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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

“VOLDEMONT” FA L’IPOCRITA E “FORNELIA DEMON” SPROFONDA I LAVORATORI di KIRIOSMEGA

Pubblicato su 6 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

E’ noto, esistono i grandi e i piccolini, in questo caso mi riferisco ai sindacati, ma nei diritti acquisiti nel mondo del lavoro non c’era gran differenza per i lavoratori iscritti qui, o là. Per la precisione, in Italia, una seria organizzazione del mondo lavorativo avvenne con la Carta del Carnaro e con la Costituzione dei Diritti dei Lavoratori, rispettivamente nel 1918 e 1926, e da quel momento il sindacalismo ha sempre più attecchito nell’organizzazione sociale del Paese cogliendo migliorie per il lavoratore. In tappe, dunque, l’evento giunse sino all’odierna situazione in cui avviene che il mostro capitalista, il vero nemico del SOCIALISMO MUSSOLINIANO E DELLE FORZE DI SINISTRA, nel settore del pubblico impiego stia vietando di indire assemblee e compiere volantinaggio anche con comunicati affissi in bacheca.

In realtà, però, il veto non sembra valido per tutte le sigle sindacali, ma solo per quelle minoritarie per numero totale di aderenti, anche se maggioritarie in un determinato luogo di lavoro.

Ma se le cose nel pubblico impiego vanno male, per i lavoratori dipendenti del privato sono ben peggiori, infatti, nel tentativo di ottenere maggiori tutele nei confronti dei lavoratori dopo che avvenne il referendum del 1995, accadde che le “sigle” che non aderirono al Contratto Nazionale furono tagliate fuori dalle partecipazioni, e ciò, a mio giudizio, non solo per manovre del Governo e di Confindustria, ma anche per il sotterraneo interesse dei sindacati numericamente maggiori.

Ovviamente, se a questo si aggiunge la grave crisi finanziaria ribaltata sull’economia, ormai si ravvede un impressionante ritorno al lavoro coatto e assai scarsamente remunerato.

Da più parti, infatti, gli assertori dell’ultra liberismo finanziario asseriscono che tutto ciò che sta avvenendo in economia è dovuto “a un mondo che cambia”. Sì, è vero, il villaggio globale ha creato molti cambiamenti e danni in ogni settore produttivo, ma è altrettanto lapalissiano asserire che l’egoismo di pochi, ancora più prepotentemente emerso in queste condizioni, si è ispirato a certi Paesi con governi assai retrivi in cui il lavoratore svolge un compito anche di 12/15 ore al dì, e dorme e vive con la famiglia nello stesso tugurio sede della fabbrica dai cui proprietari i suoi bisogni sono totalmente ignorati mentre è sottopagato.

In India le paghe medie di un lavoratore adulto non qualificato, o specializzato sono di 3,5/5 dollari per giornata lavorativa, mentre quello delle donne è ancora più basso. Sia in Cina, sia in India un ingegnere ben pagato può raggiungere il profitto dell’equivalente di circa 100/120/150 dollari mensili con un po’ più di libertà, ma anch’egli è schiavo del sistema che vive.

A questo punto sostengo che la crisi che ha colpito l’Occidente, contrariamente a quanto si vocifera dai politici e sulla stampa che loro da credito, è certamente voluta e creata per una serie di beceri egoismi che tra l’altro, nel particolare, danno adito ad una sua acuizione perché in molti datori di lavoro, invidiosi dell’arcaico mondo del lavoro dei Paesi asiatici, è emersa la volontà di delocalizzare le industrie per ottenere maggiore profitti con minore spesa fatta ricadere sempre sugli operai.

Nella manovra è però insita una gran stupidità, perché per offrire nel mercato una migliore qualità dei prodotti venduti sarà necessario qualificare un mondo operaio ancora primitivo che, prendendo coscienza del sé, presto petirà diritti equiparati a quelli degli europei.

Dunque, la delocalizzazione servirà a maggiori introiti? Secondo il mio parere già nel medio periodo essa non produrrà alcuna utilità per questo fine, perché le spese d’aggiornamento, anche dei macchinari, e i maggiori oneri per la specializzazione degli operai faranno crescere smodatamente il costo del lavoro anche nei Paesi emergenti.

