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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Post con #europa categoria

CIPRO, UNA LEZIONE PER L'ITALIA

Pubblicato su 18 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

 

ll prelievo forzoso sui conti correnti è in grado di minare la fiducia del sistema euro e getta un’ombra lunga e pesante sulla nostra penisola, unico Paese della periferia europea a non aver ancora subito il fascino discreto dell'eurocrazia che avanza imperiosa.

In questa operazione non vengono minimamente toccate alcune figure che dal punto di vista della catena giuridica della responsabilità dovrebbero venire prima dei risparmiatori, ovvero:

1) gli azionisti delle banche; 
2) i titolari delle obbligazioni subordinate delle banche; 
3) gli obbligazionisti puri. 

 

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Il piano di salvataggio di Cipro varato nella notte di sabato è un atto che lascia intravedere future conseguenze anche sul nostro Paese. L'accordo concertato e siglato dopo una trattativa durata oltre dieci ore tra Eurogruppo e Fondo Monetario con i rappresentanti istituzionali di Nicosia, prevede infatti che a fronte di un sostegno di 10 miliardi di euro sia disposto un prelievo forzoso su tutti - dicasi tutti - i conti correnti legati alle banche nell'isola.
Martedì 19 marzo, quando le banche riapriranno dopo la festività nazionale di lunedì 18, i risparmiatori si troveranno notevolmente dimagriti. Se hanno depositato in un'agenzia di uno qualsiasi degli istituti di credito ciprioti una somma fino a 100 mila euro si troveranno una tassa pari al 6,75% della cifra custodita. Percentuale che sale al 9,90% se la ricchezza è superiore a 100 mila euro. Questa iniziativa - che dovrà essere approvata dagli stati membri - è in grado di minare la fiducia del sistema euro e getta un'ombra lunga e pesante sulla nostra penisola, essendo l'Italia l'unico Paese della periferia europea a non aver ancora subito il fascino discreto dell'eurocrazia che avanza imperiosa, pezzo dopo pezzo del puzzle. 
Vediamo perché. Partiamo da Cipro, un Paese che produce un Pil annuo sui 17 miliardi di euro, con un forte indebitamento pubblico e un altrettanto robusto indebitamento estero, ma con risparmi depositati agli sportelli del credito per circa 60 miliardi di euro (quasi 4 volte il Pil) e asset patrimoniali bancari per circa 160 miliardi di euro (pari a 9 volte il Pil): sono numeri da capogiro, se si pensa alle ridotte dimensioni dell'attività economica e produttiva cipriota. Tutto ciò ha una ragione. Infatti, la metà delle ricchezze custodite nelle banche cipriote è legata a risparmiatori e a società estere, tipicamente russe e inglesi. Cipro non è stato e non è propriamente un Paradiso fiscale, ma con vantaggiose agevolazioni ed essendo geograficamente lontana e quasi appartata dal contesto europeo (di fatto è allocata in zone Medio-orientali), ha sempre goduto di un alone di riservata secondarietà. I conti comunque tornano. 
Dal momento che alla vigilia degli incontri per il salvataggio di Nicosia si ipotizzava un piano di aiuti a Cipro per 17 miliardi di euro, poi ridotti a 10, i rimanenti 7 miliardi sono quelli che ragionevolmente la Troika si aspetta di prelevare dai conti ciprioti per far risparmiare appunto la somma di 7 miliardi di euro a Bruxelles. In questa operazione non vengono minimamente toccate alcune figure che dal punto di vista della catena giuridica della responsabilità dovrebbero venire prima dei risparmiatori, ovvero:

1) gli azionisti delle banche; 
2) i titolari delle obbligazioni subordinate delle banche; 
3) gli obbligazionisti puri. 

L'azione prevista colpisce solo i correntisti, la gente comune, oltre ai depositanti esteri, su cui potrebbe anche aleggiare l'ombra del riciclaggio o della provenienza illecita, ma se così fosse si dovrebbe intervenire con le leggi antimafia e antiriciclaggio, che pure sono operanti. A questo punto non possono che sorgere alcune domande, le seguenti: 

1) che fine ha fatto il Trattato di Schengen sulla libera circolazione dei capitali in Europa?

2) Che senso ha la creazione del Fondo Europeo Salva Stati (EFSF) e del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) se poi si decide di praticare la via del prelievo "forzoso" per risolvere i casi di parziale insolvibilità?. 

3), in prospettiva per l'Italia, ha ancora senso parlare di diritto alla tutela del risparmio (articolo 47 della Costituzione), mentre in Europa infuriano imposizioni di austerity che spingono interi paesi alla povertà, come in Grecia? 

