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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

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BREVI CONSIDERAZIONE SULLA DISTRUZIONE DELLE MENTI

Pubblicato su 22 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo sulla guerra di quarta generazione e prendiamo lo spunto per qualche considerazione sulla devastazione mentale, compiuta a danno dell’umanità e non di qualche centinaio di migliaia di individui, attuata sistematicamente attraverso televisione, giornali e cinema.  Queste tecniche permettono la degradazione di qualsiasi riflessione e della libertà di pensiero e, quindi, di incanalare il dissenso come voluto dai “ padroni del vapore”.

Le tecniche di manipolazione subliminale tendono a distruggere non solo e non tanto il messaggio percettivo ma, molto più semplicemente quello critico, facendo in modo che le coscienze possano digerire qualsiasi tipo di informazione senza sottoporla al proprio giudizio critico. Il messaggio deve passare in maniera “ innocua”, non deve essere un messaggio vero e proprio, ma un “ gioco”, un “ divertimento”, una “ azione” in un film. Così facendo il soggetto si sente immune dai messaggi, nonostante ne riceva a migliaia, e non si accorge di essere manipolato. Questa tecnica è detta subliminale proprio perché “ nascosta” e subita involontariamente , di fronte alla quale cadono tutte le barriere di difesa del pensiero.

Questa tecnica ha ottenuto un successo immediato grazie a due fattori preponderanti:

a)   La diffusione massiva della televisione e delle informazioni via etere che permettono di raggiungere anche quella parte di popolazione che prima era difficilmente “ contattabile” dalla carta stampata

b)   Il crollo dell’antagonista bolscevico sostituito con il “ pensiero unico”

Praticamente si debbono bombardare le menti con una valanga di informazioni, tutte false e facilmente smascherabili con una analisi critica, passandole per vere: mode, costumi, tendenze, ideologie, alimentazione, comportamenti, ect.

Le condizioni perché tutto ciò abbia successo sono identificabile nella espansione su una larghissima massa di individui e che siano chiaramente individuati i “ punti di difesa” delle menti e bypassati per poter operare tranquillamente.

Come ci ricorda Sermonti una delle prime condizioni fu l’ “accordo del Waldorf”. Prima di tale accordo , con una sentenza emessa dalla Suprema Corte USA nel 1930, si sanciva la piena libertà di espressione artistica e, di conseguenza, la cinematografia non sarebbe rientrata nelle regole del Primo Emendamento.

Si scatenò l’inferno. La cinematografia non era più sotto controllo. Fu allora che in base al già citato “ accordo di Waldorf” ( 1947) nessun film e telefilm poteva essere messo in circolazione senza l’assenso del Governo USA e così il gioco è fatto. E la regola, conseguentemente, è stata esportata anche in Europa.

Il secondo passo fu la diffusione massiccia della pubblicità che, si badi bene, non ha come scopo ultimo quello di far preferire un prodotto ad un altro, ma di insinuare nelle menti degli imbecilli il concetto di “ benessere”, la convinzione che tutto può essere comprato con il denaro, pertanto la maggiore felicità nella vita è accumulare denaro con qualsiasi mezzo, lecito e meno lecito. Passata questa “ visione della vita” è stato abbastanza facile far digerire il teorema che l’economia è tutto, che ha il potere su qualsiasi altro dominio dello scibile umano.

La persuasione politica è molto più facile da applicare. E’ necessario basarsi sulla ripetitività di un qualsiasi messaggio, senza, naturalmente, diffonderne uno contrario, ed è tanto più efficace quanto più sembra banale, innocua, indolore, passa così come se niente fosse, come bere un bicchier d’acqua.

Con questi sistemi si è creato l’uomo come i signori del denaro volevano che fosse: un tipo umano totalmente incapace di usare le risorse che gli servono, sovraccaricandolo di beni fittizi e vacui, per procurarsi i quali deve essere totalmente dipendente dal sistema capitalistico che ci stanno imponendo.

Mangia, lavora e defeca: non devi far altro, devi essere uno “ strumento” di produzione nelle nostre mani, devi darti da fare per aumentare i conti in banca dei finanzieri usurai e tecnocrati: tutto qui.

Il controllo consumistico si è esteso dai beni materiali anche alla salute: devi essere longevo in maniera che puoi consumare più medicinali possibili, utili, pochi, e non utili, molti.

Questo breve scritto è dettato solo ed esclusivamente per accennare, e molto brevemente, il problema. Se si vuole fare una vera azione politica si deve studiare l’argomento, iniziarlo a dibatterlo nelle nostre piccole comunità locali, studiarlo, prepararsi e, quando ci si sente pronti, iniziare a fare una opera di disinformazione con la nostra cerchia di conoscenti, che, poi, passo dopo passo, si estenderà. E’ assolutamente inutile distribuire volantini, gridare in piazza, se, prima, non si cerca di renderci e rendere immune l’uomo da questi condizionamenti che devastano il cervello e la nostra capacità critica.

