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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Post con #italia categoria

Roma, bambini-facchini ai mercati generali

Pubblicato su 3 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

-di Checchino Antonini -

Decine di minorenni delle case-famiglia caricano la frutta destinata ai romani per 150 euro al mese. E tutti fingono di non vedere

Fuggono da un paese, magari per non essere bambini-soldato e diventano facchini-bambini alle porte della Capitale. Un’operazione di polizia giudiziaria, su disposizione della procura della Repubblica di Tivoli ha rivelato pochi giorni prima di Natale una realtà terrificante di sfruttamento del lavoro minorile nei mercati generali di Roma. Bambini-facchini, decine e decine, più di un centinaio, per lo più ospiti delle strutture d’accoglienza del Comune, che ogni giorno si recano al Car di Guidonia, il mercato ortofrutticolo e, dopo aver scavalcato le recinzioni lavorano per 100-150 euro al mese scaricando e caricando merci sui camion.

La polizia ha trovato documentazione falsificata per truccare l’età di alcuni bambini e aggirare le norme di tutela del lavoro minorile italiane. L’indagine è cominciata un anno e mezzo fa ma, secondo un’interrogazione appena depositata da 23 parlamentari grillini, ai ministri del lavoro, delle politiche agricole e dell’interno non risulterebbe alcuna denuncia da parte di Massimo Pallottini, che dirige la struttura alle porte orientali della Capitale. Le domande dei parlamentari sono inquietanti: perché non siano state adottate misure rigide di inibizione dello sfruttamento minorile, noto da almeno un anno e mezzo, in materia di facchinaggio del mercato ortofrutticolo di Guidonia? E, ancora, perché il prefetto di Roma Pecoraro non abbia adottato misure urgenti incisive sul C.A.R. sulla base dell’esposto scritto dal direttore Pallottini?

Se l’ispettorato del lavoro nell’ultimo anno e mezzo abbia rilevato o meno la piaga del lavoro minorile nel CAR di Guidonia e comunque abbia rilevato anomalie in altre situazioni lavorative di facchinaggio del CAR che appare perfuso da un alto livello di illegalità? Infine: se non si consideri opportuno l’invio urgente degli ispettori del lavoro a Guidonia con continuità e frequenza incessante per eliminare la vergogna del lavoro minorile nel facchinaggio delle derrate agroalimentari destinate alla spesa quotidiana soprattutto dei cittadini romani, che non vogliono essere complici indiretti del consumo di prodotti nella cui fase di lavorazione c’è un importante macchia di illegalità.

http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=94067&typeb=0

Tratto da: informarewresistere.fr

Roma, bambini-facchini ai mercati generali
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IL PASSAGGIO DEL RUBICONE DI BEPPE GRILLO

Pubblicato su 2 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

La traduzione sbagliata, o perlomeno furviante, di “Alea jacta est” in “Il dado è tratto“, non rende pienamente l’idea della irrevocabilità di una decisione presa e dalla quale non si può tornare indietro. Se si pensa che il significato invece è “Il dado è lanciato“, si capisce meglio la pregnanza storica di quella frase, con la quale Cesare, passando il fiume Rubicone, limite oltre il quale gli eserciti non potevano andare, dichiarava in qualche modo aperta la guerra civile.

Era il 10 Gennaio del 49 a.C. e, con 10 giorni di anticipo rispetto a quella ricorrenza, Beppe Grillo, nel suo discorso di fine anno 2013, ha dato lo slancio, se non proprio alla guerra civile, ad una più decisa ed incisiva azione contro i poteri forti che spadroneggiano nel nostro mondo. Magari mi sbaglierò, ma se prima i temi erano più “soft” come l’ecologia, l’internet per tutti, gli inceneritori, adesso i bersagli indicati sono molto più pregnanti e, lo dico con grande soddisfazione, a mio modesto avviso quelli giusti:

         strapotere delle banche

         strapotere delle elites finanziarie,

         strapotere della BCE,

         strapotere della massoneria;

         ritorno ad una sovranità italiana sia dal punto di vista monetario ma anche alimentare, territoriale, ecc.;

         votazione per decidere se restare o meno entro l’Euro (ricordo che per molto meno, referendum per accettare o meno le misure di austerity, il leader greco Papademos se ne dovette andare per lasciar posto al fantoccio Goldman Sachs di turno, esattamente come avvenne per Berlusconi in Italia pochi giorni dopo, quando dovette lasciare il osto al fantoccio Goldman Sachs Monti);

         rilancio alla grande per le elezioni europee con promessa di vincerle (chi può dire altrettanto?).

Insomma, un discorso che secondo me resterà nella storia. Da ascoltare e meditare: io sottoscrivo tutto.

 

Scritto da: Alberto Medici – Tratto da: http://www.stampalibera.com

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Previsioni Politiche, Fiscali, Economiche e Sportive per l’Italia del 2014 (fk the Prophet)

Pubblicato su 2 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Vedo, vedoo, vedoooooooo….