Atene ha ricevuto finora 240 miliardi di euro di prestiti a fronte di un "haircut" sul debito (un taglio di valore sul capitale) pari a circa 100 miliardi. L'Irlanda ha avuto un piano di salvataggio di poco meno di 70 miliardi di euro. Il Portogallo ha ricevuto 78 miliardi, la Spagna circa 40. Ogni Paese coinvolto da un'operazione di aiuto ha dovuto subire un allentamento della propria sovranità, cedendo di fatto i poteri decisionali a strutture e istituzioni extra-nazionali. In tutti queste nazioni è in atto un più o meno forte programma di "Dumping sociale", con riduzione dei salari, delle pensioni e del welfare. Quando toccherà all'Italia? E come? So osservi che Fitchha ricominciato a declassare il nostro Paese, riducendo recentemente il giudizio di un ulteriore gradino. Se dovesse continuare lo stallo politico per l'incertezza a formare un governo credibile, serio e capace di fare le riforme, la situazione si potrebbe complicare. La recessione economica produrrà una contrazione del Pil, un calo delle entrate tributarie e un peggioramento dei conti complessivi. A quel punto che cosa ci imporranno gli eventi e i funzionari europei? 

Paolo Gila è autore di "Capitalesimo. Il Ritorno del Feudalesimo nell'economia mondiale", edito da Bollati Boringhieri (febbraio 2013) 

Tratto da: cadoinpiedi.it

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RABBIA A CIPRO PER IL " SALVATAGGIO" CON PRELIEVO SUI CONTI CORRENTI

Pubblicato su 17 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Preparatevi a ballare...si comincia.....lo tsunami è in arrivo...la troika ha cominciato a colpire pesante, pesante, pesante. Claudio Marconi

 

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GRECIA: LE MINACCE DELLA POLIZIA AI RAGAZZINI ITALIANI NON FANNO NOTIZIA ?

Pubblicato su 16 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Di Grecia ormai non si parla quasi più sui media italiani. Eppure domenica sera decine di migliaia di persone hanno invaso Piazza Syntagma. E poche ore prima la Polizia greca aveva arrestato illegalmente dei ragazzini italiani e minacciato i genitori.


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Domenica sera decine di migliaia di greci sono tornati a riempire Piazza Syntagma. Contro la troika – i cui rappresentanti erano ancora ad Atene ad impartire istruzioni al governo locale – e contro la repressione che sempre più sistematicamente colpisce ogni movimento sociale, ogni protesta dei lavoratori e dei cittadini. Una giornata di mobilitazione dei cosiddetti ‘indignados’ greci all’insegna dello slogan “La primavera dei popoli è iniziata”. Forse una parola d’ordine troppo ottimistica, visto che quando la piazza davanti al parlamento di era riempita i manifestanti hanno dovuto fare i conti con la brutalità dei poliziotti in tenuta antisommossa. In particolare con i Mat, i reparti speciali, che prima hanno inondato la piazza con i lacrimogeni e poi si sono accaniti su alcuni giovani, come testimonia un video pubblicato da alcuni siti greci di controinformazione.

La notizia in Italia ha avuto pochissima diffusione. Forse perché era domenica sera e c’erano i risultati del campionato di calcio. Oppure semplicemente perché della Grecia, ultimamente, meno si parla e meglio è per una classe politica alle prese con una ingovernabilità che non sembra poi così scomoda, invece, per l’Unione Europea ed i suoi meccanismi coercitivi.

Ancor meno diffusione ha avuto però, nei giorni scorsi, un’altra notizia, anche se coinvolgeva alcuni cittadini italiani residenti ad Atene.

A parlarne era nei giorni scorsi il sito della sinistra ellenica Left.gr, secondo il quale i poliziotti delle squadre speciali Delta si sarebbero resi protagonisti di un ennesimo atto di violenza gratuita.

Un italiano residente ad Atene ha denunciato che sabato sera (9 marzo) cinque ragazzi tra i 16 e i 19 anni – tra cui alcuni suoi figli – sono stati fermati senza motivo da una pattuglia dei Delta che gli ha chiesto di identificarsi. Nonostante i ragazzi avessero con loro i documenti e fosse quindi possibile realizzare l’identificazione sul posto, gli agenti li hanno prima perquisiti e poi obbligati a seguirli in commissariato, e come se non bastasse li hanno ammanettati prima di farli salire a forza sul loro furgone. Venuti a conoscenza di quanto era accaduto, i genitori dei fermati si sono recati di corsa al quartier generale dell’Attica della Polizia, in viale Alexandra. Ma gli agenti si sono rifiutati di fornire informazioni sulle accuse nei confronti dei fermati e sulle loro condizioni, scatenando la rabbia dei genitori. Uno dei quali è stato spintonato e preso a pugni da un membro della squadra Delta che aveva realizzato il fermo, che lo ha anche minacciato di denuncia per diffamazione se avesse continuato a lamentarsi. I ragazzi, dopo un lungo tira e molla e dopo numerose angherie nei loro confronti sono stati rilasciati alle 6,30 del mattino successivo, dopo quasi 8 ore di detenzione arbitraria e ingiustificata. I ragazzi hanno riferito che i poliziotti avevano proibito loro di parlare in italiano.

