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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

TUTTO QUELL'AFFETTO

Pubblicato su 8 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MMT - BARNARD

Tutto quell’affetto. Me lo buttavate addosso in ogni dove a Rimini, lo sentivo così costante. Io riguardo quelle immagini, giorno dopo giorno, quei volti, chi sono? Quei capelli, folti, giovani, o radi, vissuti. I vestiti, che parlano di chi sono quelle persone, e mi chiedo giorno dopo giorno come è stato possibile che delle menti adulte abbiamo fatto una cosa così potente, in questo mondo. L’emozione che provo mi ferma il respiro. Alla fine della conferenza sono corso in un corridoio vuoto a respirare. Alain Parguez. L’avete fatto uscire dall’inferno, è un altro uomo oggi, voi non sapete. Io sono uscito dall’inferno, il medesimo di Alain, cioè anni di solitudine che non vedevano la luce e ci avevano convinti che non sarebbe mai più stata luce. E poi voi a Rimini, con quell’affetto.

Ma io voglio dirvi un’altra cosa. Perché non cambiate la Storia? Non vi manca tanto, il più è fatto, lì a Rimini, e questo ‘più’ non erano i cinque economisti, né io, né la MMT. Eravate voi arrivati lì. La decisione di farlo, di pagare, di organizzarvi, di viaggiare, di ascoltare, e di rimanere ogni ora dopo ora fino alla fine, questo era il più. L’avete fatto. Ora per cambiare la Storia vi serve solo una cosa: quell’affetto, quei muraglioni di affetto che ci mandavate, rivolgeteli a voi stessi, ammiratevi per ciò che avete fatto, sentitevi in cima al mondo, e cambiatelo quel mondo. Scendendo le scale di casa, proprio lì in quel vostro condominio dove ci si sente sempre dei nessuno, no, sentitevi in cima al mondo voi che eravate a Rimini. Preparando la pappa per il bimbo alle sette di sera, stanca dopo quaranta minuti di auto di ritorno dall’ufficio, sentiti in cima al mondo tu che eri a Rimini. Lo puoi cambiare, il mondo. Ecco come.

Basta essere fedeli. Fedeli all’impegno preso a Rimini, fedeli all’idea che la tua, la vostra vita non è negoziabile, no, da lì il Potere non passa. Fedeli. Lo Stato, a moneta sovrana, che spende a Deficit Positivo per te, per tutto ciò di cui la tua dignità ha bisogno, e per quella dei tuoi figli quando tu non ci sarai più, sempre. Fedeli. No, questo è l’imprescindibile e da lì il Potere dovrà passare, lo faremo passare. Fedeli proprio nel senso di avere fede, perché oggi abbiamo lo strumento pronto, perfezionato, all’altezza di ogni sfida, e si chiama economia salva vite e salva nazioni, Modern Money Theory. Non siamo più alle grida di protesta, abbiamo la macchina pronta, e che macchina. Fede come fiducia nel fatto che se durerete nel tempo, il vostro sussurro diventerà assordante per il Potere, eravate in duemila. Sussurrate ogni giorno ciò che volete, una mail, un passa parola, leggere di più e capire ancora meglio, andare e raccontare dovunque sia possibile, disseminare, fedeli sempre a quello Stato, a moneta sovrana, che spende a Deficit Positivo per te, per tutto ciò di cui la tua dignità ha bisogno, e per quella dei tuoi figli quando tu non ci sarai più, sempre. Tu che sei imprescindibile, perché oggi ti ami abbastanza per dire no, di qui il Potere non passa, io ero a Rimini.

Non mi fate maledire Rimini, sapendo che fra un mese cercherete l’emozione da qualche altra parte, con qualche altro personaggio. Il Potere ha visto una cosa orribile: le persone sono migrate a imparare l’economia, la sua arma. Il Potere ora spera che voi non duriate, starà col fiato sospeso fino al giorno in cui saprà che siete già corsi a un’altra ‘festa’, che avrete fatto e disfatto nei litigi l’ennesimo gruppo di attivisti di belle speranza, o che sul quel pianerottolo di casa e davanti al seggiolone del bambino vi sarete arresi al “ma io che ci posso fare, io cosa conto?”.

Non correte alla mail per scrivere a me. No, fernatevi prima, fermate le mani, perché è il tempo di odiare. Odiate chi ogni giorno sputa sulla vostra dignità perché vi pensa dei nulla. Chi ha fatto della sua vita una missione per disprezzarvi come animali da spremere. Odiate la loro crudeltà che viola il vostro tempio, che è il vostro diritto a dire io sono qui, rispettatemi! IO NON SONO NATO PER LAVORARE, STREMARMI E MORIRE! Odiate la vostra rinuncia ad amarvi, la vostra rinuncia a sentirvi oggi talmente importanti da prentendere il bene per voi, PRETENDERLO. Odiate la paura, odiate l'incapacità, odiate chi vi ha convinti fin da bambini che avete paura e siete incapaci. Non è vero, dovete solo piantarvi in mezzo alla vita e dire NO. E mai più muovervi da lì, da quel posto. Quel posto è il centro del mondo, dove voi siete nati e dove abitate. Ciascuno di voi, senza eccezione. Non ve l'hanno mai detto, e odiateli per questo.

Fatemi smettere di bagnarmi gli occhi ogni volta che vi rivedo in quei filmati. Gli occhi mi si bagnano perché non reggo la pena di temere che voi non vi amerete abbastanza, e tutto questo finirà nel nulla.

Paolo Barnard  MMT 1

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