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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Renzi: il segreto del cazzaro

Pubblicato su 15 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

- di Daniele Basciu -

Abbiamo Renzi che va avanti a ruota libera, con montagne di balle senza contradditorio, forse perchè spesso i giornalisti non prendono la briga di leggere i documenti ufficiali del Governo, come il DEF.

Ieri ha dichiarato che taglierà le tasse per 18 mld:

La più grande riduzione” mai vista in Italia.

Il segreto del cazzaro è la sicurezza quando si sparano le balle, contro ogni evidenza. Così per lui non è un problema la tabella del DEF da cui risulta che dal 2014 al 2015…

…AUMENTERA’ LE TASSE DI 10 MILIARDI COMPLESSIVI !!!

def2

Ed è incredibile che non ci sia mezzo giornalista che gli rida in faccia, quando le racconta.


Fonte: http://econommt.com/2014/10/14/renzi-il-segreto-del-cazzaro/.

Tratto da: www.informarexresistere.fr

 
Renzi: il segreto del cazzaro
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L'origine di tutti i mali sociali (prof Giacinto Auriti)

Pubblicato su 15 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

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"LE TASSE SONO UN FURTO" - dott. Varone e prof. Padovani

Pubblicato su 15 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA, ECONOMIA

Un grande successo per la numerosa partecipazione all’incontro/dibattito dal titolo “ Euro contro Costituzione” che si è svolto domenica 12 ottobre a Pescara ed al quale abbiamo presenziato. Oltre 150 persone presenti fisicamente e 1528 utenti collegati via internet, stando ai dati di www.abruzzolive.tv che ha curato  la diretta streaming.

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In “cattedra” c’erano il dott. Gennaro Varone, magistrato della Procura di Pescara, ed il prof. Cesare Padovani, docente dell’Università de L’Aquila (nonché membro del Comitato Scientifico della nostra Scuola di Studi Giuridici e Monetari ).

 L’impegno del dott. Varone nel diffondere la conoscenza sulla truffa ed incostituzionalità dell’Eurosistema è davvero encomiabile e a tale impegno si è aggiunto il supporto del prof. Cesare Padovani  che ha dimostrato come sia matematicamente impossibile ripagare gli interessi sull’Euro che ci viene prestato e , di conseguenza, come le tasse vanno a “succhiare” sangue dall’economia reale per ripagare Debito Pubblico alle banche detentrici dei titoli di Stato. Un prelievo fiscale “usurante” dovuto a leggi ratificate per accontentare i voleri dei soci della BCE, come ha dimostrato il dott. Varone che su questo aspetto si è molto soffermato evidenziando l’impossibilità di poter rispettare il pareggio di bilancio dello Stato con l’Euro.

L’impossibilità di consentire ad una comunità sociale chiamata RES PUBBLICA di essere “sovrana” a tutti gli effetti e soddisfare i fabbisogni della propria economia ,senza una politica monetaria che impedisce di svolgere funzioni primarie sociali, di sicurezza, sanitarie, educative e di servizi.

“ Uno Stato non può definirsi tale se non ha la proprietà della sua moneta per svolgere le sue funzioni” Sono state le parole del dott. Varone, che ci hanno ricordato quelle di Ezra Pound.

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Il prof. Padovani ha illustrato come la massa monetaria in circolazione sia tutta di tipo “creditizio” e quindi a debito per gli Stati. L’ammontare della massa monetaria degli interessi esponenziali NON ESISTE FISICAMENTE IN CIRCOLAZIONE e quindi NON POTRA’ MAI ESSERE RESTITUITA se non con l’espropriazione dei beni che garantiscono i Titoli di stato, ossia, con il nostro valore produttivo ed umano e con i nostri beni immobili . Ma saremmo comunque ancora in debito. Proprio sul valore dell’uomo e del suo lavoro, il dott. Varone ha lanciato pesanti accuse alla classe politica che vuol continuare a restare in un sistema squilibrato dove, in nome della competitività, si ledono quei DIRITTI conquistati che altri Paesi hanno precedentemente abrogato, soprattutto nel mondo del lavoro.

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“ Una vera Unione si occuperebbe di collaborazione e cooperazione tra i vari Paesi e non di competitività tra gli stessi perché non si può competere con chi non ha le nostre stesse regole e con una moneta di cui non la proprietà e la gestione per poter compensare questi squilibri . Una  moneta che prendiamo in prestito dal sistema bancario che LA CREA DAL NULLA, in cambio della garanzia dei nostri valori prodotti. Se  i valori li produciamo noi perché lo Stato si fa prestare soldi per farli circolare?“

Appare fin troppo ovvia la truffa.

Con il prelievo fiscale il sistema bancario si riappropria dei soldi prestati allo Stato, e se aggiungiamo anche che con il Pareggio di Bilancio  lo Stato deve recuperare fiscalmente questi soldi per pagare il debito Pubblico alle banche, appare ovvio che lo Stato ed i cittadini non avranno più soldi per far circolare l’economia. I cittadini saranno costretti a chiedere prestiti per pagare tasse e non per fare investimenti; così il Debito Pubblico si trasferisce al settore privato. Come si può crescere e competere se si fanno debiti per pagare altri debiti? Appare dunque chiaro che , in questo sistema monetario, LE TASSE SONO UN FURTO perché non vanno allo Stato per svolgere le sue funzioni” ha concluso il dott. Varone.

Il tutto è stato illustrato matematicamente e graficamente dal prof. Cesare Padovani.

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I due relatori hanno concluso l’incontro invitando la gente a comprendere le problematiche facendo “formazione e informazione”. Ed è proprio questo lo scopo della nostra Scuola con i corsi che saranno svolti anche via web, telematicamente. Senza la formazione non vi è consapevolezza ed informazione.

Tratto da:http://www.giacintoauriti.eu/notizie/77-le-tasse-sono-un-furto-dott-varone-e-prof-padovani.html

"LE TASSE SONO UN FURTO" - dott. Varone e prof. Padovani
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Genova, Rinaldi: «Moriremo tutti, ma con i conti in ordine. A Grillo e Salvini dico “attenti al boomerang”»

Pubblicato su 15 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA, POLITICA

Grillo dalla kermesse del Circo Massimo ha aperto alla Lega Nord di Salvini nella battaglia contro l’euro per il ritorno alla sovranità. Un referendum, quello proposto, che però presenta molte insidie giuridiche. Di questo e molto altro IntelligoNews ha parlato con il professor Antonio Maria Rinaldi, economista e docente di Economia internazionale all’Università di Chieti-Pescara…

 

Come giudica l’apertura di Grillo alla Lega Nord di Salvini?

