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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Post con #idee e contributi categoria

Perché Omero, Dante e Nietzsche rappresentano l’unica salvezza per l’Europa

Pubblicato su 9 Maggio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Roma, 8 mag – Il pamphlet «Il tempio vuoto. Crisi e disintegrazione dell’Europa» di Federico Nicolaci ha la peculiarità di criticare l’attuale Europa dal punto di vista filosofico, più che tecnico-economico. Questo perché, secondo il dottorando dell’Università Vita – Salute San Raffaele di Milano, la crisi attuale è principalmente di natura ideologica. Il pamphlet è fortemente critico verso l’idea funzional-pragmatica dell’Unione Europea, concepita esclusivamente per il buon funzionamento del mercato interno, per il progresso tecnico-scientifico, per l’affermazione delle libertà di movimento delle forze produttive. Il testo mette in risalto come il progetto d’integrazione, che ha preso avvio a partire dal secondo dopoguerra, sia completamente intessuto di fede religiosa nella tecnica: tutti i problemi, siano essi di natura sociale, politica o etica, vengono ricondotti a problemi di natura tecnica. Per questo motivo le classi dirigenti europee non riescono a vedere le cause della crisi profonda dell’Unione Europea, perché mantengono un approccio esclusivamente tecnicistico: non c’è quindi da sorprendersi, secondo il giovane dottorando, che i protagonisti del dramma politico europeo siano, principalmente, gli anonimi tecnici dell’Unione Europea.

In quest’ottica, quindi, la crisi dell’Euro viene considerata una semplice crisi economica, quando in realtà è la crisi di una ben determinata idea di Europa. Di quell’Europa che non ha nessun fondamento culturale e spirituale – prova ne è l‘assenza, nelle banconote dell’Euro, dei simboli della tradizione etica, estetica, filosofica e religiosa d’Europa – e che considera fonte della propria legittimità esclusivamente i benefici materiali: quando questi vengono a mancare, come succede a partire dal 2008, il progetto europeo viene messo in radicale discussione. Questa logica materiale dell’Europa ha i suoi fondamenti nella teoria funzionalista di Mitrany, parente del materialismo storico di Marx, per la quale si deve “sovrapporre alle divisioni nazionali una rete inter-nazionale di attività e di agenzie, in cui e attraverso cui gli interessi e la vita di tutte le nazioni sarebbero stati gradualmente integrati”.

 

Il saggio di Federico Nicolaci, comunque, non si limita ad una trattazione filosofica del problema, ma individua i tre passaggi ritenuti più critici del progetto d’integrazione europea. In primis viene evidenziato il forte ruolo degli USA nella promozione di questo progetto: per evitare futuri contrasti economici, Truman si fece promotore della “pace economica in Europa” attraverso nuove regole, ridotte tariffe continentali, istituzioni commerciali e ingenti investimenti. Evitare l’emergere di ostacoli al libero commercio in Europa divenne una delle maggiori priorità della leadership americana nel dopoguerra: fu quindi la politica estera americana il primus movens dell’integrazione europea e il collante unico del blocco europeo durante la Guerra Fredda. Altro aspetto che mette ben in evidenza Nicolaci sono le conseguenze del crollo dell’Unione Sovietica: spento il motore propulsivo dell’integrazione europea come argine solido alla diffusione del comunismo, questa rivelò la sua fragilità, logica conseguenza della sua originaria cessione di sovranità in favore degli USA. Terzo e ultimo atto del dramma politico europeo sono le politiche di allargamento verso nuovi stati, politiche che hanno portato a un’ulteriore perdita di coesione dell’Unione Europea: l’accrescimento dell’eterogeneità socio-economica ha, secondo l’autore, incentivato un senso di alienazione tra i cittadini europei. Come se non bastasse, l’improvvisa crisi finanziaria del 2008 ha spezzato il presunto idillio politico-finanziario globale, mandando in frantumi l’apparente solidità dell’Euro e svelando agli occhi di tutti l’inconsistenza del processo d’integrazione.

«Tempio vuoto» si conclude con la denuncia dell’oblio di un’identità europea appiattita sul sapere tecnico-scientifico e della miseria di un’Europa ridotta a servizio dell’economia e della tecnica. Conseguentemente, viene individuata nella filosofia la salvezza dell’Europa: perché l’Europa tornerà a essere sé stessa solo quando sarà finalmente consapevole di sé.Saranno quindi Omero, Socrate, Dante, Hegel, Nietzsche e Gentile la salvezza del vecchio continente. O, almeno, così spera il giovane Nicolaci.

Renato Montagnolo

Tratto da:http://www.ilprimatonazionale.it

Perché Omero, Dante e Nietzsche rappresentano l’unica salvezza per l’Europa
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Se l’economia reale (cioè la gente) perde, è sempre perché la finanza vince

