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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PAOLO BARNARD vs. BEN DYSON: LA MODERN MONEY THEORY "SUPERATA" DA POSITIVE MONEY?

Pubblicato su 8 Luglio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Vi segnaliamo di seguito un interessante articolo di approfondimento che confronta le due principali proposte per il superamento dell'attuale sistema monetario, scritto con un apprezzabile intento di "risoluzione dei conflitti" e di "unione degli sforzi"... a cui anche noi offriamo il nostro contributo.

 

NOTA: trattasi di articolo "approfondito"! Quindi mettetevi comodi e dedicateci un po' del vostro tempo!

 

Prima di tutto andatevi a leggere l'articolo di cui sopra:

http://tempesta-perfetta.blogspot.com/2012/01/modern-money-theory-mmt-e-positive.html

 

Ora che lo avete letto iniziamo col fare all'amico Piero, autore del blog "Tempesta Perfetta", i nostri più sentiti complimenti per l'interessante articolo. Piero ci ha battuti sul tempo, avendo in programma da tempo lo stesso tipo di approfondimento! Questa eccellente base di confronto ci permette di focalizzarci su alcune precisazioni e su quello che definiamo anche nelle nostre conferenze come il nostro contributo originale alle proposte per il superamento dell'attuale sistema monetario. Lo vedremo sotto.

 

Cominciamo con l'aggiungere a quanto scritto nell'articolo in oggetto che il lavoro di Ben Dyson è partito ed è tuttora supportato dal lavoro di Richard Werner (si veda wikipedia) e da quello di Josh Ryan-Collins, autori del libro "Where does money come from?", uscito a settembre 2011 come risultato del lavoro di di Ben, Josh e Richard (quindi DOPO alcuni anni di lavoro insieme). Josh in particolare collabora anche con la New Economics Foundation di Londra, attiva sul rinnovamento delle scienze economiche, con l'intento di riportarle "a misura d'uomo", e su alcuni progetti di "local money" (monete complementari locali).

 

Rispetto a quanto scritto dall'amico Piero in maniera molto positiva e diplomatica ci sentiamo di aggiungere che attualmente la MMT (Modern Money Theory) corre lo stesso rischio dei numerosi "signoraggisti" di stampo italiano, nonchè di numerosi documentaristi che negli ultimi anni hanno affrontato il tema monetario (Peter Joseph in primis): quello di concentrarsi in maniera sbilanciata sul 5% del problema e non sottolinearne sufficientemente il restante 95%. Come spieghiamo nelle nostre conferenze, grazie anche al supporto di dati forniti dagli studiosi londinesi del gruppo Positive Money, l'attuale massa monetaria circolante è basata solo per meno del 5% da denaro creato dalle banche centrali (3% in UK) mentre la rimanente quota è creata dalle banche commerciali come credito (cioè prestando soldi e creando debito a qualcuno: individui, aziende o ente pubblici). Pensare di risolvere i problemi economico/monetari del pianeta concentrandosi sul 5% del problema, senza affrontare e regolamentare la "creazione privata di credito" che ne rappresenta la restante quota, è come tentare di sfidare un drago con uno stuzzicadenti...

 

L'altro limite di approccio che vediamo nella MMT, che è stato invece affrontato da Richard Werner e poi da Positive Money, è quello di non considerare adeguatamente la differenza tra emissione di denaro utile e emissione di denaro dannosa. Siamo - volutamente o meno - stati abituati a considerare l'inflazione come un "male necessario" e a considerare l'emissione monetaria privata o "credito bancario" come un "tutt'uno" a prescindere dalle finalità che questa abbia.In realtà esiste un modo sano e sostenibile di emettere denaro e un modo speculativo e insostenibile, che crea inflazione. Se siamo su un'isola abbiamo 10 disoccupati e 100 alberi, se creiamo del denaro per metterli al lavoro e costruire un nuovo porto, non creiamo inflazione, ma valore e crescita economica (è l'esempio dell'isola di Guernsey, di cui parliamo nelle nostre conferenze e di cui si sta occupando tra l'altro anche Josh Ryan-Collins). Se invece siamo su un'isola e creiamo del denaro dal nulla per rastrellare tutto il grano disponibile e lo rivendiamo il giorno dopo ad un prezzo più alto a tutti quelli che lo stanno cercando disperati, questa si chiama "speculazione". E ovviamente crea inflazione, cioè aumento dei prezzi. Ed è un motivo negativo e sbagliato per emettere denaro. Come già sapete se avete seguito le mie conferenze, grazie ai dati forniti proprio da Ben Dyson di Positive Money, in Inghilterra ad esempio solo l'8% del denaro creato dal sistema bancario privato alimenta attività produttive, mentre il restante finisce ad alimentare speculazioni e compravendite di proprietà (con ovvi effetti inflattiviti sui valori dei beni, di cui ovviamente gli "speculatori" non possono che essere contenti...).

