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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Post con #italia categoria

GLI ASPETTI DI RENZI DA VERIFICARE SECONDO ALESSANDRO MAIORANO

Pubblicato su 20 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Ieri abbiamo pubblicato una intervista rilasciata da Alessandro Maiorano riguardante l’esposto, da lui presentato, di verificare alcuni aspetti riguardanti il sindaco di Firenze, Matteo Renzi.

Abbiamo ricevuto, tramite e-mail, dal sig. Maiorano, gli argomenti sui quali, secondo lui, la guardia di finanza debba investigare, li pubblichiamo con il consenso del sig. Alessandro Maiorano stesso.

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Esposto presentato al Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze- Gruppo tutela spesa pubblica – Sezione accertamento danni erariali – consegnato l’8 ottobre 2012 ed intestato al Colonnello Cuzzocrea ed al Maggiore Piccini

In relazione all’incontro di oggi, chiedo di verificare molti aspetti del Sindaco di Firenze Renzi:

1)   Le 100 assunzioni a chiamata diretta del Sindaco Renzi di tutti i suoi “ amici” i quali oggi sono a Palazzo Vecchio con una spesa di 25-30 milioni di soldi pubblici

2)   Verificare tutti i mesi di assenze e le spese inerenti alla presentazione del suo libro, Stil Novo, chi ha pagato alberghi, benzina,cene ? Chi ha pagato l’affitto del Grand Hotel di Firenze per la presentazione del libro ?

3)   Verificare tutte le spese relative ai due camper modoficati alla Giotti di Barberino Val d’Elsa, ma soprattutto chi paga le primarie ?

4)   Verificare i miei colleghi del Comune che invece di essere a Palazzo Vecchio sono con Renzi, quando in realtà i giorni a disposizione di ferie sono 34

5)   Verificare tutta la campagna elettorale del 2009, Renzi dichiara come spesa 209.000 euro quando invece le spese sono di vari milioni di euro

6)   Verificare tutte le partecipate che hanno dato soldi, 306.000 euro, alla Web e Press

7)   Capitolo Florence Multimedia: verificare bilanci e quei 9 milioni che Renzi ha regalato alla società

8)   Mutuo abitazione a Pontassieve, 386.000 euro, come è possibile dare simile cifra alla sig.ra Landini Agnese ?

9)   Capitolo Chil srl: Renzi dichiara che in banca possiede 22.000 euro, però incassa ogni anno 3 milioni con la Chil srl ribattezzata Eventi 6 srl

10)               20 milioni di fatture e spese di “ rappresentanza”, cene, alberghi, viaggi e altro dal 2004 al 2009

Firmato: Alessandro Maiorano

 

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IL VUOTO A DESTRA, IL VUOTO A SINISTRA. LE PALLE PIENE DAPPERTUTTO!

Pubblicato su 20 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

La nostra speranza è purtroppo una lucciola poco luminosa nella notte fonda di questa Repubblica nera, non si facciano finalmente avanti uomini duri con l’obiettivo, ancora possibile ma sempre più difficile, di spezzare le catene che tengono stretta l’Italia alla finanza mondiale e alla strategia occidentale. Da quest’ultimo campo non si può uscire d’amblé ma occorre iniziare starci senza la testa piegata e la schiena ricurva. Troppo per i nostri (dis)onorevoli barboncini da compagnia atlantica

 

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La differenza tra destra e sinistra sta nel posto dove si accumula il vuoto. La prima ha il vuoto in testa, da sempre, la seconda lo ha fatto tutto intorno, da qualche decennio. La sintesi tra i baracconi sta nei vuoti a perdere della Bocconi a cui i partiti si sono affidati per accelerare la loro scomparsa nel nulla. Destra e sinistra sono ormai fuori gioco e se non fosse per ignobili e ripugnanti manovre di Palazzo, complice un Presidente della Repubblica, spalleggiato da centrali estere d’influenza e d’ingerenza negli affari italiani, sarebbero già state risucchiate nel buco nero di questa cloaca storica che sta cancellando l’Italia dalla cartina geopolitica.

Ma il grande tonfo può solo essere rimandato non evitato. Di certo, non saranno le alchimie elettoralistiche al vaglio del Colle, che intende continuare a garantire la prosecuzione dei governi manichei, retti da manichini della finanza e distaccati dalle Università a Palazzo Chigi senza consenso popolare, ad impedire il tracollo generale, tanto dei conti pubblici che della dignità nazionale.

Con il pretesto delle finanze disastrate è stato messo in piedi un esecutivo di ragionieri e di banchieri che avrebbe dovuto tirare la cinghia per limitare le spese pazze dello Stato ed, invece, un cappio è stato stretto al collo dei connazionali, i quali prima avevano il fiatone ma tiravano a campare mentre adesso non hanno più nemmeno l’aria per respirare. E tirano le cuoia.

Dai dati diffusi dai vari uffici statistici si evince che questo Governo di intelligentoni ha fallito proprio sui compiti assegnatigli, ormai un anno fa, da una classe politica arrendevole e screditata. In un lasso di tempo così breve nemmeno i politici più scarsi che la Repubblica abbia mai avuto avrebbero potuto combinare così tanti guai. Del resto, costoro hanno invocato i professori non per le nostre gioie ma per quelle degli speculatori che sono appunto gli attuali dolori della Penisola, nel tentativo di appaltare all’esterno manchevolezze e inefficienze di cui, tuttavia, sono comunque stati ritenuti i principali responsabili. Il trucco non è riuscito e si ritrovano con un Grigio che, sospinto da un Abbronzato, reclama le chiavi delle istituzioni. Ovviamente, diverso era il loro l’intento poiché il popolo avrebbe dovuto credere che il bene della patria passasse dal male minore di un commissariamento di cattedratici con studi all’estero, studi privati in Italia e appoggio di consorterie massoniche mascherate da centri di studio mondiali. Abbiamo, infine, scoperto che il male, come diceva la Arendt, non ha gradazione e si presenta come minore esclusivamente se si è disposti a bersi a tutto da certe maggioranze trasversali al pari di minorati. Gli scolaretti tecnici per essere realmente diligenti dovevano andare volutamente fuori traccia sin dall’inizio del loro mandato, occupandosi prettamente di politica e di smantellamento sociale, come da suggerimento dei circuiti internazionali: la politica della liquidazione dello Stato, della svendita dei tesori pubblici, della dismissione della sovranità nazionale per i progetti egemonici di una Potenza Centrale non più disponibile a lasciare fare, in una fase in cui si accinge a ridefinire gli scenari globali per coglierne gli esclusivi vantaggi e limitare gli eventuali danni.

Come nel 1992 il disegno comincia però a sbavarsi. All’epoca, sul terremoto della I Repubblica dovevano marciare vittoriosi gli zombies coi baffi, a cavallo di gioiose macchine da guerra, ma giunse, inaspettato, a sbarrare il “basso” un nano da Monta che ruppe le uova nel paniere a chi si vedeva già conquistatore di Roma. Nessuno aveva fatto i conti con l’elettorato democristiano e socialista che mai sarebbe finito a sinistra. Presentemente, l’ingloriosa macchina da tecnica comincia a vedere le Stelle, causa l’omonimo movimento il quale, sebbene guidato da un comico, fa sicuramente meno ridere dei buffoni di “coorte”, che lo criticano e non lo prendono abbastanza sul serio, meditando di potersene sbarazzare con un codicillo legislativo. Ma Grillo, oltre che un fastidio è un sintomo di quello che gli italiani pensano di tutta la ridicola scena politica e della tristissima situazione economica nostrana. Questo Asterix con le cinque palle del suo programma rischia davvero di rappresentare l’unico nucleo di resistenza al quale i nostri concittadini tenteranno di aggrapparsi come seconda scelta al non v(u)oto, giusto per ritornare all’ipotesi di partenza.

