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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Post con #economia categoria

L'Istat gela Renzi: ripresa economica quasi nulla

Pubblicato su 5 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

La ripresa economica prosegue, ma con una “intensità più contenuta rispetto al primo trimestre”. Lo segnala l’Istat, nel suo rapporto mensile sull’economia italiana. Nonostante alcuni segnali positivi, il quadro si mantiene ancora a tinte fosche e non offre certezze sul futuro.

 
 
 
 
 

 
In aprile, “l’attività produttiva nell’industria e nelle costruzioni ha registrato una lieve flessione rispetto a marzo”, con l’industria in senso stretto che registra una riduzione congiunturale dello 0.3%, trainata al ribasso dalla caduta nella produzione di beni di consumo non durevoli e dall’andamento negativo dell’energia. Al pari della produzione, si registra un calo anche nel fatturato industriale, che sempre in aprile tocca un -0.6% dopo due rialzi consecutivi che avevano fatto sperare in un consolidarsi dell’andamento al rialzo.

 
Dal lato dell’inflazione, “la variazione annua dell’indice dei prezzi al consumo  si conferma al +0,1%”, ribaltando i dati di deflazione dei periodi precedenti. Il recupero dei prezzi è comunque ancora estremamente limitato, con ancora gli indici energetici in territorio negativo.
 
Pesa, sul quadro internazionale, l’incognita della crisi greca. Ma si fanno sentire anche le difficoltà del commercio internazionale, che nonostante l’euro debole pesano sulle esportazioni: le vendite extra-Ue calano dell’1.9%, mentre quelle estere intra-Ue dell’1.3%.
 
“I più recenti indicatori congiunturali mostrano che la ripresa economica prosegue, ma con una intensità più contenuta rispetto all’avvio dell’anno in corso“, osservano i tecnici dell’istituto analizzando le prospettive a breve termine.
 
Segnali poco incoraggiati anche dal lavoro, dove sempre secondo l’Istat “emergono segnali positivi”, anche se “la ripresa non c’è ancora“. Aumenta infatti, sia pur di poco, l’offerta di posti di lavoro, ma dall’altra parte si riducono le persone in cerca di lavoro, con gli scoraggiati che continuano ad aumentare. Segno che rimangono ancora tensioni nella dinamica domanda/offerta. D’altronde, senza prospettive di crescita industriale, non c’è regolamentazione sul lavoro -Jobs Act o comunque la lo si chiami- che possa incentivare aumenti occupazionali.
 
Tratto da:http://www.affaritaliani.it/economia/istat-ripresa-contenuta-quasi-nulla-373823.html
L'Istat gela Renzi: ripresa economica quasi nulla
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Grecia Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite il ricatto monetario

Pubblicato su 3 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA, EUROPA

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Varoufakis allontanato perchè vuole moneta complementare

Pubblicato su 2 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA, EUROPA

Abbiamo fatto la conoscenza letteraria, e presto anche quella personale, del giornalista economico Enrico Grazzini ci ha illustrato il progetto che aveva in mente Yaris Varoufakis per alleviare la Grecia dall’oppressione del debito. Varoufakis voleva istituire una moneta complementare, libera da emissione a debito, fuori dal circuito bancario e di proprietà pubblica. Tale moneta sarebbe l’equivalente della proposta italiana dei Certificati di Credito Fiscali che Enrico Grazzini ed altri hanno proposto quale soluzione al debito dell’Italia. Ci appare chiara l’esclusione di Varoufakis dalle trattative con la Troika visto che lui propone una soluzione per immettere liquidità e far ripartire la domanda interna con una moneta libera dal sistema del debito come quella bancaria. Di seguito vi riportiamo parte dell’articolo di Grazzini che vi consente di poter capire meglio la portata dell’idea di Varoufakis per la “vera” liberazione del popolo greco dalla morsa del debito e la sua estromissione dalle trattative. L’articolo vi permette di capire la portate anche dell’idea di Gallino , supportata da Grazzini, dei CCF emessi dallo stato gratuitamente ai cittadini.

“Varoufakis propone di introdurre nei paesi periferici dell’Europa i FT-coins (FT sta per Future Taxes), un titolo di stato con valore fiscale simile ai Certificati di Credito Fiscale, CCF, previsti dall’appello di Gallino per pagare le tasse. Varoufakis scrive: “C‘è qualcosa che i paesi della periferia europea possono fare per non soffocare e avviare una azione autonoma che può smuovere Berlino, Francoforte e Bruxelles? La risposta è: sì. Possono creare il loro proprio sistema di pagamento denominato in euro e basato sulle tasse che riscuoteranno. … Chiamiamo questo sistema FT che sta per Future Taxes, tasse future”.

FT può essere gestito da un algoritmo (cioè con criteri oggettivi e automatici, ndr) da un’autorità indipendente neutra e non governativa. L’ammontare totale della moneta fiscale può essere fissato in anticipo in relazione a variabili oggettive e al di fuori del controllo governativo, per esempio il PIL nominale”.

Il grande vantaggio di un sistema come questo è che esso crea:

  • una fonte di liquidità per i governi che si pone al di fuori dei circuiti di mercato dei titoli di Stato, che non coinvolge le banche, e che scavalca i vincoli imposti da Bruxelles e dalle varie Troike
  • una fonte nazionale di euro che è perfettamente legale nel contesto dei trattati dell’Unione Europea, e che può essere utilizzato a favore membri più deboli della società e per reperire i finanziamenti per gli indispensabili lavori pubblici
  • un meccanismo che permette ai contribuenti di ridurre il loro carico fiscale
  • un sistema di pagamento libero e trasparente fuori dal sistema bancario, che può essere monitorato insieme da ogni cittadino (e non cittadino) che vi partecipa”

I CCF che proponiamo in Italia nel nostro appello sono titoli statali di credito validi per pagare qualsiasi tipo futuro di impegno finanziario verso la pubblica amministrazione (tasse statali e locali, contributi, multe, ecc) dopo due anni dall’emissione. Questi titoli vengono distribuiti gratuitamente dallo stato ai lavoratori e alle imprese, e sono immediatamente convertibili in euro. I CCF possono garantire immediatamente ai cittadini e alle imprese un forte potere d’acquisto. Così è possibile creare nuova domanda e rilanciare la produzione. 

La politica di austerità espansiva è folle e suicida. Serve solo alle elite della grande Germania. Esiste il rischio concreto che anche l’Italia – che vede aumentare continuamente il rapporto tra debito pubblico e PIL – possa trovarsi in una situazione analoga a quella della Grecia, e cadere negli artigli della Troika (UE, BCE, FMI). Con una differenza sostanziale: nessuno potrà mai negoziare il debito pubblico italiano, perché è troppo grande ed è in mano a banche private – mentre il debito greco è dieci volte minore ed è in mano a istituzioni pubbliche –. L’Italia non uscirà mai dalla crisi chiedendo di rinegoziare i suoi debiti

Al contrario, con la nuova moneta fiscale, rilanciando la domanda, l’Italia, la Grecia e i paesi periferici europei possono uscire dalla trappola della liquidità e creare le condizioni per la ripresa economica. La nostra proposta di creare in Italia moneta fiscale ha quindi un respiro internazionale. Infatti in Grecia Varoufakis non è il solo a essere favorevole alla moneta fiscale. Il nuovo ministro del lavoro greco, Rania Antonopouloupotrebbe adottare la soluzione indicata da Rob Parenteau, consulente del governo greco. 

La manovra del governo greco potrebbe essere avviata in due tempi per non turbare troppo le istituzioni europee e i mercati con progetti molto innovativi come la nuova moneta statale complementare all’euro. Prima di tutto il governo sta negoziando per alleggerire il debito pubblico verso i creditori esteri. Questo è di gran lunga il problema più urgente e drammatico. Occorre essere chiari: con il 175% di debito sul PIL la Grecia è già uno stato fallito (a differenza dell’Italia). Deve assolutamente diminuire drasticamente il suo debito estero, in una forma o nell’altra, se vuole sopravvivere come nazione. Trattare sul debito è molto difficile ma è un tentativo certamente da esperire. Nessuno sa come finiranno i negoziati con Berlino e Francoforte. 

