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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

VATICANO E MAFIA SUL TELEGRAPH

Pubblicato su 19 Luglio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

La richiesta ufficiale è stata fatta più di un mese fa, ma finora la banca del Vaticano, nota come Istituto per le Opere Religiose, ha rifiutato di rivelare tutti i record del conto detenuto da padre Ninni Treppiedi – che è attualmente sospeso dal servizio come sacerdote.

Gli investigatori vogliono sapere di più su ingenti somme di denaro che si dice sono passate attraverso il suo conto per stabilire se si trattasse di operazioni di riciclaggio del denaro da parte del Padrino Mafioso Matteo Messina Denaro.

Le relazioni emerse nei media italiani sono giunte appena due settimane dopo che il capo della Banca Vaticana, Ettore Gotti Tedeschi, è stato licenziato tra rivendicazioni di lotte di potere e corruzione all’interno della Santa Sede, che sono state collegate alla fuoriuscita di documenti sensibili appartenenti a Papa Benedetto XVI.

Più in linea con un thriller di Dan Brown, non è la prima volta che la Banca Vaticana è stata coinvolta in rivendicazioni di riciclaggio di denaro sporco della mafia. Trenta anni fa in questo stesso mese il finanziere Roberto Calvi fu trovato impiccato sotto il ponte Blackfriars di Londra con denaro contante e mattoni in tasca.

Inizialmente la polizia della City of London ha registrato la morte come suicidio, ma le autorità italiane ritengono che sia stato assassinato dopo che è emerso che Calvi, conosciuto come banchiere di Dio a causa dei suoi collegamenti con la Banca Vaticana, aveva cercato di riciclare milioni di sterline di denaro attraverso i suoi conti e attraverso il suo Banco Ambrosiano, che era crollato in modo spettacolare.

Padre Treppiedi, 36 anni, che era in servizio come sacerdote ad Alcamo, nei pressi di Trapani, ha detto che la sua è la più ricca parrocchia della Sicilia, isola roccaforte della mafia, ed è stato sospeso dopo una serie di operazioni discutibili di fondi della chiesa e che hanno portato al licenziamento anche del suo locale vescovo Francesco Micciche.

Il procuratore di Trapani Marcello Viola ha presentato la richiesta sei settimane fa per conoscere i dettagli del conto tenuto da Padre Treppiedi presso l’Istituto di Opere Religiose, ma secondo quanto riportato nei media italiani, ancora il via libera non è stato dato dal Vaticano.

In particolare i pubblici ministeri dicono di guardare le operazioni finanziarie fatte tramite l’account Padre Treppiedi presso la Banca del Vaticano tra il 2007 e il 2009, dove è passato quasi un milione di euro, ma senza che vi siano documenti per spiegare l’origine del denaro.

L’attenzione si concentra anche su terreni diversi e si occupa di proprietà da parte della parrocchia, che è nel cuore nella zona di Trapani e dove ancora Messina Denaro detta legge attraverso paura e rispetto.

Si ipotizza che Gotti Tedeschi fosse a conoscenza del legame con la mafia e stava per fare nomi e la polizia che ha sequestrato documenti dalla sua casa descrivevano nei dettagli i suoi sospetti e che aveva preparato per una manciata di fonti attendibili, dal momento che temeva per la sua vita.

In una dichiarazione procuratore Viola ha detto: “Abbiamo fatto una richiesta di informazioni allo Stato Città del Vaticano nello spirito di collaborazione in materia di un’inchiesta su somme di denaro in operazioni finanziarie effettuate dalla Diocesi di Trapani.”

Le operazioni da parte della Banca del Vaticano sono già sotto i riflettori del principale quotidiano italiano Corriere della Sera, che dice Gotti Tedeschi fosse a conoscenza di conti detenuti dagli “intermediari politici, ombrosi, imprenditori e alti (italiano) funzionari, così come le persone ritenute da più fronti boss della Mafia”.

Di particolare interesse sono detti investimenti immobiliari e proprietà in vendita che potrebbero essere stati utilizzati per mascherare i trasferimenti di denaro e riciclare denaro – tutto questo alla luce della relazione all’inizio di quest’anno che la Banca del Vaticano non era del tutto trasparente nei suoi rapporti nonostante gli sforzi per esserlo.

L’ultimo sviluppo si presenta come procuratori in Vaticano continuano a interrogare il papa maggiordomo Paolo Gabriele, 46 anni, in connessione con la fuoriuscita di documenti che poi finivano in un libro di wistleblowing pubblicato da un giornalista italiano, intitolato “Sua Santità”.

Nessuno da parte del Vaticano è stato immediatamente disponibile a commentare.

 Fonte: iconicon   timthumb.jpg

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