Come andrà a finire? Inutile fare previsioni in assenza di reali alternative a questo sbaragliamento completo, perché, come già detto, non c’è un male minore da sostenere che non sia in ogni caso un male da patire. Se i grillini annientano la concorrenza ci toglieranno dalle palle una serqua di politicanti corrotti e servili protagonista indiscussa di questo tragico epilogo. Ma resteremo pur sempre con le cinque palle in mano del loro manifesto che è un pasticcio di luoghi comuni ecologisti, statalisti, liberisti, conditi con ubbie ultramoderniste legate alle tecnologie comunicative e strampalaggini feudali associate ad armonie comunitarie mai esistite. In ogni caso, tali avventurieri non hanno il personale politico per cambiare la situazione e di puntare i fucili alla tempia degli specialisti, per farli lavorare al loro servizio, non ne parlano appunto perché sono rivoluzionari della chiacchiera e la chiacchiera, come la classe operaia, non fa lo Stato. Se a cavarsela nelle urne saranno i soliti partiti non ci sarà più santo al quale votarsi, moriremo di lenta agonia politica e lunga asfissia economica. A meno che, ma questa nostra speranza è purtroppo una lucciola poco luminosa nella notte fonda di questa Repubblica nera, non si facciano finalmente avanti uomini duri con l’obiettivo, ancora possibile ma sempre più difficile, di spezzare le catene che tengono stretta l’Italia alla finanza mondiale e alla strategia occidentale. Da quest’ultimo campo non si può uscire d’amblé ma occorre iniziare starci senza la testa piegata e la schiena ricurva. Troppo per i nostri (dis)onorevoli barboncini da compagnia atlantica

.Fonte: conflittiestrategie.it - Scritto da: Gianni Petrosillo

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BIELDERBERG ROMA, OBIETTIVO FINALE: SVENDERE L'ITALIA !

Pubblicato su 20 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

I centrotrenta potenti del mondo, coloro che decidono le sorti dell’economia (e non solo) mondiale, si sono incontrati a Roma il tredici novembre scorso. Si tratta del cosiddetto Gruppo Bilderberg le cui riunioni sono sempre avvolte dal massimo della segretezza. L’incontro doveva tenersi all’Hotel Russie ma, per maggiore riservatezza – data la concomitanza con il festival del Cinema – è stato spostato in Campidoglio. I beneinformati pensavano che il meeting si dovesse tenere alle 18 ma è stato invece spostato a un’ora dopo quando gli ospiti stranieri si sono riversati in piazza del Campidoglio.
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I PARTECIPANTI ITALIANI E STRANIERI Alle 19.45 è stato visto entrare Ignazio Visco, governatore della Banca Centrale; un quarto d’ora dopo il ministro del Lavoro Elsa Fornero, seguito dal presidente del Consiglio Mario Monti, avvistato intorno alle 20.30. Tra i ministri del governo tecnico erano presenti anche Corrado Passera (delega allo Sviluppo Economico) e Francesco Profumo titolare del dicastero all’Istruzione Tra gli altri invitati Mauro Moretti, ex sindacalista della Cgil; Angelo Cardani, presidente di Agcom; Fulvio Conti dell’Enel; Anna Maria Tarantola presidente della Rai; Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit; Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni; Franco Barnabè di Telecom Italia, Alberto Nagel ad di Mediobanca, Enrico Cucchiani di Mediaintesa e Rodolfo de Benedetti del Gruppo Cir. Dall’estero sono invece arrivati Tom Enders, Ceo della Eads, Marcus Agius di Barclays, il canadese Edmund Clark boss della Td Bank, Kenneth Jacobs numero uno di Lazard e l’americano capo dell’Alcoa Klaus Kleinfeld. C’erano anche il francese Henri Castries presidente del gruppo Axa, il tedesco Josef Ackermann presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo Executive Committee Deutsche Bank, lo statunitense Keith Alexander comandante dell’Us Cyber Command e direttore dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale, lo spagnolo Joaquin Almunia vicepresidente Commissario per la concorrenza Commissione Europea, lo statunitense Roger Altman presidente della Evercore Partners, il portoghese Luis Amado presidente del Banco Internacional do Funchal, il norvegese Johan Andresent proprietario e amministratore delegato della Ferd, il finlandese Matti Apunen direttore Finnish Businness and Policy Forum Eva, il turco Ali Babacan vice primo ministro per gli affari economici e finanziari, il portoghese Francisco Pinto Balsemao presidente e Ceo di Impresa ed ex primo ministro, il francese Nicolas Baverez Partener della Gibson Dunn & Crutcher LLP, il francese Christophe Béchu senatore e presidente del Consiglio Generale del Maine et Loire, e il turco Enis Berberoglu editore del quotidiano Hurriyet. Tutti i nomi presenti sono personaggi abitualmente chiamati a partecipare agli incontri del Bilderberg anche quando si tengono in altre nazioni. A questi se ne aggiungono altri che restano segreti nonostante gli insiders provino in tutti i modi a stanarli. I TEMI DELLA DISCUSSIONE Di cosa si è discusso in questo vertice mondiale di governanti e banchieri di tutte le specie? Dell’andamento economico del globo, questo è certo nonostante non arrivino conferme ufficiali. E tenendosi in Italia, nel vertice si sarà discusso molto probabilmente di eurozona e degli andamenti economici di nazioni che non ce la fanno a stare al passo con la tabella di marcia imposta dai mercati. Indiscrezioni raccontano però che, oltre a euro-questioni, durante l’incontro siano state affrontate anche tematiche legate alla politica italiana. E infatti la domanda che si pongono gli italiani è che cosa ci facesse il premier Mario Monti a questo incontro insieme alla sua squadra di governo, praticamente al completo salvo rare eccezioni. Monti è un habitué del Bilderberg, tanto è vero che in passato ha già preso parte ad altri incontri insieme a Paolo Scaroni di Eni e Franco Barnabè di Telecom Italia. Da fonti interne a Palazzo Chigi arrivano però soltanto dei rumours: Mario Monti avrebbe presentato una relazione su come far uscire l’Italia dalla crisi economica in cui è sprofondata. Manovre finalizzate a perseguire gli scopi dei vertici più alti delle banche mondiali, che coincidono però con le tanto agognate misure di impoverimento del Paese Italia messe in campo negli ultimi dodici mesi. Sempre secondo indiscrezioni emerge che si è parlato anche di un eventuale commissariamento dell’economia dei paesi più deboli della zona euro tra i quali oltre alla Grecia e alla Spagna guarda caso figura proprio l’Italia. Perché mai l’incontro è stato previsto proprio a Roma e come mai alcuni ministri del Governo sono stati invitati alla mensa del Re? Probabilmente – e siamo nel campo delle ipotesi, perché di conferme ufficiali non ne arriveranno mai – i potenti del mondo hanno chiesto garanzie politiche ed economiche proprio ai banchieri di casa nostra, sempre disponibili e asserviti nei confronti delle lobby mondiali. LE CONSEGUENZE PER L’ITALIA: ACCELERATA SUL MONTI BIS Gli osservatori più attenti ritengono che si sia chiesto all’Italia di rispettare i patti e garantire, quindi, con il risanamento del debito pubblico attraverso la tassazione ai cittadini, la stabilità economica che le banche pretengono. Non per nulla la maggior parte degli appartenenti al Bilderberg rappresentano i più potenti istituti di credito del mondo. Tutto questo però potrebbe portare al disastro per l’Italia. Una tesi portata avanti anche dal giornalista russo Daniel Estulin, specialista delle influenze del Bilderberg sull’economia mondiale, che parlando di Mario Monti, ha svelato il piano per la distruzione dell’Italia, risultante dal rispetto dei patti con il Bilderberg. “Qualunque governo che cercherà di ripagare questo debito distruggerà il proprio paese, tutto quello che finora si è fatto è stato obbligare i cittadini a pagare il debito pubblico gonfiato dagli interessi usurai della finanza internazionale e aggravato nell’eurozona, dall’impossibilità di ricorrere, a costo zero, all’ossigeno della moneta sovrana. Dal momento che non possiamo pagare e non può farlo nemmeno il governo, allora ci si rivolge alle istituzioni finanziarie internazionali. Chiunque tenta di farlo distruggerà il proprio paese”. Con molta probabilità a Mario Monti è stato chiesto di impegnarsi ancora personalmente nella politica italiana per permettere che il sistema bancario continui ad avere la meglio sulla nostra economia. E questo, con qualsiasi altro premier, non sarebbe stato possibile come con il Professore. IL DOPO BILDERBERG E LE DICHIARAZIONI IN KUWAIT Solo in questa chiave è possibile spiegare le dichiarazioni che lo stesso Mario Monti ha rilasciato nella sua recente visita in Kuwait dove ai petrolieri asiatici si è presentato come l’unico in grado di poter fornire garanzie in vista di futuri investimenti in Italia. “Non posso garantire per il futuro – questo ha dichiarato Mario Monti a chi gli chiede se abbia fornito in Kuwait garanzie sull’affidabilità dell’Italia dopo il suo mandato – chi governerà deve avere come obiettivo quello di continuare a garantire crescita, giustizia, lotta a corruzione e evasione. Le valutazioni sono ai minimi e servono capitali per la crescita. Abbiamo illustrato a potenziali investitori che è il momento in cui i titoli a reddito fisso e le valutazione delle imprese in Italia sono bassi”. Tradotto: venite a comprare che vendiamo a prezzi stracciati. Dopo la riunione del Bildeberg lo stesso Monti ha assicurato però che “i conti pubblici stanno avviando un percorso di risanamento e le riforme sono sulla strada giusta: questo permetterà ai paesi euro, nel loro insieme e individualmente, di diventare più solidi e stabili”. Il premier ha anche ricordato che l’Italia ha adottato tutti gli strumenti necessari per rendere il paese più attraente agli investitori del Golfo. “Appena il mio governo si è insediato – ha anche sostenuto – abbiamo avviato una politica di risanamento dei conti basata su rigore ed equità, che ci permetterà di raggiungere nel 2013 il pareggio di bilancio”. Lo ha fatto citando anche le riforme strutturali adottate dal suo governo: quella del sistema pensionistico che rende sostenibile il sistema previdenziale per i conti pubblici, la riforma del mercato del lavoro e tutta una serie di provvedimenti per aumentare la concorrenza e favorire la liberalizzazione dei servizi e delle professioni. Una serie di passaggi che fanno intuire quello che molte forze politiche vorrebbero che fosse reso pubblico. Il Bilderberg ordina a Monti di continuare a governare per la stabilità del sistema nel nostro Paese. A danno di chi? Dei cittadini che continueranno a vedersi impoveriti ogni giorno di più mentre i soldi pagati con le loro tasse andranno a colmare – in maniera insufficiente – il debito pubblico. Creando però disoccupazione, povertà e disperazione. E ricchezza per le banche, ça va sans dire.
Scritto da: Viviana Pizzi
 
