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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

SCHIOPPI E RAMAZZE !

Pubblicato su 14 Aprile 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

lega schioppo e ramazza - lo schioppo rompe, la scopa pulisce, e la Lega sparisce!
Prima Parte) Qui si parla di un sogno, sognatori e rimestatori.
 
Molti che sottostarono alla naia ancora ben ricordano il termine “ramazza”, e alcuni, figli di ufficiali o sottufficiali che vissero la caserma sin dalla tenera età non hanno scordato quella simpatica canzoncina che recitava: “Domani andremo in piazza d’armi saluteremo il caporale, caporale di ramazza prima canta e poi s’incazza… non lo vedrò mai più… son cazzi suoi se resta qua a far la guardia e ramazzaaa… brutta burbetta…”.
 
Ebbene, quella ramazza caduta di moda con la scomparsa dei coscritti militarizzati è tornata improvvisamente ieri ad occupare la scena comparendo addirittura in televisione, e ciò, nelle pie intenzioni di pochi, ad indicare la necessità di pulizia dei bubboni che coesistono all’interno della Lega di Bossi. Ma, oltre al significato di voler fare pulizie, la nostra ramazza è simbolo, almeno per i leghisti che non sembrano brillare in intelligenza, di risollevamento dal malfare che tra loro impera, e intanto hanno estromesso due personaggi, uno di loro discutibilmente, mentre alla faccia del “non importano i nomi dei ladroni”, proprio l’ormai mai più delfino, anzi ormai Trota a vita, è stato salvato dalla scomunica.
 
E il fieramente “papi 2”, dal noto proverbio chi va con lo zoppo impara a zoppicare, imitando l’altro papi fa sapere, infischiandosene di promesse e regolamenti, che così è stato perché il rampollo ha avuto il coraggio di dimettersi, ma ancora comunica che se esistono ammanchi monetari causati dai suoi figli rifonderà il danno, ma intanto sembra che già anche su lui stiano emergendo non simpatiche cosucce per certe appropriazioni.
 
Insomma, re Bossi e Lega non sono ben messi, ma ora vogliono lasciare intendere che dopo tanti anni di strilli su Roma ladrona, su “Berlusconi sei mafioso”, sul nepotismo, sugli orrori dei Partiti… cose che ben bene tutte hanno copiato con aggiunte di loro invenzioni, improvvisamente risorgono a nuova vita.
 
Voglio solo aggiungere alla spoglia vicenda, che non è la sola nel panorama politico ytalyota, che se il sig Bossi non sapeva cosa avveniva in casa sua vuol dire che non era e non è all’altezza di garantire alcunché, mentre, se ne era al corrente, deve auto espellersi per comportamento che con eufemismo definisco: “Piratesco”!
 
Tornando alla simpatica ramazza, unica incolpevole della bergamasca sceneggiata, un Bobo se la trascinava appresso sul palco leghista sperando che non “si saluti sulla via… dell anche lui volendo fare apparire la pasqua come la giornata delle pulizie estive, così si dice facesse la massaia anch’essa però ormai difficile a scovarsi insieme a certa tal signora “onestà” certo mandata all’inferno da troppi.
 
In realtà, aldilà del mio dire, come sempre ci sono estimatori e detrattori, in ogni caso la commedia di quel Bobo a me è apparsa opportunista, ma anche velo pietoso steso su un popolo bruto che non è purtroppo solo leghista, ma della Penisola in genere.
 
Un popolo che s’esalta e deprime per bruta convenienza ed egoismo. Un popolo che si celebra e svilisce secondo tornaconto. Un popolo che per uniformità d’intenti ancora non supera le barriere regionali. Un popolo, infatti, che mai sembra possedere il carattere di nazione per atavismi consuetudinari e dialettali, ma a volte anche fantastici che ancor più presero forza campanilistica allorché, ormai son trascorsi molti anni, Radio Radicale ed il Giacinto Pannella in agitazione permanente facevano sì che utenti telefonici lasciassero messaggi, integralmente trasmessi in diretta, contro tutto e contro tutti usando un linguaggio scurrile. Da quel momento, erano gli anni’80 la già inconsistente colonya ytalya si frantumò.
 
Un popolo, è questo, che in nell’ultimo ventennio di governo di un reuccio decaduto, e poi dell’Illegittimo e Anticostituzionale sig Monti, non solo s’è lasciato espugnare, ma sta trascinando un enorme “cavallo di troia” entro la cerchia de le antiche mura.
 
Un popolo che purtroppo è ancora coacervo di regioni e regionalismi contrapposti in una babele di dialetti, costumanze, idee, avversioni e santi agnoli che qui e non là apparvero lasciando la piuma dell’ali gelosamente conservate dai “politici del dio”!
 
Insomma, è questo un popolo e una nazione da fantasia. Un popolo e una nazione umanista da sogno in massima parte di padre Dante e del novellare degli stilnovisti. Anche sogno letterario dell’esulcerato Leopardi che mai fu pessimista ma realista, [boccerei, se mi fosse concesso, chiunque sosterrebbe la prima dicitura] e del mondo romantico di Giovanni Berchet, Vittorio Alfieri e Ugo Foscolo che tutto tal desiderio mostra nel suicidio del suo Jacopo Ortis per il triplice tradimento subito. Anche Manzoni non è da meno nel sogno d’avventura “nazionale”, sì che proprio nel suo romanzo storico cogliamo i fermenti di un desiderio patrio risorgimentale che termina dopo cruenti guerre con re fantocci che, qui insediati, si mostrarono solo amministratori interessati di un Paese che nemmeno consideravano come loro Patria.
 