Italia Politica 2014

  1. Non si andrà a votare con l’attuale legge elettorale o con una qualsiasi altra che preveda come possibile esito la maggioranza parlamentare anche in una sola camera da parte di un partito/coalizione che prenda 1 voto più degli altri. Almeno fino a quando ci sarà il rischio che VINCA una forza politica anti-sistema ovvero il MoVimento 5 Stelle. Questo possibile evento rappresenta la sciagura assolutaper l’attuale sistema di lobby, di banchieri, di Grand Commis di Stato, manager pubblici e ogni altro genere di piccola consorteria italiana che sopravvive attraverso le risorse pubbliche (ovvero i proventi delle tasse, il privilegio nelle leggi e nelle procedure burocratiche)   ed è anche un serio problema per equilibri e rapporti internazionali, non è un caso se il più grande partito italiano di opposizione (M5S) non ha ottenuto la presidenza del Copasir.
  2. Se davvero il Matteo Renzi vorrà cimentarsi ad elezioni, allora PRIMA sarà fatta una nuova legge elettorale che, al contrario di quanto egli afferma (la “nuova legge elettorale”) sarà costruita per garantire una “grande coalizione” ed eventualmente escludere dal potere il partito/coalizione di maggioranza relativa ove questo sia l’M5s. Altro che difesa del bipolarismo.  Infatti l’idea del doppio turno è stata già accantonata, troppo alto il rischio nel caso in cui l’M5s arrivi al ballottaggio. Il gioco mediatico e culturale, delle curve fra tifosi di destra e di sinistra che ha retto il bordone alla spartizione di potere fra PD e PDL in questi 20 anni si è rotto. Cioè se immaginiamo un ballottaggio fra (CDX o CSX) vs (M5s) è scontato che gli elettori tifosi, delle due tradizionali curve politiche voterebbero M5s per far dispetto agli avversari. E ciò è intollerabile per l’attuale assetto di potere.
  3. Nel 2014 almeno un cittadino eletto del MoVimento 5 Stelle verrà beccato dalla magistratura a rubacchiare, e qualche intercettazione compromettente verrà fatta trapelare alla stampa “libera” (potete ridere) italiana. Nulla di nuovo sotto il sole, si tratterà di vedere come l’M5s reagirà, ovvero se con l’usuale autodifesa palese (PDL) o nascosta (PD… avete presente Penati?) oppure con un vero rigore.
  4. Le elezioni europee del 2014 vedranno: 
  • Una Vittoria  Movimento 5 Stelle, cioè un risultato oltre il 25% a livello nazionale.
  • Una sostanziale tenuta e crescita  complessiva dei partiti che costituiscono  il  Centro Destra (Lega  e NCD* Compresi)
  • Un disastro elettorale complessivo dei partiti che costituiscono generalmente il  Centro Sinistra
  • La sostanziale scomparsa del “Centro” e l’annientamento politico di Mario Monti (si consolerà con lo stipendio da Senatore a Vita) 
  • A livello Europeo almeno il 25% dei seggi verrà preso da partiti euroscettici, con una possibilità che si formi una grande coalizione europea contro il blocco anti-euro
  • Berlusconi, salute permettendo, tornerà a brillare come genio politico italiano (il che è semplicemente vero)

Italia Fiscale 2014

Qui le previsioni sono banali:

  1. Le tasse sui consumi e sul reddito, complessivamente non aumenteranno perché persino i burocrati di stato si sono accorti che ogni ulteriore aumento produce una diminuzione di gettito. Assisteremo ad una sorta di fine tuning per prove ripetute, cioè lo Stato cercherà di spremere gettito complessivo da certi redditi e consumi e cercherà di bilanciare allentando la morsa da altri redditi e consumi troppo depressi, nel tentativo disperato di ottenere qualche euro in più. 
  2. Per quello che riguarda le tasse sugli immobili, amici proprietari di casa (specie di seconda e terza…) preparatevi, perchè nel 2014 lo Stato vi ammazzerà. Il 2014 sarà ricordato come l’inferno per la proprietà immobiliare, da una parte il prelievo complessivo assumerà le proporzioni dell’esprorpio e il mercato crollerà. Da una parte piccoli proprietari che non potranno più permettersi di possedere un secondo immobile, e forse neppure il primo saranno costretti a vendere (ed eventualmente andare in affitto), dall’altro la stretta creditizia renderà bancabili le compravendite a prezzi sensibilmente inferiori a quelli attuali. Se pensate che i prezzi di oggi sono già “abbastanza bassi” vi sbagliate di grosso. Il 2014 sarà l’anno del panic selling, nella stragrande maggioranza dei casi la vendita degli immobili non sarà una scelta me una necessità obbligata dall’oppressione fiscale. In Italia ci sono milioni di cittadini a basso reddito che hanno un secondo immobile, magari ereditato dai genitori. 
  3. Per quello che riguarda le tasse sulle rendite finanziarie e sulle transazioni, continuerà la stretta provocando un gigantesco esodo di capitali fuori dal sistema finanziario italiano.
  4. E dulcis in fundo, le tasse sul patrimonio in banca:  per ora le tasse sul capitale depositato in banca sono relativamente basse, il motivo di questo privilegio risiede nella forza politica della più grande e potente consorteria italiana: i banchieri.  Ma all’esaurirsi del flusso di risorse tassabili da reddito, consumi, patrimonio immobiliare è INEVITABILE che il bazooka dello Stato si sposti verso i patrimoni liquidi e le attività mobiliari. Attenzione non parlo di rendite ma proprio di tasse sul patrimonio, ad esempio attraverso un raddoppio o peggio delle imposte di bollo.

Italia Economica  2014

  1. Il 2014 sarà un ennesimo anno di ordinaria recessione, partirà meno peggio degli anni precedenti e peggiorerà nel proseguio. Gli efftetti del restcoking in atto si stanno già esaurendo.
  2. Il fenomeno della delocalizzazione di aziende verrà affiancato dall’emigrazione di massa e il cambio di residenza della parte di popolazione italiana più agiata e benestante. Ci sarà poi un fenomeno endemico di pensionati italiani che prenderanno la residenza in paesi con fiscalità vantaggiosa e costo della vita minore (le Canarie ad esempio).
  3. I giovani più validi e preparati nonsi porranno nemmeno più il dubbio se rimanere in Italia o cercare fortuna all’estero, metteranno il loro curriculum su Linkedin e andranno a fare colloqui di lavoro direttamente all’estero. In questo senso internet e i bassi prezzi dei voli aerei sono un fattore decisivo per la mobilità dei giovani talenti italiani.
  4. L’inizio dell’anno comincerà con uno shock per i conti pubblici. Lavoratori autonomi, società e proprietari di immobili cominceranno massivamente (hanno già cominciato) a non pagare le tasse. Non sto parlando di evasione ma proprio di NON pagamento del dovuto sui redditi e patrimonio correttamente dichiarati. Non sarà protesta ma stato di necessità ovvero la scelta se continuare a fare un vita un mino dignitosa o pagare le imposte.
  5. La disoccupazione non calerà
  6. Aumenterà l’economia criminale (è ripartito alla grande il contrabbando di sigarette ad esempio), il lavoro nero e l’evasione fiscale di sopravvivenza.
  7. Scoppierà alfine il bubbone di alcune  banche medie e grandi italiane sottocapitalizzate le quali dovranno essere o realmente privatizzate escludendo le varie fondazioni o nazionalizzate, oppure fatte fallire. E’ probabile che venga utilizzato il “protocollo cipriota” ovvero fare partecipare al salvataggio obbligazionisti e forse correntisti.
  8. La FIAT lascierà sostanzialmente il paese con la chiusura definitiva di almeno una delle sue grandi fabbriche (forse due).
  9. Ci sono serie possibilità che avvenga un grave “evento creditizio” nazionale.

