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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Casta, cosca e cupola: le tre C che ci stanno divorando

Pubblicato su 18 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo si sono guadagnati un posto nella storia recente di questo sfortunato paese usando una definizione di una categoria sociale privilegiata e separata – la casta – per intitolare il più famoso dei loro instant-book: quello che metteva in fila  nomi, cognomi e indirizzi dello sperpero del denaro pubblico e degli abusi di potere. Ma, dopo sei anni, ci si domanda: il loro indagare è servito a qualcosa? Oggi si scopre che «parlare di casta ha rappresentato quantomeno un limite», nonostante l’irrompere sulla scena di un movimento anti-casta come il 5 Stelle. «Quel che caratterizza infatti la causa prima della decadenza conclamata del nostro paese – osserva Claudio Giorno – non è ascrivibile solo alla inettitudine e alla corruzione, cresciute in modo esponenziale negli ultimi vent’anni, ma al legame indissolubile con altri due fenomeni di cui si parla, e molto, ma come fossero collegati solo occasionalmente tra di loro». La cosca e la cupola. Insieme alla casta, formano «le tre C che io credo siano indissolubilmente legate tra di loro». Sono «metastasi del cancro di cui l’Italia sembra affetta in forma terminale».

I sintomi sono impressionanti, scrive Giorno nel suo blog, e ci arrivano con bollettini medici a cadenza quotidiana. Problema: chi li dovrebbe aggredire «con dosi chemioterapiche da cavallo» non sembra neanche in grado di leggere le analisi cliniche. Lo dimostra il caso di Anna Maria Cancellieri, «cui Anna Maria Cancellieriun governo di emergenza nazionale prima e un governo di larghe intese adesso ha affidato due tra i ministeri più delicati per curare alla radice le nostre peggiori patologie, interni e giustizia». Una «pretesa servitrice dello Stato» che, di fronte alla rivelazione clamorosa del suo spendersi per la messa in libertà di una detenuta “speciale” (amica di famiglia) «non prova il benché minimo imbarazzo, ma con tronfia arroganza sfida i brandelli dei partiti che sostengono svogliatamente l’attuale governo a sfiduciarla, ben sapendo che con lei “perirebbero tutti i filistei”». Una storia che alimenta nuovi sospetti sull’«inestricabile groviglio che “tiene assieme” casta, cosca e cupola». Per Giorno, è «un verminaio in cui ci sta di tutto», dalla superstite istituzione prefettizia, retaggio del fascismo e oggi chiamata a occuparsi di tutto, «dalle acciaierie cancerogene alle fabbriche di armi, fino ai terremoti», ai cascami di «una classe politica agonizzante ma per questo ancor più mortalmente aggrappata alle poltrone».

Eccoli, davanti a noi, «i mille boiardi di Stato che, in ogni intercettazione resa pubblica, trescano con funzionari e impresari corrotti e licenziano o trasferiscono i veri e residuali servitori dello Stato, definiti “rompicoglioni” o anche “terroristi” per il solo fatto di volersi occupare del “rispetto delle regole”». E infine, ci sono «gli “esponenti di spicco” di mafie sempre più multinazionali e sempre più legate al più globale dei mondi, quello della finanza dominante, per cui il denaro non solo non è mai puzzato, ma per cui oggi pare emanare odore di incenso… come solo Papa Bergoglio pare voler denunciare». In uno scenario che neanche Dante poteva forse immaginare, continua Giorno, ostinarsi a indagare sull’esistenza di una “trattativa Stato-mafia” parrebbe superfluo, «essendo chiaro che semmai c’era da rivedere solo qualche aspetto di un accordo consolidato ma turbato dal mancato Nino Di Matteorispetto di qualche “clausola”. Poco male se per “sollecitarne” la revisione bisognava uccidere qualche innocente: è dal tempo di Erode che si fa così».

