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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

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Il lavoro sempre più ridotto a merce

Pubblicato su 26 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Per creare lavoro e occupazione è necessario rendere più precario e flessibile il lavoro stesso. Su questo delirante punto di vista, che si vorrebbe fare passare per un principio tautologico, si basano le riforme del cosiddetto “mercato del lavoro” introdotte dai governi precedenti di Berlusconi, Monti e Letta e dall'ultimo arrivato. Quello di Matteo Renzi e di Pier Carlo Padoan, che purtroppo ha il grave torto, ai nostri occhi, di essere stato capo economista all'Ocse e al Fondo monetario internazionale. La riforma in questione ha l'altro grave torto di essere stata partorita dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che pur provenendo dalla Lega delle Cooperative, non ha incontrato il benché minimo scrupolo nello sposare in pieno i desiderata delle grandi imprese che hanno la necessità di godere della più ampia libertà di licenziamento, quando il fatturato e gli utili sono in calo. Già lo stesso fatto che tutti i ministri, indistintamente, usino il termine “mercato del lavoro” la dice lunga sulla rivoluzione culturale che la globalizzazione ha fatto passare, apparentemente in modo indolore, nella testa delle persone. Il lavoro è stato infatti ridotto a merce e, secondo tale impostazione, può anzi deve essere spostato a piacimento sul mercato globale. Il lavoro ridotto a merce come le materie prime, i prodotti finiti e i capitali. Una rivoluzione voluta dal grande capitalismo industriale e finanziario che, di fatto, ha reso inutile il ruolo e la funzione degli Stati nazionali. A sostenere Poletti nel suo sforzo, c'è il ministro dell'Economia che, per il suo passato professionale, offre le più alte garanzie per il successo di una deriva ultra-liberista. La riforma del Lavoro, ha detto Padoan, accelera il beneficio in termini di occupazione della ripresa che si sta consolidando. L'unica cosa che è riuscito a fare il decreto legge, sul quale il governo porrà la fiducia, è stato l'aperta ostilità dimostrata da Scelta Civica e Nuovo Centro Destra, che pure fanno parte della maggioranza, che hanno parlato di “sconvolgimento" della riforma originaria. A non piacere a molti, a troppi, è stato il taglio da 8 ad appena 5, delle possibilità di rinnovare i contratti a termine di durata triennale. Una richiesta venuta ovviamente dal mondo delle imprese che volevano maggiore flessibilità e volevano disporre del necessario margine di manovra per rimandare a casa i dipendenti temporanei, specie se giovani. Si assiste in tal modo all'ennesima deriva economica e sociale che testimonia dello sfascio del nostro Paese. In una fase come questa, in cui ci vorrebbe maggior coraggio da parte delle imprese per investire nell'innovazione tecnologica e di prodotto, si creano i meccanismi per non incentivare la formazione dei lavoratori più giovani e favorire il necessario ricambio in azienda. Padoan ha assolto a metà la riforma Fornero, sottolineando che il problema non è che essa non vada più bene ma che nel frattempo le condizioni recessive sono peggiorate, la ripresa è fragile e si fatica a creare più occupazione. Quindi i livelli di precariato e di flessibilità devono essere innalzati. La situazione lavorativa, insomma quella dell'economia reale, resta peraltro drammatica e sta peggiorando. Oltre un milione di famiglie risulta senza reddito da lavoro. Nello specifico, si tratta di un milione 130 mila famiglie delle quali mezzo milione hanno più figli e 200 mila ne hanno uno solo Tutte famiglie che stanno precipitando nella povertà. -

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Il lavoro sempre più ridotto a merce
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Manifesto del Populismo

Pubblicato su 26 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Come se non fossimo stati mai incantati e poi governati da gente addestrata nel farci passare il nero per il bianco, come se non fosse populismo farci credere che l’Europa sia il Paradiso perduto, come se il populismo sia spuntato di punto in bianco in un momento preciso della storia europea con l’emersione di movimenti e partiti che, stanchi dei soliti, sono andati a raccontare in giro le menzogne e i progetti criminali sviluppati nell’entropia dei chierici del capitale.

 

Quando la moda propone i suoi prodotti, il risultato è l’omologazione collettiva. Ci sono poi mode e mode: c’è quella stilistica, quella artistica e quella politica. La nostra – nel caso particolare – è una grande moda politica che inevitabilmente si è riversata in tutti i campi della società ed in particolare nel gergo giornalistico, economico e ben pensante. Senza dubbio la parola più utilizzata quotidianamente con una frequenza assordante è proprio la seguente: populismo. Ormai il populismo fa parte del pranzo, della cena, della merenda di ognuno di noi. Non c’è convegno, trasmissione televisiva, luogo di incontro o fonte di informazione think tank in cui non spunti d’acchito tale parola. E’ la moda. Chiunque la pensi diversamente è un populista, un miserabile populista, uno che distorcerebbe la realtà dei fatti basando la propria azione sulla faciloneria generale del popolo. Come se non fossimo stati mai incantati e poi governati da gente addestrata nel farci passare il nero per il bianco, come se non fosse populismo farci credere che l’Europa sia il Paradiso perduto, come se il populismo sia spuntato di punto in bianco in un momento preciso della storia europea con l’emersione di movimenti e partiti che, stanchi dei soliti, sono andati a raccontare in giro le menzogne e i progetti criminali sviluppati nell’entropia dei chierici del capitale.