Italia Sportiva 2014

  1. Con mia enorme sorpresa e anche con quella di tutti gli addetti ai lavori più comptenti e obbiettivi, incredibilmente il Genoa non vincerà lo scudetto ma è ovvio che sarà la squadra favorita per la stagione 2014/15. 
  2. Ci saranno i Mondiali di Calcio
  3. I miei figli continueranno a collezionare medaglie da tornei di Judo e Karate
  4. farò Jogging e palestra nell’illusione di tirare fuori la tartaruga. 

p.s. Si formerà una comunità attorno a Rischio Calcolato con l’obbiettivo di distruggere il mondo come lo conosciamo. Vi faremo sapere.

p.p.s. vi ricordo che queste previsioni non sono frutto di ragionamenti logici, è proprio che ho poteri paranormali.

Tratto da:http://www.rischiocalcolato.it

Previsioni Politiche, Fiscali, Economiche e Sportive per l’Italia del 2014 (fk the Prophet)
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FASSINA (PD): ''USCIRE DALL'EURO SAREBBE UNA SCONFITTA STORICA PER IL PD'' (E RESTARCI LA FINE DI TUTTI GLI ITALIANI)

Pubblicato su 1 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Roma - Stefano Fassina, vice ministro dell'Economia ed esponente di punta del Pd, ha dichiarato: "Uscire dall'Euro sarebbe una sconfitta storica per il PD". 

Ecco perché il PD ed i mass media che ne sono espressione fanno di tutto per convincere l'opinione pubblica che uscire dall'euro sarebbe un disastro, con tanto di "piaghe d'Egitto" ... mentre ben 6 PREMI NOBEL per l'economia sostengono che sarebbe la salvezza del nostro paese! e non solo loro! Lo hanno riconosciuto anche Bank of America e Merril Lynch.

A chi gli paventava la possibilità di uscire dall'euro, Bersani replicava, come un disco rotto: "ma siete passi! Ragassi! Uscire dall'euro sarebbe un disastro!" ed Epifani prima e Renzi ora, seguono la stessa linea, senza mai spiegare in modo chiaro il perché. Chi difende l'euro si ostina a parlare di "grande svalutazione" e altro, cavalcando dicerie e montature create ad arte: uscire dall'euro non solo è possibile, ma sarebbe persino auspicabile.

Ovviamente dovremmo tornare ad una Banca Centrale nazionale di proprietà pubblica, e non di privati come ai tempi della Lira; quando pagavamo comunque fior di interessi agli azionisti della Banca d'Italia, che è privata: come è privata la BCE, che è di proprietà delle banche centrali nazionali che a loro volta sono private.

L'uscita dell'Italia dall'euro penalizzerebbe solo la Germania: lo ha ammesso pure Der Spiegel,  mentre noi andiamo sempre più a picco, rinnovando i record negativi di mese in mese, i tedeschi al contrario stanno ottenendo record positivi; i tedeschi non sono mai stati così ricchi. Ci stanno depredando.

Scritto da: Alessandro Raffa per nocensura.com 

Tratto da:http://www.ilnord.it

FASSINA (PD): ''USCIRE DALL'EURO SAREBBE UNA SCONFITTA STORICA PER IL PD'' (E RESTARCI LA FINE DI TUTTI GLI ITALIANI)
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Ecco la lista dei 140 senatori a favore del gioco d'azzardo

Pubblicato su 1 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Elenco senatori a favore del gioco d'azzardo

Istigazione al gioco d'azzardo e concorso in lesioni psichiche. Con queste accuse il Codacons ha deciso di denunciare i 140 senatori di Pd, Sc, Ncd e Gal che hanno votato l'emendamento "grazie al quale il governo ridurrà i trasferimenti alle Regioni e agli enti locali che emanano norme restrittive contro il gioco d'azzardo".

Per l'associazione "si tratta di una vera e propria istigazione al gioco d'azzardo, un gesto scriteriato da parte dei senatori che fa nascere più di un sospetto circa i rapporti tra la classe politica e le società del gioco, e impone alla magistratura di porre sotto indagine i singoli senatori che con il loro voto hanno deciso di gettare migliaia di cittadini in pasto alle dipendenze da gioco in un paese come l'Italia in cui il gioco è una vera e propria emergenza, con costi sociali pari a 7 miliardi di euro all'anno, punire gli enti locali che cercano di tutelare i cittadini e limitare l'insorgenza delle ludopatie può configurare veri e propri reati".

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"La magistratura deve verificare se nei giorni precedenti al voto abbiano avuto accesso al Senato esponenti di aziende specializzate in giochi o soggetti a loro riconducibili, e indagare i senatori che li hanno ricevuti per corruzione e concussione, chiarendo i rapporti tra partiti e lobby del gioco più volte denunciati dai mass media".

