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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

RIBELLARSI E' GIUSTO, NON FIDARSI E' INDISPENSABILE

Pubblicato su 8 Luglio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Sediziose e sediziosi, libertari di tutto il mondo unitevi! Non lasciate più a nessuno la bandiera della libertà e del liberalismo.

Siamo ormai fuori dal Paese legale. Politici e professori sono innocenti, siamo noi i veri delinquenti. Lo siamo assieme all’80% delle imprese che sono in ritardo con gli adempimenti fiscali e previdenziali, agli imprenditori che rischiano il carcere e il fallimento. Alle migliaia che intestano le proprietà ad altri, che mettono alla testa delle imprese il parente più anziano votato al sacrificio per salvare il salvabile per i figli.

Siamo stanchi del pogrom, di lasciarci suicidare come persone libere. Non è colpa nostra se siamo nati in Europa dove la liberazione dal feudalesimo avvenne attraverso il Dio Leviatano subendo monarchie e dittature. Non vogliamo rassegnarci. Per questo la sedizione di cui c’è materiale bisogno oggi è contro la nostra storia e guarda a quella delle future generazioni.

Sedizione perché è bene guardarsi da tutti gli establishment (anche interiori) imbevuti di statalismo e opportunismo, dai partiti alle burocrazie e alle corporation infeudate. Liberiamoci e diffidiamo di chi vede i diritti individuali come gentilmente octroyés da qualche istituzione, pubblica o privata.

Il capitalismo del popolo, e lo Stato del popolo sono egualmente in pericolo. Big business e big government si danno la mano contro la big society e la libertà. I grandi gruppi, la finanza non concorrono tra loro: sono collusi con gli apparati statali. C’è chi risponde contro il capitalismo e la ricchezza (senza vedere dove sta la radice dell’ingiustizia) e chi reagisce contro lo Stato in astratto, senza vedere quanto la libera concorrenza sia limitata anche dagli atteggiamenti di lobbies che ormai vivono dello Stato come il paguro Bernardo e l’anemone di mare.

Il libero mercato vero assicurava equilibri e opportunità e conteneva regole antitrust per evitare che chiunque, dominandolo, lo facesse meno libero. Tante altre libertà (d’impresa, di movimento, di opinione etc.) riequilibravano le ingiustizie. Le grandi imprese e le banche dovevano competere tra loro a vantaggio dei clienti e del sistema.

Con la crisi tutto è cambiato. Da quando i grandi non possono fallire grazie all’aiuto di Stato e i piccoli sì, le vacche da mungere sono i contribuenti, questa la sostanza delle sventurate politiche assistenzialistiche più o meno virtuose. Questa la sostanza di tutte le politiche anticrisi: più tasse, tagli confusi senza rimetter risorse in mano ai contribuenti: le vacche stanno inaridendosi.

La malattia originatasi in Europa sta diffondendosi ovunque. Lo spiega in modo affascinante Luigi Zingales nel suo ultimo libro A Capitalism for the People: Recapturing the Lost Genius of American Prosperity. L’economista liberale italiano che insegna a Chicago evoca per gli Usa la fine dell’Italia e della Grecia. La vera corruzione sta nell’eccesso di Stato combinato con il capitalismo “amicale” e il nepotismo rampante. Casta e anti-casta, insomma, mangiano negli stessi salotti e studiano nelle stesse università, nominano i loro amici. Non fidiamoci di nessuno. Solo una cosa castisti e anti-castisti non mettono i discussione: i privilegi delle proprie categorie. Il carattere endogamico dei loro poteri.

Le ingiustizie sono dovute a questo e non alla natura del capitalismo. Alcuni grandi gruppi hanno tradito e violato le leggi del libero mercato e ottenuto di non fallire a scapito dei cittadini. Anche nella più dinamica delle economie avanzate rallenta l’economia, s’allontana la crescita e muore la fiducia nelle funzione del mercato libero e dei suoi principi migliori. Decade ogni scelta meritocratica tanto in economia quanto nella governance delle aziende e in politica. Il vero nemico, la vera corruzione, sta nel fatto che sempre più si scelgono persone, aziende, responsabilità tra chi è fedele alla consegna della continuità. Chi si conosce e non tradisce. L’ascensore sociale è rotto, c’è solo un montacarichi riservato ai soci del club.

In nome della libertà dobbiamo dare l’arrembaggio alle scale, alle porte, alle finestre, imporre un reset di tutto l’edificio sociale. Non crediamo più alle “istituzioni”: dobbiamo partire da noi e insieme togliere l’acqua ai pescecani: le tasse, il fisco oppressivo, la giustizia irresponsabile, la politica incestuosa, l’asservimento del lavoro e del cittadino allo Stato. Ribellarsi è giusto, non fidarsi è indispensabile.

Fonte: thefrontpage - Scritto da: Caino Mediatico

 

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