Il nuovo clero – come amava definirlo Costanzo Preve –,  giornalisti e professoroni, altro non fanno che portare alla ribalta una di quelle che è percepita come una piaga. Ed in realtà meritano commiserazione: essi hanno contribuito a creare il sistema Europa, ce l’hanno descritto come il sistema migliore in cui in futuro non avremmo fatto altro che accontentarci di vivere nell’otium, magari coltivandoci il nostro bell’orticello. <<Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più>> disse Romano Prodi forse in preda ad un delirio. Più comiche le battute di un altro professorone, Mario Monti, che si lasciò scappare una analisi lucida sui successi dell’euro. Era il 2011 quando durante la trasmissione televisiva “L’infedele” sparò: <<Oggi stiamo assistendo – non è un paradosso – al grande successo dell’euro. Qual è la manifestazione più completa del grande successo dell’euro? La Grecia!>>. Mai preludi più oscuri e catastrofici. Verrebbe spontaneo chiedersi il motivo di tali affermazioni. O mancata capacità critica, e dunque pessima visione politica, il che dovrebbe poi spiegare il motivo per cui tali signori siano stati Primi Ministri o becero populismo su cui la vecchia Democrazia Cristiana (le vacche di Fanfani) ha sempre costruito la sua forza; e non sarà un caso che i due signori siano il prodotto netto di una ideologia storicamente collassata che però si è sviluppata in tante cellule sbiadite. La realtà è che i populisti onesti fanno paura perché predicano la verità. I populisti hanno sostituito nella mentalità borghese i vecchi mangiabambini. Sono i nuovi mangiapreti, dove però i preti – sia chiaro – non sono i più i don con la talare, ma i colletti bianchi di professione, quelli abituati a sfilare in processioni di ipocrisia, che con la loro pallida eloquenza amano arrogarsi il titolo di esperti, di competenti, di coloro che sanno fare bene i conti. Ma i conti senza la <<Ragion di Stato>> sono utili solo agli interessi di chi comanda e ha intenzione di comandare. Lurida ipocrisia dal sangue blu: è questo il vero populismo di cui diffidiamo. Quello che crede di partorire un popolo nuovo, sano, potente e schiavo al medesimo tempo! Lo nutre di immagini fantasiose, gli pone davanti calcoli falsati, statistiche da quattro soldi, progetti da potenza universale e invece, tolta la maschera, rimane lo schizzo di un progetto andato a male.

Povera Europa, affossata da ambizioni economiche e dalla legge del mercato, dimentica delle sue origini e della sua missione, attenta alla salvezza dei conti e cieca dinanzi alle sofferenze del popolo. Quali identità? Quello a cui si assiste è una nauseante omologazione di massa in cui l’individuo ha perso il suo ruolo centrale e viene soppiantato dal freddo calcolo matematico. Tutti numeri, tutti banalizzati a mere unità di supporto, specializzati nel sottostare ad ingiuste disposizioni e a crepare nella miseria più povera e a guardare i balzi dello spreed e del debito pubblico, meccanismi di controllo della più grande battaglia della storia umana: il controllo economico, la guerra dei soldi.

Lode al populismo, dunque. Il populismo vero, che vuole innovare, e non vuole affatto chiudersi in posizioni estremizzanti, che non vuole cercare nel campo “Europa” un terreno che faccia dimenticare il passato o le ambizioni nascoste. Chi parla di blocco all’immigrazione, di indipendentismo e federalismo, ha solo bisogno di trovare un capro espiatorio, ha solo bisogno di nascondere una politica insulsa. Noi non vogliamo dire no all’Europa dei Padri fondatori. Noi diciamo no a questa Europa. Ma questa Europa è solo un progetto fasullo, schiavo dell’americanesimo politico-culturale e degli USA, che hanno bisogno di satelliti dei quali circondarsi per agire politicamente.

Se tale presa di posizione basta ad essere considerati populisti, noi siamo fieri di innalzare questa bandiera in nome della libertà e della giustizia tra i popoli. Meglio populisti che demagoghi e falsi partigiani!

 

Tratto da: http://www.lintellettualedissidente.it

Manifesto del Populismo
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RIZZO DICE LA VERITA' SULL'EUROPA E I PROVVEDIMENTI DI RENZI

Pubblicato su 25 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Siamo molto distanti dalla ideologia di Rizzo come da tutte le altre ideologie, ma questo intervento è condivisibilissimo perché dice la verità sull'Europa ed i finti " riformatori" ( sic! ) di questo sistema. C.M.

