Blog di POPOLI LIBERI e COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Renzi per la guerra i soldi li trova, soldati italiani tornano in Iraq

Pubblicato su 20 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Dopo il vertice con Barack Obama, l’ammiraglio Binelli Mantelli e i generali turchi che bombardano il Pkk, l’Italia invierà armi e militari nella regione di Erbil in Iraq. Per la guerra il governo Renzi i soldi li trova sempre

 

di Manlio Dinucci – Il Manifesto

Roma, 18 ottobre 2014, Nena News – L’Italia invierà armi e militari nella regione di Erbil in Iraq, per rafforzare «le capacità di autodifesa dei kurdi» contro l’avanzata dell’Isis: lo annuncia la ministra della difesa, Roberta Pinotti, alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. Non a caso due giorni dopo che il capo di stato maggiore della difesa, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha partecipato in rappresentanza dell’Italia alla riunione, nella base militare di Andrews (Washington), delle massime autorità militari dei 22 paesi della coalizione la cui missione ufficiale è «degradare e distruggere l’Isis».

All’incontro – presieduto dal generale Martin Dempsey, capo dello stato maggiore congiunto degli Stati uniti – è intervenuto Obama, sottolineando che gli Usa intensificheranno «l’azione contro obiettivi sia in Iraq che in Siria», nel quadro di una coalizione internazionale. Gli alleati degli Usa, oltre ai raid aerei in ambedue i paesi, forniscono «armi e assistenza alle forze irachene e all’opposizione siriana» (contro Assad) e «miliardi di dollari di aiuti», definiti «umanitari». In ambienti vicini alla Casa Bianca si ritiene che, nonostante l’impegno ufficiale di non impiegare soldati in missioni di combattimento in Iraq e Siria, Obama stia preparando l’invio di forze speciali (Berretti Verdi, Delta Force, Navy Seals), che si aggiungeranno ai «consiglieri» e agli «addestratori» già sul terreno per la «guerra coperta». Intanto Washington preme perché gli alleati si assumano maggiori compiti, comprese operazioni terrestri.

Non è dato sapere quali impegni abbia assunto per l’Italia, a Andrews, il capo di stato maggiore. Lo si può però dedurre dall’annuncio della Pinotti. L’Italia non solo fornirà «ulteriori stock di munizioni di modello ex-sovietico, provenienti dal materiale confiscato nel 1994», ma anche «armi e munizioni controcarro in uso all’Esercito italiano», più un aereo KC-767 per il rifornimento in volo dei caccia e due velivoli Predator a pilotaggio remoto, presto affiancati da «altri assetti pilotati per la ricognizione aerea». L’Italia invierà inoltre 280 militari per l’addestramento e la formazione di forze kurde e, fatto ancora più importante, «una cellula di ufficiali per le attività di pianificazione». È dunque un comando avanzato per nuove operazioni militari effettuate in modo coperto da forze speciali italiane, oggi potenziate con la nascita del nuovo comando unificato istituito alla caserma della Folgore a Pisa.

L’intervento militare italiano in Iraq rientra nella strategia statunitense. E i kurdi che l’Italia va a sostenere sono quelli della Regione autonoma del Kurdistan, centro petrolifero in grande ascesa e sede di decine di compagnie Usa e occidentali, sotto la presidenza di Masoud Barzani, capo del Partito democratico del Kurdistan, fedelissimo degli Usa. Non a caso, mentre colpisce le forze dell’Isis che minacciano la regione in cui è al potere Barzani, l’aviazione statunitense e alleata fa quasi cilecca nel colpire l’Isis che attacca la zona del Pkk, le cui forze (che sono quelle che combattono realmente l’Isis sul fronte del confine siriano) vengono per di più bombardate dall’aviazione turca. Significativo è che all’incontro di Andrews abbia partecipato il capo di stato maggiore della Turchia e che la Casa Bianca abbia minimizzato gli attacchi aerei turchi contro i kurdi del Pkk, assicurando che sono in corso colloqui su «ulteriori impegni» di Ankara. Lo stesso avviene in Siria, dove gli attacchi aeronavali Usa stanno demolendo non l’Isis, ma le installazioni petrolifere siriane per far crollare il governo di Damasco.

Obama, dopo l’incontro di Andrews, ha rimarcato che «distruggere l’Isis resta una missione difficile» e che «siamo appena agli inizi di una campagna a lungo termine». Non c’è dubbio, dato che l’Isis – costruito dai Paesi sunniti del Golfo a partire dall’Arabia saudita e dal fronte degli «Amici della Siria», tra cui Usa, Turchia, Gran Bretagna – corrisponde alla strategia statunitense che, dopo aver demolito con la guerra lo Stato libico e aver quasi demolito quello siriano, mira a balcanizzare l’Iraq, smembrandolo in tre regioni semi-autonome (kurda, sunnita, sciita) o in tre distinti Stati.

In questa lunga e costosa guerra viene portata l’Italia. I soldi non mancano: nella legge di stabilità, quelle per le «missioni internazionali di pace» (leggi missioni di guerra) vengono definite «spese indifferibili».

Fonte: nena-news.it

Tratto da: http://www.informarexresistere.fr

 
Renzi per la guerra i soldi li trova, soldati italiani tornano in Iraq
commenti

"Il Fmi e la Bce non possono impedire la prossima crisi dell'euro". Martin Armstrong

Pubblicato su 20 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Martin Armstrong sul suo blog commenta il crollo dei mercati borsistici avvenuti in Europa questa settimana. In Grecia, in particolare, i tassi d'interesse sui titoli obbligazionari sono cresciuti fino al 9%; il Premier Antonis Samaras ha per pochi voti superato un voto di fiducia e ogni ulteriore taglio al sistema sociale non è più attuabile per una popolazione allo stremo.
 
La Spagna ha visto i suoi tassi d'interesse sul debito impennarsi, così come Portogallo (+13%), Irlanda (+13.5%) e Italia (+9.9%). I tassi d'interesse di questi paesi erano a livelli record artificiali per l'intervento di Draghi: i titoli a 10 anni spagnoli vengono scambiati al 2.29%, l'Irlanda 1.94% e l'Italia 2.64%. Si tratta di valori che non corrispondono ancora alla realtà ed è, secondo Armstrong, una bolla incredibile e insostenibile.
 
Questa situazione dimostra in particolare come in Europa gli investitori hanno iniziato ad aver paura di nuove elezioni e non credono minimamente sulla capacità della Bce di salvare i paesi dell'euro. Anche Angela Merkel è stata costretta ad ammettere che la crisi dell'euro non è ancora finita. Lo scenario resta, conclude Armstrong, molto cupo e la conclusione è che né il Fondo Monetario Internazionale, né la Banca centrale europea (quella Troika che i collaborazionisti italiani alla Scalfari invocano anche per il nostro paese) non possono prevenire la prossima crisi dell'euro.
Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it
"Il Fmi e la Bce non possono impedire la prossima crisi dell'euro". Martin Armstrong
commenti

DA MILANO UN SOLO GRIDO: NUOVA RESISTENZA

Pubblicato su 19 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Di: Claudio Marconi

Ieri a Milano c’era la parte sana del popolo italiano.

Centri sociali e rottami vari hanno contestato la manifestazione ( in pochi ) con lo slogan Milano Meticcia.

E’ stata scelta Milano come “ città simbolo” del degrado, dopo l’appello di Vendola, che subito dopo la vittoria di Pisapia , inneggiava ai “ nostri fratelli rom”.