Il sistema che hanno creato, la dittatura del denaro, non è arrivato per caso: ci stanno lavorando da tempo e, per poterlo portare fino alla sue estreme conseguenze, debbono distruggere le menti.

L’uomo, ridotto ad automa, è quello di cui hanno bisogno. Un uomo totalmente svincolato dalle meravigliose e vertiginose profondità dell’essere, un uomo il cui fine ultimo sia il solo soddisfacimento delle budella.

Ora tocca a noi darsi da fare.

Claudio Marconi   images-copia-4.jpg

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SE ALLA FESTA COMUNISTA SI PARLA DI SIGNORAGGIO BANCARIO

Pubblicato su 20 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Il signoraggio bancario non ha colore politico, è una pratica usuraia sulla pelle dei popoli. E' la battaglia principale che debbono portare avanti tutti i ribelli e gli antagonisti a questo sistema, è la sola maniera di popter permettere al nostro popolo di avere una vita dignitosa. La scelta di campo è una sola: o si sta con i banchieri, o si sta contro i banchieri. Claudio Marconi
 
Salvatore Tamburro parla di signoraggio bancario in occasione di una festa organizzata dalla sinistra, a Castagneto Carducci. Il video del convegno è realizzato da Massimiliano Max Gaetano di "Edizioni Si".

Ci fa piacere vedere apertura al signoraggio in ambienti di "sinistra", in quanto il signoraggio bancario in tale ambiente è erroneamente ritenuto da molti un "argomento di destra": una questione così importante, di natura economica e monetaria ovviamente non può avere colori politici, tuttavia il fatto che il Prof. Auriti - uno dei principali teorici della materia - si sia candidato alle elezioni nelle fila del Movimento "Alternativa sociale" ed il fatto che alcuni movimenti di estrema destra come Forza Nuova parlino di signoraggio ha portato i loro "antagonisti" a considerarlo "roba da fasci", niente di più sbagliato.
Fonte: nocensura.com  
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Barnard: padroni del nostro destino, la politica ci ascolti

Pubblicato su 16 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Pubblichiamo l'articolo sulla conferenza MMT di Rimini del 20 e 21 ottobre prossimi, con alcume nostre note, in rosso, mentre in nero è il manifesto di Barnard. Claudio Marconi

 

Il ritorno alla nostra moneta sovrana, con cui creare politiche che porteranno il governo a promuovere azioni al servizio del pubblico, includendo:

 

Secondo la MMT, ad esempio, il dollaro statunitense è una moneta sovrana, ma non è vero, è una moneta emessa dalla FED, che è una banca privata, e richiede interessi sulla moneta. Con questo metodo si cambia solo il percettore di interessi, ma non gli interessi stessi che andrebbero comunque pagati. La situazione cambierebbe, rispetto all’euro, solo perché la politica monetaria sarebbe in mano ad una banca “ nazionale” e non internazionale, come la BCE, e non si dovrebbe sottostare alle politiche repressive, anti-democratiche e anti-sociali come avviene ora con l’euro. Per continuare nell’esempio questa situazione era stata compresa benissimo da Kennedy che iniziò a stampare dollari di Stato che riportavano la scritta “ United States note” e non “ Federal Reserve note”,ma i teorici della MMT e Barnard di questo non parlano mai.

 

L’emissione diretta della moneta da parte dello Stato è l’unica e sola economia salva-vite.

 

Il recupero della piena sovranità democratica controllata sempre dal volere popolare;

 

Se si emette moneta di Stato e si passa da un sistema di politica rappresentativa ad un sistema partecipativo si realizza da solo

 

Il sostegno alle aziende italiane creando le condizioni per l’aumento di domanda;

 

Anche su questo dissentiamo: si debbono sostenere le aziende per produrre quello che serve al popolo ed alla Nazione, non si può pensare di continuare all’infinito con questo modello di crescita aumentando la domanda di beni non utili, e si deve iniziare a ripensare al nostro modello industriale. Non siamo una Nazione industriale, dovremmo avere una economia basata sull’agricoltura ed il turismo e questi sono i settori da sostenere. Inoltre si dovrebbe ripensare il modello industriale e ristrutturare quelle aziende, se ritenute utili, per far produrre senza avvelenare la popolazione.  Prendiamo l’esempio dell’Ilva di Taranto: il problema non sono i parchi minerali e le polveri ma è il sistema di produrre acciaio. Se, al posto degli altiforni alimentati a minerale, si producesse con forni alimentati da rottame sarebbero risolti sia i problemi ambientali, sia i problemi di importazione di materie prime in quanto di rottame, in Italia, ne abbiamo.

 

Ma di questa soluzione, essendo logica ed industrialmente sostenibile, naturalmente, nessuno ne parla

 

Assicurare i conti correnti bancari e limitare la funzione bancaria al servizio dei sistemi di pagamento, al servizio dei correntisti, e alla fornitura di prestiti al servizio della collettività;

 

Basterebbe vietare alle banche di avere proprietà azionarie delle aziende, abolire l’attuale legge bancaria e tornare a quella precedente che funzionava benissimo: per il popolo, non per i tecnocrati

 

Eliminare il pagamento governativo degli interessi attraverso la creazione di un sistema di fondi a zero rischio e a tassi zero, in coordinamento con la Banca d’Italia.

