Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA E SINISTRA ALLA FRUTTA

Pubblicato su 26 Luglio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Non sempre condividiamo totalmente ciò che pubblichiamo. Claudio Marconi

Roma-26-luglio-1943.jpg

Ieri 25 luglio, settantesimo anniversario della caduta del fascismo per mano dei gerarchi ribelli e della monarchia, i pensionati della Cgil di Vicenza offrono a prezzo politico ai Giardini Salvi una spaghettata celebrativa: la “pastasciutta antifascista”. Sembra l’ennesima trovata di una sinistra ideologicamente alla frutta, e difatti lo è. Si rifà alla pasta di festeggiamento preparata in quel fatidico 25 luglio 1943 per l’intero paesino emiliano di Campegine da papà Cervi – che di lì a pochi mesi avrebbe subito la fucilazione per rappresaglia dei suoi sette figli partigiani. Un senso di sgradevolezza lo dà, il rito italico dello spaghetto se abbinato alla memoria di fatti tanto grandiosamente tragici. Come se non riuscissimo a tirar fuori sempre e comunque la vena di commedia, la nota di tarallucci e vino che l’italiano sparge ovunque, per cui, alla fine, finiamo sembra a tavola. E’ la grandezza e piccolezza umana del nostro popolo.

Ma siamo fatti così: ci manca la serietà grave di nazioni divenute tali nei secoli sui campi di battaglia grazie a eserciti nazionali (Machiavelli nel ’500 capì già tutto, individuando il nostro difetto di fondo nella plurisecolare assenza del cittadino-soldato). Il punto che interessa è un altro. E’ l’altra sensazione che promana da iniziative anche simpatiche come questa: quel certo che di forzatura, il dover mettere l’antifascismo ovunque, pure sulla pasta, tradendo il bisogno di cristallizzarlo e prezzemolizzarlo perchè, evidentemente, corre il rischio di finire nell’oblio. 

Ed è fatale sia così: dopo settant’anni, una categoria politica che è “anti”, per avere una ragion d’essere dovrebbe battersi ancor oggi contro il suo nemico. 

Oggi, il fascismo, dov’è? Sono forse quattro ragazzotti che si trastullano coi saluti romani e talvolta giocano alla violenza, ignorando che lo squadrismo, che del fascismo fu l’essenza, traeva la sua precisa motivazione storica nel disagio dei reduci di una Grande Guerra che per la prima volta era stata mondiale e di massa? O è forse nel razzismo strisciante, e a volte scoperto, di una parte di società italiana che confonde la difesa di quel poco d’identità rimasta sotto la livella globalizzatrice, con l’intolleranza bigotta verso lo straniero in quanto tale? Ma tutto questo non è fascismo, perchè il fascismo fu, come insegnava l’antifascistissimo docente di storia Silvio Lanaro, un’esperienza storicamente definita, con caratteristiche date e non replicabili, come d’altronde tutti i fenomeni storici. Per essere chiari: esiste un partito paramilitare e dittatoriale che usa illegalmente la forza per reprimere gli avversari e conquistare il potere? Se c’è, di sicuro non è in Italia. 

E allora di cosa stiamo parlando? Azzardo un’ipotesi: stiamo parlando di un periodo che, pur essendo stato fondamentale per la liberazione dall’occupante tedesco, pieno di eroismi e di crimini, di buona fede e di ingenuità, ora, dopo decenni in cui il nostro Paese si è trasformato radicalmente, viene usato come sostituto alla pochezza culturale e politica di una sinistra che non sogna più il sol dell’avvenire, ma si aggrappa all’ombra del passato. Invece di porre nuovi traguardi, come sarebbe nel dna di una sinistra lanciata verso l’incessante progresso, l’immaginario del sinistrorso attuale è la conservazione museale e acritica di una tradizione mitizzata – un atteggiamento psicologico, per usare la dicotomia purtroppo ancora in voga, di destra. 

