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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PER DISTRUGGERE DEFINITIVAMENTE GLI STATI, CHIEDONO PIU' EUROPA.

Pubblicato su 27 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

La sola cosa che hanno in mente è privatizzare lo Stato. Lo Stato costretto a recuperare soldi  prendendoli in prestito è completamente in balia dei mercati dei bond.Il sistema europeo esiste per distruggere per sempre la gente e creare un nuovo tipo di europa che sia disposta ad accettare povertà, sacrifici, basso tenore di vita, salari equiparati a quelli cinesi.

Non ci debbono essere più Stati sovrani. Nel nuovo ordine il potere deve essere trasferito ad una classe capitalista di tecnocrati. L’unione europea non è una democrazia ma una oligarchia di banchieri. Per questo Draghi vuole un nuovo Trattato, niente più Stati sovrani ma un unico, enorme frullatore dove si amalgamano i popoli alla volontà dei banchieri. C.M.

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Mentre la crisi del debito sovrano in Europa prosegue totalmente fuori controllo, improvvisamente spunta, sulle pagine del New York Times questa espressione: “Vogliono gli stati uniti d'Europa, ma hanno bisogno di una massiccia crisi finanziaria per ottenerli.” E' solo un caso? La verità è che secondo le elite politiche e finanziarie europee questa è la strada per risolvere i problemi della zona euro. In questo momento i cittadini dei paesi che compongono la zona euro sono in grande maggioranza contrari ad una più profonda integrazione europea. Senza sperimentare una massiccia quantità di dolore finanziario, è improbabile che possano d'un tratto cambiare idea.

Allora, chi vincerà alla fine? Purtroppo il tempo stringe. La Grecia è sull'orlo della insolvenza, e molti altri paesi la seguono a breve distanza. Se l'Europa non sceglierà una strategia da adottare a breve, l'euro e le relative istituzioni comunitarie crolleranno. Fino ad oggi i leader europei hanno cercato di gestire questa crisi intervenendo caso per caso. Tutto ciò è andato avanti per un paio d'anni, ma questi salvataggi non andranno avanti all'infinito. Invece di modificare lo stato delle cose, essi non fanno che prolungare l'agonia e peggiorare le cose. L'UE come è attualmente strutturata semplicemente non funziona. La volontà politica di effettuare ulteriori salvataggi sta rapidamente prosciugandosi ed i politici in Europa non possono continuare a fare finta di niente. Qualcosa deve essere fatto. Ma invece di ammettere che l'euro sia stato un enorme errore, e ritornare alle monete nazionali, la maggior parte dei politici di primo piano in Europa ritengono che la soluzione sia avere 'più Europa'.

Mario Draghi, nuovo boss della Banca centrale europea, è assolutamente convinto che l'Europa abbia bisogno di una più profonda integrazione tra gli stati. "Per risolvere il problema è necessario apportare una modifica al Trattato (di Lisbona - n.d.t.). Lo obiettivo perseguito da un simile sforzo dovrebbe essere un salto di qualità nella integrazione economica e politica europea." Notare come, non è attraverso qualche piccolo cambiamento che secondo Draghi l'Europa potrebbe tornare a funzionare, bensì è necessario "un salto di qualità" nella integrazione europea. Il suo predecessore la pensa esattamente allo stesso modo. Jean-Claude Trichet, ex boss della Banca centrale europea, è anch'egli molto favorevole ad una integrazione europea molto più profonda: "La crisi ha chiaramente evidenziato la necessità di una forte governance economica in una zona con una moneta unica."

Ma se la soluzione a tutti problemi è questa, perché non la fanno e basta? Beh, ci sono alcuni problemi. In questo momento i trattati dell'Unione europea non consentono la istituzione degli "Stati Uniti d'Europa", e una recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca ha contribuito ad ostacolare la strada verso il traguardo. La Corte tedesca ha stroncato ogni possibilità di instaurare un federalismo fiscale nel prossimo futuro. Non solo. La Corte ha anche nettamente respinto la nozione di eurobond. "Gli attuali trattati non contemplano che gli stati si facciano carico del problemi degli altri stati, in particolare se ciò comporti conseguenze non calcolabili. "Utilizzando questo tipo di linguaggio, è come se la Corte costituzionale tedesca abbia detto che per avere degli "Stati Uniti d'Europa" sia indispensabile redigere e sottoscrivere un nuovo trattato, ma in questo momento i cittadini europei non vogliono un nuovo trattato che ponga i presupposti per la istituzione degli "Stati Uniti d'Europa." Se un tale trattato fosse sottoposto a ratifica popolare andrebbe incontro ad una sonora sconfitta, neanche i parlamenti, soprattutto quelli più numerosi e quindi prossimi alla sfoltimento. La stessa cancelliera tedesca Angela Merkel è alle prese con un periodo difficile, dal momento che ci sono 25 membri della sua stessa coalizione che intendono votare contro il rinnovo degli aiuti alla Grecia. Come già detto, la volontà politica di effettuare ulteriori salvataggi va affievolendosi e se questo accadesse la Grecia andrebbe in default, seguita a ruota da altri paesi della zona euro. Il che potrebbe comportare come minimo un crollo parziale dell'euro. Tuttavia è proprio attraverso una simile massiccia crisi finanziaria che è possibile condizionare gli elettori europei, inducendoli a riconsiderare le loro opinioni rispetto ad una più profonda integrazione europea. Vedete, quando la gente soffre seriamente è portata a cambiare idea su molte cose. Noi speriamo che gli elettori europei non cambino idea. Una maggiore integrazione potrebbe fermare la crisi finanziaria, ma significherebbe anche una tremenda perdita di sovranità nazionale.

Rosa Zingaro

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