Pubblicato su 25 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

La finanza e l’economia reale sono due mondi a parte, lontanissimi tra loro  anche se vengono fatti passare per attigui, quasi complementari, addirittura  indispensabili l’uno all’altro. La finanza, di riffa o di raffa, non è altro  che speculazione, mentre l’economia reale, almeno nella sua accezione più pura  e idealistica, può fornire alcuni benefici agli esseri umani (in realtà non è  così, ma userò questa linea di pensiero per portare avanti il discorso). Come  chiunque in questi ultimi anni ha potuto osservare, l’una, cioè l’economia  reale, paga per gli “errori” dell’altra, cioè la speculazione finanziaria. Cioè  chi ha subito il danno deve provvedere a pagare per chi il danno lo ha causato,  così che chi lo ha causato può continuare indisturbato a causarne altri.  Si pone però una domanda da un milione di dollari. Fatto 1 il valore dell’ economia quello della finanza è pari circa a 20. Come può dunque l’economia  reale (la gente) a pagare per gli “errori” della finanza? Non può. Questo  “pagamento” è matematicamente impossibile visto che 1 non può pagare 20. “1”  può rifinanziarsi attraverso gli interessi e così il debito globale (il debito  di Stati, aziende, popolazioni) cresce. In qualche modo però l’economia reale  (sempre la gente) “paga”. Paga infatti attraverso l’aumento di tasse, imposte,  privatizzazioni, tagli sociali e via dicendo, cioè l’economia reale (sempre la  stessa gente di cui sopra) si impoverisce progressivamente sempre più cedendo  beni e risorse alla finanza. Nei fatti la finanza domina dunque l’economia  reale sovrapponendoglisi, condizionandola, dirigendola. Per farla breve, se  andiamo alla radice della questione senza perderci in discorsi demagogici e  alla fin fine fuorvianti, la finanza non è altro che uno strumento (tra i  tanti) che le oligarchie finanziarie utilizzano per controllare risorse e  popolazioni. La finanza, quando si arriva alla resa dei conti, non può che  avvantaggiare pochi (pochi che sono sempre meno ma si arricchiscono sempre più)  e svantaggiare molti (che proporzionalmente si impoveriscono sempre più).  Forse la gente comune non lo sa ma la finanza specula su tutto: sul grano,  sull’acqua, sulle aziende sull’euro, sull’Italia, sulla Grecia, sui terremoti,  sugli uragani e via dicendo. Più o meno funziona così. Dei commercianti che  vendono il grano capiscono che i downsides della vendita al dettaglio (la merce  va lavorata, trasportata, può andare a male, bisogna pagare i dipendenti, i  margini sono ridotti ecc.) sono molti e per contro gli upsides molto pochi.  Decidono dunque di non vendere più il grano ma di speculare sul grano. Prendono  a vendere e a scambiarsi “foglietti” (vedi il libro “La favola della crisi”,  autori Hernán Casciari e il sottoscritto, Ed. Enea, 2013) grazie ai quali  vendono il grano sempre più velocemente, sempre più freneticamente, ma solo tra  di loro. Il grano non viene venduto davvero, rimane stivato in un qualche  magazzino o in una qualche nave cisterna al largo di una qualche costa in  attesa di un qualche ok per scaricarlo e portarlo ai supermercati, ok che però  non arriva mai o quasi. La Fiat ad esempio, per chi non lo avesse ancora  capito, non produce più automobili come fonte di guadagno diretto, bensì come  mezzo per poi speculare sui prodotti finanziari grazie (si fa per dire) ai  quali la gente compra l’auto a rate. Torniamo al grano. I commercianti vendono solo una parte infinitesimale del grano che sarebbe a  disposizione (il che, sia detto en passant, ne fa aumentare il prezzo). Il loro  guadagno non deriverà dunque dalla vendita del grano bensì scommettendo (le  scommesse, come qualunque scommessa, sono manipolate alla fonte) sul prezzo  futuro del grano; salirà o scenderà? E’ questa la scommessa. Nel frattempo  intere popolazioni muoiono di fame ma ai trader la cosa non interessa. Fanno il  loro lavoro, così come coloro che lavoravano per Hitler nelle camere a gas  facevano semplicemente il loro lavoro. Non entriamo nei dettagli ma al lettore  basti sapere che ci sono una quantità infinita di “foglietti” a disposizione  per chi vuole giocare a questo gioco. Anche la gente comune può farlo. Siamo  pur sempre in democrazia.  La storia delle scommesse però non può andare avanti all’infinito. Alla fine  il bubbone scoppia e il grano inizia ad andare a male e allora i commercianti  si lamentano. Dicono: “il grano che dovevamo vendere è andato a male. Bisogna  che qualcuno ci rimborsi”. Lo Stato chiede ai commercianti: “ma perché è andato  a male? Perché non lo avete venduto?”

I commercianti rispondono: “Ma chi vende  più il grano?! Non avevamo nemmeno il tempo di venderlo, presi com’eravamo dal  comprare e vendere “foglietti” (futures) sul prezzo futuro del grano. Oggi è  così che si guadagna”. “Ah, bè, allora vi aiutiamo noi” conclude lo Stato. Lo  Stato rimborsa così i commercianti per il grano andato a male facendo pagare  coloro (la gente) che semplicemente voleva comprare un po’ di grano per farsi  del pane in case o delle tagliatelle con un bel sugo di pomodoro.  Quando la finanza specula su un’azienda chi ci rimette sono i lavoratori di  quell’azienda. Ma poiché questo vale letteralmente per tutto, in qualunque  caso, sempre, chi paga il conto, chi ci rimette, direttamente o indirettamente,  è sempre la gente. Il “pagamento” di questo conto non viene però generalmente  neppure percepito da parte della gente comune e questo per tre motivi basilari:

 Il primo è che molti non sanno neppure che questo gioco (scommessa, truffa)  esiste.

Il secondo motivo è che pure coloro che sono a conoscenza del gioco non  ne conoscono le regole.

Il terzo e forse più definitivo motivo, sembrerà una  semplificazione ma non lo è affatto, è anzi una realtà di una concretezza  estrema, è che la gente deve pensare ad arrivare a fine mese (e già ci va bene.  Da altre parti hanno il problema di arrivare a fine giornata) e ha comunque le  sue beghe quotidiane con cui fare i conti. Scrive l’ex trader pentito (e condannato, mentre la società per cui lavorava  no, come se non fosse stata al corrente delle sue “malefatte”) Jerome Kiervel  “ci sono dei prodotti che sono nelle banche che sfuggono completamente alla  comprensione della gente e sono delle bombe a orologeria: i subprime 10 anni  dopo hanno creato la crisi che conosciamo, e oggi in banca ci sono nuovi  prodotti molto complessi che chiamiamo “strutturati”. Come i “derivati  climatici” fatti sulla temperatura (in pratica delle ‘scommesse’ sull’andamento  del clima e della temperatura terrestre, ndr) che non sappiamo che cosa faranno  tra 10 anni. Non è un caso isolato. Ce ne sono diversi. Oggi i bilanci delle  banche non sono controllati, non sono leggibili, non sono comprensibili per i  comuni mortali”. Siccome credo che nessuna persona di buon senso ammetterebbe un meccanismo del  genere, la conseguenza, sempre per le persone di buon senso, è che la finanza  non dovrebbe esistere o che comunque come minimo non dovrebbe rompere i  coglioni all’economia reale. Lo ripetiamo: la finanza è uno strumento, uno tra  i tanti che le oligarchie finanziarie utilizzano per fare la guerra ai poveri  (la gente, le popolazioni).  La finanza oggigiorno governa gli Stati al posto dei governi, quindi andare a  votare non serve a nulla se non a rinforzare il meccanismo. Per aiutare il  cittadino comune a capire (il cittadino comune è preso da tante beghe che non  ha tempo per interessarsi di queste cose, anche se il tempo per seguire il  programma idiota in tv o per cliccare che “gli piace” qualcosa su Facebook lo  trova sempre), gli ricordiamo che nel 2008, quando molte banche stavano per  fallire sono stati proprio i governi a salvarle perché “too big to fail”. Cioè  le ha salvate l’economia reale, cioè la gente, con le tasse che paga, con le  privatizzazioni, con i tagli sociali. Ma perché, si domanderà il cittadino  comune, la politica è intervenuta a favore delle banche? Semplice, perché come  spiega sempre Kiervel, “sono le banche che finanziano i debiti degli Stati”. A  questo punto sempre il cittadino comune si domanderà perché mai gli Stati  dovrebbero farsi finanziare dalle banche, cioè dal mercato, invece di  finanziarsi da sé. E’ questo il grande mistero dei nostri giorni, se non fosse  che in realtà non c’è nessun mistero. Il motivo si chiama “cessione della  sovranità monetaria” da parte degli Stati. Si chiama anche signoraggio, alla  faccia di chi sostiene che non esiste. Nel frattempo la gente deve fare  sacrifici (le chiamano misure di austerity) per ridare fiducia ai mercati anche  se ovviamente non ne capisce il perché. Ma la colpa di questa situazione, è  della gente o della finanza? E se è della finanza, perché è la gente a dover  pagare? Lo ripetiamo per la terza e ultima volta: perché la finanza è uno tra i  tanti strumenti che le oligarchie finanziarie utilizzano per controllare il  mondo (risorse e popolazioni). Tutto qua.  

