Overblog
Segui questo blog
Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Post con #entita sionista categoria

Bambini condannati a lunghi anni di carcere: infanzia negata

Pubblicato su 15 Novembre 2016 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI in ENTITA SIONISTA

commenti

Il Knesset rifiuta di riconoscere i Palestinesi del '48 come minoranza nazionale

Pubblicato su 12 Novembre 2016 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI in ESTERI, ENTITA SIONISTA

commenti

Il ministero denuncia l'attacco di Israele ad un orfanotrofio

Pubblicato su 23 Ottobre 2016 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI in ESTERI, ENTITA SIONISTA

commenti

Israele sospende la collaborazione con l'UNESCO per il voto su al-Aqsa

Pubblicato su 16 Ottobre 2016 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI in ESTERI, ENTITA SIONISTA

commenti

'Ammazzare a sangue freddo un bambino di 10 anni e pretendere di essere chiamati democratici?' In quale paese avviene?

Pubblicato su 14 Ottobre 2016 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI in ESTERI, ENTITA SIONISTA

commenti

40 Palestinesi rapiti dalle forze israeliane tra Cisgiordania e Gerusalemme

Pubblicato su 7 Ottobre 2016 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI in ENTITA SIONISTA, ESTERI

commenti

65 minorenni palestinesi condannati agli arresti domiciliari

Pubblicato su 2 Luglio 2016 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI in ESTERI, ENTITA SIONISTA

commenti

Nella Giornata del Fanciullo, bambino palestinese arrestato dalle forze israeliane

Pubblicato su 21 Novembre 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI in ESTERI, ENTITA SIONISTA

commenti

ARMI CHIMICHE. PUTIN: ' ANCHE ISRAELE DEVE ESSERE DISARMATO'

Pubblicato su 3 Ottobre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ENTITA SIONISTA

Dopo la proposta di mettere sotto controllo delle Nazioni Unite l’arsenale di armi chimiche della Siria, il presidente russo Vladimir Putin lancia una provocazione : smantellare anche l’arsenale chimico di Israele. Putin si è espresso durante un incontro con esperti russi e internazionali a Valdaï (nord-ovest della Russia). Il presidente russo ha voluto ricordare che l’arsenale chimico della Siria era apparso come un’alternativa all’arma nucleare israeliana,

aggiungendo che di quest’arma Israele non ha bisogno. “Non posso garantire al 100% che riusciremo a condurre a termine il piano di smantellamento delle armi chimiche siriane, ma quanto fatto in questi giorni ispira fiducia sul fatto che sia possibile – ha dichiarato. “La Siria si è detta pronta a aderire e si considera già parte della convenzione internazionale sul divieto delle armi chimiche – ha sottolineato Putin, elogiando i passi concreti del governo di Damasco. Il presidente russo ha definito un’abile provocazione l’attacco chimico del 21 agosto nei pressi della capitale siriana Damasco. “In Siria non abbiamo alcun interesse per il quale cerchiamo di mantenere in carica l’attuale governo – ha detto Putin, aggiungendo che con la sua ingerenza negli affari attorno alla Siria, la Russia si applica semplicemente ad affermare i principi del diritto internazionale.

Tratto da: http://www.associazionelatorre.com/2013/10/armi-chimiche-putin-anche-israele-deve-essere-disarmato/

http://www.losai.eu/armi-chimiche-putin-anche-israele-deve-essere-disarmato/#sthash.fmXC6Ryl.dpuf

Tratto da: terrarealtime.blogspot.it

ARMI CHIMICHE. PUTIN: ' ANCHE ISRAELE DEVE ESSERE DISARMATO'
commenti

Armi chimiche: Il segreto dei gas israeliani, di Thierry Meyssan

Pubblicato su 19 Settembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ENTITA SIONISTA

israele-copia-1.jpg
Sono le ricerche israeliane sulle armi chimiche e biologiche ad aver spinto storicamente la Siria a respingere la Convenzione che mette al bando le armi chimiche. Questo è il motivo per cui la firma di Damasco su tale documento rischia di evidenziare l'esistenza, ed eventualmente il proseguimento, della ricerca sulle armi destinate ad uccidere le sole popolazioni arabe.