 

Se si emette moneta di Stato questa proposta è semplicemente inutile.

Nel febbraio 2012, praticamente da solo, Paolo Barnard ha organizzato il primo summit sulla Modern Money Theory (Mmt), a Rimini. Il risultato fu sorprendente: 2.200 persone paganti giunte da tutta Italia. Nulla di simile si era mai verificato in Italia, e forse in Europa. Ora, a distanza di qualche mese, Paolo Barnard, giornalista già co-fondatore di Report ma da qualche anno confinato quasi in un esilio informativo che ne fa un raro esempio di giornalista-attivista, rilancia: a fine ottobre, prima a Rimini (20-21) e poi a Cagliari (27-28) si svolgeranno altre due conferenze. Il titolo è esplicito: “Non eravamo i Piigs. Torneremo Italia”. Relatori, Warren Mosler e Mathew Forstater, statunitensi, e Alain Parguez, francese, economista circuitista ed ex consigliere economico di Mitterrand (e quindi molto addentro alle vicende che portarono all’unificazione monetaria europea). 

«Lo scopo degli incontri di Rimini e Cagliari sarà quello di scrivere un Manifesto per avere una via



Paolo Barnard

 

di uscita concreta dall’eurocatastrofe», spiega Barnard. «Affronteremo tutti i temi ingiustamente usati dall’informazione ufficiale per terrorizzare i cittadini: saranno organizzati attraverso capitoli degli argomenti principali. Come gestire il debito pubblico, quello privato di famiglie e imprese, come evitare l’inflazione che si teme possa arrivare con la svalutazione. E poi ci sarà spazio per illustrare come, attraverso le politiche della Mmt, sarà raggiungibile la piena occupazione e ci sarà la possibilità di rilanciare, e alla grande, l’economia nazionale; e come saranno regolati i commerci internazionali». In pratica si cercherà di dare la risposta ai timori che cittadini e imprenditori hanno quando immaginano una “rottura” dell’euro. «Certo. L’obiettivo è che un Manifesto così costruito possa entrare nel dibattito pubblico e costituire una valida alternativa rispetto al terribile presente».

Ma questo non dipenderà soltanto dai relatori, aggiunge Barnard in un’intervista sul sito “Democrazia Mmt”: sarà importante che se ne facciano carico gli stessi partecipanti dei summit: «Se torneranno a casa come se non fosse accaduto nulla, sarà stato tutto inutile. Se invece lo diffonderanno ai lavoratori, alle famiglie, agli artigiani, agli imprenditori, la speranza è che il nostro lavoro diventi un patrimonio comune». Obiettivo: rivolgersi alle forze politiche che chiederanno il voto ai cittadini per le elezioni del 2013. «Il mio – aggiunge Barnard – è un discorso democratico classico, per questo sembra strano se rapportato alla situazione italiana: si darà l’appoggio soltanto a chi si impegnerà pubblicamente a rispettare i punti programmatici del Manifesto. Primo fra tutti, i piani di piena occupazione».

Nei due summit ci sarà una forte interazione tra i presenti e i relatori: un ampio spazio dedicato al dibattito, per chiarire tutti gli aspetti necessari a garantire sovranità monetaria, piena occupazione, tutela dei risparmi e controllo dell’inflazione. Domande organizzate in base alle diverse necessità: le famiglie e il loro risparmio, le imprese e gli investimenti e la concorrenza, il ruolo dello Stato. «Tutti argomenti che poi confluiranno nel Manifesto». A febbraio la stampa nazionale “silenziò” del tutto il primo summit di Rimini, ignorato anche da partiti e sindacati. Barnard teme una replica della “congiura del silenzio”: «In questo momento la Mmt e i suoi attivisti italiani “devono” essere ignorati. O manipolati. Quindi saranno tutti assenti, di nuovo. In questo momento il potere si sta attivando per distruggere o disattivare la portata della Mmt: ecco i tentativi dei meridionalisti o addirittura della massoneria di serie B italiana. Certo, ho diversi segnali di

 

Mmt summit, Rimini 2011

 

 

interesse, ma tutti stanno attenti ad uscire allo scoperto, perché hanno paura. Parlo ad esempio di un chiaro sommovimento interno al Pdl».

