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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L’Europa boccia la Legge di Stabilità. Tutto...

Pubblicato su 18 Novembre 2013 da Ipharra Forli' Forlì

L’Europa boccia la Legge di Stabilità. Tutto come previsto, il prossimo anno verranno attuate le dure contromisure http://t.co/cLW8Nie131

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L’Europa boccia la Legge di Stabilità. Tutto come previsto, il prossimo anno verranno attuate le dure contromisure

Pubblicato su 18 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Negli scorsi interventi si sono evidenziati alcuni punti cruciali delle politiche economiche italiane là da venire, politiche indirizzate e volute dall’Europa tedesca. Quanto è successo la scorsa settimana quando l’Europa ha di fatto bocciato il piano economico italiano, leggasi Legge di Stabilità, è solo un piccolo passo in tale direzione, direi un pezzo del grande puzzle che dopo cinque anni di crisi sembra ormai chiaro, almeno agli addetti ai lavori.

Dunque, attenzione alle prossime settimane, ci saranno ulteriori interventi europei e risposte in codice da parte dei governanti italiani. Riassumendo, per ricordare e riprendere i contenuti dei vari post pubblicati dallo scrivente nelle scorse settimane (ed aggiungo, condensarli un po’…) , ecco quanto ci si deve aspettare nel 2014:

  • L’Europa tedesca serrerà le fila sugli interventi finalizzati alla riduzione del debito italiano, senza intervento apparente della Germania (faranno tutti i vari Olli Rehn della situazione, validissimi equivalenti di cani da riporto economici del gigante teutonico, con tutto il rispetto per i vari funzionari ma la descrizione rende davvero bene l’idea).
  • Parimenti, eminenti rappresentanti delle istituzioni italiane chiederanno di avere coraggio, che alla fine vuol dire richiedere la stessa cosa dell’Europa tedesca, vedasi le misure straordinarie sotto riportate.
  • Saccomanni continuerà a fare previsioni troppo ottimistiche, al limite dell’assurdo, previsioni per altro regolarmente smentite dall’Europa (ma non confondetevi, è tutto organizzato! Alla fine si vuole arrivare a fare quanto indicato ai punti successivi, tutto sembra essere stato pianificato).
  • Dunque, le previsioni economiche non verranno confermate dai fatti e, aggiungo io, anche perchè dire che nel 2014 la crescita italiana sarà dell’1% e successivamente dal 2015 fino al 2017 sarà sempre superiore all’1,5%, come da ultimo documento di programmazione economica del ministro economico italiano, è veramente da guinness dei primati, e non voglio dire cosa penso veramente.
  • Ad un certo punto si dirà: “Oddio, la crisi si è avvitata!” o altrimenti, con un po’ meno di faccia tosta, “L’Europa ci chiede maggiori sacrifici”, e dunque si aprirà la strada verso quei provvedimenti straordinari che l’Europa tedesca vuole imporre all’Italia al fine di ridurre il debito (notasi che la Germania non apparirà mai direttamente nel richiedere maggiori sacrifici, tirerà solo le fila)

E dunque arriveremo alle misure economiche “straordinarie” per il 2014, misure che chi scrive ritiene si concretizzeranno come segue:

  • nazionalizzazione dei fondi pensione privati (almeno per la parte obbligazionaria, per quella azionaria è molto più difficile), che confluiranno nell’INPS.
  • Tassazione straordinaria sui risparmi, per un ammontare/aliquota da definire ma ritengo almeno di qualche punto percentuale, per iniziare (la tassazione straordinaria sugli immobili è una possibilità ma molto probabilmente necessita della preventiva riforma del catasto, vedasi sotto).
  • Privatizzazione/tentativo di privatizzazione di ENI, ENEL, Finmeccanica, gli andamenti di borsa sembrano per altro avallare tale eventualità.
  • Blocco delle indicizzazione delle pensioni e possibile cap per le pensioni elevate, ma su questo ultimo punto ho ancora dei dubbi, molti della casta percepiscono pensioni alte.
  • Chiaramente le tasse italiane resteranno altissime per un tempo indeterminato, ad esempio la Tasi o IMU che dir si voglia tenderanno ad incidere per un valore prossimo o anche superiore all’1% annuo del valore commerciale dell’immobile (sa accadrà, sarà un caso unico nel mondo occidentale), date il tempo di riorganizzare il catasto, massimo 1 anno.