Andrea Bizzocchi

www.andreabizzocchi.it

Tratto da: http://www.signoraggio.it

Se l’economia reale (cioè la gente) perde, è sempre perché la finanza vince
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News deviate e "pornificate" di pubblico interesse

Pubblicato su 23 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Ma tutto è stato “pornificato”, ovvero riscritto secondo un preciso paradigma: “il massimo, subito, diretto, esagerato e appariscente”.
 
Questo è un metodo che piano piano produce dipendenza: una volta che avete iniziato a fare questo, diventerete dipendenti dai giornali che vi “pornificano” le notizie. Abituati a leggere delle Termocasalinghe cancerogene che vogliono bollire vivo il Maschio per conto dell’ Islam, le notizie “normali” (ovvero quelle riferite alla realta’ dei fatti) non vi eccitano piu’. Avete bisogno di una certa dose di contenuti pornificati ogni giorno, e specialmente, ne avrete bisogno sempre più, giorno dopo giorno.
 
Dopo aver iniziato con I giornali che pornificano, scivolerete lentamente lungo la china del bisogno parossistico, e prima o poi vi troverete a leggere DagoSpia, ove ogni cosa e’ pornificata secondo tutti I crismi. Vi ecciterete al massimo coi plastici di vespa, andrete a cercare l’erezione a casa Scazzi, e non riuscirete piu’ a provare alcun interesse nella nuova normative comunale sui rifiuti, perche’ in ultima analisi, voi sapete la verita’: gli alieni di Rumenta VI complottano per invadere il Vostro quartiere, e lo stanno Rumentaformando. E presto, arriveranno coi loro CernoCassonetti impoveriti , riempiranno l’atmosfera di Signoraggio cancerogeno, e faranno di voi I loro schiavi sessuali anali.
 
E non abbiamo menzionato la Guerra tra Cina e Giappone, tra armi nucleari, Samurai Bionici, Operai Cinesi Clonati, e scimmie mutanti contro I robot di Matsushita-Kotobuki.
 
Mica una legge finanziaria qualsiasi,eh.
 
Poi scoprirete che mentre voi vi masturbavate la politica leggendo notizie pornificate , la politica reale – priva di controllo – ha portato DAVVERO un inferno sulla terra, e direte che e’ stato un complotto che ha fatto tutto di nascosto, Rettiliani, Bilderbergz , Trilaterale, Trifasica e tutto quanto.
 
In realtà non hanno fatto nulla di nascosto, eravate voi che vi stavate masturbando in bagno leggendo della Guerra tra gli Speznaz Mutanti di Chernobyl e le Nibelunghe Transessuali del tredicesimo Reich sul sito di DagoSpia.
 
I complotti sono soltanto il nome che date alla disattenzione con cui seguite le notizie reali, inseguendone altre, nel momento in cui vi accorgete che mentre voi eravate distratti, qualcuno ha combinato un disastro.
 
Per chi guarda solo dietro le quinte, il copione dello spettacolo che si svolge sul palcoscenico e' un complotto che avviene di nascosto.
 
E' chiaro che, se stavate guardando altrove, tutto quello che succede PUBBLICAMENTE vi appare come un complotto tramato alle vostre spalle.
 
Ma se voi date le spalle alla realtà pubblica e visibile, non è un complotto: siete voi che siete stupidi e distratti.
 
Uriel Fanelli
Tratto da:

http://paolodarpini.blogspot.it

News deviate e "pornificate" di pubblico interesse
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Marra: eliminare giudizialmente i Rothschild e Rockefeller. De-massonizzare la Corte Europea e la giustizia mondiale.

Pubblicato su 22 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Necessità di eliminare per via giudiziaria i Rothschild e i Rockefeller (R&R) per eliminare così la massoneria, che essi usano da tre secoli per dominare il mondo con le loro politiche criminali. Invocazione a provvedervi alla parte non massonica né filo-massonica della magistratura mondiale e in particolare di quella italiana e di quella della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), la quale ultima ha venduto alle lobby massoniche il suo ruolo e si è rimangiata la giurisprudenza che si era riusciti a strapparle in venti anni di cause.

Scrivo per chiedere ai buoni magistrati di sconfiggere i magistrati massoni o filo-massoni, di non farsi condizionare da loro, e di processare tutti quei membri delle dinastie Rothschild e Rockefeller (R&R) implicati negli infiniti crimini delle loro infinite banche.

Magistratura mondiale che è piena di massoni, alcuni dei quali persino pedofilo\satanici (vedi di seguito), a partire da quella italiana, quella della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), e quella della Corte di Giustizia del Lussemburgo.

Massoneria che è sempre illecita, perché ha il suo fulcro nella segretezza, ma che nel mondo anglosassone è meno censurata perché ne è pervaso da secoli in una misura in cui noi lo siamo solo da alcuni anni.

A parte poi che il mondo anglosassone sa a stento il diritto dove stia di casa.