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Bruxelles teme il voto: boom dei no-euro in tutta Europa

Pubblicato su 25 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Aria di rivolta elettorale contro l’euro e l’Unione Europea gestita dalla Troika: i partiti euroscettici e sovranisti potrebbero ottenere quasi la metà dei seggi al Parlamento Europeo, per protesta contro la disoccupazione dilagante e la recessione imposta dall’austerity. Allarme rosso, dunque, per l’establishment di Bruxelles: secondo lo European Policy Institute Network, la grande crisi ha prodotto un’ondata di indignazione che si abbatterà sull’Unione Europea il prossimo 25 maggio. Mentre in Italia il Movimento 5 Stelle continua a crescere, superando Berlusconi e avvicinandosi al Pd di Renzi, il sondaggio Infop realizzato in Francia per “Paris Match” incorona il Front National di Marine Le Pen primo partito col 24%. Stesso scenario in Gran Bretagna, dove lo Ukip di Nigel Farage si appresta a superare conservatori e laburisti. E se in Austria gli anti-europeisti sono dati al 20%, in Olanda stravince Geert Wilders, leader del “partito della libertà”.

In linea con l’andamento europeo anche l’Italia, dove – secondo l’ultimo sondaggio di “Scenari politici”, in controtendenza rispetto ai sondaggi più Marine Le Pen con Matteo Salvinidiffusi in televisione – il Partito democratico scende al di sotto della temuta soglia del 30% dei consensi, quasi raggiunto dal Movimento 5 Stelle in crescita continua (quasi al 28%). L’altra notizia riguarda la lista “L’Altra Europa”, capeggiata da Alexis Tsipras, valutata saldamente al di sopra della soglia di sbarramento (4,8%) e quindi al riparo dal rischio-esclusione. «A poco meno di un mese dalle elezioni europee del 25 maggio – prende nota il “Fatto Quotidiano” – il Pd è al primo posto, dato al 28,6% dei consensi, seguito dal M5S al 27,9% e Forza Italia al 18%. Sorprendente la percentuale della Lega Nord che si attesta al 7%. L’alleanza tra Nuovo Centro Destra e Udc viene data al 6%, Fratelli d’Italia al 4,2%. Scelta Europea si attesta al 2,5% e non supera la soglia di sbarramento del 4%, insieme agli altri partiti dati all’1%».

I dati, raccolti attraverso un campione di 4.000 interviste tra il 15 e il 17 aprile, sono molto differenti da quelli dell’ultimo sondaggio Ixè, realizzato in esclusiva per “Agorà” (Rai3). «Rispetto alle intenzioni di voto diffuse dal programma Rai, il Pd(dato al 32,8%) perde circa quattro punti percentuali, mentre il M5S ne guadagna due. Identico in entrambi è il risultato di Forza Italia che si attesta in entrambi al 18%». Sorprendenti, nel sondaggio di “Scenaripolitici.com” i risultati della Lega Nord, che rispetto a quelli Ixè guadagna poco meno di due punti, e quelli della lista di Tsipras. La Lega è la formazione con la campagna elettorale più ostile all’euro, sommata a quella di Fratelli d’Italia (totale, oltre il 10% delle intenzioni di voto). Un altro 33% lo si aggiunge sommando Grillo e Tsipras, anche se la loro posizione – sull’euro e l’Ue – non è così radicale come quella dei no-euro italiani, francesi, inglesi e olandesi. In ogni caso la tendenza è chiara: nonostante i giochi di prestigio di Renzi, il partito dell’establishment italiano pro-euro finirebbe in minoranza, sconfitto da un’opinione pubblica prostrata dalla crisi indotta dalla moneta unica.

Tratto da: libreidde.org

Bruxelles teme il voto: boom dei no-euro in tutta Europa
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POLIZIA A CASA DI UN INVALIDO: HA SCRITTO “MACELLO” SULLA PAGINA DELLA BOLDRINI. LESA MAESTA’?

Pubblicato su 24 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Scrive ‘macello’ sulla pagina Facebook della Boldrini. E la polizia gli piomba in casa
Lascia un commento-sfogo sul profilo del presidente della Camera e il giorno dopo gli agenti citofonano a casa sua per una verifica. Felice Ferrucci, termolese, è caduto dalle nuvole e racconta tra sconcerto e divertimento la disavventura che gli è capitata. La polizia termolese è stata allertata da Roma dopo che il sistema di sicurezza che regola la comunicazione della terza carica dello Stato ha intercettato una frase giudicata a rischio. Inevitabile la riflessione del protagonista: “Ma in questo modo si spendono i soldi pubblici?”.

Termoli. Tutto si sarebbe potuto aspettare quando la polizia ha citofonato a casa, tranne quello. Che la ragione della ‘visita’, cioè, dipendesse dal commento a un post di Laura Boldrini sulla pagina Facebook del presidente della Camera. 

Felice Ferrucci, 43 anni, termolese, è cascato dalle nuvole. Incredulo, ha ascoltato i poliziotti che gli spiegavano di essere lì dopo la segnalazione arrivata direttamente da Roma. «Da Roma?». Da Roma, per l’appunto. Per via di quella parola usata nel suo commento, «scritto come sfogo, come risposta a una riflessione sul taglio delle indennità dei politici». La parola ‘incriminata’ è macello. Una parola che evidentemente è stata intercettata dal sistema di sicurezza che regola la comunicazione della terza carica dello Stato ed è diventata motivo di verifica e accertamenti.Felice racconta la disavventura che gli è capitata ieri sera, giovedì 17 aprile, quando hanno suonato al citofono della sua abitazione. Era la Polizia. «Ho pensato che fosse per qualche problema allo stadio, io sono un grande tifoso giallorosso e magari, mi sono immaginato sul momento, dipendeva dai petardi esposi nella partita del pomeriggio allo stadio Cannarsa…» Macchè petardi. Dipendeva da un commento su facebook scritto la sera del 16 aprile nell’apposito spazio in calce a una riflessione di Laura Boldrini sui tagli e i risparmi dello Stato, sulla riduzione delle indennità e delle spese per il personale, i gruppi parlamentari, i deputati titolari di cariche.