Non è la prima volta che una cosa simile accade ad Atene. Un episodio analogo era già avvenuto con un ragazzo italo-greco di 15 anni, il 17 novembre scorso. Il minorenne era stato trattenuto in questura per 4 ore, vietandogli di avvisare i genitori.

Il sito Left.gr riferisce anche che i genitori dei ragazzini arrestati illegalmente – che hanno la nostra nazionalità  - si sono recati ieri all’ambasciata italiana ad Atene per denunciare l’accaduto. I rappresentanti diplomatici di Roma si sarebbero detti disponibili ad approfondire il caso e ad agire di conseguenza presso le autorità elleniche. Anche l’Associazione dei Genitori della Scuola Italiana di Atene ha annunciato che si interesserà alla vicenda. Peccato che in Italia, nel frattempo, della cosa non abbia parlato nessuno…

Fonte: contropiano.org

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I GUERRAFONDAI DELLA TRILATERALE SI SONO RIUNITI A BERLINO. NESSUNO NE DA' NOTIZIA !

Pubblicato su 15 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Normalmente un avvenimento del genere deve comparire nelle prime pagine dei giornali e in tutti i TG nazionali, manco li cani, nessuno ne parla, eppure quando “Il Mario Monti" si faceva le passeggiate a Lugano durante la sua presidenza, decine di cani con le macchine fotografiche gli correvano dietro.

 

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In questo raduno a Berlino ci sono i più potenti guerrafondai e sciacalli che l'umanità abbia mai conosciuto, “LA TRILATERALE", coloro che gestiscono tutta l'economia mondiale, quelli che decidono quale stato deve essere bombardato perché il governo di quello stato ha deciso di uscire fuori dalle grinfie della Banca Mondiale e di chi la gestisce, quale occasione si sono persi sti scimuniti di Pseudo giornalisti, valli a capire o hanno ricevuto ordine di far finta di niente? ..probabile. 

Veniamo alla questione su cosa significa per l'Europa e il resto del pianeta questa riunione a Berlino, domani Venerdì ci sarà il discorso della Maitress ospitante, che ormai è di casa anche dentro la Trilaterale e altre organizzazioni dediche al benessere di tutti i cittadini che vivono sulla terra, dirà che è felice di rivedere i suoi cari amici perché hanno scelto Berlino per poter festeggiare il loro incontro al fin di scambiarsi quattro chiacchiere e magari scolarsi qualche botte di Berliner Weissbier, tra una battuta e l'altra un sorso di birra e una carezza al posto giusto tanto per fare un po di “stimmung" allegria, decideranno che l'Italia farà la fine della Grecia se non peggio, dato che il Monti è stato sbattuto fuori come un cane randagio dalla presidenza.

Occhio perché questi mica scherzano, hanno dato ordine di far fuori il Berlusconi e di già le prime mosse si sono viste, dopo toccherà al Bersani perché non è stato capace di zittire Grillo o perlomeno impedire che arrivasse a tale punto, a Napolitano essendo di sangue reale, andranno a trovarlo al capezzale, le decisioni che prenderanno saranno le seguenti (spero di sbagliarmi), si parlerà delle scelte politiche di alcuni stati da loro considerati nemici e anche di alcuni amici.

 

Come tutti gli anni ci saranno anche rappresentanti della controparte occidentale, ovvero gli Stati che fanno parte al BRIC e che anche loro avranno portato dei suggerimenti “essendo anche loro delle canaglie", cercheranno di scongiurare il peggio, ma visto come si è messa la situazione internazionale c'è poco di buono da sperare, durante le loro discussioni non ci sarà alcun giornalista o personaggio non facente parte al gruppo al fine non far trapelar alcuna notizia su quello che viene deciso, ma ripensando agli avvenimenti degli ultimi mesi, le discussioni saranno queste:

