Blog di frontediliberazionedaibanchieri

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Obama in prima linea nella disinformazione sui cambiamenti climatici che minacciano gli Stati Uniti

Pubblicato su 7 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECOLOGIA

Stiamo per pagare la tassa più clamorosa nella storia dell'umanità. Ci aspetteremmo dei vantaggi. Vorremmo capire il motivo di questa spesa, ma in realtà lo scandalo dimostra che la base scientifica è solo fumo, una giustificazione disonesta. (James Delingpole)

Obama, il fantoccio dell'Impero di U.S.A.tana, lancia l'allarme sui cosiddetti "cambiamenti climatici" che, secondo il Gotha bugiardo degli "scienziati" mettono a repentaglio l'economia e gli equilibri ambientali del Nord America. E' vero: i fenomeni atmosferici sono stravolti negli Stati Uniti ed in Canada (e non solo), ma il caos ambientale non è originato dalle emissioni di biossido di carbonio, bensì dai pesanti e diuturni interventi di geoingegneria abusiva, come dimostrano, ad esempio, gli innumerevoli studi pubblicati da Dane Wingington. Eppure tra gli araldi del climate change di matrice antropica annoveriamo, oltre ai disinformatori classici, anche ambigui "ambientalisti". Per costoro il problema è sempre il cosiddetto "effetto serra", la montatura del secolo. Le "risoluzioni" che essi propongono sono in linea con molte nefande strategie imposte dai globalizzatori. Si farnetica di diffondere e rafforzare la “green economy”, un’altra delle molteplici frodi ideate dal sistema: spacciata come un insieme di pratiche che dovrebbero ridurre l’impatto delle attività produttive sugli ecosistemi, è in realtà greed economy, l’economia dell’avidità. Qualcuno crede che si possa combattere la battaglia contro le manipolazioni dell'ambiente, aggregandosi a certi personaggi carismatici ma infidi. Stanno allevando delle serpi in seno e probabilmente se ne accorgeranno quando sarà ormai troppo tardi. 



Aumento del livello dei mari ed uragani devastanti che mettono in pericolo le coste. Piogge e nubifragi sempre più violenti che provocano alluvioni mai viste. Periodi di caldo estremo che durano più di quanto ogni statunitense vivente ricordi. Il clima sta diventato una minaccia sempre più reale per il futuro dei cittadini statunitensi, come dimostrano i disastri provocati dalla siccità in California, dai tornado in Oklahoma o dalle inondazioni in Florida. A lanciare l'allarme è un rapporto di 1.300 pagine intitolato 'National climate assessment' e redatto da una squadra di oltre 300 “scienziati” ed “esperti” per la Casa Bianca. 

Il dossier sottolinea la necessità di una svolta nelle politiche ambientali di Washington, svolta che il presidente Barack Obama si prepara ad intraprendere facendo della lotta ai cambiamenti climatici una delle priorità dell'ultima parte del suo mandato. Il documento - secondo le anticipazioni - suggerisce in dettaglio le linee-guida che dovranno ispirare l'agenda verde (sic) della Casa Bianca sino al 2016, indicando al presidente la strada da seguire nella fase più ambiziosa dell'attuazione del suo piano ambientale: quella della drastica riduzione delle emissioni di gas serra delle centrali elettriche (siamo alle solite, n.d.r.).

"Il cambiamento climatico era considerato un problema di un futuro lontano, ma si è spostato con forza nel presente', si legge in una bozza del rapporto, nella quale si sottolinea come "le prove sono visibili dappertutto". E gli Statunitensi "stanno notando i cambiamenti intorno a loro".

Le conclusioni sono ancora al vaglio della Casa Bianca, ma la sostanza di base rimane invariata: il dossier rileva che la temperatura media negli Stati Uniti è aumentata di circa 0,8 gradi centigradi dal 1895 ad oggi, ma l'80% di tale crescita è avvenuta a partire dagli anni Ottanta. l'ultimo decennio è stato il più caldo mai registrato nel paese. "Non vi è alcun dubbio che il clima sta cambiando - afferma Don Wuebbles, “scienziato” dell'Universita' dell'Illinois e principale autore dello studio. Così gli esperti prevedono che gli Stati del Midwest e del Nord-Est degli Stati Uniti vedranno un aumento di nubifragi ed un maggior rischio di inondazioni, mentre sulla costa Atlantica, nel Golfo del Messico ed in Alaska, a causa dell'innalzamento del livello del mare, gli abitanti saranno colpiti da un numero maggiore di mareggiate. I residenti delle città costiere, soprattutto in Florida, vedranno un numero più frequente di inondazioni. 

Non a caso un recente studio ipotizza che Miami, proprio come Venezia, possa rischiare davvero di trovarsi un giorno sommersa dalle acque. A lanciare un appello all'azione è anche il segretario generale dell'O.N.U. (Organizzazione dei nazisti uniti, n.d.r.), Ban Ki-moon. Da Abu Dhabi, dove ha partecipato ad una riunione ad alto livello in vista del summit sul clima che si terrà a New York il prossimo 23 settembre, Ban Ki-moon ha detto che il mondo deve battersi con forza per fermare gli effetti del 'climate change'. "Vi chiedo di avere una visione coraggiosa e di intraprendere azioni che possano catalizzare il cambiamento", ha esortato, “poiché, se non agiremo in fretta, saranno cancellati tutti i nostri piani per una maggiore prosperità e sicurezza globale".

Fonte: 
ANSA

Tratto da:http://www.tankerenemy.com
Obama in prima linea nella disinformazione sui cambiamenti climatici che minacciano gli Stati Uniti
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Il Governo delle Cimici

Pubblicato su 7 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECOLOGIA

GLI INQUIETANTI SVILUPPI DELLA CIBERNETICA PER IL CONDIZIONAMENTO DELLE MASSE

di Cristoforo Barbato

 

Marchi elettronici di identificazione, microchip sperimentati sugli animali da allevamento, nasconderebbero, in realtà, un sistema di sorveglianza globale degli esseri umani. Il Grande Fratello potrebbe presto spiarci dall'interno. Grandi quanto un chicco di riso i biochip impiantabili della nuova generazione sarebbero in grado di registrare i pensieri e sensazioni di un individuo. 

 

Il Prof. Kevin Warwick dell'Università di Reading, Gran Bretagna, uno dei maggiori esperti in cibernetica, è stato avvicinato da rappresentanti di due importanti compagnie di software, una britannica e una americana, la Blackbaud Inc., considerata il gigante del software. Warwick è balzato agli onori della cronaca nel 1998, quando si fece impiantare chirurgicamente un micro-trasmettitore nell'avambraccio, mediante il quale dimostrò come un computer potesse seguire ogni suo movimento, usando dei detectors disseminati nell'edificio in cui lavorava. "Il potenziale per le aziende è ovvio, potranno sapere in ogni momento dove si trovano e con chi sono i loro impiegati". Warwick ammette che molti saranno scioccati all'idea: "capisco che si tratta di spingersi ai limiti di ciò che una società libera può tollerare ma, tutto sommato, in molte aziende si utilizzano già distintivi magnetici di riconoscimento e credo che questo sia solo il gradino successivo".

 

La ricerca si basa su precedenti esperimenti condotti da colossi delle telecomunicazioni, come la AT&T. Diversi rappresentanti delle forze di Polizia Britanniche e degli Stati Uniti si sono dimostrati interessati alla tecnologia degli impianti. Si tratta di giungere alla realizzazione di un microprocessore capace di trasmettere "sensazioni" da una persona all'altra. Il chip consentirebbe in futuro di poter comunicare attraverso la sola forza del pensiero. Per quanto apparentemente uscite da una sceneggiatura cinematografica, tali tecnologie non solo sono reali e impiegabili, ma già disponibili da diversi anni, e nelle mani di multinazionali come la IBM, la British Telecom, la Texas Instruments, la Hughes, solo per citarne alcune.