Tratto da: http://www.today.it“

 

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Ecco la lista dei 140 senatori a favore del gioco d'azzardo
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Legge di stabilità: approvato il prelievo forzoso sulla casa

Pubblicato su 1 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

di FABRIZIO DAL COL

Comprare casa? Oggi è sempre più difficile, anzi, ormai è diventato addirittura impossibile.  Di più,  causa un provvedimento contenuto nell’articolo 35 della Legge di stabilità appena approvata dal Senato,  ora il rischio di aumentare la sofferenza del settore immobiliare, già pesantemente colpito dalla crisi, diventa una cruda realtà. Infatti, i proventi dovranno essere versati in un conto corrente creato “ad hoc” e gli interessi maturati saranno trasferiti alle piccole e medie imprese.

Ma non sono solo i soldi a mancare, e anche se ormai è certo che  ce ne sono sempre meno, è infatti il sistema creditizio bancario il maggior responsabile della caduta del settore immobiliare. Sempre più spesso chi vende una casa usa il denaro per acquistarne un’altra, e ormai più frequentemente, accade che da più grande se ne acquista una più piccola. Anche questa soluzione, che sta sempre più prendendo piede, oggi  potrebbe essere diventata una nuova formula, per recuperare un po’ di denaro e superare le difficoltà economiche. In sostanza, dal provvedimento appena approvato, è anche facile capire che se la disponibilità del gruzzoletto dovesse farsi attendere, a risentirne sarà nuovamente il mercato del mattone.

L’articolo 35 recita: “Il notaio o altro pubblico ufficiale sarà tenuto a versare su apposito conto corrente dedicato il prezzo pattuito per la vendita dell’immobile o altri corrispettivi versati, comprese ad esempio le somme destinate all’estinzione delle spese condominiali non pagate”, oltre a “le somme dovute a titolo di onorari, rimborsi spese, diritti accessori e tributi”, derivanti dalla transazione immobiliare. Chi ha redatto questo articolo, non ha però previsto le compravendite tra privati e le permute, e visto che nessuno ancora si è preoccupato di modificare la suddetta  norma, accadrà come sempre è accaduto, che l’Agenzia delle Entrate si ingrasserà grazie agli errori di interpretazione. In buona sostanza, i soldi per compare casa  resteranno parcheggiati in un conto corrente a disposizione dello Stato. Tuttavia, resta ancora da comprendere, se il conto bancario dovrà essere aperto direttamente dal notaio, e anche in questo caso sarà difficile pensare che lo faccia gratuitamente, quindi con un ulteriore aggravio per chi vende, oppure se sarà un conto unico a disposizione di tutti.

Di più, è già di per se grave che in carico allo Stato ci sia la disponibilità nella gestione dei soldi,figuriamoci cosa potrebbe accadere, se gli stessi  finissero con l’essere gestiti  da un ministero e ora ne vediamo anche il perché: gli interessi maturati dal deposito “forzato”, questo è sicuro, andranno ad alimentare i “fondi di credito agevolato”, destinati a finanziare “le piccole e medie imprese”, e che di conseguenza,  la gestione dei soldi in mano allo Stato provocherebbe  inevitabilmente anche l’innalzamento della corruttela.

A scagliarsi contro il provvedimento è Confedilizia che prevede “un ulteriore aggravio per i cittadini”, considerato, appunto, che i notai dovranno essere retribuiti per il nuovo compito previsto dalla legge. Una scocciatura, che peserà sul portafoglio dei venditori di casa, e che si aggiunge alla questione Tasi. Sul  provvedimento, c’ è anche il no della Fimaa (Federazione italiana mediatori e agenti d’affari), che lo considera alla stregua di un vero e proprio nemico per le compravendite: “Si tratta di un ulteriore peso – ha detto il presidente nazionale Fimaa, Valerio Angeletti, a Monitorimmobiliare.it – che andrà a complicare le compravendite e non certo a semplificarle”. Anzi. L’obbligo di versare i soldi della transazione sul conto corrente, inoltre, gioca a sfavore anche dei costruttori che vendendo il residenziale nuovo, e avendo perciò contratto un mutuo con le banche, corrono il rischio di scoperto di conto, nell’ipotesi in cui non dovessero incassare subito la somma pattuita. Con tutti i problemi del caso con gli istituti di credito. Insomma, questo provvedimento interessa ai cittadini ? Certo  che no, ma appare piuttosto evidente che interessi ai politici, allo Stato, e alle banche. In teoria, poi, dovrebbero trarre un vantaggio anche le Pmi, visto che gli interessi maturati andranno a finanziare proprio le loro casse. I proprietari, anche solo di una prima casa, sono soltanto contribuenti e dovranno, volenti o nolenti, fare i conti l’anno prossimo con la nuova Service tax e anche con l’Imu, nel caso in cui il Comune di residenza abbia aumentato le aliquote. E cosa succederebbe, se  il  provvedimento fosse teso a favorire un nuovo modello di finanziamento pubblico ai partiti?

Tratto da:http://www.lindipendenza.com

Legge di stabilità: approvato il prelievo forzoso sulla casa
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L’Italia ha perso la guerra, ma la ricostruzione non ci sarà

Pubblicato su 30 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Quelle che abbiamo attorno sono le macerie di una guerra. Lo afferma senza giri di parole il centro studi di Confindustria descrivendo questa crisi, ovvero la più drammatica recessione della nostra storia, dopo il secondo conflitto mondiale. A partire dal propagarsi nel mondo degli effetti reali della crisi iniziata con i “sub-prime”, lo sfacelo dell’economia è paragonabile a una guerra per i danni e le macerie che ha lasciato dietro di sé. In pochi anni sono svaniti quasi due milioni di posti di lavoro. E la drammatica morsa creditizia, operata dal sistema bancario, continuerà ancora a lungo, almeno fino al 2015 nello scenario più negativo. «Otto anni di vacche magre, anzi, scheletriche», annota Eugenio Orso. La catastrofica recessione neocapitalistica sta dando segni di luce in fondo al tunnel? Attenti: se la “guerra” è finita, «il dopoguerra potrà essere altrettanto negativo e socialmente drammatico». Parlano le cifre: oltre 7 milioni di senza lavoro e quasi 5 milioni di poveri.