Anche se è così bravo nelle tecnologie e nell’organizzazione da essere riuscito per molti versi a diventare più civile di noi, vittime come siamo di stadi dello strategismo vicini al delirio.

CEDU che ha venduto alle lobby massonico\bancarie il suo ruolo di controllore delle giustizie nazionali e si è rimangiata tutta la giurisprudenza che eravamo riusciti a strapparle in venti anni.

CEDU che si limita ora, in tempi ben più lunghi di quelli delle giustizie le cui lungaggini finge di censurare, a pronunziare qualche sentenza suggestiva, ma senza effetti sull’andamento e sulla velocità delle cause nazionali.

Questo perché così deve fare per servire i R&R, ai quali il buon andamento delle cause e la loro velocità sarebbero letali, perché sono il vertice della cupola criminale mondiale bancaria e non.

I massoni si sono infatti illegalmente appropriati del mondo nonostante siano tutti per forza di cose delle nullità (degli ‘illuminati’ per tesseramento ritualmente prostituiti ai R&R).

A partire ad esempio dal risibile Renzi che, sostenuto dai ‘fratelli’ massoni, si accinge ai suoi pur essi risibili ‘colloqui’ internazionali, fino a Obama, Carlo d’Inghilterra, Gate eccetera, che, non importa presiedano le nazioni e i gruppi industriali più potenti del mondo, restano delle nullità, perché la genialità implica la positività, mentre qualunque idiota può diventare un ‘genio’ del male.

Massoneria dal cui corpo si sono poi sviluppati i vari altri tentacoli, come il bilderberg, la trilatere, l’aspen e così via.

Un’accolita di asini benché delinquenti che non si sarebbe mai sviluppata se i R&R — che sono il vero problema — non la sostenessero da 300 anni per farne il loro braccio armato.

R&R senza i quali la massoneria non esisterebbe, perché R&R ne sono il motore dal momento della sua costituzione.

R&R che sono proprietari palesi od occulti di quasi tutte le principali banche del pianeta, o comunque le controllano e, attraverso esse, controllano, da tre secoli, il pensiero delle genti, i loro orientamenti, i loro gusti alimentari, sessuali, sportivi, musicali, le divinità in cui credono, le scoperte scientifiche da rendere note e quelle da occultare, le leggi da promulgare, le mode, e insomma tutto quanto si muove o sta immobile sotto il sole, perché controllano le economie, i media, i governi, le magistrature, i sindacati, i partiti, le polizie, la cultura, le rivoluzioni, le guerre, google, wikipedia, facebook, twitter.

Due dinastie di criminali che hanno esercitato questo controllo nella maniera più feroce ma anche più stupida, perché stanno rendendo il pianeta inabitabile, quasi ne avessero uno di riserva.

Come fare per distruggerli?

Ebbene, amici buoni magistrati, hanno commesso e commettono così tanti crimini, che c’è solo da scegliere per quali iniziare a processarli.

Io suggerisco di colpirli confiscando le quote delle banche centrali di proprietà delle banche private, impedendogli così il signoraggio e i falsi in bilancio che fanno alle spalle delle stesse banche centrali e private di cui sono azionisti palesi od occulti, che è la loro principale fonte di reddito, e intanto colpire l’illiceità bancaria in generale, a partire, ad esempio, in Italia, dal processo al Monte Paschi, che dovete chiedere ai magistrati incaricati perché langue.

Prima di tutto credo bisogni però individuare le responsabilità penali dei singoli Rothschild e Rockefeller e colpirli personalmente arrestandoli, confiscandogli i beni e, nei paesi dove è consentito, condannandoli a morte.

Sì, a morte, amici buoni magistrati, perché, proprio io che sono contrarissimo alla pena di morte, credo debba esservi un’eccezione in danno di coloro che — come questi cani rabbiosi di R&R e i loro servi sciocchi massoni — più si sono ‘distinti’ nei massimi crimini contro la collettività o l’ambiente.

Anche perché bisogna invertire la tendenza a punire con più veemenza i crimini contro i singoli, quasi che l’aumento del numero delle vittime attenui le colpe.

Cani rabbiosi, i Rothschild e i Rockefeller, per chiarire meglio le cui responsabilità, riporto di seguito un brano di un documento che ho precedentemente pubblicato contro loro e la massoneria.

16.7.2013

 

 

I Rothschild, i Rockefeller e la massoneria, da essi generata e gestita, quale causa del malessere dell’umanità e della distruzione dell’ambiente negli ultimi tre secoli.

 

 

Eventi apocalittici – anziché le meraviglie che la tecnologia avrebbe potuto donare – hanno caratterizzato negli ultimi tre secoli l’umana vicenda a causa dei misfatti di una rete massonica planetaria sempre più criminale e con sempre più estese frange pedofilo-sataniche.

Pedofilia che serve per compromettere, e satanismo che è l’essenza del ‘gadu’, il dio di incultura, presunzione e occultezza, dei massoni.

Incultura, perché la massonicità è frutto di un’accozzaglia di ‘scienze’ esoteriche, magiche, teosofiche, cabalistiche, astrologiche e simili.

Presunzione, perché la sua essenza è in una gnosi (rivelazione, illuminazione) non aperta a tutti, come la gnosi cattolica, ma, ridicolmente, ai soli ‘iscritti’.

Una gnosi così speciale da trasformare dei tali asini in ‘Illuminati’, perché sarebbe superiore alla gnosi dei ‘banali’ (i comuni cattolici, o comunque i cittadini).

‘Banali’ che, da ultimo, gli ‘Illuminati’, non potendo certo convertirli alla loro ‘elevatezza’, possono solo voler eliminare (tra cattolici e non, troppi ‘banali’ sul pianeta) con l’ausilio del loro dio opposto: satana.

Occultezza, perché sono da sempre cose da non potersi nemmeno dire.