I nostri fratelli sono gli italiani caro Vendola.

Ed adesso li facciamo uscire tutti allo scoperto.

I parlamentari della Lega hanno presentato una proposta di legge per avere gli asili gratis per le famiglie italiane: costo 1 miliardo di euro.

Siccome, da queste parti, non si vende fumo dove troviamo la copertura?

Cessiamo mare mostrum, che costa, guarda caso, 1 miliardo di euro ed aiutiamo gli italiani.

Vediamo come voteranno i “ paladini del popolo”: SEL, M5S e poi trarremo le conclusioni.

Vedremo chi sta con gli italiani e chi è un collaborazionista dell’invasore.

Oggi più che mai: NUOVA RESISTENZA.

DA MILANO UN SOLO GRIDO: NUOVA RESISTENZA
commenti

NON SI PUO’ GARANTIRE “REDDITO DI CITTADINANZA” SENZA SOVRANITA’ MONETARIA

Pubblicato su 19 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

di Luigi Cirillo

La risposta al nostro quesito, posto come titolo dell’articolo che andremo a sviluppare, è palese:

È categoricamente impossibile attuare un provvedimento legislativo che garantisca il reddito di cittadinanza senza moneta proprietà del portatore.

La bontà e validità di questa tesi è evidente, ma persona ben più stimata e autorevole di me, come era il Prof. Giacinto Auriti, conferma il nostro assunto con queste parole:

Chi crea il valore della moneta non è chi la emette, ma chi l’accetta. Come nell’induzione fisica nasce l’energia elettrica con la rotazione degli elementi della dinamo, così nell’induzione giuridica, nasce il valore della moneta all’atto della sua emissione, cioè quando inizia la fase dinamica della sua circolazione nella collettività che, accettandola convenzionalmente, ne crea il valore

 

E ancora:

La moneta ha valore perché è misura del valore. Poiché ogni unita di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare, come il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, così la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore. Qui l’attività convenzionale non è produttiva solamente della misura del valore, ma anche del valore della misura: quello che noi chiamiamo “potere d’acquisto“.

Quindi la moneta oltre ad essere il “metro, misura del valore“, acquisisce anche il “valore di ciò che misura” perchè incorpora la certezza che essa sia accettata da tutti gli altri soggetti partecipanti alla convenzione monetaria. Questa CERTEZZA che dà VALORE alla moneta si chiama INDUZIONE GIURIDICA, dalla quale scaturisce IL VALORE INDOTTO, e tale induzione è basata sulla certezza del DIRITTO perchè si è legiferato che la moneta sia il mezzo di scambio convenzionale dei valori prodotti.

Conseguenza di ciò è che la somma dei simboli monetari incorpora un valore indotto pari a quello di tutti i beni misurati o misurabili nel valore. È la collettività che crea questi beni nel sistema economico, quindi il loro valore; è sempre la collettività che per convenzione ufficializzata in legge crea il valore dello strumento monetario la cui funzione, in qualità di potere d’acquisto, è permettere lo scambio dei primi, e a rigor di logica ne dovrebbe conseguire che sia la collettività la titolare della proprietà della moneta, la quale dovrebbe essere ad essa accredita sotto forma di reddito di cittadinanza; eppure oggi questa spetta alle banche che prestano il denaro gravandolo di interesse, e siccome prestare è prerogativa del proprietario, le banche non possono che esserne altrimenti, sicchè tutto il denaro in circolazione è debito.

Ora, di fronte alla proposta del Movimento 5 Stelle circa il reddito di cittadinanza non possiamo che sentirci imbarazzati e delusi.

È impensabile poter attuare un provvedimento di tale portata senza la base della moneta proprietà del popolo!

Non possiamo che ipotizzare due cause per l’errore temporale nel prospettare un progetto simile:

incompetenza o malafede

Eppure uno dei referenti del movimento, Carlo Sibilia, ha dimostrato affermando le seguenti parole:

primo punto: spezzare il nesso tra banche e stati. Bene Sig. Letta mi spiega qual è in nesso tra banche e stati oggi? Mi spiega qual è questo nesso se la banca centrale europea è di fatto di proprietà delle banche centrali NAZIONALI, diremo benissimo fossero di proprietà dei cittadini”

di essere consapevole del concetto di proprietà popolare della moneta e di come funzioni l’euro sistema basato sull’emissione di moneta a debito.

Ci dovremmo quindi sentire sicuri di poter escludere la prima.

Resta aperta la seconda strada, e il che sarebbe molto più grave visto l’impegno preso con tutti i cittadini italiani, quale movimento di riforma e di rottura con le correnti politiche del passato.

Continuando a indagare la proposta del movimento, veniamo conoscenza del fatto che il reddito spetterebbe solo ad alcuni cittadini provvisti di particolari requisiti e che lo stesso verrebbe erogato dall’Inps.

Regole simili sono in palese contrasto sia con il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione, sia con quanto dichiarato da Sibilia nelle righe riportate poc’anzi.

Non si voleva spezzare il nesso tra Banca di Italia che agisce di concerto con la BCE nell’emissione dell’euro a debito?

Ricordiamo che l’Inps detiene una certa percentuale di quote di BDI (banca privata a tutti gli effetti), ne consegue quindi il suo concreto legame al sistema che il movimento 5 stelle si propone di combattere, facendosi ambasciatore delle sofferenze del popolo italiano.

Perché prevedere un reddito di cittadinanza basato su un criterio selettivo quando è chiaro che dovrebbe spettare a tutti i cittadini in quanto tali?

Senza contare che dei punti del programma per uscire dal “buio” pubblicizzato dal movimento, nessuno è stato portato avanti.

Li ricordiamo qui di seguito:

 Reddito di cittadinanza

Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa

Legge anticorruzione

Informatizzazione e semplificazione dello Stato

Abolizione dei contributi pubblici ai partiti

 Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi20 anni

Referendum propositivo e senza quorum

Referendum sulla permanenza nell’euro

Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese

Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti

Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato

 Massimo di due mandati elettivi

 Legge sul conflitto di interessi

 Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica

 Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali

 Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza

 Abolizione dell’IMU sulla prima casa

Non pignorabilità della prima casa

 Eliminazione delle provincie

 Abolizione di Equitalia

Hanno provato con quello iscritto al punto n. 1, ma come ci si può aspettare che diverrà esecutivo se qualsiasi iniziativa nel tessuto socio-economico italiano è impedita alla fonte perché si parte da delle premesse errate?

Tutt’al più quello proposto dal movimento può definirsi come “sussidio”, e questo non è certo la svolta di cui ha bisogno oggi il popolo italiano per uscire dal “buio” nè , tantomeno, l’attuazione del comma 2 dell’Art.42 della Costituzione da loro tanto difesa.

Lungi da noi fare dell’ostracismo nei confronti del M5stelle non possiamo quindi che concludere sottolineando l’enorme delusione che ancora una volta dovranno subire gli italiani da parte di chi si è proclamato come nuovo salvatore ma che invece non ha mancato, ad onor del vecchio e della tradizione, di disattendere le promesse fatte in campagna elettorale, in perfetta sintonia con gli attuali parti. La loro proposta dal nome altisonante sembrava averci rincuorato ma invece abbiamo dovuto scoprire che manca delle fondamenta per essere attuabile. Polvere d’oro negli occhi per illuminare un po’ le giornate tristi e grigie dell’era in cui sfortunatamente ci troviamo.