«Il mio pensiero, essendo un indipendente, posso esprimerlo con una sorta di vantaggio culturale non dovendo rispondere a delle logiche partitiche. Premesso ciò non posso che essere contento di questa apertura di Grillo, del resto sappiamo bene di come il ritorno alla sovranità fosse uno dei suoi temi iniziali principali.
Un tema tuttavia disatteso specialmente nell’ultimo periodo perché il Movimento 5 Stelle non ha preso una posizione netta durante la campagna elettorale per le europee. Quanto sentito dunque qualche giorno fa al Circo Massimo non può che farmi piacere: sono felicissimo che il secondo partito italiano abbia preso questa decisione».

Come evitare di cadere nell’incostituzionalità con il referendum “no euro”?

«Il referendum, lo dico senza problemi, potrebbe essere un enorme boomerang e non tanto dal punto di vista prettamente giuridico, ma per un motivo di informazione. In Italia infatti da un quarto di secolo siamo sottoposti a un bombardamento mediatico a senso unico: i cittadini italiani sono spaventati, non hanno gli elementi per valutare in maniera autonoma e serena le proposte! Compresa quella di uscita dell’Italia dall’euro».

Un invito a Grillo e Salvini a rimboccarsi le maniche ed informare gli italiani?

«Esatto, qualsiasi tipo di decisione tecnica deve essere subordinata alla presa di coscienza degli italiani che a questo punto uscire dall’euro è il male minore».

Bisogna dare fiducia a Grillo?

«Si sono levate moltissime critiche nei confronti del Movimento 5 Stelle, ma non è il mio caso: credo che si debba dare fiducia a una forza che ha preso l’impegno di fronte ai propri elettori di uscire dall’euro.
Stesso discorso vale per gli altri partiti che hanno preso lo stesso impegno. Do fiducia a Grillo nello stesso modo in cui l’ho data ad esempio alla Lega che rappresenta una piattaforma sulla quale lavorarci sopra con alleanze funzionali che uniscano gli sforzi. Auspico affinché questo avvenga che come Salvini è riuscito in maniera molto lungimirante ad avvalersi della collaborazione di persone estremamente capaci e credibili al di sopra di ogni sospetto, e il mio riferimento a Claudio Borghi è evidente, lo stesso faccia Grillo formando un equipe di persone che spieghi al cittadino italiano come stanno le cose. ».

Non è una questione dunque di ideologie…

«La casa brucia, non conta chi porta i secchi d’acqua, ma che l’incendio si spenga! Occorre spezzare il muro di gomma costruito dai media…».

Il Movimento è con Grillo?

«Avendo girato le tappe del Movimento 5 Stelle forse più di chiunque altro, pur essendo indipendente e solo a livello divulgativo, posso tranquillamente affermare che la stragrande maggioranza della base del Movimento 5 Stelle è sovranista».

Renzi ieri ha promesso di toccare l’Irap, ricevendo oggi il sostegno della Carfagna. Una proposta che sembra piacere di più rispetto a quella del Tfr: possiamo dire che può essere questo l’asso nella manica del Governo?

«Premesso che in Italia è necessario diminuire il cuneo fiscale, cioè il differenziale tra il costo all’azienda e quanto percepisce realmente il lavoratore, occorre però capire quanto costa una simile operazione! Dove reperiamo le risorse? A volte la cura può essere peggiore del male che si va ad affrontare. La coperta è sempre la stessa: la tiri da una parte e si scopre l’altra!
Alla fine, lo abbiamo visto, a rimetterci sono sempre i cittadini e il sistema imprese».

Perché pagano sempre i soliti noti?

«Perché il sistema euro, su cui si basa il nostro modello economico, prevede come essenza che i cittadini e il sistema delle imprese attraverso il sistema della fiscalità siano i prestatori di ultima istanza! Non c’è nessuno Stato che può far fronte a questo come avviene in tutti gli altri Paesi.
Lo abbiamo verificato con Cottarelli: la contrazione della spesa pubblica non è possibile perché laddove ci sono le grandi spese, queste sono di fatto incomprimibili».

Quindi è di nuovo annuncite?

«Bravissimo! Sono soltanto annunci senza verità. Renzi ha avuto un’occasione che non ha mai avuto nessuno dai tempi di Maastricht, cioè che uno dei cofondatori, cioè la Francia, abbia in maniera inequivocabile affermato che prima farà i suoi interessi e poi seguirà i dettami dei vincoli europei.
Perché allora Renzi dice che hanno ragione i francesi, ma l’Italia rispetterò il 3%? Evidentemente ci sono degli accordi che noi non conosciamo con la Merkel alla quale non manca l’occasione di fare i complimenti i Renzi, ma tutto ciò non va nell’interesse del nostro Paese…».

Su Genova sta montando il caso della lettera inviata dalle ditte il 5 agosto alla Presidenza del Consiglio, nella quale si chiedeva di fare presto per sbloccare i fondi necessari alla messa in sicurezza del fiume ligure. Genova come l’Italia avrebbe bisogno di maggiore ascolto?

«Sarò lapidario: prima o dopo moriremo tutti in Italia, ma con la soddisfazione di avere i conti in ordine».

Tratto da:http://www.intelligonews.it

Genova, Rinaldi: «Moriremo tutti, ma con i conti in ordine. A Grillo e Salvini dico “attenti al boomerang”»
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NOI CI SAREMO….E TU?

Pubblicato su 15 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POPOLI LIBERI

NOI CI SAREMO….E TU?
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Martin Wolf: Siamo intrappolati in un ciclo di boom del credito

Pubblicato su 15 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Sul FT, Martin Wolf analizza l'origine delle crisi degli ultimi 20 anni, quella che chiama "la legge di conservazione delle bolle": per riprendersi da una crisi di debito privato, l'economia mondiale ha bisogno di nuovi boom del credito in altre parti del mondo che alimentino la crescita e riducano il debito. Un circolo vizioso incapace di creare una domanda aggregata strutturalmente adeguata alle capacità produttive.

 
di Martin Wolf, Financial Times,  7 ottobre 2014
La zona euro sembra che stia aspettando il Godot della domanda globale per aggrapparsi al salvagente dellasostenibilità del debito
   
Enormi espansioni del credito seguite da crisi e tentativi di gestire le conseguenze sono diventati una caratteristica dell'economia mondiale. Oggi gli Stati Uniti e il Regno Unito forse stanno uscendo dalla crisi che li ha colpiti sette anni fa. Ma la zona euro è impantanata nella stagnazione post-crisi e la Cina è alle prese con il debito che ha accumulato nel tentativo di compensare la perdita dei proventi da esportazione dopo la crisi del 2008. 