  1. - i popoli che fanno parte della UE verranno depredati di tutto e il ricavato andrà ancora alle banche;
  2. - gli stati del Sud America, come il Venezuela, saranno presi di mira al fine di destabilizzarli del tutto;
  3. - faranno manipolazioni sulle valute di altri stati al fine di portarli sistematicamente alla rovina economica-sociale;
  4. - inventeranno altre strategie per far si che Israele possa finalmente prendere parte “legalmente" a una aggressione compatta con i paesi della NATO per poi passare all'opzione IRAN;
  5. - saranno approvate sanzioni contro il Pakistan perché ha deciso di costruire un Gasdotto in collaborazione dell'IRAN che lo rifornirà a buon prezzo;
  6. - cercheranno di allungare e di incrementare ancora la guerra in Iraq per tenerlo ancora sotto il loro controllo e costruire un Gasdotto che parte dal Qatar per poi collegarlo con l'Eura Gasrom “questione di concorrenza" dicono loro;
  7. - faranno di tutto per incoraggiare lo stato dell'Aserbaidschan ad intraprendere una guerra contro la Russia e l'Armenia promettendo loro aiuti Nato per poi entrare anche la NATO in una guerra apocalittica;
  8. - faranno guerra totale alla Verità che si metterà online in Internet, propagandando le solite menzogne ed escogitando nuovi sistemi di censura fino a chiudere totalmente internet (la commissione UE ci sta lavorando da parecchio tempo);
  9. - faranno di tutto per impedire che la CINA diventi la prima nazione come economia al mondo (lo è di già, ma nessuno ha il coraggio di dirlo) anche a costo di scatenare guerra nucleare seguita da quella Batteriologica.

Questo è nel loro calendario per i prossimi mesi, descrivere quale sarà la situazione in Europa dopo l'approvazione di questi punti lo lascio immaginare a voi tutti cari connazionali, quello che stanno vivendo al momento i cittadini Greci a breve lo vedremo anche da noi, Dittatura allo stato puro, processi sommari per togliersi dai piedi personaggi scomodi alla quale bisogna tappare la bocca.

Sotto la lista dei partecipanti alla riunione della Criminalità Organizzata Mondiale:

Questa è la lista dei partecipanti con Nazionalità Tedesca che dovrebbero prendere in mano il destino della UE:

Manfred Bischoff, Aufsichtsratsvorsitzender der Daimler AG, Edelgard Bulmahn, Mitglied des Bundestag und ehemaliger Minister, Jürgen Chrobog, Vorsitzender der BMW Stiftung Herbert Quandt und ehemaliger Vizeaussenminister und Botschafter in den USA, Jürgen Fitschen, Aufsichtsratsvorsitzender der Deutschen Bank, Klaus-Dieter Frankenberger, Redakteur der Frankfurter Allgemeine Zeitung, Michael Fuchs, Bundestagsabgeordneter und Vizefraktionsvorsitzender der CDU/CSU, Wolfgang Gerhardt, Bundestagsabgeordneter, Vorsitzender der Friedrich-Naumann-Stiftung und ehemaliger Parteichef der FDP, Wolfgang Ischinger, Geschäftsleitung Allianz München und Vorsitzender der Münchner Sicherheitskonferenz, Wolfgang Kirsch, Chef der DZ Bank Frankfurt, Kurt Lauk, Ex-Mitglied des Europaparlaments (CDU) und Ex-Vorstand der Daimler AG Stuttgart, Friedrich Merz, Präsident der Atlantik Brücke, Peter Müller, Vorstandsvorsitzender der Commerzbank Frankfurt, Arend Oetker, Präsident der Deutschen Council on Foreign Relations (CFR) Konzernchef der Dr. Arend Oetker Holding GmbH & Co. KG in Berlin, Vizepräsident des Bundesverband der Deutschen Industrie und Mitglied der CDU, Volker Perthes, Direktor der Stiftung Wissenschaft und Politik (SWP) Berlin, Heinz Riesenhuber, Bundestagsabgeordneter und Ex-Forschungsminister, Andreas Schmitz, Präsident des Bundesverband deutscher Banken (BdB) und Chef von HSBC Trinkaus & Burkhardt Düsseldorf, Heinrich Weiss, Chef der SMS Gruppe Düsseldorf, und Matthias Wissmann, Präsident des Verbandes der Automobilindustrie (VDA).

Questa la lista dei Mondialisti:

Santander, UBS, Bain & Company, ERAMET, British American Tobacco, Bank of Ireland, Enel Rom, Compagnie Financière Tradition and Viel & Cie. Paris, BP London, Conroy Gold and Natural Resources Dublin, Rothschild Europa, Texas Pacific Group, Allianz AG, Banco Finantia Lissabon, Intesa Sanpaolo Group Mailand, Lazard LLC Paris, KPMG Paris, Goldman Sachs, Fiat Group Turin, Rio Tinto London, Repsol Madrid, Prensa Española Madrid, Unilever London, Rabobank Utrecht, GE France Paris, DUCATI Energia Bologna, N M Rothschild & Sons Limited London, Royal Dutch Shell London, Rothschild Group London, Solvay Brüssel, Danske Bank Kopenhagen, ING Bank Amsterdam, BNP Paribas Paris, KBC Group, Umicore Brüssel, HSBC London, BAA London, Hermes EOS, Statoil Oslo, BAWAG P.S.K. Wien, Finmeccanica Rom, BAE Systems London, Areva Paris, Grupo Prisa El Pais Madrid, Mediobanca Madrid, Eni Rom, Techint Group Mailand, Havas Barcelona, Intesa Sanpaolo Group Mailand, Wallenberg Foundation Stockholm, Gruppo Banca Sella, Citigroup, WPP Group London, Erste Bank AG Wien, Pirelli Mailand, Telecom Italia, ABB Oslo, Heineken, Akzo Nobel, Banco Bilbao, Vizcaya Madrid.