Ribadiamo infine che il reddito di cittadinanza è possibile, se esiste sì la volontà politica, ma prima di tutto una legge che attribuisca al portatore la proprietà della moneta, inducendo per via dell’induzione giuridica derivante dalla certezza di detta legge, quel valore indotto creato per convenzione da tutti noi nel simbolo che andrà a rappresentarla.

 

Fonte: Scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti

Tratto da:www.informarexresistere.fr

NON SI PUO’ GARANTIRE “REDDITO DI CITTADINANZA” SENZA SOVRANITA’ MONETARIA
commenti

NEL 2017 FINE DEL SEGRETO BANCARIO

Pubblicato su 19 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

 

Questi annunci sono fatti trapelare ad hoc per avvisare i grandi evasori fiscali che così avranno il tempo di trasferire i loro averi su qualche fondo o banca " molto estera", chi ci va di mezzo, come al solito, è il povero cristo. Tra i grandi evasori fiscali ci sono le banche, ma queste non si toccano. Chi ha la fortuna di avere quattro soldi e li porta all'estero lo fa, non per evadere, ma per difendersi da un fisco sempre più famelico e da " strani scherzi" che potrebbero avvenire.

Claudio Marconi

 

I ministri delle Finanze dell'Unione Europea hanno approvato la legge in base alla quale nei 28 Paesi UE verrà effettivamente abolito il segreto bancario.

Secondo la nuova legge, le banche europee sono obbligate ad inviare automaticamente le informazioni sui conti corrente dei propri clienti stranieri alle autorità fiscali del Paese di provenienza degli stessi. Secondo i ministri dei Paesi della UE, la nuova norma aiuterà a combattere l'evasione fiscale. La legge entrerà in vigore, ad eccezione dell'Austria, nel 2017.

In Austria la legge entrerà in vigore nel 2018, dal momento che le autorità del Paese hanno chiesto il rinvio di 1 anno per creare un sistema per lo scambio di informazioni con le banche straniere.

Tratto da:talian.ruvr.ru

NEL 2017 FINE DEL SEGRETO BANCARIO
commenti

Ci Stiamo Avvicinando Al Maggior Disastro Finanziario Della Storia. Ecco Perchè.

Pubblicato su 18 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Gli economisti la chiamano “La Grande Recessione”: la crisi economica che attanaglia l’Europa dal 2008 ad oggi. Eppure non è altro che una gocciolina nell’oceano in confronto a ciò che stà per accadere.
 
Micheal Snyder su The Economic Colapse Blog non ha dubbi e per rispondere compie un’interessante analisi sul mondo dei derivati negli Stati Uniti: gli istituti “troppo grandi per fallire” nel paese oggi hanno singolarmente oltre 40 trilioni di dollari di esposizione ai derivati​.
Con un debito nazionale di circa 17.700 miliardi di dollari, 40 trilioni di dollari è una cifra quasi inimmaginabile. E, prosegue l’analista, a differenza di azioni e obbligazioni, i derivati ​​non rappresentano “investimenti” in nulla: sono solo scommesse di carta su ciò che accadrà in futuro. Praticamente una forma di gioco d’azzardo legalizzato e le banche “troppo grandi per fallire”  hanno trasformato Wall Street nel maggiore casinò nella storia del pianeta. Quando questa nuova ​​bolla scoppierà (e scoppierà sicuramente), il dolore che causerà per l’economia globale sarà maggiore di quanto le parole possono descrivere.
Le banche “too big to fail”, continua Snyder, producono enormi profitti attraverso i derivati. Secondo il New York Times, tali istituti “contano quasi 280.000 miliardi dollari di derivati ​​sui loro libri contabili”, anche se la crisi finanziaria del 2008 ha dimostrato quanto sia pericoloso. Le grandi banche hanno poi sofisticati modelli computerizzati che dovrebbero mantenere il sistema stabile e aiutarli a gestire questi rischi. Ma tutti questi modelli sono basati solo su ipotesi ideate da persone in carne ed ossa. E quando un “evento cigno nero” arriva (come ad esempio una guerra, una grave pandemia, una catastrofe naturale apocalittica o un crollo di un grande istituto finanziario) questi modelli si sgretolano in pochissimo tempo.
Snyder riporta un breve estratto da un articolo di Forbes che descrive quello che è successo al mercato dei derivati dopo il tonfo di Lehman Brothers nel 2008:
“Torniamo al crollo finanziario del 2008 e che cosa vediamo? L’America stava celebrando: l’economia era in piena espansione, tutti sembravano essere sempre più ricchi, anche se i segnali di pericolo erano dappertutto: troppi prestiti, investimenti folli, banche avide, regolatori addormentati al volante, politici desiderosi di promuovere la casa di proprietà per chi non poteva permetterselo, e gli analisti a predire ciò non poteva che finire male. E poi, quando Lehman Bros è caduta, il sistema finanziario e l’economia mondiale sono quasi crollate. Perché? La causa principale non era solo il prestito sconsiderato e la assunzione di rischi eccessivi. Il problema era la mancanza di trasparenza. Dopo il crollo di Lehman, nessuno riusciva a capire i rischi per la negoziazione di derivati ​​e quindi nessuna banca voleva prestare o scambi con qualsiasi altra banca. Dato che tutte le grandi banche erano state coinvolti in misura sconosciuta nel commercio di derivati ​​rischiosi, nessuno poteva dire quale poteva essere il prossimo istituto finanziario a implodere”.
Dopo l’ultima crisi finanziaria, prosegue Snyder, ci avevano promesso che questo sarebbe stato risolto. Ma invece il problema è diventato molto più grande. Da quando la bolla immobiliare è scoppiata nel 2007, il valore dei contratti derivati ​​in tutto il mondo è salito a circa 500 miliardi di dollari. Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, si tratta oggi dell’incredibile cifra di 710.000 miliardi di dollari. E naturalmente il cuore di questa bolla dei derivati si trova a Wall Street. A tal proposito, Snyder pubblica il rapporto trimestrale più recente della Occ secondo cui le cinque maggiori banche “troppo grandi per fallire” dispongono tutte di oltre 40 trilioni di dollari in esposizione ai derivati.
JPMorgan Chase
 
 
Asset complessivi: circa 2,5 trilioni di dollariEsposizione ai derivati: oltre 67 trilioni di dollari
 
Citibank
 
 
Asset totali: quasi 1,9 trilioni di dollari
Esposizione ai derivati: circa 60 trilioni di dollari
 
Goldman Sachs
 
 
Asset totali: poco meno di un trilione di dollari
Esposizione ai derivati: oltre 54 trilioni di dollari
 
Bank Of America
 
 
Asset totali: 2,1 trilioni di dollari
Esposizione ai derivati: oltre 54 trilioni di dollari
 
Morgan Stanley
 
 
Asset totali: 831 milioni di dollari
Esposizione ai derivati: oltre 44 trilioni di dollari
 

E non è certo un problema solo americano. Come ha riportato recentemente anche Zero Hedge, il gigante europeo, Deutsche Bank vanta la maggiore esposizione in derivati di qualunque istituto americano, vale a dire oltre 75 trilioni di dollari (5 volte il Pil europeo e più o meno il Pil del mondo!!)