Se le trattative fallissero Atene ritornerebbe alla dracma. Se invece ci sarà qualche spiraglio, Tsipras, dopo avere negoziato i debiti, potrebbe introdurre i CCF o i TAN, o i FT che dir si voglia, o altri tipi analoghi di moneta fiscale per rilanciare l’economia, avviare un New Deal e aumentare l’occupazione. 

Quale lezione ci dà la Grecia? Dal momento che l’architettura dell’euro-marco nata a Maastricht è intrinsecamente e strutturalmente deflattiva, impone perfino il pareggio di bilancio e soffoca le economie meno competitive, occorre che gli stati in crisi emettano autonomamente uno strumento monetario nazionale parallelo all’euro in grado di fare crescere l’economia. Per superare le crisi di liquidità John Maynard Keynes proponeva di estrarre denaro dalle buche, Milton Friedman di lanciare denaro dall’elicottero. Ma il concetto è simile: occorre emettere nuova moneta per superare le crisi di liquidità. Proprio ciò che il governo tedesco e la Bundesbank non vogliono. 

In effetti la distribuzione gratuita di moneta fiscale che proponiamo è assimilabile a una manovra di helicopter money, cioè di introduzione diretta, massiccia e gratuita di moneta nell’economia reale, anche se nel nostro caso dall’elicottero dello stato non verrebbero gettate monete con valore legale (perché sono monopolio della BCE) ma crediti fiscali ad uso differito. 

La creazione di CCF non si pone però fuori dai trattati europei perché i CCF non rompono il monopolio della BCE (sono titoli di stato), non producono debiti – infatti generano un aumento del PIL in grado di recuperare le mancate entrate fiscali altrimenti dovute all’emissione dei crediti fiscali – e perché operano nel campo fiscale che è ancora di piena sovranità degli stati europei. 

Gli economisti mainstream sperano che l’economia europea – la grande malata dell’economia mondiale a causa dell’euro-marco, una moneta strutturalmente deflazionista – possa rimettersi grazie al Quantitative Easing. Ma il QE appena annunciato da Mario Draghi, presidente della BCE, non può funzionare per rilanciare l’economia reale e creare occupazione. Gonfierà certamente i valori dei mercati finanziari. Nel migliore dei casi avrà un (tiepido) effetto indiretto sull’inflazione. Occorre però ben altro per risanare l’economia europea e riportarla rapidamente almeno al livello pre-crisi.

Dal momento, però, che nell’attuale regime dell’eurozona la creazione di moneta è monopolio della BCE (che non intende fare dell’helicopter money, ndr), proponiamo che sia lo Stato italiano ad emettere e distribuire gratuitamente, a favore dei lavoratori dipendenti e autonomi e delle imprese, della quasi-moneta, ovvero dei titoli di stato sotto forma di Certificati di Credito Fiscale ad utilizzo differito”. 

La BCE non può promuovere una politica di espansione perché l’espansione e l’inflazione sono ferocemente avversate dal governo tedesco. Crediamo allora che sia nostro dovere proporre quella che ci sembra essere l’unica soluzione possibile di helicopter money per l’Italia e per i paesi del sud Europa in crisi: emettere nuova moneta fiscale. 

La nostra moneta fiscale ha un doppio vantaggio strategico: da una parte rende più flessibile l’euro, introducendo (quasi)monete nazionali, e così “riforma” il sistema rigido della moneta unica, rendendolo duttile; dall’altro lato, di fronte al possibile (o probabile) caos dell’implosione dell’eurozona, la moneta fiscale prepara l’alternativa all’euro, cioè una moneta nazionale.

La soluzione della moneta fiscale è certamente la più praticabile per fare ripartire l’Italia e creare le condizioni per un nuovo modello sostenibile di sviluppo. Le altre soluzioni attualmente proposte dalla sinistra o dal M5S sono meno efficaci o del tutto improponibili.

– uscire unilateralmente dall’euro è la risposta più semplicistica di fronte ai disastri della moneta unica. Ma metà della popolazione è contraria, e l’uscita ci farebbe fare un salto nel buio, sia sul piano economico e finanziario che sul piano politico. L’euro è infatti la seconda valuta di riserva a livello mondiale e tutti i paesi del mondo – compresi Cina, Russia e India – avrebbero grandi problemi se scomparisse. Certamente se la crisi precipitasse, come è possibile e anche probabile, allora saremmo obbligati ad uscire dall’euro, ma non lo decideremmo noi, sarebbero i mercati internazionali a costringerci.

– uscire in maniera concordata dalla gabbia dell’euro, come suggerisce per esempio Stefano Fassina, allo stato attuale non ha sbocchi concreti. Francia e Spagna hanno interessi diversi dall’Italia. La Germania guadagna dall’euro e non concorderà mai un’uscita controllata. Se la crisi precipitasse, uscirebbe da sola.

– ottenere una moratoria del debito pubblico è improponibile per l’Italia che è tra le prime dieci potenze industriali e ha il secondo debito pubblico al mondo per dimensione. Il diritto all’insolvenza è sacrosanto, sul piano teorico [6]. Ma non occorre essere un genio dell’economia politica per comprendere che se l’Italia chiedesse di ristrutturare i debiti verrebbe subito espulsa dall’euro o finirebbe sotto la Troika. Non le verrebbe condonato nessun debito. L’Italia non è la Bolivia, la Guinea Bissao e neppure la Grecia.

– la sinistra intellettualmente più acuta e profonda ci insegna che i problemi italiani non dipendono dall’ “epifenomeno monetario”, ma da storici problemi strutturali: dalla scarsa competitività tecnologica, dalla diseguale distribuzione dei redditi, dall’evasione fiscale, ecc, ecc. Siamo d’accordo, i problemi sono ovviamente strutturali. Ma quando il malato ha la febbre alta a causa della peste, prima si abbassa la temperatura poi si cerca di curare la malattia. Altrimenti il paziente crepa subito e i (necessari) rimedi strutturali non servono più a nulla. La moneta non è secondaria per salvare un’economia e un Paese. Dopo la lezione di Keynes, ignorare il ruolo centrale della moneta nell’economia è peccato mortale.

– Poi ci sono gli zelanti europeisti che indicano con fermezza che per curare l’economia europea occorre addirittura “superare a livello europeo il ruolo degli Stati-Nazione[7]. Dovremmo quindi cancellare con un colpo di spugna le democrazie nazionali nate da decenni di dure battaglie e lotte democratiche perché “le forze di sinistra dovrebbero lavorare per una nuova governance europea[8]”. Le ricette per la Grande Riforma Europea sono quelle che da anni i volenterosi riformatori dell’euro propongono (senza nessun risultato): ristrutturare i debiti, riformare la BCE, introdurre meccanismi per ridurre gli squilibri commerciali (cioè impedire alla Germania di esportare verso l’Europa), aumentare il bilancio federale, eurobond, dare più potere al parlamento UE, ecc, ecc. Il problema è che sembra che i riformatori vivano su un altro pianeta: non si sono accorti che l’Unione Europea è molta diversa da quella che loro desiderano, e che è diventata esattamente l’opposto di quella auspicata dai Padri Fondatori. Dare ancora più potere a questa Unione significa mettersi nelle mani di una finanza internazionale usuraia e teutonica, e avere ancora più disoccupazione e miseria. Gli Stati Uniti d’Europa – che nessuno ormai vuole, né la Germania, né la Francia, né lo UK, né la Svezia, ecc, ecc – non sono più una generosa utopia ma una vuota illusione coltivata quasi solamente da una parte dell’intelligentsia italiana. Nessuno nel resto d’Europa parla più di uno stato federale europeo come di una realistica opzione politica. Le illusioni europeiste su questa UE danneggiano la causa ideale di un’Europa magari meno “federale” e centralistica ma più cooperativa e giusta.

Le proposte di cui sopra hanno un comune terribile difetto: sono in gran parteultrapoliticiste, fatte da politici per i politici. La maggioranza degli italiani non lotterebbe per supportarle. Realisticamente: chi lotterebbe per la riforma della BCE, o per gli eurobond? Molti cittadini vogliono invece uscire dall’euro: ma la popolazione si dividerebbe tra chi è pro o chi è contro. Crediamo al contrario che la nostra proposta di emettere nuova moneta statale/fiscale gratis per i lavoratori e le imprese, per un New Deal dell’occupazione, non solo sia efficace ma possa diventare anche rapidamente molto popolare e trovare il consenso unitario di gran parte della società.