 

“Sono il prossimo che farà qualche pazzia…- ha scritto Felice Ferucci - Orfano da venerdì, senza lavoro da mesi (per assistere la mia mamma) una casa (fortunatamente mia, ma ancora per poco visto che non posso pagare nulla), prossimo ad andare a mangiare alla Caritas, oltretutto iscritto alle categorie protette ma un cazzo niente, in Molise per uno di 43 anni come me, anche se invalido, non c’è possibilità di lavoro..”. Il commento si chiude così:“Ora dimmi tu cara Boldrini, secondo te sono prossimo a fare un macello?”.

Nel dubbio, e senza cogliere quella che il termolese definisce «ironia e sarcasmo, in quel contesto non c’è storia…», la polizia capitolina si è messa in allarme e ha chiesto agli uffici del Commissariato di Termoli, dove Ferucci abita come indica il suo profilo fb, di andare a dare un’occhiata. Lui, che è onesto e non si nasconde dietro un dito, ammette che qualche problema con le forze dell’ordine lo ha avuto, «ma è roba vecchia e poi non c’entra nulla, per questioni di tutt’altro genere».

 E tuttavia non può evitare di chiederselo. E chiederlo: basta a spiegare quello che è successo? 

«Sono sconcertato se ci ripenso, e nello stesso tempo questa cosa mi fa sorridere. Io non ho offeso nessuno, non ho minacciato nessuno. Quello era uno sfogo, come si capisce perfettamente. E invece arriva la polizia. Ci rendiamo conto?».

Certo, la polizia fa il suo lavoro. Quelli che passano al setaccio, con l’aiuto di un sistema computerizzato, le migliaia e migliaia di messaggi scritti sulla pagina del presidente della Camera anche. Ma Felice domanda quanto tutto questo sia costato. E riflette sul fatto che lui fatica a sbarcare il lunario, è uno dei tanti giovani ormai cresciuti che non hanno un lavoro e non sanno come tirare avanti. Così, quando la polizia è andata via, terminata la ‘verifica’, ha pensato di far sapere al presidente della Camera quello che era accaduto. Si è messo al pc e ha postato un altro commento. “La polizia a casa mia per un commento di cui anche un ragazzetto di 15 anni avrebbe inteso il sarcasmo e l’ironia. e meno male che non ti ho offesa, certo che a Roma a 200mila euro l’anno non avete proprio niente da fare?
Poi precisa: «Cioè, lo so che Laura Boldrini non c’entra, che non è lei e che lei nemmeno legge i commenti. Ma la pagina Facebook è sua, e io scrivo a lei. A chi devo dirglielo, se no?».

Tratto da:http://bastacasta.altervista.org

POLIZIA A CASA DI UN INVALIDO: HA SCRITTO “MACELLO” SULLA PAGINA DELLA BOLDRINI. LESA MAESTA’?
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25 aprile per la liberazione a Pescara