La IG-Farben vi dà il Benvenuto!

Come vedete non manca nessuno, ci sono pure i nostri connazionali, quelli che si son fottuti i nostri soldi con l'aiuto del Mister Mario Monti, c'è gente che si premura a fargli pure scorta con la speranza che almeno con loro hanno un po' di clemenza... scordatevelo.

Autore: Belli Corrado / Fonte: mentereale.com

Tratto da: ecplanet.com

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LA GERMANIA ARRUOLA L'EUROPA DELL'EST ?

Pubblicato su 9 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Parigi pensa ai cannoni ma Berlino pensa all’euro del nord. Una missione comune – ma con obiettivi diversi – alla base del vertice con Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia.





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La cancelliera tedesca Merkel e il presidente francese Hollande, con obiettivi diversi tra loro, hanno incontrato a Varsavia i rappresentanti del ''gruppo di Visegrad'', l’organismo informale che riunisce i leader di Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria.
Il summit era stato convocato formalmente in vista del Consiglio Europeo che si terra' nel secondo semestre del 2013, dedicato al tema della difesa e sviluppo delle capacita' militari europee. Un tema questo assai sensibile per la Francia che continua a ritenersi la potenza decisiva in Europa sul piano militare. Infatti gli unici atout che Parigi mette esclusivamente in campo nella concertazione dentro al nucleo duro dell’Unione Europea sono il suo arsenale nucleare e il suo peso nel complesso militare-industriale.
Il portavoce del Ministero della Difesa polacco, Jacek Sonta, ha avanzato la proposta che il gruppo di Visegrad presenti a Francia e Germania una dichiarazione d'intenti per la creazione, entro il 2016, di un'unita' di combattimento nel quadro della difesa comune dell'Unione Europea.
L'unita' potra' essere ''utilizzata fuori dai confini europei per missioni “umanitarie”, prevenzione di conflitti armati e gestione di scenari di crisi'' su richiesta del Consiglio dell'Unione Europea.
La Polonia si candida ad assumere un ruolo chiave della gestione dell'unita', denominata V4 EU BG (European Union Battlegroup), che dovrebbe essere formata da 2.000/3.000 uomini di fanteria, tra i quali 1.000 unita' provenienti dall'esercito polacco. Secondo il famigerato centro studi strategici “Stratfor”, la militarizzazione del Gruppo di Visegrad è stata determinata dalla mutazione dell’assetto geopolitico dell’Europa centro-orientale risalente all’inizio degli anni Novanta, ma soprattutto dal rinato attivismo internazionale della Russia nelle sua vecchia area di influenza, culminato con la guerra in Georgia del 2008, il conflitto che mise in crisi la Nato nella sua partnership con diversi paesi dell’Europa dell’est e nelle relazioni tra Stati Uniti con Francia, Italia e Germania.

Ma evidentemente non ci sono solo i problemi geopolitici e militari dietro questa missione a due dell’asse Francia- Germania a Varsavia. Infatti in diversi paesi dell’Europa dell’Est sta crescendo la convinzione che l’avvenire economico di molti paesi dell’Est non sia più indissolubilmente legato all’Unione Europea, soprattutto in seguito della attuale crisi economica. E questa appare come una preoccupazione decisiva più per la Germania che per la Francia. Secondo il Sole 24 Ore, l’obiettivo della cancelliera in questa missione in Polonia sarebbe quello di “compattare” i paesi della “Nuova Europa” intorno alla centralità del ruolo e della strategia tedesca nell’Unione Europea. Dalla sua la Germania ha i numeri dell’economia. Berlino infatti è il principale partner economico, commerciale e industriale di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Repubbliche Baltiche. Ma questi paesi, pur membri dell’Unione Europea, non hanno ancora adotattato l’euro e dunque non fanno parte dell’Eurogruppo né sono sottoposti ai vincoli della Bce. Nella sua ambizione non dichiarata di costruire un “nucleo del nord”, la Germania vede come area di partnership e influenza naturale i paesi del gruppo di Visegrad. Una sorta di massa critica a disposizione di Berlino nella contrattazione con la Francia e con l’Italia, oggi indebolita dalla crisi politica e istituzionale interna.