Ovviamente la moneta fiscale non risolve tutto. Tuttavia pone le condizioni migliori per uscire dall’emergenza e ridiscutere a fondo e da posizioni di forza sia i problemi strutturali della nostra nazione che quelli europei. Prima cerchiamo di uscire dalla crisi tremenda in cui ci troviamo, poi cerchiamo di affrontare i problemi strutturali, dell’euro e dell’Italia.

La ripresa dell’economia italiana sarebbe possibile, se non ritardassimo troppo le cure. La moneta è fondamentale per l’economia. Negli anni ‘30 in Germania Hjalmar Schacht si inventò i Mefo-Bond, una (quasi)moneta nazionale parallela per evadere i pesanti obblighi debitori imposti dagli alleati vincitori della Prima Guerra Mondiale. In pochi anni – nonostante i durissimi vincoli internazionali, nonostante l’enorme debito e il 25% di disoccupati – Schacht rimise in forze sfortunatamente (perché al potere c’era Hitler), l’economia tedesca e riuscì a prosciugare la disoccupazione dilagante.

Crediamo che se le forze politiche e un governo coraggioso e ambizioso portassero avanti il nostro progetto, l’economia italiana potrebbe riprendersi in pochi anni. E crediamo anche che il nostro progetto sia socialmente valido ed equo dal momento che helicopter money significa non solo offrire denaro gratis a lavoratori e aziende ma garantire anche più democrazia dal basso.

L’aspetto forse meno valutato di questa crisi è che provoca la degenerazione della democrazia. Il governo della politica economica italiana è ormai nelle mani della tecnocrazia UE, che opera in base a criteri neoliberisti dettati dalle ideologie e dalle lobby della grande finanza speculativa.

La democrazia parlamentare rappresentativa è sempre più soffocata dalla politica della UE dettata dal governo tedesco popolar-socialista Merkel-Gabriel. E’ ora che in ogni nazione i cittadini rivendichino la possibilità di riprendersi un po’ di sovranità monetaria, non contro l’idea di Europa unita ma contro questa UE. Altrimenti saranno le forze delle destre più scioviniste a prevalere.

Enrico Grazzini
( fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/eurocrisi-serve-una-nuova-moneta-fiscale-lo-dice-anche-varoufakis/ )

Tratto da:https://noisovraniblog.wordpress.com

Varoufakis allontanato perchè vuole moneta complementare
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Il calcolato snobismo del FMI verso l’Europa

Pubblicato su 2 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA, ECONOMIA

Patrick L. Young per rt.com

Il FMI che si allontana dalla Grecia mentre continua a sostenere l’Ucraina sull’orlo della bancarotta sottolinea il drammatico collasso del potere dell’Unione Europea.
Probabilmente perché esce meglio dalla punta della lingua. La frase “faccia da poker”, intendo. Le nuotatrici sincronizzate sono sicuramente i maggiori esponenti dell’arte del non far mai trasparire il minimo tic facciale. Hanno la capacità di fare dei sorrisi cangianti senza apparenti sforzi mentre emergono dalla piscina clorata. E’ in questo modo che il FMI ha un notevole vantaggio nello stressante mondo dei negoziati sul debito. La morbida eleganza di Christine Lagarde, ex nuotatrice sincronizzata, presiede una banca di sviluppo il cui esecutivo ribolle di frustrazione nei confronti di una ambigua politica nel passato.
Il capo economista del FMI, francese di nascita, Olivier Blanchard, ha rilevato la frustrazione da entrambi i lati della crisi della Grecia, e subito dopo ha annunciato il suo pensionamento. Il FMI ha un grattacapo, ossia l’eredità del precedente boss francese, Dominique Strauss Kahn. DSK era il socialista “champagne” che distingueva a fatica una donna nuda, e infatti ha avuto difficoltà con le autorità statunitensi per un eccesso legato al servizio in camera. Mentre si lasciava andare alle sue abitudini libertine, DSK aveva piegato il FMI alle sue regole in modo da salvare la Grecia nel 2010, salvataggio poi ripetuto nel 2012 (sotto Lagarde). Il FMI ipoteticamente non dovrebbe prestare denaro a nazioni con un debito insostenibile.
Tuttavia, per il veterano eurofilo Strauss-Kahn, il deciso imperativo di salvataggio della Grecia ha avuto poco o nulla a che fare con la situzione dei Greci. Piuttosto, come la maggior parte dei socialisti eurofili, la sua associazione alla classe operaia gli dà il diritto di dir loro cosa devono fare.
DSK era talmente preso dal salvataggio del sogno dell’eurozona, che non ha realizzato che il dirottamento di significative risorse per salvare l’euro non sarebbe bastato nella realtà economica contemporanea.
Alla fine, un po’ di buon senso ha prevalso con il rifiuto del FMI di prestare altri soldi alla Grecia, sapendo che la Repubblica Ellenica non sarebbe poi stata in grado di ripagare questi debiti.
Nel frattempo, l’UE sta agonizzando come un orso ferito; l’improvviso ritorno ad un pragmatismo da uomo d’affari è stato accolto con forte disdegno da Bruxelles. Il FMI è stato rimproverato di non avere capito che l’UE deve essere finanziata per i suoi progetti politici. Tuttavia l’euro non è una favola con un lieto fine all’orizzonte. C’era una volta la tesi, ventilata da socialisti incompetenti come Tony Blair alla fine degli anni ’90, che la prosperità dell’eurozona sarebbe stato il mantra. La realtà ha dimostrato che era pura follia, ben al di là della tragedia greca.
Inoltre, il FMI ha rigirato il coltello nella piaga della UE. La Grecia non è più in posizione da ricevere credito, ma il FMI si impegna a sostenere l’Ucraina. Con il 95 % di rapporto debito/PIL, l’Ucraina è solo alla metà della situazione disperata della Grecia, ed è grosso modo indebitata quanto il Regno Unito o gli USA. Tuttavia, i due “cugini” trans-atlantici hanno delle economie funzionanti mentre l’oligarchia ucraina sta lottando dai tempi dalla caduta del comunismo per costruire un’economia moderna e libera. E’ per questo che l’Ucraina ha stagnato mentre la vicina Polonia è cresciuta, passando da una dimensione equivalente a quella dell’Ucraina ai tempi della fine del Patto di Varsavia, per arrivare a quattro volte tanto entro la fine del 2015. Non sempre il governo polacco è stato particolarmente efficace dal punto di vista economico, mentre quello ucraino è stato un costante disastro.
Tuttavia, nonostante l’Ucraina sfrecci verso il fallimento, il FMI rimane disposto a concedere loro prestiti. Ci potrebbe essere dietro un’influenza americana attraverso il suo 17% di controllo del FMI. Allo stesso tempo, l’Ucraina ha il vantaggio di essere in una situazione talmente disastrata che qualche medicina strutturale del FMI potrebbe portare a dei miglioramenti tangibili. Un settore pubblico meglio organizzato, un quadro giuridico equo ed a garanzia della proprietà privata, e un commercio di base potrebbero portare a grandi progressi per l’Ucraina. Un’Ucraina sottosviluppata contrasta fortemente con una Grecia che protegge gelosamente dal dopoguerra uno status quo disfunzionale, che vorrebbe avere la botte piena e la moglie ubriaca, nonostante l’albero magico dei soldi di Atene abbia perso la capacità di generare flussi di cassa.
Il FMI che decide di continuare a finanziare l’Ucraina mostra nel buio le sfumature di un’eccessiva influenza americana ma, allo stesso tempo, la banca di prestiti internazionale di Washington sta dimostrando un pragmatismo che trasmette un’agghiacciante messaggio a Bruxelles. Anche se alla guida della banca per lo sviluppo c’è ancora un politico europeo e filoeuropeo, in realtà il FMI ha guardato ben oltre lo scarso e banale percorso europeo. E’ vero, come è sempre scritto nei termini e nelle condizioni di ogni investimento, che le prestazioni passate non sono indicative dei risultati futuri. Comunque, con l’Europa che ha null’altro da mostrare che un continuo declino durante l’ultima decade, il FMI sta in questo momento smettendo di cavalcare all’amazzone di fianco alla distante e incompetente delusione di Bruxelles.

