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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PERCHE' LE ELEZIONI SONO DIVENTATE CASA VIANELLO

Pubblicato su 17 Gennaio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

damilanomanette

 

Dopo che l’altro giorno aveva pulito la sedia di Travaglio, oggi Berlusconi ha preso giocosamente a cartellate Marco Damilano e ha finto di ammanettarsi davanti a Ingroia.

Straordinarie photo opportunity – o video opportunity, è lo stesso – che il Cavaliere si crea da solo per buttarla in caciara, arte di cui è maestro planetario.

Ha perfettamente ragione, dal suo punto di vista: se si discutesse di come ha governato, di quelli di cui si è circondato, delle promesse che ha disatteso e di come ha lasciato l’Italia, beh, avrebbe già perso.

Di qui l’estrema corporizzazione mediatica della campagna elettorale, di qui i siparietti che penetrano nelle case e nelle menti molto più dei numeri sul Pil o delle parole sul programma.

Siamo arrivati insomma a una nuova fase: quella della propaganda politica basata tutta sulla comicità, sul divertimento, sulle gag stile casa Vianello. Un sistema efficace e fabulatorio per far dimenticare la crisi e per risultare simpatici.

Occhio, non è più politica mediatizzata, a questo punto: è mediatico puro – e la politica è stata messa alla porta.

E’ anzi un’interpretazione perfetta dello spirito dell’antipolitica: nel senso che la politica – cosa mediaticamente ‘brutta e noiosa, fatta di dichiarazioni ipocrite, privilegi e ruberie’ – è stata definitivamente sostituita dagli sketch, cosa invece – come noto – divertente e gradevole.

Quanti italiani poi accetteranno di dimenticare la realtà e applaudire a fine spettacolo è cosa che sapremo solo fra un mese.

Fonte: gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it

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