‘Illuminati’ che, da quando esistono (diciamo dal 1723), sono sempre stati usati, comprati e venduti, dai Rothschild e dai Rockefeller, nei  loro strategismi signoraggistici, per promuovere, infiltrare, corrompere e dirottare di tutto: la rivoluzione francese, russa, cinese, cubana, il risorgimento italiano, l’unità d’Italia, e tutto quant’altro; ogni moto o evento in ogni continente; le guerre di indipendenza, quelle mondiali e la politica odierna.
Perché — compresi Che Guevara, Castro, Gandhi, e quelli che lo sono stati o lo sono occultamente, come il subdolo filo-bilderberghino rotto a tutto Napolitano, o i Beatles, apici della ‘cultura’ massonico-canora delle droghe per fini di distruzione di massa — sono stati o sono massoni quasi tutti: Robespierre, Napoleone, Marx, Lenin, Stalin, Cavour, Mazzini, Garibaldi, Einstein, Freud, Roosevelt, Churchill, Allende, Spinelli, Gorbaciov, Obama, l’ONU e l’UE. E persino Mussolini, che odiava la massoneria, ne fu sempre circondato. Fino a Mameli, che ci fa cantare «Fratelli d’Italia..» in onore, non degli italiani, ma dei suoi «Fratelli» massoni.

Una massoneria sempre tanto altisonante ed entusiastica negli ‘Illuminati’ toni, quanto avida, abietta e doppia nei fatti. Una massoneria in cui il potere bancario, in realtà indifferente a ideologie e religioni, ha sempre intruppato di tutto, strutturandola oggi come un’unica cosca planetaria ‘moralmente’ supportata da magistratura deviata, burocrazia, politica, esercito, polizia, media e imprenditoria bancaria e non, nonché materialmente diretta da falangi criminali composte da moltissimi di costoro. Una rete di idioti o criminali che dominano il mondo con la paura e il ricatto.

7.6.2013,

Alfonso Luigi Marra

Tratto da: http://www.signoraggio.it

Marra: eliminare giudizialmente i Rothschild e Rockefeller. De-massonizzare la Corte Europea e la giustizia mondiale.
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L’ultima chance per i giovani (e per il Paese)

Pubblicato su 17 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Cari giovani, in Italia non contate nulla.

Nei posti di lavoro non contate nulla.

Anche nelle vostre famiglie contate come il due di picche a briscola.

Come retribuzioni, manco a parlarne: già tanto se non avete un conto corrente in rosso.
Probabilmente non avete neppure una casa e siete ancora con mamma e papà.
E poi vi daranno dei “bamboccioni-choosy”, etc, etc tanto per chiarire che siete dei poveri falliti.
Siete voi “che non vi adattate”, che siete troppo “viziati”, che “non vi accontentate”, etc, etc
E se non vi farete una famiglia, sarà solo colpa vostra.
Non sono “loro” ad avervi in un qualche modo rubato il futuro, nooo.
Non sono loro ad aver fatto il debito che ora dovete pagare voi, nooo.
Non sono loro a godere ancora dell’attenzione della politica e ad occupare la maggior parte dei posti di potere in questo paese, nooo.
Non sono loro ad aver votato per decenni gli stessi partiti che hanno portato il paese al collasso, nooo.
Molti di questi erano magari alla vostra età a tirare sanpietrini, oggi inorridiscono per un post su un blog.
Molti di questi votavano partiti che trattavano con la mafia ed oggi, magari, s’indignano per una parolaccia di troppo..
 
Non avete uno straccio di prospettive.
Molti di voi non hanno un lavoro.
Se lo avete, guadagnate stipendi da fame.
Siete dei morti di fame, prossimi clienti delle Caritas italiane, in fila per un tozzo di pane.
Quasi certamente, se avete un lavoro, non è a tempo indeterminato.
Magari sarà a tutele crescenti un domani, chi lo sa…
-:)
Siete i nuovi schiavi dell’era moderna.
Non avete diritti.
La crisi la state pagando in primis voi, semplicemente perchè siete i più deboli e perchè non contate un cazzo.
Non avrete una pensione, ma non riuscirete neppure a risparmiare per garantire un futuro alla vostra famiglia.
Già la famiglia…
Ne avrete mai una?
Volendo: potreste mettere al mondo dei figli?
Non credo.
Fare figli ormai è concesso solo ad una parte della popolazione.
Diventerà uno “sfizio” da classi agiate.
 
Non contate un cazzo, è evidente.
Ma in Italia si va oltre.
Non ci si limita solo ad azzopparvi.
 
Infatti, siete derisi quotidianamente dai politici di turno o dai signorini tipo Elknann o Miss Fornero.
E, in fondo, fanno bene dal loro punto di vista.
Non vogliono vincere, vogliono stravincere…
Vogliono abbattervi, annientarvi…
 
Molti di voi stanno fuggendo all’estero (e non vi biasimo, anzi)
 
Però…però…
Se ancora per le più disparate (e disperate) ragioni non avete mollato l’ItaliaFALLITA…
Forse…
 
Avete ancora una chance: quella di dare un segnale forte e chiaro a chi vi ha sottratto ogni prospettiva presente e futura e non si limita a questo, ma vi prende pure per il culo.
 
O ve ne andate (ma non tutti possono o trovano il coraggio per farlo) oppure vi resta solo una cosa: una matita ed un foglietto di carta a maggio: il voto.
 
Solo il 30-35%% dei giovani vota Pd e Pdl.
L’ho scritto tante volte, sia sul blog sia su twitter.
Guardate bene queste percentuali.
E’ chiaro che siamo dinanzi a DUE PAESI.
 
Come finì nel 2013?
giovani
 
 
E cosa dicono i sondaggi più recenti?
 
grillo giovani
 
 
I DUE PAESI (ITALIA A e ITALIA B) esistono anche nella diversità del voto delle varie categorie sociali e tra lavoratori.
 
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laureati
 
Anche l’ultimo sondaggio dell’altra sera testimoniava questa spaccatura generazionale.
Guardate la differenza tra il Pd e il M5s.
E pensate che ora c’è il giovane-brillante Fonzie-Renzie, non il vecchio Bersani.
Eppure le differenze rimangono enormi.
-:)
 
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Solo il 12% degli anziani vota Grillo.
Mentre quasi la metà degli elettori del Pd sono anziani.
Un dato impressionante che peraltro spiega bene perchè per i giovani in questo Paese non si faccia praticamente alcuna politica.
 
Cari “giovani”…
Il problema, come vi ho scritto molte volte, è che i vostri padri e i vostri nonni (anche in buona fede) li votano.
 
E li votano per molte ragioni:
 
- per abitudine;
- per paura del cambiamento (con l’età di diventa conservatori);
- per interesse (questi partiti fanno da sempre, prioritariamente, l’interesse della popolazione anziana italiana)
- per ignoranza e perchè, ancora, si informano, in larga maggioranza,  attraverso i giornali o  le tv.
 
