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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Questa non è una primavera finanziata dagli oligarchi atlantici

Pubblicato su 4 Giugno 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in PAESI ARABI e IRAN

 

Diffondete la nostra voce e condividete la nostra vittoria”

[Russia Today in diretta da Istanbul]

  1. mentre le corrispondenti della tv italiana fanno i loro servizi stando sedute in albergo, qualcuno va sul campo…

    ieri sera la corrispondente di RT denunciava di essere rimasta coinvolta insieme ai suoi collaboratori in attacchi con lacrimogeni da parte della polizia turca:
    19:23 GMT: Crew of RT’s correspondent Irina Galushko and RT in Arabic crew have suffered from tear gas after police attacked protesters in Istanbul’s Taksim Square.

    migliaia di feriti, e due i morti accertati sinora…

    potete seguire gli aggiornamenti in tempo reale, con numerose foto, a questa pagina:
    http://rt.com/news/istanbul-park-protests-police-095/

     
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  2. il viceministro degli Esteri Marta Dassu’, pupazzetto atlantico nostrano, straparla ma non nasconde il terrore di veder saltare un pezzo importante del dispositivo politico-militare USA/NATO:

    Roma, 4 giu. – Per il viceministro degli Esteri, Marta Dassu’, la rivolta in Turchia esplosa nella Piazza Taksim di Istanbul non e’ una nuova Primavera contro un regime totalitario, ma semmai “una crisi di crescita”.
    “E’ importante capire che quello che sta vivendo la Turchia ha poco a che fare con piazza Tahrir”, l’epicentro della rivoluzione egiziana, ha spiegato la Dassu’ intervenendo a Radio24. (AGI)

    segnaliamo anche la seguente testimonianza di una insegnante italiana a Istanbul:

    Da chi è formato questo movimento nato spontaneamente?
    “E’ molto eterogeneo: ci sono elettori del partito d’opposizione, ma anche diversi dell’Akp delusi dalle politiche islamiste di Erdogan. Ci sono poi aderenti ad associazioni musulmane democratiche, esponenti della minoranza curda e alevi, ragazzi delle tifoserie di calcio. Non c’è nessun cappello religioso o politico però, si lotta uniti per un obiettivo comune, che va ormai oltre la difesa del parco. I manifestanti ripetono nei loro slogan che la lotta andrà avanti perché il vero obiettivo è cacciare questo Governo”.

    Qual è stata la scintilla che ha fatto nascere questa reazione?
    “Da una parte c’è la progressiva radicalizzazione dell’autoritarismo imposto al paese dal Governo Erdogan, con leggi che limitano le libertà individuali. La tensione si è accumulata forse sull’onda della rabbia suscitata anche dalla negazione dell’utilizzo di piazza Taksim il primo maggio (Il centro simbolico di Istanbul è rimasto infatti off limits per la festa dei lavoratori, grazie a una cortina di polizia ed esercito che ha generato scontri con feriti e diversi arresti, ndr). La tensione da allora non è mai veramente scesa e il pugno di ferro di Geza Park è stata solo il pretesto per iniziare la ribellione”.

    A proposito di social network, additati da Erdogan (in particolare Twitter) come “una minaccia per la società”, che uso ne fa il movimento?
    “I social network sono importanti e vengono spesso usati per decidere gli appuntamenti con i vari gruppi. Si decide dove incontrarci, che cosa fare, cercando però di rimanere in gruppi non troppo numerosi. Bisogna però anche dire che a volte il loro utilizzo è controproducente perché spesso circolano bufale e notizie false”.

    Un’ultima domanda: perché un’italiana ha deciso di prendere parte alle proteste?
    “Non l’ho deciso, ne ho sentito il dovere. Perché ormai vivo in questo paese e mi sono ritrovata totalmente negli ideali che hanno mosso questa rivolta. Una rivolta che, per partecipazione e intensità credo in Italia non potrebbe mai avvenire”.

    [purtroppo - ndr]

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/io-italiana-tra-gli-occupygezi/2208288/11/0

     
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  3. anche Mario Mauro vuole dare un contributo alla causa.
    rispondendo a una domanda dei cronisti sulla dura repressione delle manifestazioni contro il governo di Ankara, subito dopo un incontro avuto oggi a Bruxelles con il collega turco Ismet Yilmaz, a margine della riunione ministeriale della NATO, il ministro della Difesa ha affermato:
    “Credo che non solo il governo Erdogan, ma tutti i governi che aderiscono a un’alleanza come la NATO, con fondamenti politici incentrati sul rispetto dei diritti e la promozione della libertà, debbano avere nel rapporto non sempre facile con chi manifesta opinioni diverse la persona al centro delle loro preoccupazioni.”
    Nel corso del suo colloquio con Yilmaz, aveva precisato il ministro in precedenza, in realtà “non si è parlato di politica interna turca ma soprattutto della vicenda siriana che ci sta molto a cuore, e delle possibili sue ricadute sui paesi confinanti, la Turchia ‘in primis’ e poi Libano e Giordania”.

    il terrore dei pupazzi atlantici è in aumento
    (fonte TMNews)

     
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  4. Ciao, la tua (vostra) battaglia contro la falsificazione della realtà da parte dell’imperialismo è veramente meritoria. Nel frattempo, anche sul fronte interno, invece di parlare dell’ulteriore débacle elettorale dei partiti di governo, si accaniscono tutti sul MoVimento5Stelle di cui si teme il radicamento.

     
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  5. grazie mille, Giancarlo.

    riportiamo il seguente “appello” di P. Buttafuoco:
    “Signori democratici, su questa storia della Turchia mettetevi d’accordo. Fino a quando Erdogan fa il lavoro sporco in Siria vi va bene, anzi, benissimo. Il sultanato diventa un avamposto dei diritti civili. Se poi quello si fa gli affari suoi dentro casa (giusto perché solo speculando la patria si fa ricca), diventa un satrapo, un restauratore della tradizione dimenticando che in Turchia – sveglia! – è il velo a essere proibito dalla legge del massone Atatürk, non il contrario.”
    http://www.ilfoglio.it/riempitivo/380

    tanto per dire: usare prudenza nel fare apologia di liberalismi e liberismi vari, e non lasciarsi nemmeno andare all’islamofobia spiccia…

    e, infatti, dalla Siria fanno sapere che…

    Beirut, 4 giu. – (Adnkronos/Aki) – Duro affondo dell’agenzia d’informazione siriana ‘Sana’ contro il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, da oltre una settimana nel mirino dei manifestanti che ne contestano le politiche e ne chiedono le dimissioni.
    “Definendo ‘sabotatori’ quelli che manifestano contro la sua autocrazia, il premier turco si e’ contraddetto e ha mostrato la sua ipocrisia e il suo doppio standard“, si legge sulla ‘Sana’. L’organo di stampa vicine al regime siriano, ha quindi sottolineato che “Erdogan continua a sostenere il cosiddetto ‘movimento popolare in Siria’, quando i fatti dimostrano che si tratta in realta’ di gruppi terroristi armati appoggiati e finanziati dal suo governo, dall’Occidente e dai Paesi del Golfo”.

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