Blog di frontediliberazionedaibanchieri

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LE PROPOSTE DI CLAUDIO BORGHI AQUILINI PER USCIRE DALLA CRISI

Pubblicato su 20 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA, POLITICA

Claudio Borghi Aquilini ci spiega la situazione economica e fa sue proposte per uscire dalla crisi

commenti

PER ESSERE GERMANIA BISOGNA RUBARE, BARARE… FARE PROPRIO SCHIFO

Pubblicato su 20 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Di: Paolo Barnard

Volete essere l’economia leader di questa (putrefatta) Eurozona? Facile: barate, ma barate proprio in modo disgustoso, senza vergogna. Ecco le ricette:

A) Inventatevi una Cassa Depositi e Prestiti, dategli il nome di KFW, fategli investire soldi pubblici nelle aziende private nazionali senza che neppure un centesimo di questi soldi compaia nei famigerati conti di Stato, così nessuno a Bruxelles se ne accorge e vi mette le manette.

B) Fate riforme del lavoro che fanno ristagnare i salari nazionali per 12 anni, così le vostre mega industrie nazionali possono esportare a prezzi concorrenziali succhiando il sangue ai loro dipendenti. Ma quando questi s’infuriano (perché non sono tutti idioti), date la colpa delle loro pene non al governo né ai giganti dell’export, no! La colpa è di altri Paesi europei, quelli spendaccioni, stupidi e incapaci.

C) Create un sistema di moneta unica europea che ha in sé un complesso meccanismo finanziario per cui il vostro concorrente industriale numero uno, l’Italia, verrà spazzato via, messo in crisi e deprezzato all’estremo. Così le vostre patetiche PMI (che in questo caso si chiamano Mittelstand) potranno venire in Italia a rubarci i nostri super brevetti e le nostre prodigiose tecnologie per due soldi bucati, e portarsele a casa loro. Oh!, e i lavoratori/imprenditori italiani… bè c’è sempre un gabinetto dove metterli, no?

D) Dettate la legge suprema della competitività in Europa, dove la regola numero uno è, ad esempio, prendere un Monti o una Fornero, promettergli la paghetta finale (consulenze private milionarie in ambito finanziario) a patto che diminuiscano drammaticamente sia i salari italiani che le pensioni. Ma a casa vostra fate esattamente il contrario: diminuite l’età pensionabile e fare addirittura intervenire la Banca Centrale (!) a dire che i salari vanno aumentati.

F) Strombazzare in tutte le sedi di potere Tecnocratico che la vostra disoccupazione è la minore in Europa, quando la verità è che barate da prendervi a schiaffi, perché avete il più alto tasso di lavoratori sottopagati rispetto alla media di reddito nazionale di tutta Europa, ma guarda caso risultano come occupati!

G) Fate la voce grossa sulle RIFORME, che tutti sti Paesi mollicci del sud Europa devono assolutamente fare perché sono spendaccioni, corrotti, incapaci zavorre all’economia del continente. Ma poi nascondete con oculatezza che l’OCSE vi mette al ventottesimo posto su 34 Paesi come efficienza nelle… RIFORME! Cioè siete dei brocchi da vergognarsi. Ma con gli altri fate la voce grossa.

H) Cambiate rapidamente discorso quando qualcuno vi ricorda che prima dell’introduzione dell’euro, cioè della macchina monetaria che vi permette di barare, c’era un piccolo industrioso Paese chiamato Italia che vi faceva un c… così sia in termini di esportazioni, che come innovazione tecnologica, ed era esattamente al vostro pari nei maggiori parametri macroeconomici come Posizione Patrimoniale sull’Estero, Conto delle Partite Correnti e Debito Privato (qui poi noi italiani siamo ancora di gran lunga messi meglio).

I) Vantate di avere una grande autorevole seria mega banca, leader mondiale… mica ste botteghe di pochi spiccioli come hanno gli altri. Ma nascondete di nuovo che sta vostra illustrissima banca non è solo stra-fallita, con un equity capital ratio (l’opposto del leverage ratio) del 2,5%, cioè come avere 15 euro in cassa e avere debiti di miliardi con il Pentagono. E nascondete che sta vostra big bank si è anche accumulata scommesse in derivati (dinamite senza pompieri) per un totale di 20 volte il PIL del vostro stesso Paese. E quando salta quella, la vostra illustrissima banca, salta il mondo. Ma voi zitti! Mentite con la faccia come il c… sul modello mondiale che sta vostra banca putrefatta rappresenta.

Insomma, volete primeggiare in questa Eurozona? Mentite, barate, spogliatevi della minima decenza, siate bugiardi oltre il tollerabile… in altre parole chiamatevi Germania e Deutsche Bank.

p.s. Poi hanno il più alto giro di mazzette in termini assoluti di tutta Europa (Craxi era un pivello). E siccome hanno dato il pretesto (la tragedia dell'Olocausto) ai Sionisti ebrei per massacrare i palestinesi, dovrebbero pagare di tasca loro un piano Marshall per tutta la Palestina. Ma non solo: i tedeschi dovrebbero essere processati per crimini contro l’umanità in Grecia, oggi. Dai, i tedeschi sono nazisti nel DNA, inutile, o l’ONU commissaria la Germania in blocco, oppure continueranno a fare Olocausti. Ce l’hanno nel DNA di essere nazisti.

