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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

SACCOMANNI, GLI SWAP, E LA SPENDING REVIEW-2 (o 3 o 4)

Pubblicato su 30 Giugno 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Il PIL nominale 2012 diminuirà nel 2013, visto che l'inflazione, sull'1,2% in base alla ultime stime annue tendenziali, sarà inferiore alla recessione, ormai data persino sopra l'1,8%...dalla stessa Confindustria (che però continua a invocare i tagli della spesa).

Un bel risultato, non c'è che dire: deflazione e recessione insieme. Una situazione "classica" che consiglierebbe lo stimolo fiscale mediante spesa pubblica che, nonostante i luogomunisti, è tutta incidente in termini di sostegno all'occupazione (i deneuronati tendono a far coincidere la spesa pubblica che sostiene l'occupazione con quella per il pubblico impiego dei "carrozzoni" e con quella delle imprese che "dipendono" dagli appalti pubblici).

saccomanni.jpg

E invece no: Saccomanni, ammette che la politica economico-fiscale seguita finora è servita "a prendere tempo" e poi ci dice che occorre procedere a "dolorosi tagli" per circa 20 miliardi.

Che sarebbe il 10% , come noi ben sappiamo, della spesa per "consumi", una volta detratte le voci di bilancio su cui non sarebbe possibile incidere. Avendovi in precedenza già inciso eccome (investimenti scomparsi, personale diminuito di centinaia di migliaia di unità, grazie al regime di blocchi delle assunzioni e pensioni che stanno evaporando, specialmente per le generazioni future).

Cioè il taglio "doloroso" ma "indispensabile" sarebbe per 1,3 punti di PIL; per dare copertura, più o meno alle cose già fatte e per coprire i tagli IMU e IVA definitivamente.

Incidentalmente: una spesa corrente, al netto degli interessi, di 725 miliardi, rispetto al PIL nominale del 2012, di 1566 miliardi, è pari al 46,2% del PIL. E risulta in tale percentuale perchè veniamo da un perioduccio di recessione, e quindi il denominatore PIL è calato alquanto.

Senza contare che il dato è inferiore alla media UEM, in cui solo la Germania (non affetta dalla recessione) ci precede in virtuosità della spesa corrente in rapporto al PIL. Altri sono grosso modo alla pari nostra o con spesa corrente superiore; ma il loro deficit è sopra il 3% e devono quindi ancora correggerlo e...andare incontro alla recessione conseguente, con tutte le belle difficoltà che, "chiagni e fotti", la Commissione prenderà in esame, consentendogli una moratoria nel rientro del deficit al 3%. Ma a noi no. Noi no. Perchè sappiamo negoziare con fermezza. In Europa. Tanta Europa.

 

By the way, Saccommani ammette che la spesa corrente, rispetto allo scorso anno è calata di 0,5 punti, e dell'8,5% dal 2009!

Ma il calo complessivo della spesa corrente in rapporto al PIL, al netto degli stabilizzatori automatici da disoccupazione incentivata" (la parte seccante della curva di Philips "occulta" che li guida), sarebbe stato ancora più ampio in assenza della recessione 2011-2013 (ci limitiamo a quella provocata dal "più europa", escludendo la recessione da "subprime" e tralasciando l'output-gap, dovuto alla stessa UEM, precedente a tale ultima crisi, perchè comunque, costringendoci Maastricht a saldi primari strutturali, per comprimere deficit innnervati da deficit della bilancia dei pagamenti, un certo qual effetto negativo sul PIL ce l'aveva già avuto). 

Comunque, a rigore (il)logico, il ragionamento espanso di Saccomanni è il seguente:

- per coprire circa 8 miliardi di costo del taglio IMU e IVA " a regime" (costo pieno per la prima, ma solo circa due miliardi previsti per il 2013 residuo),

- per pagare magari "qualcosa" sui famosi Swap sul debito pubblico,(qui credo che la spinta ai tagli sia stata alquanto decisiva, ndr.) 

- per rifinanziare gli ammortizzatori sociali, magari per sistemare gli esodati,

siccome abbiamo il pareggio di bilancio e la Commissione UE, che solo a noi italiani non consente di sforare il 3% di deficit, ESSENDO IN SITUAZIONE DI RECESSIONE, tagliamo la spesa pubblica per circa 1,3 punti di PIL".

Non fa una grinza.