 
 
Senza un insostenibile boom del credito da qualche parte, l'economia mondiale sembra incapace di generare una crescita della domanda sufficiente ad assorbire l'offerta potenziale. Sembra una legge per la salvaguardia dei boom del credito. Si consideri l'ultimo quarto di secolo: un boom del credito in Giappone, che è crollato dopo il 1990; un boom del credito nelle economie emergenti asiatiche crollato nel 1997; un boom del credito nelle economie del Nord Atlantico crollato dopo il 2007; e infine in Cina. Ognuno di questi boom è stato salutato come una nuova era di prosperità, per poi collassare in una crisi e nel malessere post-crisi.
 
Gli autori di un nuovo affascinante report, "Deleveraging: what deleveraging?", non prendono in considerazione la mia ipotesi distopica. A torto o a ragione, considerano questi cicli del credito come eventi sostanzialmente indipendenti. Nonostante questo, il rapporto è inestimabile. Esso mette in evidenza con chiarezza la natura limitata della riduzione dell'esposizione debitoria nel post-crisi, la situazione difficile della zona euro e le grandi sfide che ora affronta la Cina. 
Se si guarda al mondo intero, non vi è stata alcuna riduzione della leva finanziaria aggregata dal 2008. Lo stesso vale per le economie ad alto reddito, viste come un unico blocco. Tuttavia, i settori finanziari hanno ridotto il proprio debito negli Stati Uniti e nel Regno Unito; così hanno fatto anche le famiglie negli Stati Uniti e, in misura minore, nel Regno Unito. Le passività delle famiglie,  tra gli Stati Uniti e la zona euro nel suo complesso, addirittura convergono  (vedi grafici).
 
 
 
Nel frattempo, il debito pubblico è aumentato drasticamente. Che le crisi finanziarie portino a una crescita del deficit del bilancio pubblico è stata una delle conclusioni più importanti del libro "This Time is Different" di Kenneth Rogoff e Carmen Reinhart di Harvard. Dall'inizio della crisi, il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo è salito di 46 punti percentuali nel Regno Unito e di 40 punti negli Stati Uniti, contro i 26 punti della zona euro. Anche negli Stati Uniti, dove la riduzione del debito privato è stata rapida, la riduzione complessiva del debito è stata ridotta. Questo non è necessariamente un disastro: se il bilancio del governo è più robusto di quello di gran parte del settore privato, dovrebbe assumersi l'onere.
Dal 2007 il rapporto del debito totale sul PIL, escluso il settore finanziario, è balzato di 72 punti percentuali in Cina, arrivando al 220 per cento. Si può discutere se tale livello sia sostenibile. Ma è fuori discussione se un ritmo di crescita così rapido sia sostenibile; non può assolutamente essere così. L'aumento dell'indebitamento deve fermarsi, con effetti sul tasso di crescita della Cina forse significativamente più negativi di quanto non si aspetti l'opinione generale.
 
I cicli del credito sono importanti perché spesso si dimostrano molto dannosi. Il rapporto divide i possibili esiti del ciclo in tre categorie: nel "Tipo 1", come la Svezia nei primi anni '90, il livello della produzione crolla e non recupera più il suo trend pre-crisi, ma il tasso di crescita si riprende; nel più dannoso "Tipo 2", come in Giappone fin dagli anni  '90, non c'è un calo assoluto della produzione, ma il potenziale di crescita scende ben al di sotto del tasso pre-crisi; infine, nel "Tipo 3", come nella zona euro oggi e, probabilmente, gli Stati Uniti e nel Regno Unito, c'è sia un calo della produzione che un calo permanente della crescita potenziale. 
 
Esistono diverse possibili ragioni per tali perdite permanenti di produzione e di crescita. Una è che il trend pre-crisi era insostenibile. Un'altra è il danno alla fiducia e conseguentemente agli investimenti e all'innovazione che deriva da una crisi finanziaria. Ma tra i più importanti c'è l'eccesso di debito. Come mostra il rapporto, ridurre il debito è difficile. I fallimenti di massa, come negli anni '30, sono devastanti. Ma è probabile che il tentativo di uscire dal debito generi un circolo vizioso, da un debito elevato a una bassa crescita e di nuovo a un debito ancora più alto.
 
Oggi nelle economie ad alto reddito i tassi di interesse a lungo termine sono bassi. Nella zona euro questo è in gran parte dovuto alla promessa di Mario Draghi del luglio 2012 di fare "qualsiasi cosa necessaria". Purtroppo, anche la crescita del PIL nominale nella zona euro è scarsa: l'inflazione è bassissima e il PIL reale cresce debolmente, sotto i colpi dell'austerità fiscale e di una domanda privata strutturalmente inadeguata. 
 
Incredibilmente, la zona euro sembra essere in attesa del Godot della domanda globale per aggrapparsi al salvagente della crescita e quindi della sostenibilità del debito. Questo potrebbe funzionare per i  paesi piccoli. Non potrà funzionare per tutti. Il report parla di una "combinazione maligna . . . tra un debito alto e in aumento e una crescita del PIL sempre più lenta (sia nominale che reale)". E' nella periferia dell'euro, aggiunge, che questo ciclo perverso tra debito e crescita è grave e severo. Non è una sorpresa. I paesi della zona euro colpiti dalla crisi sono in corsa per fare passi indietro. Le politiche dell'eurozona escludono la necessariacrescita.
  
La gestione della situazione post-crisi richiede una combinazione di pronto riconoscimento delle perdite, ricapitalizzazione del settore bancario e politiche fiscali e monetarie fortemente favorevoli al sostegno della crescita economica (dove queste sono fattibili). L'obiettivo dovrebbe essere quello di utilizzare entrambe le lame della forbice: riduzione diretta del debito e ricapitalizzazione da un lato e una forte crescita economica dall'altro. Gli Stati Uniti sono i più vicini a ottenere questa combinazione nel modo giusto. 
Tuttavia la più grande lezione di queste crisi è in primo luogo di non lasciare correre il debito oltre la capacità a lungo termine di un'economia di sostenerlo. La speranza è che la politica macro prudenziale raggiungerà questo risultato. Be', si può sempre sperare. 
Questi boom del credito non sono venuti fuori dal nulla. Essi sono il risultato delle politiche adottate per sostenere la domanda quando le bolle precedenti erano scoppiate, di solito da qualche altra parte dell'economia mondiale. Questo è quanto è successo in Cina. Abbiamo bisogno di sfuggire a questo ciclo pessimo e apparentemente inarrestabile. Ma per ora, abbiamo fatto un patto Faustiano con il boom del credito guidato dal settore privato. Parecchi altri problemi sono sicuramente in arrivo.
Tratto da:http://vocidallestero.blogspot.it
Martin Wolf: Siamo intrappolati in un ciclo di boom del credito
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“VOLETE I PROFUGHI IN CITTA’?”: UN SINDACO DECIDE DI CHIEDERE IL PARERE ALLA CITTADINANZA. AFINALMENTE QUALCUNO CHE SI DEGNA DI COINVOLGERE E RISPETTARE IL VOLERE DEI CITTADINI. ECCO DOVE ACCADE