 

Fonte: contropiano.org

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GRECIA: MORIRE DI FAME MENTRE GLI EMIRI FANNO SHOPPING DI ISOLE

Pubblicato su 8 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

E c'è ancora chi parla di stare in questa Europa! Claudio Marconi

La popolazione greca è sempre più vessata dalle misure di austerità imposte dalla troika. La disoccupazione è alle stelle ed oltre un greco su tre vivrà sotto la soglia di povertà entro la fine dell’anno. Il governo ha assunto mercenari americani per proteggere il parlamento dalla folla infuriata. Intanto miliardari di tutto il mondo acquistano le bellissime isole greche a prezzi stracciati.


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Grecia. Il paese dove è nata la democrazia occidentale rischia oggi di diventarne lapietra tombale. Le isole cantate da Omero, Saffo, Pindaro, poi da Foscolo, sono vendute ai migliori offerenti, il parlamento sarebbe protetto da un esercito di mercenari americani. Nelle strade la rabbia di chi non riesce più neppure a sopravvivere e si vede sottratti anche i diritti più elementari cresce ogni giorno.

La rabbia è quella di migliaia di giovani senza lavoro, cui non è garantita più neppure l’istruzione. Stando alle ultime stime fornite da Eurostat e dal servizio statistico greco il tasso di disoccupazione è del 27 per cento, con quella giovanile che arriva ad un picco del 61,7 fra i 18 e i 24 anni. Ogni giorno perdono il lavoro mille persone.

Quel poco di lavoro che ancora rimane è offerto a condizioni disumane, con salari che oscillano fra i 200 e i 450 euro al mese, nessuna assicurazione, orari inesistenti. Il tutto rigorosamente a norma di legge: la legge che il governo di larghe intese presieduto da Antonis Samaras ha da poco approvato sotto pressione della Troika (Bce, Ue, Fmi) e che di fatto toglie quasi ogni diritto ai lavoratori. Ancora la Troika ha subordinato il rilascio di una nuova tranche di aiuti da 2,8 miliardi di euro al taglio di 25mila dipendenti statali. E il governo si appresta ad approvare la misura.

Ad Atene piazza Syntagma è teatro di scioperi e manifestazioni quasi quotidiani. Il 19 febbraio scorso uno sciopero generale promosso dai due principali sindacati per protestare contro le misure di austerità ha paralizzato il paese per 24 ore. Gli oltre 3mila agenti presenti per controllare le manifestazioni hanno lanciato lacrimogeni sulla folla, cui alcuni manifestanti hanno risposto con il lancio di pietre. Ma scioperi di minor entità sono praticamente all’ordine del giorno.

La disperazione si incanala spesso per vie pericolose, come quelle indicate dal partito neonazista Alba Dorada (che siede in parlamento e gli ultimi sondaggi danno in crescita con oltre il 10 per cento di consensi!). Alcuni suoi membri hanno recentemente promesso di aprire agli immigrati tutte le porte. Quelle dei forni. In un documentario andato in onda sul canale inglese Channel 4 uno dei candidati di Alba Dorata, Plomaritis, ha affermato di voler “fare saponette con gli extracomunitari presenti sul territorio greco”, per poi concludere: “Siamo pronti a infornarli”.

Non ci vuole tanto per passare dalle parole ai fatti: gli episodi diviolenza verso gli immigrati non mancano nelle recenti cronache elleniche. Come nel caso dell’aggressione subita da un cittadino greco di origini egiziane – scambiato per straniero – la cui foto intubato in ospedale con un occhio ormai perso ha fatto il giro del mondo; o dell’assalto alle bancarelle dei bengalesi, distrutte a colpi di mazze da golf. E delle innumerevoli altre violenze che si consumano ogni giorno in silenzio, le cui vittime sono spesso prive di documenti e non assurgono agli onori della cronaca.

Il governo è ormai poco più che un fantoccio che applica pedissequamente le politiche di austerità imposte dall’Unione, barricato all’interno dei palazzi del potere. Protetto, sembrerebbe, da un esercito di mercenari. A diffondere quest’ultima inquietante notizia è stato un sito ellenico, Defence.net, che l’ha ripresa da un’intervista all’ambasciatore greco in Canada Leonidas Chrysanthopoulos.

Rispondendo alla domanda di un blogger l’ambasciatore affermava che il governo greco aveva raggiunto un accordo con la società statunitense Academi per difendere il parlamento ellenico. Academi è il nuovo nome della Blackwater, società americana specializzata nella difesa, una sorta di multinazionale della guerra responsabile fra l’altro dei massacri di civili in Iraq e attualmente impegnata in Afghanistan.

