sede e direzione centrale in Italia, non ha una maggioranza di controllo interamente italiana. Bnl ha il 2,8%, Allianz l'1,3 e Generali il 6,3. In totale soggetti esteri di diritto o di fatto già hanno il 10,4% del capitale di Bankitalia. Sommato al 43,8 di soggetti italiani, che va ceduto, fa il 54,2%.

Si obietterà che ci possono anche essere soggetti finanziari italiani interessati a comprare quote di Banca d'Italia, ad esempio Cassa depositi e prestiti. Ma sin qui ho contato solo le quote che vanno vendute obbligatoriamente, non tutte quelle che possono essere vendute: cioè tutte quelle dei proprietari attuali. E fra questi qualcuno può avere necessità o elevata convenienza a vendere: ad esempio Fondiaria, che fa parte del gruppo Ligresti. Inoltre la convenienza a vendere dipende dal prezzo offerto. E una banca Ue non italiana può offrire un prezzo allettante per ottenere una partecipazione «strategica». C'è un'altra obiezione: il decreto legge consente agli attuali detentori di quote di Bankitalia in eccesso al 5% di tenerle nel proprio patrimonio in parcheggio, senza diritto di voto e senza utili. Una tale partecipazione è accettata dal collegio sindacale di una banca o di un'assicurazione solo in attesa di vendita a un prezzo soddisfacente. Diversamente si tratta di un cespite che è scorretto mantenere, avendo ogni società per azioni, come fine, il profitto. E ciò soprattutto quando si stia discutendo di riserve patrimoniali obbligatorie. Con una maggioranza estera della Banca d'Italia avremmo le mani e i piedi legati entro l'euro perché non conteremmo più nulla in sede Bce e in sede di istituzioni bancarie, come l'Unione bancaria europea, sorvegliata dalla Bce. Non potremmo uscire dall'euro, se lo volessimo, perché le nostre riserve auree valutarie sarebbero nel controllo di banche estere che potrebbero rifiutare di emettere euro-lire, garantite da tali riserve. Perché mai il ministro dell'Economia Saccomanni ha fatto una norma che crea gravosi rischi di perdita di autonomia alla nostra economia? Pare che il ministro sia a Berlino per una riunione riservata col presidente della Bundesbank e il ministro tedesco dell'Economia Schaueble, in cui potrebbe esser discussa l'Unione bancaria europea. Di ciò però si sa ben poco. Ma mi pare di poter affermare che queste norme sono incostituzionali perché poste in un decreto legge mentre a esse manca ogni requisito di necessità e urgenza e perché violano l'articolo 47 della Costituzione, I comma, che stabilisce che la Repubblica disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Con Banca d'Italia a maggioranza estera (una novità assoluta per le Banche centrali) la politica del credito è gestita dall'estero. Domando poi se il potere monetario può esser venduto a soggetti esteri per decreto legge.

Tratto da:http://www.ilgiornale.it

Saccomanni vuol vendere Bankitalia alla Merkel
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Toscana: Rossi vuole dare la cittadinanza italiana a tutti i cinesi di Prato

Pubblicato su 9 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

6 dic – “Le dichiarazione di Enrico Rossi, secondo il quale dovremmo dare la cittadinanza italiana a tutti i cinesi di Prato, dimostra se ce ne fosse ancora bisogno cosa accadrebbe se disgraziatamente alle prossime elezioni amministrative vincesse la sinistra. Ecco il baratro nel quale Rossi – nel nome un destino – vorrebbe farci piombare nuovamente”. Lo afferma Aldo Milone, assessore alla sicurezza urbana e alla Polizia Municipale di Prato.

“Lunedì all’indomani della tragedia del Macrolotto sembrava il più sceriffo di tutti. Inneggiava ai controlli, dopo averli guardati in malo modo per 4 anni, ben consapevole che la sua parte politica non aveva fatto niente per 20 anni e che questa giunta guidata dal sindaco Roberto Cenni ha imposto una svolta, facendo fare in 4 anni 7 volte quello era stato fatto fare nei 20 anni precedenti – ha aggiunto Milone – L’illegalità non può essere combattuta con la cittadinanza perché larga parte delle migliaia di lavoratori in nero presenti a Prato hanno un regolare permesso di soggiorno”.

“Secondo Rossi, in virtù della cittadinanza italiana da lui proposta non dormirebbero più nei capannoni e non lavorerebbero più al nero? – ha concluso – Oggi il governatore se ne esce con questa castroneria e dichiara apertamente la volontà politica di una parte che, per il bene di Prato, è fondamentale resti ancora a lungo all’opposizione a meditare sui danni fatti a questo nostro territorio”.

Tratto da:http://www.imolaoggi.it

Toscana: Rossi vuole dare la cittadinanza italiana a tutti i cinesi di Prato
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Invalida la ratifica dei trattati europei

Pubblicato su 8 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Effetto “collaterale” della sentenza della Corte Costituzionale: delegittimata la ratifica dei trattati europei

di  Luciano Lago

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale (incostituzionalità dell’attuale legge elettorale), i ”soloni” della Repubblica, dall’impagabile presidente Napolitano, alla “fatina” di Montecitorio, Laura Boldrini, incluso il presidente del Senato Grasso, sono tutti a gettare acqua sul fuoco ed a  pontificare che non è cambiato nulla e che il Parlamento è pienamente legittimo e può continuare a legiferare ed occuparsi delle riforme divenute urgenti ed “imprescindibili”.