Pubblicato su 15 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

«Volete i profughi sì o no?» Il Comune prepara il referendum
Il sindaco di Tarvisio: «E’ un atto di democrazia non speculo sulla pelle degli immigrati»

La Giunta comunale ha deciso di chiamare i cittadini di Tarvisio ad esprimersi sul possibile arrivo degli immigrati attraverso una consultazione popolare. Lo conferma il sindaco Renato Carlantoni, che spiega che l’esecutivo ha già predisposto l’atto che porterà alla realizzazione di un documento per la raccolta firme». Pur consapevole, infatti, che la scelta è di totale competenza dello Stato e che il Comune – il cui parere non è vincolante – non può opporsi, Carlantoni ritiene tuttavia che sia opportuno che i tarvisiani si esprimano. «È sia un atto di democrazia, sia una risposta alle critiche di una parte politica che mi accusano di speculare sulla pelle degli immigrati».

Tratto da:http://www.grandecocomero.com

“VOLETE I PROFUGHI IN CITTA’?”: UN SINDACO DECIDE DI CHIEDERE IL PARERE ALLA CITTADINANZA. AFINALMENTE QUALCUNO CHE SI DEGNA DI COINVOLGERE E RISPETTARE IL VOLERE DEI CITTADINI. ECCO DOVE ACCADE
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Il sovraccarico e lo stordimento delle informazioni

Pubblicato su 15 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Adesso a che punto siamo? 
 

Di giorno in giorno abbiamo sempre più una situazione strana. Con la progettata paura dell'ebola che sta scaturendo, e presumibilmente l'ISIS chiude il cerchio, mentre gli Stati Uniti e la NATO si stanno infiltrando in Siria mentre nessuno se ne sta accorgendo. Nel frattempo, la follia israeliana sta apertamente progettando un altro massacro a Gaza, mentre il genocidio ucraino continua. Se questo non bastasse, l'economia è sull'orlo del collasso, il nostro cibo, aria e acqua continuano ad essere avvelenate, i nostri oceani e l'atmosfera stanno morendo, le società di estrazione stanno pompando milioni di litri d'acqua nel sottosuolo per estrarre dal fango l'ultimo gas e petrolio fratturando il suolo e la roccia (fracking) , Fukushima continua ad espellere acqua radioattiva, mentre la massiccia caldera di Yellowstone minaccia di eruttare.
  

Parliamo di sovraccarico dell'ingegneria!
 

La maggior parte delle teste delle persone stanno brancolando nel buio e stanno cercando di non pensare a questo assalto sulle loro menti, cuori e sensi. Questo è solo l'ambiente che i manipolatori vogliono - sovraccaricare la popolazione stordendola per renderla compiacente, pronta per essere influenzata come delle alghe che galleggiano nella marea della loro inquinata  propaganda.
  
Questo è un momento molto importante per essere consapevoli coscientemente e non essere coinvolti in queste notizie e informazioni senza essere distaccati possibilmente dalla realtà, sia in forma consapevole che emotivamente. Tenete d'occhio le cose, ma non assumete il veleno che si nasconde nelle pieghe dell'informazione. Di solito, chi si è svegliato riesce facilmente ad identificare la manipolazione che viene fatta sulla sua mente, ma quando ci sono valanghe di notizie e ondate di eventi sensazionali possiamo perdere la prospettiva e involontariamente cadere preda dei loro disegni tossici e delle loro vere intenzioni . 

Ebola e l'effetto istintivdel condizionamento 
 
Se l'ebola sia reale o no non ha importanza. Come in tutte le false bandiere e gli eventi di ingegneria, ci sarà comunque una sorta di prove apparentemente credibili su cui baseranno la loro prossima ondata di violenza. Dopo che tutto ciò che serve sarà "segnalato" come casi o minacce "potenziali". Che così usciranno fuori allo scoperto. La cosa principale è di non essere risucchiati e reagire coinvolgendoci nel loro gioco. Tutti i mezzi di tutti i tipi di comunicazione saranno messi in atto, facendo leva re-attivamente sulla paura creando uno shock. Dobbiamo scuotere questa mentalità rigorosamente in modo da essere in grado di vedere chiaramente la realtà. E' solo un'altra soluzione dello scenario problema, reazione usando la scusa programmata di una "pandemia mortale".

  
Basta solo guardare quello che stanno facendo. Se pensate che falsi bombardieri possano essere efficaci nel modificare in tutto il mondo le procedure di sicurezza, non avete ancora visto niente'.
  
Il Connecticut è già andato in un blocco civile senza che nemmeno un singolo caso di Ebola sia stato segnalato lì. Può sembrare solo una misura precauzionale, ma a quanto pare la materia celebrale del pubblico è stata ritenuta abbastanza morbida e malleabile per essere manipolata facendo rotolare la palla della paura in un terreno sabbioso. Ora i lavoratori aeroportuali sorprendentemente lasciano i loro posti di lavoro non vogliono disinfettare gli aerei o/o controllare i passeggeri in arrivo. 
Le ruote della paura si sono messe in movimento.
  

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Ebola come Bin Laden 

 

L'ebola è stata implementata esattamente nello stesso modo dello spauracchio precedente di Bin Laden, dietro accurati e barcollanti attentati alle ambasciate e attacchi militari durante gli anni 90 e fatto passare come l'uomo nero che alla fine sarebbe stato fatto passare con la messa in scena degli attacchi del 9/11. Questa idea deve essere impiantata nelle menti a tempo debito, così come i misurati focolai di Ebola in parti non collegate dell'Africa, notozie che ci sono state propinate per decenni e arrivate alla ribalta quasi allo stesso tempo come la frequenza degli attacchi di bin Laden segnalati.Immagini di questa idea temuta e mortale dell'Ebola è stata propagandata con attento tempismo, spaventando una marea di persone, ma tenute a conveniente distanza mentre l'inoculazione della menzogna faceva presa sul condizionamento del sistema immunitario mentale.

  
Nel frattempo, la CIA sionista che controlla Hollywood ha fatto il lavoro di fondo rinforzando tutto questo con il condizionamento dei film come ad esempio Outbreak, Io sono leggenda e più recentemente World War Z. E che altro è arrivato nel frattempo? La mania degli zombie, intanto la polizia ha usato  questo tema per esercitarsi sulla sicurezza. 
Solo una coincidenza? Non credo.
  

