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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

CRISI: LA SOLUZIONE IN TRE MOSSE - LA TERZA GUERRA MONDIALE PARTE III

Pubblicato su 1 Ottobre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

L'articolo è la continuazione di Terza guerra mondiale: siamo all'atto finale e nessuno ne parla (parte prima) - Grillo e M5S: la gestione del dissenso? (parte seconda) ( Sono riportati in fondo a questo articolo. ndr )

A cura di Alessandro De Angelis e Salvatore Tamburro - per nocensura.com

Molte persone ci dicono che parliamo dei problemi senza dare risoluzione ad essi. La soluzione è semplice e si articola su tre punti chiave:

  1. Ritorno alla sovranità monetaria;
  2. Nazionalizzazione di Banca d'Italia e di una eventuale banca d'Europa;
  3. Inesigibilità del debito pubblico dovuto ad una frode legalizzata dai politici asserviti ai banchieri.


Nei due precedenti articoli abbiamo spiegato i meccanismi che ci hanno portato sotto la dittatura della BCE e della Commissione Europea: Beppe Grillo ha detto che gli Italiani devono onorare il loro debito, che esso che va ripagato. Il giornalista Paolo Barnard lo ha ripreso pubblicamente, accusandolo – attraverso questo articolo, che contestiamo e che riportiamo qui di seguito, mettendo tra parentesi le nostre spiegazioni – di non avere ben compreso i meccanismi dell'economia monetaria.

Lettera di Barnard a Beppe Grillo:

Beppe Grillo, non hai capito cos’è il debito pubblico, devi capirlo.

(Sbagliato caro Barnard, i nostri Titoli di Stato non sono nelle mani di cittadini ed imprese italiane come tu erroneamente vuoi far credere, ma sono detenuti in gran parte da BANCHE, sia italiane che estere e a dirlo sono addirittura fonti di Banca d'Italia:


Inoltre dimentichi di dire che la BCE ha venduto i titoli di stato alle grandi banche commerciali che tra l'altro possiedono anche quote azionarie della Banca d'Italia. Esse le hanno comprate a bassi interessi – 0,5/1% – per poi rivenderle ad altissimi interessi – 6/7% – allo stato alla loro scadenza, generando con questa truffa ulteriore debito allo Stato e quindi del loro credito verso il Ministero del Tesoro).


Per nocensura.com

TERZA GUERRA MONDIALE: SIAMO ALL'ATTO FINALE E NESSUNO NE PARLA

Di Alessandro De Angelis


Silente ed occultata da tutti i mass media, la terza guerra mondiale è entrata nella fase conclusiva. Un tempo, le guerre si combattevano tra stati con armi sovvenzionate dai banchieri, che prestavano il denaro a tutti gli stati in guerra affinché si indebitassero con loro. Oggi, hanno affilato le loro armi prendendo il controllo di tutti gli stati – e quindi dei popoli – grazie al tradimento dei politici a loro asserviti. Vediamo se è vero e, in tal caso, come ci sono riusciti.