Tratto da: http://www.paolobarnard.info

 

PER ESSERE GERMANIA BISOGNA RUBARE, BARARE… FARE PROPRIO SCHIFO
commenti

Italia: Fuori dall'Euro o Prelievo Forzoso (RAPINA) dai Conti Correnti

Pubblicato su 20 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

di Luca Campolongo

 

La notizia che l'Italia è nuovamente entrata in recessione tecnica, non è stata certo una sorpresa per gli addetti ai lavori. Che l'economia italica fosse in coma profondo lo testimoniavano quotidianamente i dati riportati dalle varie associazioni di categoria oltre che l'istat. Solo la combriccola al governo ostentava una fiducia in una ripresa che non c'era e non potrà esserci.

 

Dopo questa sonora bocciatura, un qualsiasi amministratore, anche dell'azienda più sgangherata, avrebbe rassegnato le dimissioni per manifesta incapacità. La stessa cosa avrebbe fatto un allenatore la cui squadra avesse collezionato solo sconfitte dall'inizio di stagione.

 

L'inquilino non eletto di palazzo Chigi, al contrario, con una faccia tosta seconda solo alla sua arroganza e presunzione, ha dichiarato che questi dati negativi saranno da sprone per lui per proseguire nella sua azione di governo. Come se un amministratore che ha portato sull'orlo del fallimento l'azienda chiedesse di poter continuare nel suo operato per farla fallire del tutto!

 

Parliamoci chiaro: con questi dati economici l'Italia non ha nessuna possibilità di sopravvivere. Il mostro liberato dalle politiche di austerità volute dalla Germania della cancelleria Merkel, imposte dagli oligarchi della ue e attuate in modo prono dai tre governi voluti dal presidente Napolitano, ovvero Monti, Letta e Renzi, ha iniziato a sferrare il colpo di grazia all’economia italiana: in tutte le principali città oggetto di rilevamento Istat, i prezzi al dettaglio sono in discesa.

 

La spirale che si innesca è la seguente: calo dei consumi, riduzione del personale, taglio dei prezzi, ulteriore calo dei consumi, minori entrate fiscali, aumento del debito pubblico, innalzamento dei tassi sul debito, bancarotta dello stato. Questo fenomeno è ben conosciuto, e passa sotto il nome di “trappola della liquidità” dove, anche in presenza di un costo del denaro prossimo allo zero nessuno è disponibile ad acquistare od investire.

 

La cosa assurda è che siamo giunti in questa situazione nonostante l’esperienza del passato ci avesse fornito gli strumenti e le conoscenze per non arrivarci. Soprattutto a partire da Monti, infatti, in Italia sono state attuate le stesse politiche che portarono alla grande depressione degli USA ed al successivo contagio europeo che portò all’ascesa delle grandi dittature. A questo punto, cosa può accadere?

 

Due sono le possibilità: la prima è che si continui sulla strada intrapresa dai governi di “nonno Giorgio”, ovvero austerità, tasse, prelievo forzoso ed infine collasso dello stato con milioni di poveri. La seconda è prendere atto che tutto quello che è stato fatto fino ad ora è stato un fallimento e che deve essere radicalmente invertita la direzione.

 

Questo deve essere fatto con un’azione shock, in grado di far percepire chiaramente alla popolazione che si è deciso di rompere drasticamente con il passato. Questo shock potrebbe essere costituito dall’uscita dell’Italia dall’euro, con la ripresa della sovranità monetaria e l’avvio di una seria azione di investimenti a favore delle piccole e medie imprese, della ricerca scientifica e delle infrastrutture. Non stiamo parlando dei vecchi finanziamenti a pioggia di stampo democristiano che hanno portato al dissesto dell’economia italiana, ma di investimenti mirati, sulla falsa riga di quanto sta facendo il governo Orban in Ungheria.

 

Certo, si tratterebbe di una “rivoluzione” rispetto al pensiero economico dominante dei cattedratici italiani capeggiati dai vari Monti, Zingales, e compagnia cantando, ma è l’unica strada percorribile, soprattutto perché la cura da loro consigliata ha dimostrato che più che far guarire il paziente lo ha portato sull’orlo della morte.

 

Serve coraggio, ma la situazione è tale che non può più essere gestita da politici allevati in batteria come i polli, buoni solo a ripetere frasi fatte sull’importanza dell’euro, della ue e del risanamento dei conti pubblici. Proprio come quelli che pretendono di governarci oggi.

 

 

Fonte & Fonte

 

Vedi anche: 

Il Telegraph: "L'Italia è al capolinea, dovrà uscire dall'Euro"

IN AUTUNNO POTREBBE SCOPPIARE LA RIVOLUZIONE IN FRANCIA, SE NON ESCE DALL'EURO

I BANKSTERS DELLA TROIKA E L’ODORE DELL’EURO

Attività Paranormali sui Conti Correnti Bancari!