Per coloro che cercano con ansia il giorno in cui questi colossi imploderanno, è necessario tenere a mente che quando lo faranno si porteranno dietro tutto il sistema, ormai completamente dipendente da queste banche. Ci avevano detto che qualcosa sarebbe stato fatto dopo l’ultima crisi, ma in realtà i giganti finanziari si sono, da allora, potuti allargare di un 37% complessivo. Oggi, inoltre, le cinque maggiori banche del paese rappresentano il 42 per cento di tutti i prestiti negli Stati Uniti, e le sei maggiori controllano il 67 per cento di tutte le attività bancarie.
Ci stiamo pericolosamente avvicinando verso il maggior disastro finanziario nella storia del mondo, e, conclude Snyder, nessuno sta facendo nulla per impedirlo.
 
Tratto da:www.informarexresistere.fr
Ci Stiamo Avvicinando Al Maggior Disastro Finanziario Della Storia. Ecco Perchè.
commenti

Il lavoro come sistema totalitario

Pubblicato su 18 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Recentemente hanno suscitato scalpore le dichiarazioni dell’imprenditore Richarda Branson[1], e successivamente quelle dell’azienda Microsoft: “i dipendenti avranno tutte le vacanze che vogliono” [2]. Molti opinionisti e giornalisti hanno esaltato la nuova ventata di “libertà” come un ottimo incentivo per migliorare le prestazioni lavorative, la salute psico-fisica degli impiegati e l’ambiente in generale. Ma dietro questo presupposta volontà da parte dei datori di lavoro di garantire maggiori spazi personali ai propri dipendenti, si cela un aspetto oscuro legato intrinsecamente alla natura del nostro sistema economico. In un modello capitalistico fortemente competitivo, dove il parametro aziendale di successo è basato sul valore delle azioni dell’impresa e sugli utili, la libertà di gestirsi il proprio lavoro potrebbe facilmente tramutarsi in una sottile prigione mentale, dove la vita sociale del lavoratore verrebbe completamente inglobata dagli obiettivi della multinazionale in questione. Abolendo il classico orario da ufficio, falsamente si concederebbe all’individuo la facoltà di organizzarsi il proprio tempo, mentre in verità lo si costringerebbe sul lungo termine a inseguire lavori a progetto sempre più impegnativi e dalle scadenze serrate.

Questa realtà è facilmente osservabile nelle corporation anglosassoni, strutturate per privilegiare nettamente gli stockholder rispetto agli stakeholder, nelle quali gli amministratori delegati sono tenuti ad inseguire la soddisfazione economica dei propri azionisti (e la propria grazie alle stock option), sfruttando al massimo la disponibilità lavorativa dei propri sottoposti. Così in una situazione ipotetica di libertà assoluta, si verrebbe a creare al contrario un regime di lavoro perenne, dove ogni impiegato virtualmente è libero di prendere le ferie o i propri spazi, ma realmente non lo farà per non passare come inefficiente agli occhi dei grandi capi. Oltre a questo fattore dettato dalla struttura dei mercati globali, subentrerebbe poi l’innalzamento delle prestazioni richieste, grazie all’immagine offerta dai dipendenti più stakanovisti, i quali finirebbero per fungere da parametro medio per assegnare le scadenze dei progetti lavorativi.

Un esempio di questo “metodo” lavorativo lo si è già visto nel caso di certi lavoratori con contratto a progetto o in determinati realtà aziendali come quelle legate all’alta finanza; la mole lavorativa eccessiva (oltre 80 ore di lavoro alla settimana), ha spesso comportato l’abbandono o la diminuzione netta della vita sociale/familiare, con un aumento notevole dello stress, delle patologie psicologiche e la dipendenza da droga e alcool[3]. Un altro aspetto inquietante delle questione sarebbe la scomparsa del luogo di lavoro, e in un certo senso della sua cultura, a livello di massa, che finirebbe per essere concentrato unicamente nei device per rimanere collegati 24ore su 24 al network aziendale (la famosa reperibilità…), senza per questo recuperare in modo adeguato gli antichi spazi sociali e culturali, data la necessità di “competere” e lavorare ossessivamente.

Infine l’eliminazione degli orari di lavoro, così come la libertà di ottenere le ferie a proprio piacimento, varrà solo per determinate categorie legate al terziario, dato che i metalmeccanici e altri settori rimarranno necessariamente legati al posto in azienda (ma con l’evoluzione della robotica, probabilmente l’automazione  cancellerà gli ultimi rimasugli del mondo operaio[4]). Coloro che sopravviveranno al famigerato lavoro “libero” e alla futura rivoluzione cibernetica, toccherà molto probabilmente un futuro orwelliano a causa dell’invasività tecnologica (come sperimentato in Inghilterra[5]), dove i dipendenti saranno monitorati costantemente in nome della “produttività”, come ci tengono a ricordare quotidianamente le nostre classi dirigenti, sempre fedeli all’inattaccabile dogma.

[1] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-25/rivoluzione-branson-dipendenti-tutte-vacanze-che-vogliono-125142.shtml?uuid=ABEbz6wB

[2] http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_09/microsoft-dipendenti-lavorate-quando-dove-volete-d3c5d47e-4fb5-11e4-8d47-25ae81880896.shtml

[3] http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/01/29/news/banchieri_londra_banche_stress-77190871/

[4] http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_10/soluzione-choc-volkswagen-robot-posto-pensionati-b9ae03b8-5087-11e4-a586-66de2501a091.shtml

[5] http://www.repubblica.it/economia/2013/02/14/news/tesco_obbliga_i_dipendenti_a_usare_un_bracciale_che_li_controlla-52619408/

Tratto da:http://www.lintellettualedissidente.it

Il lavoro come sistema totalitario
commenti

SALSICCIAIONOMICS: Italy’s Draft Budgetary Plan 2015 (LA TRUFFA SVELATA AI CITTADINI)

Pubblicato su 18 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Ed eccolo il Budget 2015 dell’Italia spedito ”agli occhi e le orecchie del RE” (Persia docet) dal Satrapo “Padoan”. Finalmente il Salsicciaio ha reso note le sue intenzioni; di guerra o di pace che esse siano, la sua linea di pensiero per lo sviluppo del paese è ora nelle nostre mani. Sviluppo! Si fa presto a chiamarlo in questo modo quando si è deciso di correre la maratona di New York a gamba zoppa (la si può sicuramente concludere ma con immensi sacrifici e avvalendosi comunque del grandissimo lavoro delle braccia)!

GRAFICO 1: CORRERE MARATONE A GAMBA ZOPPA (OVVERO SENZA UNA DELLE DUE GAMBE - interno depresso dall’Austerity - DA CUI SCATURISCONO I FATTURATI: IL MERCATO INTERNO)

ITALIA

La manovra messa a punto dal Salsicciaio è tutta basata sull’impatto delle riforme strutturali sul PIL ed è completamente appoggiata sul MANCATO AGGIUSTAMENTO DEL RAPPORTO DEFICIT SUL PIL

0,7 DETERIORAMENTO PER FARE LE RIFORME STRUTTURALI

 AGGIUSTAMENTO PROMESSO E GARANTITO DA LETTA NEL SETTEMBRE 2013, CONFERMATO LO SCORSO APRILE DALLO STESSO RENZI.

Ecco il quadro:

CRESCITA REALE E NOMINALE

La crescita viene garantita per il 50% dalla crescita reale, per il restante 50% dalla crescita nominale (inflazione).

