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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

QUANDO CONVIENE FARE CAUSA ALLA BANCA

Pubblicato su 23 Novembre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

Documento tratto dal Comitato Promotore dei 6 referendum contro le banche e signoraggio.

Siamo organizzati per seguire le controversie bancarie in tutta Italia.
Può contattarci allo  0817879166 o al 3932039457 oppure inviarci una  mail facendo click
qui.

QUANDO CONVIENE FARE CAUSA ALLA BANCA

FermiamoLeBanche&LeTasse ha l’obiettivo, oltre che di far recuperare ai cittadini e alle aziende il denaro che le banche gli hanno sottratto indebitamente, di cambiare il sistema bancario attraverso le cause. Le cause che è opportuno fare, perché sono praticamente vinte in partenza, sono però fondamentalmente le cause civili in relazione a conti correnti in cui vi siano degli affidamenti. Cause queste ultime nelle quali la banca viene quasi sempre condannata a restituire tutte o parte delle somme di cui si appropriata dall’apertura del conto corrente, operazione per operazione. Vittoria ora ulteriormente facilitata dalla sentenza n. 12028, del 26/03/2010, con la quale Cassazione ha stabilito che la commissione di massimo scoperto deve essere utilizzata ai fini del calcolo per stabilire se il tasso praticato dalla banca è usurario. Tassi che, se vi si comprende la commissione di massimo scoperto, sono usurari quasi sempre. Con la conseguenza, nelle cause, che tutte le operazioni vanno ricalcolate sulla base del tasso legale, per cui emergono differenze molto alte, che, in presenza di conti con forti affidamenti e molto movimentati, sono spesso di centinaia di migliaia di euro o di milioni. Cause che, invece, quando non ci sono fidi, sono in genere per piccoli importi, per cui i margini di vittoria diventano troppo sottili. Diverse sono poi le cause dei mutui, che sono più problematiche, e per le quali non si può garantire per il momento un buon risultato, salvo che nei casi in cui vi è usura.

COSA OCCORRE PER INIZIARE

Per proporre la causa l’azienda interessata deve fornire copia di tutta la documentazione del conto corrente, con particolare riferimento agli estratti, a partire dall’apertura del conto. La prescrizione è decennale, ma non decorre durante il rapporto di conto corrente, per cui si può fare causa entro dieci anni dal giorno in cui il conto è stato chiuso, e si può recuperare tutto, anche se il conto è durato ad esempio 30 anni. Se non si ha la documentazione la si può chiedere alla banca, che, per legge, deve rilasciarla entro tre mesi. La banca però non è obbligata a dare documentazione più vecchia di dieci anni dal momento in cui la si chiede, per cui, se non si ha la documentazione relativa al periodo anteriore a dieci anni, per quel periodo non si possono fare i conteggi, a meno che non si riesca ad ottenere dal giudice l’ordine alla banca di esibirla. Se la banca ha superato i tassi usurai, come avviene nella più parte dei casi, si presente denunzia per usura. In questo caso è sufficiente che il Pubblico Ministero rinvii a giudizio la banca per poter presentare una domanda al Prefetto come vittima dell’usura per poi ottenere la sospensione di un anno di vari termini, quali i termini dei pignoramenti, nonché di ben tre anni per gli adempimenti fiscali.

QUALI SONO I COSTI?

Occorre pagare l’inserimento a video dei dati di cui agli estratti conto, per il quale delle dattilografe a cottimo prendono 5 centesimi (circa 100 vecchie lire) per ogni riga dell’estratto conto, oltre ad una somma variabile da circa 70 a 1.100 euro (secondo il valore della causa) per l’iscrizione a ruolo e le notifiche.

MAGGIORI DETTAGLI PER COLORO CHE SONO INTERESSATI
AL MODO IN CUI SONO FORMULATE LE CITAZIONI

L’atto di citazione che usiamo è basato su tre richieste. La prima, che per il momento non viene accolta, ma che contiamo lo sia nell’arco temporale richiesto per i tre gradi, è che il Tribunale, accertato il signoraggio (vedi cos’è il signoraggio da www.marra.it, doc. n. 134), dichiari dovuta la restituzione delle somme eventualmente dovute, non alla banca, ma allo Stato, ove e quando lo Stato ne facesse eventualmente richiesta. La seconda è invece che il Tribunale dichiari dovuta la restituzione del solo capitale o, in subordine, del solo capitale con il solo tasso legale, come previsto dalla legge anti-usura quando la banca, come generalmente accade specie nei fidi, pratica tassi usurari, ovvero quando trattiene (quale che sia la causale, escluse tasse e imposte) oltre il 50% del tasso medio in quel tipo di operazioni. Per il caso infine l’usura non ci sia, si chiede che la condanni allora a restituire quanto trattenuto per anatocismo, commissioni di massimo scoperto, accredito differito dei versamenti, tassi passivi ultra-legali o attivi sub-legali, quando siano indeterminabili (lo sono in pratica sempre) ecc. Cause generalmente vinte in partenza sia in relazione all’usura, e sia all’anatocismo, commissioni di massimo scoperto, accredito tardivo degli assegni, e così via, perché la giurisprudenza in materia è favorevole. Per cui, forti della somma che si incassa in primo grado, si può proseguire in appello e in cassazione per il signoraggio attendendo l’evoluzione giurisprudenziale. Argomenti che vanno usati anche nelle opposizioni ai decreti ingiuntivi. Tendiamo poi a non prendere cause già iniziate da altri avvocati, o nelle quali tutto è già accaduto, magari da tempo, perché è troppo difficile intervenirvi. Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

"FermiamoLeBanche&LeTasse"

capitalista

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