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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PENSIONI E STIPENDI: ORA POSSONO ESSERE PIGNORATI PER INTERO

Pubblicato su 9 Aprile 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Un’altro raggiro della legge per meglio depredare il popolo, ma da questa classe di tecnocrati non ci si meraviglia più di niente. Ma i sindacati, le associazioni dei consumatori, le associazioni di categoria che fanno? Dormono ?

No, sono semplicemente complici.

Se ancora avete delle tessere vi consigliamo di bruciarle, tanto servono solamente a farvi fuori altri soldi per mantenere un altro esercito di burocrati che pensano solo ai cavolacci loro.

Diceva il Marchese del Grillo: “ Popolo, io so io, e voi non siete un ca….o “

Claudio Marconi

 

pignoramento.jpg

 

Anche se per legge i pignoramenti su stipendi e pensioni non possono superare la soglia di un decimo per debiti fino a 2.500 euro, un settimo per debiti da 2.500 euro a 5.000 euro e un quinto per debiti superiori a 5.000 euro, i riscossori hanno trovato il modo di aggirare le norme.

Con l’entrata in vigore del decreto Salva (?) Italia infatti, sia i lavoratori dipendenti che i pensionati hanno perso la tutela prevista dalla legge (articolo 545 del Codice civile) che vieta, in caso di debiti, pignoramenti dello stipendio o della pensione al di sopra di una certa soglia, al fine di garantire le esigenze minime di vita del debitore.

Fermo restando quanto previsto dalle norme, è stato semplicemente trovato un escamotage che consente di rivalersi per intero, grazie al fatto che, da dicembre 2012, anche pensioni e stipendi, se superiori ai mille euro, non sono più pagabili in contanti ma esclusivamente tramite conto corrente bancario, postale o libretto di risparmio.

Il divieto di riscuotere in contanti stipendi o pensioni, giustificato dall’obbligo di tracciabilità dei pagamenti e finalizzato a contrastare l’evasione fiscale, inizialmente (dal 29 febbraio 2012) ha interessato solo 450 mila pensionati (e un numero imprecisato di dipendenti).

A partire dal mese di dicembre dello scorso anno però, ovvero in coincidenza col pagamento della tredicesima, praticamente l’obbligo di accredito sul conto si è esteso a gran parte dei lavoratori dipendenti e dei circa 16 milioni di italiani che percepiscono una pensione giacchè molti di loro hanno superato il limite di legge.

Già da allora si ipotizzò che la finalità dell’obbligo di accredito su conto di stipendi e pensioni  avesse lo scopo di consentire ad Equitalia (e qualsiasi altro agente di riscossione tributi) il pignoramento totale di qualsiasi somma presente sul conto, a prescindere dalla provenienza, a chi ad esempio avesse contratto debiti.

L’ipotesi si è ben presto trasformata in realtà visto che, gli accadimenti che si stanno susseguendo con frequenza sempre maggiore negli ultimi tempi, confermano ciò che si temeva.

Infatti in caso di debiti col fisco, con Equitalia o con qualsiasi altro ente, stanno avvenendo sempre più spesso pignoramenti delle cifre dovute per intero, senza alcun limite, in barba a quello che dice la legge.

Le norme in materia vengono aggirate nel seguente modo: poichè la soglia massima di pignoramento entro un quinto dell’importo di pensione o stipendio sussiste solo se la confisca viene fatta direttamente dall’istituto previdenziale o dal datore di lavoro, l’ente creditore non fa altro che aspettare il versamento sul conto dello stipendio o pensione del malcapitato cittadino.

Così facendo, giacchè il pignoramento viene effettuato in un momento successivo (basta che avvenga anche un solo giorno seguente all’accredito), da quel momento in poi Equitalia o chi per lei è autorizzata a sequestrare qualsiasi importo.

Si rammenta che dal primo ottobre scorso sono entrate in vigore le nuove norme sui pagamenti Equitalia piuttosto restrittive rispetto al passato.

Fonte: faresoldieripsarmiare.it

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ettore 04/10/2013 13:24


Mesi fa' si è ucciso un mio amico, ottima persona. La moglie a perso il lavoro due anni fa', lui era l'unico che lavorava ma i debiti pregressi non li ha potuti assolvere. 


Monti inventa la tracciabilità a mille euro, obbligo dei cc, oppure del libretto postale per i diffidati.