Peccato, caro salsicciaio, che SI SIA ENTRATI IN PIENA DEFLAZIONE:

DEFLAZIONE SETTEMBRE 2014

E che il macroaggregato più importante del PIL (i consumi) sia in caduta libera (il valore del moltiplicatore condanna tale dato a causa dell’ipertassazione):

untitled (2)

Qui si nota che i consumi presentano CALMA PIATTA e che l’indice ZEW dei consumatori si inchina verso il basso.

Mi permetto, inoltre, di far notare che sui mercati si prepara un colossale CREDIT CRUNCH causato dall’esplosione tutta italiana dei saldi TARGET2 (i soldi dal sistema bancario nordeuropeo non arrivano più alle nostre banche ma sono parcheggiati alla BCE che, a sua volta, non può darli incondizionatamente alle nostre banche ed aziende):

TARGET2 ATTUALE

Quindi, francamente, quanto segue mi sembra tanto un LIBRO DEI SOGNI:

CRESCITA DALLE RIFORME STRUTTURALI

Si pensi che L’UNICA VARIABILE VERA DI CRESCITA PUO’ ESSER CONSIDERATA…..

IL NON EFFETTUARE ALCUNA MANOVRA CORRETTIVA PER PORTARE IL RAPPORTO DEFICIT/PIL DAL 2,9 AL 2,2%,

in pratica, evitando un’ULTERIORE CONTRAZIONE DEL PIL DA MANOVRE RESTRITTIVE!

Ecco, è da escludere però che non abbiamo manovre espansive,

EVITIAMO (SEMPLICEMENTE) MANOVRE DI AUSTERITY.

Non effettuiamo manovre depressive.

Questa è l’unica annotazione nota degna di segnalazione.

In pratica, il Salsicciaio gioca tutto sul FRENARE LA DISCESA ED IL TRACOLLO AVVIATO DA MONTI E CONTINUATO DA LETTA!

In questo senso non ritengo sia corretto contestarlo, ha semplicemente fatto quello che ARISTOFANE pensò OGNI SALSICCIAIO avrebbe effettuato!

Per il resto, le altre cose sono pura fuffa, chiacchiere da bar, il placebo rifilato agli italiani per fargli credere che la medicina gli fa passare la bua. Pensare che le riforme strutturali contribuiscano a garantirci la crescita è come pensare di ottenere le grazie di Naomi Campbell solo per averla invitata a prendersi un caffè! Per una di quella taglia ci vuole ben altro!

Comunque diamo un’occhiata a queste riforme, architrave della crescita salsicciaia:

IMPATTO SUL PIL DELLA RIFORMA PA

L’impatto della riforma della Pubblica Amministrazione dovrebbe spingere i consumi dell’1,4%??????

IMPATTO RIFORME COMPETITIVITA

L’impatto delle misure di competitività (calo Irap) dovrebbe garantire una crescita degli investimenti dell’1,9% (ma con un calo dei consumi – sicuramente spese sanità pubblica - dell’1,1%…..circa 9 miliardi eh!)!

IMPATTO RIFORME DEL LAVORO

La riforma del mercato del lavoro dovrebbe garantire qualcosa come 1,5 miliardi di euro in più come maggiori assunzioni)….capirai!

IMPATTO RIFORME DELLA GIUSTIZIA

L’impatto sul PIL della riforma della giustizia si stima che impatti sul PIL per circa 1,5 miliardi di euro! Mah!

IMPATTO RIFORME GLOBALI

In pratica, quindi, si prevede che l’intera crescita derivi dalle riforme strutturali e che SI RICORRE ALLA SPESA A DEFICIT (EVITANDO ULTERIORI MANOVRE RESTRITTIVE) PER DARE IL TEMPO A QUESTE RIFORME DI GENERARE CRESCITA!

Tutte queste riforme dovrebbero garantire la crescita:

- dei consumi per lo 0,4%;

- degli investimenti per l’1,8%;

- del lavoro per lo 0,4%

Il tutto, fortunosamente mixato, fornirà la GRANDE BOLEZZA DEL PIL 

                                                      +0,4%.

SI! E NOI DOVREMMO CREDERCI?

1) il credit crunch contrarrà ulteriormente consumi ed investimenti;

2) la contrazione continua di consumi ed investimenti contribuirà a rendere nulli gli effetti delle riforme SUPPLY SIDE sul fronte occupazione!

SARA’ GRAZIA DEL SIGNORE SE RIUSCIREMO A CONSEGUIRE IL SEGNO ZERO!

Ripeto il mio mantra del momento: “buona emigrazione a me, buona emigrazione a tutti”!

Maurizio Gustinicchi

Economia5Stelle

Tratto da:http://scenarieconomici.it/salsicciaionomics-italys-draft-budgetary-plan-2015-truffa-svelata-cittadini/

SALSICCIAIONOMICS: Italy’s Draft Budgetary Plan 2015 (LA TRUFFA SVELATA AI CITTADINI)
commenti

Il Tentativo di Distruggere l'Individuo

Pubblicato su 18 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

di J. Rappoport
Traduzione di Anticorpi.info
 
Quel che è finito è l'idea che questo grande paese sia votato alla libertà e prosperità di ogni individuo che viva in esso. E' l'individuo che è finito. E' il singolo, solitario essere umano che è finito. E' ognuno di voi là fuori, che è finito. Perché questa non è più una nazione di individui indipendenti; è una nazione di circa 200 e passa milioni di transistor, deodorati, sterilizzati, più bianchi-del-bianco, totalmente inutili come esseri umani e sostituibili come bielle! 
dal film Network (Quinto Potere)

Ma questo è solo un film. Che senso avrebbe perderci il sonno? Basta uscire, andare a teatro, sedersi in platea per un paio di ore, e pensare ad altro.
 
Ormai da diversi anni scrivo del declino dell'individuo. Della catastrofe. Ogni volta che scrivo un articolo su questo argomento ricevo molti suggerimenti. Dovrei tornare indietro e rileggere Marx. Ho bisogno di comprendere la differenza tra comune, comunitario, comunità, comunista. Dovrei informarmi meglio sulle imprese di proprietà dei lavoratori. E che dire della psicologia sub-cerebrale trans-sostanziale algoritmica trans-personale?E i pigmei dove li metto? E l'ego? il Super ego? L'Es?
 
Apprezzo queste e altre osservazioni, ma il mio intento è parlare del singolo, l'individuo al di là di ogni costrutto, della cittadinanza, dell'appartenenza, al di là della sociologia o antropologia o archeologia.
 
L'individuo è contemplato in diversi documenti politici, tuttavia i diritti dell'individuo non sono sanciti da documenti politici, così come non provengono da documenti politici il coraggio o l'immaginazione.
 
Ho descritto l'enorme psyop progettata per fondere l'individuo in una sorta di inconscio indistinto. Tale operazione psicologica di massa si regge sulla ripetizione di parole come: unità, amore, cura, comunità, famiglia. E su frasi come "siamo tutti sulla stessa barca."
 
L'individuo è costantemente descritto come: solitario, outsider, egoista, avido, disumano, meschino, e perciò meritevole di scomunica, di esilio dal grande corpo dell'umanità.
 