Perciò, stiamo alla statistica: essendo la popolazione italiana assai vecchia, non avete grandi chances.
Siete la minoranza in questa Italia anziana…
 
A meno che…
A meno che non cominciate a darvi da fare per far cambiare idea ai vostri “vecchi”.
 
Se ci tenete, avete due strade:
 
1) quella della ragione: dimostrate a cosa sono serviti in 20 anni 170 milioni di voti…
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Ma la strada della ragione funziona poco.
I vostri vecchi hanno creduto in alcune idee, hanno magari fatto battaglie, hanno costruito anche un certo benessere.
Difficile cambino voto: sconfessare questi partiti equivarrebbe a sconfessare, un po’, se stessi.
Quando una persona si innamora di una idea è disposto a sostenerla contro ogni evidenza.
 
2) quella del cuore.
E molto più efficace.
Guardate negli occhi i vostri vecchi, fate loro sentire la vostra frustrazione, il vostro scoramento, la vostra rabbia (positiva), il vostro dolore.
Chiedete di provare a cambiare il partito che hanno continuato a votare per anni: non significa rinnegare se stessi e le proprie idee, significa solo provare a dare uno straccio di possibilità a voi.
Chiedete di CAMBIARE PER VOI, PER I LORO NIPOTI, non per un altro partito differente dal loro o da quello che vorrebbero votare.
Piuttosto, se proprio non vogliono saperne, accompagnateli verso una “responsabile astensione”.
Solo se una gran massa di anziani cambierà il proprio voto o si asterrà, il quadro politico potrebbe mutare.
 
Se chiedete a vostro padre di cambiare idea, difficilmente lo farà.
Ma se glielo chiedete per voi o per i suoi nipoti…
Beh, forse qualche possibilità l’avete.
 
Altrimenti non vi resta che una opzione: mollare questo paese per sempre.
Lasciarlo a questa popolazione sempre più anziana, incapace di un sussulto di orgoglio e di uno slancio di cuore, tutta protesa nella difesa dello staus quo, delle loro pensioni, nel ricordo di un passato che mai più ritornerà.
 
O, come ultimissima alternativa non vi resta che chiudere a chiave in casa i vostri vecchi il giorno delle elezioni e buttare le chiavi!
 
-:)
ps:
Per correttezza, tengo a sottolineare quanto segue: se non mollerete il paese o non proverete almeno a fare un ultimo tentativo per cambiarlo, è anche giusto che questa popolazione anziana e viziata stravinca per l’ennesima volta e se ne strafotta di voi.
-:)
Tratto da:http://ilcontagio.org
L’ultima chance per i giovani (e per il Paese)
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Tra i due litiganti, il terzo uccide...

Pubblicato su 3 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

In questi anni che la crisi va via via degenerandosi, siamo testimoni della forma più drammatica dello sfascio economico e sociale del nostro Paese ovvero i suicidi che hanno coinvolto imprenditori ed anche alcuni senza lavoro.

I primi si sono suicidati non solo per ovvi motivi economici come la chiusura della propria attività, un mancato finanziamento bancario o magari  anche per qualche cartella esattoriale, ma il loro gesto estremo è stato compiuto probabilmente anche per il rimorso o la vergogna a non essere stati in grado a pagare i propri dipendenti, cosa che ha ferito nell'orgoglio.

I secondi, ovvero i senza lavoro, si sono tolti la vita per la mancanza di speranza nel futuro e per ovvi motivi economici fino a sentirsi logorare le loro dignità.

Andando indietro nel tempo, durante lo scenario ante crisi e soprattutto prima dell' unione monetaria, vi è sempre stato una storica contrapposizione di interessi tra classe lavoratrici e datori di lavori, questo conflitto, nel bene o nel male ha sempre prodotto, all'interno della sovranità nazionale, un risultato che trovava più o meno un accordo tra le parti, un "conflitto" che assicurava una sorta di equilibrio sociale ed economico.

Oggi con la crisi dovuta ad un sistema monetario folle, aggravato da vincoli di bilancio imposti dall'Europa, il conflitto padroni-lavoratori  (per usare un termine antico) è stato annientato da soggetti terzi, completamente esterni alle realtà storico sociali ed economiche del nostro Paese. Ma la soppressione della contrapposizione storica tra lavoratori e datori, non ha certamente portato  pace tra le due parti, bensì sta eliminando direttamente proprio queste due parti in questione, fisicamente perchè come citato prima, siamo testimoni dei suicidi che coinvolgono imprenditori e classe lavoratrice anzi ex lavoratrice ed economicamente per il fatto che il processo di deindustrializzazione  mette fuori gioco sia chi perde il lavoro e chi era titolare della propria impresa.

La realtà di un'unione monetaria che impone una valuta extra rivalutata per la nostra economia, corrodendo la nostra competitività, ha evidenziato che le istanze dei lavoratori ed imprenditori sono in questo momento storico e drammatico, in convergenza. Il dover svalutare lavoro, ovvero tagliare i salari non è cosa desiderata ovviamente dal lavoratore ma neanche dall'imprenditore per il fatto che l'austerità competitiva porta ad un crollo della domanda interna, il che si traduce in maggiore crisi di vendita per le aziende, ma non vi sono alternative, se aumentassero  i salari, per effetto di un euro forte, questo si manifesterebbe  in maggiori importazioni.

Per cui la violenza dell'economia finanziaria contro l'economia reale ha portato casi di solidarietà tra picocli e medi imprenditori ed i suoi lavoratori,  ai primi è successo, ad esempio che si sono rifiutati di pagare cartelle esattoriali per onorare gli stipendi dei loro dipendenti ed i secondi hanno accettato riduzioni salariali per aiutare i loro datori di lavoro in chiare difficoltà. Questa inaspettata solidarietà sarebbe stato uno scenario impensabile negli anni 70'-80 con le forti proteste sindacali dell'epoca.

Occorre ritornare alla sovranità economica e monetaria oltre che politica, per ripristinare quel conflitto storico tra lavoratori e padroni che sicuramente produrranno aggiustamenti e riequilibri economici molto più tollerabili ed adattabili alla democrazia, all'economia reale delle piccole e medie imprese che non gli odierni aggiustamenti economici tramite disoccupazione, deflazione, taglio salari, vale a dire crollo domanda interna per ottenere quella competitività erosa da un euro forte.