Per le tempistiche di implementazione mi attendo marzo o aprile 2014, ossia quando i numeri del disastro relativamente agli incassi delle tasse pagate dagli italiani a novembre 2013 saranno chiari.

 

Come corollario, necessario, è bene sottolineare come sia difficile prevedere quando il sistema crollerà – la situazione è certamente insostenibile – : il banco sicuramente salterà ma penso che nel 2014 sia troppo presto….

 

Aggiungo, mutuando un caro amico, che l’Italia deve preservare i due veri e pesanti assets che le sono rimasti, ossia il risparmio privato e la vocazione manifatturiera ed industriale (ossia anche e soprattutto l’italianità di ENI, ENEL e Finmeccanica, aziende che stanno alla base del sistema Italia, l’energia e la difesa sono i fondamenti di ogni sistema economico nazionale). Vedrete che il duo Letta Saccomanni farà perfettamente il contrario, finalmente ingenerando nella popolazione forti ed enormi dubbi sul fatto che quanto ci verrà propinato sia effettivamente nell’interesse nazionale e non piuttosto nell’interesse dell’Europa tedesca…. Unico ostacolo: quel pazzo del Cavaliere che per una sua tara ideologica, nel marasma dei suoi pasticci personali che probabilmente lo porteranno in galera, resta e  resterà fermamente contrario a mega tassazioni (anche perchè se le avallasse cadrebbe l’ultimo baluardo del suo residuo potere attuale, ossia i voti) e quindi si manterrà in rotta di collisione rispetto agli indirizzi/interessi europei.

Vale la pena ricordare una possibile chiave di volta, ossia cosa potrà accadere a valle delle dichiarazioni tedesche mirate ad interrogare Snowden in Germania in relazione alle intercettazioni alla Cancelliera nell’ambito del Datagate, le ripercussioni potrebbero cambiare lo scenario geopolitico, scenario fino ad oggi fondato sul supporto USA per un’Europa a guida tedesca e quindi per l’euro attuale: chiaramente, per il Belpaese sarà preferibile restare vassallo dei ricchissimi e potentissimi Stati Uniti di America piuttosto che diventare schiavi del debito in un’ Europa tedesca che attraverso la propria rigida austerity sembra riproporre il piano di Europa Comune di Walther Funk, in versione 2.0. All’uopo, si ripropone la chiave di lettura britannica su come doveva essere intesa l’egemonia tedesca in Europa circa 75 anni or sono, vedasi l’illustrazione che segue.

british view of the second world war world war ii uk germany propaganda no trust polen munich conference L’Europa boccia la Legge di Stabilità. Tutto come previsto, il prossimo anno verranno attuate le dure contromisure

Voi direte: che fare per evitare quanto preconizzato per il 2014? Beh, spiacente, pur ritenendo eventuali misure “straordinarie” , come quelle sopra riportate, essere inutili ed anzi dannose, ritengo che la situazione sia assai compromessa - come indicato in precedenti interventi misure come quelle indicate non risolverebbero nulla, anzi peggiorerebbero la situazione erodendo i depositi e quindi il credito bancario; da cittadino sarei disponibile a fare un prestito al Paese al fine di uscire dall’euro, pagare invece per restare nell’euro mi sembra onestamente una follia -. Salvo miracoli quali ad esempio eventi esterni all’Italia ad oggi imprevedibili e/o grossi scombussolamenti geostrategici, sembra che la maggioranza di governo delle grandi intese (da sabato Cavaliere escluso, maggioranza a questo punto effettivamente pro Europa ovvero pro tasse) stia facendo decisivi passi in avanti, fatto salvo essere punita dagli elettori alle prossime elezioni quando però le misure ritengo saranno già state in grande misura attuate. Vedremo, quello che verrà sarà certamente un anno interessante e commovente: penso che parafrasare l’omonima canzona del mitico Lucio Dalla potrà essere utile, per sdrammatizzare e scherzarci un po’…

Non criticate ora queste mie “previsioni”, verificatele! Ne parliamo nel 2014.