Ecco a voi, espresso nella solita prosa, un concetto assai diffuso della grande psyop: "Non possiamo più permetterci il lusso di pensare a noi stessi come individui. La posta in gioco è troppo alta. Infine, dobbiamo realizzare tutti insieme che la nostra presenza su questo pianeta è un'esperienza condivisa. La decimazione delle nostre risorse attraverso l'odio e la divisione, la negazione dell'amore e della comunità, la fredda avidità a scopo di lucro, l'intera gamma di ingiustizie sociali e politiche - tutto questo può infine essere ricondotto alla singola persona che rifiuta di unirsi al resto dell'umanità ... "
 
Vi sembra un manifesto valido? Ebbene, invece è un inganno finalizzato a provocare l'estinzione dell'individuo. E una volta che tale estinzione avrà luogo, la collettività, gestita dai principi globalisti, otterrà via libera per il controllo della Terra a discapito del resto di noi. E le crudeltà odierne saranno nulla in confronto a ciò che ci si prospetterà.
"Quando le speranze ed i sogni si sciolgono nelle strade è bene che i miti spranghino porte e finestre e si nascondano fino a quando l'ira non sarà passata. Poiché vi è spesso un'incongruenza mostruosa tra le speranze, per quanto nobili e tenere, e l'azione che ispirano. E' come se fanciulli inghirlandati annunciassero i quattro cavalieri dell'apocalisse. Tanto meno l'uomo è in grado di perseguire l'eccellenza per se stesso, tanto più egli è pronto a rivendicarla per la propria nazione, la propria religione, la propria razza, o la propria santa causa ... L'unità collettiva non è il risultato del fraterno amore dei fedeli verso il loro prossimo. La fedeltà del vero credente [che rinuncia a se stesso] sarà consacrata al gruppo - la chiesa, il partito, la nazione - e non al suo compagno credente. La vera lealtà tra gli individui è possibile solo in una società libera o relativamente libera."
Eric Hoffer, Il Vero Credente - 1951
Un momento. Non è messa giù pò troppo dura? Non vi sembra una visione troppo 'critica e pessimistica'? Che fine ha fatto lo share-and-care cosmico che dobbiamo diffondere insieme come burro nell'universo? Voglio dire, Eric Hoffer fu un grande scrittore, ma fu anche un lavoratore, scaricatore di porto per tutta la vita, degno di grande ammirazione; tuttavia i profeti di oggi sono tutti sintonizzati sull'idea che l'Unità ci salverà certamente, con la stessa certezza con cui un tostapane espelle il pane tostato appena è pronto ... dico bene?
 
In qualche campus universitario del mid-west un ragazzo di 19 anni con gli occhi pieni di speranza e di ottimismo, sta studiando scienze politiche. Il suo professore è impegnato ad elencare il catalogo delle oscene ingiustizie che si consumano in lontane regioni del pianeta. Il ragazzo è mosso dalla volontà di sostenere la causa. Allora il suo professore gli fornisce informazioni su un gruppo umanitario che gestisce le operazioni in Africa. Il ragazzo corre ad iscriversi a quel gruppo. Non sa che l'ente umanitario per cui ha deciso di lavorare in Africa ha legami con l'USAID, che a propria volta è una facciata della CIA. La vera missione, ignota a gran parte o all'interezza dei suoi membri è di raccogliere informazioni da usare per finalità di intelligence.
 
Sotto la bandiera della giustizia, della solidarietà, della speranza e dell'unità dei popoli, la missione umanitaria sta appoggiando la CIA nell'organizzazione di 'forze ribelli' artefici di omicidi e attentati in funzione di un colpo di stato politico. Il colpo di stato apre la strada a nuovi accordi con l'elite multinazionale che entra in scena e saccheggia le risorse naturali e la manodopera a livelli inauditi.
 
Cinque anni dopo il ragazzo lascia l'associazione umanitaria e torna negli USA. Si sente confuso, per cui si mette alla ricerca di un nuovo gruppo entro il quale fondersi. Ormai è stato agganciato... L'ingenuo ha svenduto la propria esistenza indipendente. Questa è la chiave.
 
Pensate ad alcune delle esternazioni dei nostri ultimi, patetici presidenti. Bush Sr.: Kinder, Gentler, Clinton: Provo il tuo dolore. Bush 2: Nessun bambino sarà lasciato indietro; Obama: Siamo tutti sulla stessa barca. A giudicare a posteriori le azioni omicide di questi presidenti, è chiaro che l'intento fosse usare l'idea di unità e solidarietà come copertura per le solite imprese oppressive.
 
Obiettivo finale? Causare l'estinzione dell'individuo; presentarlo come un costrutto inutile, pericoloso e superato. In tal modo ogni reale utilità proveniente dalla cooperazione tra individui svanirà, perché la gente assumerà la forma di un gigantesco blob cosmico fatto di armonia robotica.
 
Gli artisti hanno denunciato il pericolo di tutto questo. Ma i loro cosiddetti 'fan' cambiano le carte in tavola: "Oh, sì, era un meraviglioso scrittore. Frainteso, naturalmente, tuttavia coraggioso di fronte all'idea del rifiuto totale." Il solito sproloquio. Il punto è che questi fan tendono facilmente a scordare ciò che i loro autori preferiti hanno realmente scritto.
 
Ecco un altro brano scritto da un outsider che fu sempre ben contento di restarne fuori. Per alcuni fu un eroe; per molti altri una calamita di insulti.
"Un ufficio basa la sua operatività sul principio controproducente di creare necessità che giustifichino la propria esistenza. La burocrazia è sbagliata, è come un cancro, un allontanamento dalla evoluzione umana basata su infinite potenzialità, differenziazione e azione spontanea e indipendente, verso il parassitismo di un virus ... Gli uffici muoiono con il crollo dello Stato. Sono impotenti e incapaci di un'esistenza indipendente come una tenia o un virus che non sopravvive al proprio ospite."
"Sparano e poi pretendono di sottrarre le pistole a quelli che non sparano. Sicuro come l'inferno che non vorrei vivere in una società in cui le uniche persone autorizzate all'uso di armi da fuoco fossero la polizia e l'esercito."
"Semplicemente non c'è più spazio per vivere una vita libera dalla tirannia del governo, in quanto ormai gli abitanti delle città dipendono da essa per cibo, energia, acqua, trasporti, protezione, benessere. Il diritto di vivere dove si vuole, con compagni di propria scelta, ai sensi di leggi a cui si è deliberatamente scelto di aderire, è morto nel XVIII secolo con il Capitano Mission. Solo un miracolo o un disastro potrebbe ripristinarlo."
L'autore? William S. Burroughs. Ma non preoccupatevi, era pazzo. Certo che lo era. Non professava fedeltà assoluta alla massa dell'umanità. Non si prostrava davanti al 'bene più grande.' Non predicava l'unità e la solidarietà. Era un individuo. Pertanto, era obsoleto. Solo un caro ricordo di un tempo ormai cancellato dalla mente. Ora siamo tutti impegnati a ballare e marciare insieme al ritmo delle psyop.
 
Ecco un'altra psyop culturale: la distorsione dei concetti di denaro e libero mercato.
 
La psyop procede come segue. Fare soldi è un evento religioso paragonabile alla venuta di Gesù o del Grande Buddha. In effetti, non è proprio il periodo natalizio quello in cui i consumatori si scatenano?
 
Una vita sensata è una vita in cui si usa il registratore di cassa; qualcosa di talmente poetico da fare impallidire d'invidia Shakespeare. Non importa cosa sia; se vende deve essere qualcosa di buono; deve significare qualcosa di profondo. Una boccetta di smalto, un nuovo giocattolo di plastica, un piccolo robot che canta le canzoni sono al livello di Walt Whitman, Michangelo e Bach perché vanno a ruba. Bill Gates e Warren Buffet sono dei geni, perché le loro aziende hanno fatto miliardi. Deve essere così. La gente che ha realizzato il film Goofy Bird III, blockbuster estivo, incarna i Chaucers del nostro tempo; lo ha dimostrato il botteghino.
 