Traduzione a cura di T. De Pace

Tratto da:https://byebyeunclesam.wordpress.com

Il calcolato snobismo del FMI verso l’Europa
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GRECIA VERSO IL DEFAULT. VIA DALL’EURO E FINE DELL’UNIONE EUROPEA

Pubblicato su 27 Giugno 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

Lacrime e sangue per la Grecia in caso di default. Ma anche per l’Unione europea sarà la fine perché sarà l’effetto domino che scardinerà l’euro. Escalation senza fine che da Cipro si diffonderà al Portogallo, alla Spagna, all’Italia e alla stessa Francia, travolgendo tutto e tutti.

Le cronache di questi giorni riportano i continui fallimenti dei negoziati tra Grecia e Troika (BCE, FMI e Commissione Europea si chiamo adesso “Istituzioni Creditrici”). Che non fosse un “gioco del pollo” ma una sfida tra due soggetti con un potere assolutamente asimmetrico (quindi non equivalente) in cui ciò che conta non è il coraggio ma la macchina su cui si corre, era chiaro ai più attenti commentatori. Così come era chiaro fin dall’inizio che l’unica soluzione razionale sarebbe stata quella della negoziazione, della fiducia reciproca e della cooperazione.

Viceversa, la contesa tra Atene e Bruxelles è andata avanti con il superamento di tutte le scadenze definite ultimative per la firma dell’accordo: prima era il rimborso della quota di maggio al Fondo Monetario Internazionale, regolarmente pagata dalla Grecia con il ricorso ai DSP (Diritti speciali di prelievo) depositati presso Washington; poi la prima rata di giugno; ora la seconda rata di giugno, quella complessiva per 1,2 miliardi di euro.

Quello che emerge, come chiarisce la teoria dei giochi (la scienza matematica che studia e analizza le decisioni individuali di un soggetto in situazioni di conflitto con altri soggetti rivali, ndr), è che la mancata cooperazione tra i due contendenti può provocare dei danni a entrambi, la cui gravità relativa è tutta da verificare e che sarebbe comunque ben superiore ai 7,2 miliardi di euro del prestito concesso anni fa e che ora la Troika non vuole versare senza l’approvazione di ulteriori sacrifici per il popolo greco.

La Grecia è allo stremo e nulla più dell’immagine del ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, seduto ai piedi dello scranno del premier Alexis Tsipras che riferisce al parlamento di Atene, lo dimostra. La Troika è sempre più prigioniera di se stessa e della sua ideologia, e come un pugile suonato continua ad avventarsi mulinando pugni verso un avversario che non c’è perché la Grecia è agonizzante.

Il piano presentato da Tsipras

Il 4 giugno Tsipras ha presentato a Bruxelles un articolato piano di 47 pagine in cui avanza un progetto per ristrutturare il debito di 244 miliardi di euro posseduto dai creditori pubblici internazionali (27 miliardi dalla BCE, 20 miliardi dal FMI, 53 miliardi di prestiti bilaterali e 144 miliardi del FES – Fondo Europeo di Sviluppo) e ridurre l’indebitamento dall’attuale 180% del PIL al 93% del PIL entro il 2020.

L’ultimo piano per la ristrutturazione del debito greco proposto dal premier Tsipras è stato nuovamente respinto dalla Troika.

Il piano prevede una ristrutturazione dell’IVA, misure per combattere l’evasione fiscale, una riforma del sistema di welfare, contributi di solidarietà crescenti dallo 0,7% all’8% per i redditi superiori a 12.000 euro, una tassa sulle grandi società, una tassa sulla pubblicità televisiva, un aumento delle tasse sui beni di lusso dal 10 al 13%, vendita delle licenze televisive, privatizzazioni (lotterie, telefonia mobile, etc.) per oltre 3 miliardi nel biennio 2015-2016, completamento della riforma pensionistica con un risparmio a regime dell’1% dal 2016, completamento della riforma del mercato del lavoro, riforma del mercato dell’energia e riforma della giustizia. Infine, l’impegno a realizzare un avanzo primario crescente: 0,6% del PIL nel 2015, 1,5% nel 2016, 2,5 nel 2017 e 3,5% negli anni successivi.

Impossibile rispettare il programma della Troika

Tutto questo è stato considerato ancora martedì 16 giugno, insufficiente dalla Troika, che invece continua a pretendere un taglio degli stipendi e delle pensioni in termini nominali, una riduzione dei dipendenti pubblici, un aumento dele tasse e soprattutto un avanzo primario del 4% a partire dal 2015. Ma il programma della Troika è semplicemente impossibile da rispettare e, qualora accettato, avrebbe l’unico effetto di far deflagrare definitivamente il debito greco e spingere il Paese al fallimento conclamato.

Rispettare le condizioni della Troika significherebbe far deflagrare definitivamente il debito greco e spingere il Paese verso il fallimento 

La partita, pertanto, è conclusa e nessuno sembra essersene accorto. Se la Troika non cede sarà il default e per la Grecia saranno anni di lacrime e sangue. Ma anche per l’UE sarà la fine perché sarà l’effetto domino che scardinerà l’euro. Aver fatto fallire la Grecia indicherà che l’UE non è in grado di proteggere i suoi confini e, quindi, la speculazione internazionale attaccherà i Paesi in crisi in un’escalation senza fine che da Cipro si diffonderà al Portogallo, alla Spagna, all’Italia e alla stessa Francia, travolgendo tutto e tutti. Alla fine anche la Germania pagherà perché la sua nuova moneta si rivaluterà annullando tutti i vantaggi competitivi costruiti sulla moneta comune e lo stangolamento dei partner europei.

La vicenda greca e quella dei migranti respinti alle frontiere rendono chiara la misera fine del progetto politico dell’Unione Europea con buona pace di Helmut Koll e François Mitterand. La cancelliera Angela Merkel e la Germania faranno deflagrare per l’ennesima volta l’Europa e la Francia e Francois Hollande, un “contabile” più che un presidente (mai profezia di Mitterand fu più vera), condivideranno ancora una volta la responsabilità di non essersi saputi opporre in tempo e con forza a questa crudele e inutile follia.

 

Leggi dalla fonte originale Mondoliberonline.it

Tratto da:http://www.euroscettico.com

GRECIA VERSO IL DEFAULT. VIA DALL’EURO E FINE DELL’UNIONE EUROPEA
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"METTETE I VOSTRI SOLDI SOTTO IL MATERASSO"- LO DICE IL GESTORE DI UNO DEI PIU' GRANDI FONDI BRITANNICI

Pubblicato su 26 Giugno 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

DI ANDREW OXLADE

telegraph.co.uk

Il direttore di uno dei più grandi fondi obbligazionari della Gran Bretagna ha invitato gli investitori a tenere denaro contante sotto il materasso.

Ian Spreadbury, che investe più di 4 miliardi di sterline di denaro degli investitori in una manciata di fondi obbligazionari per Fidelity, tra cui il fondo di reddito di punta MoneyBuilder, è preoccupato del fatto che "un evento sistemico" potrebbe far oscillare i mercati, in maniera simile per grandezza alla crisi finanziaria del 2008 (che in Gran Bretagna arrivò tramite le immagini sconvolgenti della corsa agli sportelli della Northern Rock).

"Il rischio sistemico è insito al sistema e come investitore dovete essere consapevoli di questo", ha detto Telegraph Money.La strategia migliore per affrontare questa impasse è stata diffondere i loro soldi ampiamente in diverse attività, tra cui oro e argento, così come in contanti in conti di risparmio. Ma lui è andato oltre, suggerendo che sia saggio tenere alcune disponibilità "cash fisico": un suggerimento insolito da un gestore di fondi mainstream.

La sua preoccupazione è che il debito globale - particolarmente debito ipotecario - è stato pompato fino a livelli record, resi possibili dai tassi di interesse eccezionalmente bassi che potrebbero presto finire, e non è sicuro quanto le banche possano affrontare gli shock che si preparano.

Egli ha sottolineato che un risparmiatore sia coperto solo fino a £ 85.000 per banca sotto il regime Financial Services Compensation Scheme - che è effettivamente non finanziati - e che il governo ha detto che non vuole salvare le banche in futuro, da qui il suo suggerimento che i soldi dovrebbe essere tenuto in contanti fisico.