Pubblicato su 24 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Anche in questa primavera del 2014, per il terzo anno consecutivo, a Pescara si riaffermerà il vero significato della liberazione nazionale. Già, proprio quel 25 aprile che per decenni è stato la “festa” non solo dell’odio fratricida antinazionale ma addirittura, caso più unico che raro al mondo, la celebrazione di una sconfitta che fece, ormai sette decenni or sono, del nostro Paese una colonia senza sovranità piegata, politicamente, culturalmente, economicamente, militarmente, alla potenza vincitrice del grande conflitto.
Quel 25 aprile che diventa invece giorno di lotta. Non di festa della liberazione, ma di battaglia PER la liberazione. Quanta forza hanno le parole, quanta forza in quelle sole tre lettere, in quel “per” che disvela la consapevolezza di un popolo di essere ancora in catene, di dover ancora affrancarsi dalla schiavitù.
Nella sua semplicità, è un atto di forza colossale. E’ una presa di coscienza se non unica certamente molto rara in una nazione che ancora si sente in perenne debito nei confronti delle sigarette e della cioccolata con cui hanno barattato la dignità e la libertà di un popolo. E’ una schiavitù strisciante, latente, instillata a piccole dosi quotidianamente nell’arco di decenni. Non è più (solo) una schiavitù imposta coi cingoli dei carri armati, con le armi, con l’omologazione culturale: è la schiavitù del debito.
La schiavitù imposta dalla Banche centrali, dai fabbricanti del denaro prestato a usura a popoli e Stati, la più formidabile arma che sta riuscendo dove poderosi eserciti avrebbero fallito. La schiavitù della dittatura “europea”, dei vincoli di strozzinaggio che ci impongono (“ce lo chiede l’Europa!”) la sottomissione a un sistema di potere e di controllo sociale: il debito come strumento di controllo della sovranità degli Stati.
E’ una schiavitù che conta, quotidianamente, le sue vittime. Morti veri, vite spezzate, appese a una corda in cantina, soffocate nei gas di scarico dell’automobile in garage, trapassate da un proiettile nel cranio, sfracellate sul selciato. Famiglie distrutte, consumatesi nella violenza della ricerca di una morte pietosa, relegate nelle carceri, nei centri psichiatrici, nelle camere mortuarie. Sono le vittime della più grande truffa, della truffa del debito.
E’ per questi morti che si torna a urlare nelle piazze, mai domi, un grido di dolore e di lotta: “non ci suiciderete”. A Pescara, questo 25 aprile, questo grido di rabbia si trasformerà in consapevolezza, in progetti, in studio, in approfondimento; in politica, nella più nobile politica, nell’affermazione della piena sovranità popolare, del diritto al reddito (al di là delle elemosine), della giustizia sociale.
La manifestazione, che si svolgerà nel corso di tutta la giornata nella centralissima piazza Sacro Cuore, vedrà alternarsi momenti di dibattito col pubblico, che ancor più degli anni passati si prevede numeroso,  a veri e propri corsi di formazione a cura della Scuola Auritiana, a presentazioni librarie (il ricercatore Daniele Pace presenterà il suo saggio “La moneta dell’utopia” e Cosimo Massaro la sua opera “Eurodisastro”) e a lezioni come quella del professor Cesare Padovani circa l’impossibilità fisica di estinzione del debito pubblico. La conoscenza, la consapevolezza, si sa, sono le armi più forti.
Numerosi i gruppi e le associazioni che aderiscono all’iniziativa. Un ruolo da protagonista, per via della sua pluriennale presenza attiva nel capoluogo adriatico, è coperto dall’Associazione pescarese “Terra Nostra” di Eusebio Zavatti e Gianluca Monaco. Nel comunicato da loro diramato si dicono infatti “onorati di ospitare per il terzo anno consecutivo la manifestazione del 25 aprile PER la liberazione che, ormai, ha assunto rilevanza e partecipazione di carattere nazionale. Un sentito ringraziamento per l'organizzazione lo facciamo a tutte le associazioni che si sono aggiunte quest'anno. Ormai è sotto gli occhi di tutti che questa “dittatura europea” sta distruggendo le economie dei Paesi che adottano l'euro. Il 25 aprile illustreremo nuovamente le falle di questo sistema monetario, perché uscirne e come uscirne. Illustreremo cosa possono fare gli enti locali nell'immediato, in attesa che i nostri politici nazionali, pagati con gli stessi soldi presi in prestito dal sistema Bce, tirino fuori gli attributi per rinnegare i trattati europei”.
Altra realtà dal consolidato radicamento nel territorio abruzzese aderente alla manifestazione di Pescara è la combattiva Associazione Culturale “Nuove Sintesi”, che parteciperà anche quest’anno all’importante raduno popolare contro l’ “usura di Stato”. E’ per voce del suo presidente Davide D’Amario che conferma che “anche quest’anno saremo in piazza a Pescara il 25 aprile insieme ad altre associazioni e gruppi di italiani che non si arrendono. Andremo alla manifestazione “per la liberazione” perché è un’affermazione di libertà e indipendenza, perché riafferma una visione ideale e strategica a noi congeniale, quella delle “tre liberazioni” (economica-monetaria, culturale e nazionale), perché ha individuato uno strumento, un’arma basilare per abbattere la Plutocrazia, per annientare la dittatura monetarista: la moneta di popolo. La moneta di popolo – prosegue D’Amario -  è una spada che stroncherà le lobby dell’eurocrazia, che scaccerà il politicante servo della Bce e della dittatura europea, che squarcerà il ventre melmoso dell’usuraio, che spezzerà le catene che soffocano e stritolano i popoli europei. Nuove Sintesi anche questo 25 aprile sarà tra il suo (cloroformizzato) popolo, con la propria rabbia sociale, con la propria identità, con la propria differenza. Uniti con altri italiani nell’indicare la via della speranza”.
Oltre alle numerose realtà sociali locali non mancherà il sostegno e la partecipazione di gruppi con una radicata presenza a livello nazionale. Oltre al movimento "Sete di Giustizia" è il caso del gruppo “Lo Sai”, da anni in prima linea nel campo della controinformazione e nella lotta alle strutture sovranazionali di potere. La conferma giunge dal suo portavoce Maurizio Spezia il quale ci conferma che “per il terzo anno di fila, Lo Sai sarà presente. Porteremo ragazzi molto giovani provenienti da ogni parte d’Italia, da nord a sud, perché siamo convinti che un futuro migliore di questo presente si può e si deve costruire. La lotta all’usura e a favore della sovranità popolare della moneta deve essere un obiettivo comune a tutti i cittadini non solo italiani e noi ci impegneremo giorno dopo giorno attraverso i nostri canali a supportare questa infinita battaglia del “sangue contro l’oro” e la vinceremo, eccome se la vinceremo! Citando il professor Auriti: siamo condannati a vincere”. Continua, Maurizio Spezia, arricchendo il suo battagliero entusiasmo con l’adesione, sua e della sua battaglia, alla dottrina sociale cattolica esposta nei Principi dell’ordine sociale cristiano: “La distribuzione della ricchezza è un dovere. Ciò che vi è superfluo datelo ai poveri. Chi avrà beni in questo mondo e vedrà il suo fratello in necessità e chiuderà le sue viscere alla compassione di lui, come è in costui la carità di Dio?”.
Appare evidente come gli insegnamenti del professor Auriti e la tesi della sovranità popolare della moneta saranno il collante, il filo conduttore, l’acciaio nelle fondamenta da cui si dipanerà la protesta e la lotta del presidio pescarese. E sarà proprio la presenza la presenza della Scuola di Studi Giuridici e Monetari “Giacinto Auriti”, fondata a Roma lo scorso autunno, la novità di rilievo nell’evento di quest’anno.
E’ il presidente della Scuola Auritiana Mauro Di Sabatino  a spiegare le ragioni dell’adesione: “Abbiamo accettato con molto piacere l’invito a partecipare a questa terza edizione della giornata nazionale del 25 aprile a Pescara PER la Liberazione avendo saputo dei temi che sono stati trattati negli anni scorsi e che sono l’obiettivo formativo e culturale della rinata Scuola di Studi Giuridici e Monetari che abbiamo intitolato al prof. Giacinto Auriti. Sarà una giornata PER la cultura della liberazione dal debito dove noi faremo la nostra parte con due sessioni di corsi gratuiti al pubblico. I tempi che stiamo vivendo sono caratterizzati dall’acuirsi delle conseguenze di una mancanza di proprietà democratica, quindi popolare, dello strumento monetario. Il nostro intervento metterà in luce quello che storicamente non è scritto sui libri di testo ufficiali, soprattutto di carattere storico ed economico.  Parleremo di liberazione da un establishment che detiene la proprietà e la gestione della moneta e che pertanto ha indebitato tutti i popoli con le pseudo guerre e rivoluzioni. Sono caduti regimi dittatoriali e monarchie per far posto alle democrazie ed agli Stati Costituzionali che hanno giusti doveri e giusti diritti tranne quello di essere proprietari della loro moneta. Se in monarchia ed in dittatura la moneta apparteneva al monarca o al despota – prosegue Di Sabatino -  in democrazia la moneta dovrebbe essere del popolo e non di un ristretto numero di soci privati delle banche centrali di emissioni. L’occasione del 25 aprile sarà propizia per far cultura in tal senso e ripercorrere tappe fondamentali del declino delle società e per fare massa critica sul futuro che ci attende con questo sistema monetario. Le lezioni gratuite che terremo in piazza saranno un’opportunità per tutti coloro che intendono capire il futuro che ci aspetta”.
Un grido di battaglia che nessun uomo libero, nessun cittadino, può lasciare inascoltato. Ne va della nostra dignità, della nostra libertà, della nostra stessa vita.
 