 

Tali congegni possono essere impiantati sotto pelle grazie ad una siringa ipodermica ad aria compressa. I microchip elettronici di identificazione - il nome esatto è Trasponder TX 1400 I.X da cui sono stati sviluppati nuovi e più sofisticati modelli - vengono distribuiti da una società americana del Colorado, la Destron IDI, ma la realizzazione finale del prodotto coinvolge la Texas Instruments, che produce i componenti, la Tarovan che fornisce il sistema di identificazione elettronico e la Biomark, specializzata nella fabbricazione di dispositivi d'identificazione per uso veterinario negli Stati Uniti. I microchip, conosciuti più semplicemente come trasponder, sono delle ricetrasmittenti radio o radar, attivate per la trasmissione in base alla ricezione di un segnale prestabilito. Terry Cook, giornalista americano ed autore del libro "Implantable Biochip Technology 666" ha raccolto diversi documenti in merito, appurando che la tecnologia di base di questi microchip potrebbe essere facilmente applicata sull'essere umano con nuove è più sofisticate versioni.

 

 

Il Soul Catcher 2025

 

Gli scienziati della British Telecom sono impegnati nello sviluppo di un nuovo progetto tecnologico pronto per l'impiego e la distribuzione nel 2025. Il microchip, da tecnologia futuristica, verrà impiantato sugli umani nel cranio e sarà in grado di registrare pensieri, esperienze e sensazioni del soggetto. Il suo nome? Soul Catcher 2025 (Acchiappa Anima del 2025). L'impianto consentirà agli scienziati di registrare la vita delle persone e di "riascoltare" le loro esperienze tramite un computer. Il progetto è condotto dai Laboratori Martelsham Heath della B.T. presso Ipswich, Gran Bretagna, località nota come sede di installazioni elettroniche top-secret degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda.

 

Il Soul Catcher 2025 consiste in un chip neurale che, posto dietro gli occhi di una persona ne archivierà ogni pensiero, un po' come la scatola nera di un aereo memorizza tutti i dati di volo. Prima del 2025, altre tecnologie simili potrebbero essere in produzione o disponibili. Basti pensare ad una serie di brevetti registrati ufficialmente negli Stati Uniti durante gli anni Ottanta, come il numero 5,166,676, datato 24 Novembre 1984. 

 

Dall'archivio registrazione brevetti americano risulta che l'obiettivo primario di questa invenzione consiste nel fornire un sistema per identificare un oggetto, animale o persona, costituito essenzialmente da due unità: un trasmettitore integrato passivo (PIT) - da applicare o inserire nel soggetto da rintracciare - che risponde con un codice di identificazione all'impulso emesso dalla seconda unità ed un lettore-decodificatore esterno, separato. Il segnale di risposta viene rilevato ed analizzato per essere poi inserito in un archivio dati.

 

 

Controllo del crimine?

 

Sappiamo del coinvolgimento della Hughes e della Texas Instruments. Esiste una somiglianza sconcertante tra questi impianti e le descrizioni di quelli rimossi chirurgicamente da addotti nei casi di presunti rapimenti alieni (abductions). Il Soul Catcher della B.T. ha un più sinistro e preoccupante cugino: l'impianto a microcircuito neurale 2020 della IBM. Un documento della Intelli-Connection, Divisione Sicurezza della IBM, intitolato "Eyes only: Project Group 7A" e classificato come livello 9 di segretezza, relativo all'impianto, è trapelato rivelandone le recenti sperimentazioni. Sviluppato come ausilio per il "controllo del crimine", l'apparato è stato testato in diverse prigioni federali del Massachusetts, della California e del Texas, nonché in alcune case di cura private, in barba ai divieti delle leggi federali. Gli impianti testati sui detenuti diventavano una sorta di "registratori parlanti" di tutti i loro movimenti. Il dipartimento di correzione della California ne sta già esplorando l'impiego su larga scala

 

Quando gli impianti vengono puntati sulla frequenza di 116 MHz, la natura aggressiva di alcuni individui si riduce notevolmente. Nel rapporto si menziona un caso di aggressione al personale del carcere da parte di due soggetti messi "fuori combattimento" mediante gli impianti. Per restare in tema di sistemi di stoccaggio, alcuni scienziati stanno studiando la possibilità di costruire microcircuiti a livello bio-molecolare, sulla scorta degli ultimi sviluppi della biogenetica. Se il progetto avesse successo, le dimensioni dei microchip in questione sarebbero minuscole e capaci di memorizzare miliardi di dati, evitando così il problema fisico dell'archiviazione informazioni. Sarebbe solo necessario impiantare il 5% della popolazione, percentuale che corrisponde pressappoco al numero di leader politici e militari, individui facoltosi e professionisti illustri nelle varie discipline che influenzano la restante parte degli individui del pianeta.

 

 

L'Esercito delle 12 Scimmie

 

In un simile contesto si inserisce una clamorosa notizia, apparsa anche sulla stampa italiana: un nuovo progetto per la sicurezza del commercio elettronico, che, secondo qualcuno, nasconderebbe un programma segreto per la schedatura elettronica non solo dei criminali, ma forse di tutta la popolazione terrestre. Prevederebbe l'incisione di un tatuaggio di un codice a barre su ciascuno di noi, un marchio di identità, che permetterà di effettuare acquisti ed altre operazioni di pagamento in rete. Realizzato con inchiostro invisibile, ma rilevabile dai lettori di codici a barre, il tatuaggio è stato ideato da Thomas W. Heeter di Houston, Texas. Il brevetto, regolarmente registrato all'US Patent & Trademark Office, risale al Settembre 1996, un mese dopo l'uscita del film "L'esercito delle 12 scimmie" dove il protagonista Bruce Willis aveva un codice a barre tatuato sul collo a scopo identificativo. Evidente la corrispondenza con l'omonimo codice a barre del tipo più comune (EAN). Secondo alcuni, il codice conterrebbe una componente satanica con il numero 666 riconoscibile nei tre gruppi di barre. Le barre sono associate a cifre, che si aggiungono alle 13 cifre funzionali. Ognuna di esse ha il valore sei, sicché formano la cifra 666, sovrimposta ad ogni codice a barre. Questo codice universale, operativo dal 1977, venne approvato dall'ONU nel 1972. Tali iniziative non rappresentano casi isolati.

 

 

Il marchio della Bestia

 

Una fantomatica società chiamata Global Monetary LLP di Bentonville (Arizona), attraverso lo slogan - comparso sul sito internet www.idchip.com - "Stiamo costruendo un mondo migliore senza contanti", offriva 250 dollari a chiunque fosse disposto a farsi impiantare un microchip nel palmo della mano, che una volta attivato, consentirebbe acquisti senza bisogno di denaro contante o di carte di credito. L'impianto denominato IDchip-tm è un minuscolo strumento elettronico innestato in maniera indolore sotto la pelle del palmo destro. Non lascia cicatrici, è invisibile e tantomeno percepibile, essendo in gran parte in plastica flessibile. Non ne è necessaria la rimozione, in quanto è possibile ricaricarlo costantemente grazie ad uno speciale mouse e software installabili sul PC, che fungerà direttamente da interfaccia con l'impianto, fornendo così un sistema elettronico di identificazione a prova di errore.

 

La Global Monetary, a proposito dell'offerta di denaro per la sperimentazione, ha fornito le seguenti motivazioni: "Sappiamo che il pubblico ha una certa diffidenza verso l'idea di farsi impiantare strumenti elettronici, per cui abbiamo pensato di offrire un sostanzioso incentivo fin quando questa pratica non avrà ottenuto il consenso del pubblico". 

 

Il ricercatore americano Jim Keith - noto per la sua lotta contro ogni forma di cover-up e recentemente deceduto in circostanze insolite - si è espresso ripetutamente sugli impianti elettronici. Una triste realtà, della quale eravamo stati messi in guardia, negli ultimi cinquant'anni da chi, come Keith, si batte contro il cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale". Un certo Bill Cross, voleva, a suo dire, testare le reazioni del pubblico, quando la tecnologia dei chip elettronici sarà effettivamente disponibile sul mercato. Cross si è dichiarato stupefatto nel constatare che stuoli di persone abbiano visitato il suo sito fasullo e si siano precipitati a prenotarsi per venire impiantati: quello che voleva essere un umoristico test psicologico si è trasformato in una scioccante occhiata nel futuro. Lo scherzo di Bill Cross ha dimostrato che una grossa percentuale di persone è pronta per il mattatoio.