 

Infine: Per coloro che prevedono autarchia, morte e distruzione dovuto al fatto che con moneta sovrana flessibile sarebbe impossibile importare, allora chiedo se è mai successo nelle cronache italiane che un imprenditore in preda alla disperazione si sia tolto la vita per un alto costo delle materie prime...

 

Jean Sebastien S. Lucidi

Tratto da: http://liradidio.blogspot.it

Tra i due litiganti, il terzo uccide...
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RIFONDARE L'UNIONE EUROPEA

Pubblicato su 1 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Di: Claudio Mutti

In seguito ai risultati referendari con cui una decina d’anni fa l’elettorato francese e olandese respinse la bozza della “Costituzione europea”, “Eurasia” pubblicò un breve dibattito tra me e Costanzo Preve sul tema Che farne dell’Unione Europea?

Il nostro compianto collaboratore scriveva tra l’altro: “Per poter perseguire la prospettiva politica, culturale e geopolitica di un’alleanza strategica fra i continenti europeo ed asiatico contro l’egemonismo imperiale americano, prospettiva che ha come presupposto una certa idea di Europa militarmente autonoma dagli USA e dal loro barbaro dominio, bisogna prima (sottolineo: prima) sconfiggere questa Europa, neoliberale (e quindi oligarchica) in economia ed euroatlantica (e quindi asservita) in politica e diplomazia. Senza sconfiggereprima questa Europa non solo non esiste eurasiatismo possibile, ma non esiste neppure un vero europeismo possibile”.

Da parte mia osservavo come nel risultato del voto francese e olandese si fossero manifestati non tanto il rifiuto dell’occidentalismo e del neoliberismo, quanto quei diffusi orientamenti “euroscettici” che, essendo espressione di irrealistiche nostalgie micronazionaliste se non addirittura del tribalismo etnico e localista, non solo non possono essere considerati alternativi alla globalizzazione mondialista, ma sono oggettivamente funzionali alla strategia dell’imperialismo statunitense. La mia conclusione, che qui ripropongo, era la seguente.

“La prima cosa da fare, sarebbe cominciare a gettare le basi per la formazione dei quadri di un movimento continentale che agisca per l’unità politica dell’Europa, in relazione solidale con tutte quelle forze politiche (governi, partiti, gruppi ecc.) che negli altri grandi spazi dell’Eurasia lottano per la nascita di un blocco eurasiatico capace di porre termine al tentativo statunitense di conquista del mondo. Solo un movimento politico strutturato su scala europea potrebbe avere la forza necessaria per sviluppare, nei confronti dell’Europa dei burocrati e dei tecnocrati, un’opposizione di senso algebrico opposta a quella degli euroscettici, un’opposizione cioè che sia finalizzata sì a buttar via l’acqua sporca del neoliberismo, ma anche a salvare il bambino europeo, per curarlo, riplasmarlo ed infondergli un’anima migliore”.

* * *

Oggi, a distanza di circa un decennio, l’acqua sporca è più sporca che mai e il bambino sta rischiando di morire. Siamo alla vigilia dell’elezione del nuovo Parlamento e i sondaggi dicono che il 53% dei cittadini europei non si sente europeo. A quanto pare, il “patriottismo costituzionale” teorizzato da Habermas non ha suscitato un grande entusiasmo.

D’altronde l’Europa liberaldemocratica, anziché sottrarsi all’egemonia statunitense ed avviare la costruzione di una propria potenza politica e militare nel “grande spazio” che le compete nel continente eurasiatico, stabilendo un’intesa solidale con le altre grandi potenze continentali, sembra impegnata a rinsaldare la propria collocazione nell’area occidentale ed a perpetuare il proprio asservimento nei confronti dell’imperialismo nordamericano.

L’Unione Europea e le cancellerie europee, dopo aver collaborato con Washington nel tentativo di ristrutturare il Nordafrica e il Vicino Oriente in conformità coi progetti statunitensi, si sono allineate col Dipartimento di Stato nordamericano nel sostenere la sovversione golpista in Ucraina, al fine di impedire che questo Paese confluisca nell’Unione doganale eurasiatica e trasformarlo in un avamposto della NATO nell’aggressione atlantica contro la Russia.

In tal modo l’Unione Europea coopera attivamente alla realizzazione del progetto di conquista elaborato dagli strateghi della Casa Bianca, secondo il quale l’Europa deve svolgere la funzione di una “testa di ponte democratica” [the democratic bridgehead] degli Stati Uniti in Eurasia. Scrive infatti Zbigniew Brzezinski: “L’Europa è la fondamentale testa di ponte geopolitica dell’America in Eurasia [Europe is America's essential geopolitical bridgehead in Eurasia]. Il ruolo dell’America nell’Europa democratica è enorme.

Diversamente dai vincoli dell’America col Giappone, la NATO rafforza l’influenza politica e il potere militare americani sul continente eurasiatico. Con le nazioni europee alleate che ancora dipendono considerevolmente dalla protezione USA, qualunque espansione del campo d’azione politico dell’Europa è automaticamente un’espansione dell’influenza statunitense. Un’Europa allargata e una NATO allargata serviranno gl’interessi a breve e a lungo termine della politica europea. Un’Europa allargata estenderà il raggio dell’influenza americana senza creare, allo stesso tempo, un’Europa così politicamente integrata che sia in grado di sfidare gli Stati Uniti in questioni di rilievo geopolitico, in particolare nel Vicino Oriente. Un’Europa politicamente definita è essenziale per assimilare la Russia in un sistema di cooperazione globale. (…) Un’Ucraina sovrana è una componente di importanza critica in una politica di questo genere, poiché costituisce un sostegno per Stati strategicamente decisivi [strategically pivotal states] come l’Azerbaigian e l’Uzbekistan”1.

Da Mackinder in poi, la strategia geopolitica della potenza talassocratica è sempre la stessa: occorre frazionare la regione-perno, puntando sull’effetto disgregante insito in quelle linee di faglia che corrono all’interno dei cosiddetti “paesi divisi”, cioè di quei paesi in cui consistenti gruppi di popolazione appartengono a culture diverse. Un anno prima che Brzezinski teorizzi la “testa di ponte democratica” in Eurasia, Samuel Huntington, prospettando la possibilità che l’Ucraina “si spacchi in due diverse entità e che la parte orientale del paese venga annessa alla Russia” (2), considera necessario “un forte ed efficace sostegno occidentale, che a sua volta potrebbe giungere solo qualora i rapporti tra Russia e Occidente si deteriorassero come ai tempi della Guerra fredda” (3).
L’interesse vitale dell’Europa non coincide coi piani di conquista nordamericani. L’Europa e la Russia, se vogliono esercitare un peso decisivo sulla ripartizione del potere mondiale, devono instaurare una stretta intesa che obbedisca agl’imperativi della loro complementarità geoeconomica e stabilire un’alleanza politico-militare che contribuisca alla difesa della sovranità eurasiatica. Solo così sarà possibile controbilanciare le iniziative intese a destabilizzare il Continente, risolvere le questioni territoriali, mantenere il controllo delle risorse naturali e regolare i flussi demografici disordinati.