Eppure, negli Usa non mancano giornali come il “Washington Post” che si sono occupati della Modern Money Theory. Quello italiano è puro provincialismo bigotto oppure c’è davvero il timore che una proposta del genere possa far saltare l’Eurozona e quindi l’attuale ordine continentale? «Anche negli Usa non è stato facile rompere il silenzio dei media», ammette Barnard. «Qui in Italia la stampa e la politica hanno ignorato la Modern Money Theory anche quando non c’era un fronte anti-euro così marcato». Manca, ovviamente, un approccio laico su cos’è veramente la moneta e su come la si può usare a favore delle comunità nazionali, e non contro – come invece avviene nell’Eurozona. Senza contare, ovviamente, le manovre di disturbo orrchestrate nell’ambito di «una campagna di discredito preoccupante». Esempio: a due giorni dal primo summit di Rimini, febbraio 2011, Federico Rampini su “Repubblica” «scrisse un articolo sulla Mmt senza citarci, ed ora dedica un capitolo del suo libro alla Mmt senza scrivere neanche una riga su quello che sta avvenendo in Italia».

Atene, Madrid e Lisbona sono in piazza. Molti si chiedono perché in Italia le misure di austerità, chiaramente recessive, siano comunque così bene accettate, apparentemente. «Va detto che rispetto a Spagna e Grecia la ricchezza privata è superiore di tre o quattro volte, anche sei rispetto agli ellenici», premette Barnard. «Un popolo si ribella quando è alle strette, mentre credo che solo una minoranza di italiani sia nelle condizioni che attualmente riguardano almeno la metà degli spagnoli».

 

Gli spagnoli sulle barricate contro l'austerity

 

In questa fase si attinge al risparmio privato, stimato in 8.900 miliardi di euro. «Però c’è anche il fattore del carattere italiano, e questo è desolante: siamo incapaci di sentirci grandi, si ripete quello che avveniva ai tempi di Roma, duemila anni fa. Si spera nei favori, nella questua, nelle furbate. Ecco perché si preferisce non esporsi».

Altro capitolo, le frizioni con alcuni “economisti eterodossi”, come Gennaro Zezza, Sergio Cesaratto e Alberto Bagnai. In Italia, sostiene Barnard, gli economisti sono migliaia, però nessuno di loro mostra interesse per questa teoria: molti «la considerano deleteria per il futuro della loro carriera accademica». Zezza, Cesaratto e Bagnai? Secondo il promotore italiano della teoria della moneta moderna, «si ostinano a non capire i fondamenti della Mmt e soprattutto non sono in linea con la denuncia coraggiosa della catastrofe in corso». Problema: «Non possiamo pensare di cambiare le cose senza coraggio e decisione, non possiamo compiere passi indietro nella nostra denuncia». Per Barnard, sta accadendo ciò che si era previsto: austerità, recessione, fallimenti, disoccupazione. «Per questo pensavo in una maggiore presa di posizione degli imprenditori». Nonostante tutto, però, le adesioni al summit sono già un migliaio: «Se in Italia si facesse un convegno e partecipassero 800 persone, sarebbe considerato da tutti un successo. Se aggiungiamo che c’è un costo di partecipazione di 40 euro, siamo a livelli impensabili».

Fonte: libreidee.org

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PREMIO NOBEL PER LA PACE ALL'UE: PER............

Pubblicato su 13 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

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MACCHEì FIORITO E FINMECCANICA, IL TERREMOTO PER POLITICA E FINANZA PARTE DA SIENA

Pubblicato su 13 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Fanno quasi tenerezza i rappresentanti del PD quando vanno in televisione e si indignano se gli dicono che sono tutti uguali, hanno la faccia tosta di dichiararsi differenti.. Leggete questa storia e traetene le conseguenze. Claudio Marconi

 

Qui ballano miliardi di euro, altro che Fiorito o Finmeccanica. A Siena procede in gran silenzio un'inchiesta delicatissima sul Monte dei Paschi a cui, stranamente, nessuno mostra interesse. Eppure il filone portato avanti da tre pubblici ministeri e dal nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza sull'acquisizione di Antonveneta nel 2007, a un prezzo assolutamente folle, rischia di stravolgere il sistema bancario e politico nazionale.

Per cinque ordini di ragioni. Per l'iscrizione sul registro degli indagati del numero uno dei banchieri italiani, Giuseppe Mussari (che da presidente di Banca Mps curò l'operazione). Per la drammatica situazione in cui versa quella che fino a pochi anni fa era considerata la terza potentissima banca italiana.

 Per l'indiretto coinvolgimento di più esponenti di primo piano del giro del governo Monti - ascoltati in qualità di persone informate sui fatti - come il ministro dell'Economia Vittorio Grilli (ex direttore generale del Tesoro all'epoca) e la presidente Rai Anna Maria Tarantola (a quei tempi funzionario generale di Bankitalia).

Per le ripercussioni inevitabili sul Pd nazionale, nato in contemporanea a quell'operazione, che da sempre, attraverso proconsoli toscani del Pci prima, Pds e Ds poi, «controlla» il Monte anche attraverso la sua Fondazione.

 LA «CRESTA»

E infine per quel miliardo e passa di euro (forse più, forse due) che a detta degli inquirenti mancherebbe all'appello e a cui si starebbe dando la caccia dentro e fuori i confini tricolore, ipotizzando operazioni estero su estero con giganteschi ritorni illeciti. Ma di tutto questo nessuno parla.