Il tutto, scrive Orso in un post ripreso da “Come Don Chisciotte”, è condito da un crollo dei consumi delle famiglie che possiamo definire epocale: è la fine Draghi e Lettadella tanto deprecata società dei consumi? Siamo appesi a un filo: le ostilità potrebbero riprendere improvvisamente, «a causa di un ennesimo shock orchestrato dalla grande finanza internazionalizzata». In quel caso, «la situazione potrà precipitare ulteriormente». Del resto, la debolezza strutturale del sistema-Italia, dal punto di vista sociale e occupazionale, si manterrà anche il prossimo anno. E il Pil, «se crescerà, crescerà di un’inezia, meno dell’uno per cento», per la precisione lo 0,7% secondo la Confindustria, che rivede a ribasso precedenti proiezioni. «La peggiore ipotesi, nel dopoguerra e a partire dall’anno nuovo, è che il rispetto degli “impegni” presi in sede europea implichi la rinuncia forzata a un punto di Pil, con conseguenze negative sul temutissimo spread e ricadute ancor più negative sulla società».

Se anche la “guerra” fosse veramente finita, aggiunge Orso, se ne deduce che – in ogni caso – l’Italia è un paese sconfitto: «Abbiamo perso la guerra e soltanto ora ce ne siamo accorti». Potenza manifatturiera in Europa e nel mondo, l’Italia «è forse il grande sconfitto in Europa», anche se «non certo l’unico, perché l’area europeo-mediterranea esce complessivamente sconvolta dal conflitto, che pare continui in Grecia». Lo spettacolo è desolante: «Le macerie visibili, le distruzioni del tessuto produttivo, i segni dei continui “bombardamenti” neocapitalistici ed europoidi ci sono tutti», continua Orso.

«Lungo le direttrici del Veneto e nei distretti industriali del nord», si moltiplicano «gli edifici industriali e i capannoni chiusi intorno ai quali già cresce un po’ di vegetazione, abbandonati all’incuria perché nessuno può riattivarli». Analoga disperazione nelle strade e nelle case: «Il proliferare continuo del numero dei poveri veri, dei mendicanti, di coloro che dormono nelle stazioni, sempre più sporche e prive di manutenzione, ugualmente lo dimostra. Case senza riscaldamento (e senza luce) sempre più numerose, perché la cosiddetta “economia della bolletta” ammazza le Letta e Merkelfamiglie monoreddito». E attorno, «edifici pubblici e privati senza manutenzione, che fra qualche anno cadranno in pezzi».

Ma non è tutto. «Le macerie morali, invisibili quanto le ferite che offendono lo spirito, sono forse le più difficili da rimuovere e le più insidiose». Secondo Orso, «per l’Italia ci sarà un lungo dopoguerra, interrotto forse una ripresa improvvisa del conflitto, con un ultimo “bombardamento” finanziario ordinato delle aristocrazie globali del danaro e della finanza».Ma attenzione: «Non è prevista alcuna ricostruzione». Questo gli analisti del centro studi di Confindustria non lo scrivono, ma lo lasciano intendere quando, con aridi numeri, cercano di prevedere i possibili scenari del dopoguerra. «Non ci sarà ricostruzione, come avvenne dopo la seconda guerra mondiale, dal 1947 agli anni cinquanta. Perché, a differenza di allora, la spietata “global class” finanziaria, perfettamente organica al neocapitalismo e senza problemi di coscienza, non prevede per il paese alcun “Piano Marshall”». Ovvero: «Le risorse del paese si saccheggiano, le sue strutture produttive si smantellano, la popolazione si spreme fino all’inverosimile, e poi si passa ad altro, ad altri “mercati”, ad altre “bolle”, lasciando dietro di sé solo macerie. Materiali e morali».

Tratto da: imolaoggi.it

L’Italia ha perso la guerra, ma la ricostruzione non ci sarà
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Italia, Europa… SI SALVI CHI PUÒ!!!

Pubblicato su 30 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Europa da Incubo! Siamo oppressi da una crisi economica che attanaglia senza alcuna distinzione geografica le classi più disagiate, diciamo che siamo stati bravi a cogliere gli effetti peggiori della Globalizzazione ed invece che aiutare popoli con maggiore iniquità sociale a divenire più equi ci stiamo livellando noi a situazioni in cui i diritti umani e dei lavoratori sono messi in secondo piano.

Sta crollando tutta un’impalcatura, posta non su fondamenta solide, ma che durava da più di cento anni e che in un modo o in un altro garantiva un minimo equilibrio tra i diritti garantiti al popolo e quello delle “caste”, almeno alle nostro occidente. Siamo giunti al momento in cui chi governa è solo il Dio denaro e non importa che tu sia un mio connazionale, mio fratello, un essere umano, ti vendo al miglior offerente e basta!

Pensiamo solo per un attimo all’opera d’arte portata a segno dal nostrano Mario per gli amici “er Drago”….Mario Draghi, un personaggio di tutto rispetto! Talmente di rispetto che fu uno dei privilegiati ospiti ad una speciale colazione, a bordo del panfilo reale della regina Elisabetta, il “Britannia”.