Né deve stupire che sia stata secretata per anni l’esplosiva confessione del super-camorrista Carmine Schiavone, che avrebbe comportato un cataclisma più devastante dell’eruzione del Vesuvio: «Indagare su due terzi dei vertici industriali del paese collusi con i Casalesi, sbattere alla gogna politici oggi ai massimi vertici istituzionali e trovare decine di miliardi non per graziare Brunetta dall’Imu, ma per bonificare milioni di ettari di terreno da cui ci arrivano in tavola i meglio prodotti della dieta mediterranea, dalle mozzarelle di bufala alla passata verace di pomodoro San Marzano». Quello delle “tre C2” – casta, cosca e cupola – per Claudio Giorno resta uno scenario infernale. Basta dare un’occhiata a quello che è appena successo a Palermo: le minacce appena riecheggiate contro il procuratore Nino Di Matteo, finito esplicitamente nel mirino degli “amici” di Totò Riina, «non preoccupano tanto per chi le ha pronunciate, ma per il silenzio assordante – ancorché istituzionale – che le ha accolte». In altre parole: senza la “cupola”, quella vera, le cosche sarebbero in prigione. Quanto alla “casta”, sarebbe costretta a trovarsi un lavoroonesto.

Tratto da: libreidee.org

Casta, cosca e cupola: le tre C che ci stanno divorando
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9 DICEMBRE - FERMO AUTOTRASPORTO PER 5 GIORNI

Pubblicato su 18 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in 9 DICEMBRE

Ci uniremo alla sacrosanta protesta dei trasportatori. Uniti si vince. Claudio Marconi

9 DICEMBRE - FERMO AUTOTRASPORTO PER 5 GIORNI
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Italia. Nove milioni di persone in difficoltà economiche

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Quasi uno su sei e molti hanno anche un lavoro, ma con retribuzioni sono troppo basse. Sarebbero ormai più di 9 milioni le persone in difficolta' economica in Italia. Lo afferma una indagine del Centro studi Unimpresa (effettuata sulla base dei dati Istat) secondo cui l'area di disagio sociale e' aumentata del 3,2%. Erano 8,89 milioni di persone nel secondo trimestre del 2012, sono salite a 9,17 milioni di persone del secondo trimestre 2013. Si tratta di altre 286mila persone che sono entrate nell'area del disagio sociale. Quest'area viene calcolata da Unimpresa includendovi i 3,07 milioni di disoccupati, ai quali si aggiungono i lavoratori con condizioni precarie o economicamente deboli: quelli con contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (643mila persone) sia quelli a orario pieno (1,63 milioni); i lavoratori autonomi part time (832mila), i collaboratori (430mila) e quelli con contratti a tempo indeterminato part time (2,56 milioni). E' un'area di working poors (lavoratori poveri) con prospettive incerte circa la stabilita' dell'impiego o con retribuzioni contenute, che ammonta ormai a 6,1 milioni di unita'.

Il deterioramento del mercato del lavoro - sottolinea lo studio di Unimpresa - non ha come conseguenza la sola espulsione degli occupati, ma anche la mancata stabilizzazione dei lavoratori precari e il crescere dei contratti atipici. Nel secondo trimestre di quest'anno i disoccupati erano in totale 3,07 milioni: 1,68 milioni di ex occupati, 633mila ex inattivi e 760mila in cerca di prima occupazione. I disoccupati risultano in aumento del 13,7% rispetto all'anno precedente (+371mila persone). Stabile, invece, il dato degli occupati in difficolta': erano 6,18 milioni a giugno 2012 e sono risultati 6,10 milioni a giugno scorso. "Puo' apparire anomalo - afferma Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa - che un'associazione di imprese analizzi il fenomeno dell'occupazione, quasi dal lato del lavoratore. Ma per noi la persona e la famiglia sono centrali da sempre, perche' riteniamo che siano il cuore dell'impresa. Bisogna poi considerare che l'enorme disagio sociale che abbiamo fotografato ha conseguenze enormi nel ciclo economico: piu' di 9 milioni di persone sono in difficolta' e questo vuol dire che spenderanno meno, tireranno la cinghia per cercare di arrivare a fine mese. Tutto cio' con effetti negativi sui consumi, quindi sulla produzione e sui conti delle imprese". 

