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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

SI SCRIVE FISCAL COMPACT MA SI LEGGE RAPINA

Pubblicato su 28 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Il 31 maggio è la data per il referendum in Irlanda sul Fiscal Compact.
Il Fiscal Compact è un “ pacchetto “ ( sarebbe meglio definirlo “ pacco “ ) che dovrebbe avere lo scopo di coordinare le politiche economiche dei Paesi dell’eurozona e prevede, in sostanza, un pareggio di bilancio – è ammesso uno sforamento sul PIL dello 0,5% -  da inserire addirittura nelle Costituzioni dei Paesi aderenti.
Ma il pareggio di bilancio non è la sola novità di questa nuova legislazione capestro impostaci dalla usurocrazia di Bruxelles: prevede anche una riduzione del debito pubblico al 60% del PIL e, rincarando la dose, impone che lo stesso debito scenda di 1/20 ogni anno rapportato alla soglia raggiunta rispetto al 60% previsto.
Questo è un altro sistema per uccidere i popoli.
Applicando questa regola non solo si deve rispettare il pareggio di bilancio, ma si debbono continuare ad estorcere dei denari, sotto forma di nuove tasse, ai già tartassati cittadini per diminuire il debito, chiamato eufemisticamente pubblico, ma creato appositamente dai camerieri al governo per assicurare una rendita finanziaria ai banchieri.
La responsabilità principale di questa altra gabella è solo ed esclusivamente dei politici, cialtroni e ciarlatani, che in nome dello Stato hanno demandato ad una banca, la BCE, il potere di emettere moneta, rinunciando ad emettere la propria moneta e, di conseguenza prendendo moneta a debito.
La moneta è così diventata una merce come un’altra: la si compra ed a caro prezzo. E quando non vorranno più “ vendercela” potremmo tranquillamente fallire e morire di fame.
Niente male per chi deve gestire la cosa pubblica per il bene dei cittadini.
Ma questa storia del debito pubblico, del suo rapporto con il PIL , è talmente artificiosa che non riusciamo a comprendere come possa essere supinamente accettata dalla popolazione.
Per prima cosa diciamo che il PIL è soltanto uno dei parametri economici, e nemmeno il più importante: questo rapporta la quantità di merci al denaro corrisposto per l’acquisto delle stesse.
Si badi bene quantità di merci e non di prodotti.
Quindi possiamo produrre diverse cose, venderle solamente alcune, e questo dovrebbe significare la “ crescita “ della Nazione. Si è stravolto il principio della produzione nazionale, che dovrebbe essere il solo ed unico parametro per misurare non solo la ricchezza ma anche il valore della moneta, se emessa dallo Stato. Quando lo Stato emette moneta, crea ricchezza,  perchè  la mette in circolazione pagando le opere pubbliche, le forniture, le prestazioni di servizio e via dicendo, e, se crea debito, praticamente spende più di quello che gli entra, questo non rappresenta un problema in quanto sarebbe indebitato con se stesso: quello che gli esce dalla tasca destra gli entra nella tasca sinistra.
In questo sistema abbiamo un andamento che è l’esatto contrario di quello che avviene oggi: più aumenta il deficit pubblico più aumenta la ricchezza di aziende e cittadini.
La moneta circola velocemente, non viene accumulata come risparmio instaurandosi un rapporto di fiducia tra Stato e cittadini, ed è uno dei principi economici basilari per il buon andamento dell’economia stessa.
Abbiamo accennato che la responsabilità, totale, dell’attuale sistema ricade completamente sui politici. Primo perché sono loro che hanno autorizzato le banche private ad emettere moneta sostituendole allo Stato. Secondo perché, nel 1994, hanno cambiato la Legge Bancaria in base alla quale si autorizzavano le banche a possedere partecipazioni in aziende, cosa che prima era vietata. E’ stata assassinata quella che era la funzione originaria della banca: raccogliere i risparmi ed elargire prestiti, ad aziende e privati, facendo in modo di migliorare la qualità della vita. La banca era considerata, ed effettivamente era, una funzione di servizio alla collettività. Da quella data non è più così: sono diventate le famigerate banche d’affari.
Come agiscono ? Prestano denari ad una azienda qualsiasi, chiedono una ipoteca sulla proprietà come garanzia, hanno il diritto di chiedere, quando vogliono ed a loro insindacabile giudizio, il rientro immediato del prestito, e, se l’imprenditore non è in grado di coprire, gli prendono l’azienda. Della vita della stessa non gli frega niente, della vita di chi ci lavora nemmeno, ed iniziano la loro speculazione finanziaria sulla pelle della gente.
Ma come si crea il debito pubblico attuale ? Lo Stato chiede denari alla BCE, questa li fornisce, ma si fa pagare una somma, detta signoraggio, più un interesse pari al tasso di sconto attuale – interesse deciso dalla BCE stessa -. Per facilitare la comprensione facciamo un piccolo esempio: chiedo 100 euro alla BCE, questa me li concede ma chiede in restituzione – facciamo cifre tonde per facilitare l’esempio stesso – i 100 euro più 2,5 euro ( signoraggio ) più 1 euro ( tasso di sconto): in pratica debbo restituire 103,50 euro.
Nel momento in cui prendo 100 euro dalla BCE il mio debito pubblico diventa di 103,50 euro: praticamente ho preso moneta a debito.
Ma il bello deve ancora venire: se alla fine dell’anno, ammesso e non concesso che non ho speso nulla, voglio chiudere la mia partita con la BCE ma non lo posso fare per il semplice motivo che non ho i denari sufficienti: infatti ho 100 euro ma gli altri 3,50 non li ho e non so dove prenderli.
E qui viene il bello: la BCE ci chiede di restituirgli solo i 3,50 lasciandoci gli altri 100, che ci rimangono sul groppone come debito residuo da estinguere e si continua il “ giochino “ chiedendo altri soldi  seguendo la stessa metodologia.
Mi sembra molto facile capire che continuando così il debito è destinato solo ad aumentare e diventa inesigibile. Ma questo alla BCE, ed ai banchieri in genere, non interessa: loro non vogliono la restituzione del debito, ma vogliono assicurarsi una rendita ( i 3,50 euro ) a vita.
Vogliamo fare un altro esempio: se oggi tutti gli Stati europei dicessero che vogliono  estinguere il  debito non lo potrebbero fare perché non ci sono abbastanza soldi in giro per coprire quella cifra.
Questo sistema di brigantaggio economico adesso viene addirittura avallato da una legge che ci obbliga a rispettare quello che decidono i banchieri, i parlamenti nazionali sono ridotti alla funzione di un qualsiasi amministratore condominiale che prende atto del volere dei proprietari.
Ma c’è qualcuno che chiede il referendum anche in Italia ?
Giudicate voi.
Claudio Marconi
la grande depressione 3717

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