 

Tratto da: http://freeondarevolution.blogspot.it

Italia: Fuori dall'Euro o Prelievo Forzoso (RAPINA) dai Conti Correnti
commenti

UN SOLO ORDINE…BOMBARDARE I SALARI!

Pubblicato su 20 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

In fondo è ferragosto, come puoi pretendere che gli italiani si rendano conto di quello che sta accadendo, le più spettacolari acroba…razzie della storia politica, le più demenziali proposte e idee avvengono sempre quando loro sono sotto l’ombrellone, speriamo almeno che si stiano leggendo un buon libro, VIAGGIO ATTRAVERSO LA TEMPESTA PERFETTA il nostro ovviamente. :D

Vi confesso che mi sto chiedendo per quale motivo sono qui a raccontarvi certe cose in fondo agli italiani non gliene frega nulla, loro tirano a campare sino a quando l’inevitabile sarà realtà, come la terribile deflazione salariale!

Probabilmente molti di Voi non conoscono Andrew W.Mellon e quello che accadde durante la Grande Depressione del 1929. Mellon segretario al tesoro americano dal 1921 al 1932, banchiere e importante industriale era una delle persone più ricche d’America, terzo contribuente dopo John D. Rockefeller e Henry Ford passò alla storia per avere pronunciato e consigliato all’allora presidente Herbert Hoover  le seguenti parole…

“Liquidare il lavoro, liquidare le azioni, liquidare gli agricoltori, liquidare l’immobiliare…eliminare il marcio dall’economia…”

Provate a chiudere gli occhi e immaginare quello che sta accadendo in Italia…

“Liquidare il lavoro… missione compiutta…liquidare le azioni missione stracompiuta… liquidare gli agricoltori…missione in corso, liquidare l’immobiliare…missione già a buon punto, eliminare il marcio dall’economia…obiettivo fallito… eliminare il marcio dalla politica…obiettivo strafallito”

Tornando a noi, dopo le spericolate e demenziali acrobazie della prima esibizione della leggendaria SQUADRIGLIA DEGLI ALESINI VOLANTI! … In conclusione, la tanto vituperata e ridicolizzata idea dell’austerità espansiva non è affatto una stupidaggine se qualificata e calibrata all’Italia… eccoli di nuovo in azione, sempre loro intervistati da un manipolo di giornalisti che anestetizzano il dibattito in un’unica direzione, chiedendo pareri solo e sempre a coloro che hanno proposto ricette fallimentari… si deve consentire alle aziende meno produttive di far scendere gli stipendi “anche sotto il minimi contrattuali”, un’operazione che sarebbe “sempre meglio che avere una disoccupazione alta o un lavoro a tempo determinato”.

Il ritorno della squadriglia degli alesini volanti, in picchiata sui salari altrui e guai a toccare i loro.

Non importa se c’è una squadriglia di incapaci alla guida dell’azienda, il problema sono sempre e solo i salari.

Sono stanco di ripetere sempre e solo le stesse cose ad un Paese addormentato, chissà forse un giorno tra decenni quando avrò finito di scrivere il secondo libro, qualcuno capirà.

Per migliorare la competitività bisogna SOLO ridurre il costo del lavoro, tagliando i contributi sociali, e retribuzioni ovviamente e questo fuoriclasse dell’aviazione bocconiana è in procinto di essere ingaggiato da Matteo Renzi Conti pubblici, Matteo Renzi nomina una squadra di economisti

Uno che ti dice che non possiamo assolutamente uscire dall’euro prima delle elezioni europee, ma dopo che milioni di fessi hanno votato, sottolinea che piuttosto che ristrutturare il nostro debito è meglio uscire dall’euro è un asso delle giravolte, perchè sappiamo tutti che a queste condizioni una parziale ristrutturazione è inevitabile, prima o poi.

Noi non possiamo svalutare il cambio per rendere i nostri beni a prezzi convenienti, ma possiamo riprodurre gli effetti economici della svalutazione. Tagliando i contributi sociali pagati dalle imprese. Crisi, Guido Tabellini: “Non c’è altra via: giù salari e tasse 

E’ una ricetta demenziale bocciata dalla storia EMPIRICAMENTE che ha prodotto solo macerie sociali e non venite a parlarmi dell’esempio tedesco o della riforma HARTZ IV perchè vi sommergo di prove di devastazioni sociali in Germania.

È il piano Giavazzi. Questo, però, farà salire il prezzo di quei servizi.
Non abbiamo scelta e comunque questo allontanerebbe la deflazione. Ma dobbiamo intervenire anche sul lavoro. Qui abbiamo un esempio.

Quale?
La Spagna, che è tornata a crescere. Bisogna ridurre il peso della contrattazione collettiva a vantaggio di quella aziendale.