Lo spopolamento - E 'sotto i nostri occhi
 

Quasi ironicamente, e soprattutto alla luce di una potenziale pandemia, molti sono in attesa di un qualche evento, del tipo sterminio di massa per soddisfare le Guidestones della Georgia e altre dichiarazioni elitarie per ridurre drasticamente la popolazione "ingombrante" del mondo. Il fatto è che sta già accadendo, semplicemente non si vede perché è su una diversa linea temporale di lungo periodo e per lo più viene compiuta con una sterilizzazione attentamente pianificata. E' in pieno svolgimento, lento e sicuro, proprio sotto il naso dell'umanità. Gran parte di tutto questo è messo in atto dall'industria del divertimento, dalla politica, dalle aziende, tenendo le menti umane preoccupate, con la paura mettendole sulla difensiva in modo che non vedano impedendogli di essere in grado di reagire su ciò che è stato fatto a loro quotidianamente.
  
Bambini e adulti sono stati sterilizzati da campi elettromagnetici e vaccini, con gli OGM, e le radiazioni, acqua adulterata, alimenti e prodotti farmaceutici, ecc, mentre la popolazione è tranquillamente sostituita dalla robotica, questo solo per citarne alcuni dei meccanismi messi in gioco. E questo non ha nemmeno preso in considerazione la proliferazione dell'ingegneria del cancro e una miriade di altre malattie promosse dai piani aziendali e governativi.
  
Hanno anche dichiarato pubblicamente di avere una data per questo piano globale con l'obiettivo del 2050 per essere pienamente attuato.Nel lasso di tempo di 36 anni saremo avvelenati, a meno che questo venga ribaltato, non ci saranno molti in grado di sopravvivere, non importa se si riprodurrà la pandemia o meno. Il punto è, ora è il momento di identificare chiaramente cosa sta realmente succedendo e agire di conseguenza.
  
In passato, ho scritto circa la natura del loro piano a lungo termine Le Serpentine Stealth e del Range Pianificato a lungo termine ed è oggi più vero che mai. La gente ha bisogno realisticamente di svegliarsi - non solo intellettualmente, ma in pratica, continuando la loro lotta per la verità e la consapevolezza. L'assenza di memoria  è molto profonda e ritardano l'azione risultante e la vera consapevolezza cosciente.
  
Non esiste un piano futuro - il programma della riduzione drastica della popolazione mondiale è in corso e si svolge mentre il mondo viene ingannato, sviato e intrattenuto da impalcature illusorie da script animati che giocano davanti ai loro occhi.
  

Ivana NWO 

 

La Luce alla fine del Tornado 

 

 

So che questo può sembrare oscuro, ma è realistico. La stragrande maggioranza degli americani e molti in Occidente vivono sulla difensiva, reagendo a qualcosa rilasciata dai poteri governativi usurpatori di turno. In definitiva Verità vincerà e verrà fuori, ma quando un tornado, di qualsiasi origine, sta distruggendo la vostra casa non è più il tempo di discutere con la fonte o il ragionamento che sta dietro. E' troppo tardi per questo. E il "tardi" per l'America lo è stato per troppi decenni. Non solo è il gigante addormentato, ma è praticamente un gigante morto, (...). Gli americani hanno supportato il loro silenzio sull'energia e la finanza è stata complice per decenni del genocidio di milioni di persone in tutto il mondo, così come lo stupro delle risorse del pianeta.

Girando per i continenti ...
  
Abbiamo visto tutti per anni i loro dettagliati e vari scenari potenziali nei media alternativi. Non c'è alcun dubbio su quello che sono i loro piani e le loro intenzioni, e le varie metodologie in corso nel gioco nella sottomissione dell'umanità. Le persone si stanno svegliando rapidamente e questo è meraviglioso, ma stiamo per passare attraverso una fase che deve essere affrontata razionalmente e consapevolmente.
  
Sono consapevole e capisco che non tutti si sanno muovere su questa terra o eventualmente sfuggire a queste calamità incombenti.Bisogna attivare una mentalità difensiva e andare su ciò che deve essere fatto in pace e fiducia. Altrimenti funzionerà contro di voi se le vostre preparazioni e le attività in corso non saranno fatte completamente in forma consapevole. Ma allo stesso tempo, non bisogna sedersi ad aspettare il tornado in arrivo, così facendo si sfaterà la complessità delle sue origini e la complessità della sua assoluta follia. E' tempo di azioni preventive, sia in attivismo che preparazioni personali.
  
Questa è la cosa amorevole da fare per voi stessi, i vostri cari e il vostro pianeta.
  
Ecco come la vedo io. Le nubi tempestose e venti turbolenti che le accompagnano sono già qui si stanno addensando in fretta e non sono in procinto di ottenere qualcosa di migliore; hanno molto, troppo in gioco e in esecuzione. Essi sono degli psicopatici la cui linea di fondo è l'opzione famosa di Sansone - "Se non la possiamo avere, nessuno potrà averla" - e lo faranno volentieri porteranno giù nel baratro tutti noi e le nostre case, se la situazione lo richiederà.
  
Non abbiamo bisogno di soffermarci su queste brutte realtà, ma ignorarli equivale alla negazione a titolo definitivo. E' un momento molto difficile per tanti motivi, ma abbiamo scelto di essere qui e dobbiamo gestire la sfida con coraggio. Personalmente, non sarei mai mancato di essere qui per questi eventi e su tutto ciò che si sta svolgendo in questi momenti!
  
Il risveglio è un potere che non conoscono e non vedo l'ora di vedere come si manifesta, in qualsiasi forma! Ognuno di noi ha solo bisogno di fare la sua parte, questo è il nocciolo della questione.
  
(...)

http://www.zengardner.com/ 
Tradotto da - wlady 

Tratto da:http://ningizhzidda.blogspot.it
Il sovraccarico e lo stordimento delle informazioni
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Ieri Silvio e oggi Matteo, stesso film: colpire i lavoratori

Pubblicato su 14 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Vale la pena di riguardare il video nel quale Matteo Renzi aggredisce il sindacato italiano. Il vero talento del nostro premier è riuscire a tradurre, in maniera brillante, in pseudo-linguaggio televisivo e pubblicitario lo pseudo-pensiero neoliberista e padronale sui diritti dei lavoratori. Lo spartito è sempre il medesimo: se “Marta, 28 anni” (ecco lo pseudo-linguaggio) non trova tutele per la sua maternità, è per colpa delle sue amiche dipendenti pubbliche (ed ecco lo pseudo-pensiero). Chi non ha garanzie e diritti può prendersela con chi ancora ne ha qualcuno, la disoccupazione è responsabilità del sindacato, e così via. È un messaggio volto a rinfocolare l’odio di tutti contro tutti, e che trova terreno fertile nelle menti devastate del grande pubblico televisivo. Sbaglia chi vede qualcosa di nuovo o repentino nell’atteggiamento di Renzi: egli ripete queste cose da quando è salito sul palcoscenico, qualche anno fa. La sua è una aggressività coerente, e per nulla inaspettata.