 

Mitt Dolcino

da Scenari Economici

Tratto da:http://www.rischiocalcolato.it/2013/11/leuropa-boccia-la-legge-di-stabilita-tutto-come-previsto-il-prossimo-anno-verranno-attuate-le-dure-contromisure.html

L’Europa boccia la Legge di Stabilità. Tutto come previsto, il prossimo anno verranno attuate le dure contromisure
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IL TERRORISMO DI CASALEGGIO. I RETROSCENA PER...

Pubblicato su 18 Novembre 2013 da Ipharra Forli' Forlì

IL TERRORISMO DI CASALEGGIO. I RETROSCENA PER L’INTERESSE PUBBLICO. http://t.co/pXqVFCdJWL

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IL TERRORISMO DI CASALEGGIO. I RETROSCENA PER L’INTERESSE PUBBLICO.

Pubblicato su 18 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in MMT - BARNARD

di Paolo Barnard

Questo è di interesse nazionale, pubblico, e mi spiace se qualche povero grillino ci andrà di mezzo. Ma ripeto:

QUESTO E’ DI INTERESSE NAZIONALE E OGNI CONSIDERAZIONE PERSONALE NON VALE PIU’.

Il M5S è una mostruosità politica partorita solo dal Paese più ammalato del mondo, l’Italia, e questo partito rischia veramente di infliggere una tragedia agli italiani paragonabile a una guerra. Si leggano le dichiarazioni economiche di Grillo e i progetti della Casaleggio Associati. Qui non scherzo cari lettori, io sono adulto e non un ragazzino che gioca a fare il grande con la cravatta e le scarpe da tennis a Montecitorio. Io conosco il mio Paese e vedo l’orrore che avanza sui volti di padri e madri, gente VERA, non patetici nick internettiani che vagheggiano di democrazia virtuale. Gente che non sta in chat, ma che la sera piange davvero nel tinello di casa. La disperazione di una nazione sull’orlo del Kosovo pre-guerra merita STATISTI, non l’abominio di cui sopra e di cui più sotto, e a questo punto io non posso essere reticente e non dire quello che ho visto nel M5S.

Il contatto mio e del macroeconomista Warren Mosler con il M5S a livello di parlamento nasce dal lavoro di un loro deputato e da alcuni attivisti. Tutto il processo di contatti, scambi, colloqui coi deputati 5S fu perennemente punteggiato da questo. Leggete bene:

“BARNARD NON PARLARE DI CASALEGGIO! SMETTILA. TE LO CHIEDIAMO PER FAVORE!”

“BARNARD SE VUOI UN’INTERVISTA CON SALVO MANDARA’ DEVI METTERE PER ISCRITTO CHE NON ATTACCHI CASALEGGIO!”

“BARNARD PER PIETA’ NON DIRE MAI CHE IO (il deputato grillino di cui sopra, nda) TI HO ORGANIZZATO L’INCONTRO DELLA ME-MMT CON LA COMMISSIONE FINANZA! MAI, MAI, MAI, MAI!” (questo detto 10 volte a voce, più altre in sms)

“BARNARD, IL M5S E’ ZEPPO DI DEFICIENTI, NE ABBIAMO TANTISSIMI ELETTI, SONO GLI EPURATORI, QUELLI CHE ESEGUONO LE SENTENZE DI MORTE DI CASALEGGIO. DOBBIAMO MUOVERCI CON CAUTELA!”

“BARNARD GUARDA CHE ALL’INCONTRO APPENA CONCLUSO CON MOSLER E TE ABBIAMO PUTUTO DIRTI LA META’ DI QUELLO CHE VOLEVAMO… C’ERANO FEDELI DI CASALEGGIO Al TAVOLO!”…

Questo non è un partito nuovo, meno che meno LA NUOVA SOCIETA’ CIVILE che salverà l’Italia. Questa è la Stasi della DDR comunista. Questo è un incubo di terrore. Questo è un regno di sotterfugi e di camuffamenti identici a quelli dell’Italia di Craxi. Questa è la Democrazia Cristiana della famiglia Gava di Napoli, la DC di Salvo Lima, dove la deviazione dalla dittatura era punita con la morte. Nel caso del M5S la morte politica.