Ha rifiutato di prevedere la causa esatta, ma ha detto che è più probabile che accada nei prossimi cinque anni anziché 10. Gli attuali guai della Grecia, che possono mandare in crash 'euro, ha già messo in allerta molti osservatori di mercato.

I timori del signor Spreadbury sono tempestivi, a parte la Grecia. Un numero crescente di investitori professionali e commentatori esprime disagio per quello che succedrà dopo.

I prezzi di quasi tutti i beni - immobili, azioni, obbligazioni - sono aumentati per anni.

I prezzi delle case sono aumentati del 26pc dall'inizio del 2009, e da 68pc a Londra. Il FTSE 100 è da 75pc.

Anche se pare contro-intuitivo, questa tendenza di aumento dei prezzi dovrebbe continuare se le economie rimangono deboli, perché ciò dà alle banche centrali la facoltà di mantenere i tassi bassi e di portare avanti i loro programmi di "quantitative easing".

Al contrario, se l'economia risale e i tassi di interesse devono salire, l'atto di farlo rischia di mettere in stallo l'economia e quindi di dover fare retromarcia (abbassando nuovamente i tassi). Ancora una volta, la domanda di tali beni tradizionali si riaccenderebbe e il boom dei prezzi delle attività continuerebbe.

Ma poi c'è l'evento shock. L’editorialista del Daily Telegraph, Jeremy Warner, ha catturato alcune di queste preoccupazioni di questa settimana quando ha scritto che l'innesco per un’"inevitabile correzione" potrebbe derivare da "un cielo blu chiaro - un evento del tutto inatteso".

Come i gestori di fondi si stanno preparando per questa eventualità cupa?

Mr Spreadbury si affida alle obbligazioni a causa del mandato dei suoi fondi. All'interno di questo mondo, uno shock per il sistema causerebbe una fuga verso la sicurezza e il prezzo dei titoli di Stato britannici, o dell’oro, aumenterebbe notevolmente. Ricopre anche obbligazioni di società che sarebbero più protette in tempi di crisi - le aziende idriche, gli operatori di rete di potenza - e quelli in cui le obbligazioni sono garantite da un bene solido, come terreni o fabbricati.

Gli esempi includono Center Parcs e Intu, che possiede centri commerciali.

Marcus Brookes, un altro gestore del fondo ben considerato che si occupa di miliardi di sterline di investimenti, è meno vincolato a dove investe, a causa della diversa competenza dei suoi fondi. Schroder Multi-Manager Diversity, per esempio, può scegliere tra attività.

Brookes afferma che la probabilità di un grande evento choc sia piccola ma anche lui tiene 29pc del portafoglio Diversity in contanti, una percentuale enorme rispetto alla maggior parte dei fondi. Questa decisione è dovuta alla sua preoccupazione che le obbligazioni siano sopravvalutate e possano cadere. Egli mira a fornire rendimenti di 4pc sopra all'inflazione e quindi non può permettersi di mettere troppo in attività che egli ritiene possano perdere soldi.

"Il problema è che le persone stanno lottando per capire come diversificare se i programmi QE si fermano", ha detto.

Mr Spreadbury ha aggiunto: "Abbiamo i tassi bassissimi e QE è ancora in corso: questa è tutta politica sperimentale e significa che siamo in un territorio inesplorato.

"Il messaggio è la diversificazione. Pensate a tenere attività alternative. Queste possono includere investimenti in metalli preziosi, ma anche semplicemente denaro in contante può essere una buona via. "

Andrew Oxlade

Fonte:  www.telegraph.co.uk/

Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/personalfinance/investing/11686199/Its-time-to-hold-physical-cash-says-one-of-Britains-most-senior-fund-managers.html

20-06.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura del BUCANIERE

Tratto da:http://www.comedonchisciotte.org

"METTETE I VOSTRI SOLDI SOTTO IL MATERASSO"- LO DICE IL GESTORE DI UNO DEI PIU' GRANDI FONDI BRITANNICI
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Bush, Rothschild sotto inchiesta, nuove informazioni integrative, Grecia. Tutti segni che la rimozione della cabala (intrigo) sta accelerando

Pubblicato su 26 Giugno 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

theeventchronicle 
Sa Defenza

Stanno vistosamente aumentando i segni che mostrano come la cricca del crimine Kazariano che ha preso illegalmente il potere negli Stati Uniti e in molti paesi europei, viene sistematicamente smantellato. A New York, la Corte d’appello, ad esempio, ha stabilito che i funzionari che hanno prestato servizio durante il regime di George Bush Jr. possono essere citati in giudizio e affrontare accuse penaliQuesto apre la strada per l’incarcerazione di massa degli autori della strage dell’11/09nydailynews. 

Un altro segno è che un giudice francese ha ordinato che uno dei membri più anziani della famiglia Rothschild, il barone David de Rothschild, sia interrogato dalla polizia con l’accusa di frode. theolivepress.es
 
Inoltre, l’uccisione dei banchieri JP Morgan (Bush) ha raggiunto nuovi picchi con la “morte improvvisa” della loro Vice Presidente e procacciatore di affari di altro livello Jimmy LeePiù di una dozzina di banchieri JP Morgan sono morti improvvisamente di recente ed è chiaro che qualcuno stia seguendo una pistaSiate certi che il sentiero conduce alle famiglie criminali di Bush/Clinton.

Nel frattempo, vi è un consenso crescente che la crisi greca stia volgendo verso una soluzione e massicci prelievi di Euro da banche greche indicano che, al basso livello,  la gente sa che un default greco è inevitabile. Tuttavia, un default greco formale creerebbe un effetto domino che potrebbe rovesciare la Germania, la Francia e il resto della zona euro prima di raggiungere gli Stati Uniti. Per questo motivo il governo greco sa che la banca centrale europea, il Fondo monetario internazionale e la loro padroni della Fed non possono staccare la spina su di loro, ma continuano invece a guadagnare tempo con vari trucchi contabiliQuesto è il motivo per cui il ministro dell’Economia della Grecia ha dato fiduciose previsioni circa la crisi del debito greco a Mosca la scorsa settimana dopo un incontro con funzionari russi. tass.ru

Nonostante tutti i numeri falsati e il fumo negli occhi che gettano i governi occidentali, il sistema finanziario occidentale (il Federal Reserve Board) è già in bancarotta. L’azienda sussidiaria della Fed: la Corporazione degli Stati Uniti d’America, guidata dal “presidente ad interim” Barack Obama ha emesso dati finanziari falsi ormai da anni per creare l’illusione che tutto vada bene. Recentemente, ad esempio, i loro numeri di debito totale sono rimasti congelati a 18.110 miliardi di dollari dal 16 marzo, più di 100 giorni.
La  White Dragon Foundation ha anche ricevuto nuova conferma che la Fed è fallita da molto più tempo. Ad alcuni banchieri anziani asiatici che si sono incontrati con Alan Greenspan (quando era capo della Fed) e con l’allora presidente degli Stati Uniti Al Gore per chiedere il rimpatrio dell’oro Manchuriano che la Fed era obbligata a restituire a loro è stato detto da Greenspan che non potevano restituire l’oro perché non ne avevano.

 
 
Greenspan ha anche detto che la Fed non poteva pagare le migliaia di miliardi di dollari, perché “il governo sarebbe andato in bancarotta.” Invece, i banchieri hanno detto, che gli era stata offerta una “licenza di operatore principale” e, dopo aver lasciato l’edificio della Federal Reserve di New Yorksono andati a uno Starbucks per un caffè. Mentre stavano prendendo il caffè la loro auto è esplosa. Hanno subito preso la metropolitana per l’aeroporto e preso il primo volo disponibile per le Filippine.

Poi sono andati a incontrare il capo dell’Interpol in Europa. Il capo dell’Interpol li ha portati a vedere la loggia Massonica che gestisce il Vaticano. La P2 ha spiegato loro che dovrà avvenire un colpo di stato negli Stati Uniti, seguito da un invasione dell’Iraq”, perché era così che il sistema funzionava.” Hanno pensato che queste persone fossero pazzi fino al 11 settembre 2001.