Fonte:http://www.infiltrato.it/notizie/italia/bilderberg-roma-ecco-i-nomi-di-chi-ha-partecipato-e-perche-obiettivo-finale-svendere-l-italia
Tratto da: terrarealtime.blogspot.it
 
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RENZI DENUNCIATO

Pubblicato su 19 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

intervista ad Alessandro Maiorano - redazione namir.

 

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Parliamo con Alessandro Maiorano, che sta facendo il giro di internet perche' tutti pubblicano la sua denuncia contro Matteo Renzi, sia in merito di quanto guadagna sia in merito di quanto spende. Ci vuole spiegare per quale motivo lo ha denunciato ?

Volevo specificare una cosa, non e' che una mattina mi sono alzato e mi sono detto, va bene oggi denuncio Renzi. Sono 15 mesi che sto inviando al Ministero delle Finanze a Roma, nello specifico nell'ufficio del gabinetto del ministro Grilli, materiali, documenti, esposti ed informazioni varie, relative a Matteo Renzi e a tutte quelle persone e aziende a lui vicine.

E il Ministro Grilli cosa dice in merito ?

Con il Ministro Grilli non ho ancora parlato, ho contatti diretti e posso fare anche il nome perche' è stato il ministro stesso ad affiancarmi questo funzionario non di Grilli ma dell'ex Ministro Tremonti, è il dottor Stefano Bisogno, il quale praticamente ha protocollato tutto il materiale che ho inviato e che ha provveduto a girarlo a due Generali della Guardia di Finanza di Roma e poi si è mosso tutto in relazione alla nuova messa in mora di Matteo Renzi, in relazione alle nuove indagini che ci sono da parte della Guardia di Finanza su molti aspetti che riguardano Renzi e non solo, insomma sono mesi che sto dietro a questa vicenda.

Come nasce questa vicenda ?

Sono da 33 anni nel Comune di Firenze e non mi sono mai permesso di parlare o di dire qualcosa fuori posto su nessun sindaco che ha preceduto Renzi, lei calcoli che dopo 22 anni di Comune di sindaci ne ho visti passare molti, buoni cattivi di destra e di sinistra, molti di destra in verita', ma non ho mai detto ne fatto nulla. Con Renzi è impossibile non intervenire, perche' ci sono delle situazioni, per le quali spero intervengano gli organi di Stato e verificano, perche' al sottoscritto come cittadino queste situazioni non tornano.

Lei ha detto a tutti gli organi di stampa che Renzi afferma in pubblico di avere 20 mila euro sul proprio conto corrente e invece guadagna milioni di euro ?

Sono andato alla Camera di Commercio, ho preso visione di tutti i bilanci dell'azienda di Renzi che è la CHIL SRL – rinominata EVENTI 6 SRL – e con mia grande sorpresa vedo, perche' li ho qui davanti, che l'azienda di Renzi dove all'interno sono presenti il suo amico Alessandro Conticini, le due sorelle e la madre, hanno un fatturato di 3,2 milioni l'anno. Naturalmente non ho nulla da dire sul fatturato, ma ho da dire quando il signor Sindaco dice che ha in banca 20 mila euro, quando in realta' la sua azienda, perche' e' sua e' di famiglia, dove lui ha lavorato ed oggi è in aspettativa, fattura quello che ho detto.

Questo non è illegale, ma certo disegnano una figura politica non corretta. Renzi prende in giro i suoi elettori presentandosi per quello che non è. Pero' come sindaco perche' lo contesta, cosa ha fatto contro i cittadini cosa la fa irritare ?

Secondo il mio modesto parere Renzi è totalmente incapace di fare il sindaco, l'ultimo episodio eclatante è accaduto poco tempo fa quando un suo Assessore il signor Fantoni, ha sbattuto la porta di Palazzo Vecchio andandosene, criticando il Sindaco in merito ai bilanci. Ora, quando un suo Assessore afferma che il Sindaco non ha rispetto dei suoi cittadini e soprattutto ha fatto presente e lo ha fatto presente l'Assessore Fantoni, non l'ho fatto presente io, che i bilanci sono ballerini, questa affermazione la dici lunga su chi sia Renzi.

Ballerini cosa vuol dire ?

Questo bisogna domandarlo all'Assessore Fantoni, in merito non è stato chiaro. Di fatto l'Assessore è andato via affermando che Renzi usa la citta' di Firenze per i propri scopi senza mai essere al servizio dei cittadini e facendo troppe spese che possono condurre al disastro il Comune di Firenze.

Lei di cosa si occupa al Comune di firenze ?

Sono da 33 anni al Comune, e dopo aver fatto il giro di molti uffici oggi sono all'Ufficio Sport di Firenze.

Dopo queste sue denunce è cambiato qualcosa al Comune ? hanno consigliato di smetterla ?

No, in base a questa situazione di Renzi, nessuno mi ha detto nulla e non si sono fatti sentire, ed è anche strano che Renzi, in merito a tutto questo, non ha ancora detto nulla. Si sente sicuramente importante, lui è il Sindaco di Firenze, quindi rispondere ad un cittadino e dipendente del Comune che pone delle domande non è certo adatto al suo ego. Ho fatto una cosa semplice, mi sono rivolto ad altri, cioe' alle Istituzioni, spero di avere risposta da loro, nell'interesse di tutti.

Quale altre domande ha fatto a Renzi ?

Di domande ne ho fatte molte, come ad esempio la spiegazione di un mutuo di 386 mila euro dato alla mogliedi Renzi in relazione ad un appartamento, quando la moglie è una semplice precaria. Oppure perche' Renzi dice di aver speso 209 mila euro per quanto riguarda le primarie del 2009 quando in realta' con 209 mila euro non ci paghi neanche i volantini. Altra domanda che ho fatto al Sindaco, è perche' ha speso 20 milioni di euro dal 2004 al 2009, quando era Presidente della Provincia, in cene, viaggi, regali, fiori e soprattutto ho chiesto, senza mai ricevere risposta, di quei famosi 3 mila euro che lui ha speso all'interno di un grande albergo a Boston. Ma soprattutto perche' lui, con la carta di credito della Provincia, cioe' caricata con i nostri soldi, si è permesso di fare la vita da nababbo alla faccia nostra e poi afferma di essere umile e di essere dalla parte dei poveri oppure quando afferma che l'Italia è economicamente sul baratro. Gli ho chiesto chi sono i suoi finanziatori e quelli messi in rete non hanno reale peso e a Firenze attendiamo di sapere chi realmente finanzia Renzi. E poi ho chiesto non a lui ma alla Guardia di Finanza, di verificare tutte le spese in relazione al libro Stil Novo, da lui scritto e costato molto per la presentazione. E infine dovrebbe spiegarmi e spiegarci per quale motivo Renzi è sempre assente dal Comune di Firenze, una volta perche' appunto deve presentare il suo libro, una volta perche' ci sono le primarie, insomma è una situazione al limite che merita delle risposte, se non le da lui, speriamo che le diano la Guardia di Finanza e la Corte dei Conti.

