Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

SPRECHI DELLE REGIONI: IL MALE E' L'EURO, PRIMA NON ERA UN DISASTRO di PAOLO BARNARD

Pubblicato su 4 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MMT - BARNARD

Nell’Italia dell’euro, cioè nel Paese dove ogni singolo centesimo speso dallo Stato o dalle amministrazioni pubbliche va restituito ai mercati di capitali privati a tassi d’usura, sia la spesa pubblica che, a maggior ragione, la spesa pubblica sprecata/rubata si traducono in crescenti tasse e tagli ai servizi per i cittadini. Per forza: uno Stato come oggi è l’Italia che non può più emettere a costo zero la propria moneta e che deve invece usare una moneta di proprietà di altri (la BCE e i mercati), non ha scelta se non quella di pescare dalla nostre tasche ciò che deve restituire. Ergo: gli spreconi/ladroni alla Fiorito, oggi con l’euro, ci fanno un danno aggiuntivo enorme, oltre a essere laidi.

Questo deve farvi capire che il reale problema degli sprechi pubblici oggi non sono gli sprechi per sé, ma il fatto che tali sprechi sono denominati in una moneta straniera per l’Italia. Infatti…

Se l’Italia fosse sovrana nella moneta, ecco cosa sarebbero gli sprechi pubblici: sarebbero un intralcio alla politica di spesa,agli indirizzi di spesa, non tanto un danno all’economia nazionale. Anzi, l’economia dopo tutto finirebbe per beneficiare anche dagli sprechi.

Primo: qualsiasi massa finanziaria pubblica sottratta illecitamente e spesa, anche se spesa in auto di lusso, ristoranti, vacanze, ville, appalti poco chiari ecc., dal momento in cui è spesa alimenta consumi, lavori, aziende, professionisti, operai, e chiunque lavori nei settori dove quei soldi sono spesi. Questo di fatto alimenta l’economia, quella che dà lavoro ai camerieri dei ristoranti, ai venditori nei concessionari d’auto, agli operai che fanno le ville, ai lavoranti dei posti di vacanza, a tutto l’indotto degli appalti ecc.

Mi si obietterà a questo punto che, anche se il danno degli sprechi in una nazione a moneta sovrana non è strettamente economico, vi sono danni derivanti dal fatto che i milioni rubati/deviati dal corrotto pubblico ufficiale sono sottratti però all’asilo nido, all’ospedale, all’assistente per gli anziani, alle strade da riparare, ad altri appalti più utili ecc. No, sbagliato. Se questo accade è solo perché lo Stato a moneta sovrana non sa fare il suo mestiere. La Modern Money Theory (MMT) ci insegna che questo tipo di Stato, come io auspicherei tornasse a essere l’Italia, può sempre e illimitatamente espandere i propri bilanci per fornire denaro a quei settori essenziali, a prescindere da quanto altro denaro i Fiorito e i Lusi o i tangentari si sono pappati a sbafo. Se non lo fa, è una scelta politica, non è colpa dei Fiorito e dei corrotti. Per esempio, il governo americano ha dilatato in pochi anni i suoi bilanci di qualcosa come quasi tutto il suo PIL (14 trilioni di dollari) per tappare proprio i buchi fatti dagli spreconi e truffatori di Wall Street. Lo ha potuto fare perché ha moneta sovrana, e non è per questo fallito, ha un’inflazione microscopica, e tassi sui suoi titoli sono ai minimi storici.

Ecco che arriviamo al vero danno degli sprechi/ruberie se ancora avessimo una moneta sovrana. Il danno starebbe solo nel fatto che l’amministratore pubblico, che devia somme importanti dalla loro destinazione sancita dalle politiche e dagli indirizzi di spesa delle autorità, appunto scardina quelle politiche e quegli indirizzi. Grave, certo, ma non un disastro sociale. Tutto qui. La Regione voleva spendere 100 soldi per i servizi, e invece nelle casse ce ne sono solo 98, o 90, oppure 87, e questo inquina le buone intenzioni degli amministratori. Poi costringe le autorità (Stato) a espandere la propria spesa a deficit per sopperire ai vuoti causati dal fatto che quel denaro invece che arrivare all’asilo nido è arrivato a un ristorante o a un hotel o a un concessionario o a una ditta edile. Ok, un po’ più di deficit (non un problema a moneta sovrana) dedicato a qualcosa di non voluto, male, ma dall’altra parte, nell’insieme di tutti i fondi sottratti e spesi, vi saranno stati più cuochi assunti, più idraulici e muratori a fare nuovi hotel o ville, più vendite di auto, più operai assunti in quel settore ecc. Infatti l’Italia della Lira sovrana, nonostante tutte le voragini della sua epica corruzione, era un Paese molto ma molto più benestante di oggi in termini relativi, ma ormai anche in termini reali. Ripeto: allora gli sprechi erano più un danno agli indirizzi sociali che al benessere sociale.

Ma se quindi un Fiorito in un’Italia a moneta sovrana dopo tutto alimenterebbe una parte dell’economia, e se le sue ruberie non sottrarrebbero nulla alla spesa sociale se rimediate dalla MMT, allora si riconferma come vero che il nostro Fiorito nell’Eurozona diviene un danno micidiale non perché ruba, ma perché c’è l’euro e non c'è la MMT. Fermo restando il peccato di etica, e la sua antipatia, per carità. io a cattolica

Commenta il post

Lorenzo 10/12/2012 14:49


Grazie.

Lorenzo 10/11/2012 15:29


Scusami l'invadenza, ma la curiosità mi spinge a capire: cosa accadde esattamente nel 1975? Prima era lo Stato che stampava moneta? E chi decise di cambiare le cose?

frontediliberazionedaibanchieri 10/11/2012 18:49


Si prima era lo Stato prova ne sia che nell'ultima carta moneta emessa le 500 lire c'era scritto " Biglietto di Stato a corso legale ", poi la classe dirigente di allora, già cameriera delle
banche, demandò questa sua prerogativa alla Banca di Italia che è una banca privata ...e da lì è iniziato il disastro. Claudio Marconi


Lorenzo 10/10/2012 17:26


Il problema non è l'euro: il problema è il signoraggio. Con l'euro il problema della sovranità monetaria si è semplicemente ampliato e complicato. Ma anche con la lira non vigeva
tale sovranità in quanto ad emetterla non era lo Stato, bensì la banca d'Italia (privata). Barnard fa costantemente un grandissimo errore in questo senso: il problema non è se la moneta è
straniera o nazionale, ma chi emette la moneta.

frontediliberazionedaibanchieri 10/11/2012 07:08


Che le nostre osservazioni su Barnard e la MMT siano sempre state sulla proprietà della moneta non è un mistero. Se la moneta la emette lo Stato non esiste più il signoraggio bancario ed il debito
pubblico per il semplicissimo motivo che, al limite, lo Stato si indebita con se stesso. D'accordo sulla emissione monetaria da parte dello Stato e d'accordo anche sulla emisione della lira post
1975. Claudio Marconi