Tratto da: contropiano.org

Italia. Nove milioni di persone in difficoltà economiche
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Jean-Marie Le Pen: discorso sul mondialismo

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

lepenArras, 2009, il più bel discorso di un uomo politico dal dopo-guerra a oggi:

La crisi è figlia naturale del Mondialismo, ideologia idolatrante la Mondializzazione invece di controllarla quand’era possibile. Gli apprendisti stregoni che hanno il progetto di distruggere le Nazioni per costruire il sogno malsano del villaggio globale, l’utopia di un mondo egualitario, ma badate bene un mondo dove ci sarebbero persone più uguali delle altre, senza differenze di razze, ma dove ci sarebbe qualcuno che avrebbe il diritto di mantenere la propria integrità, nel momento in cui invece altri sarebbero vivamente incoraggiati a meticciarsi, senza differenze di sesso, nè di religione, né certamente di opinione, tutto sarebbe compreso e sottoposto alla legge sotto la minaccia di sanzioni penali, di credere alla vulgata anti-razzista e di sottomettersi al pensiero unico.

Questi apprendisti stregoni, hanno condotto il Mondo attuale alla rovina, i popoli alla miseria, e forse un domani alla guerra. L’Unione Europea, per quanto ci riguarda, è stata uno dei vettori della catastrofe, sacrificando all’illusione che unendo le debolezze e collettivizzando i popoli d’Europa, si arriverebbe a creare uno stato oligarchico sul modello americano senza vedere, o alcuni sperando nella distruzione della Nazione, la soppressione delle frontiere, la perdita della nostra sovranità politica, militare e monetaria, rompendo le ricchezze nazionali e monetarie.

La vertigine della decadenza si è impadronita delle loro menti e sopra di loro da chi li governa, élite corrotte e dominate dalla dittatura del pensiero unico. Nello stesso tempo si distruggevano i grandi servizi pubblici, sotto la pressione esterna o la sovversione interna, le forze armate, l’educazione nazionale, la moralità pubblica e privata, si degravadano sotto l’impatto dei mezzi moderni di comunicazione di massa che sono la televisione e internet.

Si vogliono distruggere le nostre tradizioni locali, culturali, culinarie, il nostro modo di vivere, per meglio prepararci al grande meticciamento internazionalista al fine di renderci identici in ogni punto del globo e soddisfarci con degli stardard di consumazione forniti dal nuovo ordine mondiale. La pura e semplice politica di soppressione delle nostre frontiere fisiche,commerciali, migratorie, sanitarie e internazionali, questa politica di soppressione delle nostre frontiere, questa politica di integrazione mondiale della Francia, non è mica caduta dal cielo: è stata l’Europa che l’ha messa in opera, è l’Unione Europea! È per questo motivo che noi la chiamiamo EuroMondialista. Questa politica che ha fatto le prove della propria negatività della propria pericolosità, i Francesi l’hanno rifiutata il 29 marzo del 2005, dicendo massicciamente NO al referendum sulla Costituzione Europea , nel momento in cui la stragrande maggioranza dei politicanti francesi invitavano contro di noi a votare si.

La società dei consumi e dei servizi è esplosa, la ricerca di nuovi mercati ha spinto alla mondializzazione delle economie, che si è accelerata sotto la spinta delle Multinazionali. Si dovevano allora diminuire le frontiere economiche per aumentare la soddisfazione dei bisogni per abbruttire i popoli con la pubblicità e con il livellamento verso il basso dei servizi esclusivi, degli speculatori internazionali. La classe politica ha difeso e promosso questa Europa-Mondo, esposta ai venti del dumping monetario, fiscale, sociale dei paesi a basto costo del lavoro.

La fondazione di questa Europa passa dunque dall’adozione di una Costituzione o della revisione del Trattato di Lisbona. Un progetto che, chiaramente, smantella quel poco che resta alle Nazioni per consegnare i popoli e le loro ricchezze nelle mani del Nuovo Ordine Mondiale. SI, signore e signori noi subiamo la dittatura internazionale dei Consumi, subiamo il governo globale dell’ iper-classe mondiale, questa nuova classe dirigente trans-nazionale.

Tratto da: imolaoggi.it

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) DICEMBRE: LISTA AGGIORNATA AL 17.11 DEI CONTATTI

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in 9 DICEMBRE

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Gruppo coordinamento Parma: https://www.facebook.com/groups/1391965061043162/?fref=ts

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Gruppo coordinamento Savona e raccordo Genova:https://www.facebook.com/groups/1383959775181266/?fref=ts

Gruppo coordinamento Bologna: https://www.facebook.com/groups/9dicembre.bologna/545580402192360/?notif_t=group_activity

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COLLASSO ITALIA PER DEFLAZIONE. COME SCONFIGGERLA

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Il problema da combattere oggi è la deflazione e non l'inflazione. 
 
