Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Post con #ipharra categoria

LE " GIACCHE BLU" PORTANO SOLO MORTE E DOLORE

Pubblicato su 14 Giugno 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Abbiamo aspettato qualche giorno, dopo la morte dell'ennesimo soldato italiano in Afganistan, per vedere le reazioni degli italini e dei media: molto tiepide, senza enfasi, senza denunciare la gravità della situazione, la sola meraviglia è stata il Parlamento vuoto durante la reazione del Ministro. Ma meraviglia di cosa? Ai parlamentari non gliene frega niente se muore un compratriota per le luride guerre americane, l'importante è che abbiano fatto contento l'invasore partecipando al massacro di popoli sovrani. E gli italyoti sembra ci abbiano fatto l'abitudine,passa come una notizia come tante,non è " interessante". Questa dovrebbe essere la vera meraviglia che, in ultima analisi è una vergogna, è uno schifo. E questo dovrebbe essere un popolo ?

Un popolo militarmente occupato dal 1945 che non fiata, non si indigna, non mostra un minimo, ma dico proprio un minimo, di dignità.

Rimane felice nella sua gabbia, si fa distogliere l'attenzione con i fatti e misfatti politici, una parte se la prende con la destra, l'altra con la sinistra, come con Roma o Lazio, continua a farsi abbindolare con le elezioni, che non servono più a nulla, tanto si fa quello che dice Bruxelles, e, ultimamente, si incazza un po' perchè i suoi " padroni" gli stanno togliendo anche quel poco che gli concedevano per poter vivere.

Ma lo capite o no che se non si esce dalla gabbia saremo sempre schiavi?

Claudio Marconi

P.S. L'articolo riportato era stato pubblicato un po' di tempo fa, ma, ci sembra, che ricordare non è mai troppo.

 

Libertà dagli U.S.A.,

Dopo l’ultimo militare italiano ucciso in Afganistan oltre alla naturale e logica deduzione che, non solo sarebbe ora, ma lo era già da molto tempo, di smettere di versare sangue italiano per le guerre degli americani, vogliamo fare qualche considerazione su chi sono e per cosa debbono morire i nostri ragazzi.
L’americano, dopo aver provato a vincere le guerre, se ne va, semplicemente. Abbandona i suoi alleati al loro destino, ed i popoli che ha cercato di soggiogare, e se ne torna a casa, molto probabilmente a farsi curare da qualche psicologo.

La storia del Vietnam è altamente istruttiva. L’americano ha sempre degli alleati, che sono la sua linfa vitale, la sua giustificazione, il suo lavarsi la coscienza da tutte le nefandezze ed atrocità che commette: come con i pellerossa.

Per giustificare questo genocidio si è alleato con i coloni, che hanno espropriato la terra a quei fieri popoli.

Nel caso dell’Afganistan e dell’Iraq ha “ reclutato” gli europei in nome della presunta guerra contro il terrorismo internazionale ed i suoi finanziatori: i talebani e Saddam Hussein ed in ultimo Gheddafi.

Il primo risultato di questa opera di “ pulizia” è stata la ripresa, in grande stile, della produzione dell’oppio, in Afganistan,vietata dal "bieco" regime talebano ( che non ci sono mai piaciuti molto, ma quando hanno ragione, hanno ragione ).

 
Se ne va, torna a casa, perché per la sua mentalità o l’esercito vince oppure il “ gioco “ non gli piace più.


Gli americani fanno le guerre esclusivamente per un motivo materiale, o c’è un guadagno, un tornaconto, oppure non gli interessano: business is business.
D’altronde da un popolo il cui solo metro di giudizio è l’ammontare del conto in banca non ci si può aspettare altro.


La mentalità corrente e la stima va al cacciatore di taglie, al “ fuorilegge”, mai ai soldati. Questi sono solo un mezzo per rendere più pratica e tranquilla la vita dei civili, per dedicarsi meglio ai loro affari, i soldati sono considerati come un “ mezzo “ utile alla produzione ed allo sviluppo degli affari. Per questo, ogni qual volta sono in crisi economica, scatenano qualche guerra.


Intendono la funzione dell’esercito come una normale operazione di polizia, mai come una guerra. La guerra è qualcosa di truce, che sa di conquista, di occupazione, la polizia, invece, ripulisce la città dai criminali, instaura l’ “ordine”, ripristina la “ legalità”.


L’imperialismo americano è un “ modus vivendi”, non ha niente a che fare con il significato europeo del termine Impero: gli USA non sono una nuova Roma, sono una nuova Cartagine.

Ed il fatto è talmente evidente che ogni qual volta hanno importato il loro “ modo di vivere”, in qualsiasi continente, questo ha perso la propria storia, le proprie tradizioni, i propri principi fondanti, in poche parole hanno applicato, in maniera indolore e consensuale un genocidio dei popoli.


Gli Stati Uniti non hanno un progetto, non hanno nulla da proporre, non hanno storia, possono solo annientare i popoli con la loro non-storia e la loro non-politica. Possono solamente avvelenare le coscienze con la loro mentalità affaristica, dove non c’è posto per nulla altro che non siano i valori materiali: dimmi che macchina hai e ti dirò chi sei.


E noi dovremmo continuare a far morire i nostri ragazzi per questa gente ?

Sono le solite squallide giacche blu.


Claudio Marconi 

commenti

CONVENZIONE DI ISTANBUL: UN'ALTRA TRUFFA PER SPARTIRSI SOLDI PUBBLICI

Pubblicato su 3 Giugno 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Noi che vediamo maschio e femmina come creature complementari, noi che vediamo la donna come la vedrebbe un poeta provenzale non possiamo che essere contro chi ha portato avanti questa misura. Lo stesso partito responsabile dello scandalo del Forteto.
Il loro intento è infatti utilizzare queste legislazioni per aprire un varco nell’entità duale maschio-femmina. Nel loro delirio sessantottino sepolto dalla Storia, la famiglia è il “luogo del male”, e allora tutto è lecito per scardinarne l’istituzione.
Coppie gay, poligamia e Forteto dove si insegnava la “condivisione” della donna. Lo stupro libero. E la non esclusività dell’Amore. Con la complicità e il consenso del Partito Democratico.

boldrinisoldi.png

Li avete sentiti no, i media di distrazione di massa, tutti in stato di orgasmo collettivo per l’approvazione da parte della Camera della Convenzione di Istanbul, ennesimo trattato sovranazionale. Hanno preparato questo passo da mesi, anni, introducendo, tutti in contemporanea, l’assurdo termine “femminicidio” per descrivere un fenomeno inesistente. In Italia gli omicidi di donne sono pari a 5 per milione all’anno (dati ONU, uno dei tassi più bassi al mondo).

E come si fa a generare un allarme privo di fondamento? Si prendono notizie orribili, e le si ingigantisce urlandole a nove colonne. In questo modo, il lettore disattento ha una percezione errata della situazione, per lui il fenomeno è “reale” perché i media lo rendono tale attraverso la distorsione nella presentazione delle notizie.

E’ semplice, basta mettere sempre in prima pagina o all’inizio dei tg un terribile omicidio di donna, magari lo stesso per una settimana visto il basso numero di eventi reali, e nascondere invece i crimini commessi dagli immigrati. In questo modo hanno preparato il terreno al blitz sulla Convenzione di Istanbul.

Noi che vediamo maschio e femmina come creature complementari, noi che vediamo la donna come la vedrebbe un poeta provenzale non possiamo che essere contro chi ha portato avanti questa misura. Lo stesso partito responsabile dello scandalo del Forteto.
Il loro intento è infatti utilizzare queste legislazioni per aprire un varco nell’entità duale maschio-femmina. Nel loro delirio sessantottino sepolto dalla Storia, la famiglia è il “luogo del male”, e allora tutto è lecito per scardinarne l’istituzione.
Coppie gay, poligamia e Forteto dove si insegnava la “condivisione” della donna. Lo stupro libero. E la non esclusività dell’Amore. Con la complicità e il consenso del Partito Democratico.

Ma non solo. Ci sono anche motivazioni più venali dietro il “femminicidio” e l’approvazione di questa convenzione.

la possibilità per le organizzazioni governative e non governative e per i consulenti specializzati nella lotta alla violenza domestica di assistere e/o di sostenere le vittime, su loro richiesta, nel corso delle indagini e dei procedimenti giudiziari relativi ai reati stabiliti conformemente alla presente Convenzione“. Una nuova pioggia di denaro pronta per le ennesime associazioni legate a partiti e sindacati.
Si tratta di un chiaro richiamo alle reti e ai centri anti-violenza per sole donne, che nel nostro Paese si sono distinti anche per l’enorme massa di denaro pubblico a loro destinati negli anni e con risultati decisamente inferiori alle attese.
La convenzione consentirà l’acquisizione di ingenti fondi pubblici da parte di questi centri anti-violenza (alcuni dei quali, non dimentichiamolo, si sono distinti in passato per la loro capacità di fabbricare artificiosamente false accuse nei confronti di ex mariti e padri). Perché quando crei enti burocratici che basano la loro esistenza sui fondi che ricevono, e quando questi fondi dipendono dalla quantità di denunce che presentano, è quasi consequenziale la fabbricazione di accuse false da parte di detti enti. Si chiama: autoconservazione.
E’ infatti recente la scoperta della “bufala” dei dati ISTAT sulla percentuale di donne vittime di violenza in famiglia, scaturiti da modalità di intervista “taroccate” (a cura dei centri anti-violenza), in netto contrasto con i dati reali delle questure.

Una soluzione sbagliata per un fenomeno inesistente. E visto che il fenomeno non c’è, visto che il reale nemico delle donne è, in Italia, l’immigrato, questa approvazione non risolverà nulla per le vere violenze. Sarà solo una pioggia di denaro a favore dei soliti noti. Mentre le donne continueranno ad essere stuprate per le strade dagli amici della Boldrini. Perchè loro, della convenzione di Istanbul, se ne fregano.

La manipolazione delle mente continua. Alle Boldrini, delle donne, quelle vere, non interessa nulla. Hanno altri scopi, hanno altri obiettivi. Troveranno pane per i loro denti. La guerra è appena cominciata.

Tratto da: identita.com

commenti

COMANDO GESUITA

Pubblicato su 2 Giugno 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Stefano (Felce e Mirtillo), nel suo ultimo video, compie un'analisi cripto-simbolica dei recenti avvenimenti politici, economici e "religiosi" occorsi in Italia. Non si pensi che questa esegesi si limita ad enucleare i valori esoterici di eventi e personaggi cruciali che stanno conducendo l'Italia verso la costruzione di un nuovo ordine. L'indagine, infatti, svela in che modo le forze occulte producono le condizioni da cui scaturiscono conseguenze scientemente previste e progettate. "Comando Gesuita" addita nell'intrigante Compagnia fondata da Ignazio de Loyola e nelle logge ad essa alleate l'anima nera di un dominio tanto più scellerato quanto più ostenta "valori francescani".

 



La Compagnia di Gesù

L'Ordine dei Gesuiti si sviluppa verso la metà del XVI secolo in Francia per mezzo di Ignazio di Loyola e in seguito la Compagnia di Gesù viene riconosciuta da Papa Paolo III sotto la giurisdizione della Chiesa di Roma. 

Il 15 agosto 1534 nella cappella sotterranea della Chiesa di Montmartre di Parigi, Loyola fondò la Compagnia di Gesù. Ignazio e i suoi nove seguaci fecero il voto di dichiarare guerra ai Saraceni Musulmani d’Oriente. Prima di creare l'ordine, Loyola fece un viaggio a Gerusalemme nel tentativo di sottrarre ai Musulmani il Tempio di Salomone. Stabilitosi a Roma, pose la Compagnia di Gesù a disposizione di Papa Paolo III che riconobbe tale Compagnia come un ordine religioso della Chiesa Cattolica nel 1540.


Sebbene legalmente soggetto al Papa, l’Ordine è una “Chiesa nella Chiesa”, una giurisdizione all’interno di una giurisdizione. Una recente spiegazione del rapporto tra la Compagnia e il Papato si può trovare nella connessione tra il Partito Nazista e le SS. Hitler faceva la parte del Papa, Bormann (l’“Eminenza Grigia” di Hitler) fece la parte del Cardinale Segretario di Stato, e la Gerarchia Nazista fu modellata conformemente alla Gerarchia Romana. Le SS erano esterne al potere politico nazista. Himmler era il Generale Gesuita, i suoi Generali SS agivano come i suoi "Assistenti Gesuiti", le sue SS, vestite di nero come i Gesuiti, furono chiamate “gli uomini in nero”.

La Compagnia di Gesù si è diffusa rapidamente in ogni angolo del globo. I Gesuiti, col tempo, si insinuarono negli affari dei governi, della guerra, delle banche, del petrolio, e delle chiese, guadagnandosi infine l'espulsione da quasi ogni nazione del mondo, compreso lo stesso Vaticano...

Ignazio dichiarò che lo scopo dell'Ordine era quello di: "Conquistare a Dio (il Papa di Roma) non solo un singolo popolo, un singolo paese, ma tutti i popoli, tutti i regni del mondo". Loyola formò un esercito per conquistare il mondo. L'Ordine cercò il dominio da quel momento fino adesso. 



Ordine Piano

L'Ordine Piano (indicato anche con il nome di Ordine di Pio IX) è attualmente il primo Ordine cavalleresco regolarmente conferito della Santa Sede apostolica: segue per dignità gli ordini Supremo del Cristo e della Milizia Aurata che vengono considerati quiescenti dall'Annuario Pontificio.

Fu fondato il 17 giugno 1847 da papa Pio IX con il breve Romanis Pontificibus per ricordare il suo primo anniversario di regno, ponendosi come continuazione degli antichi templari. Questi nobili cavalieri formavano la corte laica del Romano Pontefice, essendo definiti partecipanti proprio perché "partecipavano" alla vita del Pontefice, offrendogli la scorta e risiedendo, spesso, nel palazzo apostolico; spesso condividevano la mensa con il Pontefice e lo accompagnavano al pari dei camerieri segreti di spada e cappa. In buona sostanza, si tratta del braccio equestre della famiglia pontificia.

Con il successivo breve Cum Hominum Mentes del 17 giugno 1849, venne confermato l'antico privilegio per cui l'appartenenza all'Ordine Piano conferiva la nobiltà personale. Con successivo Breve Cum Hominum Mentes del 17 giugno 1849, il Santo Padre Pio IX confermò tutti i privilegi nobiliari annessi a tale insigne Ordine, creandolo l’unico nobilitante della Santa Sede Apostolica. Con altro Breve dell’11 novembre 1856, lo stesso Romano Pontefice divise l’Ordine in tre classi: cavalieri di gran croce, commendatori e cavalieri, ma il privilegio nobiliare continuò ad essere appannaggio delle prime due classi (gran croce, con nobiltà ereditaria e quindi trasmissibile e commendatori, con nobiltà personale), mentre per la terza classe, quella dei cavalieri, non veniva fatta menzione della nobiltà nella lettera apostolica.

Attualmente, dopo le varie riforme intervenute nei secoli e dopo il riordino degli Ordini equestri pontifici voluto dal Romano Pontefice San Pio X nel 1905, la Santa Sede conferisce direttamente i seguenti Ordini Cavallereschi: 

- ORDINE SUPREMO DEL CRISTO
- ORDINE DELLO SPERON D'ORO o (MILIZIA AURATA) 
- ORDINE PIANO
- ORDINE DI SAN SILVESTRO PAPA 
- ORDINE DI SAN GREGORIO MAGNO
- ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME 
- ORDINE TEUTONICO 
- ORDINE DI MALTA

Dopo l'Ordine Supremo del Cristo e dell'Speron d'Oro, oggi l'Ordine Piano è il più prestigioso ordine equestre pontificio regolarmente conferito anche ai laici. Vanta la precedenza nelle cerimonie sull'Ordine di San Gregorio Magno e sull'Ordine di San Silvestro Papa, nonché sull'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e sull'Ordine di Malta; negli alti ruoli è di conferimento protocollare, viene riconosciuto ai Capi di Stato in visita presso la Santa Sede, ai capi di Governo, ai Ministri ed al Corpo Diplomatico dopo un periodo di permanenza a Roma.