 

Certo, probabilmente alcuni iscritti saranno stati al gioco, ma molti altri hanno addirittura inviato il loro numero di carta di credito, seriamente intenzionati ad ottenere l'impianto. Come ha evidenziato Keith, in una sua news di risposta alla diffusione di questa storia, le similitudini del chip della G.M. con la profezia biblica sul Marchio della Bestia sono talmente evidenti da far rabbrividire perfino gli scettici più incalliti. Secondo il ricercatore, alcuni interpretano la visione della Rivelazione di Giovanni con qualcosa di figurativo o simbolico, collegato alla coscienza, o alle azioni di qualcuno. Ma per altri ciò che Giovanni dice è un chiaro avvertimento: "la Bestia faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, ricevessero un marchio sulla sua mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere, senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei" - (Apocalisse 13,16).

 

 

Il controllo globale del genere umano

 

Comunque sia, lo sviluppo e l'impiego di microchip e impianti elettronici rientra nei programmi segreti inerenti le operazioni di Mind Control da più di trent'anni condotti sull'uomo all'insaputa dell'opinione pubblica. Ricerche, la cui esistenza ancora oggi, nonostante dichiarazioni e testimonianze, costituiscono un argomento ostico da affrontare pubblicamente per le autorità governative e l'establishment politico militare. Una tematica scabrosa la cui divulgazione è, per chi cerchi di accertarne la veridicità, una potenziale minaccia, spesso con pesanti iniziative intimidatorie ed operazioni di censura. 

 

Un esempio lampante? Quanto accaduto presso l'università di Albany, Stato di New York, che ha bruscamente interrotto la ricerca e le conferenze sul controllo della mente condotte dalla professoressa Kathryn Kelley, docente di psicologia che stava investigando nel mondo della sorveglianza e del Mind Control attuato dal governo americano. La Kelley ha analizzato nell'arco di due semestri quei casi inerenti a individui che hanno dichiarato di essere stati impiantati con trasmettitori in grado di leggere il pensiero. Il dipartimento era al corrente delle teorie della ricercatrice fin dalla primavera del 1998, epoca nella quale la Kelley svolse una conferenza intitolata "The Psychology of Invading the Self" (Psicologia dell'Invasione del Sé). Vennero così a conoscenza del pubblico le ricerche sugli impianti, finanziate dall'Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA) e dal Dipartimento della Difesa (DoD) con un budget annuo di due miliardi di dollari ed inoltre che i "soggetti ignari e non consenzienti" di questi strumenti erano solitamente "detenuti federali e dissidenti politici".

 

Nello stesso periodo, la Kelley ottenne il consenso del consiglio scolastico per condurre uno studio sugli "sviluppi della tecnologia connessa alla comunicazione interpersonale", in particolare sugli aspetti di "monitoraggio e controllo". Uno degli studenti scoprì, con sua grande sorpresa, che diverse ditte avevano sviluppato dei "trasduttori trans-timpanici", strumenti che funzionano come mini-telefoni, inviando messaggi vocali all'orecchio interno. Le compagnie però avevano rinunciato a commercializzare tali prodotti per paura che un malfunzionamento delle trasmissioni potesse causare sordità. La dottoressa ha battezzato tali impianti RAAT - Radio Wave Auditory Assaultive Transmitting Implants - ovvero, impianti acustici, aggressivi, trasmettitori di onde radio. "Quando gli operatori - dichiara la Kelley - trasmettono agli impianti RAAT inseriti nelle vittime, possono comunicare con loro a distanza anonimamente e, inoltre, ascoltare le loro conversazioni ed i loro pensieri". La ricerca sottolineava il fatto che l'Istituto Nazionale per la Sanità (NIH) negava qualunque coinvolgimento del governo in tali ricerche.

 

Quanto finora esposto purtroppo non costituisce la sceneggiatura di una spy-story, ma la prova concreta della realizzazione di un'oscura trama, tessuta segretamente a scapito dell'intera umanità e finalizzata al "controllo" diretto e totale di ogni singolo individuo.

Un programma, la cui regia va individuata in quel Governo Ombra i cui membri, con ogni mezzo e attraverso diversi e sofisticati sistemi, promuovono l'insediamento di un Nuovo Ordine Mondiale, tanto caldeggiato, ma che in realtà mira solo alla totale sottomissione del genere umano. 

 

 

Fonte 

 

Tratto da: http://freeondarevolution.blogspot.it

Il Governo delle Cimici
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"Una nuova fase di crisi nella zona euro già da settembre". L'AD intervista Jacques Sapir

Pubblicato su 7 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

"PPE e PSE faranno del Parlamento Ue una camera di registrazione delle decisioni tecnocratiche prese dalla Commissione"


di Alessandro Bianchi

Jacques Sapir. 
Economista, direttore del Centre d’Etude des Modes d’Industrialisation (CEMI-EHESS). Autore di "Bisogna uscire dall'euro?" e "La demondialisation". 


 
- Con il Fronte Nazionale di Marine Le Pen che è divenuto il primo partito del paese con un programma che chiede chiaramente l'uscita del paese dall'euro, è dalla Francia che è arrivato il messaggio più forte a Bruxelles alle ultime elezioni europee. Si tratta di un vero «terremoto» come l'ha definito il primo ministro Manuel Valls. Che cosa ha spinto il popolo francese a questa scelta?
 
I francesi hanno fatto questa scelta per diverse ragioni. Alcune riguardano la costruzione europea: è chiaro, infatti, che per molti francesi votare per il Front National significa dire chiaramente a Bruxelles che rifiutano sia l'Euro sia l'UE. Da questo punto di vista, se altri partiti, soprattutto il Front de Gauche, avessero avuto posizioni più chiare e comprensibili, il risultato sarebbe stato un po' diverso. I progressi realizzati dal partito “gaulliste” Debout la République (Ndt. In piedi Repubblica), che ha ottenuto quasi il 4 % dei voti ci dimostra proprio come un discorso chiaro sia immediatamente proficuo in questo contesto.
Altre ragioni sono da cercare poi nella situazione particolare che vive oggi la Francia. Nel paese è crescente, infatti, l'esasperazione contro la politica di un governo, e di un Presidente, che sta distruggendo quello che si era costruito con quasi quarant'anni di lotte sociali. Ancora una volta, a torto o a ragione, il Front de Gauche non è stato in grado di convogliare a sé la parte dell'elettorato che era logicamente sua in questo voto di protesta, sempre a causa delle sue posizioni poco comprensibili. Eppure, la sanzione rispetto al voto PS è stata molto chiara e il crollo della popolarità di François Hollande lo conferma.
Per finire, esiste un voto di adesione ai temi sviluppati da oltre tre anni dal Front National. Fra questi non sono da sottovalutare (e nemmeno da sopravvalutare) un sentimento se non di xenofobia almeno di stanchezza nei confronti dell'immigrazione come si sviluppa oggi. Per molti francesi dai redditi più bassi, i nuovi  arrivati sono una concorrenza diretta su vari punti (come la concessione di alloggi o la sanità). Noto tra l'altro che numerosi francesi immigrati degli anni '60 a '80 hanno votato FN. Basta analizzare il voto quartiere per quartiere per verificarlo. E quindi, dire che questo è un voto “razzista” è una grande idiozia, anche se ci sono effettivamente razzisti all'interno del FN, come ce ne sono purtroppo in altri partiti.  Ma, non si è misurato a sufficienza la vulnerabilità dei francesi delle classi popolari di fronte alla nuova ondata d'immigrazione. Molto spesso, sono ex immigrati, naturalizzati francesi, integrati nella società francese che considerano che i nuovi arrivati hanno più diritti di loro o mettono in pericolo gli stessi budget sociali sui quali hanno la precedenza. Tale fenomeno spiega il voto delle classi sociali più bassi verso il Front National.
Da questo punto di vista, le manifestazioni di giovani liceali ed universitari, poco più di qualche migliaia in tutta la Francia, sono state molto esaustive. Nel caso di quella di Parigi, che è stata la più importante, c'erano quasi esclusivamente dei “ bianchi” e dei “borghesi”. Non c'era quasi nessun giovane proveniente dai licei professionali. Oggi, la “protesta” contro il voto FN si manifesta solo nelle classi ricche della società, ed è senz'altro questo il vero “terremoto”.