La deflazione si origina da un freno nella spesa di consumatori e aziende, i quali in attesa di ulteriori cali dei prezzi preferiscono attendere e risparmiare, creando una spirale negativa. Le imprese, non riuscendo a vendere a determinati prezzi i beni e servizi prodotti, finiscono per collocarli (svenderli) a prezzi inferiori.
Così facendo si riducono i ricavi delle imprese che di conseguenza sono obbligate a ridurre gli investimenti e i costi del lavoro, generando disoccupazione (in Italia la disoccupazione si attesta al 12%, mentre la disoccupazione giovanile balza al nuovo record negativo storico del 39,5%).
 
 
 
Il Paese ha un avanzo primario del 2,5% del PIL e nonostante questo dato che sembra incoraggiante il suo debito continua ad aumentare, passando  dal 120% al 133% del rapporto debito\pil in due anni. Nell'area euro l'Italia è seconda solo alla Grecia in fatto di rapporto debito-Pil. Ad Atene in ottobre era pari al 169,1%. Tra gli altri debiti pubblici più grandi dell'eurozona figurano il Portogallo (131,3%) e l'Irlanda (125,7%).
 
Ma quale sarebbe la ricetta per contrastare la deflazione?
 

Secondo Keynes, in tempi di crisi il risparmio è distruttivo perché se tutti risparmiano la domanda aggregata diminuisce e con essa diminuisce la ricchezza in quanto diminuiscono produzione e occupazione. 
Negli USA a marzo 2009 l'inflazione era scesa sotto lo zero; hanno risolto il problema ricorrendo a forti inniezioni di liquidità da parte della Federal Reserve, attraverso i vari quantitative easing (QE1-QE2-QE3).
In Europa la situazione è più complessa.
Non è un caso che Draghi abbia ulteriormente tagliato i tassi: il 7 novembre il tasso di rifinanziamento è stato ridotto allo 0,25% (taglio di 25 punti base).
L'obiettivo, come lo era per la FED così è adesso per la BCE, è quello di inondare di liquidità i mercati nella speranza di riattivare i consumi. Ricordo che la BCE non può finanziare direttamente gli Stati dell'area Euro, stampando moneta, poichè è vietato dai Trattati. Essa è quindi costretta a far passare il flusso monetario tra le mani delle banche. La BCE non è la FED. 
Il problema principale è proprio questo, dovuto all'incapacità degli stimoli monetari di finire a famiglie e imprese. Dal 2009 la BCE, con modalità diverse, ha immesso liquidità nel sistema aumentando la base monetaria, ma questa poi non si è tradotta in M3 (offerta di moneta) perché buona parte di questa moneta è stata utilizzata dalle banche per acquistare titoli di Stato (N.B.: è stato bello per le banche commerciali ricevere denaro fresco al tasso dell'1% da utilizzare per speculare in strumenti finanziari, per riacquistare le proprie obbligazioni e per ristrutturare il proprio capitale in vista dell’applicazione dei più severi requisiti dell’European Banking Authority,  invece di dirottarlo nell'economia reale). 
 
I governi europei sono inermi al diktat della finanza: l'economia di un paese della zona euro dipende dal cartelle delle banche commerciali che decidono quanti titoli di stato acquistare, se acquistarli e a che tasso acquistarli (grazie alle complicità delle colluse agenzie di rating).
 
In questo momento è necessario che la mia non resti una voce isolata fuori dal coro, bensì urge che colleghi economisti e politici abbiano il coraggio di proporre una concreta uscita dall’euro o lo smantellamento della zona euro, unita alla contemporanea riappropriazione della sovranità monetaria. Spero che in Italia un partito si faccia al più presto paladino di questo obiettivo e se ciò avvenisse lo voterei sicuramente, così come lo voterebbero milioni di italiani consci del fatto che il vero cancro da debellare sia la finanza. Solo facendo in modo che la finanza non abbia più potere sull'economia reale avremo la possibilità di uscire dalla crisi e risollevare la nostra economia. 
 