Il sindacato, dopo anni di compromessi, moderazione, ritirate strategiche (cioè fatte di corsa), inchini e salamalecchi, si trova sotto il fuoco del capo del Renzi e Montisuo partito di riferimento. La tattica della limitazione del danno ha fatto sì che il danno si ingigantisse. Se non ci fossero di mezzo anche i nostri diritti verrebbe da dire “ben vi sta!”. Fioriscono le analogie tra Renzi e Berlusconi, di cui avevamo discusso poco tempo fa. La loro missione era ed è giungere alla totale sottomissione del lavoro italiano alle ragioni della crescita e del capitale. Nel 2011, con il pieno accordo delle istituzioni europee, Berlusconi tentò un attacco in grande stile nei confronti del lavoro italiano (vedi “Lettera della Bce”). Fallì, e fu sostituito (non che lui non fosse d’accordo). Al suo posto venne Monti, e riuscì a sferrare colpi durissimi a quanto rimaneva del “welfare state” di questo paese. Fu una specie di Trojka fatta in casa.

Se Renzi fallirà, se le residue forze del lavoro riusciranno a opporsi all’azione distruttrice del suo governo, è bene tenere presente il fiorentino “farà la fine” del suo predecessore: verrà semplicemente sostituito. Chi ha ancora intenzione di lottare dovrà dunque tenere fermo questo punto: quello cui assistiamo è solo il primo assalto. Alle spalle del ceto politico e del capitale italiano si staglia l’ombra del ceto politico e del capitale europeo. Esattamente come nel 2011. Naturalmente ci sono delle differenze. Il Renzi di oggi è molto più forte del Berlusconi del 2011; e il pretesto dell’emergenza-spread in questo momento non sussiste. Ma dal punto di vista dei lavoratori la situazione non è poi molto diversa: il primo assalto del 2014 sarà semplicemente più violento di quello del 2011, e sarà accompagnato da una propaganda ancora più fittizia e evanescente. Ciò che conta è non ripetere gli errori del passato, non concentrarsi troppo, non demonizzare la figura di Renzi come si è fatto con quella di Berlusconi. L’uno come l’altro rappresentano solo il primo assalto. È sulla resistenza al secondo che si decide il nostro futuro.

(“Matteo Renzi farà la fine di Berlusconi?”, dal blog “Il-main-stream” del 20 settembre 2014).

Tratto da: libreidee.org

Ieri Silvio e oggi Matteo, stesso film: colpire i lavoratori
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L’illegittimità costituzionale della cessione di sovranità monetaria alle banche private

Pubblicato su 14 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Di: Marco Mori

Tratto dall’intervento sul tema tenuto a Teramo in data 11.10.2014 -

 

L’Italia non è più un paese sovrano. Avrete certamente avuto modo di ascoltare dichiarazioni di membri del Governo e delle Istituzioni con le quali addirittura si è invocata la cessione di ulteriori fette di sovranità.
Abbiamo visto esprimersi in tal senso Mario Monti, Mario Draghi, Pier Carlo Padoan, Matteo Renzi ed incredibilmente lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, anch’esso in prima linea per chiedere lo smantellamento della nazione. Fatto di inaudita gravità.

Tra le tante dichiarazioni intendo rammentare in particolare quella di Mario Monti il quale disse qualcosa di davvero sconcertante: “Io ho una distorsione che riguarda l’Europa ed è una distorsione positiva, non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi e di GRAVI crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione CESSIONI di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario . E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini, ad una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico di non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto visibile conclamata. Certamente occorrono delle autorità di enforcement (n.d.s. costrizione traducendo in Italiano) rispettate che si facciano rispettare che siano indipendenti e che abbiano risorse e mezzi adeguati oggi abbiamo in Europa troppi Governi che si dicono liberali e che come prima cosa hanno cercato di attenuare la portata la capacità di azione le risorse l’indipendenza delle autorità che si sposano necessariamente al mercato in un’economia anche solo liberale”.

Ora, fermo lo sconcerto che si prova nel sentir affermare che una grave crisi e’ lo strumento per convincere i popoli a cedere la sovranità, occorre domandarsi se le predette cessioni siano atto legittimo oppure no. Nessun vero dibattito è mai sorto sul punto, come se la risposta affermativa fosse talmente scontata da non meritare che su di essa possa essere speso tempo o energia. Oggi finalmente qualche voce di dissenso si è alzata e la prova è la sempre maggiore frequenza di eventi come quello di Teramo dove il problema si affronta di petto. Vediamo dunque cosa dice la Costituzione.

L’art. 1 recita: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Il modo naturale con cui si esprime la sovranità è chiaramente il diritto di voto che tuttavia noi non esercitiamo in maniera libera, eguale e personale ormai dal 2005, ovvero dall’avvento del porcellum, legge elettorale che da poco è stata dichiarata incostituzionale (Con sentenza n. 1/2014). Ma ovviamente il diritto di voto, anche qualora svolto in maniera perfettamente legittima (senza premio di maggioranza e liste bloccate composte da nominati),non può consentire l’esercizio popolare della sovranità che sia stata già previamente ceduta dallo Stato. Inutile votare in una nazione non più sovrana.

E’ l’art. 11 Cost. a trattare il tema della limitazione della sovranità nazionale in riferimento al “vicolo esterno dei Trattati Europei: “La Repubblica consente in condizioni di parità con gli altri Stati alle LIMITAZIONI di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra i popoli”.

Orbene la Repubblica, e’ immediatamente evidente dal contenuto letterale dell’articolo, consente semplicemente alle limitazioni di sovranità e giammai permette le pur invocate cessioni. Lapalissiano infatti che cedere è cosa ben diversa dal limitare.

Limitare significa chiaramente omettere di esercitare una prerogativa sovrana, contenere il proprio potere. Limitare dunque non implica mai la consegna a terzi della gestione di questo potere. Un esempio? L’eliminazione delle frontiere. Se permetto a persone provenienti da uno Stato con cui ho stipulato un trattato di varcare, senza limiti, il confine nazionale compio pacificamente una mera limitazione di sovranità. Se invece decidessi di far controllare questo confine da un ordinamento esterno compirei una cessione.

