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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

TUTTI SALVI, SOLO IN UN MONDO SENZA PIU' VINCITORI NE VINTI

Pubblicato su 23 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

La dicotomia tra destra e sinistra è finita nel momento in cui l’una e l’altra si sono rivelate e si rivelano “cresciste” e nel momento in cui la sinistra continua a cullarsi nell’idea – contraddetta dei fatti – che progresso e crescita coincidano ancora

 

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Non è più così. Per affrontare la politica che occorrerà, è necessario un salto concettuale gigantesco, come lo è la crisi che avanza: cioè il passaggio a un “pensiero complesso”. Le idee dominanti del XX Secolo furono, e sono ancora, quelle della specializzazione, cioè della frantumazione, dei saperi. Non fu casuale. Fu il risultato non solo del dominio del principio economico sull’intera società, fu ed è il prodotto della cultura razionalistico-illuminista. E’ questo che ci ha fatto perdere, insieme alla complessità dell’individuo, anche quella del cosmo. 

Nel momento in cui la potenza dell’uomo prometeico ha raggiunto capacità di “turbamento dell’universo” tali da investire l’intero pianeta, o l’uomo è ingrado di riconquistare la visione complessa, oppure si avvierà verso la propria distruzione. Noi, al momento, stiamo ancora ragionando come dei “dinosauri sapienti”, che pensano di essere eterni. Se continuiamo ancora un po’ con questa illusione, finiremo come loro. Una nuova classe dirigente dovrà essere composta di persone sagge e illuminate; i popoli dovranno sapere a chi affidare il loro destino, e dovranno dotarsi degli strumenti democratici che consentano loro di verificare la saggezza dei loro dirigenti. Il ritardo di comprensione del problema da parte delle forze “antisistema” è stata la causa principale della loro irrimediabile sconfitta.

Tornare indietro sarà molto difficile. Per giunta i detentori della comunicazione hanno già fatto passare nelle menti delle nuove generazioni una nuova ideologia, che è quella della Rete, tecnologia che non è affatto libera e senza controlli. Lungi dal risolvere il problema della ormai defunta democrazia liberale, questa ideologia è più pericolosa di quella del villaggio globale, che fu falsa fin dai suoi esordi. Credo che dobbiamo ora concentrare gli sforzi per demolire questa sciocchezza. E costruire uno schieramento di forze capace di imporre una radicale riorganizzazione dei sistemi della Invece della catastrofeinformazione-comunicazione, riportandoli in mani pubbliche e sottraendoli a quelle private, cioè democratizzandoli.

La moneta è un epifenomeno, a suo modo “giuridico”. E’ una soluzione tecnica a problemi pratici. Non è il luogo dello scontro tra forze reali che collidono tra di loro, ma è la sanzione finale di una battaglia, il patto – appunto giuridico – che sanziona l’esito dello scontro. Un’analisi anche appena accennata della crisi attuale dice che l’Europa è ancora, e resterà, uno degli attori mondiali principali che giocheranno la grande partita dell’esistenza nei decenni a venire. Se c’è un modo per contare in questa partita è essere dentro l’Europa. Fuori dall’Europa, l’Italia non conterebbe nulla. So bene che, anche stando in Europa, non è detto che si possa contare. Ma è certo che fuori dall’Europanon si conterà. Strozzati dall’euro lo siamo, anche questo è certo. Tuttavia uscirne – sempre che sia possibile – significa semplicemente entrare in un altro inferno, che è quello del dollaro. Non c’è un solo indizio che ci dica che si sarebbe in un porto sicuro.

Una “religione dell’infinito” alimenta la fede cieca che anima la Cupola della finanzainternazionale e i cosiddetti “proprietari universali”, con una dimensione del sacro che è una componente della cultura dominante della crescita infinita. Noto che molti di questi potenti, in privato e qualche volta anche in pubblico, appaiono convinti dell’onnipotenza dell’esoterismo. Si sentono un’élite in funzione della forza del denaro, che essi hanno deciso infinito. Tendono a trasformare l’infinità potenziale del loro denaro in elemento caratteristico del proprio potere. Ma poiché l’infinito non è di questo mondo, questa identità si trasforma in delirio. E’ questo ciò che mi preoccupa: che i dominanti si sono trasformati in “mutanti” folli. Ovvio, miPadre Ernesto Balduccisembra, che questi mutanti non possono produrre nulla di buono, o qualcosa che sia diverso dalla pulsione suicida in cui vivono.

La globalizzazione, come l’abbiamo subita negli ultimi 50 anni, è finita in molti sensi. Ma la connessione globale degli uni con tutti gli altri non solo non è finita, ma va crescendo. Pensare che qualcuno, qualche popolo, possa isolarsi dal resto del mondo e avviare la transizione verso un tipo di comunità umana del tutto diverso da questo è impossibile, in primo luogo perché non ci sono risorse per permetterlo. Il nostro pianeta non si può tagliare a spicchi, come un’arancia. L’atmosfera terrestre è una sola per tutti. Il ciclo dell’acqua è uno solo, anche se non tutti sono nelle stesse condizioni di fruirne. Io sono molto vicino alle riflessioni di Padre Balducci: l’uomo, per uscire da questa crisi, senza precedenti nella storia dell’“ominizzazione”, ha bisogno di realizzare un vero e proprio “salto evoluzionistico”, che è quello di un pensiero nuovo che ricostruisca l’unità dei saperi e l’unità del cosmo. E, dentro questa unità, ritrovi quella, complessa e irripetibile, dell’individuo. Questo può avvenire solo in una transizione pacifica. L’Alternativa non implica più il concetto di vittoria di qualcuno su qualcun altro, poiché non prevede neppure l’esistenza di un vincitore: o vince quell’altro uomo che dobbiamo costruire, o si perisce tutti insieme, come specie.

(Giulietto Chiesa, dichiarazioni rilasciare a Paolo Bartolini per discutere su “Megachip” le tesi del libro “Invece della catastrofe”, edito da Piemme).

Tratto da: libreidee.org

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