Salvatore Tamburro
 
COLLASSO ITALIA PER DEFLAZIONE. COME SCONFIGGERLA
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Claudio Marconi Forlì shared C.R.A. Comitati ...

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da Claudio Marconi Forlì in 9 DICEMBRE

Claudio Marconi Forlì shared C.R.A. Comitati Riuniti Agricoli's video.

-23 GIORNI ALL’IMPATTO 9 Dicembre: per i nostri Figli … Appello alle nostre forze dell’ordine … Il Popolo Italiano vi chiede a gran voce di “MANTENERE FEDE AL VOSTRO GIURAMENTO”: Avete giurato di difendere la NOSTRA COSTITUZIONE E DI SERVIRE IL POPOLO ITALIANO…VI CHIEDIAMO DI MANTENERE FEDE AL GIURAMENTO!!! Governanti Ladri , mafiosi , Parassiti e Delinquenti, hanno e stanno vendendo tutta la nostra SOVRANITA’..stanno portando il Nostro Paese alla MISERIA, stanno uccidendo qualsiasi possibilità di futuro per i nostri figli…figli Italiani… TUTTI INSIEME , percorriamo l’unica strada possibile, riprenderci la Nostra Terra , con la “Forza” della NOSTRA COSTITUZIONE E DELLA LEGALITA’.. W L’ITALIA E CHE DIO CI BENEDICA TUTTI..Ne abbiamo proprio bisogno!! Coordinamento Nazionale

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9 DICEMBRE - SI DEBBONO ARRENDERE SENZA CONDIZIONI

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in 9 DICEMBRE

No, sicuramente no, nessuno di noi che sta lottando, nessuno di noi che eravamo presenti a Pontinia il 6 di ottobre, no nessuno di tutti coloro che scenderanno in piazza, per le strade, no nessuno lo fa per interessi personali.
Ma di sicuro lo facciamo per ricordare le migliaia di vittime, imprenditori, operai, disperati, che sono stati spinti al suicidio.
 
Di sicuro lo facciamo per ricordare le migliaia e migliaia di aziende chiuse, ed milioni di posti di lavoro persi.

Lo facciamo anche per tutti coloro che hanno perso una casa, il capannone dove lavoravano, depredati dalle sanguisughe di Equitalia e dalle banche.

Scendiamo in piazza anche per i pensionati da trecento euro al mese e per la loro dignità.

Per i precari di 50 anni  con famiglia ed anche quelli senza e per gli esodati di 60.

Lottiamo per quelli che non possono produrre latte  o pomodori perchè qualcuno ha svenduto la nostra agricoltura.

Lottiamo per quelle imprese che ancora resistono, ma che non ce la fanno più e che se non faremo presto tutto sarà inutile.

Lottiamo per le nostre città e per i nostri borghi abbandonati all'incuria di chi ruba e spreca.

Per i nostri commercianti uccisi dalla grande distribuzione.

Per le morti ed i cancri dell'inquinamento controllato da politica e affari.

Non dimentichiamo chi subisce le ingiustizie di una giustizia che non si cura di fare giustizia.

Di chi è sfrattato, di chi non ha casa.

Di chi muore per mala sanità, di chi non riceve cure adeguate.

Di chi non viene sostenuto da uno stato che dovrebbe prendersi cura dei più deboli, ma mentre spende miliardi per arricchire banche e finanza, taglia i fondi per i malati di sla.

Lottiamo infine per i nostri giovani che vanno via da questo paese, ma che non hanno capito che bisogna lottare e non scappare via.

Ma lottiamo per ridare dignità ad un Popolo,offeso, umiliato, oppresso, abbandonato.

E lotteremo anche per quelli che non hanno capito niente e che faranno finta di niente.........

MA E' PER TUTTO QUELLO DI SOPRA E PER TANTO DI PIU', PURTROPPO, CHE SARA'DOVERE DEL COORDINAMENTO DEI MOVIMENTI FERMARSI  SOLTANTO QUANDO CI SARA' LA 


RESA INCONDIZIONATA 
DI CHI CI HA RIDOTTO IN QUESTO STATO.
NESSUN COMPROMESSO, NESSUNA MEDIAZIONE, 
MA SOLO AZZERAMENTO DELL'ATTUALE CLASSE DIRIGENTE POLITICA DELLA NAZIONE, IN TUTTI I SETTORI DELLO STATO.

firmato...uno dei tanti Italiani che si sono svegliati

 
Tratto da:http://italianiperlitalia.weebly.com/1/post/2013/11/resa-incondizionata.html
9 DICEMBRE - SI DEBBONO ARRENDERE SENZA CONDIZIONI
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Kali Yuga, l'Era della discordia e dell'ipocrisia

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

L'epoca in cui viviamo è complessa, difficile e per molti aspetti addirittura oscura: siamo infatti in Kali yuga, l'era della discordia e dell'ipocrisia.