Una deputata grillina esce da un’aula di Montecitorio, invasata, e mi aggredisce dicendo che io ho dileggiato tutto il movimento, che sono un distruttore del 5S, e, fate attenzione, dice questo.

“IO, COI MIEI TITOLI, SE NON C’ERA CASALEGGIO COL CAZZO CHE OGGI ERO QUI! GLI DEVO TUTTO!”

Io le rispondo che lei, povera figlia, ha gli occhi foderati di piombo per non vedere le ormai colossali evidenze di che razza di pazzoide pericoloso e affarista senza scrupoli è Casaleggio, colui che il bugiardo Grillo spaccia per un ex Colaninno e Telecoms che oggi si è convertito magicamente! al bene dei ragazzini pentastellati, e gratissssssss! Ma il punto non è questo. Lo avete già visto il punto?

Questa povera sciagurata mi ha in realtà detto esattamente quanto segue:

“IL PADRONE MI HA PESCATA DAL FANGO E OGGI HO UNO STRACCIO DI POTERE. IL MIO PADRONE E’ IL MIO DIO, A LUI IO SONO VENDUTA DA CAPO A PIEDI. NON LO TOCCARE!”

Questi non sono politici, questi sono dei morti viventi svuotati nella scatola cranica e comandati con la peggior forma di manipolazione cerebrale mai apparsa in Italia. E col terrore di perdere il francobollo di potere che ora hanno. Nel nome di questo, aderiscono a un partito azienda che è, ripeto, la cosa più pericolosa mai apparsa nella storia politica dell’Italia.

Il mercoledì romano dei contatti col M5S mi è dentro come un incubo di tensione, paura, sotterfugi, umma-umma, cui mi sono sottoposto perché poi non si potesse dire che io non ci avevo provato. Ma a 55 anni, dopo aver vissuto i Forlani, i Di Donato, gli Ingrao, i Napolitano, la Milano da bere, la P2 e tutto il resto, io sono sotto shock per aver ritrovato tutto questo, e forse peggio, nel ‘nuovo’ parto della società civile italiana… la grande promessa a 5 stelle.

Che vergogna, che tragedia.

 
IL TERRORISMO DI CASALEGGIO. I RETROSCENA PER L’INTERESSE PUBBLICO.
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Casta, cosca e cupola: le tre C che ci stanno divorando

Pubblicato su 18 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo si sono guadagnati un posto nella storia recente di questo sfortunato paese usando una definizione di una categoria sociale privilegiata e separata – la casta – per intitolare il più famoso dei loro instant-book: quello che metteva in fila  nomi, cognomi e indirizzi dello sperpero del denaro pubblico e degli abusi di potere. Ma, dopo sei anni, ci si domanda: il loro indagare è servito a qualcosa? Oggi si scopre che «parlare di casta ha rappresentato quantomeno un limite», nonostante l’irrompere sulla scena di un movimento anti-casta come il 5 Stelle. «Quel che caratterizza infatti la causa prima della decadenza conclamata del nostro paese – osserva Claudio Giorno – non è ascrivibile solo alla inettitudine e alla corruzione, cresciute in modo esponenziale negli ultimi vent’anni, ma al legame indissolubile con altri due fenomeni di cui si parla, e molto, ma come fossero collegati solo occasionalmente tra di loro». La cosca e la cupola. Insieme alla casta, formano «le tre C che io credo siano indissolubilmente legate tra di loro». Sono «metastasi del cancro di cui l’Italia sembra affetta in forma terminale».