25 aprile 2014 – PER LA LIBERAZIONE – Piazza Sacro Cuore, Pescara, dalle ore 10 alle ore 21. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23371#sthash.FnL865AM.dpuf

25 aprile per la liberazione a Pescara
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Casaleggio: "Il M5S non è contro l'euro", e nicchia sui bilanci del blog

Pubblicato su 22 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Dopo l'operazione subita il guru del Movimento torna a parlare: "L’euro è un problema non in sé, ma per come viene gestito"

 

20 aprile 2014

Il M5S si riscopre europeista o, almeno, non così contrario all’euro come sembrava essere. Lo svela il guru del Movimento, Gianroberto Casaleggio, che attraverso un’intervista pubblicata da Il Fatto Quotidiano torna in scena dopo l’operazione da poco subita. E torna parlando di espulsioni, bilanci e "caratteracci", senza smentire l’idiosincrasia nei confronti dei giornalisti che, a suo dire, sono “nipotini di Goebbels”.

 

Europa ed euro

“Noi vogliamo rimanere dentro l’Europa – spiega Casaleggio -, quella economica visto che quella politica non esiste, ma pretendiamo delle garanzie e di poter far sentire la voce dell’Italia. Non diciamo che l’euro è sbagliato. L’euro è un problema non in sé, ma per come viene gestito”.

 

Renzi e Berlusconi

Non è preoccupato Casaleggio dalla possibilità che il premier, con la sua politica, porti via voti al Movimento. “Non sono i 5Stelle a dover aver paura di Renzi, ma Berlusconi, visto che l’ex sindaco di Firenze è un suo clone”.

 

Le espulsioni

“Le nostre espulsioni sono il risultato della democrazia diretta – spiega il guru del Movimento -. Esistono situazioni simili anche in altre democrazie occidentali, come negli Usa, dove esiste il ‘recall’. Noi lo abbiamo introdotto con le elezioni europee. Quando si viene eletti si fa un patto, anche con gli elettori. Se si viene meno a questo patto si va a casa e, per avviare la procedura d’espulsione, servono 500 firme di iscritti. Noi abbiamo poche regole, che non sono imposte a nessuno, chi vuole le accetta ed entra nel Movimento. Il passaggio dalla democrazia rappresentativa alla democrazia diretta richiede un’adesione”.