Renzi ha detto che parla la sua agenda e che al contrario di quanto si dice è sempre presente al Comune di firenze.

Mai, lui non c'e' mai, lui non c'e' mai. Matteo Renzi è una persona molto brava ad usare il linguaggio e la dialettica ma in realta' è tutto fumo. Lui non c'e' mai, la citta' è allo sbando totale. Siamo da un anno senza Sindaco. Lui dovrebbe dimettersi, lasciare lo stipendio e fare le primarie. Perche' in questo modo lui fa politica privata continuando a riscuotere dal pubblico. Questo a casa mia si chiama truffa.

Lei ha le prove in merito a quanto afferma ?

Ho tutte le fatture con tutte le spese. Con queste sono andato alla Guardia di Finanza, ci sono ritornato la seconda volta perche' avevo dimenticato di fare tre nomi e loro mi hanno confermato che tutto sta andando avanti e sono in contatto ogni giorno con il Ministero delle Finanze.

Ma se Renzi intende candidare Monti per altri cinque anni al governo, lei pensa che questa cosa vada avanti ?

Non c'e' bisogno che dica come oggi noi italiani viviamo, in che punto siamo arrivati, vedere un signore che ha fatto la vita che ha fatto con i soldi nostri, fa indignare. Indipendentemente che Renzi vinca o perda che si allei con tizio caio o Monti significa poco, ho fiducia nelle Istituzioni e nella Guardia di Finanza. La Corte dei conti ha nuovamente messo in mora Renzi in relazione a quei 9,2miliardi di eruo. Multimedia e anche in merito ci sarebbe da dire. Vi faccio presente che l'anno scorso Matteo Renzi è stato condannato dalla Corte dei Conti, se questo è il biglietto da visita mi domando cosa fara' una volta al governo.

Come è riuscito a far pubblicare tutto questo sui giornali ?

Sono in contatto con alcuni giornalisti che seguono quello che denuncio, ogni mio spostamento è seguito, anche se per 15 mesi sono stato nell'ombra senza dire nulla a nessuno, non avendo ancora un contatto con il signor Stefano Bisogno dell'ufficio del gabinetto di Tremonti, e spero di essere utile alla comunita'.

Lei per chi voterebbe ?

Ho sempre votato a destra, ma sono stanco della destra e della sinistra, votero' per Grillo.

Fonte: www.namir.it

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FAVORI ALLE BANCHE: BORGHEZIO ACCUSA MONTI E RENZI E PROVOCA BERSANI

Pubblicato su 19 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Il discusso europarlamentare leghista, unico che ha proferito parola sulla riunione del gruppo Bilderberg tenuta a Roma nei giorni scorsi, torna a criticare Mario Monti sulla separazione delle banche: e tira in mezzo anche Matteo Renzi, chiedendo provocatoriamente lumi sul silenzio di Bersani..
 
 
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BORGHEZIO - SEPARAZIONE DELLE BANCHE :
BENE HOLLANDE, MALISSIMO MONTI

Mentre in Francia il Premier Hollande manifesta l'intenzione di passare ai fatti, circa l'impegno elettorale a separare l'attività commerciale delle banche dalla pericolosa speculazione sul trading ed in particolare sui trading ad alta frequenza (Hfd), l'ineffabile grigiocrate Monti - non a caso beniamino del Bilderbrg - continua a mostrarsi del tutto impermeabile ad una sollecitazione che, dagli Stati Uniti all'Europa, giunge ai poteri politici perchè pongano un minimo di barriera ai guasti della speculazione finanziaria internazionale.
 
On. Mario Borghezio
Deputato Lega Nord al P.E.
Tratto da: nocensura.com
                                                                                 
 

                                               
 
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SCANDALO SLOT MACHINE, SCONTATI 96 MILIARDI DI EURO. IL GOVERNO LI RECUPERI PER IL WELFARE

Pubblicato su 17 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Lo Stato, con le sue leggi che lo permettono, regala ben 96 MILIARDI DI EURO a chi per distrazione, per superficialità o per atteggiamento più o meno velatamente illegale (non chiamiamola furbizia), li ha sostanzialmente esso stesso rubati ai cittadini.

 

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98 MILIARDI di euro equivalgono a ben 5 manovre economiche. Sono i soldi che alcune concessionarie di slot machine avrebbero dovuto allo Stato secondo la condanna di primo grado. Di quei 98 MILIARDI (lo scrivo maiuscolo perche' sia chiaro che non sono milioni) ne abbiamo recuperati 2,5.

Gli altri 96, che potrebbero impedire i tagli al welfare, che potrebbero diminuire i costi del lavoro e creare occupazione, che potrebbero essere dati al volontariato per sostenerlo nella fondamentale opera sociale, che potrebbero evitare tagli lineari alla sanità, che potrebbero permettere incentivi per gli insegnanti, che potrebbero andare all'università per abbassare le rette, alla ricerca delle energie alternative, che potrebbero impedire i tagli alle forze dell'ordine e quindi alla sicurezza dei cittadini, che avrebbero potuto impedire di portare l'IVA al 21% e il rialzo che arriverà, che avrebbero potuto impedire l'IMU sulla prima casa ecc., gli altri 96 sono stati SCONTATI!

Quei NOVANTASEI MILIARDI DI EURO mancati che potrebbero perfino abbassare parte del nostro debito pubblico, non li ha recuperati neanche un governo che parla ogni istante di rigore, che chiede ai cittadini lacrime e sangue, che taglia da una parte, quella essenziale per la persona, e aumenta dall'altra i costi della vita rendendoci tutti un po' più poveri, insomma: tutti uguali nella povertà, niente più classi intermedie. Solo i "poveri" (la maggioranza) da una parte e i ricchissimi (pochi) dall'altra. Situazione che mi ricorda regimi che spero non tornino mai.

Prima del 2002 le slot machine (o videopoker) erano illegali e facevano gola alla criminalità organizzata che se l'è vista brutta quando lo Stato ha giustamente deciso di regolarizzare il settore. Lo ha fatto obbligando i gestori a collegare ogni macchina al sistema telematico di controllo della Sogei, società di Information and Communication Technology del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In questo modo non può sfuggire nessuna giocata al controllo e l'entrata delle tasse è garantita. Ma a quanto pare le società non hanno provveduto. Di chi è la colpa? Questo è uno dei temi del procedimento a loro carico. Di certo il mancato allacciamento ha permesso loro di risparmiare, e molto, sulle tasse. Possiamo chiamarla evasione fiscale? Le società concessionarie, a leggere la sentenza, si erano impegnate perché tutto funzionasse a puntino ed è per questo che parte cospicua della sanzione, oltre ai sospetti di evasione, è costituita da quelle che vengono definite “inadempienze contrattuali”. C'è poi il caso del colonnello Umberto Rapetto, per anni comandante del Nucleo speciale frodi telematiche,“dimessosi” recentemente dopo l'appello, che ha suscitato non poche perplessità soprattutto nel mondo di internet. Ci sarà un fondo di verità in quanto sostiene la rete?

Quei 98 MILIARDI sono quanto diverse concessionarie di slot machine sono state condannate a pagare dalla sentenza di primo grado poi scontati del 96% in appello e i 98 MILIARDI diventano 2 e mezzo. Rigore? Lacrime e sangue? Moralità? Legalità? Guerra aperta all'evasione? O al pensionato al quale l'INPS, per suo errore magari (e quindi il pensionato neanche dovrebbe pagare), ha dato 10 euro in più e con cui ci si è comprato un filetto?

Le società incriminate sono: Atlantis World Giocolegale limited, Snai spa, Sisal spa, Gmatica srl, Cogetech spa, Gamenet spa, Lottomatica Videolot Rete spa, Cirsa Italia srl, H.b.G. Srl e Codere spa che avrebbero “cagionato l’inefficace funzionamento del servizio pubblico, nonché causato lo sperpero delle molteplici risorse finanziarie pubbliche impiegate, nella prevenzione e nel contrasto del gioco illegale; per il mancato avviamento della rete telematica; per il mancato completamento dell’attivazione della rete; per il mancato inserimento in rete di molti apparecchi installati; per il mancato rispetto dei livelli di servizio”.