I sintomi sono impressionanti, scrive Giorno nel suo blog, e ci arrivano con bollettini medici a cadenza quotidiana. Problema: chi li dovrebbe aggredire «con dosi chemioterapiche da cavallo» non sembra neanche in grado di leggere le analisi cliniche. Lo dimostra il caso di Anna Maria Cancellieri, «cui Anna Maria Cancellieriun governo di emergenza nazionale prima e un governo di larghe intese adesso ha affidato due tra i ministeri più delicati per curare alla radice le nostre peggiori patologie, interni e giustizia». Una «pretesa servitrice dello Stato» che, di fronte alla rivelazione clamorosa del suo spendersi per la messa in libertà di una detenuta “speciale” (amica di famiglia) «non prova il benché minimo imbarazzo, ma con tronfia arroganza sfida i brandelli dei partiti che sostengono svogliatamente l’attuale governo a sfiduciarla, ben sapendo che con lei “perirebbero tutti i filistei”». Una storia che alimenta nuovi sospetti sull’«inestricabile groviglio che “tiene assieme” casta, cosca e cupola». Per Giorno, è «un verminaio in cui ci sta di tutto», dalla superstite istituzione prefettizia, retaggio del fascismo e oggi chiamata a occuparsi di tutto, «dalle acciaierie cancerogene alle fabbriche di armi, fino ai terremoti», ai cascami di «una classe politica agonizzante ma per questo ancor più mortalmente aggrappata alle poltrone».

Eccoli, davanti a noi, «i mille boiardi di Stato che, in ogni intercettazione resa pubblica, trescano con funzionari e impresari corrotti e licenziano o trasferiscono i veri e residuali servitori dello Stato, definiti “rompicoglioni” o anche “terroristi” per il solo fatto di volersi occupare del “rispetto delle regole”». E infine, ci sono «gli “esponenti di spicco” di mafie sempre più multinazionali e sempre più legate al più globale dei mondi, quello della finanza dominante, per cui il denaro non solo non è mai puzzato, ma per cui oggi pare emanare odore di incenso… come solo Papa Bergoglio pare voler denunciare». In uno scenario che neanche Dante poteva forse immaginare, continua Giorno, ostinarsi a indagare sull’esistenza di una “trattativa Stato-mafia” parrebbe superfluo, «essendo chiaro che semmai c’era da rivedere solo qualche aspetto di un accordo consolidato ma turbato dal mancato Nino Di Matteorispetto di qualche “clausola”. Poco male se per “sollecitarne” la revisione bisognava uccidere qualche innocente: è dal tempo di Erode che si fa così».

Né deve stupire che sia stata secretata per anni l’esplosiva confessione del super-camorrista Carmine Schiavone, che avrebbe comportato un cataclisma più devastante dell’eruzione del Vesuvio: «Indagare su due terzi dei vertici industriali del paese collusi con i Casalesi, sbattere alla gogna politici oggi ai massimi vertici istituzionali e trovare decine di miliardi non per graziare Brunetta dall’Imu, ma per bonificare milioni di ettari di terreno da cui ci arrivano in tavola i meglio prodotti della dieta mediterranea, dalle mozzarelle di bufala alla passata verace di pomodoro San Marzano». Quello delle “tre C2” – casta, cosca e cupola – per Claudio Giorno resta uno scenario infernale. Basta dare un’occhiata a quello che è appena successo a Palermo: le minacce appena riecheggiate contro il procuratore Nino Di Matteo, finito esplicitamente nel mirino degli “amici” di Totò Riina, «non preoccupano tanto per chi le ha pronunciate, ma per il silenzio assordante – ancorché istituzionale – che le ha accolte». In altre parole: senza la “cupola”, quella vera, le cosche sarebbero in prigione. Quanto alla “casta”, sarebbe costretta a trovarsi un lavoroonesto.

Tratto da: libreidee.org

Casta, cosca e cupola: le tre C che ci stanno divorando
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9 DICEMBRE - FERMO AUTOTRASPORTO PER 5 GIORNI

Pubblicato su 18 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in 9 DICEMBRE

Ci uniremo alla sacrosanta protesta dei trasportatori. Uniti si vince. Claudio Marconi

9 DICEMBRE - FERMO AUTOTRASPORTO PER 5 GIORNI
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Italia. Nove milioni di persone in difficoltà economiche