E’ il 2 giugno del 1992 un anno molto particolare: crisi Prima Repubblica, uragano Tangentopoli. Vi riporto un pezzo tratto da un libro scritto nel 2000 Massimo Pini: «I giorni dell’IRI, storie e misfatti da Beneduce a Prodi», Mondadori, pag.238: “La chiave di volta della sua inarrestabile carriera, di Draghi, arriva appunto quando partecipa alla sospetta “crociera” sul lussuoso yatch “Britannia” di Sua Maesta’ Elisabetta d’Inghilterra che incrocia a largo di Civitavecchia. Tra i passeggeri figurano irappresentanti delle banche più importanti e dell’alta finanza “giudaico-anglosassone”, Barings, Barchlay’s e Warburg, Goldman Sachs, il banchiere e speculatore internazionale George Soros. Questi sono li’ ad intimare le condizioni della finanza anglo sullo smantellamento delle partecipazioni statali. Per l’Italia, Mario Draghi, Beniamino Andreatta, collaboratore di Prodi, e, sembra, il ministro del Tesoro Barucci. In quanto direttore del Tesoro, il Draghi dovette giustificarsene in audizione parlamentare: «dopo aver svolto l’introduzione me ne andai, e la nave partì senza di me…in questo modo evitai ogni possibile sospetto di commistione». Il Britannia infatti prese il largo. Fatto è che Draghi, nell’introduzione, aveva lodato le privatizzazioni così: «uno strumento per limitare l’interferenza politica…un obbiettivo lodevole». In acque internazionali, ma su suolo britannico, gli italiani restati, Rainer Masera (un altro intoccabile), Giovanni Bazoli (Ambroveneto), Beniamino Andreatta, che sarebbe diventato di lì a poco ministro, ascoltarono le condizioni per consegnare l’Italia a Goldman Sachs, ops ma vi ricordate qualche altro noto appartenente della famosa, perchè assetata, Banca d’Affari??? Ma certo, si non vi sbagliate, il nostro grande Presidente Menti…ops Monti.

Una torta da 100 mila miliardi, come scrisse Massimo Gaggi, giornalista de Il Corriere che era a bordo, che venne spartita tra i presenti. Si dice che su quella nave sia stata messa a punto e deliberata una strategia che doveva portare alla svalutazione della lira e alla completa privatizzazione delle partecipazioni statali italiane a prezzi stracciati grazie alla svalutazione.
A settembre dello stesso anno viene lanciato un attacco speculativo che porta a una svalutazione della lira del 30% ed al prosciugamento della riserva della Banca d’Italia con Ciampi che arriva a bruciare 48 miliardi di dollari. Cominciano così le svendite a go-go di Draghi e Prodi.

Nel settembre ’93, alla privatizzazione della Comit fu incaricata di presiedere la Lehman Brothers; a quella del Credit, la Goldman Sachs. Fu Prodi a dare l’incarico alla Goldman Sachs, «della quale era stato consulente fino a pochi giorni prima». Capito, il Mortadellone? La Merrill Lynch, nei giorni in cui aveva l’incarico, aveva offerto alla Deutsche Bank il pacchetto di Credito Italiano in proprietà all’IRI per 6 mila lire ad azione. La Goldman Sachs fissò il valore del Credito a 2.075 lire per azione, meno della quotazione in Borsa, che era sulle 2.230 lire. Insomma Prodi vendette per 2.700 miliardi qualcosa che ne valeva almeno 8 mila. Persino l’Espresso si chiese:  ”è dunque un regalo quello che l’IRI sta facendo al mercato? ”

Il premio per il lavoro svolto in maniera assolutamente zelante al servizio dei padroni banchieri: ha lavorato talmente bene, che oggi Draghi è stato premiato con la direzione della Banca d’Italia. «Una scelta di alto profilo», dice Romano Mortadella Prodi, in merito al nuovo capo di Palazzo Koch ! E ci credo: il leader della sinistra è stato (e forse lo è ancora) consulente guarda caso proprio della Goldman Sachs (nonché presidente dell’Iri per ben due volte), e uno dei protagonisti della svendita italiana. In tredici anni decine e decine di grosse aziende nostrane passarono in mani straniere (per esempio Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Ferrarelle, e moltissime altre). Nulla di sorprendente se Mario Draghi piace tanto a Prodi, anche perché sembrerebbe, e qui il condizionale è d’obbligo, che la campagna elettorale di Romano Mortadellone sia finanziata da una certa Linda Costamagna, una privata signora. Fin qui nulla di male. Ma se venisse fuori che questa signora è la moglie di Claudio Costamagna, Amministratore delegato della Goldman Sachs per l’Europa, la cosa cambierebbe ? Certo che sì.

Dopo l’incontro sul “Britannia” (tra le cui banche ospiti c’erano proprio i vertici della Goldman) sono iniziate quelle mega-privatizzazioni e acquisizioni che hanno depredato e svenduto i patrimoni pubblici. E poi come non preoccuparsi, se il nuovo controllore del sistema monetario e/o bancario (governatore di Bankitalia) italiano e il capo del nuovo governo sono finanziati e controllati dalla stessa banca d’affari privata?”

Pini però nel 2000 ancora non sapeva che Marione sarebbe divenuto Presidente della Banca centrale europea dal 1º novembre 2011.
Potremmo parlare ore delle condizioni in cui ci hanno ridotto il trattato di Lisbona e il Meccanismo Europeo di Stabilità. Comincio solo con alcuni dei tagli fatti alla sovranità popolare dal trattato di Lisbona:

  • Aumento dei poteri straordinari della Commissione dell’Unione Europea in quasi tutti gli aspetti della vita dei cittadini (politica economica e difesa), privando il nostro Paese della propria sovranità e vanificando in questo senso la Costituzione italiana, a partire dall’Articolo 1 che recita “la sovranità appartiene al popolo”.
  • La politica di difesa del Trattato prevede, oltre alle missioni di pace, anche missioni offensive, che violano l’Art. 11 della Costituzione. Attraverso il potenziamento delle forze militari messe a disposizione dell’Unione Europea, è in atto un tentativo di fare dell’Europa un braccio della NATO. Con la creazione di un gruppo ristretto di paesi a cui verrebbero demandate le iniziative militari, sarebbe più facile aggirare l’opposizione di chi vorrebbe evitare lo scontro strategico portato avanti da Londra e Washington nei confronti di Russia e Cina.
  • In politica economica si parla di una vera e propria “dittatura dell’Unione e della Banca Centrale Europea”. Grazie al Trattato di Lisbona, infatti, i burocrati dell’Unione Europea avranno pieno titolo a bocciare qualunque misura decisa dal nostro governo, e dagli altri governi europei, per difendere la propria economia, l’occupazione, i redditi, l’industria e l’agricoltura, ed intervenire sui prezzi.