La guerra all'evasione deve essere in primis una guerra di fermezza, di certezza della pena, anche lì, di annullamento degli sconti fiscali che anche culturalmente permettono il perpetrarsi di comportamenti illegali. Deve essere una "guerra" per l'uguaglianza: niente sconti al piccolo evasore verso il quale si procede subito al pignoramento dei beni? A maggior ragione niente sconti al grande evasore, e se proprio dobbiamo stare ai principi costituzionali, il grande evasore dovrebbe pagare perfino di più mentre il piccolo potrebbe essere, in casi di provata indigenza, sostenuto. É, per di più, in questo caso, gioco d'azzardo, anche se “legale”, e può provocare in alcune persone una dipendenza pari alla peggiore delle droghe. La ludopatia è una malattia grave. La fermezza, la severità, la forza della legge devono dunque essere perfino maggiori. Invece no.

Lo Stato, con le sue leggi che lo permettono, regala ben 96 MILIARDI DI EURO a chi per distrazione, per superficialità o per atteggiamento più o meno velatamente illegale (non chiamiamola furbizia), li ha sostanzialmente esso stesso rubati ai cittadini. Poi a quegli stessi cittadini chiede tutto il denaro che hanno, raccontando che il paese può crescere, che l'economia può ripartire, che la disoccupazione può calare, che l'illegalità generalizzata deve sparire. Eppure è alimentata proprio dalla mancanza di severità verso chi non rispetta la legge, e l'aggira. Il principio di responsabilità soltanto ci può salvare e dovrebbe essere al primo posto nella nostra Costituzione. Un altro problema da risolvere, al più presto, è quello relativo al conflitto d'interessi, che, al di là di Berlusconi a cui è sempre e solo stato riferito, riguarda molti molti altri. Un esempio banale: si sa, da tempo sono vicina ai familiari delle Vittime della strada. Vi siete mai chiesti perché non si riesce a rendere le pene certe in questo settore? Semplice e inquietante. Perché in parlamento e in Commissione giustizia ci sono deputati che esercitano la professione di avvocato penalista. Le leggi possono dunque essere imparziali? Tutte le leggi votate in Commissione Giustizia possono essere certe? Ce la prendiamo sempre con i magistrati, ma le colpe della mancanza di certezza della pena non sono sempre e solo loro. Sono invece, spesso, del legislatore che non dovrebbe svolgere altra professione se non quella di parlamentare.

Ma torniamo ai 96 MILIARDI MANCATI. Da un governo tecnico ci aspettiamo ora, alla fine del mandato, una puntata di piedi per restituire agli italiani ciò che è stato tolto loro, recuperando tutti o molta parte di quei soldi. Ci si aspetta che siano cambiate leggi sempre meno leggi e sempre più "consigli per gli acquisti" che però gli italiani non possono fare, tartassati e schiacciati nei diritti fondamentali quali il lavoro,la salute, la dignità.

Di miliardi da recuperare dalle frodi e dall'evasione, e già scoperti da bravi investigatori della finanza, ce ne sono. Vediamo che fine fanno, per esempio, i soldi che derivano dalla maxi frode che coinvolge "47 imprenditori e professionisti di tutta Italia denunciati dalla Guardia di finanza di Pescara. Una forde fiscale internazionale, attuata mediante società fittizie e trust con sede nel paradiso fiscale di Madeira. In ballo ci sono altri 36 MILIONI QUESTA VOLTA di euro, ma i nomi degli imputati sono noti a livello nazionale e operano nei più disparati settori. Vediamo se anche questa volta tutto viene messo a tacere per evitare meno soldi ai partiti, meno pubblicità ai media, meno favori, o se invece prevale il rigor mortis montiano.

Scritto da:  Barbara Benedettelli - Tratto da: affariitaliani.libero.it

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ARROGANZA CAPITALISTA

Pubblicato su 17 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Che significa fare un titolo Briatore.Costamgna, lite a Servizio Pubblico. Una informazione corretta avrebbe dovuto intitolare: Buzzurro maschilista arrogante e spudorato da il meglio di se, di più non può.
 
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Più di un giornale on line ha titolato la vergognosa esibizione di arroganza del soggetto in questione come una lite, mettendo sullo stesso piano l’autore della sceneggiata e le vittime del maschilista da strapazzo. Ai maschi non ha dato dei maestrini o dei rompi maroni. Ha ripetuto tre o quattro volte che lui ha vinto 6, mi pare, mondiali di Formula 1, dimenticando di dire che è stato radiato dalla Formula1.
Se il livello dell’imprenditoria italiana nel mondo è questo si spiega come un piduista abbia potuto diventare presidente del consiglio, spero che la parte sana dell’imprenditoria italiana lo tenga alla larga, sempre se esiste.
Quando si parla dell’evasione fiscale in merito allo yacht, l’altra sera si è risentito perchè la Costamagna gli ha tolto qualche metro di lunghezza, prima di indignarmi non so perchè mi viene da ridere.
Non conosco personalmente la Gregoraci, la moglie di cotanto personaggio, non è mai venuta da me per scambiarci dei bacini, ma sono ancora affranto per il dolore di mamma che ha espresso quando le hanno sequestrato lo yacht. Il pargoletto, Nathan Falco, era andato in depressione perchè gli mancava tanto la sua cameretta azzurra. Una creatura di pochi mesi già in depressione perchè gli manca lo yacht.
Chissà come si sentiranno i bambini nati in ringhiera, in qualche tugurio, per i quali nessun giornalista si è scomodato per intervistare la mamma.
L’arroganza, la maleducazione del personaggio mi ha sempre infastidited è per questo che lo chiamo buzzurro, non nel senso dei venditori di castagne svizzeri ma nel senso corrente del termine: Attualmente “buzzurro” ha un valore dispregiativo generalizzato e sta ad indicare persona rozza, ignorante o volgare.
Sarà anche un bravo imprenditore, un ottimo evasore in buona compagnia ma, non so perchè a me da sempre l’impressione di un buzzurro. Cha ha imparato ad usare il pc ma non ha mai letto un libro.
Intendiamoci è solo una mia impressione.
Tre donne c’erano in studio. Ad una ha dato della maestrina, all’altra della rompi maroni ed alla terza ha fatto la carità. Per molto meno mi sono preso del maschilista io, che ho criticato le femmine, mai le donne.
Mi rivolgo alla signora che accudisce il padre malato di Sla, se mai le arrivassero gli euro promessi dall’evasore dal cuore tenero le consiglio di disinfettarli anche se penso che opporrà un fermo rifiuto.
Ci sono femmine dalla bocca buona e donne con dignità, lei mi sembra una di queste.
E’ andato all’estero da giovane, l’aria non era buona per lui. Così ha potuto evitare le patrie galere, sprovviste di camerette azzurre, e come è tornato evasore libero è subito ritornato in patria per darci lezione di capitalismo attivo.
Sky prima, gli ha offerto una trasmissione tv dove insegna ai giovani l’arrampicata sociale, possibilmente in cordata libera, Santoro l’ha invitato come ospite, forse per farci vedere il lato migliore dell’imprenditoria italiana e la Rai ha offerto una trasmissione tv alla sua Signora, la Gregoraci che, per questa volta, non è andata, o passata, per il Sottile.
E’ stata raccomandata direttamente dal marito.
Sembra poco, sembra niente, sembrano quisquilie come diceva Totò ma non è vero, non è così.
Se l’Italia è ridotta in questo stato è perchè la classe dirigente è come Briatore, o peggio. Uno di questi è diventato presidente del consiglio è piaciuto alla maggioranza degli italiani.
Pensate che un soggetto del genere fa pure la morale ai politici, praticamente una guerra civile, bontà sua un operaio, da lunedì, dovrebbe guadagnare 400 euro al mese in più.
Ondate di populismo da fare impallidire gli tsunami, mancava solo che dicesse: così potranno comprarsi lo yacht.
Memorabile, era ancora comproprietario con la Santanchè del Billionaire, quando ha proposto il pranzo di mezzogiorno a tariffa ridotta per incrementare la clientela.
Ha fatto come le trattorie di Milano che a mezzogiorno offrono un pasto a prezzi ridotti per i lavoratori che non hanno la mensa e non si portano la schiscetta, si può mangiare con 8/9 euro.
Lui ha proposto il pasto ridotto per i lavoratori della Sardegna a 250 euro. E’ da allora che i pastori non si sono più portati pane e formaggio da casa ma pranzavano al Billionaire, per solidarietà, senza salvarlo dalla chiusura.
L’evasore filantropo, l’ex giocatore d’azzardo ha commentato così la chiusura del locale più in di Porto Cervo:
Investirò all’estero, tanto in l’Italia se possiedi una barca e arrivi in porto per attraccare, o sei un bandito o sei un ladro. Anche qualcosina di più, ma lasciamo perdere, non vorrei prendermi del maestrino o del rompi maroni.
Fonte: slasch16.wordpress,com
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TRA CRISI ENERGETICHE E CRISI ESISTENZIALI

Pubblicato su 17 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Come al solito, con la banalissima scusante dei diritti umani, dell'esporatzione della democrazia, della libertà, in Siria, si si vuole un governo compiacente per una questione molto più terra,terra: continuare a sfruttare le risorse energetiche di popoli che dovrebbero essere sovrani. " buisness is business", poche storie! C.M.

