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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L'UOMO: O SE STESSO O 'SFUGGENTE' . INTERROGATI ?

Pubblicato su 28 Ottobre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri

C’è chi è rimasto lo stesso….
C’è invece chi oggi pensa alla sua tranquilla esistenza
borghese, fatta di bricolage casalingo, sabati con la moglie
al supermercato, ad a scrivere con cura tutte le sue spese
sul suo quadernetto da “uomo del banco dei pegni”. Chi
sfoga la sua ribellione andando allo stadio e credendosi
vittima del sistema, quando ne è una colonna portante. Che
piange per un Papa polacco, dimenticandosi d’avere una
volta abiurato l’inganno del Galileo. Che ha fatto suo il
detto di Karl Marx: “il problema ebraico non esisterà più
quando tutti si comporteranno da ebrei”. Chi piange di
continuo di dover pagare le tasse come un giudeo al muro
del pianto. E vivendo (vegetando?) fiero delle proprie
conquiste (casa, auto, lamentele sulle moschee, sui cani
che pisciano nelle aiuole, sui negri solo perché sono negri)
vive tranquillo fregandosene dei crimini dell’Impero e
piangendo i soldati e gli sbirri morti agli ordini della Nato,
magari perché avevano una croce celtica al collo, ma erano
circoncisi nella testa e nello spirito.
A te, amico invecchiato e rinnegato, il saluto di “ una
vecchia canaglia” che continua ad avere vent’anni….ed uno
scritto di Evola che spero ti faccia pensare e star male.

Franco Torriglia

Peraltro, l’accennata inconsistenza non riguarda quei problemi in
senso superiore, che non si presentano ad ogni momento della vita.
Essa è caratteristica fin nelle piccole cose della esistenza ordinaria. Si
tratta, ad esempio, della incapacità di mantenere un impegno, la
parola data, la direzione presa, un dato proposito (scrivere, telefonare,
rispondere, occuparsi di una certa cosa). Rispetto a tutto ciò che lega,
che implica qualcosa di impegnativo di fronte a se stessi, il tipo in
questione è insofferente. Cioè: dice, ma non fa, o fa un’altra cosa, sfugge – e il comportarsi così gli sembra naturale, ineccepibile. Si
meraviglia perfino, quando qualcuno da ciò si sente urtato e glielo
rinfacci.
La generalità di una tale attitudine è preoccupante. Nei tempi ultimi
essa ha fatto presa in strati sociali, nei quali fino ad ieri predominava una linea abbastanza diversa: come fra l’aristocrazia e l’artigianato.
Lo sfuggire, il promettere senza mantenere, la non puntualità,
l’evasione anche in cose piccole e stupide, si riscontrano anche qui,
frequentissime. E vale notare un punto importante: non è che si sia
così deliberatamente, ad esempio, per seguire senza scrupoli il proprio tornaconto. No, si è così in via spontanea, talvolta perfino a proprio danno, per un vero cedimento interiore. È per tal via che molti che ieri ci si illudeva di conoscere a fondo, e che ci erano amici, oggi non si riconoscono quasi più. È, si potrebbe dire, un fatto “esistenziale” più forte di loro, tanto che spesso essi non se ne rendono nemmeno conto.
Il fenomeno potrebbe esser seguito anche nelle sue ripercussioni in
sede di struttura psichica. L’uomo della “razza sfuggente” accusa
infatti una vera e propria alterazione psicologica. Nel riguardo,
potrebbero essere utilizzate le considerazioni fatte dal Weininger circa il nesso esistente fra eticità, logica e memoria. In un tipo normale, le tre cose sono unite insieme, perché il carattere esprime quella stessa coerenza interna, che si manifesta altresì nel rigore logico e in quella
unità di vita, che permette di ricordarsi, di mantenersi in una memoria, cosciente connessione col proprio passato. Secondo il Weininger, proprio questa unità delle facoltà caratterizza la psicologia maschile di fronte a quella femminile, la quale di massima è invece fluida, poco logica, incoordinata, fatta di impulsi più che di rigore logico ed etico.
Ebbene a tale riguardo “l’uomo della razza sfuggente” appare più
donna che uomo. Ulteriori suoi tratti caratteristici psicologici, che
fanno da controparte all’accennata “anestesia morale”, sono la
menomazione della memoria, la facilità di dimenticarsi, la difficoltà di concentrarsi, spesso perfino di seguire un ragionamento serrato e stringente, la distrazione,il pensare a balzi. Sono visibilmente, gli
effetti di una parziale disgregazione che, dal piano dei principii e del carattere, son passati a ripercuotersi perfino in quello delle facoltà in se stesse.

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