Prima degli accordi di Bretton Woods, le banche degli stati dovevano avere una quantità di oro nei loro forzieri pari al denaro che stampavano. Succedeva, però, che esse stampavano più denaro rispetto al controvalore in oro che possedevano. Perciò nel 1944 si decise che solamente il dollaro dovesse avere la controvertibilità in oro e le altre monete potessero essere scambiate con il dollaro che faceva da garante. Gli USA invece stamparono quasi 90 miliardi di dollari, creando un'inflazione globale, senza avere il controvalore in oro. Così, quando l'URSS e la Cina restituirono i dollari agli Usa chiedendo in cambio l'oro, costrinsero il presidente Nixon, il 15 agosto 1971, a far cadere la convertibilità del dollaro con l'oro, facendo sì che la moneta perdesse il suo effettivo valore ed il suo reale valore diventò indotto dalla sottomissione degli stati – e quindi delle persone – ad accettarlo come moneta di scambio per i beni e i servizi che le persone producevano. Nel 1971, il nostro debito pubblico era di 16 miliardi e 145 milioni milioni di euro, ma quel debito, nella realtà, non esisteva, in quanto la Banca d'Italia era, come previsto dall'articolo 3 del suo statuto, un ente di diritto pubblico a maggioranza pubblica, cioè dello stato, che poteva stampare così la moneta a suo piacimento, ripagando in questo modo i debiti che contraeva. A questo punto avviene il tradimento e, in barba alla costituzione italiana, inizia la cessione ad enti privati delle quote di Banca d'Italia, che verrà forzatamente legalizzata grazie al tradimento dei politici, verificatosi nel 1992 con la legge 35/1992 dal Ministro del Tesoro Guido Carli, ex governatore della banca in questione (quando si dice il caso!).
Ma procediamo con ordine. Dieci anni prima di questo tradimento, il Ministro del Tesoro Andreatta ed il governatore della Banca d'Italia Ciampi tolsero l'OBBLIGO alla banca di acquistare tutti i titoli di stato che venivano emessi e quindi di finanziare il debito pubblico, che passò così in soli dieci anni da 142 miliardi (dai 16 miliardi del 1971, perché lo stato finanziava la crescita attraverso l'emissione dei titoli) a ben 850 miliardi di debito – questa volta reale, in quanto contratto verso altri istituti bancari privati.
Nel 1992, solo il 5% delle quote di Banca d'Italia era rimasto di proprietà dello stato, mentre il restante 95% era andato in mano a banche private che le avevano acquistate dai principali gruppi bancari, quali Comit, Credito Italiano e Banco di Roma, che ne garantivano la maggioranza pubblica. Gli acquirenti autorizzati a comprare i titoli di stato erano banche commerciali primarie ed istituzioni finanziarie private quali IMI, Monte dei Paschi, Unicredit, Goldman Sachs, Merryl Linch. Il gioco era fatto: in pochi anni il debito – ad oggi – ha superato i 2040 miliardi di euro, grazie al tradimento dei politici che iniziarono in maniera concertata con i banchieri a svendere il patrimonio dello stato e dei cittadini a prezzi da saldo e, non contenti ancora, legalizzarono, con l'ennesimo tradimento verso il popolo, la privatizzazione della Banca d'Italia, grazie al governo Prodi che, il 16.12.2006, modificò lo statuto della banca all'articolo 3, facendo sì che essa non fosse più un ente di diritto pubblico, come dovrebbe essere in uno stato democratico. Ma non è finita qui, in quanto in una guerra ci deve essere un vincitore – cioè le famiglie al comando delle banche centrali – ed uno sconfitto – ovvero i popoli dell'Euro-zona sotto la dittatura dell'oligarchia bancaria della BCE (banca privata) e della Commissione Europea, che ha potere decisionale sulle politiche sociali degli stati, mentre il parlamento europeo ha solo quello consultivo. Caduta la controvertibilità in oro, il denaro doveva essere non più addebitato ai cittadini, ma accreditato, in quanto esso è la misura del valore dei beni e servizi che noi cittadini produciamo e non certo dei parassiti banchieri che ci prestano la moneta a debito e che ora decidono le politiche sociali degli stati grazie al collaborazionismo dei politici loro asserviti. Questa moneta creata dal nulla viene trasferita dalla BCE alle grandi banche commerciali private che poi le prestano agli stati ad altissimi interessi, generando un debito pubblico inesigibile perché frutto di una frode poi legalizzata.
Ora dal 2012 gli stati non potranno più decidere quanto spendere e in cosa grazie ai trattati del Fiscal Compact e del MES, o fondo salva stati, che è in realtà un istituto di speculazione finanziaria pronto a requisire gli ultimi beni patrimoniali del nostro già povero stato – beni demaniali e forestali e servizi locali di pubblico interesse. In Grecia hanno cominciato ad arrestare chi non ha la possibilità di pagare le tasse, portando i cittadini in campi militari in dismissione. Tra non molto la stessa sorte toccherà all'Italia. La terza guerra mondiale sta ormai per finire: la nostra ultima possibilità è che il Movimento5Stelle inizi a mandare alle trasmissioni pubbliche i suoi deputati a parlare della truffa del debito pubblico ed inserisca, come non fatto nel programma delle scorse elezioni, 1) la sovranità monetaria, 2) la nazionalizzazione della Banca d'Italia, 3) l'uscita dall'Euro e 4) l'inesigibilità del debito pubblico frutto di una frode legalizzata, altrimenti vuol dire che anche Grillo è stato messo in campo dai gestori del vero potere delle banche, per far sì che quella parte dell'elettorato che non sarebbe andata a votare portasse gli astensionisti a superare il 50%, di modo che gli italiani non si riconoscessero più nelle deleghe sociali verso i politici che ci hanno tradito. Ma siamo sicuri, o almeno vogliamo sperare, che di certo non sarà così.

