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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

UN PUPAZZO, UNA TROIKA DI PUPARI

Pubblicato su 11 Dicembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Meglio ancora. Un Berlusconi “in campo” è utile anche a rappattumare quel po' di destra che minacciava di disgregarsi in “populismi” verbosi quanto pericolosamente propensi all'uso delle mani. In definitiva, è meglio che “l'antieuropeismo” sia ufficialmente rappresentato da questi servi di antica data piuttosto che lasciato all'antagonismo di classe. 

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Tutto sotto controllo, ragazzi! "I mercati" e lo spread vanno bene. Berlusconi non è una minaccia per loro, soltanto per gli ingenui che da 20 anni pagano dazio all'"antiberlusconismo" senza idee. Accade spesso che le strategie più complesse e raffinate vengano “svelate” per eccesso di puntualizzazione di uno qualsiasi dei loro fautori. E la partita del “cambio politico” in Italia, da qui a due mesi, è di una portata tale da poter essere compresa solo se la si guarda da un osservatorio europeo e niente affatto provinciale.

Il “ritorno della mummia” Berlusconi va interpretato come un “pericolo” per l'Europa o come una risorsa per mettere ordine nelle sciamannate schiere di colonnelli che – a destra come nel centrosinistra – fremevano per assumere centralità, potere di veto o “di condizionamento” di una delle possibili coalizioni?

A noi è subito sembrata più plausibile la seconda, tanto da intiolare un editoriale “L'usato finale”, per sottolineare come “l'utilizzatore” di Ghedini si sia prestato stavolta a manovra altrui. Il giorno dopo il mini-balzo dello spread – già tornato a 340 punti, dai 360 del primo “allarme” - ci sentiamo confortati da numerosi elementi. Non ultima, appunto, la reazione dei mercati, tutt'altro che “spaventati” da una prospettiva negativa cui non assegnano nessuna percentuale di realizzazione.

L'editoriale de IlSole24Ore, soprattutto, ci sembra restituire i giusti “pesi specifici” ai diversi soggetti in campo. Facendo così sembrare Repubblica (“La tripla incognita che spaventa i mercati”) e l'Unità (“La crisi spaventa l'Europa”) delle parodie dei quotidiani che furono. E dire che persino a Norma Rangeri – al timone del manifesto portato sugli scogli – è balenato il dubbio che stavolta il Cavaliere sia diventato “La spalla del Professore”).

Adriana Cerretelli, sul Sole, parte da una battuta ripetuta spesso anche da Monti, Grilli, Passera e altri economisti di palazzo: «L'Italia non è la Grecia». Un modo rassicurante di fa capire al volgo che “stiamo messi molto meglio”. In realtà la battuta circola fin dai tempi del Trattato di Maastricht, ma in tutt'altra chiave interpretativa. Roma infatti non è paragonabile ad Atene «perché, se si muove in modo avventato, a differenza della Grecia, è in grado da sola di rovesciare la barca della moneta unica».

Questioni di dimensioni e peso specifico. La terza economia dell'eurozona non si può permettere passi falsi. Ma siamo in un contesto comunitario, quindi non le verranno permessi passi falsi. L'unica incognita vera non riguarda la vittoria di una coalizione – non troppo eterogenea, però – in grado di proseguire con l'”agenda Monti”, ma la legittimazione democratica piena di un governo che, chiunque lo formi, dovrà procedere su quella strada. Il prossimo governo della Troika non potrà essere una fotocopia dell'attuale – personaggi venuti dal cielo delle accademie o dai caveau delle banche, sconosciuti ai più e rappresentativi di tutt'altro – e dovrà assicurarsi consensi in quantità accettabili.

Il che è davvero problematico, vista la disaffezione generale per i partiti politici e l'”avvertimento” dato dalle elezioni siciliane.

Grillo può prendere quanti voti vuole, non sarà mai un problema. Canalizza consensi umorali, instabili, non strutturati per scelta precisa del duo “Casaleggio & partners”. Non può organizzarli perché dovrebbe strutturarsi in “partito politico”, darsi una piattaforma programmatica, selezionare una classe dirigente, fare i conti con le inevitabili differenze politiche presenti in una platea vasta ma ondivaga.

Non c'è pericolo che vinca il Caimano. Su questo “le cancellerie europee, la Bce, Washington, Bundesbank”, le giubbe rosse e i boyscout del globo veglieranno vigili fino alla fine. Battute a parte, stiamo parlando di poteri immensi, planetari, alle prese con una crisi incontrollabile e per il momento tenuta sotto controllo con molta fatica e una massa di “iniezioni di liquidità” di proporzioni in altri momenti inconcepibili. Il peso economico dell'Italia può “rovesciare la barca dell'euro”, quindi verrà fatto di tutto per evitarlo. Berlusconi o altri che potrebbero far correre questo rischio – in questa fase – saranno messi in condizione di non nuocere. Con qualsiasi mezzo.

Ma uno come Berlusconi può ancora tornare utile, se non pretende più di fare il “conducator”. Può spaventare quanti avrebbero invece tutto l'interesse – materiale, economico, politico, morale – a non farsi intruppare dietro un personale politico che assicura di “profumare di sinistra” mentre conferma la propria indefettibile fedeltà all'”agenda” scritta dalla Troika e fin qui realizzata da Monti.

Meglio ancora. Un Berlusconi “in campo” è utile anche a rappattumare quel po' di destra che minacciava di disgregarsi in “populismi” verbosi quanto pericolosamente propensi all'uso delle mani. In definitiva, è meglio che “l'antieuropeismo” sia ufficialmente rappresentato da questi servi di antica data piuttosto che lasciato all'antagonismo di classe.

Quasi quasi, “i mercati” dovrebbero festeggiare un “ritorno” di tal fatta. Ma anche la speculazione al ribasso, per qualche giorno, offre buone opportunità di profitto...

Fonte: contropiano.org – Scritto da: Dante Barontini

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