Questi asiatici hanno ancora diritti legittimi nei confronti della Fed e alla Fed non sarà permesso di bombardare il loro via d’uscita questa volta. Gli attuali volti pubblici della cricca della cabala Fed sono il presidente fantoccio Obama e il presidente della Fed Janet Yellen.

Dal momento, inoltre, che non possono pagare i soldi che devono agli asiatici, gli asiatici ed i loro alleati BRICS hanno alacremente costruito un sistema finanziario alternativo. La nuova banca BRICS si prevede che debba aprire il 7 luglio mentre anche la Asian Infrastructure Investment Bank sta andando avanti.
 Questa mossa è accompagna da una grande guerra informatica. Molto viene riportato dai media corporativi riguardo a questo in ​​forma di storie su dati rubati su tutti i dipendenti federali degli Stati Uniti etc.
Tuttavia, abbondanti dati raccolti suggeriscono che la vera cyber-guerra è in atto tra le reti finanziarie mondiali. Un banchiere senior presso la  Asian Development Bank di Manila supportata dalla solita cricca della Cabala era preoccupata per il suo conto  in dollari in banca negli Stati Uniti, così ha chiesto di trasferire i soldi alla propria banca nelle Filippine. La banca filippina gli ha detto che non potevano fare il trasferimento perché il sistema internazionale di operazioni finanziarie SWIFT controllato dalla cabala “non funzionava.
 Anche chi scrive ha sperimentato qualche problema quando ho cercato di pagare il conto VISA a un bancomat. Mi è stato detto che dovevo contattare un rappresentante umano. Sono andato ad un ufficio VISA e l’impiegato ha messo la mia scheda nel loro bancomat. Il conto che è apparso era di gran lunga più grande che il mio vero conto e l’impiegato mi ha detto di ignorarlo e di non preoccuparmi, ma di pagare solamente l’importo del mio conto cartaceo. Mi ha spiegato che stavano avendo “assestamenti del sistema”. Una cosa divertente è successa anche quando chi scrive ha chiesto dettagli finanziari sul sistema di transazione internet Paypal. Paypal mi ha inviato dati finanziari dettagliati appartenenti ad una persona completamente diversa. Quando è stato chiesto il motivo per cui mi avrebbero inviato i dati della transazione privata della persona sbagliata hanno spiegato “che stavano avendo problemi di sistema.”

Questi sono tutti aneddoti ma il fatto che la maggior parte degli oltre 50 banchieri che sono recentemente morti improvvisamente e misteriosamente erano esperti dimostra che la cyber-guerra finanziaria si sta spostando fuori del cyberspazio.

Il fatto è che il sistema occidentale finanziario ha creato centinaia di migliaia di miliardi, se non quadrilioni, quintilioni o più di dollari e di euro che non hanno alcun fondamento nella realtàAlla fine della giornata, la realtà analogica sta per vincere ed è per questo che l’alleanza BRICS, con il loro controllo sulle materie prime e sulla produzione, sta vincendo. Anche il Pentagono  sta vincendo perché controllano gli uomini con le armi che sono disposti a combattere, se necessario.

Le persone che stanno perdendo sono la mafia Kazariana. Il fatto che lo schiavo della casa Bush/Clinton Barack Obama è sotto pressione per il rilascio del rapporto ufficiale di 28 pagine dell’11/09 sull’Arabia Saudita mostra che i sauditi sono il prossimo domino kazariano a cadere.

L’appena insediato re saudita Salman ha mandato suo figlio in Russia la scorsa settimana per offrire ai russi il controllo completo del mercato mondiale del petrolio in cambio di missili intercontinentali e armi nucleari, secondo funzionari del Pentagono. E’ tornato a mani vuote. I sauditi hanno le armi nucleari fornitegli dagli israeliani ma non possono sparare oltre lo Yemen. Ciò significa che non possono usare il ricatto nucleare per impedire la rimozione continua di quel regime odioso da parte dei canuti del Pentagono e dei loro alleati regionali.

Anche il regime nazista installato dai Kazariani in Ucraina sta andando fuori di testa, ora che i loro padroni stanno perdendo nettamente la battaglia per il pianeta terra. Secondo Sputnik News (una possibile fronte di agenzia) il presidente ucrainoPetro Poroshenko ha chiesto alla Corte costituzionale ucraina di dichiarare che il rovesciamento del suo predecessore Viktor Yanukovich fosse incostituzionale. sputniknews

In altre parole, un partecipante chiave del colpo di stato Kazariano illegale contro il suo predecessore sta improvvisamente criticando il colpo di stato. Il miglior consiglio che possiamo dare a Poroshenko è quello di smettere di dar fastidio ai russi e invece, trovarsi un buco profondo in cui nascondersi.
 Tuttavia, è improbabile che esista un posto ovunque su questo pianeta, o anche in questo universo, dove i satanisti khazari come Poroshenko possono nascondersi.

Il crollo del loro regime globale basato sulla schiavitù da debito sta accelerando e la loro immunità da procedimenti giudiziari per omicidio di massa sta evaporando insieme con i loro soldi fasulli.

Gli inglesi, gli svizzeri, i tedeschi, i francesi e il Vaticano hanno già abbandonato i Kazariani e si sono alleati con l’alleanza WDS BRICS.

Papa Francesco recentemente ha confermato questo cambiamento mediante l’emissione di un’enciclica che chiede quasi esattamente ciò che sta chiedendo la WDSuna massiccia campagna per porre fine alla povertà e fermare la distruzione ambientale. La parte del riscaldamento globale del suo discorso non era in contatto con la realtà, ma chiaramente il cuore del Papa è nel posto giusto. I negoziati tra il Vaticano e la WDS sono in corso e sono amichevoliLo stesso vale per gli inglesi, i francesi ed i tedeschi.

Un cambio di regime sta avvenendo in Giappone. C’è molto di cui non possiamo riportare in questo momento ma è chiaro che il regime fantoccio qui è agli sgoccioli. Gli ultimi pezzi del domino a cadere, saranno Washington DC, Israele e New York.

Non ci piace mettere date specifiche su quando questo accadrà, ma, facciamo notare che il FMI ha rinviato un incontro per decidere come procedere senza gli Stati Uniti fino a settembre. Notiamo che un anno di giubileo è stato previsto dal Vaticano, ebrei e molti altri a cominciare dal 13 settembre 2015. 13 settembre di quest’anno cade di Domenica quindi l’ultimo giorno di negoziazione che lo precede sarà l’11 settembre. Ricordate, ricordate, il 11 settembre. Ricordate anche la luna di sangue del 28 settembre.

 


Fonte: Benjamin Fulford - Weekly Geopolitical News & Analysis
Tratto da: 
http://sadefenza.blogspot.it/2015/06/benjamin-fulford-bush-rothschild-sotto.html

 

Bush, Rothschild sotto inchiesta, nuove informazioni integrative, Grecia. Tutti segni che la rimozione della cabala (intrigo) sta accelerando
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Euro, disinnescarlo prima che esploda

Pubblicato su 26 Giugno 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

Nel mio articolo pubblicato ieri, dal titolo “Si può uscire dall’euro senza che si scateni una guerra?” mettevo in evidenza come il Presidente della Bce fosse già stato chiaro tre anni or sono, ed abbia anche ribadito di recente, che dall’euro “non si torna”, anzi!

Draghi ha annunciato la futura nascita di nuovi “organismi sovranazionali” funzionali all’obiettivo finale, ossia un’unione a livello continentale, non solo monetaria e commerciale, ma “di bilancio, finanziaria e politica”.

Operazione che, senza esagerare, si dovrebbe definire “titanica”. Come mettiamo assieme infatti un numero così elevato di popolazioni diverse, che parlano lingue diverse, che hanno culture diverse e che storicamente non sono mai stati uniti, nemmeno ai tempi dei romani.

Ammesso e non concesso che si possa arrivare a costruire gli Stati uniti d’Europa, quanto tempo passerebbe prima che si manifestino forti rivendicazioni autonomiste? Diciamo … cinque minuti?

Ma dai! Ancora oggi a distanza di oltre mille anni, nell’insignificante Belgio, la convivenza fra  fiamminghi e valloni è un problema irrisolto, in ogni Stato nazionale sono sempre più forti le spinte indipendentiste che in taluni casi assumono anche caratteri violenti, ed in questo contesto qualcuno ha l’illusione che si possa soltanto ipotizzare una Europa unita con un unico Governo centrale?