Al mio amico oltre a trattenere 1/5 + 1/5 sulla busta paga, le banche bloccano anche il libretto su cui canalizzava lo stipendio, o quello che restava.


In posta gli dicono di rivolgersi ad un avvocato per sbloccare il libretto e fare una controcausa.


Ma i soldi per l'avvocato non ci sono.


Tre mesi passano, lavorando senza percepire un euro, SENZA quel poco che lo stato gli aveva lasciato per vivere ed ingiustamente bloccato dalla legge monti.quindi peggio di essere licenziati


un mese fa' questa bellissima persona, con moglie e due splendidi bambini, si suicida.


Spero che nessuno mi venga a parlare bene di monti, perche' per me il sig. monti è un'assassino. Perche' da emerito economista, sa' che pensioni e stipendi sono tracciabili perché  pagati
dallo stato. Perche' nessuno a fatto niente per impedire che le somme canalizzate se derivano dal solo reddito per vivere non possono essere toccate. Per monti l'importante e salvare le banche.


Vergogna !


 


Vi prego chi può cerchi di  impedire che succeda ancora e magari salvare qualche vita.


 


 


Aggiungo che anche io  non sono messo bene, e mi aspetto che anche a me blocchino quel poco che lo stato mi a lasciato per vivere.

Alessio 05/02/2014 14:32

Il problema è che non basta dire: bisogna cominciare a sparare,
secondo me il problema principale siamo noi,
perchè non ci facciamo rispettare,
dovremmo sul serio prendere in mano la situazione,
ma purtroppo anche per chi non è abituato, bisogna passare anche se controvoglia alla violenza, ma per come la vedo io non basta più una cosa come i forconi, ormai siamo in ritardo,
quì c'è bisogno di una cosa brutale,
e onstamente per me rimangono solo parole di sfogo,
perchè l'italiano dovrebbe procurarsi un paio di PALLE e vedere cosa fare!!!!!!
ma sappiamo tutti benissimo che non lo fara mai,

un saluto a tutti

frontediliberazionedaibanchieri 04/10/2013 14:50



Sono rimasto senza parole. E' una triste storia, tra le tante, intrisa di angherie, soprusi, disprezzo della dignità umana. Monti, e come lui tutti i finanzieri tecnocrati, compresi i loro
maggiordomi e camerieri, fanno solamente i ragionieri, fanno tornare i conti, continuano a far ingrassare le banche. Ma all'Uomo chi ci pensa? Nessuno. Parlano di voler fare gli interessi del
popolo, mentendo con la coscienza di mentire, e poi si parla solo di salvare le banche. Ma che falliscano pure, chi se ne frega. Recita un manifesto da noi pubblicato " L'amore per il popolo è
vocazione aristocratica. Il democratico lo esercita soltanto in periodo elettorale". Claudio Marconi



barbara 04/09/2013 17:10


caro avvocato, gli stipendi e pensioni sono accreditati sul conto corrente ed una volta lì la distinzione della loro provenienza non esiste più.

avv. Dario Sanfilippo 04/09/2013 16:46


Il titolo dell'articolo è assolutamente fuorviante in quanto non corrisponde al vero che gli stipendi o le pensioni possono oggi essere pignorabili in misura superiore a quela prevista dalla
legge. Suggerirei all'Autore di documentarsi prima di allarmare il popolo di una facile depredazione. Le giacenze di conto corrente, infatti,sono del tutto differenti concettualemnte dalla voce
Stpendio o Pensioni e pertanto non beneficiano, né beneficiavano prima, delle tutele di cui all'art. 545 c.p.c., non avendo, la legge sulla limitazione della circolazione del denaro contante,
nulla innovato sul punto.


avv. Dario Sanfilipo


 

barbara 04/09/2013 16:16


per giunta mi è sembrato di leggere a riguardo (non ritrovo dove) che vale per chi ha un patrimonio sotto i 35  mila euro. Al di sopra la tutela del quinto è rimasta valida. Se non è
istigazione al suicidio questa

frontediliberazionedaibanchieri 04/09/2013 16:21



Non mi sembra di aver letto nulla al riguarda. Ma se la notizia è vera altro che istigazione al suicidio, qui ci vuole una rivolta per fermare questo andazzo di " ruba ai poveri per dare ai
ricchi". Claudio Marconi



Marino 04/09/2013 09:36


Bisogna incominciare a sparare