In realtà la questione non è affatto come la raccontano i personaggi politici ed istituzionali interessati a mantenere lo “status quo” a tutti i costi, ad evitare elezioni immediate ed a conservare il più a lungo possibile le proprie poltrone.

Non sarà facile mantenere lo “status quo”: basterà l’iniziativa di uno o più gruppi parlamentari che vogliano dare le dimissioni in blocco per mettere in crisi una camera in quanto saranno impossibilitati a rieleggerli, in assenza di una legge elettorale valida. Vedremo nei prossimi giorni chi vorrà prendere tale iniziativa.

Saranno invece inevitabili una valanga di ricorsi verso molti dei provvedimenti  normativi presi nell’ultimo periodo dai governi Monti e Letta, come ad esempio la Legge Fornero che ha di colpo cancellato i diritti acquisiti di lavoratori e pensionati, le ultime riforme del fisco trasformatosi in una macchina vessatoria e punitiva per piccoli imprenditori, commercianti, artigiani  e famiglie e così tante altre leggi  varate da un Parlamento considerato ormai privo di ogni legittimazione dalla stessa Corte Costituzionale.

Facile scommettere che sarà interessata ai ricorsi, come giudice di ultima istanza,  anche la Corte di Giustizia europea  e sarà interessante vedere come questa giudicherà la situazione italiana, considerando i giudizi  molto poco lusinghieri dati da questa sul sistema giudiziario italiano ma tenendo presente che sono in gioco molti e corposi interessi

Sembra strano che la stessa Corte Costituzionale abbia impiegato 9 anni per arrivare a definire incostituzionale la legge elettorale denominata “Porcellum” mentre si è del tutto tappata gli occhi di fronte alle violazioni della costituzione perpetrate in questi anni dalla classe politica che ha sottoscritto i trattati europei in evidente violazione di alcuni articoli della Costituzione. Parliamo ad esempio del trattato di Maastricht , di quello di Lisbona, ed in particolare del trattato del Fiscal Compact , quello del vincolo insormontabile del 3% sul bilancio dello stato. Sono stati palesemente violati l’ articolo 1 (“la sovranità appartiene al popolo che la esercita  nelle forme e nei limiti della Costituzione”), nonché una serie di altri articoli quali l’art. 42 “ La proprietà è pubblica o privata . I beni economici appartengono allo Stato …..” ( se la moneta euro, essendo bene economico, appartiene alla BCE ,leggasi gli altri commi).  Vedi    http://www.byoblu.com/post/2012/08/08/per-entrare-in-europa-abbiamo-violato-la-costituzione-ecco-perche-la-corte-costituzionale-tace.aspx

C’è un aspetto però che diventerà  preminente per la situazione di gravissima crisi in cui l’Italia è precipitata per effetto dell’euro, delle politiche di austerità e per le direttive imposte dalla Troika europea.

La sottoscrizione di alcuni trattati europei potrà essere impugnata in quanto effettuata da esponenti politici che non avevano legittimità a disporre per conto del popolo italiano della cessione di sovranità e sottomissione alle centrali finanziarie di Bruxelles e Francoforte.  Questo è già oggetto dei primi ricorsi al Parlamento europeo da parte di legali o di semplici cittadini i quali eccepiscono la nullità dei trattati sottoscritti dai rappresentanti politici italiani quali i Prodi, i Berlusconi, i Monti, i Letta e lo stesso Napolitano in quanto non legittimati a rappresentare i popolo italiano visto che erano stati eletti con legge incostituzionale. Stessa questione anche per il Parlamento che ha ratificato tali trattati. Si trattava di un Parlamento costituito da “nominati”, non eletti e di conseguenza non era legittimato a ratificare ed i suoi atti vanno considerati nulli ad ogni effetto. Nulla vieta che gli effetti della sentenza della suprema Corte vengano considerati retroattivi così come è avvenuto per la legge Severino che ha sancito la decadenza di Berlusconi da senatore.

Si spiana quindi la possibilità di un ricorso per vie legali agli organismi direttivi della UE dove si potrà ottenere la possibilità di una rinegoziazione di tutti i trattati sottoscritti dai governi italiani degli ultimi nove anni.

Questo, che rappresenta un possibile sbocco, richiede uno scioglimento delle attuali camere e l’elezione di una maggioranza che dia luogo ad un governo di autentica rappresentanza popolare e che non sia succube agli interessi del cartello bancario dominante in Europa.

Le occasioni per il riscatto di una Nazione e per il recupero della sua sovranità si presentano nella storia a volte in maniera quasi fortuita, la questione essenziale è se ci sarà qualcuno interessato a coglierla ed a innalzare la bandiera di un riscatto nazionale.

http://www.reset-italia.net/2013/12/05/trattato-esm-italia-nullo-x-ratifica-parlamenti-incostituzionali/?

http://www.controinformazione.info/effetto-collaterale-della-sentenza-corte-costituzionale-delegittimata-la-ratifica-dei-trattati-europei/

http://www.stampalibera.com/?p=69159

attraverso: http://ununiverso.altervista.org/blog/effetto-collaterale-della-sentenza-della-corte-costituzionale-delegittimata-la-ratifica-dei-trattati-europei/

Tratto da: http://www.iconicon.it

Invalida la ratifica dei trattati europei
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