Si lo potete vedere qui in una magistrale interpretazione di Alberto Bagnai Il miracolo spagnolo dove il miracolo della produttività spagnola …

 

…è dovuto essenzialmente a

 il segreto della produttività spagnola non è lavorare meglio e meno, lavorare tutti! È lavorare pochi, lavorare molto (e zitti, perché alla porta c’è la fila). Chissà quanti straordinari non retribuiti ci sono in quel bell’aumento della produttività, che non è un aumento del numeratore (il prodotto), ma una diminuzione del denominatore (le ore lavorate, e quindi gli occupati, a parità di orario).

Chapeau Alberto un grafico vale più di mille parole alla salute degli alesini volanti.

Ma certo la soluzione migliore è questa se il capo squadriglia è un pirla che vota per l’euro o un fallito che non sa amministrare un’impresa…

Prosegue Tabellini…

Un’occupazione senza tutele e con salari bassi.
Sempre meglio che avere una disoccupazione alta o un lavoro a tempo determinato. Il dualismo tra chi ha tutte le tutele e chi non ne ha, c’è già.

Ma così la nostra domanda interna rimane ferma.
Però sarebbe compensata da una maggiore domanda estera.

Si in una depressione o meglio debt deflation globale, la minore domanda interna può essere compensata da maggiore domanda estera, si proprio come sta accadendo alla Germania ora, dove il loro pillino è andato in negativo, aspettando con trepidazione cosa succederà non appena…Russia: allo studio embargo contro import auto

No non è giust,o troppo facile combattere contro la squadriglia degli alesini volanti, si fanno male da soli, con la verità figlia del tempo, con l’evidenza quotidiana.

Il premier Matteo Renzi ha detto che “la crescita non si fa tagliando i salari”.
È chiaro che se i salari sono più alti c’è più ricchezza e più domanda. Ma il loro livello deve riflettere la condizione del Paese. Se sono troppo alti rispetto alla produttività questo ha un effetto negativo sull’occupazione. Non c’è antitesi. 

Non c’è antitesi ?

Continuate pure a leggere i giornali mainstream o ad ascoltare questi fuoriclasse alla televisione, noi intanto voliamo basso in attesa della verità figlia del tempo!

Tratto da:http://icebergfinanza.finanza.com

UN SOLO ORDINE…BOMBARDARE I SALARI!
commenti

Così l'Europa commissaria Renzi. Ue e Bce dettano la linea all'Italia

Pubblicato su 20 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA, ECONOMIA

L'incontro segreto con Draghi. Il faccia a faccia con Napolitano. Le voci sulla trattativa con la Commissione Ue poi smentite. Tutti tasselli di un puzzle che si sta componendo: l'Italia di fatto è commissariata dall'Unione. Anche se Renzi riuscirà a strappare l'ok allo sforamento "controllato" del 3%, poi la Legge di Stabilità verrà scritta sotto dettatura di Bruxelles e della Bce. E nel 2015 saranno dolori…

 
Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Come i tasselli di un puzzle. Pian piano si stanno componendo. Esce il dato sul Pil, Italia in recessione. Si parla di un intervento sulle pensioni, praticamente certo. La manovra correttiva viene smentita ogni giorno (sarà vero?), ma quella per il prossimo anno sarà pesantissima (parola del ministero dell'Economia). Subito dopo Ferragosto Padoan afferma che le cose vanno male e chiede più tempo all'Europa. Escono le indiscrezioni su una trattativa tra il governo italiano e la Commissione europea per una maggiore flessibilità ma poi Palazzo Chigi, quindi Renzi in vacanza con la famiglia, fa uscire una smentita a cui nessuno crede. Il tutto intervallato dall'incontro (segreto) tra il premier e il presidente della Bce Draghi e il faccia a faccia del capo dell'esecutivo con Napolitano. Se si mette tutto insieme viene fuori quello che apparre evidente a tutti ma che nessuno osa o vuole scrivere, ovvero che l'Italia di fatto è commissariata da Bruxelles.

In autunno ci sarà la resa dei conti. Renzi punta a ottenere uno sforamento "controllato" del parametro del 3% del deficit-Pil, come accade alla Francia ad esempio, altrimenti la manovra correttiva - nonostante le ripetute smentite - diventerà una realtà. Ma anche se il premier dovesse riuscire a convincere la Commissione, e la Germania, la Legge di Stabilità per il prossimo anno sarà di lacrime e sangue. Quello che l'Europa potrebbe concedere nel 2014 lo chiederà indietro nel 2015, c'è poco da fare. Ed è per questo che la manovra per i prossimi anni verrà scritta sotto dettatura della Bce e della Commissione (da qui il commissariamento) proprio perché Bruxelles (e Francoforte) non si fidano di Palazzo Chigi. E anche se daranno un credito a ottobre vorranno poi garanzie certe che l'Italia si impegni a rientrare nei parametri. Ma non generiche promesse, besì una tabella di marcia precisa di riforme e tagli. Nella speranza che l'economia davvero si riprenda nella seconda parte di quest'anno e all'inizio del 2015, altrimenti a giugno potrebbe saltare davvero tutto. E al commissariamento dell'Europa farebbe seguito quello della troica. Ben più doloroso
Tratto da: www.affariitaliani.it
Così l'Europa commissaria Renzi. Ue e Bce dettano la linea all'Italia
commenti