Solo un enorme personaggio storico raccolse la sfida di “UN POPOLO - UNA NAZIONE - UNA PATRIA”. Fu il DUCE… MA BEN SAPPIAMO QUALE DESTINO GLI RISERBO’ QUEL SUO POPOLO TANTO AMATO.
 
Dal Duce in poi solo figure di scarsissima levatura morale, politica e culturale si sono susseguite nel proscenio della Penisola, ognuna, per rammentare anche il grande genio di Pirandello, solo capace di recitare a soggetto con regia degli atlantici, e dimostrarsi con tante facce quante erano le supposte necessità per proteggersi dagli attacchi d’altri politicanti, o d’altri partiti almeno altrettanto affamati di potere e denaro.
 
Già la cosiddetta prima repubblica, ma essa mai è cambiata se non per caducità dei suoi personaggi, fu un abuso, una forzatura contro l’iniquo precedente potere monarchico. Repubblica sorta sull’inganno elettorale e sulla bancarotta di fine guerra che un potere alleato strisciante, corruttore e corrotto, fino ad oggi con i trattati dell’EU vuole che lo sopportiamo e ossequiamo grazie a personaggi come il sig Napolitano ed entourage politico, e i signori Draghi e Monti ossequenti esecutori di quello che definisco “l’ASSOLUTISMO BANCARIO DEI NUOVI SOVIET”!
 
In ogni modo, orribile factu, avverto il veloce divenire di un esecrando odore di un nuovo Piazzale Loreto, ma non per l’insorgenza, finalmente, di una nuova celebrata nazione, ma per l’interesse economico di genti senza volto e coscienza che si dibattono, seppur giustamente, in una crisi economica che gli è stata addossata come peso da risarcire pur mai avendo contribuito a crearla. Però, le rivendicazioni non ragionate, quelle dettate dalla pancia non conducono alla resurrezione, ma solo a un nuovo faticoso cammino che sarà interrotto da altre avversità.
 
Così il cavallo di troia che ci stiamo trascinando in noi e tra noi aprirà la pancia a sempre più numerosi faccendieri d’assalto, alle multinazionali che presto vorranno anche la nostra acqua, a leggi che proteggeranno solo i sottomessi e soltanto se utili, mentre già lo spred è tornato a salire in maniera violenta.
 
Ora il sig Monti, spred o no, ci regalerà, ma spero che gli ytalyoty la rimetteranno al mittente, una nuova contromisura alla crisi, cioè un nuovo aggravio sulla tassazione perché, silenti e pecoroni, già ci accodammo per rifondere il debito pubblico a colpi di 20% annuo di PIL, e già sappiamo che, nel periodo di sua dirigenza tecnica politica amministrativa, esso ha raggiunto livelli immani, infatti, mostra un incremento ben di 15,5 miliardi di euro mensili, mentre con l’ultimo governo Berlusconi si attestava ad un aumento di solo, si fa per dire, 6 miliardi mensili. Così, in valore assoluto il debito pubblico che i professorini, verosimilmente dalla preparazione culturale di semplici ragionieri senza peraltro volere offendere questi ultimi, dichiarano di volere combattere si attesta ormai a circa 1940 miliardi di euro che mai potrà essere estinto rendendo il Paese e la sua innocente cittadinanza schiavi delle banche.
 
Ma il malessere non si ferma ai grandi numeri che sono difficilmente comprensibili. Il malessere è delle famiglie che, escluse poche smisuratamente arricchite, hanno reali difficoltà a far quadrare i loro bilanci, infatti, secondo dati INPS esistono ben 150 mila nuclei familiari che si trovano nella condizione di pensionamento senza pensione e senza contributi sociali per diversi anni. Proprio oggi le tre sigle sindacali che li rappresentano (?) manifestano unitariamente con uno “sciopero” che sciopero non è perché i manifestanti non sono più in occasione di lavoro. Però per il ministro Fornero, quello lacrimante al bisogno, smentendo l’INPS dichiara che in tutta Italia gli etichettati “esodati” non sono più di 65 mila che è in ogni modo sempre un numero assai alto. Il numero però dice sempre poco, ma se lo traduciamo in persone che si sono pensionate d’accordo con le aziende di competenza e con la normativa di legge operante al momento della decisione ci accorgiamo che ad ognuno dei numeri corrispondono nella famiglia media italiana altre tre persone con tutte le loro esigenze. Così, stimando per vera la valutazione INPS si ottiene che ben 600 mila persone sono in indigenza per l’incapacità, ma io sosterrei per voluto dolo, dei nostri super tecnici al Governo che mostrano la capacità gestionale dei politicanti berlusconiani o dei loro silenti accoliti. E allora, avendo i tecnocrati dimostrato l’incapacità a controllare la crisi del Paese, avendo sempre loro mostrato la volontà, da perfetti lacchè del capitale, di tartassare sempre i soliti veri produttori di PIL (altro concetto truffa) e non differenziandosi in maniera alcuna dai loschi politicanti di Partito che li teniamo a fare al comando sapendo anche che sono ILLEGITTIMI E ANTI COSTITUZIONALI (vedi nel mio blog per esemplificazione: “HANNO TRADITO IL MANDATO POPOLARE!”.
 
kiriosomega
 
Fine della prima parte
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