Ma i tempi di crisi, si sa, sono anche tempi di grandi occasioni, di quelle da cogliere al volo. I saldi in Grecia sono iniziati già da un po’. A settembre il governo aveva buttato giù una lista di 40 isole e isolotti disabitati da dare in concessione a privati o imprese per un periodo compreso tra i trenta e i cinquant’anni. Ed ecco che, è notizia di pochi giorni fa, l’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani, già noto per aver acquistato la squadra del Paris Saint German, ha deciso di fare un giro di shopping e comprarsi un posto al sole. Sei isole del bellissimo arcipelago delle Echinadi, a poche miglia da Itaca e Skorpios, sono finite nelle sue tasche per poco più di otto milioni di euro. Su di esse sorgeranno ville esclusive da vendere ai miliardari di tutti il pianeta. Già esistono i plastici, i progetti ed anche i primi acquirenti, fra i quali – secondoIl Fatto Quotidiano - ci sarebbe anche la cantante Madonna.

E la notizia non è certo (per restare in tema) isolata. Prima dell’emiro aveva fatto affari in Grecia Lord Jacob Rothschild: il miliardario appartenente alla potentissima famiglia di banchieri americana ha recentemente acquistato 2.662 ettari di terreno nell’isola di Meganissi per costruirvi anche in questo caso delle ville. Saranno 14 in tutto, ciascuna di mille metri quadrati su un terreno di 200 ettari con eliporto e piscina, vendute a 27 milioni d’euro. Fra i probabili acquirenti il magnate russo Roman Abramovich, il principe Carlo, l’attrice Nicole Kidman.

Dunque, mentre 3,9 milioni di persone – oltre un terzo della polazione – vivrà al di sotto della soglia di povertà alla fine del 2013, con meno di 7.200 euro di reddito annuo (stime del Gsee, il maggior sindacato del settore privato), i miliardari di tutto il mondo si stanno comprando a prezzi stracciati i più bei gioielli naturali del territorio greco. È la faccia crudele del capitalismoneoliberale che ha gettato la maschera e divora la democrazia proprio nella sua culla.

Mi chiedo se chi protesta in piazza Syntagma ha mai sentito ildiscorso di Mario Monti sulla Grecia, riportato da Loretta Napoleoni nel suo Democrazia Vendesi: “Oggi secondo me si assiste, e non è un paradosso, al grande successo dell’euro… E qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell’euro? La Grecia […] una Grecia che è costretta a dare abbastanza peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa”.

http://www.ilcambiamento.it/crisi/grecia_morire_di_fame_emiri_comprano_isole.html

Tratto da: informarexresistere.fr

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GERMANIA MINACCIA VETO: ROMANIA E BULGARIA RINUNCIANO PER ORA A SCHENGEN

Pubblicato su 7 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Ai tedeschi potremmo " regalare " Vendola ed i " suoi fratelli rom". Claudio Marconi

 

 

 

 

 

http://it.euronews.com/ Romania e Bulgaria rimarranno ancora fuori dall'aria Schengen. Alla vigilia del vertice convocato a Bruxelles per discutere l'ingresso nell'area di libero scambio di Bucarest e Sofia, la Germania minaccia il veto.

Una presa di posizione che ha spinto i governi delle due ex Repubbliche socialiste a non sollecitare il voto nella riunione ministeriale europea.

"Chiediamo di ricevere delle motivazioni, di sapere le ragioni. Ma quelle basate sui trattati, quelle basate sulle regole di Schengen, non quelle basate sulle considerazioni politiche - dice il ministro degli esteri romeno, Titus Corlatean - Non vediamo l'ora di discuterne nel prossimo incontro per capire meglio dove è il problema".

Berlino ritiene che Sofia e Bucarest, entrate nell'Unione nel 2007, debbano progredire ulteriormente nella lotta alla corruzione e nella gestione dei flussi migratori.

"Per quanto riguarda la Bulgaria, sono sicuro che la reputazione del nostro Paese è identica a quella del suo primo ministro - sostiene Solomon Passy, ex ministro degli Esteri bulgaro - E il primo ministro bulgaro, in questo momento, non gode di una grande fama tra i suoi colleghi dell'Unione europea".

Nel 2011 hanno varcato il confine tedesco 150mila cittadini bulgari e romeni, in maggioranza di etnia rom. Un arrivo in massa indipendente dall'ingresso nell'area Schengen, ma che trova una forte opposizione in Germania a pochi mesi dalle elezioni generali.

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LA FRANCIA CHIEDE UN REFERENDUM PER USCIRE DALL'EURO

Pubblicato su 5 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Anche i cugini francesi hanno capito in quale truffa sono caduti dal giorno in cui quel “qualcuno” decise di far entrare la Francia a far parte della grande famiglia “Europa”.

