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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ATTACCO CONCENTRICO SU OBI€TTITIVI S€L€ZIONATI

Pubblicato su 29 Settembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri

Con Telecom abbiano visto come vanno a finire le "privatizzazioni".
Il concorrente maggiore di Telecom sui mercati che costituiscono la principale area di redditività dell'azienda, diventa controllore del proprio competitore italiano su quegli stessi mercati. E come può andare a finire? (Persino Zingales lo denunzia...)

E non che i "servizi" non avessero rammentato cosa significhi, per chiunque sia dotato di elementare conoscenza storico-economica, trasferire settori di mercato aperti alla concorrenza globalizzata a operatori stranieri (risultato ultimo, inevitabile, del processo apertosi con le privatizzazioni).
Apertamente si parla di colonizzazione.
Sentite cosa dicono qui (i servizi...un grazie a Lorenzo Carnimeo)):

I "livelli occupazionali" capite?
E i nostri governi (e le massime istituzioni) continuano a invocare gli "investitori stranieri" per la crescita e il rilancio dell'occupazione!!!
In precedenza, gli stessi servizi avevano già avvertito:


Ma va anche rammentato, visto che l'analisi dei servizi sul punto non si sofferma (magari è un pò troppo "sofisticato"), l'ovvio effetto degli IDE sulla bilancia dei pagamenti (in termini di ri-esportazione di profitti, interessi e redditi di super-executive estero-residenti) e come l'euro sia in essenza un sistema che, agevolando la circolazione dei capitali ed acuendo le differenze di competitività senza poterle correggere, agevola il processo di "acquisizione" sistematica in mani straniere del sistema industriale dei paesi svantaggiati dalla stessa moneta unica.

Ora si denuncia che le banche italiane farebbero credito ai "politici" e pure "senza garanzie"...Maledetta casta! E ce lo deve dire l'Europa, tanto brava e onesta.
Perchè in Germania invece...là non c'è il partenariato pubblico-privato? O la gestione societaria pubblico-privato (o solo privato) dei servizi pubblici? Cioè il sistema EUROPEO di gestione in forma privata di strutture ed attività (come anche la realizzazione di opere pubbliche) in precedenza formalmente e sostanzialmente pubbliche?...Là non c'è un sistema bancario controllato dalla politica?....NOOOOO!

Rammentiamo (once again) questo bello schemino:
a) si è deciso di introdurre la società di capitali come forma prevalente di gestione dei servizi pubblici, specie locali (ma non solo, e non solo servizi).
b) si è introdotta l'idea che ciò avrebbe evitato (non si sa perché) ulteriore corruzione, specialmente se si fosse sviluppato il partenariato pubblico-privato: il privato porterebbe, sempre, non si sa bene perché, un'esperienza “vincente” che avrebbe fatto abbassare i costi e le tariffe;
c) per agevolare la "efficienza", dando la colpa della corruzione (che in sé non è detto che sia legata alla inefficienza, in termini di rapidità decisionale, anzi) alla burocrazia, si sono aboliti i controlli preventivi di legittimità sugli atti principali che comportano una spesa (svolti dalla Corte dei conti, nonché dai co.re.co e dagli organi statali che la esercitavano sugli atti regionali). Così, costituzione di queste società, capitalizzazioni, scelte dei soci e metodi relativi, decisioni di spesa, tipo bandi di gara e susseguenti procedure, sono stati sottratti a controllo preventivo, proprio quando irrompeva la super-regolazione di derivazione UE in materia (regolazione a ondate, sempre più stratificata), cioè quando più forte si poneva l'esigenza di verificare il rispetto delle più complesse regole;
d) tale disciplina europea, anche se in crescente finalizzazione "apparente" alla logica concorrenziale, in realtà, ponendo una serie inestricabile e sempre più complicata di parametri, requisiti, standard, certificazioni legittimanti, forme associative tra imprese, si risolve in generale nel privilegiare le imprese più "grandi" e quelle che già godevano di rapporti pre-instaurati con la pubblica amministrazione (imprese spesso coincidenti tra loro);
e) si è privatizzato il sistema bancario, rigorosamente in nome dell'Europa e dello Stato-cattivo, ma al tempo stesso si è creata una componente fondamentale e spesso decisiva di controllo azionario-bancario mediante il sistema delle fondazioni, “influenzate” a loro volta, in intrecci solidali tra le fondazioni stesse, dagli enti pubblici territoriali mediante i soggetti amministratori da questi nominati; ciò, in aggiunta, senza alcun controllo sulle relative nomine, non solo preventivo, come s'è visto abolito, ma anche sul rispetto di labili parametri legali di individuazione dei "nominati" da parte della politica;
f) si è proceduto (tradendo le roboanti affermazioni iniziali post-tangentopoli) a rendere fortemente dipendenti dalla politica i dirigenti pubblici in posizione decidente della spesa pubblica, e ciò con incidenza, principalmente, a livello locale, per le spesa conseguente a scelte di pianificazione territoriale e di politica industriale, area decisionale che, a sua volta, conduce a costituzione di società, a scelta dei soci, ed all'aggiudicazione di un sistema di appalti proiettati su fronti crescenti di attività in precedenza pubbliche (dalla gestione delle ex aziende pubbliche di servizi, alla "esternalizzazione" di segmenti di attività amministrativa, affidata a "privati" come diretti erogatori di servizi “interni” alla p.a.: informatizzazione, contabilità e gestione del personale, servizi di pulizia ecc.);
g) si è, contemporaneamente, provveduto a amplificare, prima a livello legislativo, poi costituzionale, la sfera operativa e funzionale di regioni e enti locali, trasferendo ad essi il potere di spesa e di assunzione del personale relativo (il tutto sempre nella simultanea abolizione dei controlli preventivi di legittimità sugli atti corrispondenti).
Shakerate il tutto e otterrete, come corollario dell'Europa, cioè della combinazione della “sussidiarietà” e della libertà del mercato - mai ben identificato, stante anche le falle della disciplina antitrust-, un gigantesco spazio di trattativa, libera da effettivi ostacoli nelle regole univoche e stabili del diritto pubblico, tra privati e politica (non propriamente con l’amministrazione pubblica, dato l'asservimento che evidentemente consegue da tale disegno, della prima alla seconda), per poter disporre dei beni, dei servizi e della relativa provvista finan
ziaria pubblica

Solo che lo schemino, - condito dal parallelo sistema di credito bancario al settore pubblico...in partenariato, che però è "privatizzato" (almeno nelle "forme")...che però è socio del pubblico...che però è affidato all'efficienza tecnica dei privati, IRRINUNCIABILE E PER IL VOSTRO BENE, insomma questa "leggera confusione" che manda in pensione la vecchia mazzetta-è comune pure alla Germania. Che non è seconda a nessuno quanto a commistione tra "pubblico" e sistema bancario" e comunque, va forte pure quanto a "partenariato" e commistioni di forme pubbliche e gestione di pubblici servizi.
Sul primo aspetto:

Tratto da: orizzonte48.blogspot.it

ATTACCO CONCENTRICO SU OBI€TTITIVI S€L€ZIONATI
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Barbara 09/29/2013 13:36

"Là non c'è un sistema bancario controllato dalla politica?....NOOOOO!"
ed io che pensavo fossero le banche a controllare la politica....