L'odissea: "Sono ancora fuori dalla mia casa e ora devo pagare anche le volture"

Pubblicato su 19 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Gianni Ghelardi il 5 agosto trovò il suo appartamento Acer occupato

di Simone Arminio

 
 
Tratto da:http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/acer-casa-occupata-odissea-1.133181
 
 
 
L'odissea: "Sono ancora fuori dalla mia casa e ora devo pagare anche le volture"
commenti

La Boldrini denunciata "Discrimina gli italiani"

Pubblicato su 19 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Il presidente della Camera: rom in testa alle liste di assegnazione delle case. Un escluso non ci sta: "Calpestata la Costituzione, è vilipendio"

 
Di: Fabrizio De Feo
 
Roma - Regole, norme, codici, serietà, sostenibilità dell'immigrazione, centralità dell'interesse nazionale. Nel fitto diluvio di messaggi finto-buonisti che si abbatte sul nostro dibattito politico sta diventando quasi eretica la posizione di chi rivendica la necessità di governare - come avviene in tutti i Paesi del mondo - un fenomeno complesso come l'immigrazione e si oppone a slogan confusi, sul modello di «Italia, nazione aperta», che altro non fanno che rendere sempre meno gestibile il già drammatico fenomeno dei flussi.
Chi ha provato a compiere un piccolo gesto in controtendenza è Davide Fabbri, rappresentante del «Movimento lavoro e rispetto» che il 30 giugno scorso si è presentato al Comando di Milano Marittima dei Carabinieri per formalizzare una ratifica di denuncia, con testimoni, nei confronti del presidente della Camera, Laura Boldrini. Il motivo? Fabbri scrive: «Ho sentito il presidente della Camera alla domanda di un giornalista che le chiedeva: “Con quale criterio saranno assegnate le case popolari?” rispondere: “Saranno date prima ai rom e agli extracomunitari con figli a carico”». Fabbri in quanto cittadino italiano, si è sentito discriminato poiché è stato a suo tempo privato due volte del diritto di una casa popolare nel Comune residente di appartenenza. Secondo Fabbri, con queste decisioni, Laura Boldrini, decide di appropriarsi arbitrariamente di un bene nato dal risparmio dei cittadini italiani tutelato dall'articolo 47 della Costituzione. Insomma, il sentimento, fa capire Fabbri è quello di sentirsi sempre più ospiti a casa propria.
Per questo procede alla denuncia per «discriminazione e vilipendio della Costituzione».

I segnali, comunque, non lasciano certo intravedere una inversione di tendenza. Proprio ieri Laura Boldrini, arbitro che quasi quotidianamente sveste i panni della terzietà per scendere in campo, è tornata a sostenere che «è sufficiente osservare la realtà italiana, quel meticciato per dirla come il ministro Cecile Kyenge, per rendersi conto che occorre valutare una nuova legge sulla cittadinanza». E pochi giorni fa aveva detto che «l'immigrazione non va gestita con logiche di difesa. Costituisce un pericoloso anacronismo che una legge sulla cittadinanza non prenda atto che in Italia vivono quattro milioni di immigrati ai quali sono preclusi diritti civili. Ciò crea animosità. Gli allarmismi e la sindrome d'assedio danneggiano la coesione sociale. C'è un vittimismo non giustificato dai numeri. Non sono clandestini, sono rifugiati. L'emergenza clandestini non esiste. È solo un'invenzione».

Naturalmente, nonostante l'abrogazione a mezzo stampa dell'emergenza immigrazione, il quadro tratteggiato dalla Boldrini omette «particolari» non trascurabili. Una fotografia fedele del mondo reale - al netto di buonismi e derive ideologiche - arriva dal Rapporto annuale su immigrati e occupazione che proprio ieri ha acceso i riflettori sulla situazione italiana. Lo studio certifica come nel 2012 i cittadini stranieri disoccupati abbiano raggiunto quota 385mila unità. Rispetto al 2011 il numero è aumentato del 19,2% per la componente Ue e del 25,4% per quella extra Ue. «Considerando l'ultimo triennio dal 2010 al 2012, il numero delle persone in cerca di lavoro di cittadinanza Ue è cresciuto di oltre 35 mila unità, mentre tra le forze di lavoro di cittadinanza extra Ue l'aumento è superiore alle 72 mila persone», spiega il rapporto curato dalla direzione generale Immigrazione e politiche d'integrazione del ministero del Lavoro. Un fenomeno che nella prospettiva della lunga fase di crisi «assume caratteri decisamente allarmanti».

Tratto da:http://www.ilgiornale.it

La Boldrini denunciata "Discrimina gli italiani"
commenti

Il funzionamento dell’attuale sistema monetario. Spiegazione per profani.