Il titolo di Cavaliere è concesso con parsimonia, i conferimenti vanno a fedeli cattolici di distinta condizione, quasi sempre appartenenti ad antiche Casate nobiliari europee, in seguito a servigi di alto profilo resi alla Santa Sede Apostolica o direttamente alla persona del Pontefice.

Viene concesso dopo segnalazione del vescovo diocesano o, assai più frequentemente, per motu proprio del Pontefice. Ovviamente non è possibile candidarsi, essendo la segnalazione e la pratica un atto interno vaticano. Tutti i conferimenti, trattandosi di onorificenza statuale di prima classe secondo i manuali diplomatici internazionali, sono redatti sotto la forma solenne del breve pontificio, su pergamena, con il sigillo della Sede Apostolica, le chiavi decussate ed il triregno, e la firma del cardinale Segretario di Stato.

Insigniti dell'Ordine Piano

L'Ordine Piano è stato in passato conferito ad esponenti del fascismo (Benito Mussolini, Galeazzo Ciano), a personalità non cattoliche come l'Imperatore d'Etiopia Hailé Selassié I e a primi ministri del Regno delle Due Sicilie (Giustino Fortunato, Serracapriola). In anni recenti è stato conferito ai Presidenti della Repubblica Italiana (Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano) e ad ufficiali delle Guardie Svizzere. Figurano anche: Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Gianni Letta, Massimo D'Alema e Roberto Maroni!



Ordine Supremo del Cristo
E' il più prestigioso fra gli Ordini Equestri Pontifici, riservato solo ai Sovrani ed ai Capi di Stato. L'Ordine venne creato da Dionigi I re del Portogallo (1279 - 1325) e dedicato a Cristo, riunendo in tale Ordine tutti i cavalieri del Tempio (Templari) superstiti alla soppressione dell'Ordine. Alla nuova istituzione rimase la stessa regola dei Templari, quella Cistercense, come parimenti identici restarono il mantello e la croce patente di rosso, con la sola aggiunta di una piccola croce latina di bianco, caricata sulla prima, in cuore.La sede originaria dell'istituzione cavalleresca era situata a Castro Marino, nell'Algarvia ed in seguito venne invece spostata a Tomar, nel vecchio convento dei templari, ribattezzato Monastero del Cristo. Nell'Ordine entravano solo i nobili, dopo aver effettuato un servizio di almeno tre anni nelle campagne contro i mussulmani. Il Sommo Pontefice Eugenio IV (1431 - 1455) autorizzò i cavalieri di Cristo ad esigere le decime nei territori conquistati ai mussulmani, mentre i Sovrani portoghesi premiarono il valore di quest'Ordine con donazioni di terre e castelli.


Per divenire cavaliere era necessario pronunciare i tre voti di povertà, castità ed obbedienza; era, quindi, a tutti gli effetti un Ordine cavalleresco - monastico. Il Papa Alessandro VI (1492 - 1503) dispensò però i cavalieri dai loro voti di castità e di povertà, perdendo così l'originaria connotazione di ordine monastico e trasformandosi quindi in Ordine cavalleresco di merito. Infine Papa Giulio III (1550 - 1555), sulla base della duplicità dell'Ordine, conferito sia dai Sovrani del Portogallo che dai Romani Pontefici, unì alla corona portoghese il Gran Magistero dell'Ordine del Cristo, trasformandolo da Ordine magistrale in Ordine di Corona.

Con tale atto veniva di fatto sancita la divisione in due rami della Milizia di Nostro Signore Gesù Cristo, uno a Roma ed uno in Portogallo, con autorità ed obblighi ben distinti. Il ramo pontificio subì nel tempo varie modifiche negli Statuti e con il Papa Gregorio XV (1621 - 1623) acquistò particolare pregio. L'Ordine venne ancora riformato sotto il pontificato di Leone XIII (1878 - 1903) e definitivamente restaurato il 7 febbraio 1905 con il BreveMultum ad excitandos del Sommo Pontefice San Pio X divenendo così supremo fra gli Ordini Equestri della sede pontificia, che non cede in dignità a nessun altro di essi, ma li supera tutti per la sua grandezza e il suo lustro. L'Ordine comprende una sola classe, quella dei cavalieri. Templari.






L'Ordine dispone di uniforme, come del resto per gli altri Ordini equestri pontifici. Per i cavalieri del Cristo l'uniforme è a falda lunga di panno rosso, con collo e paramani di panno bianco, riccamente ornata di ricami d'oro, mentre i pantaloni, corti, sono di raso bianco. L'uniforme si completa con il copricapo nero di felpa con piume bianche, spadino, spalline ed altri accessori.




Ordine dello Speron d'Oro o Milizia Aurata

La cavalleria dello Speron d'Oro sorse nella prima metà del XIV secolo, come dignità equestre, ma non come Ordine cavalleresco. Chiamata anche Milizia Aurata, veniva conferita come dignità cavalleresca sia dai Romani pontefici che dagli imperatori. Chi aspirava ad ottenere lo Speron d'Oro doveva compiere un periodo di servizio in qualità di paggio, oppure prestare servizio militare. Al termine di tale periodo veniva armato cavaliere con una solenne cerimonia, nel corso della quale riceveva le armi, il cingolo militare e gli speroni d'oro.

Per tradizione l'appartenenza alla Milizia Aurata conferiva la nobiltà personale, in alcuni casi anche la nobiltà ereditaria. Dal secolo XVI si iniziò ad unire alla dignità cavalleresca dello speron d'oro, il titolo di conte del sacro palazzo lateranense o conte palatino. Con la fine del medioevo, la Milizia aurata decadde di prestigio, divenendo una semplice distinzione onorifica conferita molto spesso per sub collazione. Infatti nel 1367 il Sommo Pontefice Urbano V concesse al Marchese di Ferrara la facoltà di creare cavalieri dello Speron d'Oro; tale prerogativa, detta di sub collazione, venne nel tempo altresì concessa anche a collegi ed università. Anche la famiglia ducale degli Sforza di Santa Fiora, a cui successero i Cesarini Sforza, ottennero la facoltà di investire cavalieri aurati.



Con la fine del Sacro Romano Impero, per rinuncia di Francesco II d'Absburgo (1806) cessò di esistere la milizia aurata di creazione imperiale, mentre quella di derivazione pontificia crebbe in splendore, sotto il pontificato di Pio VII. Il Sommo Pontefice Gregorio XVI con il Breve Cum Hominum Mentes del 31 ottobre 1841 definì infine le caratteristiche e la struttura dell'Ordine della Milizia Aurata, ponendolo sotto la protezione di San Silvestro I papa. L'Ordine prese quindi la denominazione di Ordine Aurato di San Silvestro Papa o dello Speron d'Oro.

Con la riforma di tutti gli Ordini equestri pontifici avvenuta nel 1905, sotto il pontificato di San Pio X, anche la Milizia Aurata di San Silvestro Papa o dello Speron d'Oro ritrovò tutto il suo prestigio ed il suo splendore.Con la Bolla del 7 febbraio 1905, l'Ordine venne staccato dal titolo di San Silvestro Papa, divenendo quest'ultimo Ordine anch'esso pontificio. Sempre con la medesima Bolla, l'Ordine dello Speron d'Oro venne posto al secondo posto nella graduatoria degli Ordini cavallereschi pontifici, dopo l'Ordine Supremo del Cristo e prima dell'Ordine Piano.

L'Ordine si compone di una sola classe di cavalieri, limitata al numero di cento, e di norma viene conferito solo ai Capi di Stato non cattolici ed ai capi di governo.



 


L'Ordine, al pari di tutti gli altri Ordini cavallereschi pontifici, dispone di uniforme. Per i cavalieri dello Speron d'Oro l'uniforme si compone di una tunica di panno rosso a doppio petto, con collo e paramani di velluto in seta nera, con ricami in oro; i pantaloni, di panno nero, hanno una banda intessuta d'oro. Il copricapo nero di felpa porta la coccarda pontificia. L'uniforme si completa con lo spadino, gli speroni d'oro ed altri accessori.

L'insegna si compone di una croce ottagona o biforcata, smaltata di giallo, portante fra le due punte inferiori, sospeso lo speron d'oro. Caricato nel cuore della croce uno scudetto circolare di bianco, circondato da un cerchio d'oro, con nella parte anteriore il monogramma della Santa Vergine, protettrice dell'Ordine.


Ordine di San Silvestro Papa

L'Annuario Pontificio descrivendo l'Ordine Equestre Pontificio di San Silvestro Papa così recita: "Tratto dalla Milizia Aurata con questo titolo il 31 ottobre 1841 da Gregorio XVI; riformato da San Pio X il 7 febbraio 1905." In effetti, con il titolo aggiuntivo di San Silvestro I Papa, l'Ordine dello Speron d'Oro o della Milizia Aurata aveva ritrovato, sotto il pontificato di Gregorio XVI, il suo antico splendore.



Con la riforma degli Ordini Equestri Pontifici avvenuta sotto il pontificato di San Pio X con la Bolla Multum ad excitandos del 7 febbraio 1905, venne tratto, dall'Ordine dello Speron d'oro o Milizia aurata, un nuovo Ordine cavalleresco pontificio, quello di San Silvestro I Papa. Attualmente, dopo la riforma disposta dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II in data 2 giugno 1993, l'Ordine risulta suddiviso nelle seguenti classi: Cavaliere di Gran Croce, Commendatore con Placca, Commendatore e Cavaliere; Dama di Gran Croce, Dama di Commenda con Placca, Dama di Commenda e Dama.

La divisa è di panno nero a falda lunga con collo, paramani e tasche in seta nera, con ricchi ricami in oro. Anche i pantaloni sono di panno nero con banda d'oro, riccamente ornata con foglie d'alloro. Il copricapo nero di felpa, si completa con il piumaggio di bianco.
 
 
L'Ordine Equestre di San Silvestro Papa ha però mantenute le insegne del 1841 proprie dell'Ordine dello Speron d'oro o della Milizia Aurata, mentre, sempre con il Breve del 1905, l'Ordine dello Speron d'oro cambiò radicalmente le proprie insegne, assumendo una croce biforcata o ottagona di giallo, con nastro di rosso bordato di bianco. La decorazione dell'Ordine silvestriano è quindi quella primitiva e prestigiosa della Milizia Aurata e consiste in una croce biforcata o ottagona smaltata di bianco e accantonata da quattro raggi d'oro, caricata in cuore da uno scudetto circolare smaltato d'azzurro riportante la santa immagine del Sommo Pontefice San Silvestro I.
 



Ordine di San Gregorio Magno

Tale Ordine venne istituito in memoria e glorificazione del Sommo Pontefice San Gregorio I, detto Magno, (590 - 604), dal Sommo Pontefice Gregorio XVI il 1° settembre 1831, con il Breve Quod Summis Quibusque. Destinato a ricompensare il merito civile e militare, l'Ordine, agli inizi, si divideva in quattro classi: Cavalieri di Gran Croce di prima classe, Cavalieri di Gran Croce di seconda classe, Commendatori e Cavalieri.

L'Ordine, dopo appena tre anni dalla fondazione, venne riformato con il Breve Cum amplissima honorum in data 30 maggio 1834, abolendo i cavalieri di gran croce di seconda classe. La Lettera Apostolica prevedeva altresì il numero massimo dei decorati per ogni classe nello Stato Pontificio: trenta cavalieri di gran croce; settanta commendatori e trecento cavalieri, non ponendo invece alcun limite per le nomine riguardanti cittadini non appartenenti allo Stato della Chiesa.

L'Ordine venne nuovamente riformato sotto il pontificato di San Pio X nel 1905, con la Bolla Multum ad excitandos, e sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, in data 2 giugno 1993. L'Ordine, di conseguenza, risulta diviso nelle seguenti classi (civile e militare): Cavalieri di Gran Croce, Commendatori con Placca, Commendatori e Cavalieri; Dama di Gran Croce, Dama di Commenda con Placca, Dama di Commenda e Dama.


Al pari degli altri Ordini Equestri Pontifici, l'Ordine gregoriano dispone di uniforme. La divisa è di panno verde scuro a falda lunga, con ricami in argento sul collo, paramani e sopra le tasche. Anche i pantaloni sono di panno verde scuro con banda d'argento, riccamente ornata. Il copricapo è invece nero di felpa, piumato di bianco. L'uniforme si completa con lo spadino ed altri accessori.


La decorazione dell'Ordine consiste in una croce ottagona o biforcata smaltata di rosso e pomellata d'oro, caricata in cuore da uno scudetto circolare recante l'immagine del Pontefice a cui è intitolato e la legenda " Sanctus Gregorius Magnus". Il nastro dell'Ordine è di rosso bordato di giallo; i colori della città di Roma.




Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

Secondo la tradizione tale Ordine venne fondato da Goffredo di Buglione nel 1099, dopo la conquista di Gerusalemme. Inizialmente l'Ordine si componeva di venti canonici che officiavano nella Basilica costantiniana, contenente la tomba in cui era stato sepolto Gesù Cristo; in seguito, ai canonici venne affiancato un corpo di cavalieri destinati alla protezione dell'insigne chiesa.



La Regola dell'Ordine era quella dei monaci agostiniani. Ben presto i cavalieri del Santo Sepolcro, oltre che in Terra Santa, si diffusero anche nell'Europa, istituendo vari Priorati. Dopo aver dato prova di valore nel corso delle varie crociate, i cavalieri sansepolcristi si rifugiarono in Europa, stabilendo la loro casa madre a Perugia, nel Priorato di San Luca, abbandonando progressivamente la funzione prettamente militare.

Nel 1496 il Sommo Pontefice Alessandro VI avocò a se ed ai suoi Successori il Gran Magistero dell'Ordine, delegando il conferimento dei vari gradi cavallereschi al Padre Guardiano dell'Ordine dei Francescani di Monte Sion. L'Ordine venne poi nel tempo più volte riformato.



Il Santo Padre Benedetto XIV, con la Bolla In Supremo Militantis Ecclesiae del 7 febbraio 1746, rinnovò ed ampliò l'Ordine. Pio IX, con lettera apostolica Nulla Celebrior del 23 luglio 1847, ripristinò la sede patriarcale di Gerusalemme, conferendo al Patriarca latino la dignità di Gran Maestro dell'Ordine. Leone XIII, il 3 agosto 1888 estese alle donne l'onore di essere ricevute nell'Ordine, mentre San Pio X, con il Breve Quam Multa del 3 maggio 1907, ne assunse il Gran Magistero. Il Sommo Pontefice Pio XI, con il Breve Decessores Nostri del 6 gennaio 1928, rinunciò invece al Gran Magistero, affidandolo pro tempore a Sua Beatitudine il Patriarca latino di Gerusalemme. L'Istituzione cavalleresca venne ancora riformata sotto i pontificati di Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI.


L'Ordine attualmente, come si evince dall'Annuario Pontificio, non rientra fra gli Ordini Equestri Pontifici, ma figura collocato sotto la protezione della Sede Apostolica, godendo di personalità giuridica di diritto canonico. L'Ordine, che ha per Gran Maestro un Em.mo Signor Cardinale di Santa Romana Chiesa, è costituito da cavalieri e dame, suddivisi in tre classi:

1° - Cavalieri di Collare e Dame di Collare;
2° - Cavalieri di Gran Croce, Commendatori con Placca (Grand'Ufficiali), Commendatori e Cavalieri;
3°- Dame di Gran Croce, Dame di Commenda con Placca, Dame di Commenda e Dame.