Quale prodotto rende più soldi di qualsiasi altro? La guerra. Pertanto, Gesù indossava un abito bianco per svago, giocava a golf con i generali e mercanteggiava in armamenti.
 
Se un giovane di oggi vuole esprimere la sua reale individualità e riscuotere successo senza temere il fallimento, i due campi in cui entrare sono il bellico e il bancario. Me lo ha detto mio padre. E' l'apoteosi d'America ...
 
L'autore Paddy Chayefsky, nel film Network esprime il concetto piuttosto bene:
"Tu sei un vecchio che pensa in termini di nazioni e popoli. Non esistono nazioni. Non ci sono popoli. Non ci sono russi. Non ci sono arabi. Non ci sono terzi mondi. Non c'è l'Ovest. C'è solo un sistema fatto di sistemi, un vasto e immane, intrecciato, interattivo, multi-sfaccettato, multi-nazionale dominio di dollari, petro-dollari, elettro-dollari, reichmarks, rins, rubli, sterline, e sicli. E' il sistema monetario internazionale che determina la totalità della vita su questo pianeta. Questo è l'ordine naturale delle cose oggi. Questa è la struttura atomica e sub-atomica e galattica delle cose oggi! E se ti metti di traverso alle forze della natura, devi espiare!"
Salute al collettivo gestito dal vertice. Ah, ma come dicevo, Network dopotutto è solo un film. Chi se ne frega degli artisti americani? Hanno bisogno di monumenti e borse di studio qua e là, se sono ancora vivi, ma chi vuole prenderli sul serio? Sono solo degli ... individui. A chi interessa mantenere l'individuo libero, indipendente, creativo e vivo? Qualsiasi cosa abbiamo bisogno di imparare possiamo apprenderla ascoltando i corsi per corrispondenza.
 
Ecco un'altro brano tratto dall'opera di un artista americano. Non è molto politicamente corretto. Voglio dire, come osa!:
"Domani potrebbe giungere la fine del mondo. Domani potrò cantare in paradiso sulle rovine fumanti del vostro mondo-città. Ma stasera voglio pensare ad un uomo, un individuo solitario, senza nome o paese, un uomo che stimo perché non ha assolutamente niente in comune con te, cioè ME STESSO. Stasera mediterò su ciò che io sono."
Henry Miller, Black Spring - 1936
E sentite questa, dal più celebre poeta americano! Ha scritto proprio questa cosa?
"Io celebro me stesso, e canto me stesso / E ciò che assumo voi dovete assumere / Per ogni atomo che mi appartiene come appartiene a voi / I Loafe e invito la mia anima / mi appoggio e ozio a mio agio osservando una lancia d'erba d'estate / ... Credi e scuole in sospeso ... andrò in banca e diventerò palese e nudo ... "
Walt Whitman, Song of Myself, I, II, VI e LII.
Una celebrazione del se e della sua illimitata espansione?
E questo è il nostro grande poeta?
Dev'esserci qualcosa di sbagliato.
 
Sì, è sbagliato l'individuo, il se di questi artisti - troppo disordinato, troppo irregolare, troppo imprevedibile, troppo complesso per adattarsi a uno schema futuro in cui dovremo essere tutti confusi in un ordine cosmico. No, l'individuo, il se, deve essere modellato e scolpito così che tutti possano fondersi insieme in una illuminazione semplificata.
 
Ecco un altro brano a firma dell'autore universalmente acclamato Herman Melville(Moby Dick), che sporge dalla grande massa uniforme del pensiero collettivo:
"E' la grande verità su Nathaniel Hawthorne. Egli dice NO! nei tuoni; ma il diavolo non può fargli dire sì. Per tutti gli uomini che dicono sì, egli mente; e tutti gli uomini che dicono no perché sono nella felice condizione di giudiziosi, leggeri viaggiatori in Europa; attraversano le frontiere nell'Eternità con nient'altro che un sacco a pelo, cioè il se. Mentre i signori del sì viaggiano con mucchi di bagagli al seguito, e, accidenti a loro! non riusciranno mai a passare attraverso la Custom House. "
Non vi è alcun dubbio; Questi individui sono troppo spinosi, troppo diversi dalla massa - e diversi tra loro. Come possiamo costruire un mondo di unità e di illuminazione unica se li lasciamo dentro? Dobbiamo cancellare la memoria della loro esistenza. Dobbiamo ridurre lo spazio e il tempo, lasciarli fuori e allestire una nuova continuità che accetti solo desideri che implichino un lavaggio del cervello in funzione dell'armonizzazione collettiva.
 
Sì. Questo è quanto. Poniamo tutti di fronte ad una decisione obbligata. O stiamo 'tutti insieme per sempre', oppure il denaro resterà il dio supremo del tempo e dello spazio.Queste sono le uniche opzioni. Entrambe appiattiscono l'anima e la conducono verso un'interminabile giornata grigia.
 
L'individuo deve essere messo in esilio permanente. Non riusciamo neanche a dire cosa sia. Non riusciamo a definirlo. Non possiamo tenerlo all'interno dei confini. Non possiamo sapere cosa farà. A volte è sotto, a volte è sul lato. A volte abbraccia tutto il cosmo, a volte è solo in una stanza. Il nuovo mondo non può includerlo. Per amor della gloria che verrà, deve essere fatto fuori.
 
La Grande Psyop ha parlato.
 
Quindi, vedete, quando si tratta di libertà, non mi riferisco a file e file di persone in marcia verso una medesima direzione, gran parte delle quali procedono allineate, e un paio di esse che si perdono per abbandono e dispersione. Non sto parlando di un miliardo di androidi, di cui qualche migliaio risulti difettoso. Non parlo di androidi o file di dimostranti. Parlo del Se. Dell'individuo, il quale prescinde qualsiasi immagine coordinata, qualsiasi noiosa idea su ciò che ogni essere umano dovrebbe essere.
 
Non mi importa se si sceglie di vivere in un monolocale a New York o in una comune della Georgia. Non mi importa se si sceglie di votare repubblicano, democratico o il partito di Lucifero. Non mi importa di alcuna di queste distinzioni, perché ognuna di esse è il prodotto di qualche idea orrenda e mutilata, essiccata e rimpicciolita rispetto a ciò che è il Se, in primo luogo.
 
"Beh, alla fine siamo davvero tutti uguali, quindi le scelte compiute da una sinola persona non sono così importanti ..."
 
Saremo davvero tutti uguali il giorno in cui il grande sipario dovesse calare sull'individuo, la sua psiche, la fantasia e l'audacia. Sì, quel giorno saremo davvero tutti uguali. Quel giorno non importerà più ciò che l'individuo penserà o farà, se andrà a destra o a sinistra o resterà nel mezzo.
 
Ma la verità è che siamo tutti diversi, sorprendentemente diversi. Così diversi che se ognuno di noi potesse esprimere se stesso in un arco di tempo abbastanza lungo, il mondo diventerebbe un luogo completamente diverso.
 
L'individuo, il Se, non è solo un pò diverso o moderatamente diverso o molto diverso. L'individuo è una rivoluzione a se stante, un rivoluzionario respiro di vita.
 