 

“Vaffa” e bilanci poco chiari

“Abbiamo un cattivo carattere”, questa la giustificazione di Casaleggio per una serie di comportamenti adottati dal Movimento fondato da lui e da Beppe Grillo. Avere un cattivo carattere è la motivazione che popola quella che somiglia alla gogna mediatica in cui, in alcuni casi, il blog di Grillo si trasforma ed è, testualmente, la risposta data alla domanda: “Perché non essere totalmente trasparenti, non sono soldi rubati”, facendo riferimento ai bilanci del sito di Grillo e a quelli di Casaleggio. “I dati li pubblicheremo complessivi, non suddivisi sito per sito” e questo perché “l’ho detto: ho un cattivo carattere”.

E, a proposito dei bilanci del sito, una frase stupisce particolarmente, soprattutto se a pronunciarla è un esperto della rete: “Quando mai fai soldi con Google?”, si domanda Casaleggio riferendosi alla pubblicità.

 

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Casaleggio: &quot;Il M5S non è contro l'euro&quot;, e nicchia sui bilanci del blog
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Ogni Popolo Stolto ha i Furbi che si Merita, Dio Salvi L'Italia dalla Politica e dalla Pazzia degli Italiani.

Pubblicato su 21 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Ponte sullo Stretto, Lupi lo rimpiange ma l’opera ci sta costando già 1 miliardo

La società dell'Anas che avrebbe dovuto realizzare l'opera non può chiudere la liquidazione per i contenziosi aperti. Udienza il 26 maggio e il conto da pagare potrebbe salire ancora

Cosa vuoi che sia un miliardo davanti ai tanti che si potevano ancora rubare per gli amici degli amici?.Ma questi grandissimi figli di non meglio identificati padri e di mignote, quanto ancora dovranno dissanguarci, umiliarci ed essere profumatamente pagati e privilegiati per annientarci?.

Berlusconi tra Stretto di Messina e Alitalia non ne ha fatta una giusta facendo pagare a tutti gli italiani il prezzo delle sue "visioni" ben beneficiarsi in campagna elettorale. E Lupi gli dà corda... aveva detto che l'accordo con Etihad e Alitalia era fatto !!! povero illuso, questi sono gente con le palle, i debiti di Alitalia (500 mil.) non li vogliono e andrà a finire che se li accollerà lo Stato italiano e cioè tutti noi cittadini, come per lo Stretto di Messina.Ma poi cavolo ..anche fosse...lo stato che fa contratti con clausole vessatorie per se stesso!!! Quà secondo me è successo questo,semplificando....Berlusconi aveva bisogno di fare qualcosa di eclatante..IL PONTE!!!! già sapendo che non si sarebbe mai fatto per cui ai suoi amichetti che hanno "vinto" l'appalto ha fatto un regalino..".se il ponte non si fa vi dovremo coprire di soldi" tanto vedrete che non si farà ed avrete un contratto dalla vostra per pretendere i soldi.... in soldoni io credo che sia andata grossomodo così.Altrimenti uno stato con gli attributi avrebbe espresso un concetto diverso, del tipo..." c'è da fare sto lavoro, io stato lo pago e lo appalto al miglior offerente, le clausole vessatorie sono per ritardi nella consegna, per lavori male eseguiti, per vizi occulti, sarete controllati giorno e notte da tecnici dello stato. Se i lavori dovessero essere interrotti da parte dello stato verrà saldato solo il lavoro già svolto."Questo dovrebbe dire!!! Qualcuno dirà " eh ma così nessuna ditta lo vorrebbe fare!!".E qui casca l'asino...non è vero!! nessuna ditta che vuole mangiarci, riciclare denaro, affiliata alla mafia, Se lo stato fosse forte la ditta che lo vorrebbe fare verrebbe sicuramente fuori, magari però non sarebbe di qualche amichetto dei politici!!!.ORA.Il miliardo fatelo pagare al PREGIUDICATO CONDANNATO E MANDATO HAI SEVIZI SOCIALI visto che era solo lui che lo voleva.SU.Lupi è che fa parte della categoria della politica definibile, grammaticalista; cioè di eleltti in Parlamento che definiscono piani e progetti in termini di locuzioni retoriche, come lo stesso berlusconi, inventore dell'impresa Ponte Stretto, operazione propagandistica e avventurista con posa della 1° pietra e soldi spesi dal contribeuente per pagare l'Ente Stretto tanti ; la liquidazione finale di questo giocattolo dei compari berlusconiani: un miliardo tondo, tondo. Ma Lupi continua ad agitare impudentemente questa truffa fatta agli italiani come niente..tanto paga Pantalone e le parole non costano niente..se sono identificabili come cialtronerie si può sempre dire, no, non è vero o fare spallucce.E' una bella soddisfazione avere il ponte più costoso del mondo. Un ponte unico nel suo genere che permette la viabilità in una sola direzione. Un bel flusso di denaro dalle casse dello Stato al MagnaMagna di turno.Consoliamoci sul fatto che il tunnel della Gelmini dal Gran Sasso a Ginevra è costato molto meno. L'importante è puntare sempre sulle grandi opere.Dove Berlusconi ha messo le mani sulla cosa pubblica si è sistematicamente verificato questo fenomeno fisico: i cittadini hanno perso montagne di denaro (ergo: impoveriti), Berlusconi ha guadagnato una montagna di denaro (ergo arricchito). E gli italioti ancora a votarlo…robe da matti.Se è vero che la Pazzia Umana è incontenibile,specialmente quando serve per arricchire i Soliti Politici, Affaristi, Speculatori, Intrallazzatori,mi viene da chiedermi come puo' Esistere un Popolo cosi' Imbecille che permetta queste Pazzie e permetta che Milioni di Euro della Collettivita' vadano sperperati in queste ed altre Opere Pazzesche. Ogni Popolo Stolto ha i Furbi che si Merita, Dio Salvi L'Italia dalla Politica e dalla Pazzia degli Italiani.

