Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

SE NON RI-CREIAMO L'UOMO, I TECNOCRATI HANNO VINTO

Pubblicato su 14 Dicembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Ma noi siamo convinti che si va, e non da oggi, nella direzione sbagliata; e lo dimostra il fatto che come calabroni impazziti, gli “ uomini “ dell’Occidente attuale ronzano e cozzano in una sorta di gabbia di vetri invisibili. Bisogna uscire dalla gabbia: ecco l’imperativo. Altri orizzonti; altri “ spazi “, anche etici e spirituali; per cose e “ valori “ puliti, superiori,che sappiano di vetta, dopo tanto arrancare in questa specie di palude. Schifosa sempre, ma che adesso sta diventando come le sabbie mobili.C.M.   
 
popolo%20sovrano
 
 Se esiste ancora qualche ingenuo che crede di “ decidere” con il suo voto è bene che si tolga dalla testa questa solenne panzana, la democrazia, amici miei, non esiste più, le decisioni le prendono i burocrati europei, le elezioni vengono indette solo per avallare le scelte fatte fuori dei confini nazionali.
La prova è rappresentata dalla riunione del PPE europeo, dove, Merkel in testa, hanno “ imposto” Monti come candidato premier al posto di Berlusconi. Ragazzi, imparate il tedesco, perché  presto l’italiano sarà abolito in questa “ nuova Europa “!
E’ lontano da noi anni luce la volontà di difendere Berlusconi – si è manifestato per quello che è: prima contro Monti e il suo Governo, poi, a testa china, a dire “ obbedisco” al vertice del PPE – ma l’ingerenza e la sopraffazione della nostra Sovranità è devastante, non esiste più, abolita, distrutta, frantumata: non siete un popolo, siete solamente “ uomini e donne”, privi di volontà : fate come vi diciamo noi così potrete vivere una vita felice alla “ cinese”. Capito l’antifona ?
Il problema dei problemi è che c’è ancora chi crede che questo sistema possa essere “ aggiustato”, che basta sostituire chi sta in parlamento per fare un cambiamento, che se partecipiamo alle elezioni gli “ faremo vedere noi “. Eh, no! Questa non è la strada, la retta via. Il sistema si cambia, non si rattoppa.
Se non iniziamo, a partire da noi, a cambiare interiormente, a farci una giusta visione del mondo e della vita, a “ pensare” a ciò che vorremmo fare se fossimo noi nella stanza dei bottoni, ad elaborare un programma comune, il fallimento è dietro l’angolo.
Prima ri-creare l’uomo, poi  fare laboratorio per elaborare e definire le idee, poi si fa un movimento che sia lo strumento per l’applicazione del programma.
Un movimento antagonista deve avere proprie basi culturali, sociali e politiche.
Queste basi sono il programma elaborato, definito e concordato, del movimento stesso, sono i caratteri genetici che gli avversari non intendono far conoscere al Popolo. Per impedire questa entrata in contatto si provano tutti i mezzi, si affilano tutte le armi, si usano i più subdoli inganni. Impedire, ad ogni costo, agli antagonisti ,di far conoscere le idee di cui sono portatori è la parola d’ordine delle gerarchie politiche dominanti.
Nel passato questi mezzi erano” violenti”: si ricorreva alla denuncia, alla persecuzione giudiziaria, si passava la palla ai magistrati, si cercava di farli ammutolire con sistemi “ legali “. Oggi questa tecnica, per una serie di motivi, si è perfezionata: si cerca di assorbire gli antagonisti per omogeneizzarli nel Sistema e, di conseguenza, renderli inoffensivi.
Ecco la trappola mortale nella quale non si deve cadere.
Ogni unità territoriale, che, se vorrà, potrà confluire nel movimento antagonista, deve saper individuare i suoi nemici siano essi esterni od interni e la prima arma usata dal liberal-capitalismo è quella di cercare di far crollare il movimento minandolo dall’interno, facendo intravedere rosee strade, splendidi futuri, si cerca, in poche parole, di usare il sottile inganno dell’appagamento personale. Un posto da deputato, da consigliere regionale, la possibilità di entrare in questi “ cenacoli democratici” dove potrai dire la tua ( tanto non conta nulla ), uno strapuntino qualsiasi, l’importante è omologare. Anzi, lo sapete cosa vi dico, aggiungono i tecnocrati, una parvenza di opposizione ci fa anche comodo, altrimenti che “democratici” saremmo ?
L’opposizione va resa inoffensiva pertanto si possono anche promettere “ sistemazioni “ politiche, per i componenti del movimento stesso, in maniera di assorbirlo interamente.
Ecco perché la prima cosa da fare è ri-creare l’uomo.
Dunque prima di pensare ad alleanze o a grandi strategie immediate è necessario organizzare le forze antagoniste, dotarle di idee chiare, indicargli un solido e comune camino.
Il movimento che noi pensiamo deve essere sgombro da idee di inserimento, deve essere un movimento che ha la forza e la capacità di presentarsi con il suo volto, con il suo sentire, con la sua dignità e la sua volontà.
La battaglia va combattuta a viso aperto, non si debbono accettare compromessi, si deve sfidare il liberal-capitalismo sul suo stesso terreno.
Non è una battaglia facile, la via è in salita ed impervia, ma la coerenza, la chiarezza, l’onestà delle idee porta sicuramente alla meta sognata e sperata.
Se vogliamo veramente organizzare le forze antagoniste dobbiamo parlare una lingua che il Popolo conosce e comprende: battaglia sociale, difesa dell’occupazione, lotta all’immigrazione, difesa della sovranità industriale nazionale, difesa delle nostre tradizioni, storia e cultura di Popolo, lotta al degrado, fisico e spirituale delle periferie delle nostre città, lotta alla globalizzazione che inizia combattendo la proliferazione degli ipermercati, dei cibi transgenici, con il far dimenticare alle popolazioni, con l’illusione delle libertà individuali, il bisogno delle sacrosante priorità comunitarie e nazionali.
Dobbiamo parlare una sola lingua: SOVRANITA’ NAZIONALE E MONETARIA.
Oggi è scomparsa ogni forma di personalità, esiste il profilo. L’uomo non è più giudicato in quanto tale ma per quale macchina ha, per come veste, per il tipo di stereo, per i posti che frequenta, non gli si chiede più che religione professa, da quale zona viene ,a quali tradizioni appartiene: l’uomo non deve avere più personalità deve essere un numero che va incasellato nel puzzle del liberismo. Sosteneva Habermas “ Le garanzie pubbliche dello status familiare spogliano la famiglia del suo carattere privato……Si manifesta così un illusorio rinforzarsi di una “ sfera intima “ ridotta a non essere niente più di una comunità di consumo delimitata dal quadro della famiglia nucleare “.
Il liberismo ci vuole portare al punto che, in futuro non molto lontano, i popoli saranno pensati prima di essere vissuti.
Secondo noi esiste solamente la via del ri-diventare Popolo per combattere il sistema liberale,  che è la  via della giustizia sociale, della difesa della dignità e della sovranità nazionale e monetaria, dello stato sociale e della libertà, questa vera.
Per fare tutto questo è vitale l’unione di tutti i cittadini che si riconoscono su queste basi, che si organizzeranno in unità territoriali, e non pensando ad avventure elettorali od allo costituzione di nuovi movimenti o partiti.
Claudio Marconi
Commenta il post