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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

UE: SEMPRE PIU' AUSTERITY E SEMPRE MENO RAGIONE

Pubblicato su 22 Maggio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

La Commissione europea ha appena rilasciato le proprie previsioni per l’Italia che, guarda caso, prevedono la necessità di ulteriori interventi sul bilancio dello stato per poter raggiungere l’obiettivo del pareggio nel 2013.

 Speriamo che nessuno si sorprenda.

Noi lo diciamo da tempo: i tagli e le tasse non funzionano; non si arriva al pareggio di bilancio attraverso l’austerità. Si peggiora solo la situazione perché la gente ha meno soldi da spendere, gli investimenti vengono meno. In breve, la politica del pareggio di bilancio porta dritto alla recessione, non deve sorprendere che poi peggiorino ancora i conti pubblici.

 It’s not rocket science, come dicono gli americani, non dovrebbe essere difficile capirlo. Ma evidentemente i professori, i tecnici, e i politici che li scimmiottano, sono così inquadrati nella politica monetarista e liberista che non riescono a comprendere la realtà.

 In loro difesa, sono decenni che sono stati abbandonati i principi dell’economia sana quindi si può capire che non ne hanno quasi gli strumenti, ma la vera domanda è un’altra.

 L’esempio del Ministro Fornero (rimandiamo al link del post Fornero: il lavoratore paghi subito, ma la finanza non si tocca.) non promette bene. Nonostante le lacrime per le conseguenze dei tagli sulla gente, ha continuato sulla strada dell’austerità. Ha superato la sua reticenza umana, per andare avanti con le teorie liberiste senza remore.

 Nel frattempo Monti sembra sempre più preoccupato. L’economia frena, i cittadini non ci credono più. Il gradimento del governo tecnico scende molto rapidamente e non è difficile capire che toccherà punti ancora più bassi dopo le prime scadenze dell’IMU.

 Ora il professore comincia a parlare di investimenti, di come evitare l’ulteriore aumento dell’IVA.

 Non ci prenda per fessi però, cercando di fare vedere che vuole stimolare l’economia mentre lui – e in modo spiccato il Ministro Passera – continuano ad insistere che la “crescita” vera arriverà dalle liberalizzazioni, che creeranno competizione e dinamicità.

 La realtà dimostra il contrario, che le riforme strutturali di questo tipo mirano semplicemente ad aprire nuovi settori dell’economia agli squali della finanza, colpevolizzando chi ha un reddito decente e non accetta il modulo della guerra tra poveri.

 Tra BCE, FMI e i nuovi organismi ancora peggiori in discussione ora (l’ESM per esempio) si continua a dare soldi praticamente gratis alle banche per fare guadagni facili con la speculazione in derivati e in titoli di stato, senza mai intervenire nell’economia reale.

 Non funziona, e pure i dati ufficiali lo dimostrano.

 Se vogliamo cambiare direzione prima che sia troppo tardi, occorrono le vere riforme: separazione bancaria e credito produttivo.

Fonte:nobigbanks   cinta

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