Esso può diventare ed identificarsi con qualsiasi altra cosa o creatura dell'universo - o può non farlo. Può pensare con diciassette cervelli e camminare su otto zampe, se vuole. Può distruggere tutte le forme di schiavitù - soprattutto quelle che lo imprigionano personalmente. Può amare e odiare. Può sperimentare e creare emozioni mai nemmeno sognate. Può ballare con gli angeli sulla testa di uno spillo o andare alla deriva oltre le stelle.
 
Esso sa che la libertà è reale, e non ha il minimo interesse a interferire con la libertà di qualcun altro.
 
Questo è l'unico compito che dovrebbero assolvere i movimenti politici e sociali: creare abbastanza libertà per l'individuo, ogni individuo, in modo che possa, se vuole, diventare ciò che è, vale a dire inventare la sua esistenza in accordo con la propria feconda immaginazione. E non sarebbe una copia di chiunque altro. Neanche lontanamente.
 
Trascorso del tempo, nascerebbe qualcosa di sorprendente.
 
Conosco molte persone convinte di essere già libere e di vivere la vita che desideravano. Questo è assurdo. A livello superficiale, può essere vero. Ma oltre questo livello esistono oceani di potenziale espressione e invenzione che non hanno nemmeno iniziato a comprendere. Se per 'essere liberi' intendono il fatto di non essere costretti da forze esterne, ma allo stesso tempo essere bloccati e tesi come tamburi dall'interno, allora sì, sono liberi, e buona fortuna a loro.
 
In questo saggio ho citato alcuni artisti perché volevo dare il senso di come siamo diversi gli uni dagli altri. Ciò non significa che non possiamo colmare il divario; naturalmente possiamo. In realtà, farlo diventa molto più facile quando ognuno di noi parla con una voce discorde dalla 'saggezza' sfornata da questa sorta di scherzo che è la società in cui viviamo attualmente.
 
La fusione definitiva di tutte le cose è un mito e una favola; una favola supportata da persone che non si sono mai avventurate fuori dal coro per scoprire la propria voce.
 
Se fosse vero, allora perché denunciare i crimini del cartello medico, della Monsanto, dell'attività corrosiva della televisione? Perché preoccuparsi di tutto questo? Perché IO sostengo i movimenti autentici che intendono mettere fine a questi crimini. Le mafie di questo mondo stanno lavorando per ottenere il maggior controllo possibile ... cosa che in definitiva significa una guerra contro la libertà di ogni individuo. E allora bisogna scrivere dell'individuo e del suo enorme potenziale esistenziale non sfruttato.
 
Quando l'uniformità robotica di tutti gli individui viene venduta come meravigliosa unità, questo fatto deve essere sottolineato. Quando milioni di persone si lasciano convincere che unicità = uniformità = unità, concetto più orwelliano di Orwell, allora è necessario che questo fatto sia sottolineato.


Articolo in lingua inglese, pubblicato sul blog di John Rappoport
Link diretto:

http://jonrappoport.wordpress.com/2013/05/27/the-attempt-to-destroy-the-individual/

Traduzione a cura di Anticorpi.info

Il Tentativo di Distruggere l'Individuo
commenti

3D

Pubblicato su 18 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECOLOGIA

La nostra società è guidata da psicopatici che perseguono degli obiettivi demenziali. (J. Lennon)

 
E’ accaduto di nuovo: il giorno 10 ottobre 2014 Genova è stata colpita da un violento nubifragio, ancora più distruttivo di quello che si era abbattuto sul capoluogo ligure e sul Levante nel 2011. Ancora una volta i danni sono ingenti: la cementificazione selvaggia di una zona soggetta a rischio idrogeologico rende Genova il teatro adatto per un attacco meteorologico. Non dimentichiamo, però, che i diluvi hanno sommerso in questi ultimi anni molte regioni d’Italia. Dopo che l’aggressione è stata perpetrata, subito sono grandinate le solite domande: a chi gioverebbe un’alluvione? Perché accanirsi contro la Liguria? Com’è possibile produrre una tempesta artificiale

Premesso che, constatata l’indole criminale dei governi, porsi certe questioni, diventa ozioso, dobbiamo ricordare che dai flagelli dipendono spesso enormi profitti per i soliti noti. Si dichiara lo stato di calamità con cui le regioni aumentano le accise sui carburanti. Si progettano infrastrutture per la messa in sicurezza del territorio all’origine di appalti e subappalti milionari. Sono opere che non saranno mai completate, ma su cui si può lautamente lucrare. Si sprona la popolazione a donare denaro per mezzo di versamenti su conti correnti ad hoc, tramite cellulare e telefono fisso: queste somme generano un astronomico giro d’affari tra I.V.A. e percentuali che vanno ai gestori telefonici. Né si possono dimenticare tutti gli introiti gestiti dagli istituti di credito e magari reinvestiti in speculazioni: sono soldi che gli alluvionati ed i terremotati non ricevono mai o, nel migliore dei casi, essi beneficiano di una quota irrisoria di quanto raccolto con la beneficenza. Burocrati, usurai e profittatori sono emuli del democristiano Ciriaco De Mita. Egli, il re Mida dell’Irpinia, trasformò in oro il sisma che aveva devastato alcune zone della Campania nel 1980. 




Per questo motivo, vorremmo convincere i lettori a non elargire neanche un centesimo per mezzo di versamenti su conti bancari ed offerte telefoniche: non è insensibilità, ma consapevolezza che il denaro generosamente donato finisce nelle tasche di banditi. Piuttosto bisogna aiutare le vittime in loco e con donazioni brevi manu. Lodevole il comportamento di quelle persone, spesso giovani, che subito si sono adoperate, dimostrando spirito di sacrificio, per liberare strade, scantinati ed alvei da detriti e fango, sopperendo alla colpevole inerzia della “Protezione civile” e dell’esercito. 

Gli sfaceli “naturali” sono anche un potente strumento di propaganda, perché persuadono l’opinione pubblica che è necessario contrastare in ogni modo i cosiddetti “cambiamenti climatici”: si spiana la strada alla legalizzazione della geoingegneria ufficiale, come sta avvenendo in 
Germania dove il Ministero dell’istruzione ha di recente lanciato una campagna per spiegare ai cittadini che, se non saranno ridotte le emissioni di gas serra, si dovrà ricorrere alle classiche opzioni della geoingegneria.

Denaro e dominio quindi sono le parole-chiave per comprendere le motivazioni e le finalità che soggiacciono a queste catastrofi, oltre ad un insensato ed irrazionale impulso a distruggere e ad uccidere, istinto tipico delle sedicenti élites. Sui cittadini, invece, piove una gragnuola di danniche sono soprattutto di tre tipi. 

1) Il danno diretto ed immediato della sciagura in termini di distruzione e talvolta di vite umane perse.
2) Il nocumento collegato alla dispersione aerea di composti chimici nocivi usati per concentrare e rinvigorire una perturbazione in un’area circoscritta. 
3) Il collasso ambientale ed economico, come conseguenza della diuturna guerra climatica. 

Fermiamo gli ingegneri dei fenomeni atmosferici, prima che sia troppo tardi, a prescindere dalla solita, superficiale obiezione: “A chi giova”? Di certo non giova alla gente onesta.
Tratto da:http://www.tankerenemy.com
3D
commenti

Mostra altro

<< < 10 20 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 50 60 70 80 90 100 200 300 400 500 > >>
Condividi questa pagina Facebook Twitter Google+ Pinterest
Segui questo blog