Quando l’Europa lo capirà, una “rifondazione” dell’Unione Europea sarà inevitabile.

1. Zbigniew Brzezinski, A Geostrategy for Eurasia, “Foreign Affairs”, Sept.-Oct. 1997, pp. 53-57.
2. Samuel P. Huntington, Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale, Garzanti, Milano 2001, p. 241.
3. Samuel P. Huntington, op. cit., p. 242.

Tratto da:http://www.eurasia-rivista.org

RIFONDARE L'UNIONE EUROPEA
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Claudio Borghi - Le 7 balle sull'uscita dall'euro - La Gabbia - 30-03-2014

Pubblicato su 31 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

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Rinaldi: "Ecco come uscire dall'Euro". Anteprima Web del 7 giugno 2013

Pubblicato su 30 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

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Se non usciamo dall’euro siamo morti

Pubblicato su 28 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

- di Fabio Franchini -

 

Per Claudio #Borghi Aquilini, professore di #Economia degli intermediari finanziari all’Università #Cattolica, il problema dell’Italia non è solo il Fiscal Compact, il principale problema è un altro: si chiama euro.

Ecco l’intervista:

Fiscal compact: dalla Camusso a Renzi, passando per Grillo, tutti individuano qui il problema. È possibile cambiarlo? E come? 

Premessa d’obbligo: il Fiscal compact, nella sua declinazione più pericolosa – ovvero quella che impone il rientro di un ventesimo del debito eccedente il 60% del rapporto debito/Pil – entrerà in vigore nel 2015, tre anni dopo la fine della procedura d’infrazione. Il problema è che noi siamo in crisi adesso: non siamo in crisi per colpa del Fiscal compact, che rimane comunque una porcheria assurda…

Per colpa di cosa allora? L’euro?

Sì, siamo in crisi per colpa dell’euro perché ci siamo trovati in un sistema economico sbagliato, che azzoppa la nostra impresa. Ci troviamo in un sistema folle dove noi – che ci siamo dovuti portare in casa l’austerità per rimettere a posto i conti – siamo costretti a non comprare troppi prodotti esteri e a creare, invece, disoccupazione e povertà, abbattendo i salari.

Cosa bisognerebbe fare? 

Sicuramente non sforare il 3%, come se non avessimo approvato il pareggio di bilancio in Costituzione. Con le regole attuali, in realtà, non possiamo fare proprio nulla. Se anche paradossalmente ce ne infischiassimo del pareggio del bilancio (la cui definizione nella legge è stata tenuta volutamente ambigua) e sforassimo questa soglia, i soldi in più che arriverebbero alla gente finirebbero ad acquistare prodotti stranieri con la conseguenza che si dilaterebbe la forbice sulla bilancia commerciale. Dovremmo farci prestare i soldi, tornando così alle cause pre-crisi. Insomma, non vi sono soluzioni che non contemplino l’uscita dall’euro. Aspettiamo, arriverà.

Renzi e Grillo affrontano questo tema in ottica di consenso elettorale o hanno un programma serio?

Chiunque non prenda in considerazione il problema euro invece dei vincoli europei è disinformato o in malafede. Io, da economista, non so se Renzi abbia veramente idea di quello di cui parla – cosa che può anche essere -, visto che quando lo sento parlare mi sembra che di economia non capisca nulla. I suoi collaboratori sono o gente che ha degli evidenti interessi dal punto di vista economico (come Serra) o gente che, nonostante posizioni accademiche di prestigio, capisce ben poco o dice cose in cui non crede. Di Taddei, per esempio, ricordo che diceva che era facilissimo trovare 15 miliardi di finanziamento riordinando i super-stipendi dei dipendenti pubblici. Ecco, se era così semplice, mi domando allora perché bisogna fare tagli alla polizia e così via. L’idea mia è che siano o incompetenti o in malafede.

E Grillo?

Anche lui non ha idea: è incompetente o è in malafede. Nel momento stesso in cui parla di “debito immorale”, io, che ho a casa i miei risparmi in Btp, mi domando se sono risparmi morali o immorali. Uno che non sa che a fronte del debito ci sono dei risparmi e che la larga maggioranza del debito pubblico italiano è detenuto dagli italiani è solo una persona pericolosa. Vogliamo forse gettare nella miseria tutti i risparmiatori? La sua è una posizione assurda.

 

Che margini ci sono per cambiare le regole scorporando i fondi per l’investimento dal deficit/Pil? E che effetto ci sarebbe per l’Italia? Un maquillage contabile o qualcosa di più?

Ma non è questo il punto: non serve a nulla. Nel 2013 tra i dieci Stati stagnanti e in recessione (facenti parte dell’elite economica mondiale) nove avevano l’euro e otto di questi avevano sforato il 3% del rapporto deficit/Pil. Non basta certo non sfondare il tetto. Noi possiamo scorporare e cambiare le regole contabili, ma questa è una crisi di domanda: per risolverla bisogna portarla. Come? Per coprire il gap di competitività tra l’Italia e la Germania bisogna riallineare il cambio.

Per quanto riguarda invece l’armonizzazione delle leggi sul lavoro a livello europeo che conseguenze ci sarebbero? L’Italia ci guadagnerebbe o no?

Supponendo che il problema sia questo, noi possiamo anche parificare le leggi sul mercato del lavoro, ma non per questo, noi in crisi, recuperiamo il distacco dalla Germania, che ha il 20% di vantaggio, datogli dall’euro. Siamo come due corridori: loro sono avanti di mezza pista. Ci possiamo anche mettere a correre veloci come loro, ma mica li raggiungiamo. Per tornare alla pari dobbiamo riprenderci la nostra moneta.

 

 

Fabio Franchini per ilsussidiario.net

Tratto da: informarexresistere.fr

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