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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PASSERA TRA IL GIOCO DI BIVERBANCA E CREDIT SUISSE

Pubblicato su 5 Luglio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Riceviamo via e-mail e pubblichiamo. C.M.
 
Gentili confluenti in email,
il messaggio allegato è emblema non solo della vera natura dei personaggi coinvolti, ma della intera storia delle operazioni che la genìa dei "bankieri" concreta ogni giorno per vantaggio personale e per inventare il famoso (e fumoso) debito pubblico cui fantocci. come Monti e Merkel, lavorano per "onorare" le voragini dei debiti degli Stati oggi imperanti.
Se i molti perditempo che m'inondano con amenità (per esempio: se attribuire al Monti o a Berlusconi, o a Bersani, virtù che NON esistono; oppure: le inneggiare alla rettitudine del sistema bancario in genere; e chi scrive HA ELEMENTI INOPPUGNABILI che imperi da tempo falsità e marcio da NON IMMAGINARE, elementi che non sono a portata di comprensione dei dopolavoristi del bar delle email) meditassero il dettaglio ora in esame dalla sfessata procura della repubblica (costretta ad indagare per l'evidenza dei fatti, ma autoridotta - anche da prudenza carrieristica e dalli "superiori" - a circoscrivere a "dettagli minori" i reati veri!), farebbero opera meritoria per i loro muscoli cerebrali.
Cordiali saluti, Antonio Pantano

04/07/2012 - La Procura conferma e parla di atto dovuto. Il gioco tra Biverbanca e Credit Suisse

 
 
 
Il Fatto, in un articolo a firma di Luigi Franco e Vittorio Malagutti, riporta le carte dell’indagine di Biella per reati fiscali che vede tra gli indagati anche l’attuale ministro dello Sviluppo Corrado Passera. L’articolo comincia raccontando di titoli che rendono il 33%, comprati da Banca Intesa nel 2006 per un controvalore di 300 milioni, e i ricavi venivano restituiti alla controparte che l’aveva proposta. Insomma, al venditore, che nel caso in questione era l’istituto svizzero Credit Suisse, tramite una propria controllata con sede in Inghilter ra. Come si spiega questo affare in apparenza illogico?
 
 
 
Semplice, la compravendita di titoli aveva un solo scopo. Quello di creare un flusso di interessi sul quale Banca Intesa potesse ricavare un credito d’imposta. Insomma, tutto quel giro di soldi non ha nessuna giustificazione economica. È un’impalcatura costruita con l’unico obiettivo di ottenere dei vantaggi fiscali. In estrema sintesi: la banca realizza un profitto milionario e a pagare il conto sono le casse pubblich e . Partte da qui, da questo gioco di sponda tra Intesa e il Credit Suisse l’indagine che vede tra gli indagati anche Passera, nel frattempo passato dalla poltrona di numero uno del gruppo creditizio milanese a quella di ministro dello Sviluppo.
 
 
 
L’inchiesta è stata aperta a Biella perché all’o p e ra z i o n e ha partecipato una pattuglia di banche controllate da Intesa. Ognuna si è presa una fetta del profitto complessivo:
 
Tra gli istituti coinvolti compare, appunto, anche Biverbanca, che ha sede a Biella e fino al giugno del 2007 faceva capo alla banca allora guidata da Passera. Non finisce qui, perché secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano all’operazione con il Credit Suisse, o ad altri affari simili a quello, hanno partecipato anche la Banca di Trento e Bolzano, la Popolare Friuladria, la Cassa di risparmio di terni, quella Ascoli Piceno, quella di Rieti e infine la Cassa di Spoleto e quella Parma e Piacenza. All’epoca dei fatti, cioè la seconda metà del 2006, tutti questi istituti dipendevano da Intesa.
 
A proposito dell’inchiesta penale ieri il procuratore capo di Biella, Giorgio Reposo, ha voluto confermare l’ovvio con un comunicato in cui afferma testualmente che “l’iscr izione del dottor Passera nel registro degli indagati costituiva un atto dovuto, anche a garanzia d e l l ‘ i n t e re s s a t o ”. Ecco il comunicato:
 
 
Il fascicolo aperto a Biella nasce nel 2011 da una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate:
 