 

In Siria si sta giocando una complicata partita (e nemmeno di scacchi ma di calcio fiorentino) per il controllo delle risorse energetiche. In particolare di notevole importanza è il cosiddetto “gasdotto sciita”, ossia la pipeline che trasporta il gas iraniano in Siria passando per l’Iraq. Il progetto, intrapreso nel 2011, vede la fortissima opposizione sia della Turchia che del Qatar (che pure dell’Iran è partner energetico).
Infatti l’esistenza di tale gasdotto, che l’Iran vorrebbe estendere al Libano, permette di raggiungere i mercati europei indipendentemente proprio dai due paesi sopracitati. La Turchia sta sempre più cercando di affermasi come “tramite” energetico dell’Unione Europea, arrivando così ad uno scontro con l’Iran per il predominio nella regione, rischiando di invischiarsi in una situazione dove la religione potrebbe giocare un ruolo sempre più importante. Si profila infatti uno scenario in cui il gasdotto divida paesi sciiti e paesi sunniti con quest’ultimi ostili ai progetti iraniani.

 

La stessa Turchia nella sua politica anti-iraniana è sostenuta da finanziamenti provenienti dall’Arabia Saudita, nonostante l’ambiguo rapporto con Assad di quest’ultima, ed è diventata la “protettrice” di fatto del movimento dei Fratelli Musulmani, sempre più testa di ponte turca in medio oriente. E non sembra un caso che l’Egitto abbia deciso di riaprire il flusso del gas verso la Giordania, in quello che sembra un accerchiamento energetico della Siria. Va tuttavia notato che la Giordania sta tentando di ridurre la propria dipendenza energetica affidandosi ad una compagnia canadese, la Global Oil Shale Holdings (GOSH). I Fratelli Musulmani, ed i loro legami con l’Arabia Saudita, sembrano quindi essere l’elemento che unisce la Turchia, che non va dimenticato essere un membro NATO, agli interessi mediorientali degli Stati Uniti, il che non piace assolutamente ad Israele.

I rapporti tra Israele e l’amministrazione Obama sembrano essere sempre peggio, e le elezioni presidenziali statunitensi sono di fatto una vera e propria scelta di campo. L’eventuale vittoria di Romney significherà un vero e proprio cambio di rotta degli USA nella regione, e i finanziamenti israeliani alla sua campagna elettorale sono a dimostrarlo. A complicare la situazione le recenti scoperte dei giacimenti al largo delle coste d’Israele che rischiano di creare uno Stato ebraico autosufficiente e quindi, nella peggiore delle ipotesi, fuori controllo.

Difficile sembra essere la posizione russa che si trova a difendere il gas iraniano per non perdere la propria presenza nel mercato energetico mediorientale, scontrandosi con gli interessi turchi, ma allo stesso tempo trovandosi a collaborare con Ankara nella questione del gas cipriota in funzione anti-israeliana. Una situazione quindi intricata, dove tutti gli attori in gioco si muovono su equilibri sottili e dove gli sviluppi futuri sono densi di incognite.

fonte : http://farfalleetrincee.wordpress.com/2012/10/25/turchia-e-obama-contro-israele-il-gas-siriano-ed-i-fratelli-musulmani-a-chiudere-il-cerchio/



Tratto da:  informarexresistere.fr

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GLI “AMERICANI D’ITALIA”, di Giellegi

Pubblicato su 16 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Sono da disistimare più i padroni o i servi? La risposta non mi sembra difficile. Gli “americani d’Italia” sono semplicemente disgustosi: e sono sedicenti imprenditori, politicanti maneggioni, giornalisti mentitori spudorati, intellettuali dal cervello ormai in formalina. Le elezioni americane sono soprattutto state utili per misurare la meschinità di una pretesa classe dirigente ormai al più basso livello di ogni altro periodo della nostra non proprio gloriosa storia.

 

 

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1. “Cansas siti polìs… orait orait…auanagana…”, bofonchiava l’“americano a Roma” nei primi anni ’50, piuttosto disgustoso nel suo infantilismo da “bamboccione” innamorato, come tanti suoi coetanei sciocchi, dei “liberatori”, che sarebbero riusciti decisamente più simpatici se se ne fossero rimasti a casa loro. Tuttavia, il ragazzone, dopo essersi preparato un piatto all’americana con patate e ketchup, lo scartava con un “puah che schifo” e prendeva il piatto preparatogli a casa da veri romani, pronunciando la famosa frase: “Maccarone, mi hai provocato e io ti distruggo, moh te magno”. Si era ancora in grado di prendere, e di prendersi, in giro come forma di resistenza ad un predominio culturale che – malgrado siano a mio avviso da apprezzare vivamente cinema, jazz e letteratura americani – ha provocato l’attuale decadenza del cosiddetto “occidente”.

Tuttavia, sono da disistimare più i padroni o i servi? La risposta non mi sembra difficile. Gli “americani d’Italia” sono semplicemente disgustosi: e sono sedicenti imprenditori, politicanti maneggioni, giornalisti mentitori spudorati, intellettuali dal cervello ormai in formalina. Le elezioni americane sono soprattutto state utili per misurare la meschinità di una pretesa classe dirigente ormai al più basso livello di ogni altro periodo della nostra non proprio gloriosa storia. Considererò soltanto alcuni esempi della indecenza di questi miserabili che imperversano nel paese.

La sera in cui è cominciato lo spoglio delle schede elettorali negli Stati Uniti leggevo le nostre agenzie di stampa, i giornali on line, ecc. Tutti indicavano un’affluenza record. In realtà, l’eletto ha avuto circa sette milioni di voti in meno (da 69 a 62) rispetto a quattro anni fa e Romney oltre un milione meno di McCain (circa 58,700 contro grosso modo 59,900); complessivamente, dunque, ci sono stati in questa elezione otto milioni di elettori meno della volta precedente. Forse la popolazione degli Usa è diminuita di un bel po’ di milioni? No, semplicemente i disinformatori di casa nostra mentivano, null’altro. La percentuale dei votanti dovrebbe essersi attestata sul 49-50%, un vero record (ma dell’imbecillità dei nostri commentatori). Obama – che ha ottenuto l’ormai comico premio Nobel per la pace per aver fomentato guerre e massacri di popoli, sperimentando pure l’essere mandante di assassinii individuali (invito a vedere “Contratto per uccidere” di Don Siegel, dove curiosamente il personaggio che ingaggia i due omicidi del “contratto” è interpretato da Ronald Reagan, altro “grande” presidente yankee; queste coincidenze così precise e involontariamente predittive mi piacciono moltissimo) – avrebbe avuto, sempre secondo i nostri “obiettivi opinionisti”, un successo strepitoso. Infatti, aveva vinto nel 2008 su McCain con 69 milioni di voti e circa dieci di vantaggio; ora ne ha ottenuti più o meno sessantadue milioni e meno di tre di scarto su Romney (se mi sbaglio, mi sbaglio di poco). Aveva avuto il 53% dei voti espressi, oggi supera di poco il 50; in ogni caso si tratta sempre di “incollature” di vantaggio.