Con preoccupazione se ne discute invece nei Palazzi del potere da quando, a maggio, l'inchiesta per aggiotaggio, manipolazione del mercato sul titolo azionario di Banca Mps e ostacolo alle attività di vigilanza, è deflagrata con le perquisizioni a Mussari (nel frattempo diventato presidente dell'Abi) di alti vertici presenti e passati di Mps indagati, di istituti di credito nazionali e soprattutto delle sacre, e fin lì inviolate mura, della storica sede di Rocca Salimbeni.

A quel punto la banca più antica del mondo, nata vent'anni prima l'approdo di Colombo nelle Americhe, nota per la sua storica solidità (e liquidità) e per quella «senesità» che un tempo univa dipendenti, funzionari e dirigenti, ha traballato più della certificazione di bilancio del 2011 con quel passivo impensabile solo pochi anni fa: quasi 5 miliardi di euro.

 Con l'esplosione del bubbone giudiziario la città di Siena, la «banca rossa» e i referenti romani hanno preso atto che qualcosa era cambiato per sempre. E si sono resi conto che adesso, oltre a scandagliare nei segreti di Antonveneta, rischia di venire a galla anche la politica panem et circenses di distribuzione a pioggia del denaro secondo un diktat politico & bancario che non ha eguali al mondo: la generosa Fondazione Mps che controlla la Banca Mps essendone l'azionista di maggioranza, è infatti formata da più «deputati» espressi in numero di otto dal Comune, cinque dalla Provincia, uno dalla Regione. Tutti a guida Pd.

 L'ENTUSIASMO DEMOCRATICO

Ma entriamo nell'inchiesta. Figlia della defunta Abn Amro, di proprietà della Santander di Emilio Botin, la banca del Nord Est viene acquistata nel novembre 2007 dal Monte dei Paschi spendendo 9 miliardi e rotti di euro che poi diventano 10,3 miliardi (a fronte di un aumento di capitale di cinque) quando appena due mesi prima gli spagnoli l'avevano comprata per 6,6 miliardi di euro.

Una plusvalenza di quasi quattro miliardi, che potrebbe ulteriormente salire se si trovassero riscontri alle indiscrezioni, tutte da dimostrare, di un altro bonifico partito lo stesso giorno per la Spagna. L'operazione valse al Santander il plauso dei mercati finanziari, soprattutto perché tenne per sé la partecipazione «Interbanca», il corporate di Antonveneta che valeva un 1,6 miliardi.

 A Mps restò solo l'entusiasmo della stampa locale e tricolore, della triplice sindacale e dei maggiorenti Pd. A nulla servirono le proteste di impiegati e piccoli azionisti increduli su un'operazione che aveva dilapidato la Banca e la sua Fondazione, fatta in assenza di un'approfondita due diligence, con l'apertura ad hoc di un fresh da un miliardo di euro, sottoscrivendo un contratto a oggi mai reso pubblico.

In un'assemblea del 2008 questa operazione venne presa di petto da poche persone: «Si è comprata una banca - attaccò l'ex dipendente Romolo Semplici - pagandola molto più del suo reale valore, costringendo il Mps a svendere pezzi storici del proprio patrimonio e aziende con buona redditività e obbligando anche la controllante Fondazione a dissanguarsi con un esorbitante e imprevisto impegno finanziario».

 VALEVA 2, PRESA A 9

A complicare le cose, tre anni dopo, arriverà la conferma del presidente uscente del collegio sindacale, Tommaso Di Tanno. Che ai soci rivelerà: «Il valore patrimoniale della banca era di 2,3 miliardi e fu acquistata per 9 miliardi. Non entro nel merito se il prezzo di 9 fosse appropriato...».

MPS LINGRESSO DI ROCCA SALIMBENI SEDE DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Nel merito, oltre a Semplici (vicino al centrodestra) hanno provato a entrarci pochissimi altri. Uno è Pierluigi Piccini, storica espressione del vecchio Pci, già sindaco di Siena, dirigente di Mps France prossimo alla messa a riposo («La nostra lista civica sbotta - più volte ha sollevato in consiglio comunale la questione Antonveneta, ma nessuno della maggioranza ci ha voluto ascoltare. Ecco il risultato»).

 SEDE CENTRALE MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Un altro è Nicola Scoca, direttore finanziario della Fondazione Mps, che a Report (la trasmissione della Gabanelli su Rai3) ha raccontato di esser stato licenziato dopo aver presentato uno studio che sollevava perplessità sulle copiose, insensate, uscite di denaro. Poi, in questa città ovattata nel silenzio, ci hanno provato alcuni blogger locali (L'eretico, il Cittadinonline, Fratello illuminato, il Gavinone), Raffaele Ascheri autore di un volume su Mussari, il battagliero leghista Maurizio Montigiani, un ex comunista verace come Mauro Aurigi, ora del Movimento Cinque Stelle, l'avvocato Luciano Peccianti passato nel'Idv di quell'Elio Lannutti firmatario di numerose interrogazioni.

