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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

( RISCHIO ) BOLLA SUI JUNK BOND AMERICANI

Pubblicato su 30 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

Sul mercato si stanno affacciando sempre più aziende (N.d.R. marce...) che fino a qualche tempo fa erano rimaste ai margini per le condizioni proibitive sul mercato dei capitali (N.d.R. avete presente il Moral Hazard e le "abnormi anomalie" indotte dalle Banche Centrali? Tanto se l'azzardo non va a buon fine, "copriamo" noi tutti...socializzando le perdite...)

 

spazza.jpg

 

 La politica monetaria ultra-espansiva della Federal Reserve inizia a mostrare le sue prime controindicazioni. (N.d.R. correggo in "CONTINUA" a mostrare le sue numerose controindicazioni da ri-gonfiaggio della Bolla)
Basta osservare il mercato delle obbligazioni ad alto rendimento, che negli Stati Uniti stanno vivendo un vero e proprio anno record.
Da inizio 2012 le emissioni di junk bond, ovvero titoli “spazzatura”, hanno toccato il record di sempre di 293 miliardi di dollari contro i 249 miliardi di dollari collocati in tutto l’arco del 2011.
Se non dovessero esserci particolari cambiamenti nel trend, da qui a fine anno si potrebbe tranquillamente raggiungere la soglia dei 400 miliardi di dollari...............

Secondo gli economisti e gli esperti di finanza aziendale il trend è positivo, in quanto anche le imprese con rating basso si stanno finanziando a costi decisamenti contenuti rispetto al passato, rifinanziando il capitale circolante a condizioni molto favorevoli e con effetti positivi di consolidamento sul bilancio.
Da quando la FED ha lanciato il terzo piano di stimolo monetario da 40 miliardi di dollari al mese a tempo indeterminato è partita la caccia agli elevati rendimenti.
I cosiddetti “porti sicuri”, come il T-Bond USA, il JGB giapponese o il Bund tedesco, hanno perso sempre più appeal a beneficio di aziende con rating basso ma con alle spalle importanti piani di ristrutturazione.
Questi junk bond con rendimenti del 5-6% sono stati ben presto affiancati da titoli di debito emessi da aziende con bilanci meno sani e rating pessimo, come BB o C.
I forti acquisti sul mercato hanno spinto i rendimenti al 6%, mentre alcuni junk bond rating CCC hanno visto lo yield passare intorno all’8% da una media del 10%.
Sul mercato si stanno affacciando sempre più aziende (N.d.R. marce...) che fino a qualche tempo fa erano rimaste ai margini per le condizioni proibitive sul mercato dei capitali (N.d.R. avete presente il Moral Hazard e le "abnormi anomalie" indotte dalle Banche Centrali? Tanto se l'azzardo non va a buon fine, "copriamo" noi tutti...socializzando le perdite...)
A questo punto qualche esperto ha suonato l’allarme, paventando anche un rischio bolla sui junk bonds (N.d.R. solo UNA delle tante bolle indotte dalla FED...)
Tuttavia, la situazione sembra essere ancora sotto controllo. Moody’s fa notare che il tasso di default su scala globale è sceso al 3% dalla media storica del 4,8%.
Non è ancora tempo di tirare i remi in barca (N.d.R. chi può saperlo? Nel campo delle bolle il PLOP può arrivare all'improvviso...), ma il mare dei titoli spazzatura si sta ingrossando sempre di più.
from Investi Sicuro

Intanto, mentre la FED rende assai succoso ed agevole emettere questa montagna di Junk Bond e specularci sopra,
in un'altra Galassia lontana lontana...

Negli anni '70 una famiglia su 3 apriva libretti di risparmio. Oggi una su 50 
....negli anni Settanta e Ottanta mediamente una famiglia su tre apriva un libretto di risparmio per i nuovi nati, invitando i nonni e i parenti a fare piccoli versamenti negli anni, in occasione di feste e compleanni....
Una cultura del risparmio che è andata progressivamente perdendosi nel tempo.
Negli anni Novanta solo una famiglia su sei pensava ad accumulare un piccolo capitale per i propri figli e oggi stimiamo che soltanto una famiglia su cinquanta mantenga viva la tradizione.
Si tratta, senza ombra di dubbio, di un impoverimento complessivo per le nostre comunità.
E, invece, proprio in questi anni di crisi è necessario imparare la lezione del passato e tornare a puntare sulla cultura del risparmio, che va insegnata con i fatti alle nuove generazioni»....
Ma che bel quadretto! Che saggezza da Nonno Gino!
Peccato che pochissimi ormai riescono a mettere qualche euro da parte e spesso consumano i risparmi accumulati, quando addirittura non riescono ad arrivare nemmeno a fine mese ...
Si sa...i tempi cambiano...e non sempre in meglio.
Fonte: ilgrandebluff
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