Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

QUELLO CHE DEVE ESSERE DETTO di GUNTER GRASS

Pubblicato su 7 Aprile 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Perché taccio, passo sotto silenzio troppo a lungo

 quanto è palese e si è praticato

 in giochi di guerra alla fine dei quali, da sopravvissuti,

 noi siamo tutt´al più le note a margine.

 E´ l´affermato diritto al decisivo attacco preventivo

 che potrebbe cancellare il popolo iraniano

 soggiogato da un fanfarone e spinto al giubilo organizzato,

 perché nella sfera di sua competenza si presume

la costruzione di un´atomica.

 E allora perché mi proibisco

 di chiamare per nome l´altro paese,

 in cui da anni — anche se coperto da segreto -

 si dispone di un crescente potenziale nucleare,

 però fuori controllo, perché inaccessibile

 a qualsiasi ispezione?

 Il silenzio di tutti su questo stato di cose,

 a cui si è assoggettato il mio silenzio,

 lo sento come opprimente menzogna

 e inibizione che prospetta punizioni

 appena non se ne tenga conto;

 il verdetto «antisemitismo» è d´uso corrente.

 Ora però, poiché dal mio paese,

 di volta in volta toccato da crimini esclusivi

 che non hanno paragone e costretto a giustificarsi,

di nuovo e per puri scopi commerciali, anche se

 con lingua svelta la si dichiara «riparazione»,

 dovrebbe essere consegnato a Israele

 un altro sommergibile, la cui specialità

 consiste nel poter dirigere annientanti testate là dove

 l´esistenza di un´unica bomba atomica non è provata

 ma vuol essere di forza probatoria come spauracchio,

 dico quello che deve essere detto.

 Perché ho taciuto finora?

Perché pensavo che la mia origine,

 gravata da una macchia incancellabile,

 impedisse di aspettarsi questo dato di fatto

 come verità dichiarata dallo Stato d´Israele

 al quale sono e voglio restare legato

 Perché dico solo adesso,

 da vecchio e con l´ultimo inchiostro:

 La potenza nucleare di Israele minaccia

 la così fragile pace mondiale?

Perché deve essere detto

quello che già domani potrebbe essere troppo tardi;

 anche perché noi — come tedeschi con sufficienti colpe a carico -

 potremmo diventare fornitori di un crimine

 prevedibile, e nessuna delle solite scuse

 cancellerebbe la nostra complicità.

 E lo ammetto: non taccio più

 perché dell´ipocrisia dell´Occidente

 ne ho fin sopra i capelli; perché è auspicabile

 che molti vogliano affrancarsi dal silenzio,

 esortino alla rinuncia il promotore

 del pericolo riconoscibile e

 altrettanto insistano perché

 un controllo libero e permanente

 del potenziale atomico israeliano

e delle installazioni nucleari iraniane

 sia consentito dai governi di entrambi i paesi

tramite un´istanza internazionale.

 Solo così per tutti, israeliani e palestinesi,

 e più ancora, per tutti gli uomini che vivono

 ostilmente fianco a fianco in quella

 regione occupata dalla follia ci sarà una via d´uscita,

 e in fin dei conti anche per noi.

Fonte: RaiNews

 Con una poesia pubblicata oggi dalla ‘Sueddeutsche Zeitung’ lo scrittore e premio Nobel per la letteratura  nel 1999 Günter Grass interviene sui rapporti tra Israele e l’Iran e scatena un pandemonio in Germania. Secondo quanto riportano oggi i principali mezzi di informazione  lo scrittore nella poesia chiede alla Germania di non fornire altri sommergibili a Israele che potrebbe lanciare missili con testata nucleare contro l’Iran;  Grass sostiene infatti che l’arsenale atomico di Israele rappresenta una minaccia più seria della possibile atomica iraniana.  Il testo, rifiutato da Die Zeit, è stato pubblicato oggi dalla Suddeutsche Zeitung oltre che da altri quotidiani europei come “La Repubblica” e “El Pais”. Nella poesia Grass critica anche la politica tedesca rimproverando a Berlino di aver venduto e continuato a vendere armi letali a Israele.

 Il giornale di Monaco di Baviera mette in prima pagina la foto di Grass accompagnata dal titolo “Ein Aufschrei”, un grido di dolore, sottolineando che il Nobel tedesco “mette in guardia su una guerra contro l’Iran”. Nella poesia dal titolo “Ciò che va detto“, lo scrittore spiega i motivi per cui il suo Paese non deve più fornire sommergibili a Israele. Nel giorni scorsi i cantieri navali tedeschi hanno consegnato un quarto sommergibile “Dolphin” a Israele che dovrebbe riceverne ancora un altro.

Grass paventa la possibile minaccia di “un attacco preventivo” contro un Paese che si sospetta di voler costruire l’atomica, ma subito dopo aggiunge: “Perché mi vieto di chiamare per nome quell’altro

 Paese, in cui da anni, anche se in segreto, e’ disponibile un crescente arsenale nucleare, ma fuori controllo, poiché non sono ammesse ispezioni?”.

 Grass è stato duramente criticato dal Consiglio centrale ebraico tedesco: il suo è stato definito ”un pamphlet aggressivo”, ha detto il presidente del Consiglio Dieter Graumann all’agenzia tedesca Dpa.

 Per Graumann è triste che il premio Nobel per la letteratura demonizzi in quel modo Israele: il testo — che accusa lo Stato ebraico di mettere a repentaglio la già fragile pace mondiale — è irresponsabile e capovolge la realtà delle cose. Per il presidente del Consiglio ebraico non è Israele a minacciare la pace, ma l’Iran, il cui regime opprime il suo popolo e finanzia il terrorismo internazionale. “Un autore straordinario del resto non è automaticamente uno straordinario analista della politica mediorientale”, chiosa Graumann.

 Dura risposta anche dell’ambasciatore israeliano in Germania, Emmanuel Nahshon, che sulla homepage

 della rappresentanza diplomatica scrive che fa parte della tradizione europea “accusare gli ebrei di uccisioni rituali nell’imminenza della festa del Pessach. In passato erano i bambini cristiani, con gli ebrei accusati di usare il loro sangue per fare il pane azzimo, oggi e’ il popolo iraniano, che lo Stato ebraico vorrebbe cancellare”. Reazione pesante anche da parte del presidente della Commissione Esteri del Bundestag, Ruprecht Polenz (Cdu), secondo il quale “Grass è un grande scrittore, ma ogni volta che parla di politica ha difficoltà e sbaglia sovente, questa volta ha sbagliato di grosso”.

 Durissimo il commento dello scrittore ebraico Henrik M. Broder, columnist dello ‘Spiegel’, secondo il quale lo scrittore di Danzica rappresenta “il prototipo dell’antisemita”. Secondo Broder, Grass ha sempre avuto “problemi” con gli ebrei, “ma non li ha mai articolati in maniera così chiara come in questa poesia”.

 Un sostegno al premio Nobel è invece arrivato dalla Linke, il cui deputato Wolfgang Gehrcke ha spiegato che “Grass ha ragione” ed ha mostrato “il coraggio di dire cose che continuano ad essere taciute”.

 http://www.sueddeutsche.de/verlag

 http://www.repubblica.it/ambiente/2011/04/10/news/nucleare_grass-14743120/ (Traduzione di Claudio Groff)

Tratto da: annalisamelandri   gunter-grass-300x225.jpg

Commenta il post

Marino 04/07/2012 10:11


Io stò con Israele!