L'Ordine viene conferito, dietro presentazione di regolare richiesta, con il nulla osta dell'Ordinario diocesano, a laici ed ecclesiastici, quale ricompensa per le benemerenze acquisite a favore della Terra Santa. L'Istituzione cavalleresca concede anche delle decorazioni Al Merito (Croce al Merito del Santo Sepolcro di Gerusalemme) e distinzioni speciali (Palma di Gerusalemme e conchiglia del Pellegrino).



 

L'Ordine dispone di uniforme con mantello di bianco avorio, riportante la croce in panno rosso e copricapo a forma di feluca; gli ecclesiastici portano invece la mozzetta di panno bianco avorio con la croce dell'Ordine in panno rosso.

La decorazione dell'Ordine si compone di una croce d'oro smaltata di rosso, potenziata ed accantonata da quattro crocette semplici dello stesso smalto. Gli araldisti concordano che le cinque croci simboleggino le piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo. Il nastro delle decorazioni è di nero.




Ordine Teutonico

Tale insigne Ordine religioso e militare trae origine dalla fondazione di un ospizio avvenuta in Gerusalemme nel 1128, ad opera di mercanti tedeschi, per soccorrere i connazionali malati o feriti. Sino a quel tempo, infatti, esistevano solo ospedali di lingua franca e latina. Dopo la conquista della Città Santa, ad opera di Saladino, l'ospizio tedesco venne trasferito nella città di Acri, nel corso dell'assedio del 1190.



Il duca Federico di Svevia riorganizzò, in quel periodo, l'istituzione militare, ospedaliera e religiosa. Sulla fine del XII secolo, il Pontefice Innocenzo III approvando l'Ordine, diede ai cavalieri la regola agostiniana e volle che tutti i membri fossero di lingua tedesca e nobili.

Sorse così l'Ordine di Santa Maria Teutonica o dei cavalieri teutonici diviso in tre classi:

1° - Fratres Milites, provenienti dalla nobiltà tedesca per gran parte nazista
2° - Fratres Servientes
3° - Cappellani.



L'Ordine, con la fine delle crociate, si rifugiò in Venezia e poi, nel corso degli anni, riuscì a conquistare tutta la Prussia. Dopo molteplici vicissitudini, nel 1805 con il Trattato di Pressburg, il Gran Magistero dell'Ordine venne attribuito a Sua Maestà Imperiale Regia Apostolica Francesco I d'Absburgo. Nel 1923, dopo la rinuncia al Gran Magistero da parte dell'arciduca Eugenio, successe nella carica il Vescovo della diocesi di Brun. Nel 1929 vennero poi promulgate le nuove costituzioni che riformarono l'Ordine che perse la caratteristica cavalleresca per divenire, a tutti gli effetti, un Ordine religioso.
Negli ultimi decenni dello scorso secolo Gran Maestro è stato l'abate mitratoPadre Wieland Arnold Othmar; la sede dell'Ordine è in Vienna.


 

Per i cavalieri d'onore è previsto il mantello di bianco, decorato con la croce dell'Ordine, mentre per i familiari o mariani, il mantello è di nero con l'insegna dell'Ordine.


La decorazione è quella propria dell'antico, insigne e glorioso Ordine, la croce patente smaltata di nero, profilata e cimata da un piccolo elmo coronato e piumato d'oro. Il nastro della decorazione è invece di seta ondata di nero. L'Ordine attualmente è diviso nei Priorati d'Austria, Germania ed Italia, con circa ottanta religiosi professi di cui cinquanta sacerdoti.




Ordine di Malta

Il Sovrano militare ordine ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta, comunemente abbreviato in Sovrano militare ordine di Malta (acronimo SMOM), o anche semplicemente in Ordine di Malta o Melitense, è un ordine religioso cavalleresco canonicamente dipendente dalla Santa Sede.

È riconosciuto da una parte della dottrina, seguita dalla giurisprudenza italiana e da gran parte della comunità internazionale come soggetto di diritto internazionale, pur essendo ormai privo del requisito della territorialità. In effetti l'Ordine ha come suo unico collegamento con la comunità internazionale il fatto di aver governato un tempo Rodi e poi, fino alla fine del Settecento, Malta. È il principale successore dell'antico ordine dei Cavalieri ospitalieri, fondato nel 1048 e reso sovrano il 15 febbraio 1113 da papa Pasquale II.

 
 
Dallo SMOM dipendono numerose associazioni nazionali che riuniscono i cavalieri e le dame a seconda del loro paese di residenza; nel caso dell'Italia tale associazione è l'Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano militare ordine di Malta, dalla quale dipendono un corpo militare ausiliario comandato da un generale dell'Esercito Italiano, il Corpo militare dell'ACISMOM, e il Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta.

Dal 1834 l'Ordine ha sede a Roma in via Condotti, presso piazza di Spagna; è presente in oltre 120 paesi con iniziative a carattere benefico ed assistenziale. Si qualifica come ente sovrano ed in base al riconoscimento dello stato italiano la sua sede - il Palazzo magistrale - e la villa di Santa Maria del Priorato sull'Aventino godono dello status di extraterritorialità. 


 

 
 
La Santa Sede nel 1953 proclamò che l'Ordine avesse soltanto una sovranità funzionale, poiché privo di territorio. Il Vaticano ha confermato nel 2002  con una nota autorizzata dalla segreteria di stato che: "la Santa Sede, oltre i propri ordini equestri, riconosce e tutela solo due ordini cavallereschi: il Sovrano Militare Ordine di Malta - ovvero Sovrano militare ordine ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta - e l'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme". La precisazione non si esprime sulla precedenza tra i due ordini, pur citando per primo l'Ordine di Malta. La questione della precedenza tra queste due istituzioni è oggetto di una lunga controversia:
 

- alcuni affermano che l'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme abbia la precedenza su quello di Malta, basandosi sulla bolla "In supremo militantis Ecclesiae" di Benedetto XIV (1746), emessa prima della rifondazione dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme da parte di Pio IX(1847), nella quale il papa stabilisce la precedenza dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme su tutti gli altri ad eccezione di quello dello Speron d'Oro;
- altri attribuiscono la precedenza all'Ordine di Malta, basandosi sul suo carattere sovrano.



La regola per lo più seguita, almeno su base consuetudinaria, vede la precedenza dell'Ordine di Malta. Il cerimoniale della Repubblica Italiana dà la precedenza alle insegne dell'Ordine di Malta anche rispetto a quelle degli ordini della Santa Sede. L'attuale principe e gran maestro è Fra Matthew Festing, eletto nel 2008.

Il suo motto è Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum (traduzione dal latino: Testimonianza della fede e aiuto ai poveri). L'Ordine batte una sua moneta numismatica, lo scudo maltese, immatricola veicoli con targa SMOM concessa dal ministero della Difesa italiano, emette i suoi passaporti e celebra la sua festività nazionale il 24 giugno, festa della Natività di san Giovanni Battista.



Attualmente l'Ordine di Malta è un'organizzazione riconosciuta internazionalmente: possiede una propria bandiera, una costituzione, un rappresentante, organi esecutivi e giuridici, ed emette passaporti e francobolli, intrattenendo anche autonome relazioni diplomatiche con oltre cento nazioni, dallo Stato del Vaticano, all'ONU, alla UE e alle altre organizzazioni internazionali.

 
 

La prima regola dell’Ordine, redatta tra il 1125 ed 1153, prescriveva per gli ospitalieri un abito nero simile a quello dei benedettini, su cui era cucita una croce bianca sul petto. Nel 1259 Alessandro IV stabilì che gli ospitalieri portassero un abito nero in convento e delle sopravvesti rosse in guerra. Iniziava cosi quella distinzione fra l’uniforme militare (rossa con la croce piana) e l’abito conventuale o di chiesa, detto anche di punta (nero con la croce ottagona), presente in tutta l’iconografia giovannita e mantenutasi fino ai nostri giorni. In origine l’abito militare era rappresentato da una semplice sopravveste rossa con la croce piana, da porre sopra la corazza. Nel XVIII secolo si è tramutato in una uniforme di stoffa, che nel tempo ha seguito l’evoluzione delle uniformi militari.



In base al sesto articolo della carta costituzionale, la bandiera dell'Ordine reca una croce latina bianca in campo rosso, mentre lo stemma dell'Ordine riporta la stessa croce latina in campo ovale rosso contornata da un rosario ed è sovrastato dal manto principesco sostenuto da una corona. A sua volta, in base all'articolo 242 del codice melitense, l'emblema per le attività ospedaliere è costituito dalla croce bianca a otto punte su scudo rosso, il simbolo popolarmente più conosciuto come Croce di Malta. (Per approfondimenti vedi Gli Ordini Cavallereschi dello SMOM)


Conclusione

Come avete potuto constatare questo immenso apparato, formato da ordini gerarchici, a sua volta composti da massoni templari, detiene da secoli il potere e il dominio in ogni campo, finanziario, politico, sociale, religioso e militare ecc. Per quanto possa sembrare, questi ordini pseudo-religiosi, che esibiscono e propagandano fedi cristiane ed opere di bene, aiuti umanitari specialmente verso i cittadini più poveri e disagiati, nascondono in realtà un disegno assolutamente opposto, non solo continuare ad arricchirsi grazie ai vostri sacrifici (in realtà più che i vostri, sono loro ad organizzarli, chiamandoli rituali), ma raggiungere il loro scopo principale, che già saprete, ovvero la definitiva creazione di un Nuovo Ordine Mondiale con il fine di trasformarvi in perfetti robot.

I Gesuiti agiscono come perfetti camaleonti, assumendo l’identità di Protestanti, Mormoni, Battisti e Giudei, con l’intenzione di causare il tracollo degli Usa così come di portare il mondo sotto una religione mondiale unica, fondata in Gerusalemme e sotto il controllo del loro leader, “Lucifero”. L’autentico proposito dell’Ordine dei Gesuiti è quello di orchestrare e controllare tutti i leader del mondo, allo scopo di provocare un più grande conflitto esteso al mondo intero, che alla fine distruggerà gli Usa, il Medio Oriente ed Israele. Essi distruggono ogni cosa dall’interno e vogliono provocare la distruzione pure della stessa Chiesa Cattolica, allo scopo di inaugurare una religione mondiale unica basata sul Satanismo e sulla dottrina degli illuminati.

Nel corso della storia l’Ordine dei Gesuiti è stato collegato a guerra e genocidio. L’Ordine ha costituito una forte base di appoggio politico e finanziario, compreso il controllo segreto del Council on Foreign Relations (CFR) ed il controllo di molte banche, come la “Bank of America” ed il “Federal Reserve Banking System".L'obiettivo della Compagnia di Gesù è consolidare tutta la ricchezza mondiale (comprese tutte le terre e le attività produttive) e tutto il potere (sia spirituale che temporale) nelle proprie mani. Che messe di piani, tumulti, sedizioni, rivoluzioni, torture, avvelenamenti, assassinii, regicidi e massacri ha raccolto il Cristianesimo dal seme gettato dai Gesuiti. E nemmeno possiamo essere certi di aver già visto l'ultimo e il più grande dei loro crimini.

Questo si conforma alla profezia biblica che dichiara che il dittatore degli Ultimi Giorni posseduto da Satana "la bestia" governerà il mondo per quarantadue mesi prima del ritorno del Signore Gesù Cristo, che poi siederà sul trono di suo padre Davide, governando il mondo per mille anni. Il Vaticano stesso sarà distrutto in un cataclisma da 'Fine dei Tempi' che vedrà il centro del potere spirituale spostarsi a Gerusalemme. Ritornerà ancora il sistema Babilonese, ma in una nuova veste spirituale, la cui forma esoterica sarà probabilmente qualche variante degli attuali insegnamenti 'New Age'.

P.S. In realtà il termine più appropriato da usare non è apparato, ordine o struttura, ma bensì Massoneria! 


- o - o -

L'Ordine di Sion

L'ho lasciato per ultimo, perchè, il Priorato di Sion, nelle versioni ufficiali, viene considerato un autentico ordine monastico cattolico o una casa religiosa. Sion o Zion è l'antico nome di Gerusalemme. Quest'ordine monastico trasferì in seguito la propria sede centrale a San Leonardo d'Acri in Palestina e più tardi in Sicilia. Sempre secondo la storia ufficiale, nel 1617 cessò di esistere e venne assorbito dall'Ordine dei Gesuiti. 


Tuttavia circolano altre vicende legate non solo a questo misterioso ordine, ma a presunte documentazioni, che vengono sistematicamente defraudate perchè ritenuteridicole fantasieleggende metropolitanefalse invenzioni,incredibili enigmi alieni, storie di rettiliani, misteri sul Santo Graal in cui furono coinvolti i nazisti di Hitler nella ricerca del fantomatico tesoro dei templari e allo stesso tempo al perfezionamento di presunte tecnologie aliene,connessioni con luoghi sacri ed esoterici, come la chiesa francese di Rennes Le Chateau, ecc. 

Insomma il discorso diventa molto lungo, le coincidenze sono infinite e servirebbe un altro articolo solo per approfondirne una minima parte. Già partendo ad analizzare il simbolo del Priorato che in effetti rappresenta un giglio, possiamo risalire a molti altri emblemi sparsi per il mondo che portano lo stesso marchio, ma la vera origine qual'è? Come è stato espresso nel filmato iniziale l'origine è senza dubbio aliena, pardon, massonica! La vera domanda da porre sarebbe: Cosa o che mostro realmente si nasconde dietro il comando gesuita?                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         
- o - o -


Tratto da: freeondarevolution.blogspot.it                                                                         
commenti

LA TERRA: FULCRO AUREO DELLA COMUNITA' NAZIONALE

Pubblicato su 1 Giugno 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

La frantumazione del ceto contadino causata dall’avvento dell’industrialismo ha provocato ovunque una serie di tragiche disfunzioni sociali. Ciò che è alle origini dell’attuale fenomeno globalista.

terra.jpg

La lacerazione di atavici legami sociali, sui quali in gran parte riposava l’identità popolare, non è stato un evento ineluttabile, ma un degrado voluto. Era nella logica della concezione progressista la necessità di eliminare quel centro di tenuta sociale che è sempre stato il mondo contadino. Osserviamo che, anche in questo, liberalismo e comunismo hanno sempre viaggiato di pari passo. Come i ceti padronali del capitalismo industriale non hanno esitato a scompaginare le classi rurali, trasformando velocemente il libero contadino nello schiavo legato alla catena di montaggio, adescandolo col miraggio del consumismo, così il marxismo colse sempre nella classe rurale il nemico principale del suo disegno sovversivo. Dalle tesi marxiane circa la mentalità reazionaria dei contadini, allo sterminio puro e semplice dei mujk ucraini operato da Stalin, l’obiettivo è lo stesso. Eliminare ciò che si avverte a giusto titolo come un ostacolo sulla via dello sradicamento, del cosmopolitismo e della società livellata.

Non nascondiamo che, effettivamente, anche in Italia, il nocciolo duro della resistenza contadina alla modernità ha avuto non di rado veri connotati reazionari.

Tuttavia, sebbene a lungo cavalcato da oscurantisti di ogni specie – ecclesiastici come laici – l’innato conservatorismo agrario non ha di per sé le caratteristiche di un ottuso sottomondo di marginali fuori dalla storia, del tipo di certi insorgenti ottocenteschi. Essere analfabeti servi del padrone e avvolti da una sottocultura di paure e superstizioni non è il segno della storia contadina. Questa ci parla piuttosto di un sistema organico di protezione identitaria, qualcosa di immutabile che ha una sua logica di ferro e che da sempre ha affidato alla consanguineità e alla comunanza del suolo i cardini della propria concezione sociale. Una profonda cultura popolare, innervata dai saperi popolari, dalla conoscenza tramandata sulle coltivazioni e i cicli stagionali, l’innato rispetto per la natura e le sue leggi. Era un patrimonio ricchissimo e antico, che sin da Virgilio era stato celebrato come la più alta nobiltà.