L'uomo di Kali yuga è generalmente poco attratto dalla realizzazione spirituale e preferisce indulgere in attività materiali. Identifica il proprio sé con il corpo, è molto concentrato sull'aspetto fisico e considera il godimento sensoriale come il fine ultimo della propria vita.

 

 

Apparire è più importante che essere e uomini e donne non hanno conoscenza del proprio vero sé e si struggono nel tentativo di contrastare l'invecchiamento, considerato un male da nascondere. Pur di esibire un aspetto giovanile, felice e vincente secondo i canoni attuali, oggi è pratica normale ricorrere ad iniezioni di silicone, tagli e cuciture per sagomare il corpo nella vana speranza di frenarne l’inevitabile decadimento ed ottenere un'anelata quanto impossibile felicità materiale.

 

 

Il consumismo crea ed alimenta questi modi di pensare, costringendo la gente a rincorrere futilmente sempre nuove presunte esigenze.

 

 

In nome del progresso e della libertà il meccanismo consumistico invita a liberarsi dalle zavorre del pensiero moralista e valori quali l’onestà, la veridicità, la compassione, il rispetto o la tolleranza diventano ostacoli per chi desidera raggiungere facilmente notorietà, visibilità e ricchezza.

 

 

Ma sei o sette miliardi di esseri umani egocentrici finiscono per rendersi vicendevolmente la vita complicata e si ritrovano collettivamente in una situazione di sofferenza fisica, disagio psichico ed incertezza sociale a vari livelli.

 

 

La domanda da porsi è se la civiltà stia veramente progredendo oppure sta avvenendo l'esatto contrario?

 

 

La società vedica tradizionale era principalmente composta da piccoli nuclei di una ventina di famiglie che vivevano in modo semplice a contatto con la natura. Tutti coltivavano pensieri elevati sotto la guida di un maestro spirituale autentico che si preoccupava di assistere la società nella ricerca dell'equilibrio psichico, fisico e spirituale.

 

 

Il sistema sociale del varnasrama dharma garantiva armonia e protezione sociale e spirituale a tutti gli esseri viventi.

 

 

Nella società vedica essere era molto più importante che apparire e gli stessi regnanti vivevano in modo sobrio e distaccato le agiatezze che la loro posizione garantiva. L'opposto succede oggi!

 

 

Nei testi puranici troviamo storie di grandi personaggi che sacrificavano le proprie esigenze personali per il genuino benessere del popolo su cui regnavano.

 

Negli stessi testi apprendiamo come in età avanzata i grandi re ed gli imperatori preferissero ritirarsi nella foresta in totale povertà per meditare e praticare la spiritualità piuttosto che rimanere pateticamente aggrappati alla loro posizione privilegiata.

 

 

Chanakya Pandit, famoso politico vissuto in India circa 2300 anni fa, in un periodo in cui la civiltà vedica era ancora ben radicata, utilizzò la sua sottile ed efficiente diplomazia per permettere l'espansione di uno dei regni più importanti della storia indiana recente, quello di Chandragupta Maurya, della dinastia Gupta.

 

 

Chanakya Pandit di giorno vestiva abiti eleganti e raffinati, adeguati al ruolo che rivestiva ed usufruiva di tutti i privilegi offerti dalla sua posizione, ma non appena adempiuti i suoi doveri ufficiali egli si ritirava in una umile capanna dove studiava, pregava e scriveva testi per il beneficio sociale e spirituale della società. Ancora oggi i suoi scritti sono apprezzati e seguiti nel mondo intero.