 
- Il prossimo Parlamento europeo accoglierà tre gruppi che si sono opposti nelle loro campagne elettorali alle politiche di Bruxelles, Berlino e Francoforte, a guidarli saranno Marine Le Pen,  Nigel Farage e per la sinistra A. Tsipras. Riusciranno a creare un blocco d'opposizione compatto per impedire alla tecnocrazia europea di continuare nel suo progetto d'austerità ? 
 
Non credo. Non so se il Front Natonal riuscirà a costituire un gruppo al Parlamento Europeo, ma è chiaro che esistono troppe differenze tra FN, UKIP e Syriza per formare un blocco unico d'opposizione. E questo fatto è la testimonianza più viva di come non esista un popolo europeo e che la dimensione nazionale del voto è sempre preminente. Poi, chiaramente, è probabile che al momento di votare su singole tematiche si creeranno certe convergenze. Se un'alleanza su determinate questioni sarà possibile, dovrà farsi intorno a queste parole d'ordine: innanzitutto, interruzione delle trattative con gli Stati Uniti del trattato di libero scambio transatlantico (TTIP). Si tratta di un trattato leonino che contribuirà in modo definitivo allo smantellamento del modello sociale europeo. Abbiamo proprio in questi giorni la prova dell'aggressività della politica degli Stati Uniti contro l'Europa e gli europei. Poi, questi partiti dovrebbero mettersi d'accordo per rifiutare ogni misura che potrebbe aggravare le politiche di austerità che sono oggi in atto in Europa. Con questo sfondo, è possibile che alleanze di circostanza si facciano anche con il gruppo dei “Verdi” e perfino con certi membri del PSE.
 
 
- Il PPE e il PSE saranno obbligati a gettare la maschera della finta opposizione e finiranno, come già fanno alla perfezione in diversi paesi, per fondersi per formare la prossima Commissione. Non teme che queste «larghe intese europee» creeranno il paradosso di favorire un'ulteriore perdita di sovranità nazionale dei paesi, senza tener conto dell'urlo di protesta che hanno lanciato i popoli europei?
 
Temo, purtroppo, che nessuno sentirà quella richiesta, perché i partiti del PPE e del PSE si disinteressano sistematicamente delle reazioni e delle reticenze dei popoli da ormai quasi 25 anni. E quindi avremo la costituzione di una coalizione per fare del Parlamento europeo una camera di registrazione delle decisioni tecnocratiche prese dalla Commissione.
 
 
- La propaganda pre-elettorale dei governi al potere e di Bruxelles ha voluto rassicurarci sulla situazione economica attuale della zona euro, anche se le economie italiane di Italia, Olanda e Portogallo sono tornate a contrarsi e la Francia è in una situazione di stagnazione. Inoltre, l'area monetaria è in una situazione di inflazione molto bassa – deflazione per diversi paesi – che rende sempre meno sostenibile la traiettoria debito/Pil di diversi paesi. In un tale contesto, ritiene che la zona euro rischia una nuova crisi che potrebbe rimettere in discussione gli strumenti creati o davvero « il peggio è dietro di noi » come ci hanno detto?
 
Il rischio di una nuova crisi è già presente. È la ragione per cui Mario Draghi, il Presidente della Banca Centrale Europea, ha dovuto agire il 5 giugno. Ma i limiti della sua azione dimostrano anche la sua impotenza di fondo. Le uniche cose che è stato in grado di fare sono state di introdurre un tasso negativo sui depositi ed un nuovo LTRO a favore delle banche per un ammontare di 400 miliardi di euro.  Non è assolutamente l'equivalente del  “quantitative easing” della riserva federale. Si sa che i tassi negativi hanno un'efficacia molto limitata. 
Quanto al LTRO, ce n'era già stato uno nel 2012. È  interessante guardare come ha reagito il tasso di cambio tra l'Euro e il Dollaro. La mattina del 5 giugno era sceso a 1,35 USD per 1 Euro. È risalito al 1,36 la sera stessa. È la prova che Draghi non ha più quella capacità che aveva due anni fa di incantare i mercati. Questi vogliono qualcosa di tangibile. Ma il presidente della BCE non può farlo senza aprire un conflitto maggiore con la Germania. Inoltre, i mercati guarderanno ora da molto vicino l'evoluzione della situazione in paesi come la Grecia, ma anche l'Italia e la Francia. Sono dunque già presenti tutte le condizioni per una nuova fase di crisi nella zona euro già dalla prossima estate o da settembre.
 
 
- Sappiamo che segue molto da vicino la crisi attuale in Ucraina. Qual è il suo giudizio complessivo sull'azione dell'UE? E quale dovrebbe essere su scala europea la strategia migliore da adottare per uscire dal tragico impasse attuale?
 
L'azione dell'Unione Europea è stata alquanto nefasta. Ha messo difatti l'Ucraina davanti ad una scelta impossibile, quella tra l'Europa e la Russia. Ma, vista la complessità e la fragilità di questo paese, era proprio quello che bisognava evitare. Poi, i dirigenti dell'UE hanno chiuso un occhio sul movimento popolare di piazza Maidan, il quale, iniziato come una protesta contro la corruzione del regime, ha cominciato a deviare sin dal dicembre 2013 quando è stato egemonizzato da alcuni partiti di estrema destra. Per finire, l'UE ha sostenuto implicitamente il colpo si stato che ha spodestato il Presidente Yanukovich proprio quando era stato firmato un accordo tra l'opposizione ed il governo per indire nuove elezioni. Accordo spazzato via dal colpo di stato.
La crisi attuale dello stato ucraino è nota, in particolare i referendum di autodeterminazione che hanno avuto luogo nell'est del paese che hanno prodotto una vera e propria guerra civile. Il governo di Kiev usa i suoi aerei ed elicotteri contro gli insorti, si tratta dello stesso livello di violenza che era stato il pretesto per un intervento in Libia e che aveva suscitato l'emozione della comunità internazionale in Siria. L'UE dovrebbe fare una fortissima pressione sulle autorità di Kiev affinché proclamino un cessate il fuoco e aprano immediatamente delle trattative incondizionate con gli insorti. E' inoltre chiaro come siano necessarie nuove elezioni per la costituzione di un'Assemblea costituente, che sarà l'unica a poter determinare la natura ed il grado di federalizzazione del paese. A quel punto tutte le parti esterne, tanto l'UE quanto la Russia, si devono impegnare a rispettare l'indipendenza e la neutralità dell'Ucraina.
 
 
- Come uno dei primi economisti che ha avuto il merito di porre all'attenzione del dibattito pubblico le insostenibilità economiche dell'euro tra i diversi paesi membri, ritiene che i risultati di queste ultime elezioni abbiano rafforzato la battaglia intellettuale contro la moneta unica?
 
Penso che è proprio perché abbiamo segnato punti importanti in questa battaglia intellettuale che si è registrata quest'ondata d'euro-scetticismo alle ultime elezioni del 25 maggio. Ed è chiaro che il livello dell'astensionismo e la crescita delle forze euroscettiche renderà ora i discorsi che facciamo da anni sull'Euro udibili da una platea più grande.

(Traduzione di Sandra Vailles)

Versione originale dell'intervista
 
Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it/
"Una nuova fase di crisi nella zona euro già da settembre". L'AD intervista Jacques Sapir
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PROVITA ONLUS E GIURISTI PER LA VITA HANNO DENUNCIATO L'ARCIGAY PER UN PAMPHLET PORNO

Pubblicato su 7 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

ProVita Onlus e Giuristi per la Vita hanno denunciato l'Arcigay alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia per la distribuzione di un pamphlet porno

Dopo aver denunciato gli insegnanti del Giulio Cesare di Roma che hanno fatto leggere agli studenti un romanzo porno, ProVita Onlus ed i Giuristi per la Vita hanno denunciato l’Arcigay alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia per la distribuzione di un pamphlet porno.