E infine Gabriele Corradi, papà del calciatore Bernardo, candidato di una lista civica sconfitto nella corsa a sindaco dall'ex parlamentare Pd Franco Ceccuzzi che definì l'operazione Antonveneta «un capolavoro di Mps». Rivela Corradi: «In una riunione dei capigruppo in consiglio comunale il presidente della Fondazione Mancini confessò che lui di Antonveneta era venuto a conoscenza solo dopo la sua acquisizione. Era gravissimo. Significava che la Fondazione era stata letteralmente bypassata dal presidente della Banca».

 PROFUMO DI GUAI

Che in quel momento era giust'appunto Giuseppe Mussari, ex comunista dichiaratamente Pd, ex presidente della stessa Fondazione, diventato poi nel luglio del 2010 presidente dell'Abi grazie alle sue innegabili doti e a capacità relazionali assolutamente trasversali.

Mussari, su cui pende la spada di Damocle del rinvio a giudizio per concorso morale in turbativa d'asta e falso in una vicenda collaterale legata all'ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano (l'udienza davanti al gup è fissata per il 19 ottobre) ha sempre respinto ogni accusa e qualsivoglia insinuazione.

E con lui il Monte, che non ha risparmiato querele e azioni civili. Il successore di Mussari, Alessandro Profumo, dopo aver ricordato che quand'era ad di Unicredit gli venne «offerto di acquistare Antonveneta a un prezzo più basso» e che rifiutò «perché il costo mi sembrava alto», pochi giorni fa è tornato su Antonveneta dopo l'assemblea straordinaria che ha visto protestare i dipendenti-soci: «Ad oggi non abbiamo elementi per avviare azioni di responsabilità sulle passate gestioni di Banca Mps. Se li avessimo - ha detto Profumo - faremmo ogni azione necessaria per tutelare gli interessi della Banca. Quando il quadro sarà chiaro decideremo cosa fare». Più chiaro di così si muore, anche se si è in vita da prima di Colombo. (1. Continua)

 MPS: INCHIESTA ANTONVENETA; MUSSARI, NON HO LETTO GIORNALI

 (ANSA) - "Non ho letto i giornali, non ho niente da dire". Cosi' il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, risponde ai giornalisti a proposito di quanto scrive il Giornale secondo cui lo stesso Mussari, gia' presidente di Mps, potrebbe essere stato iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sull'acquisizione di Banca Antonveneta.

Fonte:  dagospia.com   corrado-passera-giuseppe-192125_tn.jpg

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IL GOLPE STRISCIANTE

Pubblicato su 11 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Il sottile gioco del golpe strisciante
 Taluni credono che per un golpe sino necessari eserciti ed armi.In democrazia, dove tutto è più strisciante, più subdolo, il golpe è ordito del centro del Dominio tramite i suoi camerieri: giornalisti, magistrati, opinion men.
 Il progetto era, è, quello di persuadere la gente che deve allontanarsi da fare politica.
 Vediamo le tappe con cui il Dominio ha operato ed opera a tal fine:
 1977: La febbre del sabato sera (Saturday Night Fever) che rappresentò il momentoquello che molti definirono il “riflusso”, cioè il fenomeno per cui i giovani non facevano più politica per occuparsi d’altro. Non più assemblee, cortei casini vari, ma discoteche, ballo e sballo, l’apparire e non l’essere.
Anni ‘80: Gli anni degli yuppyes, del consumismo, dove il mito rivoluzionario del Che era ridotto ad immagine su una maglietta o borsa griffata.
 Anni ’90: fine della “milano da bere” di certi politici che intascavano si bustarelle, ma che però non volevano svendere l’Italia alle multinazionali, e si permettevano di opporsi a Sigonella ai liberatori della colonia Italya. E dove su una certa imbarcazione venne presa la decisione di eleggere i magistrati a salvatori della Patria, e preparare la fase successiva, quella dei maggiordomi: gli uomini della banca.
 Primo decennio 2000: Si crea la moneta unica, presentandola come panacea contro inflazione e speculazioni e nel contempo si apre il fronte del credito, dove milioni di cittadini cadranno preda della facilità con cui avere un mutuo per la casa.

Arriviamo così al secondo decennio del secolo. Tutto quello che era stato elargito facilmente dagli istituti di credito viene ridiscusso, ed i milioni di cittadini che con i mutui avevano comprato casa si ritrovano con interessi insostenibili così da perdere la casa. Nel frattempo le agenzie di rating (organi incontrollabili manovrati dai maggiordomi del Dominio) portano l’attacco all’economia degli stati sovrani e degli stati stessi, creando una bancarotta fraudolenta le cui prime vittime sono i cittadini. Ai quali viene detto: la colpa di tutto questo è la politica, sono i politici. Per cui bisogna creare dei governi tecnici, senza politici o partiti eletti dal popolo, ma nominati dallo stesso Dominio. Per il bene del popolo! Allo scopo vengono usati comici e guitti per “aprire gli occhi” alla gente, mentre non passa giorno in cui giudici e giornali denuncino quanto malaffare vi è nella politica.
La soluzione è una sola: uscire dalla politica.
Per chiudere il ciclo i parlamenti, ormai con una destra ed una sinistra double face ed asservita ai camerieri, approvano di nascosto il Trattato di Lisbona che contempla la pena di morte per gli eretici o gli oppositori di Eurolandia.
Adesso si possono anche usare eserciti ed armi per reprimere chi si oppone: il golpe è ormai compiuto.
Franco Torriglia  untitled.png

