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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PER I MISSILI, CI SONO SEMPRE SOLDI

Pubblicato su 12 Giugno 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Nel 2014, gli occupanti dovrebbero lasciare l’Afghanistan al suo destino.

Mancano quindi un anno e mezzo per fare un po’ di affari.

La General Atomics Aeronautical Systems – parte dell’immenso complesso della General Atomics [1] è un’azienda californiana, che impiega 3.300 operai per produrre i droni Predator, in particolare i Reaper e gli Avenger: il nome Predator si spiega da sé, Reaper è un riferimento al grande Mietitore finale, Avenger vuol dire “vendicatore”.

Se 3.300 operai non vi sembrano pochi, calcolate che l’industria dei droni ne impiega 10.000 solo nella California meridionale; e 60.000 persone lavorano a tempo pieno nell’industria californiana dell’aeronautica. Che producono molto di più dei 300.000 che ci lavoravano qualche decennio fa.

Dal 2000 al 2005, la General Atomics Aeronautica Systems – il cui primo presidente fu un ex-ammiraglio – ha pagato ben 86 viaggi per membri del Congresso, loro familiari e portaborse.[2]

Un’agguerrita schiera dei beneficiari di tali viaggi, nonché di contributi diretti alle loro campagne elettorali, si assicura che al Pentagono non ci si dimentichi mai dell’azienda. E non se ne dimenticano: nel 2010, il Pentagono ha speso circa 4 miliardi di dollari per droni, la CIA un altro miliardo.

Tra i clienti, non poteva mancare l’Italia, che finora ha comprato sei Reaper, più tutto l’impianto a terra, più un costosissimo pacchetto di assistenza: i primi quattro Reaper da soli sono costati 330 milioni di dollari. In seguito, va detto, a un viaggio di otto dirigenti della società con seguito di imprecisati “ospiti” in Italia: in pochi giorni, l’allegra comitiva è riuscita a spendere 110.000 dollari tra Bellagio, Venezia, Roma e Firenze, intrattenendosi con il tipo di italiani che fanno questo genere di acquisti.

Bisogna pur farci qualcosa, e così gli italiani hanno mandato i nuovi droni (pare che due debbano ancora arrivare, ma intanto l’affare è fatto) a spiare le pecore sulle montagne dell’Afghanistan .

Ora, il Reaper è tecnicamente un hunter/killer, cioè un “cacciatore/omicida”, e quindi usarlo per mera sorveglianza è un po’ come nutrire una tigre a pastasciutta.

Per cui hanno deciso che i Reaper devono fare qualcosa di più utile. Perciò l’Italia comincerà a usarli presto per bombardare i villaggi afghani e pakistani.

Per farlo, però, l’Italia dovrà armare i droni, acquistando bombe e missili Hellfire, che – ricordiamo – vuol dire “Fuoco dell’inferno”, prodotti dalla Lockheed Martin, di cui abbiamo parlato più volte.

Un solo missile costa 58.000 dollari e ogni Reaper ne può montare fino a quattordici alla volta, per cui in questo momento nelle case dei lavoratori della California del Sud, devono essere parecchio affezionati a Mario Monti.

Non c’entra ovviamente nulla, ma pare che il Comune di Firenze inizierà a chiudere le scuole dell’infanzia l’anno prossimo, per mancanza di fondi, trasferendoli a cooperative precarie. In privato, i dirigenti del comune hanno promesso di avere un occhio di riguardo solo per quelle scuole che non protesteranno.

Nota:

[1] Tra predatori, mietitori e fuochi dell’inferno, vi farà piacere sapere che la General Atomics, di solito nota per la costruzione di centrali nucleari, ha anche una Nirvana Division – il logo è un fior di loto che sboccia – che sembra occuparsi di “sincronizzazione di dati” e in generale, di governance del virtuale per intelligence and security agencies.

[2] In due viaggi a spesa della ditta, in Turchia e in Italia e poi in Australia, J. Scott Bensing, portaborse di un deputato repubblicano, riuscì – aiutato da sua moglie Lia – a spendere in due settimane la bellezza di 4.400 dollari solo in cibo.

Il buongustaio Bensing proviene dalla Marina, ha lavorato appunto come portaborse, poi è diventato assistente al comandante delle forze navali atlantiche della NATO e oggi dirige una società di lobbying a Washington:

“Sfruttando anni di esperienza e di rapporti personali a Washington, la SB Strategic Consulting permette alle aziende e alle associazioni di promuovere i propri interessi nel Senato della nazione. Con il giusto approccio, si può avere successo in qualunque clima politico”.

Fonte: kelebekblog   drone

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