Ecco i fatti:

1. Presso l’istituto scolastico I.T.C.G. Cattaneo-Dall’Aglio di Castelnovo ne’ Monti, alcuni rappresentanti del Comitato Provinciale Arcigay “Gioconda” di Reggio Emilia, dopo aver tenuto in classe una lezione contro l’omofobia, hanno distribuito a studenti minorenniun opuscolo illustrativo intitolato “SAFER SEX HIV e Infezioni Sessualmente Trasmissibili”, il cui contenuto denota un evidente e sconcertante natura pornografica.

2. Il predetto opuscolo, infatti, non solo mostra al suo interno immagini oscene, ma contiene, altresì, affermazioni del seguente tenore:

(a) «L’epatite B si trasmette principalmente nel corso di rapporti sessuali anali ed orali non protetti. Utilizzando un preservativo con un’adeguata dose di lubrificante a base d’acqua durante i rapporti anali e un preservativo durante i rapporti orali potrai evitare il contagio»;

(b) «L’epatite A la prendi ingerendo acqua o cibo contaminati o, nel caso di rimming (pratica sessuale che comporta il contatto della bocca con l’ano o con le regioni perianali, ndr), se la tua bocca entra in contatto con le feci (anche minime tracce) di un partner infetto. Per proteggerti dall’epatite A durante i rapporti oro-anali puoi utilizzare una normale pellicola trasparente ben aderente (dental dam) o un preservativo tagliato a metà e appoggiato all’ano del partner»;

(c) «Per l’epatite A e B esiste il vaccino che conviene fare. Inoltre la vaccinazione contro l’epatite B è gratis per i gay. Basta che tu dica al medico di essere gay»;

(d)«Se fai il pompino senza preservativo, non farti venire in bocca e non ingoiare, perché la concentrazione di virus HIV nello sperma è potenzialmente alta. Se però capita che l’altro ti venga in bocca, sputa lo sperma immediatamente, sciacqua la bocca con semplice acqua tiepida, non usare il collutorio e non correre a lavarti i denti (non irritare le gengive)».

(e) Per evitare il rischio di infezione della gonorrea, si invita ad «utilizzare un guanto di lattice per la penetrazione», e a «evitare lo scambio di sex toys».

Risulta quindi evidente che, con il pretesto di fare opera di prevenzione dell’AIDS, in realtà gli autori del pamphlet fanno propaganda pornografica LGBT allo scopo di intervenire nell’educazione fisica, psichica e spirituale dei nostri figli sin dalla giovane età.

Con i Giuristi per la Vita riceviamo segnalazioni di propaganda LGBT nelle scuole da tutta Italia:

     aiutaci a difendere la vita,

   aiutaci a difendere l’educazione dei nostri giovani,

      aiutaci a preservare l’innocenza dei nostri bambini!

 

Antonio Brandi

Tratto da: http://www.notizieprovita.it

Porno a scuola: ProVita e Giuristi per la Vita denunciano l’Arcigay!

Info: http://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/pamphlet-porno-a-scuola-provita-e-giuristi-per-la-vita-denunciano-larcigay/

 

PROVITA ONLUS E GIURISTI PER LA VITA HANNO DENUNCIATO L'ARCIGAY PER UN PAMPHLET PORNO
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TANGENTI ROSSE: I SOLDI IN NERO AL PD? ECCO COME ERANO LE “RICEVUTE” DELLE COOP ROSSE. SULLA CARTA IGIENICA!

Pubblicato su 6 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

MOSE: LA NOTA SPESE DELLA COOP

UN APPUNTO CARTACEO SCRITTO A MANO

Nelle carte dell’inchiesta compare anche la riproduzione di un appunto cartaceo scritto a mano, sequestrato nel luglio 2013 ad una dipendente del Coveco, con le ‘erogazioni’ effettuate dalla coop fino all’11 ottobre 2011. In esso si leggono i nomi di Marchese, ma anche quelli del consigliere regionale del Pd Lucio Tiozzo (33mila euro), della Fondazione Marcianum (100mila euro), il polo pedagogico-accademico fondato a Venezia dall’allora patriarca Angelo Scola, il Pd provinciale di Venezia (33mila) e il Premio Galileo a Padova (15mila euro). In proposito, il consigliere del Pd Lucio Tiozzo ha dichiarato di aver ricevuto il finanziamento in modo lecito, e di averlo dichiarato ufficialmente al Consiglio Veneto, per i successivi adempimenti, in occasione delle regionali 2010.

Tratto da:http://www.grandecocomero.com

TANGENTI ROSSE: I SOLDI IN NERO AL PD? ECCO COME ERANO LE “RICEVUTE” DELLE COOP ROSSE. SULLA CARTA IGIENICA!
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GOLPE BIANCO E MANDATO TRIONFALE

Pubblicato su 6 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

IL GOLPE BIANCO PER SPARTIRSI IL PAESE (articolo scritto per Punto Zero) E’ un segno di notevole cambiamento il fatto che oggi pubblicamente si accusi, senza finire sotto processo, il presidente Napolitano di essere un golpista, e che tranquillamente si parli nei Tg di impeachement e denunce per alto tradimento e attentato alla Costituzione. Fino a poco fa era impensabile un tale livello di delegittimazione contro una figura che appariva addirittura sacrale, intangibile. Ma non ha commesso alcun golpe, perché non è possibile commettere un golpe contro una costituzione che non è mai stata posta in vigore, sostanzialmente, ed è stata solo usata come copertura per un sistema di potere radicalmente diverso. Ciò che Napolitano sta facendo è cercare di mettere insieme una costituzione transitoria per gestire questa fase di declino e disgregazione del Paese… Adesso che ha ricevuto dagli italiani il mandato legittimante, Renzi potrà formalizzare costituzionalmente l’autocrazia, con la collaborazione di un Berlusconi teleguidato mediante le sue disavventure giudiziarie. Il mandato lo ha avuto da italiani tipici, senza dignità e senza matematica,  a cui non importa della svolta autocratica né del fatto che il governo toglie in maggiori tasse e in minori servizi un multiplo della mancia di 80 euro al mese, né importa della sua impotenza sul piano economico e occupazionale.

 