Passera infatti è indagato per aver firmato la dichiarazione fiscale della banca. Niente di più, al momento, mentre proseguono le indagini dei pm piemontesi, che hanno ottenuto una proroga di sei mesi. Il fatto certo, al momento, è un altro. E cioè che negli anni scorsi alcuni istituti di credito, con Intesa in prima linea, hanno comprato a piene mani quelli che in gergo vengono definiti tax product. Ovvero prodotti finanziari che “sono concepiti per il fine esclusivo di ottenere benefici fiscali abusivi o illeciti a favore di soggetti residenti in Italia”. L
 
L’operazione con il Credit Suisse avrebbe fruttato 6,4 milioni, pari a un rendimento del 5,5 per cento su base annua:
 
Mica male, se si pensa che quei 300 milioni di euro altro non erano che un investimento virtuale, visto che il rimborso integrale del denaro da parte della controparte, cioè il Credit Suisse, era garantito da un contratto p a ra l l e l o . Tutto regolare, tutto secondo la legge, è tornata a ribadire ieri in una nota Banca Intesa. E se nei mesi scorsi l’istituto ha preferito arrivare a una transazione milionaria con l’A ge n z i a delle Entrate è solo per l’inopportunità di “coltivare procedure contenziose defatiganti ed onerose”
 
 Corrado Passera : un pluri-indagato PER REATI FINANZIARI guiderà lo Sviluppo economico del Paese.
 
de Partito Pirata - Milano, el miércoles, 16 de noviembre de 2011 a la(s) 5:28 ·
 
Crack Sasea-Fiorini e l'amico De Benedetti
 
L' amministratore delegato della Olivetti Corrado Passera e' stato indagato dalla Procura di Milano per la parte italiana del mega crac del gruppo svizzero Sasea di Florio Fiorini, che ha aperto un buco stimato l' incredibile somma di settemila miliardi di lire. Ieri pomeriggio Passera e' stato a lungo interrogato dal magistrato Luigi Orsi, che da tre anni indaga sulle sofisticate operazioni messe in atto dal finanziere sponsorizzato nella Prima Repubblica da potenti craxiani e democristiani.
 
Proprio analizzando alcune di queste operazioni, stralciate dalla prima parte dell' inchiesta, e' stato chiamato in causa il gruppo di Carlo De Benedetti, di cui Passera e' considerato il collaboratore principale e piu' fidato.
 
Corrado Passera viene indagato per bancarotta fraudolenta nell' ambito di quell’ inchiesta.
 
ALLE POSTE ITALIANE
 
La ristrutturazione di Poste Italiane viene considerata uno delle sue maggiori performance. Ma qualche anno dopo il nuovo Presidente Sarmi incarica Mediobanca di verificare le operazioni in derivati effettuate dal 1999, l' anno in cui le Poste, allora sotto la guida di Corrado Passera, hanno iniziato ad indebitarsi a lungo termine con l' emissione di bond. Sono gli stessi obiettivi dell' inchiesta della Procura di Roma che sulla questione ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, momentaneamente affidato al procuratore reggente Ettore Torri. Sempre sotto la sua gestione, Poste Italiane trasformatasi celermente in immobiliarista di aree demaniali non sue, è riuscita a farsi pagare due volte, ad esempio, il Palazzo di Roma San Silvestro. Valutato a prezzi di mercato 89 miliardi, viene concordato con Passera a 165, ma avendo lo Stato (cioè i cittadini italiani) comprato dalle Poste immobili già suoi, in realtà il costo finale è stato di 330 miliardi di lire.
 
Oltre 20000 esuberi durante il suo regno
 
 
 
CIRIO e non solo...
 
 
 
Nella vicenda Cirio la procura di Milano lo iscrive nel registro degli indagati per i bond Cirio, ma in buona compagnia: Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, Stefano Balsamo, manager di Jp Morgan, , oltre a Sergio Cragnotti.
 
 
 
PARMALAT forever..
 
 
 
Neppure dalla vicenda Parmalat. Corrado Passera, esce nel migliore dei modi. Quando scoppia la bomba, dichiara che l'attività di compravendita di bond rientra nelle competenze di Nextra, la società di gestione del risparmio del gruppo ed il Presidente Giovanni Bazoli precisa che la vicenda Parmalat non poteva essere prevista all'interno dell'istituto e che "la crisi non si estenderà alle banche". Ma i magistrati milanesi la pensano diversamente e quando chiudono le indagini con un avviso di garanzia di 20 soggetti - di cui 13 persone fisiche e 7 persone giuridiche - per il reato di concorso in aggiotaggio, tra questi c'è Nextra di Banca Intesa per aver diffuso false informazioni al mercato al fine di provocare "sensibili alterazioni dei prezzi dei titoli Parmalat”. Ma non basta alla fine il gruppo guidato da Giovanni Bazoli e Corrado Passera più le ex controllate Cariparma e Biverbanca sono costretti a staccare un assegno all'amministratore delegato Enrico Bondi di 420 milioni di euro al fine di ottenere la rinuncia a tutte le azioni revocatorie e risarcitorie già promosse ed eventualmente proponibili nei confronti delle banche.
 