 

Quindi, ricapitolando, la MMT non analizza a sufficienza il "chi", "quanto" è "per cosa", riguardo l'emissione monetaria, cosa che invece Positive Money fa più approfonditamente.

 

Volendo utilizzare un pizzico di malizia nell'analisi (come puro esercizio retorico) il rischio che corrono (consapevolmente o inconsapevolmente) il prof. Wray, gli altri studiosi che supportano la MMT e i divulgatori come Barnard che se ne fanno portavoce, è quello di creare un ulteriore "deviazione dell'interesse" della gente dal problema fondamentale del sistema monetario: che NON è il debito pubblico e la modalità di creazione di denaro da parte della banche centrali, ma il debito TOUT-COURT (cioè la somma di tutto il debito circolante) e la creazione di denaro da parte delle banche commerciali (che avviene sempre come credito, cioè creando debito). Sempre con un pizzico di sicuramente immeritata malizia ci viene da dire che il lavoro di Wray e gli altri ragazzi di Kansas City potrebbe pure fare comodo all'establishment bancario attuale... e che magari potrebbe pure essere stato (o esserlo in futuro) alimentato da qualcuno proprio con l'intento di deviare l'attenzione dal problema più grande... Se così fosse - ma è solo un'assurda ipotesi frutto di un esercizio retorico - anche lo stesso Paolo Barnard, principale divulgatore in Italia della MMT, starebbe in qualche modo agevolando i suoi acerrimi nemici: i sommi reggitori del "complotto globale" che egli denuncia nel suo libro "Il più grande crimine" (ammesso che esistano...)... Speriamo non se ne accorga perchè sarebbe la volta buona che vinto del pessimismo cosmico che già pervade il suo lavoro potrebbe fare qualche follia e attaccarsi al gas di scarico della sua auto... A parte gli scherzi, in effetti lo stile di Paolo Barnard e il suo approccio alla divulgazione (e alla vita) è molto lontano e poco compatibile col nostro. Per rendersene conto basta leggere le premesse all'evento che Barnard ha organizzato invitando gli studiosi dell'Università del Missouri a Rimini: se ne deduce un rifiuto totale di ogni confronto, "dall'alto" di chi ha già in mano la verità assoluta e non vuole "sprecare" tempo a convincere chi non l'ha ancora capito. Leggete voi stessi questa pagina per capire cosa intendo ("NON SARA’ PERMESSO IL DIBATTITO AD ALCUNO SE NON SULL’APRENDIMENTO DELLA MMT"): http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=283

 

Tutto ciò lo diciamo mantenendo comunque grande simpatia e rispetto per il lavoro di un giornalista che ha avuto il coraggio di affrontare certi temi mettendo a rischio anche la sua stessa carriera. Per farla breve forse gli manca solo un po' più di umiltà e di positività, quella che invece non manca agli amici inglesi (la positività, intendo, perchè anche gli inglesi non brillano in genere per umiltà...;-)).

 

Ora - tornando al tema dell'articolo - vorremmo offrire quello che definiamo appunto IL NOSTRO CONTRIBUTO ORIGINALE ALLE PROPOSTE PER IL SUPERAMENTO DELL'ATTUALE SISTEMA MONETARIO.

Si tratta dei 3 punti che illustriamo alla fine delle nostre conferenze.

