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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

SE NON CI SI LIBERA DELLE GABBIE IDEOLOGICHE SI E' DESTINATI ALLA SCONFITTA. PERPETUA!

Pubblicato su 3 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Pubblichiamo un intervento, tratto dalla sua pagina personale facebook, del Sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti ( PD ) ed il nostro commento, credendo di fare una utile azione per cercare di capire questo scenario politico.

Nel nostro intervento pubblichiamo anche uno stralcio di un discorso di Hitler del 1932, senza nessuna volontà apologetica, ma esclusivamente perché ognuno possa trarre le proprie conclusioni.

Il M5S è più " pericoloso " della Lega in quanto non ha un progetto politico,vuole

distruggere e basta. Hai mai sentito uno straccio di proposta più o meno seria? io

no. Il progetto politico della Lega, che piaccia o no, tanto per chiarire è anni

luce lontano dal mio pensare, esiste. Il problema dei problemi è che la gente è

stanca di questa " politica" portata avanti dai partiti, io contro di te, tu contro di

lui, io e lui contro te, e via dicendo. Se i partiti non capiscono che bisogna

liberarsi delle " gabbie ideologiche" e, di conseguenza, degli apparati allora si che

il M5S prenderà il 50% dei voti. Anche in queste ore lo spettacolo offerto dai

partiti è vergognoso: stanno solamente pensando a come limitare i danni in caso

di elezioni. Ti allego uno stralcio del di un discorso di Hitler del 1932 : “…i

contadini, gli operai, i commercianti, la classe media, tutti sono testimoni… invece

loro preferiscono non parlare di questi 13 anni passati, ma solo degli ultimi sei

mesi… chi è il responsabile? Loro! I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa

sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli

agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di

disoccupati.. sono loro i responsabili!

 
Io vengo confuso.. oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci

confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono

morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese

nel giudicare il nostro movimento..mi hanno proposto un’alleanza. Così

ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento

completamente differente da un partito politico…noi resisteremo a qualsias

i pressione che ci venga fatta. E’ un movimento che non può essere fermato

… non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza

inarrestabile che non può essere distrutta..noi non siamo un partito,

rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo…» 

Ognuno ne tragga le proprie personali conclusioni.

Claudio Marconi

 

la grande depressione 3717

 

Chi c'era tra il 1992 e il 1994 questo film - parlo delle politiche - più o meno lo ha già visto. Il movimento sui cui si incanalò (a vagonate) il voto di protesta post-Tangentopoli Atto Primo si chiamava Lega Lombarda, che solo qualche tempo prima eleggeva giusto qualche sporadico deputato e si trovò nel giro di un paio d'anni in doppia cifra, al governo di città e province, in parlamento. Il paragone si ferma qui, alla formula dell'ondata di protesta. La Lega e il Movimento 5 Stelle sono ovviamente molto diversi, hanno storie diverse, radicamenti diversi. I grillini sono di un'altra pasta. Quale, di preciso, non si sa. Ma è comunque gente più istruita, acculturata, informata, che guarda oltre la Val Trompia e le quote latte. Come la Lega di allora, anche i grillini ora si preparino a cambiare registro: tra qualche giorno si finisce di protestare e contestare, di fare volontariato e associazionismo, di tenere striscioni e urlare vaffa. Bisogna governare (nel senso, quantomeno, di stare a Palazzo quale che sia lo scranno) e non sarà la stessa cosa. Oh, magari sono bravissimi. Io davvero non lo so, vediamo, aspettiamo, valuteremo. Con questi numeri c'è solo da stare zitti, rassegnarsi e rispettare la maggioranza relativa.

Quanto al fatto che gli italiani abbiano votato in questo modo, beh, non è affare mio. Nel senso che a) sono impotente di fronte a un fenomeno sociale e pseudo-politico di questa dimensione e b) lo è anche il partito per cui - ormai è una questione di pigrizia, abitudine, affetto e un briciolo di speranza - voto nelle sue varie espressioni da quando ne ho diritto. Naturalmente il punto b) è un filo più grave. Il Pd viaggia sempre fuori sincrono, sempre. Quando impara una lezione è ormai troppo tardi per applicarla. Quando le applica, ci accorgiamo tutti che serviva già quella successiva. E' un partito che non trasmette entusiasmo: mi spiace dirlo, ma è così, è evidente. E quando riesce a trasmetterlo - le primarie - lo lascia svaporare troppo in fretta. E' per questo che non voglio più prendermela: è inutile, per un sacco di motivi che adesso non voglio elencare.

Un dato, tra i tanti, mi ha colpito. Nella fascia degli elettori 18-25 anni Grillo ha spopolato, e fin qui è facile capire. Ma perchè, tra i giovani, il Pdl ha preso più voti del Pd? Perchè? Questa è una bella cartina di tornasole, no? Se non conquisti i ventenni - e ne avresti tutte le carte in regola - vuol proprio dire che non trasmetti niente.

Temo che il Pd sia vecchio, vecchio dentro, troppo vecchio per stare al passo dei tempi (belli o brutti che siano: i voti mica te li regalano). Che gli schemi dell'apparato siano troppo duri a morire anche se oggi, al contrario, bisognerebbe apparire meno grigi e metterci un po' più di fuffa e di faccia da culo (sì, esatto, parlo di Renzi). Senza derogare dai contenuti, bisognerebbe rinnovarsi nei modi e nei volti. Tutte operazioni lasciate scientificamente a metà, senza - ovviamente - vincere niente.

Giorgio Frassineti

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