Eppure, quando è stata annunciata l’ormai sicura vittoria, tutti a scrivere e dichiarare: gli Stati Uniti in festa per Obama. Gli Usa superano oggi i 315 milioni di abitanti. Gli elettori potenziali, in questa gara presidenziale, erano, credo, 240 milioni all’incirca. Sessantadue milioni hanno votato per Obama; e sarebbero in festa gli Stati Uniti? Si guardi la cartina degli Stati che hanno votato (pur sempre non all’unanimità, ma con la maggioranza degli elettori, e con alta astensione dappertutto) per Obama e per Romney. Gli Stati Uniti appaiono divisi in due perfino territorialmente, oltre che come popolazione. Di conseguenza, grande è il fastidio che si prova nel sentire blaterare tutti questi dementi, gli “americani d’Italia”, proprio quelli che ci stanno portando alla totale subordinazione e, con essa, al netto peggioramento delle condizioni di vita.

In effetti, quanto detto fin qui ha relativa importanza. Rilevante è semmai che si attendevano queste elezioni per appurare infine – ed è quanto si vedrà infatti nei prossimi mesi e già l’anno venturo – quali saranno gli indirizzi strategici statunitensi, che hanno subito cambiamenti a partire soprattutto dal 2006, ma che sembrano in fase di ulteriore “aggiustamento”. Nemmeno erano finite le elezioni, ed è scoppiato uno scandalo di “tradimento della moglie” a carico di un Generale importante come Petraeus, che deve dimettersi e perdere di peso politico per una “questione di corna” (cos’è, un film di Truffaut?). E lo scandalo ha ulteriori appendici che intanto rischiano di danneggiare pesantemente un altro Generale (con ruolo di vertice in Afghanistan, ma credo già in fase di richiamo, dato che le sue idee non sono lontane da quelle del McChrystal, dimessosi un paio d’anni fa da dal comando di quelle truppe). All’origine di tutto questo sempre l’FBI cui apparteneva “gola profonda”, Mark Felt, che diede inizio al Watergate. Che sta in realtà accadendo negli Usa? C’è una lotta tra vari comparti delle Forze Armate o piuttosto l’accentuazione di scontri tra centri portatori di strategie diverse, la cui finalità è ovviamente unica – la potenza imperiale statunitense – ma con modalità che potrebbero portare ad una acutizzazione di certi conflitti intestini? E gli immediati movimenti aggressivi israeliani che significato rivestono? Non si dovrà attendere molto per la risposta.

 

2. E’ però nostro precipuo interesse seguire i riflessi delle vicende statunitensi nel nostro paese, dominato – e per quanto tempo ancora? – dagli “americani d’Italia”, una razza ben peggiore di quelli d’America, che hanno almeno la dignità del loro essere al servizio di interessi nazionali, mentre i nostri sono semplicemente dei traditori, dei Quisling; e per di più di qualità tanto scadente da mettere a repentaglio la nostra sopravvivenza in quanto struttura sociale. Quando parlo di traditori, non mi riferisco affatto alla sedicente Casta coinvolta in continui scandali, con particolare predilezione dei magistrati nel perseguire i reati dei politicanti maneggioni della “destra”. Gli scandali in questione sono manovrati per distogliere l’attenzione da coloro che sono i veri “ladri” del nostro avvenire, coloro che si spacciano per “tecnici” e che sono stati installati da chi, nei massimi vertici istituzionali, sta servendo lo straniero statunitense, con la complicità (a mio avviso) dello stesso Berlusconi.

Dopo vent’anni di totale assenza di politica, avevamo già compiuto passi rilevanti verso la subordinazione al paese predominante; e tuttavia non eravamo ancora precipitati definitivamente in una situazione di quasi colonizzazione. Gli attuali Usa di Obama hanno chiaramente deciso per l’accelerazione del processo che deve condurci alla piena dipendenza; la nostra politica estera è ormai decisa oltreatlantico. E’ ovvio che l’Italia è soltanto una delle pedine da muovere per una potenza mondiale come gli Stati Uniti, che deve e vuole ostacolare l’affermarsi del multipolarismo, ritardando il più possibile soprattutto l’avanzata di Russia e Cina. Siamo in ogni caso una pedina di qualche rilevanza data la nostra posizione geografica e la malleabilità politica; conseguenza, fra l’altro, della disgregazione del tessuto sociale in fase già molto avanzata. L’Italia, intanto, è importante per il fatto d’essere la solita base militare ben posizionata in zone abbastanza cruciali per le manovre geopolitiche statunitensi. Essa serve però anche, e forse ancor più, per creare caos in Europa, per mettere tale area al centro di manovre contraddittorie che invischino la Germania; già poco incisiva di per suo, finché durerà l’attuale egemonia, a fasi alterne, di democristiani e socialdemocratici, con qualche altro partito minore accentuante la sua debolezza politica.

Non so se ci sia un disegno preciso per il prossimo futuro d’Italia. Più probabilmente, vi sono alcune opzioni possibili, ma credo non si sia ancora deciso univocamente quale di queste realizzare; forse si stanno incontrando alcune difficoltà nella valutazione delle scelte migliori. In ogni caso, per gli Usa e i loro sicari in Italia è indispensabile che non vi sia alcun elemento di disturbo nella “base” (popolare) del paese, nel mentre si vanno studiando e provando le alternative praticabili. Immagino vi siano interessi comunque differenziati e contrastanti sia tra i diversi gruppi dominanti stranieri (in testa ai quali vanno sempre messi gli statunitensi) sia tra quelli subdominanti italiani al loro servizio. Per il momento non appare facile discernere questi interessi in gioco. Importante è però individuare la linea generale seguita; poi, nell’uso di dati strumenti oppure di altri – di tipo interno o facenti capo agli organismi della UE, longa manus degli Usa, che hanno ad esempio piazzato alla BCE un loro stretto servitore – ci sono ovviamente molte giravolte e si procede spesso a zig zag.

Ogni mossa ha le sue coperture ideologiche. C’è chi preme il pedale sulla gravità della crisi finanziaria (con contorno, se occorre, dello “spread”). Altri insistono maggiormente sul Debito pubblico (mentre quello privato, dove siamo “virtuosi”, viene dimenticato), per sanare il quale sarebbero necessarie sempre nuove legnate. Alcune vengono assestate, di altre si parla e riparla, in una ridda di annunci e smentite che impauriscono e disorientano. Naturalmente, si mente parlando di necessaria imposizione, cui si aggiunge qualche riduzione di spesa pubblica, magari con una vessatoria riforma delle pensioni o altre misure simili che riducono le speranze di trovare lavoro dei giovani, i quali vengono poi accusati di essere troppo difficili nell’accettazione di un’occupazione purchessia, precaria e sottopagata a livelli di vera povertà.

Sia l’abnorme imposizione fiscale (misura più consistente), sia quel tipo di riduzione della spesa pubblica, non fanno altro che impoverire la popolazione con il conseguente crollo dei consumi cui segue – in mancanza di un rafforzamento dei settori effettivamente strategici nella competizione internazionale, che vengono anzi smembrati e indeboliti sempre più – la riduzione della produzione e dunque del reddito; da cui deriva non solo una ulteriore riduzione dei consumi, ma pure quella della base imponibile e, conseguentemente, delle entrate fiscali. Cosicché, da quando ci sono quelle cavallette denominate “tecnici” (e professori di una Università ormai sfatta, che non insegna più nulla, offre solo qualche prebenda agli ignobili personaggi che la occupano), il Debito continua in realtà ad accrescersi di mese in mese. E allora gli inetti e odiosi personaggi governativi – con l’avallo di un presidente della Repubblica che, diciamo così per gentilezza (obbligata), suscita decise perplessità – annunciano la necessità di altri sacrifici, dichiarano che il “popolo” ha vissuto per troppo tempo al di sopra delle sue possibilità. Se non si vuol fare la fine della Grecia, se si vuol restare in questa “magnifica eurozona”, ecc. è necessario ridurre il Debito, quindi aumentare ancora le imposte, stringere la cinghia e ridurre il tenore di vita da “scialacquatori”. E il circolo vizioso continua ad allargarsi, senza alcuna possibilità d’uscita.

Nel contempo, con massima incoerenza rispetto alle decisioni prese, si diffondono inutili speranze su un’immaginaria imminente risoluzione della crisi. E’ insomma tutto un tira e molla, un andare senza apparente direzione e senza che s’intravveda la cessazione dell’incubo procuratoci da questi “tecnici”, autentici “bravacci” al servizio di “signori” prepotenti e al sicuro da ogni sfiducia, che gli infami schieramenti esistenti si guardano bene dal promuovere e votare in Parlamento. Le elezioni forse ci saranno in primavera; e solo perché sta diventando difficile immaginare altre soluzioni non troppo indecorose, nel mentre la fine della crisi non è affatto vicina e s’insiste sulla strada dei “necessari” sacrifici; non per i governanti e i loro mandanti, ovviamente, bensì per la popolazione ormai in piena confusione mentale.