E’ il passato che non passa e schiaccia la ricerca dei veri problemi del presente. Già negli anni ’60-’70 Marcuse, la Scuola di Francoforte e il Pasolini degli Scritti Corsari mettevano in guardia sul nuovo fascismo, che niente aveva e ha a che fare con quello originale: il fascismo bianco dell’omologazione “produci, consuma, crepa”. Non più la dittatura che picchiava arrestava e uccideva, ma oligarchie globali che tengono in ostaggio intere popolazioni col ricatto del “there is no alternative”, dell’adeguarsi agli interessi dei grandi poteri finanziari, come in Grecia, come nella nostra stessa Italia. Mentre i sinistrati ogni anno officiano i funerali dei martiri di più di mezzo secolo fa, il nuovo totalitarismo, sottile e apparentemente liberale, fa il funerale alla Carta costituzionale, tanto osannata e declamata quando si dovrebbe modificarla poichè ad esempio non prevede il diritto di voto su due materie decisive, il fisco e i trattati internazionali (da cui l’Europa-gabbia). Ditemi voi se dopo settant’anni dobbiamo ancora ringraziare gli Americani restando sotto tutela militare, o se aver consegnato la politica economica ai banchieri della Bce abbia qualcosa a che fare con la democrazia. E ditemi voi se tenere in vita un fantasma, l’eterno fascismo sconfitto nel 1945, serva o piuttosto ostacoli la visione lucida e chiara dei mali di oggi. 

L’antifascismo in assenza di fascismo per la sinistra è come l’anticomunismo in assenza di comunismo per la destra: un alibi per coprire la propria inadeguatezza d’analisi e d’azione.
Basta con il guardare indietro, guardiamo all’oggi, guardiamo avanti. 


Fonte: www.nuovavicenza.it

Tratto da: free-italia.net

Commenta il post

barbara 07/27/2013 11:59


vero Claudio. Ma lo fanno perché interessa loro le sorti delle persone, o per "strumentalizzare" e controllare un "post-euro" in una visione anti- qualcosa, la solita litania anti-destra?.


Perché, visto come si è comportata la sinistra almeno negli ultimi 20 anni, chi si fida delle loro parole?

frontediliberazionedaibanchieri 07/27/2013 17:42



il problema dei problemi sono le ideologie che hanno un potere devastante sulle menti, e sono state inventate per meglio dividere il popolo. Fino a che saremo io contro te, tu contro lui e via
dicendo faremo solo e soltanto il gioco dei tecnocrati. Le strumentalizzazioni sono una conseguenza logica delle ideologie: imporre il volere di una parte contro l'altra parte e, i definitiva
sempre contro i cittadini. Un bene in se è di tutti, non ha colore politico, non è schierato. Prima o poi lo capiranno, forse, speriamo solo che non sia troppo tardi. Un abbraccio. Claudio



barbara 07/26/2013 19:53


Ciao Claudio,


ma pensa te, guarda ancora cosa scrivono taluni: http://www.sinistrainrete.info/europa/2939-andrea-ricci-unalternativa-europeista-al-crollo-delleuro.html 


Non hanno fatto altro che sostenere questo progetto dei banchieri, ed ora cercano marchianamente di smarcarsi. E dovremmo fidarci?


Inoltre vedi le due cavolate principe :


1) che avverrà dopo, al timore storicamente fondato del ritorno di un’Europa divisa e conflittuale al suo interno."  Per 60 anni ogni nazione eu ha mantenuto la sua sovranità e non si è
mica dichiarata guerra l'un l'altro, senza tener conto dell'influenza delle potenze extra europee che dalla spartizione dalla seconda guerra mondiale ci han guadagnato e quindi avevano tutto
l'interesse a far esplodere i conflitti


2) ci mettono un bello spottone al NWO:


"Infatti, che l’euro sia stato un brutto affare per l’Italia e per gli altri Paesi mediterranei sono ormai in molti a pensarlo. Brutto affare perché, in assenza di una politica fiscale e di
bilancio comune, la moneta unica rende socialmente drammatico il problema dei divari strutturali di competitività tra i Paesi membri." 


Criticano la Ue  MA NE VOGLIONO DI PIU'


Dimmi se stanno bene di testa questi

frontediliberazionedaibanchieri 07/27/2013 11:44


Stanno cercando di " fare il punto della situazione " dopo la fine delle ideologie, che, secondo noi, non sono mai esiste. Facendo ogni tanto un po' di casino. Ma è già positivo che inizino a
pensarci. Claudio Marconi