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SOVRANITA' MONETARIA...LA SALVEZZA DEI POPOLI

Pubblicato su 9 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Ci è stato chiesto di pubblicare questo post di facebook e volentieri procediamo. Claudio Marconi

 

RAGAZZIIIIIIII....METTIAMO TUTTI QUESTO POST NELLE PAGINE FACEBOOK DI CELENTANO NEI COMMENTI......

morale della favola......Siamo in dittatura....
ma la tv non si smentisce mai... 3 parole giuste e poi le solite minchiate... ora i problemi dell'economia sono dovuti ai prestiti che chiedono i cittadini......
(mica alla sovranità monetaria...... credo che questo in TV non potrà essere mai sentito ....... ma ve lo dico io......e una miriade di economisti che non hanno paura di dirvelo..... informativi e cacciamo questi sporchi dittatori e politici collusi...)
SOVRANITA' MONETARIA.....LA SALVEZZA DEI POPOLI.......

 

Tratto da Facebook - Scritto da: Gianluca Zaccari    50020_100001756373310_966930758_q.jpg

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AUTUNNO DI UNA REPUBBLICA

Pubblicato su 6 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Prendiamo dalla pagina Facebook del Sindaco di Forlì, Roberto Balzani, che in poche parole denuncia una verità sacrosanta: le aziende come Hera non sono " governance" pubblica ma società di prprietà degli azionisti a cui non interessa nulla dell'interesse collettivo. Claudio Marconi

 

Di fuori c'è il lato grottesco: Fiorito, i diamanti, le vacanze al mare, le case, ecc. ecc. Ma, visto da dentro, com'è l'autunno della Repubblica? E' freddo, nonostante i 27° di oggi. E' freddo, perché fanno venire i brividi le lotte per aggredire le spoglie dello stato da parte dei poteri meglio organizzati. Noi a Forlì siamo soggetti a pressioni incredibili - manager, p...

olitici, funzionari, ecc. - semplicemente perché NON siamo d'accordo con la fusione fra Hera e Acegas. Siamo tutti consapevoli che Hera è una grande azienda che col territorio ha un rapporto assolutamente paragonabile a quello di tutte le altre. Sono tre anni che cerchiamo di convincerci del contrario, senza riuscirci. Perché dobbiamo raccontarci la favola della "governance" pubblica collettiva? La goverance è esercitata, nelle spa (soprattutto se quotate), da chi ha pacchetti azionari pesanti. Gli altri guardano. Punto. E' la realtà. E allora perché prendersela con chi vuol dire questa semplice verità, dimostrando che "il re è nudo"? Le cose non cambieranno per il simbolico voto contrario di una città di provincia. Tutto andrà secondo i programmi. Forse, però, ciò servirà ad attrarre l'attenzione su un tema squisitamente POLITICO, di cui nessuno parla in tv.
Roberto Banlzani - Sindaco di Forlì   276421_313671835390305_164704554_n.jpg
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APPROFITTA DELLA GUERRA, PERCHE' LA PACE SARA' TERRIBILE: MESSAGGIO PAVLIANO DEI MEDIA

Pubblicato su 5 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Abbiamo ricevuto questo commento da una nostra lettrice, Anna Orsi, che riteniamo di
pubblicare come articolo in quanto è un perfetto quadro sullo stato dell'informazione in Italia. Claudio Marconi


Mentre i notiziari nostrani ci dilettano con i dettagli delle ruberie partitocratiche,
feste in maschera, ostriche/champagne ed altre consuete bizzarrie del Balpaese, nel mondo quello vero prende il via una nuova guerra, o se si preferisce l’ennesimo episodio di aggressione contro
un paese sovrano, la cui unica colpa è quella di non adattarsi al Nuovo Ordine Mondiale partorito nei consigli d’amministrazione dei potentati economici.


Poco dopo aver ricevuto il benestare (ed
anzi l’incoraggiamento) dell’amministrazione americana, le forze armate turche penetrano in Siria per contribuire a sottomettere anche quel paese agli interessi delle multinazionali.


Quel che i servizievoli telegiornali
italiani han dimenticato di dirci in questi giorni, è che le bande di mercenari prezzolate dagli americani e dai loro servi, sono state messe in fuga ad Aleppo dall’esercito regolare siriano, che
sta riprendendo ovunque il controllo della situazione. Come chiunque può notare giocherellando col telecomando, i nostri notiziari di regime parlano di Siria solo quando hanno la possibilità di
riportare presunte vittorie locali dei mercenari, tacendo quando accade l’opposto.


