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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PRO MEMORIA ..... PER I PIU' DISTRATTI .....

Pubblicato su 6 Agosto 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

avvoltoio

Sarebbe opportuno che tutti  gli uomini liberi, coloro che non sono presi dal virus delle ideologie o dalla sindrome di Piazzale Loreto ( per questi non vi è speranza) facessero una analisi degli ultimi 40 anni di storia italiana.

Il voler qualificare la magistratura come elemento della gioiosa macchina da guerra degli (ex) comunisti è quantomeno errato e superficiale.

Negli anni ’70 individui come Violante, Caselli, De Ambrosio, Villa ed altri costruirono le loro carriere sulla pelle di chi combatteva il Sistema a loro organico, spedendo decine di innocenti in galera pur d’avere le prime pagine dei quotidiani. Dopo quel periodo fu sempre loa magistratura meneghina che si trasformò nel braccio armato del golpe del Britannia, il panfilo della regina Elisabetta in rotta lungo le coste tirreniche, dalle acque di Civitavecchia e quelle dell’Argentario.

A guidare la nostra delegazione - raccontano in modo scarno le cronache dell’epoca - fu Mario Draghi, che ai «signori della City» illustra per filo e per segno il maxi programma di dismissioni da parte dello Stato e di privatizzazioni. Un vero e proprio smantellamento dello Stato imprenditore.

Guarda caso, tra gli invitati “eccellenti” del Britannia fa capolino George Soros, super finanziere d’assalto di origini ungheresi ma yankee d’adozione, a capo del Quantum Fund e protagonista di una incredibile serie di crac provocati in svariate nazioni nel mirino degli Usa, potendo contare su smisurate liquidità, secondo alcune fonti di origine anche colombiana. E guarda caso, per l’Italia sarà settembre nero, anzi nerissimo, con una svalutazione del 30 per cento che costringerà l’allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi (direttore generale Lamberto Dini) a prosciugare le risorse della banca centrale (quasi 50 miliardi di dollari) per fronteggiare il maxi attacco speculativo nei confronti della lira. A infilarci pesantemente uno zampino anche Moody’s, l’agenzia di rating che declassò i nostri Bot.

Il segnale più che significativo arriva con lo sbarco del neo ambasciatore Reginald Bartholomew, che dopo qualche mese di acclimatamento tra i salotti romani dichiara: «continueremo a sottolineare ai nostri interlocutori italiani la necessità di essere trasparenti nelle privatizzazioni, di proseguire in modo spedito e di rimuovere qualsiasi barriera agli investimenti esteri». Dopo cinque anni - dimessi i panni dell’ambasciatore - Bartholomew viene nominato presidente della Merryl Linch Italia, uno dei colossi finanziari made in Usa. Quando la politica & la finanza vanno a braccetto. Detto, fatto, comunque. Le direttive di mr. Reginald sono state seguite a puntino nel corso degli anni ’90. Dalle maxi privatizzazioni targate Telecom (23 mila miliardi) ed Enel (32 mila), passando attraverso un mare di aziende sparse un po’ in tutti i settori, a cominciare dall’agroalimentare che viene letteralmente dato in pasto, è il caso di dirlo, ai big olandesi, inglesi o a stelle e strisce. Arriviamo nel 2000. L’altro colosso di Stato, l’Eni, è già in avanzata fase di privatizzazione. Manca solo il ramo “immobili”, la ciliegina finale. Ad acquisirne la fetta più grossa, per circa 3000 miliardi delle vecchie lire, è un altro colosso dell’intermediazione finanziaria Usa, Goldman Sachs, tramite il suo dinamicissimo fondo Whitehall, che così entra in possesso - per fare un solo esempio - dell’ex area Eni di San Donato Milanese, 300 mila metri quadrati superappetibili, dove potrebbero essere trasferiti gli storici locali Rai di corso Sempione. Goldman Sachs, comunque, non si ferma qui, e fa incetta di altri immobili, come quelli della Fondazione Cariplo (e poi, con un altro big Usa, Morgan Stanely, sui patrimoni mattonari di Unim, Ras e Toro).