Con il Mes è stato inflitto il colpo fatale al popolo e alla nostra sovranità:

Si tratta infatti di un meccanismo che, secondo quanto stabilito dal Consiglio Europeo, obbliga gli stati a sottomettersi all’autorita’ dispotica di un nuovo super organismo europeo a cui viene conferita un’indipendenza e un’impunita’ tale, che lo pongono al di sopra della legge. Gli stati non hanno piu’ neppure la possibilita’ di trattare e di discutere democraticamente con la popolazione le misure economiche da attuare e si devono limitare a eseguire le riforme strutturali (tagli drastici nel settore sociale, svendita dei beni pubblici e liberalizzazioni selvagge) imposte dal fondo. Il Mes conferisce inoltre ai dirigenti dell’ente sovrannazionale il potere di richiedere in qualsiasi momento un aumento del capitale, senza che i governi o i parlamenti nazionali possano opporsi. Dall’art. 32 del Trattato i beni, le sedi e i membri del MES godono di privilegi e immunita’ da ogni forma di giurisdizione. I beni, le disponibilita’ e le proprieta’ del MES non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio o qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative. I locali del Mes vengono letteralmente definiti ”inviolabili”.Tutti i beni, le disponiblita’ e le proprieta’ del Mes sono esenti da restrizioni, regolamentazioni, controlli e moratorie di ogni genere.

Inoltre Mario Monti ha pubblicamente dichiarato, un annetto fa circa, che le crisi economiche, sono indotte per creare le condizioni ottimali per la cessione di Sovranità Nazionale…. Ma un trattamento sanitario obbligatorio a questi Geni no???

Tratto da:http://www.catenaumana.it

Italia, Europa… SI SALVI CHI PUÒ!!!
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Toh , guarda , un’altra porcata nella “Legge di Stabilità”. Del resto i dipendenti della Presidenza del Consiglio erano proprio pochi..

Pubblicato su 29 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

cari Amici

vi invito a leggervi la famosa “Legge di stabilità 2014″.

certo, dovrete avere un buon livello di masochismo, perchè il testo è scritto in un burocratese talmente stretto, così insulso, dal far apparire apparire la traduzione delle leggi di Hammurabi dal babilonese un esercizio per le elementari. Vorrei conoscere chi scrive in questo modo per vedere se , effettivamente, appartiene alla specie “Homo Sapiens”.

Naturalmente una scrittura così perversamente contorta da non il dubbio, ma la certezza, di nascondere porcate e favoritismi.

Ed infatti, proprio agli inizi, ecco un bel commino fresco fresco:

“18. Ai fini del rafforzamento delle strutture della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei Ministeri e dell’Agenzia per la coesione territoriale, di cui all’articolo 10 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, preposte, per quanto di competenza, a funzioni di coordinamento, gestione, monitoraggio e controllo degli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali europei anche per il periodo 2014-2020, è autorizzata, fermo restando l’obbligo di esperire le procedure di mobilità previste dalla normativa vigente, l’assunzione a tempo indeterminato di un contingente di personale nel numero massimo di 120 unità altamente qualificate, eventualmente anche oltre i contingenti organici previsti dalla normativa vigente, per l’esercizio di funzioni di carattere specialistico, appartenente all’area terza.”

tagliamo i fronzoli. Delle 160 parole circa che compongono il paragrafo, le essenziali sono : ” Assunzione a tempo indeterminato… 120 unità”. Ci sarebbe  anche “Altamente qualificate”, il che, nell’insieme del burocratese in atto è essenzialmente leggibile come percipenti uno congruo stipendio lordo annuo, diciamo, dell’ordine di un 100 mila euro. Naturalmente le funzioni specialistiche dipenderanno dalla “Spinta” che gli eventuali candidati potranno avere alle spalle. Sono convinto che avremo una nuova fioritura di esperti di migrazione delle rondini, di abitudini sessuali degli orsi marsicani o di proliferazione del Cirneco dell’Etna. In fondo chiunque potrà essere esperto, se appoggiato da un mammasantissima…

Quindi, con poche righe , si aumento il già ENORME STUOLO DI DIPENDENTI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO A SPESE DEGLI ITALIANI, CHE, PECORE, PAGANO SEMPRE. Un 12-15 milioni all’anno in più per foraggiare i soliti pseudo esperti di parte  che permettono la camorria che ha ormai divorato la nostra nazione

Comunque, signori, va tutto bene. Grazie Presidente Letta.

Tratto da:http://www.rischiocalcolato.it

Toh , guarda , un’altra porcata nella “Legge di Stabilità”. Del resto i dipendenti della Presidenza del Consiglio erano proprio pochi..
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Regalo di Natale di Letta agli italiani: 2,1 miliardi di tasse in più nel 2014

Pubblicato su 28 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

 

Il Bildeberger Letta ha promesso la fine dell’austerity ma nello stesso ha aumentato le tasse per oltre 2 miliardi di euro su un’economia reale già in agonia. O è un dissociato mentale o è il solito politicante. Di certo, questo “modus tassandi” stritola l’economia e consegna l’Italia all’abbraccio mortale del MES, il trattato firmato durante il governo Monti (un altro Bildeberger) che consente a un istituto sovranazionale di controllare le nazione in cambio di un prestito. Tale potere dispositivo del MES sulla politica economica degli Stati debitori avviene al di fuori di ogni controllo democratico e non è soggetto a nessun tribunale poichè gode dell’immunità giudiziaria (ovvero dell’impunità assoluta). Il vero scopo dell’austerity non è il risanamento dei conti pubblici (l’aumento dell’IVA al 23% ha prodotto meno entrate per il fisco) perchè diminuendo il potere d’acquisto delle famiglie, la produzione agricola e industriale si contrae generando licenziamenti, povertà e scarsi rendimenti per lo stato. Il vero scopo dell’austerity è il fallimento degli stati perchè gli architetti della globalizzazione (l’elite finanziaria internazionale che ha creato il Bildeberg e manovra le sue marionette) vogliono appropriarsi dei loro beni pubblici, gli unici che fino ad ora erano stati esclusi dal mercato e dal controllo privato.  Il popolo farà in tempo ad accorgersene prima che anche l’acqua pubblica finisca all’asta dei poteri forti?  