 

I media occidentali sembrano stupiti dell'improvviso giravolta degli Stati Uniti di fronte alla Siria. Poiché hanno annunciato tutti, due settimane fa, una campagna di bombardamenti e la caduta inevitabile del «regime», restano senza parole davanti alla ritirata di Barack Obama. Eppure era probabile, come scrivevo su queste colonne, che l'impegno di Washington in Siria non abbia più un movente strategico importante. La sua politica attuale è guidata principalmente dal desiderio di preservare il suo status di unica superpotenza.

Prendendo in parola quel che in origine era solo una battuta di John Kerry, e nel proporre l'adesione della Siria alla Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche, Mosca ha dato soddisfazione alla retorica di Washington senza che questa dovesse fare ancora un'altra guerra, in tempi di crisi economica. Gli Stati Uniti mantengono il loro status, in teoria , anche se chiunque vede bene che è ormai la Russia a condurre il gioco.

Le armi chimiche hanno due usi: sia quello militare sia quello volto a sterminare una popolazione.

Esse sono state utilizzate durante le guerre di trincea, dalla Prima Guerra Mondiale all'aggressione irachena contro l'Iran, ma non servono a nulla nelle guerre moderne, il cui fronte si sposta in continuazione. È pertanto con sollievo che 189 Stati hanno firmato la Convenzione che le vieta, nel 1993: hanno potuto così sbarazzarsi di stock pericolosi e inutili, la cui custodia risultava per loro onerosa.

Un secondo uso è lo sterminio delle popolazioni civili prima della colonizzazione del loro territorio. Così nel 1935-36, l'Italia fascista conquistò gran parte dell'Eritrea eliminando la sua popolazione con il gas mostarda. In questa prospettiva coloniale, dal 1985 al 1994, Israele finanziò segretamente le ricerche del dottor Wouter Basson presso il laboratorio Roodeplaat (Sud Africa). Il suo alleato, il regime dell'apartheid, cercava di mettere a punto delle sostanze, chimiche e soprattutto biologiche, che avrebbero ucciso solo gli individui secondo le loro "caratteristiche razziali" (sic), che si trattasse dei palestinesi in particolare e degli arabi in generale, o persone dalla pelle nera. La Commissione per la Verità e la Riconciliazione non è stata in grado di determinare i risultati ottenuti da questo programma, né quel che sia diventato. Tuttalpiù ha dimostrato il coinvolgimento in questo enorme progetto segreto degli Stati Uniti e della Svizzera. È stato accertato che diverse migliaia di persone sono morte come cavie del dottor Basson.

Se si capiscono le ragioni per le quali né la Siria né l'Egitto hanno firmato, nel 1993, la Convenzione, l'opportunità offerta da Mosca a Damasco per unirsi ad essa oggi è un affare: non solo mette fine alla crisi con gli Stati Uniti e la Francia, ma le permette anche di liberarsi di scorte inutili diventate sempre più difficili da difendere. Per tutti gli scopi pratici, il presidente al-Assad ha specificato che la Siria agirebbe su richiesta della Russia, e non sotto costrizione degli Stati Uniti, un modo elegante per sottolineare la responsabilità di Mosca di proteggere in futuro il paese da un eventuale attacco chimico israeliano.

In effetti, l'insediamento ebraico di Palestina non ha ancora ratificato la Convenzione. Questo potrebbe diventare rapidamente un peso politico a carico di Tel Aviv. Questo è il motivo per cui John Kerry vi si reca oggi, domenica, per discuterne con Benjamin Netanyahu. Se il primo ministro dell'ultimo Stato coloniale è accorto, dovrebbe cogliere la palla al balzo per annunciare che il suo paese riconsidererà la questione. A meno, naturalmente, che Wouter Basson non abbia trovato gas etnicamente selettivi e che i falchi israeliani ancora considerino di farne uso.

Per saperne di più: «L'Afrique du Sud, ex-laboratoire secret de bio-terrorisme des démocraties», Réseau Voltaire, 28 octobre 2002.

Tratto da: italian.irib.ir

commenti
1 2 > >>