Ora abbiamo alla ribalta l’accapparramento delle terre da parte di: multinazionali, fondi sovrani, nazioni ricche e sfruttatori vari di tutti i generi.

Il contadinato storico era altra cosa. Era soprattutto civiltà, tradizione, legame con la terra natìa, solidità sociale.

Da noi, il sistema rurale era storicamente suddiviso, a grandi linee, tra piccola proprietà a Nord, mezzadria al Centro e latifondo a Sud. Ma in tutti e tre i casi, e al di là delle condizioni materiali, a volte di disperata miseria, la nota costante era il comunitarismo: la cascina, il podere e la masseria come luoghi della cultura tradizionale e del legame primordiale. Con, al centro, la signoria indiscussa del familismo. La famiglia rurale come fulcro aureo della comunità nazionale. Lo si direbbe un vero e proprio dominio del sangue e del suolo. E la storia della civiltà contadina in Italia ci indica una tendenza invariata: ovunque, in ogni epoca, il fine sociale è la creazione della piccola proprietà, il libero contadino padrone della terra su cui vive.

Tutto questo ebbe fine non appena, col decollo economico del secondo dopoguerra, l’equilibrio fra tradizione e modernità vennero rovesciati dalla selvaggia industrializzazione, che in pochi anni ha annientato il mondo legato al rispetto ecosistemico, creando in suo luogo il paradiso del consumo insostenibile e della degradazione ambientale. Qua e là si odono oggi crescenti lamenti per gli effetti distruttivi di queste scelte moderniste, sempre con piglio pienamente liberal-progressista. Ripensamenti tardivi, ma eloquenti. Si restaurano sagre paesane in chiave turistica, si celebrano gli “antichi sapori” della campagna, si fa una bolsa retorica sulla realtà agreste, quando questa non c’è più e il disastro progressista è ormai irreversibile. Nascono come funghi musei locali sulle tradizioni popolari e sui lavori preindustriali, si scrivono saggi sulla vita dei campi, solerti amministratori locali – di destra come di sinistra –non mancano di lamentare il perduto esempio di quando si faceva un uso ponderato delle risorse: è quando il progressista, terminato il suo criminale lavoro di desertificazione sociale, si volta a contemplare il suo demolitorio modello di sviluppo “democratico”. E viene colto da dubbi, vaghi sensi di colpa.

Pasolini, è stato notoriamente critico di «un modello di sviluppo che cancellava la cultura popolare e contadina».

Pasolini? Si tratta infatti dello stesso Pasolini che fu messo da parte senza tanti complimenti proprio dal PCI operaista che aveva per alleati i regimi del Patto di Varsavia, protagonisti di una politica di industrializzazione pesante che ha massacrato il territorio di intere regioni, disboscando e alterando l’ambiente in tale misura che ancora oggi – e non solo a Cernobyl – se ne risentono le conseguenze. Pasolini è stato per l’appunto quell’intellettuale “comunista per caso” che, rimpiangendo la sparizione del mondo contadino, riconobbe la volontà pratica di poter fare del ruralismo il vertice di una sana politica sociale.

Il grano, le olive, i pomodori e via dicendo quelli erano proprio i “prodotti locali” oggi rimpianti con lacrime di coccodrillo: beni che scaturivano dalla terra italiana, e non da qualche imbroglio ordito a Bruxelles.

Alla politica agraria ( se mai c’è stata ) italiana è indubbio che sia mancata la volontà di proteggere ed incrementare il lavoro dei campi: meccanizzazione, razionalizzazione delle colture, acquedotti, edilizia rurale, dignità e sicurezza sociale per masse che venivano dalla fame e dal tugurio, non sono mai esistite, non hanno mai scalfito i pensieri di questa classe politica genuflessa ai voleri dei tecnocrati finanzieri e capitalisti di questa orrida Europa.

Nel mondo contadino tutto è popolo, lavoro, tenacia, sacrificio, tradizione, radicamento, stirpe e madre-terra. Qui tutto è mito naturalistico e rispetto sacrale per le leggi della vita. È l’antimodernità, è l’eternità dei legami antichi.

Attendiamo che questo scempio finisca, che questa “ democrazia” re-inizi a dare da mangiare al proprio popolo e che smetta di depredarlo di tutto quello che ha di più caro e puro.

A cura di Claudio Marconi

commenti

I FALSI PROFETI DELL'ANTIFASCISMO E ANTICOMUNISMO AMICI DEI BANKESTERS

Pubblicato su 1 Giugno 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Le ideologie sono vere e proprie droghe inventate dal sistema per meglio dividere e distruggere i popoli: divide et impera. Ma è mai possibile che non si è ancora capito che quando un bene è in se è di tutto il popolo e non di una fazione, nessuna fazione può arrogarsi il diritto di farlo suo. La fascisteria e la comunisteria sono fuori dal mondo e faranno la fine dei pellerosse americani: verranno relegati nelle riserve. Claudio Marconi

 fascisteria.jpg

E' cosa nota come gli antifascisti siano rimasti inchiodati al 1945 e come questo li abbia resi orbi e incapaci di comprendere gli sviluppi della situazione storica e politica. Oggi, nell'epoca della globalizzazione e del pensiero unico imperante, sono superati i vecchi veti incrociati, per rinascere c'è necessità di una nuova sintesi. La vera dicotomia politica attuale è semplice: chi sta con la gente e chi contro.

Per cui non ha senso che ancora oggi, quando gli esponenti nazionalpopolari, la cui lotta politica principale è quella di difendere la sovranità, la solidarietà sociale e i legittimi interessi della Nazione, vengono intervistati, in Italia come in altre nazioni europee, il tema principale di discussione è sempre la stesso: l'olocausto, le camere a gas, le leggi del '38 e via discorrendo e non l'enorme disastro sociale ed economico causato dalle social-democrazie, dal liberismo in economia e della avida speculazione finanziaria apolide, che ha messo a terra le nazioni ed impoverito nel mondo i popoli. Per converso, la stessa cosa accade quando si invoca l'anticomunismo.
In pratica si vuol deviare l'attenzione dai grandi problemi attuali che stanno affamando e facendo soffrire la gente e spostare il dibattito su argomenti e vicende passate che devono essere giudicate solo dagli storici. 

Invano, si fa presente che la politica e i problemi degli Stati sono altri, che bisogna guardare oltre, che preferiamo parlare di qual sono i  programmi e cosa in realtà si propone per il presente e l'avvenire. Per cui, come accennato in precedenza, non si vede adesso alcuna differenza tra gli antifascisti ed anticomunisti che si attardano sul passato, sia pure recente, per evitare di parlare dei problemi attuali e reali, che non sono davvero pochi e sottovalutabili. Insomma, i soliti polveroni. Oggi il problema in Italia sono i partiti, fortunatamente in crisi, il governo Monti che è fatto di peracottari uguali a quelli dell'era berlusconiana, una politica economica completamente asservita agli interessi della BCE e dei banksters di Bruxelles che è la coerente prosecuzione della condotta fallimentare del cavaliere di Arcore. E non è un caso che la sudditanza agli USA e a Israele sia la stessa, che gli italiani siano ancora in Afghanistan, che l'Italia partecipi alla commedia sulla Siria, altra puntata della tragica infinita telenovela dopo gli episodi dell'Iraq, della Libia e chi più ne ha più ne metta. Oggi la situazione è chiara e la maggior parte della popolazione è contro il governo Monti e lo attacca con la stessa veemenza con la quale denunciava le leggi ad personam di Berlusconi. La linea è sempre quella dell'opposizione coerente e dell'adesione ai principi inalienabili della lotta alla massoneria, alle banche, ai gruppi di pressione finanziari nazionali e internazionali. La gente seria e libera giudica i governi per quello che hanno promesso e non hanno fatto. Chi ha veramente a cuore le sorti dell'Italia critica chi non fa bene il suo devere Istituzionale, chi infranfe quotidianamente la costituzione. Per questo contestò l'esecutivo Berlusconi, adesso lo sta facendo con i vari: Monti, Napolitano Fini e i loro lacchè e valletti. Pertanto più di aprlare dell'antifascimo che è un falso problema, si abbia il coraggio di capire l'attualità e vedere chi veramente è la causa dei tanti problemi che stanno affliggendo nel mondo le nazioni e i popoli. Allora l'attenzione deve essere focalizzata sul fallimento delle ricette turbo-liberiste, sull'inettitudine dei governi asserviti ai potentati economici, sui politici che per egoismo e servilismo hanno svenduto la patria agli usurai, sulla falsa democrazia, sulla tirannia finanziaria speculatrice che vampirizza l'energie sane ed impoverisce le risorse vitali degli Stati. Il passato sia lasciato giudicare dagli storici. Ora ciò che va giudicato è il presente e chi sta condizionando negativamente il futuro dell'umanità. Chi è la casusa reale dell'attuale disastro sociale ed economico chi affama il popolo e lo fa impunemente perché è protetto da politici corrotti e da chi vuole proditoriamente distogliere l'attenzione delle vere emergenze. Solo così potremo seriamente risolvere i problemi; solo dopo aver compreso la vera causa dei nostri guai sociali ed economici potremmo trovare le soluzioni adatte.

Infatti la politica di risanamento e il rinnovamento della nazione ha inizio quando: 



si identificano  le cause che hanno generato l'attuale disastro socio-ecomico, la crisi globale e chi è il nemico principale,

vengono smascherati gli asserviti manipolatori del pensiero, 



il pololo lotta seriamente per far affermare, la sovranità ed indipendenza della nazione, 



i politici che ci governano difendono il primato della politica sull'ecomomia 

- lo Stato il Parlamento tutela la priorità sociale e nazionale sugli interessi egoistici e speculatrici dei grandi capitalisti apolidi.

 

Tratto da: agenziastampaitalia.it

commenti

SOVRANITA' MONETARIA E SOVRANITA' POLITICA

Pubblicato su 28 Maggio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Italia sempre più alla deriva economica e politica e preda dell’alta finanza bancaria, Europeanphoneix ne ha parlato con il Prof. Antonio Pantano, studioso, scrittore, polemista e critico,  della scuola del Maestro di Diritto Giacinto Auriti. 
Le domande sono state poste da Federico Dal Cortivo.
 
lincoln-copia-1
1 = D: Prof. Pantano dopo il governo cosiddetto “tecnico”di Mr. Monti, ecco ora quello delle larghe intese del giovane Letta,uomo del Gruppo Bilderberg, Commissione Trilaterale, Aspen Institute, Goldman Sachs, citando le più importanti affiliazioni. Un curriculum che ne fa una garanzia per i poteri sovranazionali che stanno letteralmente distruggendo quel poco di sovranità economica che ci era rimasta. Che ne pensa al riguardo?
 
“ Governo tecnico ” il montiano? Sedicenti tecnici, ma tutti rigorosamente generati dal sistema delle “cupole” partitiche. Sopratutto chi è nel “organico statale”. E, come nella quasi totalità, chi è organico alle banche, che gestiscono le “cupole” delle fazioni nostrane. Continuità assoluta tra il governo Monti e il successivo con Letta minor. Lo dimostra il “sostegno formale” di parlamentari opposti, a livello “consociativo da Cln”, anche con la presenza dei banchieri (che non si mostrano con nome e cognome). Ma soprattutto nei “fatti”. E continuità col governo Berlusconi, formalmente disarcionato ma “amabilmente costretto” all’avvicendamento dai “poteri forti globalisti”, nei quali è organico chiunque dorma al Quirinale. Tutto secondo la “costituzione vigente”, redatta a suo tempo sotto tutela/dettatura da chi la guerra vinse.
Letta minor, come lo zio, e come Monti, è “in regola” per la carriera “militante” nei club elitari che consorterie oligarchiche di affari hanno deputato a “guidare il mondo”: Bilderberg, Trilateral, Aspen, tutte le esclusiviste logge massoniche di rito americano, che esercitano mediante i gruppi bancari “consolidati”.
La nostra “sovranità economica” è figlia obbligata della seconda guerra mondiale. Da decenni indico la nostra repubblichetta col nome di “Italyland”. Come una modesta regione africana col suffisso “land”, resa “colonia” dal sistema “occidentale” di marca anglo-americana, con l’alta sorveglianza sinergica della più globalista potenza che esista: lo stato vaticano. Organizzazione politica di massimo livello nel dominio mondiale, questa. La “religione” è “fumus” di comodo. Utile per controllare e guidare i fedeli. E non solo la cattolica. Il “trascendente” e lo “spirito” sono dettagli per la sola forma.
Quindi, la “sovranità economica” italiana è stata gestita sempre dalle centrali affaristiche arroccate nella City ed a Wall Street. Ciò fu decretato irreversibilmente a Bretton Woods nel luglio 1944. E colà fu anche stabilita la “implosione” dell’Unione Sovietica a 45 anni. Il termine “implosione” fu rivelato da Gianni Agnelli in un convegno di “maggiorenti banchieri” cui partecipai nel 1994. Ne conservo il testo.
 
2       =       D: Il “ potere bancario”  in nome del “ debito pubblico” può ora finalmente agire liberamente in Italia,  ha un governo e un Parlamento più che devoti, meglio definirli servili, può contare sull’appoggio incondizionato della BCE, del FMI, della Banca Mondiale , e per di più paga tasse solo sui bilanci di fine anno che lei definisce falsi. Chi sono gli attori principali e i trattati capestro che ci legano a queste strutture?
 
Il “debito pubblico” è “falso in bilancio”. Vero e totale. Invenzione di banchieri apolidi :  così incassano interessi su “contratti finanziari imposti ai loro vassalli asserviti” che negli ultimi 68 anni esercitarono il potere. Oggi tutto diventa “palese”. Milena Gabanelli, domenica 19 maggio 2013, ne ha fatto accenno in “Report” su Rai-3 tv. Centinaia di Comuni italiani hanno “debiti” per “derivati” verso la Banca Morgan e consociate per almeno 190 miliardi di euro (valore che per ora inizia ad emergere!); e quei debiti “rendono” allo affarista creatore sonori interessi annui! Gli italiani, narcotizzati per decenni, si “accorgono” di avere accollato un debito (dove erano i giornalisti di grido?), che viene corrisposto negli interessi a loro insaputa. Monti dirottò, appena dopo due mesi in incarico, 4,6 miliardi di euro italiani al gruppo Morgan (ove opera suo figlio!). Una parte fu “girata” al gruppo ove era interessato un suo ministro. In silenzio. Era il 3 gennaio, sotto i “botti” di capodanno! La stampa nostrana tacque. In parlamento solo 5 deputati “interrogarono”, ma il governo mai rispose. E continuò a far versare denaro vero all’estero, al di sopra di ogni frontiera formale. Magistratura e Guardia di finanza “usi obbedir tacendo”. Così come NON si comportano con chi tentasse di varcare la frontiera con più di 10.000 euro in contanti! Ma ogni giorno miliardi di euro lasciano l’Italia in silenzio, per via telematica. Dissanguando l’economia nazionale. Ciò mediante (e per volere di) aziende bancarie e gestori della politica.
 
Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e “succedaneo” della Banca Centrale Europea sono invenzioni di Bretton Woods. Keynes (la corretta pronuncia in italiano è  “Chiins”) fu l’inventore/dominus della lunga catena finanziaria che legò, soprattutto mediante la confraternita degli omosessuali della quale fu epigono, il futuro del mondo. Rammento le pagine, a proposito della omosessualità invadente ed arrembante con la seconda guerra mondiale, di Malaparte, ne “La pelle”! E i fatti si concretarono anche in Vaticano, col Montini.
Così i trattati imposti anche in Europa, col pretesto di creare una “comunità” e poi una “unione” degli stati europei. Ciarpame di formale “marca democratica”, che risponde SOLO a criteri vantaggiosi per i banchieri apolidi “liberisti”.
Oggi, sul globo, vige il più grande impero schiavista mai esistito. Sul quale mai tramonta il sole. Altro che Carlo V!
Gli “attori” hanno nomi e cognomi. Ezra Pound indicò J.P.Morgan (morto a Roma il 31 gennaio 1913! E nessuno spiegò la “verità” su tale accadimento!) come “furfante tale che 100 affaristi ebrei non sarebbero stati alla sua altezza”. Non questione di religione o “razza”! Morgan era protestante. Ma, in realtà, cinico speculatore in ogni campo delle attività umane. E organizzatore di guerre. Oggi, oltre gli immarcescibili Rothschild, che gestiscono e controllano nel mondo, sfruttandola, la sparuta pattuglia dei caparbi fedeli di religione ebraica, il clan del controllo della produzione è circoscritto dai “signori farmaceutici”, dai “petrolieri” (arabi e non, oggi anche russi; non va dimenticato che il medico statunitense Hammer, comunista, fu gratificato fin da giovane da Lenin col monopolio del petrolio sovietico, che lo fece divenire miliardario!), dai “gassisti” sopratutto russi, dai “gestori di telematica e telecomunicazioni” (circolo chiuso), dai “produttori di armi”, dai “giganti della alimentazione”, e dai “monopolisti immobiliari”. Tutti armonizzati da 12-15 “signori del denaro”. Finanza ed assicurazioni condizionano l’umanità. Il loro “menù” quotidiano ordisce ogni conflitto bellico.
Si piangono negli USA centinaia di morti ad ogni tornado, ad ogni inclemenza naturale, mentre interi stati di quella unione sono caratterizzati da gigantesca edilizia di “baracche” instabili nelle quali uomini rassegnati devono vegetare, tifando l’Obama del momento, in nome di un unico “dio denaro”, che destina ogni energìa al bellicismo e ad improduttive ma costosissime ricerche spaziali, solo utili (data l’arretratezza sociale) ad accrescere la potenza capitalistica dei monopolisti. L’iconografia religiosa di quella “dottrina” è sintetizzata dalla carta moneta di 1 dollaro.
 
Trattati “capestro”? Con la scusa del “pacta servanda”, fingendo europeismo e socialità inesistente (il “welfare” è avvilito a vero “malaffare e malessere”), vigono trattati inumani ed aberranti, quali quelli di Maastricht e Lisbona, imposti. Maastricht è cumulo di aberrazioni distruttrici la sovranità nazionale. Ne conseguì il trattato di Lisbona, liberticida. Grazie ad esso fra qualche mese verrà abolita l’Arma dei Carabinieri, riferimento basilare e locale per la sicurezza dei nostri concittadini.
 
 
3       =       D:Lei individua nella cessione della “ sovranità monetaria” la totale perdita di quella politica ed economica dello  Stato, ci illustri come ciò sia  avvenuto per quanto riguarda l’Italia e successivamente in cosa consiste la “ natura della moneta”, un concetto spesso confuso e alterato volutamente.
 
La seconda guerra mondiale fu attuata per cancellare il vero concetto di “Stato”, sorto in Italia sulle ceneri del tentativo di “stato liberale” generato dalla “nomenclatura” oligarchica del “vecchio regime settecentesco”: un paternalismo elitario condito con l’acqua santa del cristianesimo e l’incenso delle logge massoniche.
Il nuovo “Stato” moderno e sociale fu intuizione maturata nell’animo di pochi, che Mussolini concretò.
Stato moderno. Popolo e governo in unico spirito. Consenso basato su retta conduzione edificante, alla luce di leggi e codici insuperati. Criterio confuciano. Ma l’Italia soggiaceva alla ipoteca della dinastìa sabauda, legata ancor prima della unità territoriale al mercantilismo britannico ed alle sue logge massoniche rituali, che la imposero.
Distrutto lo “Stato” col risultato della seconda guerra mondiale (in Germania ed in quasi tutta l’Europa si tentò di imitare lo “spirito nuovo italiano” nel corso degli anni ‘30), da noi i vincitori imposero la troika consociativa del vecchio massonismo co-aggiogata al vaticanismo (la democristianerìa è sinonimo di malaffare) ed alla “nuova ingenua ondata marxista” collegata all’esperimento sovietico, questo creato in chiave utopica e sperimentale, da finanzieri apolidi in vena “socialistica”. Un “regime burletta”, l’attuale, nel quale fu difficile annullare subito le conquiste sociali apportate in pochi anni dal Fascismo.
La odierna “carta costituzionale” italiana è carente, traballante, illusoria, contraddittoria, monca e zoppa(anche se “obbligata” dalle conquiste sociali del Fascismo!); manca di basi morali e cardinali. 
Eppure l’Italia generò la più insuperata “Carta del Carnaro” nel 1920!
 
4       =       D: Il SIMEC, ovvero la moneta alternativa ideata dal Prof.  Auriti, un modo diverso per creare e far circolazione la moneta. Oggi  è la BCE che decide la quantità di banconote da stampare nella zona di circolazione dell’euro, ma poi sono in maggioranza le varie banche centrali a stampare fisicamente il denaro , dopodiché gli euro  vengono prestati ai relativi governi. Ci parli di questa moneta sulla quale è calata una coltre di silenzio.
 
Il “simec” creato dal Maestro ed amico Giacinto Auriti fu atto provocatorio e dimostrativo. “Simbolo econometrico”, analogo alla monetaSurroga alla moneta, in assenza dello Stato, già allora in avanzata putrefazione. Simbolo monetario imperniato, localmente, per dimezzare costi generali e profitti scaturenti dalla circolazione monetaria ufficiale. Banca d’Italia s.p.a. fece sequestrare quel simbolo con l’invìo a Guardiagrele, ove si attuò, di 150 militi armati della guardia di finanza. Ridicolaggine da terrorismo non solo psicologico, tipico di chi prevarica piratescamente e sa di essere in difetto.
Poi un pretore ammise la liceità del Simec.
Il pezzo di carta “euro”, oggi circolante in chiave monopolistica, non ha “copertura” di sorta; è senza garanzia. E’ un mero “titolo” graduato, analogo al biglietto del treno. Imposto agli europei, per legge creata da oligarchi, ad insaputa del popolo. Vale solo per convenzione, ma non ha valore intrinseco. Carta di bassa lega. Falsificarlo comporta appena il reato proprio, conseguente ad una legge – imposta, come ho spiegato - che lo “tutela”, e che commina sanzione sproporzionata. Falsare la carta moneta “euro” non danneggia lo Stato ed il pubblico erario, e nemmeno l’azienda bancaria che lo stampa e lo pone in circolazione. Ha la stessa qualità di un volantino pubblicitario. Ma ha peggiore ruolo ammonitore: è monito di un debito inestinguibile. La BCE emittente lo pone in circolazione, “prestandolo” ai cittadini mediante lo Stato (cioè: i “furbacchioni” suoi gestori), che viene così ad essere indebitato.  Ma in pratica concreta l’atto truffaldino dell’amministratore di un condominio che si appropria della titolarietà dei condomini. Truffa!
Per la mera “qualità” di concessionaria alla emissione monetaria, la banca centrale europea (consorzio di varie banche nominalmente nazionali ma di proprietà di banchieri privati) si appropria direttamente di tutte le attività produttive europee che sono costrette a transazioni nella moneta imposta. Ed anche gli Stati – destinatari dei tributi e tasse raccolti – sono “obbligati” ad ossequiare e corrispondere tutta la sovranità monetaria alla banca (azienda privata) che ha sede a Francoforte. Azienda sovra nazionale: esentasse.
 
5       = D: Questo sistema usurocratico che sta distruggendo la ricchezza dell’Italia non è un dogma, il fine ultimo  a cui deve tendere l’umanità, se diamo uno sguardo al passato per quanto l’Italia ci fu l’esempio concreto della Repubblica Sociale Italiana dove l’allora Ministro delle Finanze  Domenico Pellegrini Giampietro operò in moda da porre sotto il controllo dello Stato la Banca d’Italia e di fatto la moneta,oggi privata. In che modo nonostante una guerra in corso fu possibile questo?
 
Usurocrazia! Neologismo coniato da Ezra Pound da almeno 80 anni. Il Poeta Pound non aveva “studiato” dottrine economiche nelle scuole classiche e tradizionali, ma, con le “antenne del profeta e del Poeta”, approdò alla vera natura della moneta, individuando gli scaltri monopolisti della gestione ed emissione. Azione che si protrae da secoli. Codificata nel 1694, nel sistema “occidentale”. Per neghittosità e rinuncia degli Stati.
 
Domenico Pellegrini Giampietro, pur se docente universitario, ebbe due esperienze di governo. Sottosegretario alle Finanze nell’ultimo governo “reale” di Mussolini, fino al 25 luglio 1943. Ministro delle Finanze nel primo governo repubblicano italiano, ultimo diretto da Mussolini, che fu anche Capo dello Stato. Stretto dalle necessità, gestì entrate per 54 miliardi ed uscite per circa 350 miliardi, anche a causa dell’impegno verso il Reich germanico contratto dal governo Badoglio appena insediato (tra il 27 luglio ed il 3 agosto 1943). Pagamento ogni mese di 3,5 miliardi per l’apporto militare di tre divisioni germaniche operanti sul suolo italiano; che Badoglio effettuò già dall’agosto 1943.           A metà settembre 1943 (dopo l’inganno del fatale giorno 8) divennero 18 le divisioni germaniche combattenti sulla penisola italiana contro l’invasore Alleato. Il 29 settembre si insediò il nuovo governo della Repubblica d’Italia che, con proprietà, si proclamò Sociale. Cresciuto l’impegno, i germanici pretesero 7 miliardi mensili da ottobre 1943, poi 10 miliardi mensili per il 1944, e 12 per il 1945.
Pellegrini Giampietro commissariò la banca d’Italia (totalmente trasferita al Nord, nei territori ancora non invasi dagli Alleati), che aveva forzieri stracolmi di liquidità in ragione della gestione della tesoreria statale, oltre enorme riserva aurea (questa promessa da Badoglio alla Germania, in cambio della sicurezza personale sua e dei Savoja), della quale il 18% di pertinenza della Svizzera, per impegni di 10 anni prima. (Sulla storia successiva della riserva aurea c’è da rabbrividire! Se ne appropriarono gli Alleati il 5 maggio 1945! E i fumosi “studi” recenti di Bankitalia confermano!)
Come naturalmente avrebbe fatto ogni buon padre di famiglia, ed ogni governante SERIO, Pellegrini asservì allo Stato la società per azioni Banca d’Italia (che era di proprietà di istituti ed enti statali e pubblici), ed utilizzò i suoi giganteschi depositi monetari appena necessario. Il 28 aprile 1945, alla invasione e sopraffazione Alleata del territorio della Repubblica Sociale Italiana, Pellegrini lasciò agli invasori attivo di bilancio per 20,9 miliardi di lire, come certificò anche il 25 agosto 1945 la commissione del senato USA presieduta dal senatore Winkersham, in “ispezione” in tutta l’Europa, commentando che solo nella Italia repubblicana (al sud era “in sonno” il sedicente “regno” mantenuto dagli Alleati occupanti) aveva trovato floridezza bancaria diffusa, malgrado le distruzioni della guerra.  Ne ho pubblicato da anni; e nel 2009 posi questi dati nel volume (oggi alla seconda edizione) “Ezra Pound e la Repubblica Sociale Italiana”.
Ora, dopo aver celebrato il 10 settembre 2011 nel municipio di Brienza ove nacque, sto preparando un copioso testo su Domenico Pellegrini Giampietro.
 
6       = D: Prof.Pantano dove vede oggi nel mondo le aree di maggior resistenza al sistema bancario usurocratico e in che modo  si manifestano?
 
Imperversano molti casi di fuoruscita dal sistema usurocratico universale. Cito a caso: Islanda. Ungheria. Argentina. Qui i Kirchner, marito prima, vedova Cristina poi, hanno demolito la sudditanza al Fondo monetario mondiale. Si tratta di avere “senso di responsabilità” ed amor di Patria. Cosa che in Europa non è possibile, e tantomeno in Italia, vera colonia degli USA anche militarmente (con 113 basi extra territoriali), in forza dello sciagurato e vessatorio “patto atlantico NATO”, che obbliga i militari italiani a servire i narcotrafficanti in Afganistan, i petrolieri in Irak, gli affaristi in balcania (antica follia di Wilson dal 1920), e la falsa funzione di “peace-keeping” in Libano e altrove, che è mero e vero stato di guerra, in barba al dettato (assai aleatorio e formale) della vigente costituzione italiana, che finge di ripudiarla.
 
La manifestazione del potere usurocratico è quotidiana. I notiziari radio e tivù vertono sugli affari e gli andamenti di borsa. Giornalisti allocchi e prezzolati istupidiscono gli ascoltatori con “guadagni e ribassi” che non riguardano il popolo, ma toccano solo gli speculatori. Vige ora l’assillo dello “spread” tra i rendimenti sui titoli di stato (btp, cct, bot). tedeschi e gli italiani Anni di tormento, mai proposto prima quanto la differenza era sul 20%!
Pound sentenziò: “i sifilitici della borsa”. Le inconcepibili scommesse di avidi patiti di un gioco perverso non devono condizionare la vita dell’umanità!
Se all’ippodromo vince un cavallo o nei campi di calcio emerge una squadra, nulla viene in tasca al pensionato, allo studente, al lavoratore, al malato, allo scienziato, al cittadino normale! Patologìa mentale! Non economia e finanza.
L‘economia è prodotto dell’arte di creare, fare, generare, anche sognare, non della frustrazione di chi inganna il prossimo, mediante aleatori pezzi di carta! I bari del gioco delle tre carte DEVONO essere incarcerati in eterno! Invece, nel mondo, sono al potere! Roosevelt fu un emblema, per tale patologìa, ma ebbe precedente in Wilson, fantoccio creato dal banchiere Morgan per far lievitare il neonato partito democratico, mentre finanziava il partito repubblicano, creandone la divisione. E ciò è ritenuto da storiografi imbroglioni la quintessenza della “democrazia”!
 
7       = D: Uscire dall’euro, da Maastricht, dall’Unione Europea , nazionalizzare le banche ecc. Quali sono a suo avviso le misure che uno Stato italiano , degno di questo nome, dovrebbe prendere immediatamente per porre fine allo sciacallaggio in atto?
 
L’euro è un “dettaglio”. Imposto da 60 anni di malandrino “lavorìo massonico” anti europeo. Una moneta inconsistente. Ma una “misura convenzionale”, purtroppo vigente da 11 anni. Uscirne o no, è problema di decima linea.
L’Unione Europea, falsità vigente, è la massima camicia di forza impostaci.
Anche il deputato grillino M5S Carlo Sibilia, il 21 maggio scorso, s’è accorto, con denuncia in parlamento (tentato di ostacolo dalla infastidita e biliosa presidente) che i “maggiorenti” dell’unione europea sono fantasmi imposti da estranei e mai eletti dal popolo; ma collegati, con il Bilderberg, a Letta boy, alla Bonino, a Draghi ed a Monti, che della confraternita sono membri.
Nella “democrazia vigente” il popolo è ingannato ogni 5 anni a fingere di approvare i governanti con un tratto di matita, una “croce” che si accolla sulle spalle, per sanzionare le malefatte altrui, che non hanno“obbligo di rendiconto”.
Il “Fascismo dispotico” statuì, nella Repubblica Sociale Italiana, il Manifesto di Verona  in 18 punti, nel novembre 1943, ove nel 3° si scrisse: “La Costituente Repubblicana dovrà assicurare al cittadino, al soldato, lavoratore e contribuente, il diritto di controllo e di responsabile critica sugli atti della pubblica amministrazione”.
 La vigente carta costituzionale italiana tace, e demanda al sonnolento ufficio della Corte dei Conti l’ipotetico controllo. Burocrazia da basso impero bizantino.
 