Altresì, fermo il divieto pacifico di cessioni, anche per le mere limitazioni la Costituzione pone comunque il vincolo delle condizioni di parità tra le nazioni (esistono oggi queste condizioni? Certamente no, basta solo pensare alle differenze con cui ogni Stato si finanzia ed al fatto, per fare un altro esempio, che in UE abbiamo paesi non aderenti all’Euro) ed il vincolo di scopo della limitazione finalizzata alla pace e alla giustizia tra le nazioni.

Per un approfondimento sul tema è sufficiente la piana lettura dei lavori dell’assemblea costituente che, come noto, costituisce e rappresenta quella che si può definire l’interpretazione autentica della Costituzione dato che riporta i verbali del dibattito della genesi della carta. Ebbene, nel marzo del 1947, venne discusso un emendamento volto all’eliminazione del precitato vincolo di scopo. Dunque si dibatte se consentire la limitazione di qualsivoglia sovranità e non solo di quella inerente all’adesione ad un ordinamento finalizzato alla pace e alla giustizia tra i popoli. L’emendamento fu respinto.

Dunque non solo non è possibile cedere la sovranità ma addirittura non è possibile anche solo limitarla per scopi, ad esempio, meramente economici.

Come vedete l’inquadramento Costituzionale è addirittura banale. Orbene a questo punto occorre chiedersi se, in materia monetaria, la sovranità sia stata ceduta o meramente limitata. Non vi è dubbio alcuno: si tratta di una manifesta cessione e dunque, ad oggi è ultroneo domandarsi se la stessa sia o meno finalizzata all’ottenimento della pace e della giustizia tra le nazioni, oppure se avvenga in condizioni di parità.

Analizzando i fatti e la cronologia di questa cessione non possiamo, almeno in riferimento ai tempi recenti, che distinguere tre tappe: il divorzio tesoro Banca d’Italia del 1981, la ratifica del Trattato di Maastricht del 1992 e l’avvento dell’Euro (nel 1999 in riferimento ai mercati e dal 2002 nell’economia reale), avvento preceduto dall’approvazione del regolamento n. 1466/97, ovvero il precursore del Fiscal Compact.

Nel 1981 si verifico il cd. divorzio tra Ministero del Tesoro e la Banca d’Italia. In sostanza da tale data si decise che la Banca d’Italia non avrebbe più avuto l’obbligo di acquistare i titoli di stato rimasti invenduti alle aste. Il collocamento integrale dei titoli di Stato non era più garantito. In allora al Ministero del Tesoro sedeva Andreatta mentre alla Banca d’Italia vi era Ciampi.

Nomi certamente da ricordare perché il declino del paese iniziò a causa di queste persone. Il tutto avvenne senza alcuna iniziativa legislativa Parlamentare ma con un semplice regolamento interno della Banca d’Italia seguito ad una lettera di Andreatta.

Anche allora la decisione fu presa sulla base di un’emergenza ampiamente falsa, ovvero lo shock petrolifero cominciato nel 1973 e la conseguente spinta inflazionistica. Dopo oltre quarant’anni il petrolio infatti non solo non è finito ma addirittura lo sfruttamento è drasticamente aumentato.

Il divorzio causò l’immediato rialzo dei tassi di interesse (in termini reali ovviamente). Cioè per fare un esempio se ho inflazione al 10% e mi finanzio all’11% il tasso reale è sostanzialmente dell’1%. Se ho inflazione allo 0% e mi finanzio al 2% il costo degli interessi sul mio debito e’ doppio rispetto all’esempio precedente.

Perché la forbice tra inflazione e tassi d’interesse aumentò? Semplicemente perché la consapevolezza che la Banca d’Italia non avrebbe comprato i titoli invenduti dava la possibilità ai mercati di far alzare i tassi semplicemente riducendo la domanda. In soldoni cosa accadde al debito pubblico italiano?

Il debito raddoppiò in dieci anni dal 1981 al 1992 a causa dei costi reali di finanziamento decisamente superiori. Inoltre è altrettanto grave il fatto che il debito cominciava a passare massicciamente in mano a soggetti privati. Ovvero nasceva un sistema economico che lucrava e dipendeva dal debito stesso, sistema composto anche dai risparmiatori italiani, insomma si modificava la stessa società.

In allora si poteva parlare di limitazione o di cessione di sovranità? Le modalità con cui il divorzio avvenne mi fanno propendere per una mera limitazione posto che l’Italia aveva la chiara possibilità di abbandonare tale follia economica e tornare ad agire sovranamente, era dunque una scelta di non intervento più che una cessione definitiva e permanente di un potere a terzi. Tuttavia era solo il primo passo per l’effettiva cessione della sovranità monetaria che venne codificata con il Trattato di Maastricht.

L’Italia arrivò alla stipula del Trattato in condizioni di grave emergenza tanto che subito dopo, con il Governo Amato, si misero in essere politiche di vera e propria austerità e si diede il via ad una massiccia campagna di privatizzazioni. L’esplosione del debito ed il sistema SME (ovvero l’accordo stipulato per una certa parità di cambio tra le monete europee nel 1979, tentativo che seguiva il serpente monetario europeo fallito sempre per la crisi petrolifera grazie alla Francia ed all’Italia) avevano gravemente colpito il paese. Solo il successivo abbandono SME e la svalutazione della Lira alleggerirono la situazione.

Maastricht e l’Euro, che con esso veniva previsto, costituiscono una reale cessione di sovranità in materia di politiche monetarie ed economiche per il nostro paese. Da allora effettivamente la sovranità è perduta ed attribuita ad un ordinamento esterno al paese ovvero la BCE (organo al vertice SEBC, il sistema europeo delle banche centrali). Cosa accadde esattamente con Maastricht?

Leggiamo gli articoli che certificano l’illegittima cessione della sovranità nazionale in materia monetaria secondo la numerazione oggi consolidata e dunque successiva anche al Tratatto di Lisbona del 2007.