N.B. – il popolo italiano ringrazia il governo Letta e il ministro Saccomanno per averci ricordato che non ci sono le risorse – ovvero il denaro – per non alzare l’aliquota dell’IVA, scordandosi furbescamente di dire che anche quest’anno sono stati sottratti al popolo, sottoforma di tassazione forzata, ben 90 miliardi di euro per pagare il debito derivante dal tradimento di averci venduto la sovranità monetaria ed altri 50,6 miliardi di euro con il MES, per un totale di oltre 140 miliardi, a fronte dei miseri 2 miliardi che occorrono per non alzare l’aliquota IVA. La storia ci insegna che, alla fine, ogni dittatura è destinata a cadere. Aiutateci quindi a divulgare questo articolo.


Alessandro De Angelis - per nocensura.com
Scrittore e ricercatore antropologo

GRILLO E M5S: LA GESTIONE DEL DISSENSO ?

Di Alessandro De Angelis -
per nocensura.com (l'articolo è da considerarsi il "seguito" dell'articolo Terza guerra mondiale: siamo all'atto finale e nessuno ne parla)

Cari grillini e cittadini.
Immaginate che, dopo un mese di duro lavoro, il sottoscritto venga a rubarvi il vostro intero stipendio, applicando inoltre su di esso degli interessi che, ovviamente, non sarete in condizione di pagare, cosicché, dopo un certo numero di anni, io venga a dirvi che ora anche la vostra casa sia divenuta di mia proprietà. Cosa fareste?
Vi rivoltereste contro di me, ovviamente.
Bene, quell'ovvietà non vi appartiene, in quanto questo è ciò che sta succedendo da quando i nostri cari politici hanno venduto la sovranità monetaria ai banchieri, che come parassiti si sono impossessati di tutti il nostro denaro, che rappresenta i beni e i servizi che noi produciamo, più interessi che non possiamo ripagare se non svendendo loro, al saldo, le proprietà del nostro stato.
Non vi sembra possibile?
Eppure è così: difatti dal 1971 il denaro non ha più controvertibilità in oro ed è quindi solamente carta straccia, il cui valore è indotto dal popolo, che lo accetta come misura del valore dei beni e servizi che produce. Fino al 1971, il denaro era così addebitato dalle banche centrali (Banca d'Italia nel nostro stato), ma dopo questa data esso sarebbe dovuto essere accreditato ai cittadini, che con il loro lavoro davano valore al denaro. Ma così non è stato.
Inoltre, fino a quando Banca d'Italia era un ente di diritto pubblico, anche se lo stato creava dei debiti, esso era un falso debito, in quanto bastava che richiedesse a Banca d'Italia la stampa del denaro, corrispondente al debito stesso, per ripianarlo. Ma, in barba alla costituzione e con un alto tradimento verso lo stato ed il popolo sovrano, la banca d'Italia cedette la sua proprietà alle grandi banche commerciali private, e fu così che il falso debito divenne un debito vero che lo stato stava contraendo ogni qualvolta chiedeva denaro a Banca d'Italia S.p.A., che glielo addebitava ad altissimi interessi. Così, dai miseri 16 miliardi di falso debito del 1971, si è passati agli attuali – e veri! – 2040 miliardi di euro.