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C’era da aspettarselo che nessun giornale e nessuna

trasmissione televisiva ne riportasse la notizia, la notizia è di ieri, solo la AFP l’ha riportata dopo aver ottenuto una intervista da Marine Le Pen che in poche parole ha specificato quello che i cittadini francesi vogliono:

 

“Je demande solennellement au président de la République d’organiser en janvier 2014 (…) un référendum sur la sortie de la France de l’Union européenne”

 

In fin dei conti la signora Le Pen chiede al Presidente le seguenti:

 

- Chiudere con ordine l’uscita dall’Euro;

- L’annullamento del Trattato di Schengen;

- Patriottismo economico, riordinare l’industria, protezione dei confini;

- Riportare la Costituzione Nazionale prima di quella scritta a Brussel nel Trattato di Lisbona;

 

http://actu.orange.fr/politique/marine-le-pen-demande-a-hollande-un-referendum-sur-la-sortie-de-l-ue-en-janvier-2014-afp_1385726.html

 

http://www.huffingtonpost.fr/2013/03/02/marine-le-pen-demande-referendum-sortie-ue-francois-hollande_n_2798083.html

 

http://www.dailymotion.com/video/xxx2dv_marine-le-pen-demande-a-hollande-un-referendum-sur-la-sortie-de-l-ue-en-janvier-2014-03-03_news

 

Augurando alla Signora Le Pen che abbia successo con la sua iniziativa e aspettando qualche segno positivo anche da qualche politico Italiano.

 

Buon ascolto e buona lettura.

 

Fonte: terrarealtime.blogspot.it

Corrado Belli 5 marzo 2013   - Stampalibera.com

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BULGARIA: MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO CRISI POLITICA E POVERTA'

Pubblicato su 4 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

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CRISI GRECIA: MERCENARI USA A DIFENDERE IL PARLAMENTO DI ATENE ?

Pubblicato su 28 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Il governo greco avrebbe assunto a propria protezione i sinistramente famosi mercenari della Blackwater, “licenziando” la Polizia greca.

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C’è una storia che sta girando per tutta la Rete. Una storia che ha molto di inquietante, e che origina da un blog che si chiama DarkerNet. Una fonte non verificata, dunque. DarkerNet racconta che in Grecia è in atto una vera strategia della tensione,

ma soprattutto che il governo greco avrebbe assunto a propria protezione i sinistramente famosi mercenari della Blackwater (oggi ribattezzata Academi), che già avevano imperversato in Iraq e di cui si vociferano metodi sanguinari.

Sembra che la notizia arrivi da un’intervista ad un ambasciatore greco, e quindi non è confermabile. Ho cercato parecchio in Rete, ma non ho trovato nulla di ufficiale… finché non mi sono imbattuta in un articolo di un piccolo giornale di provincia dello Stato del Mississipi. La cronista, una brava investigatrice, incuriosita dalla stessa notizia, ha provato a contattare fonti greche e della Blackwater per tentare di avere informazioni. Senza risultato, come era prevedibile: chi ammetterebbe un fatto del genere?

Nessuno. Ma Internet conserva tutti i segreti, e li fa saltar fuori quando meno te lo aspetti: ecco quindi la brava Barbara scoprire, alla faccia di tutte le negazioni “ufficiali”, un vecchio articolo di Athens News, giornale greco, risalente all’Agosto del 2012 che apre testualmente:

La sicurezza del Parlamento sarà rilevata da una compagnia privata, mentre il numero delle forze dell’ordine usate per proteggere politici e altre figure pubbliche sarà drasticamente ridotto.

Ne consegue che l’informazione diffusa da quel blog, e rilanciata su tutta la Rete, pare avere una conferma da una fonte attendibile e anche piuttosto “vecchia”.

Commenti? In un Paese che sta crollando, e dove molto presto anche le forze dell’ordine resteranno a terra e a piedi con il conseguente sfascio della sicurezza dei cittadini, si provvede a mettere al sicuro esclusivamente l’organismo deputato a continuare ad opprimere il popolo ed a distruggere ciò che resta. Qualora la gente disperata decida di tentare il tutto per tutto e ribellarsi al governo, troverà pane per i suoi denti: invece dei poliziotti greci, i mercenari senza volto della compagnia privata più pericolosa del mondo.

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http://crisis.blogosfere.it/2013/02/crisi-grecia-mercenari-americani-a-difendere-il-parlamento-di-atene.html

 

Tratto-da:http://www.informarexresistere.fr/2013/02/27/crisi-grecia-mercenari-usa-a-difendere-il-parlamento-di-atene/#ixzz2MC6A8wnr 

 

Tratto da: terrarealtime.blogspot.it

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