Tratto da:www.bezzifer.com

Ogni Popolo Stolto ha i Furbi che si Merita, Dio Salvi L'Italia dalla Politica e dalla Pazzia degli Italiani.
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Migranti, fino a 900€ di paga mensile secondo le nuove disposizioni di legge

Pubblicato su 21 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Suscita indignazione una lettera inviata dalla Prefettura di Sassari ai sindaci e commissari straordinari dei comuni e delle province di Sassari e Olbia, protocollata il 25 marzo dal Comune di Ossi, in cui si fa riferimento sia l’individuazione di strutture, anche alberghiere, «in grado di dare ospitalità a 40 migranti fino a giugno 2014 giunti sulle coste italiane di recente» (e altri 40 in un periodo successivo), sia che gli enti dovranno assicurare a loro «oltre a vitto e alloggio, ulteriori prestazioni (tra cui la gestione amministrazione, assistenza generica, servizio di pulizia, fornitura di biancheria e abbigliamento, prodotti per l’igiene, pocket money di € 2,5 al giorno e tessera/ricarica telefonica di € 15 all’ingresso), a fronte di un corrispettivo massimo di 30 € al giorno oltre IVA a persona».

Provvedimenti che assumono connotati vergognosi se pensiamo che quella zona è ancora alle prese con i postumi dell’alluvione del 2013 e la preoccupante crisi economica che attanaglia milioni di italiani, e non si può non pensare alle numerose vittime di suicidi.

Purtroppo però, è tutto vero anche se l’erogazione è prevista per un termine di sei mesi, lo si può constatare oltre che dalla copia del provvedimento prefettizio pubblicata in basso, anche dal seguente link che riporta al sito della Gazzetta Ufficiale: decreto del 24 aprile 2013, firmato dall’ex ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, in cui si legge all’articolo 1 quanto segue: «Le provvidenze economiche spettanti ai profughi italiani e loro familiari a carico, di cui all’art. 5 della citata legge n. 763/1981, così come modificato dall’art. 2 della legge 15 ottobre 1991, n. 344, aggiornate alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo della famiglie di operai ed impiegati, sono determinate nei seguenti importi: a) indennità di sistemazione “una tantum” pari a € 3.555,29; b) contributo straordinario pro capite giornaliero per un periodo massimo di sei mesi pari a € 35,56».

prefettura

Migranti, fino a 900€ di paga mensile secondo le nuove disposizioni di legge
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Lo spread tra politica e cittadini italiani

Pubblicato su 21 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

É sempre più evidente lo spread tra la politica italiana e i cittadini. Lo è ormai da tempo. Una politica che è lontana anni luce dal mondo reale, una politica lontana dall’economia reale. Tre governi decisi nelle stanze dei palazzi del potere, un presidente della repubblica eletto per la seconda volta, evento mai verificatosi nella storia della repubblica italiana. Una futura legge elettorale che come il porcellum non lascia scegliere agli elettori i suoi candidati. Lo spread tra la politica tutta e i cittadini italiani si misura nelle proteste di piazza in cui viene fuori la rabbia, l’indignazione, il malcontento di tanti italiani: disoccupati, esodati, cassintegrati, scoraggiati etc.

Spread tra politica e cittadini causato anche dal deficit di democrazia a cui da tempo il nostro paese è sottoposto, deficit di democrazia che ci avvicina alla condizione di postdemocrazia già presente in tanti altri paesi dell’Occidente.

Spread tra politica e cittadini che risulta molto chiaro e nitido nei talk-show politici che spettacolarizzano i drammi umani e sociali.

Spread tra la politica e i cittadini causato dalle riforme impopolari dettate e volute dall’Europa, riforme di austerity e rigore condannate da tanti premi Nobel.

Il costo della crisi economica più grave dal dopoguerra invece di essere pagato dalle banche e dai poteri forti che l’hanno causata viene pagato da cittadini incolpevoli.

Una politica che “prende gli ordini” dall’economia e favorisce il processo di globalizzazione e il neoliberismo che sono entrambi cause della crisi economica.

E poi ancora fenomeni di trasformismo che non mancano mai rispettando consuetudini della prima e della seconda repubblica.

E non dimentichiamo le “spese pazze” delle regioni saltate “agli onori della cronaca”, scandali mai perdonati da tanti cittadini italiani.

Mentre lo spread tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi si è abbassato è aumentato vertiginosamente lo spread tra la politica tutta e i cittadini che percepiscono i politici come abitanti di un altro pianeta.

L’abbassamento dello spread a 160 punti è stato pagato dalla macelleria sociale in atto da tempo, è stato pagato dai sacrifici degli italiani che non riescono ad arrivare alla fine del mese.

Tratto da:http://systemfailureb.altervista.org

Lo spread tra politica e cittadini italiani
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