Il nòcciolo è nello “Stato”.
Quello vigente, creato dagli Alleati, non è “stato”. Mai lo fu. Cadavere che si trascina da 68 anni. Finge di esistere il 2 giugno, con i banchetti retorici – riservati ai clan liturgici -nei giardini del Quirinale. Lo sciacallaggio è una delle sue caratteristiche. Come il furto quotidiano perpetrato dai politicanti di mestiere, consociativi a destra, a sinistra e convergenti al centro. Furto mai contrastato e sanzionato dalla magistratura.
Le aziende bancarie (gli imbroglioni le chiamano “istituti”!) sono sovra nazionali. Redigono senza controllo i bilanci, ed evadono il fisco. Mai hanno emesso fatture e scontrini fiscali per gli oneri di spesa da loro incassati in danno del cliente! Se la loro “prima nota” fosse controllabile ogni giorno (e in epoca di telematica, ciò è attuabile in “tempo reale”!) , si vedrebbe che trasferiscono moneta (cioè linfa necessaria alla produzione) all’estero in “tempo reale”, da 68 anni, in “paradisi fiscali” o in “terre di conquista” (come la Cina e l’India) per convenienza dei loro gestori.
Il “popolo” ignora, narcotizzato, si appaga degli imbonitori, degli intermediari, dei sindacalisti. E chi  contesta è additato da “fascista” dalle masse belanti dei gestori delle piazze. Come si è fatto per Ezra Pound, per Giacinto Auriti, e per pochi altri onesti illuminati.
  
Si ritiene erroneamente che l’attuale “Europa” sia capeggiata dalla Germania. Falso! Tutto è una tragicommedia di affarismo monetario! I “patti di stabilità” sono scene della commedia degli inganni. Un sindaco, pur avendo denaro in tesoreria, NON può nemmeno svolgere l’ordinaria manutenzione! IMBECILLITA’ da paranoici del denaro!
Governare è, oggi, solo “tassare”!
 
Ieri, 80 anni fa’, in Italia si edificavano città e villaggi, case e scuole per il popolo, si bonificava la terra e si creavano strade, porti e ferrovie, si educavano i giovani e i non istruiti, si portava cultura con i teatri nei più sperduti villaggi, si eseguivano musiche dotte ed edificanti nelle piazze e nei molti luoghi deputati, si creavano asili per l’infanzia e scuole e università, si concertava la produzione agricola ed industriale, ed il commercio era controllato e calmierato nei prezzi.
L’Accademia d’Italia era centro dei massimi intelletti e faro per la Nazione. Arti, cultura, ricerca  erano vette del vivere quotidiano.
Oggi gli intelletti capaci sono costretti tutti ad emigrare!  
La soluzione è nello “Stato”. Da creare di nuovo, dalle radici.
 
Poi, le banche. Da far soggiacere alla insuperata legge bancaria del 1936 (R.D.L. 24 settembre 1936-XIV, n. 1858), maturata dalle precedenti impostate tra il 1923 ed il 1927, poi definita nel 1937 e convertita dalla legge del 7 marzo 1938, n. 141. Leggi che il presidente USA Roosevelt fece copiare appena eletto, per riemergere dalla crisi pilotata del 1929 (crisi che non toccò l’Italia governata dal regime fascista!), inviando da noi suoi tecnici, per poi far varare il suo Glass-Steagall Act, che i falsari nostrani (economisti, storiografi, politicanti e gazzettieri) indicano come unico riferimento di salvezza oggi. Quella legge italiana demandò a pochissime (quattro!) banche i rapporti con l’estero e la funzione di banche di “affari”, e a tutte le altre, la funzione di raccolta e custodia del risparmio e di corresponsione di prestiti e mutui. Tutto sotto il controllo della “banca centrale”, a sua volta obbediente e controllata dallo Stato, questo perché vero rappresentante i cittadini (al contrario di ciò che oggi avviene!).
 
Necessita quindi uno Stato vero, dotato di autorevolezza ed onestà, governato con trasparenza e da uomini moralmente ineccepibili. Come non può essere nel regime attuale italiano, vertente sulla conclamata mafia di potere e sulle bande affaristiche, collegate ad analoghe oltre frontiera.
 
Uno Stato vero potrà pesare sull’Unione Europea, anche se minata dalle bassezze burocratiche “popolari-socialiste” che la avvelenano dalla nascita. Pesare fino a condizionarne l’indirizzo.
 
Utopia? Le masse paiono svegliarsi. Oggi si balbetta – con profonda e crassa ignoranza – di “signoraggio”, confondendo il termine con lo strapotere delle banche. Ma gli accadimenti sono in evoluzione. Al di sopra delle ridicole campanilistiche fazioni di destra e sinistra.
Fino a qualche mese fa’ si attendeva l’instaurazione di un qualsiasi governo, a causa della rassegnazione che ormai condiziona gli italiani, condotti alla rovina da chi finge di gestire la cosa pubblica unicamente applicando tasse e balzelli inumani.
Proprio Ezra Pound, nel 1935, nel trattato di filosofìa “Guide to Kulchur” (Guida alla cultura) indicò “Malattia” la “IMBECILLITÀ del sistema di tassazione”! E il fallimento, professionale, didattico, morale di questa genìdi governanti è stato ribadito  dal governo Monti e dai suoi componenti, gabbati per tecnici, ma inetti, e dal successore governo attuale, ripartito tra i proverbiali incapaci – ma affaristi – che da generazioni dominano in Italia. O “Italyland”.
Tratto da: europeanphoenix.it
commenti

STAMPARE DENARO PER USCIRE SUBITO DALLA CRISI

Pubblicato su 26 Maggio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Da non credere ! Il Corriere della Sera pubblica il seguente articolo e viene, nientepopodimenoche, riportato dal Fatto: se iniziano a parlarne loro che è ora di ristrutturare il debito ed uscire dall'euro ( una delle opzioni riportate nell'articolo ) significa che siamo proprio arrivati alla frutta ( noi è da parecchio tempo che lo sosteniamo ).

Se iniziassero anche a scrivere che la sola via di salvezza è tornare a stampare moneta sovrana, emessa direttamente dallo Stato, probabilmente anche molte persone inizierebbero a porsi il problema.

Un popolo è veramente libero quando è proprietario della propria moneta. 

Claudio Marconi

432215 286808828059416 145336488873318 732411 193507306 n

Il rapporto Istat appena uscito prefigura un crollo di civiltà: la percentuale di concittadini in stato di ‘grave deprivazione’ vola al 14,7. In soli sei anni il Pil pro capite è sceso dell’11,5%; nella graduatoria internazionale l’Italia passa dal 31° al 45° posto. Anche il futuro è stato ipotecato: calano infatti la ricchezza (-12%), gli investimenti pubblici (dal 4 al 2,9% del PIL), la capacità produttiva (-16% nell’industria), gli studenti universitari (-17%); crescono il debito pubblico, il debito estero netto (28% del PIL, sul quale l’Italia paga 12 mld. di interessi l’anno), i giovani senza lavoro (57% fra disoccupati e scoraggiati). Perciò è essenziale a questo punto dire la verità.

La crisi non dipende dai nostri vizi storici, bensì – lo dicono i dati – da uno straordinario, diffuso timore di spendere i soldi. Per uscirne non è perciò necessario ‘cambiare gli italiani’ o la struttura economica: la depressione della domanda, notoriamente, si cura sostenendo la domanda. Terapia tutt’altro che difficile: basta spendere soldi; e i soldi … si stampano.

Ma noi abbiamo consegnato le leve macroeconomiche all’Europa. E i Trattati Europei – concepiti per combattere l’inflazione (l’eccesso di domanda) – offrono ai liberisti europei un inopinato potere di veto su tutto ciò che di significativo si potrebbe e si dovrebbe fare. Perciò resta il problema di fondo “noto e così riassumibile: l’Italia deve rimanere credibile sul terreno dei conti pubblici… Ma deve dare prova concreta di discontinuità in chiave pro crescita” (Guido Gentili). Cioè: deve alimentare la spesa, ma non ha i soldi per farlo.

Per uscire dall’impasse ci sono tre strade. La prima è cambiare consensualmente le politiche economiche dell’Eurozona. Non basta diluire l’austerità: occorre rovesciare le politiche economiche nel cuore dell’Europa. Ma né i partiti né il governo, a parte lamentarsi, hanno ripreso ed avanzato nelle sedi europee le proposte degli economisti in questo senso:

  • La liquidità immessa nel sistema finanziario non passa all’economia reale? La BCE distribuiscabase monetaria ai governi, che la usino per aiutare i poveri e finanziare lavori pubblici nelle zone ad alta disoccupazione.

  • La BCE alzi il target di inflazione e favorisca una rapida crescita dei salari tedeschi: gli squilibri di competitività rientreranno, senza dolore per nessuno.

  • I paesi con più margini di manovra fiscale rilancino la domanda interna con il deficit spending: la depressione finirà.

In ogni caso, la Germania ha sempre risposto picche; e continuerà a farlo. Per indurla a trattare seriamente non basta il crollo dei fondamenti teorici dell’austerità, o l’evidenza empirica: bisogna cambiare i suoi incentivi politici.

La seconda possibile via d’uscita è lasciare l’Euroe/o ristrutturare il debito. Bisognerà cominciare a parlarne: essa offre sicuri benefici (la fine della depressione), non è vero che il PIL cadrebbe del 30%; ma comporta anche rischi e costi elevati.

Ci sarebbe una terza via, percorribile su base nazionale, che è sfuggita all’attenzione mediatica, e che consentirebbe di uscire dalla crisi ‘a velocità giapponese’. Bisogna però essere disposti ad approfittare di un clamoroso vuoto della normativa europea. E violare lo spirito, non la lettera, dei Trattati. Come ha fatto finora la Germania, scambiando la ‘cultura della stabilità’ con ‘la cultura della depressione’. Eludere le regole senza lasciare l’Euro riaprirebbe anche il negoziato sull’Eurozona.

Per realizzare una simile strategia ci vuole però un quadro politico assai più propenso all’innovazione, desideroso di sfidare l’ortodossia liberista. Capace di alzare la qualità della proposta, ed offrire all’Europa un nuovo paradigma, nel dimostrabile interesse anche del popolo tedesco. Si può fare. Perciò si deve fare.

NB: Questo articolo è uscito oggi sul Corriere della Sera con il titolo: “Contro la crisi, stampiamo denaro”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it
commenti

DISINFORMATORI E " INCANTATORI DI SERPENTI"

Pubblicato su 22 Maggio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

E’ un vero peccato ( ma sarebbe più appropriato dire dramma) che l’ottimo intervento di Sibilia (M5S) sulla proprietà della moneta e sul signoraggio bancario sia infangato da uno spruzzo di orina di tal Mattia Corsini sul blog: economia5stelle.it ( che riportiamo integralmente).

Il Corsini scrive un pamplet che potrebbe aver scritto benissimo Monti o Prodi o Berlusconi o Letta o…….

Il problema della moneta è solo uno: deve essere di proprietà popolare ed a credito.

L’esempio riportato dall’articolista della FED è emblematico: approva la stampa della moneta da parte di una banca privata e condivide l’abdicazione dello Stato a questa sua prerogativa.

La responsabilità di questo dramma economico è solo ed esclusivamente degli Stati che hanno rinunciato a stampare moneta a favore di speculatori.

A questo disinformatore pubblico ( ma sarà tutta farina del suo sacco? ) è bene spiegargli che quando si prende una moneta a prestito, come è il caso dell’Euro ed anche del dollaro, si debbono pagare interessi e questi vanno a formare il debito pubblico.

Facciamo un esempio: se io prendo 100 euro dalla BCE o dalla FED gli dovrò restituire i 100 euro + 3,diciamo, di interessi: il mio debito ammonta così a 103 euro. Supponiamo che alla fine dell’anno io non abbia speso nulla e volessi chiudere questa partita, non sono in grado di farlo perché ho 100 euro e non 103. Debbo prendere altro denaro in prestito,aumentare il mio debito e così anno per anno. E’ così che si forma il debito pubblico.

Se la moneta la emettesse lo Stato non dovrebbe pagare interessi a nessuno, sarebbe di proprietà del portatore, perciò non più a debito ma a credito e se lo Stato lega il valore della propria emissione al valore della produzione nazionale non ci sarebbe inflazione.

Altro aspetto significativo e fondamentale è che lo Stato, in quella situazione, si farebbe pagare le tasse per far accettare la moneta dai cittadini, ma queste non servirebbero a pagare interessi ai privati, come avviene ora, ma sarebbero nuovamente messe in circolazione e sempre di proprietà dei cittadini.

Ci fermiamo qui.

Consigliamo al sig. Corsini di andare a studiare e dopo ne potremmo riparlare.

Claudio Marconi

una lira

Come dicevamo, l’intervento per molti versi ci onora e ci rincuora. Il cittadino Sibilia ha ben chiare le tremende responsabilità dei trattati europei, del pareggio di bilancio e del Fiscal Compact nella crisi odierna, così come le evidenti iniquità antidemocratiche del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES).

Tuttavia l’intervento contiene anche alcune inesattezze e ingenuità, che a beneficio della divulgazione vorremmo sottolineare:

“Quindi è come dire che dei soggetti privati siano proprietari della nostra moneta e ce la prestino richiedendola indietro con interesse. Ma se la moneta è dei cittadini, degli stati, allora perché ce la prestano? ha mai sentito parlare di signoraggio bancario sig. letta? ne parlate mai alle riunioni del club bilderberg? club di cui lei, il suo predecessore mario monti, emma bonino guarda caso suo ministro degli esteri e mario draghi guarda caso direttore della bce fate parte.
gli istituti privati stampano moneta cedendola in prestito e richiedendone restituzione con interesse per creare questa spirale di stritolamento che si chiama DEBITO.”

Per quanto il resto del suo intervento sia ben posto e pregevole, qui proprio non ci siamo. Dobbiamo fare attenzione ai dettagli che rendono la comunicazione del Movimento attaccabile, poiché basta un solo errore per squlificare un ottimo intervento.

Intanto asserire che la crisi europea sia figlia di decisioni prese al club Bilderberg (o dalla Massoneria o altre organizzazioni segrete del genere) é quantomeno azzardato, e andrebbe almeno provato. A nostro parere dire questo é fuorviante. E’ vero che questo club raccoglie il peggio della finanza europea e mondiale, ma non é certo l’unico gruppo di potere del genere (altri esempi altrettanto in conflitto di interesse sono Group of 30, Aspen Institute, Commissione Trilaterale, European Roundtable of Industrials, etc) e le lobby europee colpevoli dell’attuale situazione hanno infiniti modi per esercitare la propria influenza, che esulano da un ritrovo fisico in un salotto buono della finanza.

Più importante ancora, il resto della tesi secondo cui il debito pubblico sarebbe figlio delle banche private europee (su tutte la BCE) che ci prestano una fantomatica moneta “a debito” che andrà restituita, é del tutto infondato. No signori, il problema non é di chi sia la banca, ma chi la controlla e quali prerogative e mansioni preveda il suo statuto. In Europa si é follemente scelto di perseguire il paradigma della banca centrale indipendente dal governo europeo, questo é il problema. Non esiste controllo del parlamento europeo sulla BCE, questo é il problema. Mario Draghi é autorizzato a stampare moneta come desidera, chiedendo i collaterali che desidera e le condizioni che più gli aggradano. La FED americana per esempio é ancor più privata della BCE, ma é da STATUTO sottoposta al governo centrale USA che può imporle qualunque tipo di politica monetaria gli aggradi.