Quest'anno abbiamo pagato 84 miliardi di euro di interessi per aver ceduto la sovranità monetaria a BCE S.p.A. (di cui Banca d'Italia possiede il 14,7% di quote); inoltre, firmando il fiscal compact, o patto di stabilità, lo stato si impegna a restituire 1000 miliardi entro i prossimi 20 anni, ovvero circa 50 miliardi l'anno per portare il debito al 60% del PIL. A questi vanno aggiunti gli interessi del debito pubblico, destinati ad aumentare di anno in anno e che raggiungeranno il tetto di 100 miliardi nel 2014. Inoltre i nostri politici si sono impegnati a versare altri 125 miliardi (di cui 50,6 già dati) per il MES, o fondo salva stati. In totale una montagna di soldi che, tradotto nel sociale, vuol dire tagli ai servizi pubblici: scuole, ospedali, infrastrutture, ricerca ecc., oltre a un aumento della disoccupazione, degli ammortizzatori sociali, ad un ulteriore svendita dei beni dello stato.
Davanti a questa gigantesca truffa, il signor Grillo si astiene dal parlare della vera causa del problema, che tra l'altro ben conosce, visto che è stato un allievo del prof. Auriti, che denunciò la truffa alla magistratura. Si getta enfasi, invece, sulla restituzione di un misero milione di euro da parte del M5S e su proposte di risparmio di qualche milione di euro. Solo il deputato Sibilia ha fatto un intervento alla camera sulla questione. Ma perché? Se Grillo non vuole eliminare il vero problema della crisi, come mai è sceso in campo? Non bastavano le finte contrapposizioni tra PD e PDL a gettare fumo negli occhi agli italiani nei continui e numerosi dibattiti televisivi, in cui si parlava degli sprechi della politica, rimpallandosi la colpa della crisi, depistando i telespettatori dalla dittatura che si era imposta sull'intera Europa?
Con una strategia mirata i vertici del potere delle banche centrali avevano pianificato il tutto, corrompendo e prendendo il controllo di tutti i mezzi d'informazione, dei sindacati e dei politici traditori tutti. Il popolo ingannato continuava a delegare le politiche sociali ai partiti che lo avevano tradito, alla dittatura dell'oligarchia bancaria, in maniera sempre minore. Coloro che non si riconoscevano più nella delega ai politici attraverso il voto aumentavano sempre più, gli astensionisti diventavano così il primo partito, o meglio antipartito, d'Italia. Tutto ciò era estremamente pericoloso per la dittatura che si era imposta. Ma il potere è sempre un passo avanti a noi e quindi la soluzione più ovvia per gestire il dissenso era quella di trovare una persona di carisma, cara al popolo, che si riconosceva nelle battaglie in suo favore ed apparentemente inattaccabile: Grillo.
Ma il comico genovese aveva attaccato la dittatura delle banche fino al 1998, parlando del signoraggio bancario. Quindi questo non poteva essere un pericolo? Al contrario: proprio per questo motivo era insospettabile.
Così la strategia del M5S si sviluppò attaccando la casta politica, ovvero il cortiletto del potere, evitando abilmente di parlare del potere vero e della dittatura che si stava imponendo in tutta Europa da parte della BCE e della Commissione Europea, mai eletta da nessuno, ma autoimpostasi grazie ai politici loro asserviti. Per evitare di essere scoperto, Grillo fa fare al deputato Sibilia un intervento sul signoraggio in parlamento per creare l'alibi, affinché la base non si insospettisca; e il gioco è fatto.
Come iscritto al M5S mi rivolgo perciò alla base, dicendo: se tutti i deputati eletti fossero stati informati della perdita della sovranità monetaria, della privatizzazione delle banche centrali e di come questo ha portato alla dittatura sui popoli europei, a quest'ora il governo sarebbe caduto e, alle prossime elezioni, noi del M5S saremmo stati il primo partito italiano con maggioranza assoluta. Invece di mandare in televisione e sulle radio a parlare del vero problema tutti i suoi deputati, Grillo ha invece negato loro, con la futile scusa che i mass media sono asserviti al potere, di presentarsi in televisione. Ma il M5S ormai c'è, esiste ed è forte. E se uno è uno, allora non ci resta che informare i suoi iscritti e lasciare che si candidi alle prossime, imminenti elezioni chi è in grado di contrastare questo aberrante disegno del potere prima che sia troppo tardi, divulgando a tutti i mass media chi è il potere, come ci hanno imposto la dittatura e come uscirne con una soluzione finale, che proporremo nel prossimo articolo.

N.B. – se questo articolo si diffonde in maniera virale, state pur certi che i politici tutti si guarderanno bene dal far cadere il governo. Se invece ciò non accadrà, vedrete che Grillo metterà dei paletti per non far presentare a livello nazionale persone, come il sottoscritto, che potrebbero far cadere il velo dell'inganno dagli occhi degli elettori. Se, ancora, noi ci sbagliamo e Grillo presenterà nel suo prossimo programma (come non fatto alle precedenti elezioni) la nazionalizzazione di Banca d'Italia, la sovranità monetaria e l'inesigibilità del debito pubblico, frutto di una truffa, allora tante scuse caro Beppe.


Alessandro de Angelis - per nocensura.com
scrittore e ricercatore antropologo

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