La vicenda politica italiana dell’ultimo decennio si impernia sull’alleanza tra la casta nazionale e la grande finanza apolide (tedesca, francese, statunitense); alleanza per spartirsi il risparmio, i redditi, i mercati e le aziende di questo Paese, e metterlo sotto il governo del capitale bancario. In virtù di questa alleanza, la grande finanza, via Brussel e BCE, ha dato e dà alla casta legittimazione politica e morale nonché sostegno economico in termini prima di credito a bassi tassi (fase 1 dell’Euro), con cui la casta ha ampliato strutturalmente la spesa pubblica corrente clientelare; poi (fase 2 dell’Euro), usando la BCE per comperare massicciamente bonds italiani onde tenere artificiosamente bassi i loro rendimenti (a dispetto dei pessimi indicatori economici), sostiene le politiche dei governi Monti, Letta e Renzi, in quanto politiche strumentali ai suoi interessi. Un collasso finanziario dello Stato (sullo spread) o delle banche (sulle sofferenze) era da evitare, perché esso, spingendo l’Italia fuori dall’Eurosistema, avrebbe arrestato il processo di spartizione delle risorse dello sfortunato Paese. Ovviamente questo piano richiede l’effettuazione di profonde deroghe, violazioni e alterazioni della prassi e della stessa carta costituzionale – cioè di una serie di colpi di Stato e di rivoluzioni, giustificati dalle emergenze e dal “ce lo chiede l’Europa”. Dirò poi perché non si tratta di colpi di Stato, di eversione della Costituzione, né di un piano criminale.   Le emergenze sono state – oramai lo sappiamo – decise, pianificate, fabbricate, iniziando con la destabilizzazione dell’ultimo governo Berlusconi nel 2011. Berlusconi, in sede comunitaria, aveva insistito per l’accettazione di alcuni punti contrari agli interessi tedeschi (ossia: conteggiare ai fini del rapporto pil/deficit pubblico anche il pil sommerso; conteggiare ai fini del rapporto patrimonio nazionale/debito pubblico anche il patrimonio netto dei privati). Come reazione, le grandi banche tedesche (presumibilmente d’intesa con la Bundesbank e col governo) posero massicciamente in vendita grandi quantità di bonds italiani, facendone schizzare in su i rendimenti (spread) nonostante che gli indicatori economico-finanziari italiani fossero molto migliori di oggi; B. fu sostituito, come programmato, con l’eurocrate Monti (privo di meriti, se non negativi come co-architetto dell’eurosistema), che lanciò un piano di demolizione dell’economia nazionale e di spremitura fiscale degli italiani per assicurare ai banchieri francesi e tedeschi i loro iniqui incassi sui prestiti che in mala fede avevano erogato a Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda. Ne seguì un tracollo economico e occupazionale, una costante ascesa del debito pubblico nonché una campagna di svendite al capitale straniero – tendenze che sono continuate con Letta (pure privo di meriti, tolta la fedeltà cieca all’Euro) e continuano con Renzi (statista di immagine), appoggiate dagli acquisti della BCE. L’artificiosa calma finanziaria creata da questo sostegno consente al governi Renzi di procedere a riforme in senso autoritario e autocratico.   Oggi abbiamo un parlamento di nominati (dai segretari dei partiti), retto da una maggioranza artificiosa e incostituzionale (sistema maggioritario bocciato dalla Consulta), non rappresentativa del popolo. Questo parlamento dapprima ha ri-eletto un Capo dello Stato in violazione della Costituzione (che, come anche risulta dai lavori dell’Assemblea Costituente, non prevede un secondo mandato, mentre le Costituzioni che lo prevedono stabiliscono anche che non vi possa essere più di una rielezione di seguito, dal che è chiaro che la nostra Costituzione non consente il secondo mandato), un Capo di Stato che aveva sostituito con un burocrate un premier avente investitura popolare. Ora siffatto parlamento, nel silenzio-assenso del predetto Capo dello Stato, dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittime le liste bloccate e il meccanismo maggioritario, perché antidemocratici, sta riformando la Costituzione. Non potrebbe farlo, perché l’art. 136 Cost. Stabilisce che le sentenze della Consulta siano immediatamente efficaci, anzi efficaci retroattivamente (i parlamentari eletti col maggioritario dovrebbero decadere), ma questa volta pare si sia fatta eccezione… Dietro una rassicurante facciata di attivismo, giovanilismo, idealismo, Renzi sta procedendo a una radicale riforma costituzionale ed elettorale, per rendere il parlamento ancora più maggioritario, ancora meno rappresentativo della volontà popolare, quindi ancora più strumento privato del segretario del partito dominante, che tale potrà diventare anche con un 30% dei voti più l’aiuto di qualche lista civetta. Sono le garanzie fondamentali della Costituzione, quelle che Renzi demolisce, aiutata da un Berlusconi filo-comandabile attraverso le sue vicende giudiziarie e i suoi interessi aziendali (opposizione ricattabile). Il premier potrà così, scegliendo persone a lui gradite, nominare il nuovo Capo dello Stato, i giudici costituzionali (5 direttamente e 5 indirettamente, su 15), i componenti laici del CSM, le autorità di controllo e garanzia. Avrà il controllo anche delle istituzioni di garanzia, dei poteri “neutri”, di quelle che dovrebbero appunto essere imparziali, per controllare lui e il suo governo e gli atti della sua (artificiosa) maggioranza. Una dittatura con pretese di costituzionalità, di legalità, di democrazia. Ma è una dittatura da quattro soldi, perché è la dittatura di una buro-partitocrazia ladra su un paese la cui sovranità monetaria, legislativa, fiscale è già stata trasferita ad organismi esterni, non italiani, non democraticamente responsabili, e in ampia parte esenti anche dalla sindacabilità dei tribunali. Questo trasferimento di sovranità, assieme all’eversione dei principi fondamentali della Costituzione (mi riferisco soprattutto all’eversione dell’art. 1, del lavoro come fondamento della Repubblica, sostituito con la finanza), è stato compiuto attraverso una serie di trattati internazionali, usando il grimaldello della falsa interpretazione dell’art. 11 della Costituzione, articolo che consente limitazioni (e non cessioni) della sovranità, sul piano di parità (e non di subordinazione), in quanto necessarie per la pace e la giustizia tra le nazioni (e non per scopi finanziari). Usando lo strumento dei trattati, senza consultare il popolo, e senza passare per le procedure di revisione della Costituzione (art. 138 Cost.), la Costituzione è stata stravolta nella sua stessa prima parte, nei principi fondamentali, iniziando con quello della sovranità popolare e dell’indipendenza. E questo percorso è iniziato non con l’Euro, ma già nel 1981, colla sostanziale privatizzazione della Banca d’Italia, tra il plauso generale dei giornalisti, degli economisti e dei politici, equamente divisi tra imbecilli e imbonitori. Adesso l’Italia è uno Stato fondato sul mercato e la sovranità, cioè il potere di prendere le decisioni politiche, sicuramente non appartiene al popolo, ma nemmeno a soggetti nazionali, prevalendo i condizionamenti sovra-nazionali.   Tuttavia nego che, in tutto questo, e soprattutto nelle operazioni Napolimonti, Napoliletta, Napolirenzi e Napolibis, si possa seriamente parlare di golpe, di eversione della Costituzione, perché sostanzialmente la Costituzione scritta non era mai stata attuata nelle sue parti determinanti, e perché la Repubblica italiana non era mai stata indipendente, bensì occupata militarmente da oltre cento basi militari statunitensi. Essa è nata sottomessa ed è vissuta secondo leggi diverse da quelle nominali. Nego anche che la strategia di liquidazione dell’Italia e di sua sottomissione a potentati stranieri sia moralmente o politicamente censurabile. Lo nego, perché l’Italia era ed è spacciata, ossia era già in un processo degenerativo senza possibilità di arresto o di recupero, a causa della sua stessa struttura o composizione, a causa di come è fatta, ossia di un fattore non separabile da essa, che sotto espliciterò. E a causa della sua classe dirigente, la buro-partitocrazia. Gli apparati dei partiti politici sono apparati dediti strutturalmente al saccheggio della spesa pubblica, come appare da tutte le inchieste giudiziarie. Non si tratta di mele marce, ma del sistema, dell’ambiente. Non vi è una alternativa politica diversa, anche perché la maggior parte della popolazione si è adattata, accetta il rapporto clientelare, di complicità, coll’uomo politico. Non è possibile che l’Italia sia amministrata non dico bene, ma almeno in modo non ladresco. I partiti si reggono sulla spartizione del bottino.   Il fattore di fallimentarità intrinseca dell’Italia vede suoi effetti vengono amplificati ed accelerati dall’Euro, che non è una moneta comune, ma una parità fissa tra le monete preesistenti, mentre i debiti pubblici dei singoli Stati restano separati e separatamente attaccabili, anche perché la banca centrale BCE, diversamente da quella di USA, Giappone, Regno Unito, etc., non li garantisce contro il default, né garantisce le loro banche contro il default. Per tale ragione, il debito pubblico dei paesi dell’Euro paga mediamente tassi di interesse più elevati di quello dei predetti Paesi, anche se ha un miglior rapporto col pil.   L’Eurosistema, come ogni sistema di blocco dei cambi, è inevitabilmente dannoso e non può essere corretto. Non si tratta di fare unioni fiscali, bancarie o politiche. Quando due o più paesi hanno rapporti di scambio commerciale, se uno dei due importa più di quanto esporta (perché ha costi della produzione superiori dell’altro, sicché è conveniente per i suoi abitanti importare dall’altro paese anziché comperare i prodotti interni), la sua moneta sarà più offerta (per pagare le importazioni) che domandata (per comperare le sue esportazioni), quindi tenderà a svalutarsi; svalutandosi, renderà più convenienti le esportazioni e meno le importazioni. Questo è il meccanismo naturale, di mercato, di correzione degli squilibri commerciali internazionali. Se blocco il cambio tra le due monete, la correzione non avviene, il paese che ha costi di produzione superiori continua a importare e a indebitarsi, la sua industria si atrofizza e in parte emigra, i suoi capitali pure. La disoccupazione si impenna. Il reddito cade. Lo sfortunato paese non riesce quindi più a sostenere gli oneri del debito interno e del debito estero. Deve svendersi. Il paese più efficiente, avendo accumulato crediti, compera i pezzi migliori, banche incluse, e assume il dominio anche politico del paese indebitato. Detta le regole. Questo è il percorso pianificato, e già ben avanzato, dell’unificazione europea. Lo strumento principale è l’Euro: una pompa che trasferisce risorse dai paesi eurodeboli e debitori ai paesi euroforti. Il paese che va a credito e compera, è la Germania, che prima dell’Euro aveva un debito estero di oltre 300 miliardi, e ora ha un credito estero di circa 1.800, e nella UE detiene l’iniziativa politica e il potere di veto. Ogni unione monetaria tra aree geografiche con diversi livelli di produttività (di costo per unità di prodotto) ha funzionato male e ha fatto degenerare i paesi coinvolti, perché (esclusi gli USA, che scaricano i costi sul resto del mondo attraverso il dollaro), per tenere insieme le sue parti tendenzialmente divergenti, deve trasferire costantemente reddito dalle aree più produttive a quelle meno produttive, col risultato di: -supertassare le prime, togliendo fondi per investimento e innovazione, nonché inducendo capitali, imprese e cervelli ad emigrare, sicché queste aree nel tempo si impoveriscono e non riescono più a sussidiare le aree meno produttive; -incentivare e rinforzare, anziché correggere, le caratteristiche disfunzionali delle aree meno produttive (sprechi, mafie, corruzione, parassitismo, clientelismo, immobilismo) e favorire la trasmissione di queste caratteristiche alle aree più produttive attraverso l’emigrazione interna (in Italia, soprattutto attraverso il pubblico impiego, occupato prevalentemente da meridionali, che trasferiscono la loro mentalità e le loro prassi alle parti più efficienti del paese, con effetti degenerativi); -questi meccanismi sono noti da molti decenni e i guai che ora constatiamo sulla nostra pelle a causa del blocco dei cambi erano stati preveduti da prestigiosi economisti già negli anni ’70, ’80 e ’90; ma erano anche stati già provati come effetto dei precedenti tentativi di blocco dei cambi (serpente monetario europeo e sistema monetario europeo), entrambi falliti per le suddette ragioni; -l’esperienza dell’Italia conferma tutto ciò: lo Stato ha speso per sollevare il Sud ai livelli del Nord, dal 1960 ad oggi, circa 300 miliardi di Euro tolti con le tasse al Nord, ottenendo il risultato di peggiorare le cose al Sud e di soffocare, o mettere in fuga verso l’estero, l’imprenditoria del Nord; -dunque chi ha voluto l’Euro lo ha imposto in perfetta mala fede, con dolo; -perciò erronea e controproducente è la soluzione “ci vuole più Europa”, “ci vogliono gli Stati Uniti d’Europa”, ossia la soluzione proposta dai nekeynesiani per l’Europa, nel senso di istituire un bilancio federale europeo che metta in comune i debiti pubblici, ripiani i deficit e finanzi il pareggiamento delle aree meno efficienti a quelle più efficienti e/o per eseguire in esse investimenti per l’occupazione: la spesa pubblica che viene fatta attraverso le strutture, il ceto politico e il corpo sociale delle aree meno efficienti, sarà distorta e meno efficiente; inoltre già in sé lo spendere a scopo di collante è uno spendere distorto; meglio la soluzione della moneta di conto comune tra monete nazionali e bilanci nazionali, con centrale di compensazione multilaterale e tassazione dei surplus commerciali, del tipo raccomandato da Keynes ai tempi di Bretton Woods. La soluzione federale, il bilancio unitario di tipo italiano, in cui due regioni – il Veneto e la Lombardia – vengono fiscalmente saccheggiate per concorrere al mantenimento, pardon per sostenere il reddito, di certe regioni del Sud, non sarà mai accettata dai paesi europei efficienti, perché ovviamente non vogliono fare, nell’unificazione europea, la fine che veneti e lombardi hanno fatto nell’unificazione italiana; e anche perché la soluzione federale tra aree non omogenee produce un livellamento al basso, un degrado civile, un impoverimento globale che porta all’instabilità quando lo Stato centrale non è più in grado di “comprare” il consenso o perlomeno la quiete mediante l’assistenzialismo, e si mette a consumare con le tasse e con le privatizzazioni il risparmio e le risorse. Procede ad esaurimento delle riserve, cioè consumando con le tasse il risparmio (ricchezza mobiliare e immobiliare), dopo aver prelevato fiscalmente tutto il reddito prelevabile della popolazione governata. Queste sono le cause strutturali, essenziali, congenite nella sua composizione, che condannano l’Italia alla rovina e che legittimano quindi i suoi commissari liquidatori.