Ma se l’Europa non ha senso, allora non ha senso l’euro!

Come ho ribadito sempre: UNO STATO, UNA MONETA!

Su questo non si transige. Ma a questo punto occorre smantellare, ed il più in fretta possibile, la moneta unica, anche se la cosa sarà tutt’altro che semplice, non tanto perché dovremmo licenziare un bel po’ di burocrati, quello è proprio il meno, il problema cardine, invece, è il bilancio della BCE che si sta gonfiando a dismisura, già ora ha raggiunto cifre iperboliche ed ogni mese si gonfia!!!

Se ci fermiamo per un solo momento e riflettiamo su questo problema è immediato arrivare alla conclusione che già oggi abbiamo in mano un ordigno nucleare e non sappiamo come disinnescarlo.

Soluzioni su come “dividerci” l’immenso debito che ha la Bce non ce ne sono, ovviamente ci vuole il buonsenso e la volontà di trovare un accordo fra i vari Stati, ma certamente il primo passo da fare è fermare questa voragine prima che “il problema euro” ci scoppi fra le mani.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro  

Tratto da:http://www.finanzainchiaro.it/euro-disinnescarlo-prima-che-esploda.html

Euro, disinnescarlo prima che esploda
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Bail in: cos’è e cosa comporta per i correntisti, mentre TUTTI TACCIONO.

Pubblicato su 25 Giugno 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA, POLITICA

Bail in.

Alzi la mano chi sa cosa significa e la differenza con il Bail out.

Non vedo mani alzate, perchè nessuno ne parla, e quando qualcuno lo fa, intervengono subito siti costituiti ad hoc per nascondere quello che la Comunità Europea, in accordo con gli Stati Uniti (di cui siamo colonia, se ancora non vi è ben chiaro), stanno portando avanti, al grido di BUFALA.

Ebbene, io ho occhi e mente molto aperta, ed apprezzo moltissimo le mozzarelle di bufala, per tutto il resto quando sento questa parola HO LA CERTEZZA MATEMATICA che sia in realtà pura e semplice verità, che i grandi manovratori di informazioni cercano di sminuire lanciandoci melma addosso.

Cos’è il BAIL IN?

 

Perchè vedete, mentre l’ebetino si prodiga con stampa e tv compiacenti di regime a partecipare ad interventi a dir poco ridicoli, ottiene il vero obiettivo: distogliere l’attenzione da ciò che la Comunità Europea prima (due anni fa circa) ed il governo di utili idioti ora, stanno portando silenziosamente a termine.

Mentre certi segnali hanno bisogno di studio ed attenzione per essere interpretati correttamente, altri sono talmente chiari che “fare finta di niente” vorrebbe dire ignorarli volutamente e quando si tratta del tuo denaro questo atteggiamento può essere davvero molto pericoloso.

Rinfreschiamoci un attimo la memoria, tanto labile per noi pecoroni italiani.

Avete saputo della notizia che riguardava i 4.2 miliardi di dollari che sono stati rubati dai conti bancari a Cipro? 

Rubati, non dai ladri come avviene di solito ma dal Governo di Cipro. Il governo ha preso (non in prestito ma preso veramente) 4.2 miliardi di dollari dai conti correnti bancari di persone comuni come me e Te per curare “lo storpio sistema bancario”. I media occidentali hanno deciso volutamente di oscurare questa notizia ed è per questo che tu non ne sei venuto a conoscenza. Quello che viene spontaneo chiedersi è: come mai i media non hanno voluto divulgare la notizia?

Un bail out si verifica quando un governo decide di intervenire con i propri soldi per salvare il sistema bancario.

Questo succede per esempio con il famoso QE (quantitative easing) quando le banche immettono nuova liquidità comprando titoli tossici con denaro stampato ex-novo.

In Italia fino ad ora è sempre stato così, anche se in realtà i soldi sono fittizzi, ma qui si entra in ben altri discorsi. Però esiste un fondo di garanzia statale per i correntisti laddove la banca dichiari default. Ebbene, questo fondo sparirà con il BAIL IN.

Un BAIL IN accade invece quando all’insaputa persone come me e come te che possiedono un conto bancario pagano per tenere in piedi il sistema bancario. Questo è esattamente quello che è accaduto a Cipro. Denaro per 4.2 miliardi di dollari è stato prelevato dai conti correnti dei risparmiatori. E come mai questo evento non è stato “pubblicizzato” dai media …?

Il ministro delle Finanze Olandese ha dichiarato che il “bail in” diventerà una cosa normale man mano che andiamo avanti negli anni: Questo commento ha causato il panico! I mercati azionari Europei e Statunitensi hanno reagito molto bruscamente a questo commento. Successivamente il ministro è tornato sui suoi passi e ha ritrattato la sua dichiarazione.

La definizione di bail in data pubblicamente è la necessità per le banche di trattenere riserve addizionali (questo significa i soldi del tuo conto corrente) allo scopo di essere in grado di fronteggiare le emergenze. Ma secondo Jim Sinclair, drago del trading in commodities, nel 2012 la FDIC e la Banca di Inghilterra hanno rilasciato un documento in cui si dichiarava che i “creditori chirografari” della banca si devono assumere la responsabilità di possibili bancarotte. E si prosegue dicendo che un accordo firmato tra le banche stabiliva che i “creditori chirografari” sono quelli che depositano soldi, cioè persone comuni come me e come Te.

In tema di trasparenza nei rapporti bancari posso affermare senza timore di essere contraddetta la sua TOTALE ASSENZA che si manifesta attraverso tre modalità: carenza di informazione (si tace riguardo alcuni aspetti riguardanti contratti, accordi, caratteristiche di prodotti, eccetera), utilizzo di ‘banchese’ (linguaggio criptico e complesso per non far capire), comunicazione fuorviante (si affrontano solo taluni aspetti dei prodotti bancari inducendo in inganno il cliente).

Avremo tutte le informaizoni per il bail in?  In quali tempi?

CREDITORI CHIAMATI A SALVARE LE BANCHE.

Nella crisi ormai pluriennale che attanaglia l’area euro i primi interventi sono stati all’insegna del bail out, con la Ue corsa al capezzale della Grecia. Con l’aggravarsi della crisi di Atene però alcuni Paesi hanno iniziato a ventilare l’idea di coinvolgere i cittadini nei salvataggi per non far ricadere l’intero costo sulle spalle dei contribuenti dei Paesi creditori (in primis la Germania).

In Grecia, per esempio, è stato operato un pesante taglio al valore dei titoli di Stato mentre con la tassa sui depositi a Cipro è stato compiuto un salto di qualità nella strategia del bail in.

In altri e più semplici termini, in caso di crisi sono gli stessi investitori a dover sopportare i costi del salvataggio della banca, e investitori, sia pure in misura diversa, sono non soltanto i soci, ma anche i creditori (cioè i clienti che depositano i loro risparmi in banca), che si vedranno sostituiti ai soci.

LA RIFORMA RESTA SOTTO SILENZIO.

Ma i cittadini italiani hanno il diritto di conoscere quali sono le decisioni prese in sede europea? Soprattutto quelle decisioni che rischiano di costare loro parecchi soldi?

Il fatto più rilevante in termini di comunicazione è che la notizia risale ormai a oltre due anni fa, quando venne varata la norma dopo il salvataggio di Cipro.

Ma fino a pochi giorni fa, in Italia nessuno ne ha parlato.

A sollevare la polvere nascosta ci ha pensato Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia.

La norma stabilita da Bruxelles prevede che, in caso di fallimento di una banca, siano in prima battuta i clienti della stessa a pagare per salvarla. Lo Stato entrerà in gioco solo in un secondo momento.

Il che vuol dire una cosa sola: i nostri conti correnti non sono più garantiti, o almeno non lo sono sopra una certa soglia. E quale sarebbe questa soglia? Lo vogliamo dire ai clienti?