-Articolo 127 (versione consolidata TFUE)
(ex articolo 105 del TCE)

1. L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato “SEBC”, è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea (n.d.s. la stabilità dei prezzi che tanto piace ai creditori viene prima di ogni sviluppo o sostegno economico). Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo una efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi di cui all’articolo 119.
2. I compiti fondamentali da assolvere tramite il SEBC sono i seguenti:
− definire e attuare la politica monetaria dell’Unione (n.d.s. ecco la cessione di sovranità),
− svolgere le operazioni sui cambi in linea con le disposizioni dell’articolo 219,
− detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri,
− promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento.
3. Il paragrafo 2, terzo trattino, non pregiudica la detenzione e la gestione da parte dei governi degli Stati membri di saldi operativi in valuta estera.
4. La Banca centrale europea viene consultata:
− in merito a qualsiasi proposta di atto dell’Unione che rientri nelle sue competenze,
− dalle autorità nazionali, sui progetti di disposizioni legislative che rientrino nelle sue competenze, ma entro i limiti e alle condizioni stabiliti dal Consiglio, secondo la procedura di cui all’articolo 129, paragrafo 4.
La Banca centrale europea può formulare pareri da sottoporre alle istituzioni, agli organi o agli organismi dell’Unione competenti o alle autorità nazionali su questioni che rientrano nelle sue competenze.
5. Il SEBC contribuisce ad una buona conduzione delle politiche perseguite dalle competenti autorità per quanto riguarda la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e la stabilità del sistema finanziario.
6. Il Consiglio, deliberando all’unanimità mediante regolamenti secondo una procedura legislativa speciale, previa consultazione del Parlamento europeo e della Banca centrale europea, può affidare alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle altre istituzioni finanziarie, escluse le imprese di assicurazione.

-Articolo 128 (versione consolidata TFUE)
(ex articolo 106 del TCE)

1. La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione.

Lo Stato dunque ha rinunciato a poter stampare direttamente, cosa che non faceva già anche in data antecedente al 1981 (ultimo tentativo sul punto furono le 500 Lire di Aldo Moro). Certamente non passa inosservato che ciò che prima era solo una libera scelta così diventava un divieto permanente.

-Articolo 130
(ex articolo 108 del TCE)

Nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea né una banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, dagli organi o dagli organismi dell’Unione, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’Unione nonché i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti.

Ecco l’attuazione europea della dottrina dell’indipendenza della banca centrale. Ovviamente se la banca centrale è indipendente sarà lo Stato a non esserlo più. Stato che è assolutamente ed innegabilmente dipendente dalle politiche monetarie di BCE.

Articolo 123 (versione consolidata TFUE)
(ex articolo 101 del TCE)

1. Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate “banche centrali nazionali”), a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri,così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali.

La banca centrale dunque non potrà mai fornire moneta agli Stati, neppure comprando i loro titoli direttamente al tasso ufficiale di sconto che essa stessa unilateralmente determina (gli acquisti, quando avvengono, sono attuati sul mercato secondario a tassi d’interesse molto più alti). Insomma la banca potrà emettere tutta la moneta che sovranamente ritiene, ma la dovrà accreditare unicamente alle banche commerciali.

Queste norme rappresentano la più palese certificazione documentale dell’avvenuta cessione della sovranità monetaria che si possa immaginare. Cessione avvenuta in favore di un sistema di banche centrali che in definitiva sono composte proprio dalle banche private e commerciali che tutti noi conosciamo. BCE infatti è composta dalle banche centrali nazionali che a loro volta sono composte da banche private azioniste. Raramente si è visto un simile e manifesto conflitto d’interesse.

Ma vi è di più, tale sistema è palesemente incompatibile anche con l’art. 47 Cost. che, essendo inserito nella parte economica della carta, semplicemente chiarisce e specifica quelli che sono i principi fondamentali dell’ordinamento. Proprio al fine di avere una Repubblica fondata sul lavoro e non sui capricci della finanza fu disposto con assoluta chiarezza che: “La Repubblica disciplina, coordina e controlla il credito”.

Oggi non solo la Repubblica non coordina e non controlla il credito ma addirittura è il settore creditizio ad imporre le politiche economiche allo Stato. Come prova pacificamente quanto avvenne nel 2011 allorquando una lettera di BCE aprì la porta a quelle politiche di austerità che stanno devastando la nostra economia. BCE, strumentalizzando la falsa crisi dello spread che era stata in realtà direttamente provocata dalla banca centrale con l’annuncio di non sostenere il debito italiano neppure sul mercato secondario, iniziava allora l’attacco volto allo smantellamento degli stati nazionali.

Concludiamo la panoramica con quanto accadde prima dell’effettivo avvento nell’Euro. Ovvero l’approvazione del Regolamento n. 1466/97 con cui vennero stabiliti obiettivi di convergenza e stabilità. Tale regolamento, redatto a cura della Commissione Europea, ha addirittura ristretto i margini di bilancio già risicati previsti dai Trattati (specificatamente nel protocollo n. 12 allegato). Il Regolamento n. 1466/97 anticipa il pareggio in bilancio poi diventato realtà con il six Pack, il two pack ed il Fiscal Compact, nonché con la conseguente modifica dell’art. 81 Cost.

È chiaro che se uno Stato non ha sovranità monetaria dovrà ricorrere ai mercati per finanziarsi. Certamente, se non potrà finanziarsi neppure oltre la misura prefissata da trattati e regolamenti, possiamo tranquillamente dire che si va ben oltre la cessione di sovranità ma siamo innanzi ad un criminale e manifesto progetto di cancellazione delle stesse nazioni per fare posto ad un nuovo ordinamento, all’ordinamento voluto dalla finanza.

Basta solo pensare che anche con il parametro del 3% (inteso come rapporto deficit/pil annuo), che a breve verrà addirittura messo in pensione per fare posto ad un margine ancora più risicato fissato 0,5%, la nazione è costretta ogni anno a tassare più di quanto spende con la conseguenza che la la ricchezza viene drenata dal risparmio dei cittadini.

Benché il tradimento Costituzionale sia manifesto concludo con una proposta emendativa dell’art. 47 Cost. e ciò affinché quanto oggi in atto non possa un domani ripetersi pedissequamente. Sperando che saranno effettivamente fermati ovviamente.

Tale proposta emendativa nasce dall’illuminata mente di Luciano Barra Caracciolo, Presidente della quinta sezione del Consiglio di Stato e membro fondatore di Riscossa Italiana: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme, disciplina coordina e controlla l’esercizio del credito nonché, attraverso le forme di direttiva e coordinamento demandate dalla legge al Governo, in armonia con l’indirizzo espresso dal Parlamento, l’emissione della moneta avente corso legale, al fine di salvaguardare l’effettività del diritto al lavoro e ad un’equa retribuzione, quali presupposti di un risparmio diffuso e armonico con le esigenze di sviluppo della Nazione (artt.1, 4 e 36)”.

Ringrazio il Prof. Claudio Moffa, il PM Gennaro Varone ed Aldo Tanari per il bel convegno organizzato di cui a breve pubblicherò il video integrale grazie alle riprese di “Brigate Sovraniste” (http://brigatesovraniste.blogspot.it/?m=1)

Tratto da: www.studiolegalemarcomori.it

L’illegittimità costituzionale della cessione di sovranità monetaria alle banche private
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