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Quasi uno su sei e molti hanno anche un lavoro, ma con retribuzioni sono troppo basse. Sarebbero ormai più di 9 milioni le persone in difficolta' economica in Italia. Lo afferma una indagine del Centro studi Unimpresa (effettuata sulla base dei dati Istat) secondo cui l'area di disagio sociale e' aumentata del 3,2%. Erano 8,89 milioni di persone nel secondo trimestre del 2012, sono salite a 9,17 milioni di persone del secondo trimestre 2013. Si tratta di altre 286mila persone che sono entrate nell'area del disagio sociale. Quest'area viene calcolata da Unimpresa includendovi i 3,07 milioni di disoccupati, ai quali si aggiungono i lavoratori con condizioni precarie o economicamente deboli: quelli con contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (643mila persone) sia quelli a orario pieno (1,63 milioni); i lavoratori autonomi part time (832mila), i collaboratori (430mila) e quelli con contratti a tempo indeterminato part time (2,56 milioni). E' un'area di working poors (lavoratori poveri) con prospettive incerte circa la stabilita' dell'impiego o con retribuzioni contenute, che ammonta ormai a 6,1 milioni di unita'.

Il deterioramento del mercato del lavoro - sottolinea lo studio di Unimpresa - non ha come conseguenza la sola espulsione degli occupati, ma anche la mancata stabilizzazione dei lavoratori precari e il crescere dei contratti atipici. Nel secondo trimestre di quest'anno i disoccupati erano in totale 3,07 milioni: 1,68 milioni di ex occupati, 633mila ex inattivi e 760mila in cerca di prima occupazione. I disoccupati risultano in aumento del 13,7% rispetto all'anno precedente (+371mila persone). Stabile, invece, il dato degli occupati in difficolta': erano 6,18 milioni a giugno 2012 e sono risultati 6,10 milioni a giugno scorso. "Puo' apparire anomalo - afferma Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa - che un'associazione di imprese analizzi il fenomeno dell'occupazione, quasi dal lato del lavoratore. Ma per noi la persona e la famiglia sono centrali da sempre, perche' riteniamo che siano il cuore dell'impresa. Bisogna poi considerare che l'enorme disagio sociale che abbiamo fotografato ha conseguenze enormi nel ciclo economico: piu' di 9 milioni di persone sono in difficolta' e questo vuol dire che spenderanno meno, tireranno la cinghia per cercare di arrivare a fine mese. Tutto cio' con effetti negativi sui consumi, quindi sulla produzione e sui conti delle imprese". 

Tratto da: contropiano.org

Italia. Nove milioni di persone in difficoltà economiche
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Jean-Marie Le Pen: discorso sul mondialismo

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

lepenArras, 2009, il più bel discorso di un uomo politico dal dopo-guerra a oggi:

La crisi è figlia naturale del Mondialismo, ideologia idolatrante la Mondializzazione invece di controllarla quand’era possibile. Gli apprendisti stregoni che hanno il progetto di distruggere le Nazioni per costruire il sogno malsano del villaggio globale, l’utopia di un mondo egualitario, ma badate bene un mondo dove ci sarebbero persone più uguali delle altre, senza differenze di razze, ma dove ci sarebbe qualcuno che avrebbe il diritto di mantenere la propria integrità, nel momento in cui invece altri sarebbero vivamente incoraggiati a meticciarsi, senza differenze di sesso, nè di religione, né certamente di opinione, tutto sarebbe compreso e sottoposto alla legge sotto la minaccia di sanzioni penali, di credere alla vulgata anti-razzista e di sottomettersi al pensiero unico.

Questi apprendisti stregoni, hanno condotto il Mondo attuale alla rovina, i popoli alla miseria, e forse un domani alla guerra. L’Unione Europea, per quanto ci riguarda, è stata uno dei vettori della catastrofe, sacrificando all’illusione che unendo le debolezze e collettivizzando i popoli d’Europa, si arriverebbe a creare uno stato oligarchico sul modello americano senza vedere, o alcuni sperando nella distruzione della Nazione, la soppressione delle frontiere, la perdita della nostra sovranità politica, militare e monetaria, rompendo le ricchezze nazionali e monetarie.

La vertigine della decadenza si è impadronita delle loro menti e sopra di loro da chi li governa, élite corrotte e dominate dalla dittatura del pensiero unico. Nello stesso tempo si distruggevano i grandi servizi pubblici, sotto la pressione esterna o la sovversione interna, le forze armate, l’educazione nazionale, la moralità pubblica e privata, si degravadano sotto l’impatto dei mezzi moderni di comunicazione di massa che sono la televisione e internet.