segue l’articolo di Raffaello Binelli:

 

Da Palazzo Madama via libera definitivo alla manovra varata dal Governo: i sì sono stati 167, i no 110. Dalle tasse che aumentano al lavoro che non c’è, quello di Letta è il Governo degli impegni non rispettati. Matteoli (Fi): “Letta è come Houdini, prova a illudere gli italiani”. Romani (Fi): “Prende in giro tutti”

 

L’aula del Senato ha detto sì alla fiducia posta dal Governo sulla legge di Stabilità con 167 voti favorevoli. Sono stati 110 i voti contrari (Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Sinistra Ecologia e Libertà e Lega).

via libera anche al ddl bilancio, con 158 voti favorevoli, un voto contrario e un astenuto. L’opposizione al momento delle votazioni ha lasciato l’assemblea.

Con il sì del Senato in terza lettura, la manovra economica per il 2014 (che comprende il ddl stabilità e il ddl bilancio) diventa legge.

Dopo tante chiacchiere il governo rifila un panettone decisamente amaro agli italiani. Fatto soprattutto di tasse, tagli alla spesa sulla carta e promesse, tante promesse per il futuro (vedi l’abolizione delle province e la nuova spending review). Intanto la seconda rata dell’Imu è scattata e il governo non è riuscito a evitare l’aumento dell’Iva. Ma torniamo alle tasse: aumenteranno di 2,1 miliardi. E’ questo il saldo previsto dalla Legge di Stabilità, tra entrate che vengono aumentate (8,2 miliardi) e quelle che, invece, vengono tagliate (6,1 miliardi). Complessivamente la manovra vale 14,7 miliardi nel 2014, di cui 12,2 miliardi di coperture e circa 2,5 miliardi di interventi a deficit. Il provvedimento determina il prossimo anno un aumento netto delle entrate, quindi del prelievo fiscale e contributivo, pari a 2,1 miliardi nel 2014, a circa 600 milioni nel 2015 e a 1,9 miliardi nel 2016. Le misure sulla casa invece dovrebbero comportare parità di gettito, con un peso equivalente Imu-Tasi pari a oltre 3,7 miliardi. E pensare che il governo era nato per ridurre la pressione fiscale e “non far pagare i soliti noti”.

Quella varata dal Governo e ratificata dal Parlamento appare una manovra sbilanciata: il 67% delle coperture per il 2014 viene da maggiori entrate, per scendere al 59% nel 2015 e nel 2016. Il prelievo fiscale e contributivo aumenta: come dicevamo di 2,1 miliardi nel 2014, di 600 milioni nel 2015 e di 1,9 miliardi nel 2016. A fornire i calcoli definitivi, dopo l’iter parlamentare, è stato il relatore Giorgio Santini (Pd), nel suo intervento in aula a Palazzo Madama. Bontà sua il relatore parla in termini positivi della manovra, dicendo che “indubitabilmente con questa legge di stabilità si avvia in Italia, dopo molti anni, una riduzione della pressione fiscale”. Poi però si fa subito l’esame di coscienza e ammette: “Lo si fa non nella misura che si poteva auspicare e che servirebbe a colmare il grave disagio che vivono le famiglie, le comunità e le imprese”.

“Non so se preso dal clima natalizio, che gli ha dato una spinta all’eccessivo ottimismo, o se diventato per due ore un novello Houdini, Letta oggi ha provato a illudere gli italiani. Ha dipinto il 2014 come l’anno della ripresa, della crescita, dei posti di lavoro, delle riforme, della diminuzione delle tasse, della ritrovata concordia nazionale”. Lo dichiaraAltero Matteoli (Fi-Pdl). “Molte di queste mirabolanti realizzazioni -aggiunge- si dovrebbero attuare addirittura tra gennaio e febbraio, durante i quali si discuterà di legge elettorale, di riforme costituzionali, di Bossi-Fini, del mercato del lavoro, di delega fiscale e chi ne ha più ne metta. Auguri Presidente! Purtroppo per gli italiani – conclude il senatore – la realtà è ben diversa. Se poi il governo, anche a gennaio proseguirà con l’improntitudine che ha caratterizzato l’approvazione della Legge di Stabilità, del decreto salva Roma, solo per fare due esempi significativi, la sua fine è scontata”.

“Il disegno di legge di stabilità – dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani – è il provvedimento che per primo ci ha convinti a non concedere la fiducia al governo e che conferma tutte le buone ragioni che avevamo per lasciare questa maggioranza: nessuna strategia, nessuna scelta di sviluppo, nessun coraggio. Soldi distribuiti a pioggia agli amici e agli amici degli amici, come una qualsiasi legge finanziaria della prima Repubblica. Si tratta -continua- di un disegno di legge che prende in giro gli italiani su punti fondamentali, come la riduzione del cuneo fiscale. Sapete, signori ministri, quanto rimarrà per il taglio del cuneo fiscale? Non credo, ho l’impressione che non lo sappiate. Una legge che prende in giro gli italiani sulle tasse della casa: avete sostituito l’Imu con altre imposte non meno gravose, ma ancora più confuse, così da aggravare l’incertezza e la paura di chi ha investito nella casa i risparmi di una vita”.

Fonte: Il Giornale

 

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Regalo di Natale di Letta agli italiani: 2,1 miliardi di tasse in più nel 2014
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