E’ la stessa cosa che si fa quando si è in
guerra, strangolando la verità prima che possa fare danni.


Il problema è che noi non siamo in guerra,
almeno ufficialmente. Lo siamo nei fatti, è vero. Lo siamo quando inviamo i nostri aerei militari a bombardare la Serbia o la Libia, quando andiamo a presidiare i territori conquistati dagli
americani in Afghanistan, Irak, ex-Jugoslavia, ecc... Lo siamo ma anche no.


D’altra parte come si fa a mettere a punto
l’ennesima violazione della Costituzione senza darlo troppo a vedere? Si fa così, si nasconde la verità ai cittadini, cosicché nessuno di noi potrà mai sapere nulla dei raid aerei, di quali
obiettivi abbiamo colpito, di quanti innocenti abbiamo ammazzato per garantire alla nostra classe politica di presentarsi come serva-modello di fronte ai suoi padroni.


Segreti di Stato? Sissignore, proprio
così. Segreti di quello Stato che si fa vedere ai funerali di Borsellino mentre nell’ombra tratta con la mafia.


Intanto, secondo il cavaliere del Sacro
Romano Impero marchese Giulio Terzi di Sant’Agata, che per chi non lo sapesse è il nostro attuale ministro degli Esteri, il governo turco è “perfettamente legittimato” a chiedere di dare inizio
all’aggressione contro la Siria.


 Dopodiché, quando anche la sovranità
siriana sarà stata annegata nel sangue, non appena ci verrà richiesto manderemo anche lì qualche brigata di soldatini in “missione di pace”.


Come sempre, usi ad obbedir tacendo. O al massimo, mentendo.


Anna Orsa
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IPHARRA: PROCEDEREMO VERSO IL SOLE SOSPINTI DAL VENTO DEL SUD

Pubblicato su 4 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Il Dominio usa disinvoltamente gli strumenti  dell’omologazione culturale – e quindi delle  anime e dei cuori – e della globalizzazione  dei mercati per realizzare l’assoggettamento  politico dei Popoli. L’azione di  contrasto da parte di chi non è ancora stato catturato e che rifiuta comunque di arrendersi non può  non essere indirizzata verso la non accettazione globale, anche simbolica, dei “prodotti”del sistema di potere. E’ prioritario assumere atteggiamenti e comportamenti funzionali al rigetto delle mode imposte e, quindi, svolgere un’azione incisiva estetica, morale, politica e sociale nella previsione di poter domani raccogliere in una struttura organica il variegato fronte di opposizione all’omologazione mondialista.

Essere antagonisti, oggi, significa battersi contro il disegno globalizzante espresso non solo dai colossi bancari internazionali, dal Fondo Monetario e dalla stessa Banca Mondiale ma anche dalle grandi holdings e dai manovratori dei cosiddetti “fondi comuni”, per riaffermare la sovranità politica e l’indipendenza dei Popoli – anche e soprattutto europei – dalla soggezione anglo-americana e sionista.

Eretici e ribelli che guardano al Sole e che avvertono la suggestione del Vento del Sud..

Un’eresia che brucia ogni giorno sul rogo della profana Inquisizione. Quella che manovra la disperazione e la miseria dei Popoli che vengono detti “canaglia” solo perché osano ribellarsi alle logiche imposte dai senza volto che operano per interessi economici e di strategie geopolitiche.

 Pipe-lines e droga.”peace keeping “ e guerre di predazione. E ancora interventi detti “umanitari” e migliaia di morti civili. Fosforo bianco e muraglie olocaustiche. In nome della Libertà e della loro “democrazia” da esportazione sel vaggia.

Noi guardiamo ai Popoli di Europa ma anche a tutti quei popoli ai quali in termini di brutale arroganza viene negata l’auto-dermina zione. E sono i popoli del Sud, diciamolo chiaramente, che più conservano la loro identità ed i loro valori e che sanno meglio resistere al gendarme che si è trasformato in boia, nel momento in cui anche formalmente si definisce il Tribunale Internazionale una Corte “la cui giurisdizione non si estende agli americani”. All’Aja come a Norimberga.

La nostra funzione è quella – anche quella! – di fare contro-informazione, di fornire notizie che provengono dalle fonti libere e non filtrate e manipolate dai gazzettieri istituzionali al soldo dei signori delle banche, al servizio degli intoccabili in ermellino e degli sciancati della politica.

Noi non siamo etichettabili in base ai criteri deformanti delle ideologie. E “non conserviamo, insomma, santini unti di patina agiografica”. Non si illudano i culi pallidi della psico-polizia di poterci reprimere in base a norme speciali ed antilibertarie quali quelle della Legge Modigliani-Mancino.

Comunque non ci faremo mettere il bavaglio né rinchiudere nelle gabbie disperanti del conformismo.

Ipharra: procederemo verso Sole sospinti dal  Vento del Sud.

 P.S.  Ipharra-Fronte

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