Si vogliono distruggere le nostre tradizioni locali, culturali, culinarie, il nostro modo di vivere, per meglio prepararci al grande meticciamento internazionalista al fine di renderci identici in ogni punto del globo e soddisfarci con degli stardard di consumazione forniti dal nuovo ordine mondiale. La pura e semplice politica di soppressione delle nostre frontiere fisiche,commerciali, migratorie, sanitarie e internazionali, questa politica di soppressione delle nostre frontiere, questa politica di integrazione mondiale della Francia, non è mica caduta dal cielo: è stata l’Europa che l’ha messa in opera, è l’Unione Europea! È per questo motivo che noi la chiamiamo EuroMondialista. Questa politica che ha fatto le prove della propria negatività della propria pericolosità, i Francesi l’hanno rifiutata il 29 marzo del 2005, dicendo massicciamente NO al referendum sulla Costituzione Europea , nel momento in cui la stragrande maggioranza dei politicanti francesi invitavano contro di noi a votare si.

La società dei consumi e dei servizi è esplosa, la ricerca di nuovi mercati ha spinto alla mondializzazione delle economie, che si è accelerata sotto la spinta delle Multinazionali. Si dovevano allora diminuire le frontiere economiche per aumentare la soddisfazione dei bisogni per abbruttire i popoli con la pubblicità e con il livellamento verso il basso dei servizi esclusivi, degli speculatori internazionali. La classe politica ha difeso e promosso questa Europa-Mondo, esposta ai venti del dumping monetario, fiscale, sociale dei paesi a basto costo del lavoro.

La fondazione di questa Europa passa dunque dall’adozione di una Costituzione o della revisione del Trattato di Lisbona. Un progetto che, chiaramente, smantella quel poco che resta alle Nazioni per consegnare i popoli e le loro ricchezze nelle mani del Nuovo Ordine Mondiale. SI, signore e signori noi subiamo la dittatura internazionale dei Consumi, subiamo il governo globale dell’ iper-classe mondiale, questa nuova classe dirigente trans-nazionale.

Tratto da: imolaoggi.it

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) DICEMBRE: LISTA AGGIORNATA AL 17.11 DEI CONTATTI

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in 9 DICEMBRE

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Coordinamento Roma: 
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Gruppo coordinamento Abruzzo-Pescara: https://www.facebook.com/groups/478992278885598/?notif_t=group_added_to_group

Gruppo coordinamento Udine: https://www.facebook.com/groups/coordinamento9dicembreUdine/

Gruppo di coordinamento zona lago Maggiore: https://www.facebook.com/groups/186808074842808/

Gruppo coordinamento Pavia / Voghera: https://www.facebook.com/groups/180143038844794/

Gruppo coordinamento Parma: https://www.facebook.com/groups/1391965061043162/?fref=ts

Gruppo coordinamento Forlì / Cesena / Ravenna:https://www.facebook.com/groups/127224777448053/?fref=ts

Gruppo coordinamento Genova https://www.facebook.com/groups/580813871991078/

Gruppo coordinamento Savona e raccordo Genova:https://www.facebook.com/groups/1383959775181266/?fref=ts

Gruppo coordinamento Bologna: https://www.facebook.com/groups/9dicembre.bologna/545580402192360/?notif_t=group_activity

Gruppo coordinamento Caserta: https://www.facebook.com/groups/584524691615427/

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Gruppo coordinamento Pordenone: https://www.facebook.com/groups/610614208994911/?fref=ts

Gruppo coordinamento Grosseto: 
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Gruppo coordinamento Pesaro / Fano / Urbino: https://www.facebook.com/groups/174324986094968/?fref=ts

Gruppo coordinamento Perugia: 
https://www.facebook.com/groups/541979819210714/?fref=ts

Gruppo coordinamento La Spezia: https://www.facebook.com/groups/464074020377370/?fref=ts

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COLLASSO ITALIA PER DEFLAZIONE. COME SCONFIGGERLA

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Il problema da combattere oggi è la deflazione e non l'inflazione. 
 