 

 

I regnanti rappresentavano coerentemente una società che metteva davanti ad ogni cosa la realizzazione spirituale e non la ricerca della felicità materiale, per sua natura effimera e imprevedibile. Il popolo seguiva volentieri questi modelli illuminati, dal carattere esemplare, dando vita ad una civiltà armoniosa, feconda e felice, rimpianta da tutti quelli che oggi la studiano.

 

 

Cercare di ripristinare situazioni passate è tuttavia pura utopia, senza possibilità di reale successo.

 

 

L'obiettivo è piuttosto quello di risvegliare l'identità spirituale assopita in ogni individuo, di aiutare la gente a discernere la realtà spirituale dall'illusione materiale, ciò che è eterno dal temporaneo.

 

 

Queste sono le conoscenze indispensabili per ottenere equilibrio e serenità interiori e realizzare permanentemente la pace sociale.

 

 

Kali yuga ha generalmente un decorso degenerativo inarrestabile ma tuttavia il particolare Kali yuga in cui ci troviamo a vivere oggi possiede l'insolita benedizione di un sottoperiodo di attenuazione della negatività.

 

 

Se ci guardiamo intorno scopriremo come parallelamente al pensiero materialista comune se ne stia diffondendo uno di altra natura, in cui converge un numero sempre maggiore di individui alla ricerca di una alternativa positiva. Alimentazione naturale, modelli di vita meno stereotipati, dialogo e migliori relazioni con il prossimo, lettura di testi più profondi sono alcune delle attività che accomunano questa persone.

 

 

Un popolo “alternativo”, sostanzialmente poco interessato a mettere al primo ed unico posto della propria vita la carriera, il denaro o il sesso, che desidera riscoprire un modo di vita più semplice, che soprattutto ha il coraggio di guardarsi dentro.

Tratto da:http://forum.termometropolitico.it/religioni-filosofia-e-spiritualita/paganesimo-e-politeismo/192982-kali-yuga-l-era-della-discordia-e-dell-ipocrisia.html

 Kali Yuga, l'Era della discordia e dell'ipocrisia
commenti

' LA CHEMIOTERAPIA E' CANCEROGENA, E' CONFERMATO DALL'OMS '

Pubblicato su 17 Novembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in MEDICINA ALTERNATIVA

Sembra una barzelletta, purtroppo è tutto vero: la chemio è cancerogena. Sì, avete letto bene: la terapia che dovrebbe curare i tumori, in realtà in alcuni casi è un agente che ne scatena l'insorgere.
 
In realtà, c'è da dire che già da tempo si conoscono gli effetti collaterali di questa cura.
 
Per fare un esempio, già nel 1938 il farmaco DES, usato principalmente per curare il cancro alla mammella, era stato messo in discussione per i suoi noti effetti collaterali, anche nel lungo termine. Tuttavia, il DES uscì fuori commercio solo nel 1970, sostituito dall'altrettanto discusso TAMOXIFEN. A proposito di TAMOXIFEN, il ricercatore canadese Pierre Blais lo descrive come “farmaco spazzatura che si pone ai vertici del mucchio di immondizia”, poiché promotore di cancri particolarmente aggressivi all'utero e al fegato, nonché responsabile di fatali coagulazioni di sangue e ostacolo ad altre numerose funzioni.
É sconcertante pensare che tutti quei milioni di donne che decidono di curare il cancro alla mammella con chemioterapie, allo stesso tempo stanno inconsapevolmente assumendo sostanza classificate come cancerogene.
 
Come se non bastasse, una statistica condotta dall'OMS in unione con l'American Cancer Society, quantifica il reale beneficio della chemioterapia in una media di appena il 2,2%. Come dire: i rischi sono di gran lunga maggiori dei reali effetti positivi.
A tutto questo, c'è una spiegazione scientifica.
 
La chemioterapia distrugge il DNA di tutte le cellule che si dividono velocemente. Le cellule cancerogene si dividono rapidamente. Ma anche le cellule del sistema immunitario si dividono rapidamente! La chemio, in sostanza, distrugge anche l'unica cosa che può salvarci la vita! Questo avviene perché nel nostro corpo una stessa proteina funzionale (come quelle attivate dalla chemioterapia) può svolgere compiti completamente diversi in distretti diversi del corpo. Sono i famosi “effetti collaterali”. A volte possono essere leggeri; altre volte, come nel caso della chemio, possono essere devastanti.
 