Pubblicato su 19 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA, IPHARRA

Di: Marco Mori

Il pareggio in bilancio imposto dall’UE è stato inserito in costituzione dal Governo Monti. Molti economisti e giuristi hanno spiegato egregiamente il perché il pareggio in bilancio sia un vero suicidio economico, posto che rappresenta la certificazione dell’impossibilità per una nazione di crescere. Spiegazioni estremamente approfondite sono però spesso indigeste al grande pubblico così consentendo la prosecuzione di politiche economiche prive di senso.

Ci si propone dunque in questa sede di sottoporre all’attenzione dei lettori meno avvezzi a considerazioni economiche un esempio che chiarisca meglio cosa comporti il pareggio in bilancio in un paese privo di sovranità monetaria come è oggi l’Italia.

Immaginiamo di essere cittadini di una nuova nazione ed essere all’anno zero dell’introduzione da parte dello Stato della moneta quale mezzo di scambio di beni o servizi. Questo nuovo Stato decide di stampare la propria moneta e di distribuirla alla gente. Come immetterà questa moneta ai fini del nostro esempio semplificato non rileva (normalmente comunque tale emissione avviene con la spesa pubblica). Nel primo anno la nostra nazione immette in circolazione 10 monete decidendo di non applicare alcuna tassazione. Le 10 monete emesse vengono convenzionalmente indicate quale passività nel bilancio dello Stato e prendono fin dal primo anno il nome di debito pubblico.

Tale politica accomodante prosegue per dieci anni. A questo punto è davvero immediato sapere a quanto ammonterà la base monetaria per i cittadini: sarà pari a 100 monete complessive. Dunque pari a 100 sarà anche il valore del corrispondente debito pubblico.

Il nostro Stato dopo questi primi ottimi dieci anni decide di cedere la sovranità monetaria. Da tale data sarà una Banca privata a stampare la moneta ed a prestarla allo Stato al tasso d’interesse che nel nostro esempio immaginiamo essere del 10%. Ma il nostro Stato non si limita a cedere la proprietà della nuova moneta emessa alla banca ma gli cede anche la proprietà di tutta la moneta già circolante.

Nel primo anno successivo all’introduzione del nuovo sistema lo Stato si troverà costretto a pagare gli interessi alla Banca per tutta la moneta circolante ovvero le famose 100 monete. Con un saggio d’interesse annuo del 10% lo Stato dovrà pagare 10 monete alla Banca a fine anno. Ma lo Stato non può più stampare, dunque come farà a restituire la moneta alla Banca?

Facile! La Banca, bontà sua, accetterà quale corrispettivo del debito mere obbligazioni da parte dello Stato. Ecco dunque che nei successivi 5 anni, continuando le medesime politiche di spesa precedenti (sempre 10 monete), il nostro Stato chiederà in prestito 10 monete l’anno sempre senza tassare. Facile calcolare che al termine dei dieci anni il totale della moneta circolante sarà pari a 150. Il paese sarà sempre più ricco e felice. Ma c’è un problema, nel medesimo lasso di tempo, il debito pubblico non sarà più pari alla moneta circolante ma, a causa degli interessi del 10% annui sulle obbligazioni emesse dallo Stato, sarà ben più alto, ovvero pari alla moneta circolante più gli interessi maturati di anno in anno così arrivando ad un totale di 228,20 a fronte di una base monetaria complessiva di appena 150.

Il tasso d’interesse del 10% è più alto di quello realmente pagato dall’Italia sui titoli di Stato in questi anni (si è arrivati al massimo al 7%) ma il dato che conta evidenziare in questa spiegazione per profani è che se tutta la moneta circolante crea interessi il debito diventa immediatamente maggiore del totale della moneta circolante e diviene pacificamente inestinguibile in moneta (ma in beni reali si! Ricordate le privatizzazioni?), salvo il ritorno alla sovranità monetaria nazionale.

Dall’anno successivo, dunque il sedicesimo della nostra simulazione ipotetica, la banca privata proprietaria della moneta circolante (che la crea dal nulla in base alla richiesta come una volta faceva l’Italia) improvvisamente dice allo Stato che il debito è troppo elevato e che dunque, se vuole che la banca continui a comprare le sue obbligazioni, dovrà almeno mantenere invariato il tetto complessivo del debito. Con un debito complessivo di 228,20 monete lo Stato dovrà ogni anno restituire a titolo di interessi il 10% di predetto importo ovvero ben 22,82 monete l’anno. Lo Stato a questo punto deve recuperare attraverso la leva fiscale 22,82 monete l’anno per avere il pareggio in bilancio. Con una base monetaria complessiva di 150 monete è chiaro che a causa dei soli interessi lo Stato terminerà la moneta in meno di 7 anni. La conseguenza del calo di moneta circolante provocherà una violenta recessione fino al completo arresto del sistema economico nel termine suindicato di sette anni (se avete capito il ragionamento ora vi verrà in mente perché l’UE oggi non vuole più tassare i redditi ma le proprietà! Vuole massimizzare l’efficacia di una politica recessiva).