La BCE é invece un organo autonomo, non eletto, che risponde solo a sé stesso sulla base del TOTALE controllo dei prezzi, ovvero dell’inflazione. ECCO il problema. Il suo statuto DEVE essere rivoluzionato. Perché se ne cambiassimo semplicemente la proprietà in pubblica SENZA modificarne statuto e finalità, non cambierebbe NULLA. La BCE dovrebbe diventare prestatore di ultima istanza per il nostro sistema bancario,  garantendone la liquidità senza che questo debba ricorrere a folli operazioni sui mercati dei capitali (per poi dover essere salvate a caro prezzo dagli stati stessi), e dovrebbe inoltre essere garante del debito pubblico degli stati dell’Eurozona, acquistandone i titoli di stato e fissandone de facto i tassi di interesse, ora in totale balia degli umori dei mercati. E dovrebbe avere come finalità la piena occupazione dei cittadini e il pieno stato sociale, non la fredda e inutile “stabilità dei prezzi”!

Ecco il problema!

Il cittadino Sibilia dice bene nel sottolineare che le banche italiane private siano proprietarie del capitale della Banca d’Italia, ma ne parla in termini complottistici, come se fosse un abuso tremendo. No, questo é È UN OBBLIGO DI LEGGE. Per fare attività bancaria, le banche italiane “partecipano” al soggetto che fa vigilanza, ovvero la Banca d’Italia. Non è che sia una scelta deliberata e truffaldina… O che esista un mercato delle quote della Banca d’Italia dove si comprano o si vendono… Certo, quando è nata la Banca d’Italia la maggior parte delle banche azioniste eran pubbliche, ma come si é detto non è quello il punto! Il punto é che dal 1981, data del celebre divorzio tesoro-Banca d’Italia, la politica monetaria non é più sotto il controllo dello stato italiano! Che é costretto ad indebitarsi sui mercati dei capitali per ottenere moneta, quando avrebbe potuto semplicemente crearla da sé e finanziarsi direttamente. Non si può confondere un  problema di conflitto di interesse (che andrà gestito accuratamente) con teorie balzane su COME venga creata la moneta.

Secondo lo spesso citato prof. Auriti il problema é che la moneta, in quanto emessa da soggetti privati che la “prestano”, non appartiene al popolo ma alla BCE. NO. Ancora no. La teoria di Auriti non è mai stata valida. Non è che lo è diventata perché non si “stampa” moneta ma si usano mezzi elettronici. Prima si scrivevano numeri sui libri, invece che sui fogli elettronici, ma è la stessa cosa. L’espressione “stampare moneta” in effetti è fuorviante. Anche il termine “moneta” può esserlo, perché con questa parole si indica sia la moneta legale che quella bancaria e si tende a fare un sacco di confusione.

La moneta é del portatore. Nessuno vi obbligherà mai a restituire i vostri stipendi alla BCE, ma soprattutto la moneta ha valore e ha senso perché lo stato che la usa ne garantisce valore, non perché la banconota in sé abbia scritto sopra “BCE” oppure “Italia”. Infatti una banconota é come un “pagherò dello stato”, ovvero un biglietto “io vi devo beni e servizi per l’ammontare segnato e potete pagare le tasse che vi impongo usandomi”. Il concetto di proprietà della moneta é fuorviante e del tutto scorrelato con le reali cause della crisi.

Nel nostro manifesto divulgativo Economia Politica 101 stelle segnaliamo una parte molto chiara sui meccanismi di creazione della moneta:

https://docs.google.com/file/d/0B0DM_HqqOHAVREd0QUtmdkRPZUE/edit?usp=sharing

Questi articoli di Keynesblog tornano utili per la comprensione approfondita del problema:

http://keynesblog.com/category/teoria-economica/moneta-endogena/?orderby=date&order=ASC

Segnaliamo questa faq sugli errori comuni della teoria complottista del signoraggio bancario. Ne consigliamo una lettura, a parte l’ultimo punto “E allora come mai c’è il debito pubblico?” che contiene molti errori ed é inaffidabile.

http://www.carmillaonline.com/2012/03/22/signoraggio-faq-ovvero-come-ho/

Segnaliamo inoltre quest’interessante articolo del giornalista Paolo Barnard, che tratta in maniera piuttosto approfondita il tema, confrontando la situazione di uno stato a moneta sovrana con quella dei membri dell’Eurozona:

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=225

La pagina di Wikipedia.it su Giacinto Auriti riporta corretta informazione e merita una citazione, in particolare quando afferma che Auriti ha perso la causa intentata contro la Banca d’Italia ed é stato assolutamente smentito dal punto di vista giuridico ed empirico sulle sue discusse “teorie”:

Ma, fa notare la Banca, “i biglietti appena prodotti dall’officina fabbricazione biglietti della Banca d’Italia costituiscono una semplice merce di proprietà della Banca centrale, che ne cura direttamente la stampa e ne assume le relative spese (art. 4, comma 5, del T.U n. 204/1910).” Acquistano la funzione e il valore di moneta solo quando la Banca d’Italia li immette nel mercato e ne trasferisce la proprietà ai percettori.

L’immissione dei biglietti avviene con operazioni che la Banca in autonomia conclude “con il Tesoro, con il sistema bancario, con l’estero e con i mercati monetari e finanziari, operazioni tutte previste e compiutamente disciplinate dalla legge e dallo statuto della Banca d’Italia (artt. 25 – 42 del T.U. n. 204/1910 e artt. 41 – 53 dello Statuto)”.

Quindi definisce “abnorme e campata in aria” la teoria di Auriti per la quale “esisterebbe una consuetudine interpretativa contra legem, in base alla quale la Banca centrale all’atto dell’emissione mutua allo Stato italiano ed alla Collettività Nazionale, tutto il denaro che pone in circolazione”. La moneta è immessa nel mercato in base ad operazioni previste e disciplinate dalla legge, con le quali la Banca d’Italia cede la proprietà dei biglietti. Questi come circolante vengono registrati nel passivo nella contabilità della Banca che acquista in contropartita o riceve in pegno beni o valori mobiliari (titoli, valute, ecc.) che finiscono nell’attivo. Inoltre la Gazzetta Ufficiale, come prescrive la legge, riporta mensilmente tali operazioni.

Aggiunge la Banca che considerato che essa stessa si assume le spese di fabbricazione dei biglietti e l’imposta di bollo, mentre gli utili annuali, effettuati i prelevamenti e le distribuzioni di cui parla l’art. 54 dello Statuto vengono devoluti allo Stato ai sensi dell’art. 23 del T.U. n. 204/1910, si evidenzia “l’assoluta inconsistenza ed insensatezza delle tesi” di Auriti, secondo il quale “l’erogazione della moneta sarebbe effettuata dalla Banca d’Italia addebitandone allo Stato ed alla collettività l’intero ammontare senza corrispettivo.” Pertanto, conclude la Banca, “non è dato riscontrare alcunché di arbitrario o di illegittimo nelle prerogative esercitate in campo monetario dalla Banca centrale, perché, contrariamente a quanto preteso dall’attore, l’intera materia è compiutamente disciplinata dal legislatore, in modo tale che nessun aspetto attinente all’attribuzione o all’esercizio della funzione di emissione può dirsi regolamentato da consuetudini interpretative e, meno che mai, da consuetudini contra legem.”

La richiesta viene respinta e il Tribunale condanna Auriti al pagamento delle spese di giustizia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Giacinto_Auriti

Per chi volesse davvero informarsi alla fonte, riportiamo il link allo statuto della BCE, voce “distribuzione profitti e perdite della BCE” (inclusi quelli da signoraggio):

“I profitti e le perdite netti della BCE sono distribuiti tra le BCN dei paesi dell’area dell’euro conformemente all’articolo 33 dello Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea”

http://www.ecb.int/ecb/orga/capital/html/index.it.html

E dallo stesso sito, ma in inglese, si specifica anche che tali distribuzioni di profitti avvengono SOLO fra le banche centrali dei paesi dell’area euro. Per esempio, la Banca di Inghilterra non vede un cent dei profitti della BCE.

“The non-euro area NCBs are not entitled to receive any share of the distributable profits of the ECB, nor are they liable to fund any losses of the ECB.”

http://www.ecb.int/ecb/orga/capital/html/index.en.html

Per concludere il discorso, segnalo anche alcuni passi significativi presi direttamente dallo statuto della Banca d’Italia.

ART.1: La Banca d’Italia è istituto di diritto pubblico. Nell’esercizio delle proprie funzioni, la Banca d’Italia e i componenti dei suoi organi operano con autonomia e indipendenza nel rispetto del principio di trasparenza, e non possono sollecitare o accettare istruzioni da altri soggetti pubblici e privati
Curioso… non era privata? O comunque CONTROLLATA da privati? PARE di no…
ART. 3: Il capitale della Banca d’Italia è di 156.000 euro ed è suddiviso in quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna, la cui tito larità è disciplinata dalla legge. Il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, solo previo consenso del Consiglio superiore, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto e della equilibrata distribuzione delle quote.”

Dall’art.3 capiamo bene come la Banca d’Italia non sia una comune società per azioni. Le banche che la partecipano hanno quote definite da leggi (tradotto: le leggi in Italia vengono ratificate dal parlamento, e sono pertanto soggette a legittimazione democratica). Si capisce anche che se si verificasse uno squilibrio, il Consiglio superiore della banca interverebbe a ripristinare una situazione equa. Ma vediamo CHI sia questo “Consiglio superiore”…

ART. 18Al Consiglio superiore spettano l’amministrazione generale nonché la vigilanza sull’andamento della gestione e il controllo interno della Banca.

Qui si é capito che il consiglio decide TUTTO delle attività bancarie. Se avessimo la dimostrazione che esso é nelle mani dei privati, avremmo la conferma che la Banca d’Italia fa l’interesse dei privati e infatti…

ART. 15: Il Consiglio superiore si compone del Governatore e di 13 consiglieri nominati nelle assemblee dei partecipanti presso le sedi della Banca.”

Bene, abbiamo il governatore e 13 consiglieri. Quindi il vero potere della banca é nelle mani del GOVERNATORE, dal momento che i 13 consiglieri, nominati dalle assemblee dei partecipanti (ovvero gli enti che hanno quote sufficiente della BI), sono SOLO consiglieri. Hanno un’influenza vicina allo ZERO. E chi nomina il governatore?

ART. 17: Ai sensi dell’art. 19, commi 7 e 8, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, la nomina del Governatore, il rinnovo del suo mandato e la revoca nei casi previsti dall’articolo 14.2 dello statuto del SEBC, sono disposti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia.”

Ed ecco smontato definitivamente il complotto. Il Governatore é nominato (e se necessario RIMOSSO) dal Presidente della Repubblica su suggerimento del Presidente del Consiglio, due soggetti che dispongono di legittimazione democratica, pur con tutti i limiti che ha essa in Italia.

Si potrebbe ancora obbiettare che, dato l’enorme e innegabile conflitto di interesse fra politica e ambiente bancario italiano, i politici stabiliscano le quote di partecipazione della Banca d’Italia in modo da favorire i loro amici banchieri collusi e corrotti, al fine di massimizzarne gli introiti. Sarà veramente così?

ART. 39: Il Consiglio superiore determina gli accantonamenti al fondo di riserva ordinaria, fino a concorrenza del 20% degli utili netti conseguiti nell’esercizio. Ai partecipanti sono distribuiti dividendi per un importo fino al 6% del capitale. Col residuo, su proposta del Consiglio superiore, possono essere costituiti eventuali fondi speciali e riserve straordinarie mediante utilizzo di un importo non superiore al 20% degli utili netti complessivi e può essere distribuito ai partecipanti, ad integrazione del dividendo,un ulteriore importo non eccedente il 4% del capitale. La restante somma è devoluta allo Stato.

Ehm. NO. Come si può notare, normalmente le banche partecipanti incassano un dividendo miserevole, pari al 6% dell’utile di esercizio della banca. Dividendo che può, su decisione eccezionale del governatore, salire al 10%.

La restante somma é devoluta alle riserve bancarie (dal 20 al 40%) e TUTTO il resto allo stato! Insomma,nel caso peggiore lo stato incassa il 50% dell’utile d’esercizio della Banca d’Italia, ma può arrivare al 70%! Mentre i “collusi” partecipanti vedono al massimo un 6%, che il governatore può aumentare a 10. Ovvio, se fa il furbo sarà rimosso, ma questa é un’altra storia.

Chiudo rassicurandovi anche sul TERRIBILE conflitto di interesse che ci sarebbe nella gestione della banca stessa.

ART. 42: I componenti del Direttorio e tutti i dipendenti dell’Istituto non possono svolgere attività nell’interesse di banche, intermediari finanziari e altri soggetti vigilati, esercitare attività di impresa commerciale, essere amministratori, institori o sindaci in qualsiasi società, partecipare a società in nome collettivo o, come accomandatario, in società in accomandita. Il Consiglio superiore può tuttavia consentire che si assumano funzioni di amministratore di società o di altri enti, quando riconosca che ciò sia nell’interesse della Banca. Per gli stessi motivi, può anche consentire che si assumano funzioni di sindaco da parte di impiegati aventi grado non superiore a quello di capo servizio o equiparato.
ART. 43: I senatori e i deputati e le altre persone che dedicano la loro attività al disimpegno di cariche di carattere politico non  possono far parte dei Consigli della Banca. Sono altresì esclusi dal far parte del Consiglio superiore della Banca i dipendenti e coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso banche o altri soggetti operanti nel settore dell’intermediazione finanziaria, i dirigenti e gli impiegati della pubblica amministrazione, nonché, in ogni caso, tutti coloro che si trovino in situazione di conflitto di interessi con la Banca in considerazione della posizione personale o delle cariche ricoperte. Le disposizioni dei commi precedenti si osservano anche per le nomine demandate al Consiglio superiore ai sensi dell’art. 18, n. 8, del presente statuto.”

Non male direi. Si può fare di meglio? Indubbiamente, ma in teoria la legge é molto chiara. Nessun conflitto d’interesse é tollerabile nelle nomine degli organi dirigenti della Banca d’Italia. Alcune eccezioni possono esser fatte su responsabilità del Governatore (che ricordo sempre: SE SGARRA E’ RIMOVIBILE!!!)

http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/statuto/statuto.pdf

Invito come sempre a consultare le fonti affidabili prima di asserire il falso o fare congetture pericolose.

 

Mattia Corsini - Tratto da: economia5stelle.it

commenti

FIRMA IL MANIFESTO PER LA SOVRANITA' MONETARIA

Pubblicato su 15 Maggio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Questa è una ottima iniziativa di Mario Consoli e Ugo Gaudenzi. Tutti quelli che hanno a cuore le sorti di questa nostra disgraziata Nazione hanno il dovere di firmare, altrimenti tenetevi i tecnocrati e non rompete più le scatole. Claudio Marconi

432215 286808828059416 145336488873318 732411 193507306 n

 

Gentile Signore,

allo scopo di sensibilizzare la pubblica opinione sul tema della sovranità monetaria, abbiamo elaborato un Manifesto da diffondere via internet e a mezzo cartaceo, senza alcuna etichetta politica.

Oggi si discute di tutto tranne che sulla proprietà delle Banche Centrali e su ciò che maggiormente ha incrementato il debito pubblico. Questi argomenti vengono puntualmente oscurati da stampa e televisioni.

Pensiamo che gli auspicabili dibattiti sulle possibili soluzioni alternative in fatto di monetarismo potranno svilupparsi in modo proficuo solo quando l’argomento sarà conosciuto da sufficienti strati della pubblica opinione. Non fino a quando nella stragrande maggioranza dei cittadini rimarrà la convinzione che la Banca d’Italia sia un ente di stato, la BCE un ente dell’Unione europea, l’Euro la moneta delle nazioni europee e il debito pubblico frutto solo delle ruberie dei politici.

Per favorire la massima diffusione dell'iniziativa, i firmatari del manifesto dovranno essere rappresentativi, in modo trasversale, di tutte le culture e provenienze. È per questo che nessuna etichetta politica dovrà essere applicata.

Abbiamo già attivato il sito “firmailmanifesto.org”, ma attendiamo un congruo numero di patrocinatori per pubblicizzarlo.

