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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

TARGHE E FIACCOLATE,MA NIENTE AIUTI. LE VITTIME DI BRINDISI ABBANDONATE DALLE ISTITUZIONI

Pubblicato su 5 Luglio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

È trascorso un mese e mezzo da quel maledetto 19 maggio in cui qualcuno decise di porre fine all’allegra e spensierata esistenza della sedicenne Melissa Bassi e di martoriare i corpi di altre cinque ragazze mesagnesi con ustioni devastanti. Sul sito del quotidiano Libero, in un video, le famiglie delle ragazze vittime dell’attentato di Brindisi davanti alla scuola Morvillo-Falcone raccontano il dramma di Veronica, Vanessa, Azzurra, Selena e Sabrina, che hanno avuto ustioni dal 25% al 60% del proprio corpo, alcune anche in viso, e lanciano un appello. Le ragazze sopravvissute all’attentato sognano di tornare almeno ad una pseudo-normalità, ma servono risorse finanziarie oltre all’affetto: hanno bisogno di cure specialistiche che il servizio sanitario non passa, e di molti delicati interventi di chirurgia plastica lontane da casa, dove l’amorevole assistenza dei genitori costa, sia per la sistemazione logistica, sia per la sospensione in aspettativa dal lavoro, per quelli che ce ne hanno uno.
Tante le manifestazioni di solidarietà dopo il vile attentato, il calore e l’affetto dimostrato tra fiaccolate e manifestazioni in piazza per le ragazze colpite e per le loro le famiglie. A Melissa sono state scoperte targhe e intitolate aule scolastiche e giudiziarie, ma non basta se agli impegni assunti dai vertici del Governo, giunti a Mesagne nel momento del dolore, non si darà seguito. La Regione Puglia, subito dopo l’attentato, aveva stanziato per le famiglie un fondo di 200mila euro ma, a parte la modestia dell’importo rispetto alle necessità, fino a questo momento non si è visto un solo euro. Speriamo che non si tratti di un ripensamento, eh governatore Vendola, ma solo di tempi lunghi della burocrazia. Sta di fatto che ritardi ed omissioni rischiano di mettere in ginocchio le famiglie che in questo lungo e doloroso periodo hanno dovuto affrontare a proprie spese le trasferte per assistere le ragazze e, per questo, rinunciare anche ad occasioni di lavoro. Basti accennare che i genitori di una delle ragazze sono uno disoccupato e l’altro inabile al lavoro, per cui immaginiamoci un po’ in quale disperata situazione si trovino. Inevitabile la manifestazione di malumore e di amarezza da parte degli interessati che, dopo tante promesse, devono constatare di essere stati abbandonati. Se e quando il fondo della Regione sarà reso disponibile, il Comune di Mesagne provvederà alla sua erogazione destinando diecimila euro a ciascun nucleo famigliare a parziale rimborso delle spese già sostenute, mentre suddividerà la parte rimanente da destinare alle cure e alla riabilitazione delle studentesse ferite in proporzione alla gravità degli interventi cui dovranno essere sottoposte in futuro, secondo quanto indicheranno le Asl di competenza. Si tratterà comunque di palliativi, perchè le ragazze sono destinate a sopportare a vita le conseguenze di quell’orrenda esplosione che le ha sfigurate facendo perdere ad alcune di loro la piena funzionalità di una mano od una gamba. Tanti i delicati interventi chirurgici ed i trapianti di pelle cui sono state sottoposte le ragazze. Veronica, operata d’urgenza in quelle ore drammatiche nell’ospedale Perrino da un’equipe di specialisti di Brindisi e Lecce e subito dopo trasferita presso l’ospedale universitario di Pisa dove le hanno ricostruito la scatola toracica, letteralmente sfondata dall’esplosione, è ora fuori pericolo e parzialmente autosufficiente. Le sofferenze, però, non sono affatto finite: ha ferite alle gambe e al busto che devono essere trattate con lavaggi quasi quotidiani con pratiche costosissime. La riabilitazione per questa coraggiosa ragazzina sarà lunga e costosa. C’è solo da sperare che lei e le altre ragazze possano essere accompagnate nel progressivo recupero con la vicinanza ed il conforto delle rispettive famiglie che attendono i sostegni economici promessi che, sebbene non adeguati, potrebbero restituire loro almeno un po’ di tranquillità. Purtroppo il Paese in cui viviamo è questo : i contributi pubblici per permettere al tesoriere di un partito di appropriarsi di 20 o 30 milioni di euro per comprarsi ville e partecipazioni industriali si trovano, ma per sostenere la riabilitazione ed il recupero di innocenti e povere adolescenti vittime di un ignobile attentatore, che lo Stato ha colpevolmente lasciato in giro per troppo tempo permettendogli di reiterare i suoi attentati, le casse sono desolatamente vuote e per dar loro una mano occorre organizzare delle collette. Semplicemente allucinante.
Per aiutare concretamente le ragazze la cui vita è stata rovinata dal folle bombarolo di Brindisi, il quotidiano Libero ha lanciato sul suo sito una sottoscrizione a loro favore. Chi vuole può versare il proprio comunque generoso contributo ad :

Editoriale Libero srl

Conto “MELISSA”

IBAN :

IT94R0306909451100000000736  

Fonte: quelsimelissa1.jpg

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