 
 
Alla RAI
 
 
 
Passera entra anche nella faccenda che ha riguardato la sospensione del presidente di RaiFiction, Saccà, il quale coinvolge nel suo progetto personale Pegasus le aziende da cui il servizio pubblico acquista format e film televisivi. Il progetto vanta il sostegno del governatore della Calabria, Agazio Loiero, e l'appoggio di Berlusconi, diConfindustria, e appunto di Intesa San Paolo.
 
 
 
ARMI & C.
 
 
 
Intesa San Paolo è fortemente impegnata in operazioni bancarie collegate all’export di armi : è al secondo posto (97 milioni), banca d’appoggio, in particolare, per le forniture di munizionamento della Simmel Difesa agli Emirati Arabi Uniti.
 
 
 
TUTTI SUL PONTE DELLO STRETTO
 
 
 
Quando viene bandita la gara per il Ponte sullo Stretto, come è noto vinta da Impregilo le intercettazioni disposte dalla magistratura rivelano l’intervento di Cesare Romiti su Corrado Passera, per la richiesta di prestiti. L´epilogo è noto: i nuovi soldi li hanno messi, lo scorso anno, nuovi soci - tra cui Autostrade, Gavio, - che sono i nuovi padroni di Impregilo, e oggi fanno parte della cordata Alitalia. Il General Contractor è assistito da Banca Intesa, Carige, Banca Popolare di Lodi per la quota di prefinaziamento pari al 15%.
 
 
 
FINMEK E ALITALIA
 
 
 
Le indagini sul crack da un miliardo di euro della Finmek rivelano che l'agonia, però, era iniziata molto prima. Secondo la consulente tecnica del tribunale di Padova, Tiziana Pinaffo, i debiti erano ben oltre il livello di guardia già alla fine del 2001, quando scatta l'operazione bond. In sostanza, Caboto, merchant bank del gruppo bancario Intesa, piazza sul mercato obbligazioni Finmek per 150 milioni di euro, che vengono acquistate da oltre 5 mila risparmiatori. Il denaro rimane bloccato su due conti vincolati (cash deposits) come garanzia per una linea di credito concessa da Intesa alla stessa Finmek. Nel marzo del 2003 l'istituto chiede il rimborso del prestito al gruppo Fulchir, che per soddisfare la richiesta è costretto a consegnare a Intesa i 150 milioni frutto del collocamento del bond. Morale della storia: la banca recupera il suo credito, mentre le obbligazioni spazzatura restano in mano ai risparmiatori. Quando il governo Prodi si dichiara a favore dell’accordo Air France, Passera dichiara “Non mi brucia che abbiano detto no al piano Air-One da noi sostenuto, mi brucia che si sia deciso di buttare via l’Alitalia….”.
 
Sulla nuova proposta si è già scritto molto, ma è pungente il giudizio di Gianni Barbacetto: “Alitalia sarà di fatto fusa con l'Airone di Carlo Toto, così la Banca Intesa di Corrado Passera salva Toto dal fallimento e recupera a spese della Stato (cioè nostre) i soldi che gli ha prestato.”Ma lui (Passera) sostiene che il piano è solido e serio. Dietro c'è una vera strategia-Paese, non un banale interesse di bottega. Per questo non accetto che si dica che è un imbroglio, o un favore fatto a Berlusconi. Semmai è un favore fatto all'Italia, alla sua industria, al suo futuro". Addirittura si arroga il diritto di decidere, in luogo del decisore politico, che “enti pubblici o enti locali non hanno titolo per entrare nell’operazione di salvataggio”
 
 
 
STOCK OPTION E STIPENDIO DA RECORD
 
 
 
lautissime stock-options che si portano a casa amministratori come Passera, che è considerato da questo punto di vista uno degli uomini d’oro (14 milioni di Euro).
 
 
 
Sempre in Banca Intesa gestisce la nascita di Banca Intesa Sanpaolo, ed una serie di interventi in sostegno di grandi e medie imprese dalla Fiat alla Piaggio, da Luxottica a Telecom

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