Ora noi sappiamo che per il solito FMI, "nipotino di Stalin", il moltiplicatore della spesa pubblica è di circa 1,8. E stiamo parlando di spesa per consumi, cioè per acquisti di beni e servizi, nonchè per lavori pubblici vari, - avete presente le buche nelle strade e la fogna non a norma che fa tanta puzza, insieme alla monnezza che strabocca dai cassonetti sfracellati, mentre i vigili non passano mai con la Punto senza benzina?

Dunque 1,3x1,8=2,34 punti di PIL in meno: ma non sappiamo ancora come li distribuirebbero tra il 2013 e il 2014.

Saccomanni (consapevole? Vogliamo dire che all'Economia stanno iniziando a capire quella nuova metodologia "tutta da studiare" che è il moltiplicatore?) mette le mani avanti e dice che occorre ponderare bene i nuovi tagli e magari non procedere tutto in una volta.

Intanto 8 miliardi per il 2013, così tanto ripetuti, gli servirebbero come il pane, meglio ancora 10: l'impressione è che abbiano chiarissime le idee su come effettuare i tagli lineari (che ve lo dico a fa'?) e che mettano su il "commissario straordinario" per legittimare ciò che faranno con la legge di stabilità molto prima che, "mumble, mumble", questi con qualche mitico pool di "esperti del tesoro" arrivino a qualche mirabolante conclusione.

Teniamoci bassi e limitiamoci a 8 miliardi di tagli di spesa, incidenti sul 2013; il resto, magari, verrà scaglionato sull'anno prossimo. Tanto qualunque sarà la cifra tagliata sull'anno in corso, i criteri di calcolo rimangono questi.

 

Ora, se ricorreranno a un bel decreto-legge di "spending review-2" ("la vendetta"...dei nipotini di Von Hayek-lovuolel'europa), magari in agosto, quando tutto riesce meglio, specie mandare "segnali di credibilità" all'UEM, avremmo 4 mesi di incidenza sul 2013.

Quindi 8 miliardi x1,8x1/3 di periodo fiscale. Risultato: recessione aggiuntiva per miliarducci 4,8. Un aggravamento "leggero, leggero" della recessione di 0,30 punti circa.

Portando la recessione annuale sicuramente oltre il 2%, anzi a sentire Confidustria, al 2,2%. Ma loro saranno lo stesso contenti: la recessione c'è perchè la spesa pubblica è "improduttiva" e non consente supply side. Il problema "a chi vendo?" non se lo pongono. Tanto "sai", vale la legge di Say, per cui l'offerta crea sempre la propria domanda. Ammesso che lo spiazzamento si verifichi mai (in UK stanno ancora aspettando e Cameron per non sbagliarsi insiste).

Credono probabilmente, a Confindustria, che l'incidenza dei restanti 12 miliardi tagliati sul 2014 sarà tutta assorbita dallo spiazzamento di risorse sull'investimento privato che il taglio della spesa pubblica consentirà grazie ai tagli delle tasse...a moltiplicatore 0,8-0,9.

Cioè, applicando Haveelmo, per cui il moltiplicatore di tagli della spesa accompagnati a corrispondenti sgravi fiscali è pari a 1, si arriva 12 miliardi secchi di perdita di PIL che già avremo sul groppone nel 2014 (ammesso che gli sgravi fiscali siano in quella esatta e pari misura!). Il che è inquietante, perchè sarebbe un effetto differenziale negativo di almeno 0,75 punti di PIL (attuale, ante recessione 2013).

In pratica, calcolando l'incidenza sul 2014 di ulteriori tagli di spesa già introdotti con le precedenti manovre, il nuovo aumento IVA previsto a gennaio 2014 (anch'esso già "svenduto" in europa), la prevista crescita del PIL 2014 per 0,5, è una bella utopia.

E sempre perchè si rifiutano di tenere conto del moltiplicatore. Ma l'UE sarà contenta, avremo fatto altre riforme (magari la revisione delle rendite catastali per uccidere definitivamente i valori di scambio sul mercato immobiliare). Solo che i calcoli dei conti pubblici, come al solito, non torneranno e ci "bacchetteranno" con una bella procedura di deficit.

In attesa del prelievo forzoso sui depositi bancari. Quello sì che servirà a moralizzare i porcellini spreconi. 

Fonte: orizzonte48.blogspot.it

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