Riteniamo molto importante che tra i primi firmatari del manifesto ci sia anche Lei, per la Sua particolare sensibilità sull'argomento monetario.

Attendiamo una Sua risposta e restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Rinnovando i sensi della nostra stima, Le inviamo cordiali saluti

Mario Consoli e Ugo Gaudenzi 

P.S.

Abbiamo già ricevuto i primi consensi da:

 

VALERIO LO MONACO

FEDERICO ZAMBONI

MONIA BENINI

PIER LUIGI TREMONTI

ORAZIO FERGNANI

ANGELO BARAGGIA

FEDERICO DAL CORTIVO

 

Inviare adesioni a mezzo mail a: direttore@rinascita.net

Manifesto

La crisi economica che si è abbattuta sul popolo italiano è stata creata dalla speculazione finanziaria internazionale. Ciò nonostante la gestione del governo e dell’economia è stata sinora affidata proprio ai rappresentanti di quella speculazione, che hanno tutelato il sistema bancario facendo pagare il conto ai cittadini e trasformando un fenomeno finanziario internazionale in una grave recessione nazionale.

Inoltre, l’aver piazzato metà del debito pubblico sul mercato internazionale espone l’Italia ad ogni tipo di ricatto da parte del sistema bancario, delle agenzie di rating e della BCE, un’istituzione la cui proprietà, in grande maggioranza, è in mano alle banche private.

L’euro, una moneta imposta dall’alto, senza passare attraverso un referendum popolare, è uno strumento finanziario controllato non dalle nazioni europee, ma da banche private che, per loro natura, agiscono mirando ai propri interessi e non al benessere dei popoli.

Anche la Banca d’Italia è un’istituzione di proprietà delle banche private: solo il 5,67% delle sue azioni attualmente appartengono a enti di Stato.

Per tutto questo nessuna riforma economica, nessun provvedimento di governo, nessun risultato elettorale, nessun referendum sull’euro, può risultare efficace se non si ottiene innanzitutto la

SOVRANITA’ MONETARIA

Chiediamo quindi:

1) Abrogazione degli accordi del luglio 1981 tra l’allora ministro del Tesoro Nino Andreatta e il governatore Carlo Azeglio Ciampi. In base ad essi fu sancito il diritto della Banca d’Italia a non sottoscrivere – sia parzialmente che in toto – i titoli emessi dallo Stato, costringendo il governo a mettersi nelle mani del mercato internazionale. Con quegli accordi la Banca d’Italia smise il ruolo di prestatore di ultima istanza dello Stato italiano e il nostro debito pubblico cominciò a crescere dal 57% del PIL fino all’attuale 129%.

2) Abrogazione della Legge Carli, n. 35 del febbraio 1992, con la quale si attribuì alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo concordare col governo. Con ciò fu trasferita la decisionalità su tutta la politica monetaria ad un ente che di lì a poco, grazie alle privatizzazioni, sarebbe divenuto di proprietà del sistema bancario privato.

3) Immediata applicazione della Legge a tutela del risparmio e per la disciplina dei mercati finanziari, n. 262 del 28 dicembre 2005. Al punto 10 dell’articolo 19, essa disponeva che entro il gennaio 2009 tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia dovevano essere trasferite dai soggetti privati ad enti di Stato. Tale disposizione, a seguito della mancata realizzazione dei previsti regolamenti attuativi, fino ad oggi è rimasta lettera morta.

4) Ridiscussione di tutte le norme monetarie europee, a partire dal Trattato di Maastricht, nell’ottica del riacquisto della sovranità finanziaria e monetaria.

Senza la riconquista di una completa e operativa sovranità monetaria e di un ricollocamento dell’intero debito pubblico all’interno dell’economia italiana, qualsiasi tentativo di uscire dalla crisi è destinato al fallimento. Qualsiasi alternativa, qualsiasi cambiamento non può avere efficacia. Senza sovranità monetaria ci può essere solo la resa incondizionata alla dittatura del potere finanziario.

 

commenti

UNA RACCOLTA DI ARTICOLI PER CAPIRE LE ORIGINI DELLA CRISI E LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE....

Pubblicato su 11 Maggio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

 
****** SE SEI STANCO DI ESSERE PRESO IN GIRO DAI MASS MEDIA, INFORMATI... DI SEGUITO VI PROPONIAMO UNA SERIE DI DOCUMENTI E ARTICOLI PER CAPIRE COSA BOLLE IN PENTOLA: non prendete per buono ciò che vi è scritto... bensì CERCATE RISCONTRO, INFORMATEVI ULTERIORMENTE CERCANDO SUL WEB, LEGGETE ANCHE LA DISINFORMAZIONE DI CHI NEGA CERTE REALTA' PER "INTORBIDIRE LE ACQUE" E CREARE CONFUSIONE NELL'OPINIONE PUBBLICA: il signoraggio bancario - come dice l'avv. Marra - "è più difficile da credere che da capire"... ma se vi informate a fondo potrete fare le vostre valutazioni, liberamente.


"DOSSIER: Ecco quando è iniziata la crisi dell'Italia; era il 1992 sul panfilo Britannia"
http://www.nocensura.com/ 2012/02/ dossier-ecco-quando-e-inizi ata-la-crisi.html

"L'ITALIA VITTIMA DI UN COMPLOTTO E LE PROVE CHE MONTI è COMPLICE"
 (Chi è Mario Monti; di quali poteri è espressione; circa il Golpe2012; approfondimenti per capire la situazione italiana e internazionale; approfondimenti vari)
http://www.nocensura.com/ 2012/06/ litalia-vittima-di-un-compl otto-e-le.html

"I drammatici effetti del "Fiscal compact" sulle nostre vite spiegati in modo semplice"
http://www.nocensura.com/ 2012/07/ i-drammatici-effetti-del-fi scal-compact.html

* ALTRI ARTICOLI E DOCUMENTI SUL PANFILO BRITANNIA:

"La storia del panfilo Britannia"
http://www.nocensura.com/ 2012/05/ la-storia-del-panfilo-brita nnia.html

"Panfilo Britannia, 1992. L'inizio della fine dell'Italia..."
http://www.nocensura.com/ 2013/03/ panfilo-britannia-1992-lini zio-della.html

"Le privatizzazioni degli anni '90 (decise sul 'Panfilo Britannia')"
http://www.nocensura.com/ 2013/02/ le-privatizzazioni-degli-an ni-90-decise.html


* CIRCA IL ''MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA'' (MES o ESM)

"Quello che devi sapere sul "MES" e le altre leggi dittatoriali dell'Unione Europea"
http://www.nocensura.com/ 2012/06/ quello-che-devi-sapere-sul- mes-e-le.html

"LA TRAPPOLA NASCOSTA DEL MES: P A S S A P A R O L A ! ! !"
http://www.nocensura.com/ 2012/07/ la-trappola-nascosta-del-me s-p-s-s-p-r.html

"Perché il "MES" non è un "patto di stabilità" qualsiasi ma una dittatura"
http://www.nocensura.com/ 2012/03/perche-il-mes-non-e-un-patto-di.html

"IL TRATTATO DEL MES CHE PORTERA' MISERIA E DISPERAZIONE"
http://www.nocensura.com/2012/12/il-trattato-del-mes-che-portera-miseria.html

 
 *** ALTRI APPROFONDIMENTI PER CAPIRE LA SITUAZIONE (e per trarre le conclusioni alla luce del fatto che NESSUN PARTITO, SINDACATO, GIORNALE/TV NE PARLA...)

Incredibile: l'ex Presidente Cossiga smascherò Mario Draghi in TV!
http://www.nocensura.com/2012/12/incredibile-lex-presidente-cossiga.html

Multinazionali, banche, gruppi di potere, alta finanza: tentacoli dello stesso mostro (L'articolo contiene link a molti altri approfondimenti)
http://www.nocensura.com/2012/07/multinazionali-banche-gruppi-di-potere.html

"Il mondo in mano ad una casta: il “Club Bilderberg” + video intervista a Estulin"
http://www.nocensura.com/2012/04/il-mondo-in-mano-ad-una-casta-il-club.html

"Il club Bilderberg - La storia segreta dei padroni del Mondo. di Daniel Estulin"
http://www.nocensura.com/2012/03/il-club-bilderberg-la-storia-segreta.html

"Imposimato a "La Zanzara": "Dietro a strategia della tensione la regia del gruppo Bilderberg, ne ho parlato anche con Grillo"
http://www.nocensura.com/2013/04/imposimato-la-zanzara-dietro-strategia.html

"Alessandrini, il magistrato (ucciso) che nel 1970 indagava su Bilderberg e stragi di stato"
http://www.nocensura.com/2013/01/alessandrini-il-magistrato-ucciso-che.html

Ferdinando Imposimato: "Dietro le Stragi di Stato, il Gruppo Bilderberg"
http://www.nocensura.com/2013/01/ferdinando-imposimato-dietro-le-stragi.html

"Marra: Monti chiarisca: Imposimato dichiara: Bilderberg dietro stragi e governo invisibile del mondo."
http://www.nocensura.com/2013/02/marra-monti-chiarisca-imposimato.html

UE: Borghezio dopo le accuse di Imposimato: "Montii chiarisca legami con Bilderberg"
http://www.nocensura.com/2013/01/ue-borghezio-dopo-le-accuse-di.html

Stragi di stato e Bilderberg: la magistratura dovrebbe far luce
http://www.nocensura.com/2013/01/stragi-di-stato-e-bilderberg-la.html

Marra ha presentato, oggi 1.2.2013, denunzia contro il Bilderberg e Monti
http://www.nocensura.com/2013/02/marra-ha-presentato-oggi-122013.html


"Che cos'è il signoraggio bancario"
http://www.signoraggio.it/che-cose-il-signoraggio/

"Eurogendfor, la nuova polizia europea con poteri illimitati"
http://www.nocensura.com/2011/11/eurogendfor-la-nuova-polizia-europea.html

Imposimato a Pandora TV: "11 settembre: sinora nessun processo, nessuna verità. Noi ci proviamo".
http://www.nocensura.com/2013/01/imposimato-pandora-tv-11-settembre.html

"BELLISSIMO ARTICOLO SUL SIGNORAGGIO BANCARIO DI MAGDI ALLAM"
http://www.nocensura.com/2012/07/bellissimo-articolo-su-signoraggio.html

 
 "L'importanza della sovranità monetaria: Giappone, debito 240% e nessun problema!"
http://www.nocensura.com/2012/07/limportanza-della-sovranita-monetaria.html

Parla di Bilderberg, Trilaterale, MES, signoraggio: CENSURATO da "LE IENE" ?
http://www.nocensura.com/2013/04/parla-di-bilderberg-trilaterale-mes.html

"DOSSIER COMPLETO CHI CONTROLLA IL MONDO (ebook in formato PDF)"
http://www.nocensura.com/2013/04/dossier-completo-chi-controlla-il-mondo.html

"Paola Musu: sovranità monetaria o guerra civile"
http://www.nocensura.com/2013/03/paola-musu-sovranita-monetaria-o-guerra.html

"Le "bellissime" promesse di Berlusconi: ecco cosa c'è dietro... EDITORIALE"
http://www.nocensura.com/2013/04/le-bellissime-promesse-di-berlusconi.html
 

 Km di programmi, proclami, promesse, CAZZATE quando basterebbero 2 parole: SOVRANITA' MONETARIA.
http://www.nocensura.com/2013/02/km-di-programmi-proclami-promesse.html

Le vere cause della crisi e la grande manipolazione globale
http://www.nocensura.com/2012/11/le-vere-cause-della-crisi-e-la-grande.html

IL DEBITO PUBBLICO è UNA TRUFFA!!!
http://www.nocensura.com/2013/02/il-debito-pubblico-e-una-truffa.html

LA GRANDE TRUFFA: FATELA CONOSCERE A TUTTI
http://www.nocensura.com/2012/12/la-grande-truffa-fatela-conoscere-tutti.html

"I colossi dell'alta finanza: "L'Italia dovrà chiedere aiuti e sarà commissariata"
http://www.nocensura.com/2012/11/i-colossi-dellalta-finanza-litalia.html

"Chi e’ veramente Mario Monti e qual e’ il suo obiettivo"
http://www.nocensura.com/2012/10/chi-e-veramente-mario-monti-e-qual-e-il.html

"Altro che fallimento L'euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dall'oligarchia"
http://www.nocensura.com/2012/07/altro-che-fallimento-leuro-sta.html

"Italia in saldo: svendere il paese per 20 miliardi l’anno"
http://www.nocensura.com/2012/07/italia-in-saldo-svendere-il-paese-per.html

"Monti? Molto bravo e professionale. Nel fare gli interessi di Bilderberg e company..."
http://www.nocensura.com/2012/07/monti-molto-bravo-e-professionale-fare.html

"Si chiama ERF l'ultima trappola degli eurocrati per arrivare alla nostra riserva aurea"
http://www.nocensura.com/2012/06/si-chiama-erf-lultima-trappola-degli.html
  

 "Colpo di spread: Nulla è stato casuale: tutto architettato da lontano e per tempo."
http://www.nocensura.com/2011/11/colpo-di-spread-nulla-e-stato-casuale.html

"Ecco chi manovra i "famosi" mercati che condizionano ogni decisione"
http://www.nocensura.com/2012/08/ecco-chi-manovra-i-famosi-mercati-che.html

"Le grandi famiglie che dominano il mondo"
http://www.nocensura.com/2012/06/le-grandi-famiglie-che-dominano-il.html

"HENRY KISSINGER E IL GRUPPO BILDERBERG DIETRO ALL'OMICIDIO DI ALDO MORO"
http://www.nocensura.com/2012/06/henry-kissinger-e-il-gruppo-bilderberg.html

"Chi è Mario Monti. Quel che viene taciuto per evitare una sommossa"
http://www.nocensura.com/2012/05/chi-e-mario-monti-quel-che-viene.html

"HENRY KISSINGER E IL GRUPPO BILDERBERG DIETRO ALL'OMICIDIO DI ALDO MORO"
http://www.nocensura.com/2012/06/henry-kissinger-e-il-gruppo-bilderberg.html

"Chi è Mario Monti. Quel che viene taciuto per evitare una sommossa"
http://www.nocensura.com/2012/05/chi-e-mario-monti-quel-che-viene.html

DOSSIER GOLDMAN SACHS: tutto sulla "superbanca" da 1 trilione di dollari
http://www.nocensura.com/2011/11/dossier-goldman-sachs-tutto-sulla.html

"DOSSIER: La famiglia più potente del mondo: i ROTHSCHILD"
http://www.nocensura.com/2012/02/dossier-la-famiglia-piu-potente-del.html

"A SETTEMBRE SI SVENDONO L'ITALIA"
http://www.nocensura.com/2012/08/a-settembre-si-vendono-litalia.html

Agenzie di rating, ecco chi controlla “le tre sorelle”
http://www.nocensura.com/2012/01/agenzie-di-rating-ecco-chi-controlla-le.html

"DIARIO DI UN SACCHEGGIO: ECCO COSA VUOLE VERAMENTE DA NOI LA GERMANIA"
http://www.nocensura.com/2013/04/diario-di-un-saccheggio-ecco-cosa-vuole.html

"Il passato scomodo di Monti, dirigente FIAT nel periodo di tangenti a Craxi"
http://www.nocensura.com/2012/03/il-passato-scomodo-di-monti-dirigente.html
 
 "Conoscete l’Aspen Institute Italia?"
http://www.nocensura.com/2012/03/conoscete-laspen-institute-italia.html

"THE CORPORATION - documentario ITA"
http://www.nocensura.com/2012/06/corporation-documentario-ita.html

***** DIVULGAZIONE CONSIGLIATA ***** ANZI: PER FAVORE, DIVULGATE AL MASSIMO!!!
Tratto da: nocensura.com
commenti
<< < 10 20 30 40 50 60 70 80 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 > >>