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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Siria: massacro in panificio, 23 Dicembre 2012, ecco come si falsifica la realtà

Pubblicato su 26 Dicembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in PAESI ARABI e IRAN

Quello che non vi dicono, e come parte della loro innata scelleratezza e falsità, è che questo evento nasce da un attentato per una lotta interna e rivale tra due fazioni del cosi denominato ESL (Esercito Siriano Libero). Poiche una stessa città con i suoi vari quartieri e frazioni, possono essere controllati da più di una fazione di ribelli, che rimangono uniti nell’intento di combattere l’esercito regolare Siriano, ma rimangono profondamente divisi e antagonisti se non addirittura nemici quando si tratta di dividere bottini e il controllo delle aree civili solitamente da depredare.
 
 
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Nuova strage di civili porta di nuovo il nome della Siria sulle prime pagine di tutto il mondo: le agenzie di stampa, sopratutto quelle occidentali, parlano di decine di civili uccisi, 94 secondo i cosiddetti attivisti (attivisti di cosa?! nessun sa chi sono e cosa stanno facendo per davvero in Siria) e 300 (addirittura) secondo la solita Al Arabiya.

Ma prima di raccontarvi la facenda, vi chiediamo di pensare solo per un attimo a questi numeri: ”C’erano mille persone in coda” per comprare “un pezzo di pane”, a Helfaya nella provincia di Hama. Questo lo racconta un “testimone” ad Al Arabiya. In una zona di guerra dove come dice la stessa fonte “attendibile”, da giorni non arrivava farina, e oggi per la prima volta il panificio aveva prodotto qualcosa, centinaia di persone, molto probabilmente disperate ed affamate invece di sbrigarsi per trovare qualcosa, decidono di fare fila. E di conseguenza boom. I caccia del “tiranno” Assad arrivano puntuali e bombardano donne e bambini. Ecco come spiega il Tg1 della Rai sul suo sito: “Nei video pubblicati sul web dagli attivisti antiregime mostrano decine di cadaveri dilaniati, brandelli di carne umana sparsi ovunque, il sangue che imbratta la strada e le mura dell’edificio rimaste in piedi. Uno scatto fra gli altri testimonia la strage, quello di un ribelle che raccoglie una tradizionale pita, il pane siriano, da una pozza di sangue”. E no! questa ultima riga e’ proprio al contrario. Come se il giornalista avesse guardato il filmato dalla fine all’inizio.

Nel video che abbiamo noi, un ribelle getta del pane nel sangue come se volesse creare una scenografia…

Ecco la spiegazione. Il massacro di Helfaya, vicino a Hama, descritto dai ribelli Siriani come “un bombardamento dei Mig dell’aviazione Siriana, in ritorsione contro il sostegno dato dai civili di questa città ai ribelli”, e che avrebbe causato decine di morti. Quello che non vi dicono, e come parte della loro innata scelleratezza e falsità, è che questo evento nasce da un attentato per una lotta interna e rivale tra due fazioni del cosi denominato ESL (Esercito Siriano Libero). Poiche una stessa città con i suoi vari quartieri e frazioni, possono essere controllati da più di una fazione di ribelli, che rimangono uniti nell’intento di combattere l’esercito regolare Siriano, ma rimangono profondamente divisi e antagonisti se non addirittura nemici quando si tratta di dividere bottini e il controllo delle aree civili solitamente da depredare.

La realtà dei fatti in questo ennesimo atto vigliacco, è che una delle due fazioni in contrapposizione ha deciso di portare un brutto colpo ad un altra fazione, mettendo un ordigno a tempo nelle vicinanze di un forno per la distribuzione del pane; elemento primario nell’alimentazione dei Siriani, ed oramai scarseggiante causa il continuo furto da parte delle milizie ribelli della farina ed addirittura della vendita dei macchinari per la produzione del pane, alla Turchia. Con una penuria così, la fila era assicurata, ma anche la macchina mediatica dei ribelli era pronta: l’ordigno viene fatto esplodere, e subito comincia il “CIAK”. Si va addirittura a posizionare del pane sul sangue per dare maggior peso alla propaganda criminale. Nel contempo, questi maledetti raggiungono un secondo obbiettivo: accusare l’aviazione del regime di aver bombardato i luoghi frequentati da civili.

Ovviamente in questa guerra condotta per conto di potenze straniere, e finazianta da petrodollari dei sudici sceicchi del golfo, decisi a tutto per distruggere la Siria per un odio settario, e portata avanti da elementi il cui dio è apparentemente quello a cui inneggiano, ma in realtà cercano solo di imporre il loro disgustoso salafismo fanatizzato, senza però rinunciare al vile denaro dato loro al fine di commettere le peggior azioni contro i civili, vere vittime dei loro piani diabolici.

Ora noi vorremmo confutare le menzogne ordite per buttare discredito sull’esercito regolare siriano, e vi invitiamo ad analizzare il filmato. In altre occasioni, in cui i ribelli avevano documentato “un bombardamento aereo”, si vedeva chiaramente la quasi totale distruzione dei palazzi colpiti dai razzi. In questo filmato, si vedono chiaramente i segni dei danni causati da un piccolo ordigno. In più non si capisce perché mai 90 persone si dovrebbero ammucchiare in un solo posto quando si sente il rombo dei Mig dell’aviazione: non c’é pane che tenga e ci si mette sempre al riparo, a meno che non si è degli stupidi eroi, OPPURE in fila ignari della prossima esplosione di un ordigno nascosto. NOTATE L’ENTITA’ DELLA DISTRUZIONE. Non bisogna essere esperti per vedere che non si tratta di distruzione da bombardamento, ma da una esplosione di minore entità pur essendo micidiale!

Noi vorremmo far capire ai cittadini dell’Occidente, il grado di falsità e vigliaccheria alla quale questi gruppi terroristi sono arrivati in nome di Allah (quale Allah ancora dovremmo scoprirlo). Ogni giorno in Siria vengono perpetrati crimini usando per scudo i civili, le vere vittime di questa aggressione contro questo paese. Puntualmente e come adesso, vengono fornite le prove, da siti e blog come il nostro, oltre ai vari profili di Facebook, degli atti criminali di questi miliziani, la cui maggior parte sono mercenari pagati e venuti da fuori Siria.

Fonte: stampalibera.org

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