Altro dato interessante: la chemioterapia non distruggerà mai il 100% delle cellule cancerogene. Al massimo potrà eliminare dal 60% all'80% (nel più ottimistico dei casi!) delle cellule cancerogene. Il “resto” del lavoro è svolto dal nostro sistema immunitario.
 
La domanda ora sorge spontanea: perché è stato possibile continuare a curare i malati di cancro con la chemio per così tanto tempo, senza cercare una soluzione alternativa?
Pigrizia? Ignoranza? Interessi “maggiori” di quelli dalla salute delle persone (dato che un trattamento chemioterapico può costare al Sistema Sanitario Nazionale anche mille euro al giorno)? Forse a questa domanda non avremo mai una risposta. E allora facciamone un'altra: esiste davvero una soluzione alternativa per la cura del cancro?
 
Per trovare una risposta, bisognerebbe prima capire cos'è il cancro. Secondo il professor Giuseppe Genovesi, ricercatore universitario presso il Policlinico Umberto I di Roma e presidente del PNEI: «Bisogna riconsiderare l'uomo non più come un organismo biochimico, ma come un organismo biofisico. Le nuove scoperte della Fisica Quantistica ci dicono che noi siamo costituiti sì da atomi, molecole, ma ci dice anche che questi atomi e queste molecole non sono altro che la manifestazione di una determinata frequenza di energia. Il cancro è il risultato di un'alterazione delle frequenze del nostro corpo, che causa un errore informazionale nelle nostre cellule, facendole ammalare. Se quindi guardiamo all'uomo come a un campo energetico costituito da fotoni e non più come a un semplice aggregato di atomi, è chiaro che si può guarire semplicemente ripristinando i corretti flussi di energia nel nostro corpo, in modo tale che le cellule malate riacquistino le giuste informazioni e ripristino le loro corrette funzioni.»
 
E chi legge le “informazioni” che riceviamo dall'esterno? Per decenni si è creduto che i nostri geni fossero responsabili della nostra salute. Se un genitore era morto di cancro al polmone, lo stesso destino avrebbe potuto attendere suo figlio. Ma non è così. Uno studio condotto dalla università di Montreal ha evidenziato che su 100 donne con cancro al seno, solo 7 trasmetteranno il gene malato alle proprie figlie. E tra le figlie portatrici del gene malato, non è detto che tutte si ammaleranno di cancro. E lo stesso ci insegna lo scienziato americano Bruce Lipton: non sono i geni a farci ammalare, ma il modo in cui il nostro corpo interpreta gli stimoli ambientali. Per questo Lipton parla di “Biologia delle credenze”. La nostra mente inconscia elabora ogni secondo oltre 4 miliardi di informazioni e risponde ad essi in base a come è stata programmata.
 
Come ci ricorda anche il dr. Marco Fincati, ideatore del Metodo RQI®: «È la nostra mente inconscia che controlla il 95% delle nostre funzioni. È lei che regola la respirazione, la digestione, il battito cardiaco, la pressione arteriosa. È lei che “legge” le informazioni dell'ambiente  e attua meccanismi di risposta appropriati. Allo stesso modo, è lei che sa quali frequenze sono giuste per noi. Possiamo quindi comprendere quanto sia importante imparare a comunicare con la mente inconscia, se vogliamo prendere piena consapevolezza della nostra vita. Imparare a comunicare  con la nostra Mente Profonda è infatti l'unico modo per determinare autonomamente se i flussi di energia nel nostro corpo sono corretti o scorretti. Le cellule impazzite del cancro non sono altro che cellule che hanno ricevuto frequenze sbagliate. Ridando loro le giuste informazioni, esse possono riappropriarsi della loro corretta natura e ripristinare tutte le loro funzioni.»
 
Da quali risorse possiamo attingere per ridare le giuste frequenze al nostro corpo? Il Metodo RQI® lo fa a partire da tre soluzioni, che lavorano sui tre differenti “livelli” che costituiscono l'essere umano: la materia, l'energia e lo spirito.
 
 
Tratto da:http://metodorqi.blogspot.it/2013/09/la-chemioterapia-e-cancerogena-e.html
' LA CHEMIOTERAPIA E' CANCEROGENA, E' CONFERMATO DALL'OMS '
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