Contemporaneamente in Occidente sì creeranno ampie sacche di estrema povertà specie a carico della popolazione inurbata nelle grandi città, e ciò per evidenti ragioni d’impossibilità di ognuno di potere provvedere anche per il solo fabbisogno alimentare familiare; ma anche la cultura, come già in atto facilmente dimostrabile, sì appiattirà, ed anche quella scolastica sarà preda di grave discredito che già è in atto nella scuola pubblica che sempre più è svilita.

Ma, ripeto, secondo mio parere tutto ciò che sta avvenendo nel porre a soqquadro il mondo per come ci è noto, è dovuto a volontà dolosa scientemente posta in opera attraverso diverse associazioni in cui si sono infiltrati elementi perturbatori capaci, con la forza del denaro, di orientarli secondo piacimento.

Insomma, ci stanno velocemente facendo precipitare verso l’avvento di un nuovo medio evo con un mondo presto diviso in due società.

La prima, assai poco numerosa e chiusa nelle proprie rare torri eburnee in cui la tecnologia continuerà ad evolversi, la seconda disgraziata e dolente senza volto e senza patria… ma tutto questo a patto che l’America di mister Obama ci lasci sopravvivere, perché la sua dichiarazione di ieri a proposito di Israele è minacciosa per il mondo intero poiché recita: “…se Israele sarà attaccato valuteremo ogni opzione militare…”!

Ora, che l’Islam di Ahmadinejad e Kamenej sia così incosciente da attaccare de visu gli interessi del colosso americano, anche se dai piedi d’argilla, attraverso una guerra rivolta al mondo ebraico è sicuramente assai inverosimile, mentre il contrario: ”La volontà di predominio ebraico con ingrandimento del proprio paese a carico della Cisgiordania e della Siria è molto verosimile… e siccome anche l’amministrazione del signore –colorato- è ben intrisa di giudaismo, memore di Malcom Little detto Malcom X  mi tornano in mente le sue parole -Chi controlla la stampa controlla il mondo… ti faranno odiare l’oppresso ed amare l’oppressore-.

La guerra che verosimilmente presto scoppierà non sarà, però, soltanto un focolaio medio orientale, ma un conflitto di assai vasta portata, probabilmente mondiale, perché la Russia, con le sue avanzate armi batteriologiche, la Cina e l’India con i loro eserciti talmente numerosi da non temere perdite, la Corea del Nord con le sue bombe nucleari da soli 5 megatoni perché i suoi scienziati sono riusciti a far sì che fosse superato il problema della massa critica minima di U235  presente nella testata, non se ne staranno a guardare il consolidamento della sentinella americana nel medio oriente e lo spadroneggiare statunitense, perciò il mondo si sta disfacendo.

Benvenuti nell’olocausto terrestre!

 

Alcuni brevi dati aggiuntivi.

Oggi in Europa è la giornata rivolta al possibile livellamento contributivo tra uomini e donne, e l’iniziativa voluta dalla Commissione Europea prevede di rendere edotto il pubblico sulle disuguaglianze retributive che perdurano a carico dei due sessi.

Si pensi che dati riguardanti il 2010 mostrano nei compensi salariali una forbice del 16,4%, e indicano in esso un decremento pari allo 0,6% circa se confrontato con gli anni precedenti.

La differenza di retribuzione tra i sessi varia dal 2% circa presente in Polonia, a oltre il 27% come avviene in Estonia, e il divario tende ad ampliarsi ancor più specialmente in Bulgaria, Francia, Lettonia, Ungheria, Portogallo e Romania, e tutto questo avviene sebbene esista in Europa, sin dal 1957, il principio della parità di retributiva tra i sessi.

L'Italia, come sempre, purtroppo, in generale soffre di una gran disparità contributiva tra i due sessi e tra Settentrione e Meridione del paese, infatti, oltre al lavoro sottopagato di ben il 50% nei confronti dei lavoratori tedeschi, qui essi patiscono anche per la mancanza di servizi idonei e proporzionali alle tassazioni versate.

Kiriosomega

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