In definitiva, il disegno generale perseguito – al di là delle singole mosse la cui direzione cambia seguendo una linea spezzata – è quello di dissestare la nostra società, di impedire che si formino aggregati stabili in grado di darsi rappresentanze dotate di un minimo di consistenza. Si continua a spaventare la gente, a creare irritazione, ma aizzando animosità crescenti tra uno spezzone e l’altro di più vaste masse di cittadini. Faccio un semplice esempio, seguendo l’ultima trovata dei “roditori”: gli “esodati” – senza lavoro e senza pensione – meritano evidentemente la massima comprensione. Tuttavia, per risolvere il loro problema, trovando le risorse all’uopo necessarie, si è pensato di colpire le “pensioni d’oro”, sospendendo sine die (non solo per quest’anno e il 2013) l’adeguamento al costo della vita. E quali sarebbero queste ricchissime pensioni? Quelle al di sopra dei 2880 euro mensili lordi, equivalenti a meno di 2000 netti. E’ ovvio che una quota abbastanza consistente di popolazione non sentirà più alcuna solidarietà per i malcapitati senza salario né pensione da mesi.

Poiché invece i sindacati, e tutta una serie di gruppi e gruppetti politici (e non solo di “sinistra”!), saranno magari consenzienti, si creeranno malcontento e irritazione, fondati però sulla divisione di coloro che dovrebbero invece indirizzare, coerentemente e con compattezza, il loro furore contro coloro che ci governano e sui loro mandanti, tutti insieme a succhiare il nostro sangue al coperto da ogni rischio, da ogni contributo di solidarietà, continuando a far parte dei gruppi a reddito elevatissimo, con potere nei cda industriali e finanziari, nelle Università, ecc., e con i loro “figlietti” cui hanno procurato posti ambiti alla faccia dei choosy, gli “infingardi” giovani che sono scontenti di posti da 7-800 euro al mese, non fissi, senza garanzie di alcun genere. Dite voi che cosa meritano questi vampiri.

 

3. La lezione italiana delle elezioni americane è relativamente chiara. Incertezze sussistono indubbiamente intorno alla più generale (mondiale) strategia statunitense, seguita soprattutto a partire dal 2006 e accentuatasi con l’elezione nel 2008 del presidente ora rieletto: la strategia che ho spesso definito del caos, del pantano, della “liquidità”. Ci saranno cambiamenti nel suo futuro svolgimento? L’andamento delle finte rivoluzioni in certi paesi arabi, una serie di movimenti, in gran parte ancora poco percettibili, indurranno a determinate revisioni della stessa? Mi sembra difficile rispondere con definitiva sicurezza. In Italia, invece, le soluzioni sembrano meglio delineate: si è intanto inferto un duro colpo ad ogni possibile stabile aggregazione attorno a nuclei politici ben definiti. Perfino quei partiti di cartapesta che sono Pd, Pdl, ecc. sono sottoposti a scossoni guastatori, forse dissolutori in tempi relativamente brevi.

Con quali altri organismi o movimenti sostituirli è però progetto al momento piuttosto fluido. Forse si vorrebbe piazzare Monti al Quirinale per proseguire l’opera “benemerita” del “viaggiatore negli Usa” del 1978, nel mentre qualche altro “tecnico” potrebbe proseguire la devastazione già compiuta da questo governo. Si tenta di riunire vari spezzoni di quegli schieramenti finora denominati umoristicamente destra e sinistra, per creare un assembramento di inetti – sempre più asserviti allo straniero (Stati Uniti, non Germania!) – che viene indicato, altrettanto ridicolmente, come “centro moderato”. Si tenta di raccogliere varie forze disomogenee in tale direzione. Pure la Chiesa, abbastanza screditatasi negli ultimi anni, viene coinvolta in questo insano gioco. Mancano però gli uomini dotati di qualche credibilità. Ora si parla di Passera, ora di Montezemolo, poi salta fuori una specie di nuovo Berlusconi (certo Samorì), e così via. In realtà, siamo ben “oltre la frutta”, perfino il “liquorino finale” è stato offerto (con questo governo di distruzione nazionale) da un “ristorante” che assomiglia sempre più ad una di quelle mense per poveri, in cui si offre la ben nota risciacquatura dei piatti (lavati da ormai vent’anni).

Forse qualcuno spera in qualche sommovimento disordinato nato dalla rabbia per uno spettacolo così vergognoso e che incide pesantemente sulla grande maggioranza della popolazione italiana. Si potrebbe magari in tal caso sospendere, con facilità e a lungo, ogni formalità relativa alla putrefatta democrazia in voga da troppo tempo. Non è però facile nemmeno un simile percorso; l’unica garanzia d’esso è che le nostre pretese “forze dell’ordine” sono tarlate dalla lunghissima appartenenza del nostro paese all’americana Nato. Tuttavia, anche tali forze non mi sembra abbiano più gran credito né popolarità. Il sistema Italia è marcio in ogni suo comparto, non esistono solidi pilastri. Solo una popolazione divisa – composta in gran parte da “cittadini che protestano”, ma continuano a belare e a prendersi tutte le randellate del caso (e ci siamo tutti in questa grande calca) – consente a cialtroni come quelli esistenti da vent’anni, e con un salto di qualità nell’ultimo anno, di renderci sempre più poveri, spaventati, adirati ma disorientati.

Bisogna comunque almeno iniziare a rendersi conto che non esiste più via d’uscita con “i pannicelli caldi”. O accettiamo tutto il putrido cibo che questi vogliono farci ingoiare o bisogna impugnare il bisturi. Non basta però l’ira di una massa, nemmeno se divenisse vera fiumana di gente che sciama nelle strade. Occorre un gruppo dirigente sufficientemente giovane ed energico, capacità organizzative, formazione di squadre finalmente decise a passare all’azione, ma con finalità di salvezza della maggioranza del paese. E ben dotate di tutto il necessario per terrorizzare questi fantocci che stanno imperversando in tutti gli ambiti del paese, in tutte le istituzioni principali, in tutti i luoghi dove si prendono decisioni che ci conducono sulla china dell’impoverimento e della perdita di sovranità. Bisogna che si sia capaci di cacciarli nel silenzio, non si devono più vedere né in TV né in qualsiasi altro luogo, devono solo tremare quando sentono un’auto che si ferma davanti a casa loro. Mentre adesso trema la maggioranza del paese ad ogni improvvida uscita di questi laidi personaggi, che continuano a tramare la nostra rovina, continuano ad immaginare altre vessazioni per farci ingoiare ogni loro volere per noi distruttivo. Se non si fanno sparire loro, sparisce l’intero paese così come lo abbiamo conosciuto per molto tempo. Fonte: conflittiestrategie.it - Scritto da: Gianfranco La Grassa

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PER AMATO I POLITICI NON ELETTI SONO COME GLI ESODATI!

Pubblicato su 15 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

DELIRIO! Amato: “I politici non eletti? Sono come gli esodati: per loro serve un’indennità”. Ed è consulente di Monti contro gli sprechi…

 

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Ve lo diciamo subito: non è uno scherzo. Quello che state per leggere è tutto autentico. Sono dichiarazioni di Giuliano Amato, che Monti ha chiamato per tagliare i costi della politica, rilasciate al settimanale Sette.

“In Italia ora tutti vogliono parlamentari giovani e che facciano al massimo due mandati. E tutti sono indignati per i vitalizi e pretendono che vengano elargiti solo al compimento dei sessantacinque anni di età”

“Un trentenne eletto in Parlamento, dopo due mandati, cioè a quarant’anni, che cosa dovrebbe fare mentre aspetta di compiere i sessantacinque? L’esodato di Stato?”

E per questi “esodati” Amato propone “una indennità di reinserimento. Due anni di vitalizio anticipato mentre si cerca lavoro”.

 

Tutto chiaro? Giuliano Amato, che è consulente del governo proprio per tagliare gli sprechi e che è – ricordiamolo – titolare di una pensione di 1047€ al giorno, propone questa ennesima porcheria tutta italiana. Già l’accostamento con gli esodati è vergognoso, e il “reinserimento” per trovare lavoro per chi ha avuto stipendi fino a 20.000€ sembra una follia. Anzi, lo è.

Fonte: daw-blog.com

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