La deflazione si origina da un freno nella spesa di consumatori e aziende, i quali in attesa di ulteriori cali dei prezzi preferiscono attendere e risparmiare, creando una spirale negativa. Le imprese, non riuscendo a vendere a determinati prezzi i beni e servizi prodotti, finiscono per collocarli (svenderli) a prezzi inferiori.
Così facendo si riducono i ricavi delle imprese che di conseguenza sono obbligate a ridurre gli investimenti e i costi del lavoro, generando disoccupazione (in Italia la disoccupazione si attesta al 12%, mentre la disoccupazione giovanile balza al nuovo record negativo storico del 39,5%).
 
 
 
Il Paese ha un avanzo primario del 2,5% del PIL e nonostante questo dato che sembra incoraggiante il suo debito continua ad aumentare, passando  dal 120% al 133% del rapporto debito\pil in due anni. Nell'area euro l'Italia è seconda solo alla Grecia in fatto di rapporto debito-Pil. Ad Atene in ottobre era pari al 169,1%. Tra gli altri debiti pubblici più grandi dell'eurozona figurano il Portogallo (131,3%) e l'Irlanda (125,7%).
 
Ma quale sarebbe la ricetta per contrastare la deflazione?
 

Secondo Keynes, in tempi di crisi il risparmio è distruttivo perché se tutti risparmiano la domanda aggregata diminuisce e con essa diminuisce la ricchezza in quanto diminuiscono produzione e occupazione. 
Negli USA a marzo 2009 l'inflazione era scesa sotto lo zero; hanno risolto il problema ricorrendo a forti inniezioni di liquidità da parte della Federal Reserve, attraverso i vari quantitative easing (QE1-QE2-QE3).
In Europa la situazione è più complessa.
Non è un caso che Draghi abbia ulteriormente tagliato i tassi: il 7 novembre il tasso di rifinanziamento è stato ridotto allo 0,25% (taglio di 25 punti base).
L'obiettivo, come lo era per la FED così è adesso per la BCE, è quello di inondare di liquidità i mercati nella speranza di riattivare i consumi. Ricordo che la BCE non può finanziare direttamente gli Stati dell'area Euro, stampando moneta, poichè è vietato dai Trattati. Essa è quindi costretta a far passare il flusso monetario tra le mani delle banche. La BCE non è la FED. 
Il problema principale è proprio questo, dovuto all'incapacità degli stimoli monetari di finire a famiglie e imprese. Dal 2009 la BCE, con modalità diverse, ha immesso liquidità nel sistema aumentando la base monetaria, ma questa poi non si è tradotta in M3 (offerta di moneta) perché buona parte di questa moneta è stata utilizzata dalle banche per acquistare titoli di Stato (N.B.: è stato bello per le banche commerciali ricevere denaro fresco al tasso dell'1% da utilizzare per speculare in strumenti finanziari, per riacquistare le proprie obbligazioni e per ristrutturare il proprio capitale in vista dell’applicazione dei più severi requisiti dell’European Banking Authority,  invece di dirottarlo nell'economia reale). 
 
I governi europei sono inermi al diktat della finanza: l'economia di un paese della zona euro dipende dal cartelle delle banche commerciali che decidono quanti titoli di stato acquistare, se acquistarli e a che tasso acquistarli (grazie alle complicità delle colluse agenzie di rating).
 
In questo momento è necessario che la mia non resti una voce isolata fuori dal coro, bensì urge che colleghi economisti e politici abbiano il coraggio di proporre una concreta uscita dall’euro o lo smantellamento della zona euro, unita alla contemporanea riappropriazione della sovranità monetaria. Spero che in Italia un partito si faccia al più presto paladino di questo obiettivo e se ciò avvenisse lo voterei sicuramente, così come lo voterebbero milioni di italiani consci del fatto che il vero cancro da debellare sia la finanza. Solo facendo in modo che la finanza non abbia più potere sull'economia reale avremo la possibilità di uscire dalla crisi e risollevare la nostra economia. 
 
Salvatore Tamburro
 
COLLASSO ITALIA PER DEFLAZIONE. COME SCONFIGGERLA
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