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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PAROLE DI MARRA

Pubblicato su 11 Febbraio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Dal Comitato promotore di Fermiamo le banche abbiamo ricevuto la seguente comunicazione. E' nello stile del Fronte pubblicare tutto ciò che va contro questo sistema economico, indipendentemente da chi è prodotto, ma non necessariamente condividiamo tutti i contenuti. ( Ndr )
 
È iniziata la pubblicazione, ogni giorno alle 18, di una nuova 'pergamena' con una frase di Marra tratta dai suoi libri.
Poiché le tesi di Marra sono molto ostacolate dal potere bancario e da tutte quelle entità, compresa internet, che da esso dipendono (in molti casi vengono intercettate e dirottate nello spam), ti chiediamo, se condividi, di concorrere alla loro divulgazione inviandole alla tua mailing list, pubblicandole su fb, o caricandole sul tuo sito o sul tuo blog.
DA LA STORIA DI GIOVANNI E MARGHERITA
l tacere, il frustrare e il non concorrere allo sforzo comunicativo degli altri causa il più grande avvilimento di chi li esercita e di chi li subisce.
L'incomunicabilità è infatti la negazione di un impegno durato miliardi di anni, attraverso il quale un'entità originaria errante, proveniente da chissà quale spazio, bruta nella sua atroce difficoltà di comunicare, ma sublime nella sua sensibilità, ha ottenuto di poter avere la mano con la quale ti scrivo e gli occhi con i quali mi Leggi.
 
DA IL LABIRINTO FEMMINILE
Se la civiltà è figlia del controllo, la disfunzione della giustizia civile ed amministrativa è necessariamente la madre dell’attuale stato delle cose
 
DA LA FASE DI SAUL 
La burocrazia è una tendenza a rendersi temibili o inaccessibili nei propri ruoli allo scopo di poterseli vendere, o comunque di lucrarvi o di disimpegnarsi
 
DA IL LABIRINTO FEMMINILE
L’intelligenza non consiste nella capacità di formulare concetti o architettare strategie – che hanno anche gli animali – ma nella capacità di svilupparsi passando attraverso lo sviluppo degli altri.

Essa si fonda sulla generosità, ed è il presupposto dell’amore, e non è quindi altro che una categoria morale – la principale – tipica solo dell’uomo, perché il cane sarà capace di intelligenza (e di amore) solo quando, guardandoti negli occhi, saprà capire che hai fame e decidere se dividere con te la scodella, mentre, per il momento, così come molti uomini e donne, ti può ‘amare’ magari anche moltissimo, ma solo per quello che serve a lui.
 
DA IL LABIRINTO FEMMINILE
La sessualità è lo strumento per addivenire all’emozionale profondo dell’altro, ma una sessualità di questo tipo innescherebbe nella coppia la dialogicità, che causerebbe il confronto, che dalla coppia si estenderebbe alla famiglia e poi alla società, provocando un regime di continuo cambiamento, perché il confronto è in sé rivoluzionario, e nel confronto ogni forma di prevaricazione si dissolve. Il potere (le banche) ha allora avuto l’esigenza di realizzare un processo culturale di ‘genitalizzazione’ della sessualità, per cui essa si ferma ‘lì’. Sennonché se non si comunica non ci si può fidare, e allora diventa necessario vincere, per cui alla dialogicità bisogna sostituire lo strategismo, rivolto a prevaricare l’altro. Ecco così che la società diventa conflittuale, psicotica, infelice, frigida, impotente, e così via.
DA CUCCIOLINO
Il potere, monolitico e puntiforme nella fase primaria, ha dapprima avuto la necessità di diventare tentacolare, abbracciando, per poter continuare ad esistere, un numero di adepti sempre maggiore man mano che la democrazia cresceva e si affermava, per poi organizzarsi da ultimo come ‘forza in sé’ di cui ciascuno è per certi versi vittima e per certi altri protagonista; ‘forza in sé’ dunque che ha avuto la necessità di avere il consenso di tutti e che tutti appunto ha dovuto coinvolgere per potersi svolgere, pur rimanendo nel contempo verticistica.

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