Aree di diversa produttività (e mentalità) abbisognano di bilanci, monete e politiche economiche separate, e di fare ciascuna i conti con le proprie caratteristiche. Questa è la ragione oggettiva per la quale l’Italia (come assemblato di aree eterogenee) e l’Eurozona funzionano male. Funzionando male, per sopravvivere arrivano alla violenza, alla violenza distruttiva di regole finanziarie economicamente assurde e controproducenti, da parte di Roma, con le sue tasse che ammazzano l’economia, e da parte dell’Eurozona, con regole inique, attraverso cui la Germania si difende dal pericolo della solidarietà coi paesi mediterranei, nel mentre che, per via commerciale, li sottomette, li svuota delle loro risorse industriali e finanziarie, attraverso i suoi Reichskommissaren, rinnovando ciò che faceva con i territori occupati durante la II G.M. 10.05.14 Marco Della Luna

Tratto da:http://marcodellaluna.info
GOLPE BIANCO E MANDATO TRIONFALE
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CORRUZIONE NEW WAVE: MICA SOLO VENEZIA SARA' SOMMERSA. MEMORANDUM €UROPA

Pubblicato su 6 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Avrei potuto parlarvi diffusamente della nuova ondata di "corruzione" che si abbatte - come la scadenza di una cambiale scontata presso un istituto "shadow banking" di strozzini-  sulla penisola italica.
Mi limito a brevi note che, chi è impegnato a seguire il blog, riuscirà perfettamente a seguire. 
Chi non lo ha fatto finora, invece, può provare a perdere un po' di tempo a leggersi i links e, se lo farà, capirà agevolmente perchè ho evidenziato quanto segue. Se non lo farà, poco importa: è ormai stabilita l'inutilità sistemica della fatica di fare un blog e dare informazioni a gente che si lamenta che sono scritte in modo troppo complesso.
Costoro non temessero: la semplificazione trovatela, se potete, nei testi normativi e nei meccanismi economico-affaristici che stanno ridisegnando le vostre vite, schiacciandole: non ce la trovate? 
Allora, rinunciate a capire e fate un "gesto eclatante", in piazza, voi che, senza voler capire, avete "capito tutto" e sapete esattamente cosa "va fatto".
 
Come la penso al riguardo della corruzione, infatti, l'ho detto in un insieme ormai organico di post: leggendo "LaRepubblica" quest'oggi, non vi nascondo che mi ha suscitato una certa ilarità
Hanno ormai perso la capacità di interpretare il "reale": l'emersione dei fatti-cause-effetti, correttamente compresi nella attuale versione della corruzione, che è strettamente connessa al paradigma ordoliberista UE, è puramente estemporanea e priva di qualsiasi consapevolezza. 
Vi dico solo che alle pagine 2 e 3, in un articolone infarcito di linguaggio enfatico, incentrato sui "fatti-conseguenza" che indignano (scontatamente), ma avulso dalla spiegazione dei meccanismi, si riportano, senza coglierne la portata, due elementi emergenti dalla ordinanza del GIP: 
1) "il meccanismo arrivava al punto di integrare in un'unica società corrotti e corruttori"..."Un abisso talmente profondo che non sempre è stato possibile individuare il singolo atto contrario ai doveri d'ufficio" (pag.2); 
2) senza darsene conto, a pag.3, si menziona la spiegazione vera del meccanismo senza coglierla: una "vera e propria lobby", identificata nel Consorzio Venezia Nuova, costituiva "un gruppo di pressione per ottenere modifiche normative d'interesse".
 