Ovvio dunque, la matematica non è un’opinione, che una nazione per sopravvivere economicamente ad un sistema di moneta debito non può avere il pareggio in bilancio. Solo per mantenere costante la base monetaria circolante sarà necessario ogni anno incrementare il debito della quota interessi complessivamente dovuta. Conseguentemente per aumentare la base monetaria il debito andrà incrementato costantemente e con una progressione non lineare ma esponenziale.

A questo punto si potrebbe obiettare che la nostra nazione immaginaria è fallita per sua colpa! Non ha tassato per 15 anni, se la sono cercata! Nulla di più falso e la matematica ci può aiutare a capire il perché: se anche fin dall’anno zero la nazione avesse tassato, anche moltissimo, sarebbe comunque fallita non appena persa la sovranità monetaria; avrebbe semplicemente impiegato un numero maggiore di anni.

Dunque cosa fa comprendere tutto questo? L’attuale sistema monetario è una follia logica e giuridica (è un crimine!). La sua funzione reale non può che essere una, quella di obbligare le nazioni ad accettare ogni tipo di riforma richiesta dalla banca proprietaria della moneta che, grazie a detta proprietà, ha assunto il controllo assoluto del sistema.

Questo articolo vuole essere un metodo di divulgazione auspicabilmente alla portata di ogni lettore, senza complicati calcoli o formule economiche. Le domande dunque sono ben accette. Spero solo di non aver guastato la giornata a qualcuno…

Tratto da: http://www.studiolegalemarcomori.it

Il funzionamento dell’attuale sistema monetario. Spiegazione per profani.
commenti

Acqua e limone: 10 benefici per la salute

Pubblicato su 19 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in MEDICINA ALTERNATIVA

Bere acqua tiepida e limone è un modo per disintossicarsi e rimineralizzarsi in maniera naturale. Approfondiamo dunque i benefici per la salute dell'acqua e limone.

Tra i maggiori effetti positivi troviamo ilmiglioramento della digestione. Inoltre, il limone è un potente alcalinizzante, che può aiutare a compensare eventuali situazioni di acidosi.

Come preparare l'acqua e limone

Per dare inizio alla vostra terapia disintossicante e rimineralizzante a base di acqua e limone dovrete seguire alcune indicazioni. Utilizzate acqua di rubinetto a temperatura ambiente o leggermente tiepida. Scegliete sempre limoni freschi, se possibile biologici o coltivati da voi. Evitate il succo di limone confezionato. Spremete mezzo limone in un bicchiere e colmatelo con l'acqua.

E' bene bere l'acqua e limone al mattino, a digiuno. Evitate l'acqua fredda per la preparazione dell'acqua e limone, poiché richiederebbe un maggior dispendio di energia da parte dell'organismo per l'assimilazione della bevanda. E' utile grattugiare la scorza dei limoni prima di spremerli, in modo da poterla conservare ed utilizzare per cucinare.

I 10 benefici dell'acqua e limone

1) Migliora la digestione

Il succo di limone stimola la produzione della bile da parte del fegato, necessaria nel coso della digestione. I limoni sono ricchi di vitamine e di sali minerali, che aiutano ad espellere le tossineaccumulatesi nel tratto digerente. Le proprietà digestive del limone contribuiscono ad alleviare i sintomi della digestione, come bruciore di stomaco e gonfiore. L'American Cancer Society suggerisce di somministrare acqua e limone ai malati di cancro per stimolare i movimenti intestinali.

LEGGI anche15 alimenti che aiutano a depurare il fegato

2) Depurativa e diuretica

L'acqua e limone ha un effetto depurativo e diuretico. Bere acqua e limone aiuta l'organismo a liberarsi delle tossine, in gran parte poiché questa bevanda stimola la diuresi. Le tossine vengono espulse più rapidamente, garantendo la salute dell'apparato urinario. L'acido citrico presente nei limone contribuisce a massimizzare la funzione degli enzimi che stimolano il fegato e aiutano il corpo a disintossicarsi.

LEGGI anche: 10 metodi naturali per disintossicare l'organismo

3) Stimola il sistema immunitario

I limoni presentano un elevato contenuto di vitamina C, utile nel contrastare e nel prevenire l'influenza. Sono ricchi di potassio, che stimola la funzionalità dei nervi e del cervello. Il potassio aiuta inoltre a ridurre la pressione sanguigna. La vitamina C ha effetti antinfiammatori e viene utilizzata come aiuto contro l'asma ed altri sintomi respiratori. Inoltre, migliora l'assorbimento del ferro da parte dell'organismo. Il ferro è importante affinché il sistema immunitario funzioni in modo corretto. I limoni inoltre riducono la quantità di muco prodotta nel nostro corpo.

LEGGI anche 10 cibi e consigli per rafforzare le difese immunitarie -

4) Regola il pH

I limoni sono tra gli alimenti più alcalinizzanti. L'acido citrico in essi contenuto infatti non crea acidità nel corpo, una volta metabolizzato. Acido citrico e vitamina C contribuiscono a ridurre i livelli di acidità del sangue. Bere acqua e limone regolarmente aiuta ad evitare una situazione di acidosi nell'organismo. Ad esempio, la presenza di acido urico a livello delle articolazioni è una delle cause principali di infiammazione.