Altro acchiappatutto, il gruppo Carlyle, che ha fatto incetta di immobili anche a Napoli (tra gli azionisti principali, le famiglie Bush e Bin Laden). Secondo le ultime statistiche di fonte Sole 24 Ore (“Scenari Immobiliari”) i gruppi esteri ormai sopravanzano quelli nostrani, 11 mila contro 15 mila miliardi di vecchie lire di patrimonio ex-pubblico: tra i privati nazionali spiccano Ipi (Danilo Coppola), Pirelli Real Estate (Tronchetti Provera), Risanamento (Zunino), Statuto, Ligresti, ovvero la crema mattonara di casa nostra.

E vi fu una strategia ad orologeria. Antonio Di Pietro, colui che ha sempre avuto più dimestichezza con le manette ed i regali ricevuti che con i congiuntivi, divenne sotto l’egida dei suoi superiori magistrati, l’esempio della lotta alla corruzione: è la nascita di “mani pulite”, la genesi di una fantomatica “Mani Pulite International”, ovvero “Transparency International”, che nata dopo il crollo del muro di Berlino nel 1989 per iniziativa del principe Filippo di Edimburgo avrebbe trovato adepti in mezza Europa. La Banca Mondiale –fu sua principale ispiratrice.

A quanto pare fu proprio George Soros il grande burattinaio dell’organizzazione, che attraverso suoi fedelissimi, avrebbe provocato maxi crac nelle economie di mezzo mondo. Del resto, il suo Quantum Fund è una diretta emanazione del gruppo Rothschild. Un solo esempio? Richard Katz, ex direttore della Rotschild Italia e allo stesso tempo membro del comitato esecutivo del Quantum Fund di Soros. Registrato nel paradiso fiscale delle Antille olandesi, nel suo consiglio d’amministrazione fanno capolino alcuni nomi di un certo peso: come quello di Isidoro Alberini, storico agente di cambio alla Borsa di Milano, Nils Taube (socio dei Rotschild nella finanziaria St.James Place Capital), Amebee de Moustier (della Ifa Banque di Parigi), Edgar de Picciotto. Quest’ultimo è al vertice della UBP (Union Bancarie Privée) di Ginevra, terza banca svizzera, uno dei cui soci, Edmund Safra, è stato coinvolto in un’inchiesta della Dea americana per riciclaggio dei narcodollari colombiani.

Vince la finanza anglo israeliana, massonica e laica (si fa per dire), perde la finanza cattolica e in specie la massoneria Opus Dei. Vincono anche coloro che 13 anni prima hanno avviato la bancarotta italiana, assassinato la politica e fatto trionfare un’economia in gran parte straniera di rapina e per il resto quella che impesta l’aria di questi tempi. La posta in gioco? Tra le altre il famigerato Partito Democratico filoclintoniano, filoisraeliano, filobilderberghiano, massonico, di Rutelli, Veltroni e aggregati vari».

La magistratura fu la testa di ponte delle mafie massoniche per distruggere i nemici politici di questa nuova Italia pulita.

Da allora i magistrati capirono che potevano divenire autonomi, non più strumenti delle ideologie e dei partiti e delle mafie, ma loro stessi centro di potere politico/economico.

E tali ora sono.

Non facciamo l’errore delle Brigate Rosse che volevano colpire “il cuore dello Stato”: questo Stato non ha un cuore, ma tanti stomaci: Banca Mondiale, Logge, EU, Vaticano Spa, USA, Entità sionista, Equitalia...Magistratura!

Tanti nemici coalizzati contro il popolo italiano...che non lo capisce è anch’esso un nemico e come tale va trattato.

Francesco Torriglia

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barbara 08/06/2013 23:22


veramente un ottimo promemoria, una sintesi di chi sono i veri nemici della salute e del benessere degli italiani.


Ma "fortunatamente" ci pensa il mainstream a distrarci e  fornirci falsi capri espiatori della nostra disfatta....

frontediliberazionedaibanchieri 08/07/2013 11:57



Sono bravissimi ad usare le armi di distrazione di massa....ed i coglioni abboccano. Claudio