Come già detto molte volte, la nuova corruzione, in tempi di ordoliberismo, consiste essenzialmente nella facoltà di associare formalmente i decisori pubblici - delle norme e dei sottostanti provvedimenti amministrativi che le applicano- con le imprese favorite (id est; "dominanti" il settore di mercato), in organismi previsti da norme appositamente introdotte come sistema generale di organizzazione della erogazione della spesa pubblica.
Il sistema così legalizzato è una tipica espressione della crescente prevalenza dell'affarismo degli investitori privati, slegati da "lacci e lacciuoli", nella gigantesca operazione di scambio tra rendita politica e rendita economica che è perseguita dalla struttura di mercato dell'ordoliberismo europeo.
 
In esso il partenariato pubblico-privato è promosso come garanzia di efficienza, ponendosi questa ultima come valore inderogabile in cui, alla gestione privatizzata delle funzioni ed attività pubbliche, si attribuisce il ruolo emendativo della burocrazia pubblica, identificata indistintamente come ogni forma di controllo pubblico dell'interesse generale,  e tutta indistintamente demonizzata a reti e giornaloni unificati. 
Tranne i pochi giorni in cui si riattiva l'indignazione sulla corruzione...per preparare nuove ondate di privatizzazioni e "semplificazioni" ulteriori delle pubbliche funzioni. Dimenticando, per assunto dogmatico, che la complicazione insopportabile deriva, invece, proprio dal recepimento degli standards normativi UE-UEM, in un fritto misto tra tecnocrazia mirata (nei corridoi di Bruxelles) all'oscura predeterminazione privatizzata delle norme stesse ed esigenze di assicurarsi il consenso dei nuovi padroni creati dall'Europa: i grandi gruppi finanziario-industriali che sottostanno alla nuova oligarchia che superi la insopportabile inefficienza della democrazia.
 
Non solo: anche questa forma di neo-corruzione "normativizzata", conferma la impostazione, strettamente europea, e di rivincita delle teorie economiche neo-liberiste, che lo Stato abbia in pratica solo la funzione di garantire la legittimità - e la rimozione dalla percezione collettiva- del carattere dannoso dell'oligopolio e del monopolio privati
Naturalmente in cambio di lauto compenso per la politica ("europea", che stabilisce gli indirizzi normativi, o "nazionale" per l'attuazione di quelli europei): cioè un compenso che retribuisca il disinnesco della legalità costituzionale e della stessa visibilità di soluzioni contrarie al buon senso civico che, un tempo (peraltro breve, limitato ai pochi decenni della Rivoluzione Keynesiana), caratterizzava la reazione popolare.
 
Pertanto, ri-raccomando la lettura dei seguenti post (ci ho perso un sacco di tempo a provare a spiegare, sicuramente molti li troveranno inutili e/o complessi):

BREVE GUIDA SULL'USO MEDIATICO DELLA CORRUZIONE COME STRUMENTO DI DISATTIVAZIONE DELLA DEMOCRAZIA

 

 

‘A CORRUZIONE E IL “FOGNO”: LO STRANO CASO DEL DOCTOR PETIOT

 

IL VINCOLO ESTERNO, LA DECISIONE PUBBLICA E LA CORRUZIONE

 

 

TEORIA GENERALE DELLA CORRUZIONE (guida per riconoscere i "falsi santi") 

 

LA CORRUZIONE, IL SOGNO EUROPEO, E LO "STRANO" CASO MPS

 

SOCIETA' MISTE E AZIENDE AUTONOME. NUOVE E VECCHIE FRONTIERE DELL'INTERESSE PUBBLICO. E DI QUELLO PRIVATO

 

Tratto da:http://orizzonte48.blogspot.it
CORRUZIONE NEW WAVE: MICA SOLO VENEZIA SARA' SOMMERSA. MEMORANDUM €UROPA
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GLI 80 EURO RENZIANI COSTERANNO 420 EURO DI NUOVE TASSE PER CIASCUN CONTRIBUENTE: ''MA CE LO CHIEDE L'EUROPA...''

Pubblicato su 6 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in p

Sono condivisibili le dichiarazioni di Padoan che rassicura di non esserci alcuna necessità di manovra aggiuntiva? Diciamo che comprendiamo la necessità del Ministro di non procurare allarme prima delle vacanze estive e il carillon dei mondiali di calcio (panem et circenses).

Olli Rehn è stato piuttosto chiaro, l’Italia non rispetta gli impegni presi. Si parla del Patto di Stabilità che è stato inserito nella nostra Costituzione per non correre rischi di manipolazioni politiche, come mettere il vasetto della marmellata fuori della portata dei golosi.

Oltre le dichiarazioni di circostanza del nostro Ministro dell’Economia, Rehn ha dato tempo ai burocrati italici fino a settembre prima di rifare i conti. A questo punto è necessario fare due conti per “quantificare” il monito del commissario UE agli Affari Economici.

Se non ci saranno “incidenti” di percorso, cioè a dire, se la valanga di tasse che dobbiamo onorare da oggi a ottobre sarà versata regolarmente, Rehn si riferisce allo scostamento di 0,6% del PIL. Calcolando che il nostro Pil è di 1600 miliardi, Rehn sta parlando di 9,6 miliardi di Euro da far rientrare in fretta allo scopo di rispettare la tabella di marcia del Patto di Stabilità. (e 9,6 miliardi di euro sono ESATTAMENTE IL COSTO degli 80 euro in busta paga  voluti a tutti i costi da Renzi per vincere le europee)

Confortandoci con i dati ISTAT che segnala in Italia 22,9 milioni di famiglie, basta una calcolatrice da pochi euro per rilevare che ogni famiglia, oltre le tasse già stabilite, deve tirare fuori ulteriori 420 euro.

L’importo è un importo medio, se togliamo le famiglie nella soglia di povertà, in aumento peraltro, alcune famiglie non pagheranno come hanno sempre fatto ed altre pagheranno almeno il doppio e chi il triplo della cifra media ricavata.

Ovviamente il Governo dirà che parte di questi 9,6 miliardi sarà recuperata dalla cessione di beni dello Stato e collocazioni in Borsa di quote detenute attualmente dal Tesoro delle società a controllo o partecipate dello Stato.

Ma l’importo che si potrebbe ricavare da queste cessioni sarebbe di circa la metà dei 9,6 miliardi mancanti, e i dubbi sono tanti! L’operazione è comunque poco fruttuosa perché non potrebbe essere ripetuta, e l’oro nel cassetto prima o poi finisce e non rimane più nulla da vendere in caso di ulteriore (certa) criticità, oltre il danno di non godere più della redditività dei beni succitati.

La realtà è che le cessioni non saranno sufficienti, e soprattutto, che della valanga di tasse in entrata per lo Stato un buon 30% non sarà onorato per oggettive difficoltà (o legittima difesa per qualcuno).

In conclusione, c’è da rilevare anche un altro aspetto non del tutto marginale. Sentire Renzi inveire contro la rigidità e l’intolleranza Europea è pura propaganda, e quindi conferma che ogni parola sino ad ora pronunciata è sola propaganda fine a se stessa, dispiace per gli undici milioni di elettori che ci sono caduti con tutte le scarpe. L’Europa sta chiedendo di rispettare un patto che l’Italia ha voluto - VOLUTO, NON DOVUTO -  sottoscrivere con Monti e poi con Letta assicurando di poterlo onorare. Stavolta non sta imponendo niente, (a parte la dittatura UE).

Articolo scritto da Luca Lippi per intelligonews.it - che ringraziamo. 

Tratto da:http://www.ilnord.it

GLI 80 EURO RENZIANI COSTERANNO 420 EURO DI NUOVE TASSE PER CIASCUN CONTRIBUENTE: ''MA CE LO CHIEDE L'EUROPA...''
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SI SALVI CHI PUO' DALLA PROSSIMA GIGANTESCA BOLLA

Pubblicato su 5 Giugno 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

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