LEGGI anche: Cibi acidificanti e cibi alcalinizzanti: il segreto per riequilibrare il pH

5) Purifica la pelle

La vitamina C e gli antiossidanti contenuti nel limone aiutano a contrastare i danni provocati dairadicali liberi e la formazione delle rughe. La vitamina C è fondamentale per avere una pelle splendente e la sua natura alcalina uccide alcune tipologie di batteri responsabili dell'acne. Essa ringiovanisce la pelle agendo dall'interno dell'organismo.

6) Energia e buonumore

L'energia che riceviamo dal cibo che mangiamo deriva dagli atomi e dalle molecole che lo compongono. Il limone ed il suo succo contengono ioni negativi che permettono di donare all'organismo maggiore energia durante la digestione. L'aroma di limone possiede inoltre la proprietà di stimolare il buonumore e di ridurre ansia e depressione.

7) Guarigione

La vitamina C contenuta nel succo di limone stimola la guarigione delle ferite ed è un nutriente essenziale per mantenere la salute delle ossa, del tessuto connettivo e della cartilagine. Possiede inoltre proprietà anti-infiammatorie. La vitamina C contribuisce al mantenimento di una buona salute e al suo recupero dopo la malattia o un infortunio.

8) Rinfresca l'alito

I linoni rinfrescano l'alito, aiutano a liberarsi dal mal di denti e dalla gengivite. L'acido citrico contenuto nei limoni può erodere lo smalto. Per questo motivo si consiglia di attendere per un po' di tempo nel lavarsi i denti dopo aver bevuto acqua e limone, o di lavarli prima di berla. E' utile inoltre risciacquare la bocca con della semplice acqua dopo aver bevuto acqua e limone. Per proteggere lo smalto, si consiglia inoltre di assumere la bevanda con una cannuccia.

LEGGI anche: Alitosi: 10 rimedi naturali per l'alito cattivo 

9) Idratazione

L'acqua e limone contribuisce all'idratazione dell'organismo e supporta il sistema linfatico. Se l'organismo non risulta idratato a sufficienza, possono insorgere alcuni sintomi, tra i quali troviamo stanchezza, scarse difese immunitarie, stress, mancanza di chiarezza mentale e di energia, pressione alta o troppo bassa, insonnia e stitichezza.

10) Dimagrire

Bere acqua e limone può stimolare la perdita di peso. I limoni sono ricchi di pectina, una fibra che aiuta a contrastare la fame improvvisa. Alcuni studi hanno dimostrato che coloro che seguono una dieta alcalinizzante riescono a perdere peso più rapidamente.

Marta Albè

Tratto da:http://www.greenme.it

Acqua e limone: 10 benefici per la salute
commenti

Cercasi contractor italiani per l’Iraq: 5mila euro al mese, per 1590 posti

Pubblicato su 19 Agosto 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Va tutto bene ma poi se li prendono prigionieri e qualcuno ci lascia la pelle abbiate la cortesia di non farli passare per eroi. Sono mercenari e basta, e non ci fanno nessuna pena. Claudio Marconi

ROMA – Cinquemila euro al mese con spese rimborsate, 3 mesi di missione e 40 giorni a casa. Minimo un anno di impiego ma rinnovabile, 1590 posti. Cercasi contractor italiani da spedire in Iraq, in quella terra di conflitto dove le compagnie, soprattutto petrolifere, hanno bisogno di guardie private che difendano il lavoro e gli impianti dalle temibili incursioni dei miliziani Isis.

Un lavoraccio, eppure in rete circola questo bando, sui siti specializzati in offerte del genere. La compagnia che ha bisogno di contractor non è specificata, il tam tam in rete parla di compagnie petrolifere o società inglesi di contractor che poi subappalterebbero il lavoro agli italiani. Il bando ha avuto un certo risalto perché fa riferimento a due comandanti in capo: Raffaele Gaudiano e Salvatore Stefio.

Ques’ultimo era stato rapito in Iraq nel 2004 insieme aFabrizio Quattrocchi, che poi venne ucciso, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino. Da quando è tornato in Italia è a capo di una società che si occupa di security in aree in crisi. Libia, ad esempio. Ma lui, sentito dalla Stampa, smentisce un qualsiasi coinvolgimento nel progetto che circola online. Il bando parla di 1590 persone da arruolare per l’Iraq, un reparto comando suddiviso in 3 compagnie per Trasmissioni, Infermeria e Supporti tattici.

Fontehttp://www.blitzquotidiano.it

Cercasi contractor italiani per l’Iraq: 5mila euro al mese, per 1590 posti
commenti

Mostra altro

<< < 10 20 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 50 60 70 80 90 100 200 300 400 500 > >>
Condividi questa pagina Facebook Twitter Google+ Pinterest
Segui questo blog