Lo stesso numero uno di Bankitalia ha detto che chiunque decide di versare i propri soldi in banca ha il diritto di conoscere come stanno le cose. Le parole di Ignazio Visco sono chiarissime: «Le banche dovranno adottare un approccio nei confronti della clientela coerente con il cambiamento fondamentale apportato dalle nuove regole, che non consentono d’ora in poi il salvataggio di una banca senza un sacrificio significativo da parte dei suoi creditori».

«Sacrificio significativo» significa soldi, molti soldi a cui rinunciare per salvare un istituto bancario dal default.

A confermare la notizia, anche un tweet pubblicato dall’ufficio stampa della Banca d’Italia: «I clienti andranno pienamente informati del fatto che potrebbero dover contribuire al risanamento di una banca». E le ulteriori parole del governatore che al Senato ha affermato: «Sarebbe stato essenziale che il recepimento delle direttive fosse stato effettuato per tempo. Purtroppo i tempi lunghi ostacolano l’impegno e la partecipazione attiva del nostro Paese al processo di integrazione finanziaria».

Come ha detto Sinclair in un intervista recente fatta da King World News “il fatto che questa notizia non è stata menzionata dai media più comuni mi fa capire che quello che è successo a Cipro e quello che forse succederà presto nel resto del mondo può disturbare l’Ordine Sociale. Il controllo delle notizie  è stato sempre adottato su tutto ciò che si pensa “la massa” fa fatica ad accettare. Il fatto che la notizia è stata completamente “sotterrata” fa pensare chiaramente che il metodo del bail in sarà il metodo che sarà normalmente usato dalle banche nel prossimo futuro per fronteggiare le bancarotte.

SOGLIA FISSATA A 100 MILA EURO.

Insomma dobbiamo recepire la direttiva sul bail in e dobbiamo farlo pure in fretta. 

Ma in cosa consiste questo meccanismo e cosa comporta per i clienti delle banche? 

In sostanza, il deficit di patrimonio rispetto a quello necessario perché la banca possa continuare ad operare (la cosiddetta soglia minima di patrimonio) viene “trovato” non all’esterno, ma presso gli stessi finanziatori, che vedono i loro crediti convertiti (secondo una sequenza prestabilita, e con esclusione dei depositanti garantiti e pochi altri creditori) in capitale, fino al livello necessario a ristabilire la soglia minima. 

Per effetto della conversione, i “vecchi” soci sono diluiti o esclusi dalla società. 

Contemporaneamente, la banca viene ristrutturata dal punto di vista operativo ed è capace di reperire liquidità grazie all’avvenuto rafforzamento patrimoniale.

Scendendo nel dettaglio, se una banca rischia il default, i primi a dover sborsare il proprio denaro saranno gli azionisti, seguiti dagli obbligazionisti meno assicurati (le obbligazioni subordinate verranno coinvolte nel pagamento) e dai depositi bancari superiori ai 100 mila euro. La direttiva, dunque, garantisce solo i depositi inferiori a tale soglia. (ma nella versione di Bruxelles esiste una legge delega che prevede che in caso di gravità eccessiva si possa abbassare la soglia)

PRIMI BAIL IN ALL’ORIZZONTE?

Non dovranno invece partecipare al bail in i possessori di obbligazioni garantite (le ordinarie sono escluse), pensioni e salari dei dipendenti. 

Ogni Stato membro avrà infine la facoltà di decidere l’esclusione di altre categorie.

Parlando di percentuali: nel caso in cui una banca rischi il fallimento, lo Stato interverrà per salvarla solo dopo che azionisti e creditori avranno pagato l’8% delle passività totali dell’istituto. 

Lo scopo della norma, è quello di evitare che a pagare siano tutti i contribuenti. In realtà, però, a rimetterci sarà chi deposita i propri soldi.

Questo è il bail in, questo è quello che è stato deciso senza che nessuno ai vertici delle banche si preoccupasse di informare i cittadini italiani. 

Ma soprattutto mentre, sempre negli ultimi due anni, si è continuato a sostenere qualche aumento di capitale (fatto sottoscrivere a cittadini ignari) di banche italiane che forse saranno le prime a far ricorso al bail in

La domanda è questa: se persone come Te e come me hanno il sospetto che il loro denaro non sia affatto al sicuro in banca, cosa può succedere?

I media si impegnano in tutti i modi per far si che “l’Ordine Sociale” non sia disturbato.

Ti raccomando di riflettere su tutto quello che ho scritto in questo articolo perchè ti riguarda molto da vicino.

Come si dice: uomo avvertito, mezzo salvato!

Tratto da: http://rossellafidanza.altervista.org
Bail in: cos’è e cosa comporta per i correntisti, mentre TUTTI TACCIONO.
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Si preparano a fargli un culo così

Pubblicato su 22 Giugno 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in EUROPA, ECONOMIA

Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, con trasparenza in salsa social ci informa che ha incontrato Mario Draghi, numero uno della BCE, Christine Lagarde, numero uno del FMI e Jean-Claude Juncker, numero uno della Commissione Europea, in vista dell’incontro di lunedì. Quale incontro? Un summit europeo straordinario convocato per discutere della situazione della Grecia, seguito da un video nel quale lo stesso Tusk, in perfetto stile mafioso, annuncia che “vi faremo un offerta che non potete riufiutare“, perché altrimenti “le responsabilità delle conseguenze saranno tutte del Governo di Atene e del popolo greco“.

 
Tusk incontra dunque formalmente la Troika, per preparare il summit di lunedì. Notate niente? Siamo ancora tutti in Europa o è solo un grande bluff (domanda retorica)? Se infatti la UE è un insieme di stati membri che decidono insieme, come mai a tale incontro preparatorio manca un attore fondamentale, e cioè la Grecia stessa? Perché Tusk non ha invitato Varoufakis?

 

La risposta, più che scontata, è che non esiste nessuna “grande famiglia”, nessun “grande sogno europeo”: esiste solo un cartello di creditori che vessa un singolo stato membro e si prepara a fargli un culo così. Se la UE fosse quello che dovrebbe essere, ovvero un insieme di popoli che si tendono la mano reciprocamente, legati da interessi economici, politici ma soprattutto dal concetto di solidarietà, non sarebbe possibile nessun incontro di “potenti” che decidono quali condizioni offrire ai “deboli”. Questo accade solo nella condizione di guerra, quando i presunti vincitori cospirano per infliggere agli sconfitti la punizione più esemplare possibile.

Ho risposto così a Tusk e alla Troika: “Avreste dovuto preparare questo incontro anche con Yanis Varoufakis: la Grecia non è una controparte“. Dubito che lo leggeranno, ma voi potete sempre ritwettare a manetta. Perlomeno vedranno una qualche forma di reazione e non si compiaceranno di avere completamente addormentato le coscienze dei popoli europei.

Nel frattempo, Tsipras vola a Mosca e sigla con Putin un accordo per far passare il gasdotto Turkish Stream da Atene prima di imbucarsi in Europa e risolvere così il collo di bottiglia dell’Ucraina.

Turkish Stream

L’Europa cerca di indebolire la Russia imponendo sanzioni economiche per soddisfare i suoi partner della Nato, ma con le sue scellerate politiche neoliberiste dell’austerity spinge la Grecia a siglare un accordo da 2 miliardi di euro, finanziati dalle banche russe, che renderà la Troika molto meno baldanzosa nello sbattere fuori Tsipras dalla UE, visto che dovremo comprare parecchia energia da Atene nei prossimi anni.

Per scongiurare questo scenario, a Bruxelles si lavora da parecchio tempo per rovesciare ancora una volta il Governo di Atene. E’ l’unica strada che sanno battere, nel nome del loro concetto di democrazia di stampo fascistoide tecno-finanziario.

E se volete ridere, anche il Papa ha detto che «Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza». Sembra di sentire Paragone e Messora a L’Ultima Parola di due anni fa, o Messora a Matrix nel novembre 2011, mentre il Corriere della Sera lo sbeffeggiava, salvo oggi pubblicare editoriali in prima pagina di Panebianco che dicono esattamente la stessa cosa.

Ma ormai è tardi per le scuse. La Grecia non si lasci intimorire. Per una Troika che va, c’è sempre un Putin che viene. Ma è chiaro che se Atene esce dall’euro, per Draghi e soci – quelli dell’irreversibilità dell’euro – saranno autentici cazzi amari.

Tratto da: http://www.byoblu.com/

Si preparano a fargli un culo così
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