 

PRIMO PUNTO

 

Il primo punto è sostanzialmente assimilabile alla proposta di Positive Money: riportare l'emissione monetaria in mano pubblica, tutta e senza indebitamento.

Questo implica ovviamente che la creazione monetaria non possa più essere svolta da privati (banche o altri), che potranno unicamente offrire servizi di gestione e intermediazione... che è esattamente quello che tutti noi credevamo che facessero prima di iniziare a studiare e capire davvero la materia: che le banche tenessero i nostri soldi "in cassaforte", o li prestassero ad altri riconoscendoci parte degli interessi ricavati e guadagnando sulla differenza (ad esempio se a noi danno il 2% annuo sui depositi e al cliente chiedono il 5% sui prestiti concessi).Quindi il primo punto è: riportare la realtà ad essere quello che tutti noi credevamo che fosse.

 

Rimangono però da risolvere un paio di problemini che possono comunque mettere a rischio la nostra salute economica, fisica e psichica se non vengono affrontati per tempo e in maniera efficace:

- i problemi ambientali e di gestione delle risorse del pianeta (in due parole: la sostenibilità del sistema)

- i conflitti di interesse e l'incompetenza della nostra classe dirigente (in due parole: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio...).

 

Da questo partono gli altri due punti della nostra proposta originale (ma non troppo) per il superamento dell'attuale sistema monetario basato sul debito E LA COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DAVVERO SOSTENIBILE... che ci permetta di lasciare la nostra casa ai nostri figli - il Pianeta Terra - COME o MEGLIO di come l'abbiamo trovata!

 

Vincolare l'emissione monetaria, supponiamo già riportata in mano ad un ente pubblico, a valutazioni "tecniche" (su inflazione, piena occupazione, eccetera) fatte da "esperti" di un comitato indipendente, per quanto separato ed esterno al governo politico di un paese, non risolve affatto i due problemini segnalati sopra. Li sposta solo un po' più avanti. Ma visto che ci siamo, tanto vale affrontarli subito, agendo sui principi di base di misurazione della "qualità sociale" e sugli obiettivi stessi che la società deve avere. Tutto il resto - passateci l'inglesismo - sono solo quisquilie, se alla base non c'è qualcosa di solido e sensato. Quando create un'impresa la prima cosa da fare è sempre chiedersi "cosa vogliamo fare" (la mission, gli obiettivi) e "come li misuriamo". Se non li misuriamo o li misuriamo nel modo sbagliato è ragionevolmente difficile che li raggiungeremo.

 

Il nostro obiettivo è rendere il mondo un posto migliore, per noi e per i nostri figli.

Questo l'avete capito.

E come lo misuriamo?

 

SECONDO PUNTO

 

Il secondo punto della nostra proposta è proprio quello di sostituire la misurazione della crescita sociale che oggi viene per lo più definita dalla crescita economica a sua volta definita come crescita del PIL, con una vera misura della crescita sociale. La crescita del PIL è strumentale all'esigenza di far crescere la massa monetaria circolante per ripagare i debiti emettendone di nuovi. E il PIL conteggia sia spese "buone" che spese "cattive". Non siamo noi i primi a farlo notare. L'ha fatto tempo fa quello che noi consideriamo uno degli ultimi veri politici che hanno guidato, o meglio avrebbero potuto guidare, gli Stati Uniti: Bob Kennedy.

 

Andatevelo a (ri)vedere! Ecco il link:

http://www.youtube.com/watch?v=iLw-WLlM9aw

 

Senza prenderci la briga di analizzare ogni possibile proposta in merito (questo è senza dubbio un lavoro per un'equipe di esperti!) ci limitiamo quindi a indicare come parte della soluzione la necessità di adottare un nuovo indice che consideri davvero la necessità di misurare la crescita di una società non più come crescita "materiale", ma come crescita "culturale", e - perchè no - "spirituale". Per la misura della crescita sociale conta più quanti soldi avete speso o quanti sorrisi avete fatto? Quante medicine avete comprato o quanti giorni di piena salute e benessere avete vissuto? Quanti soldi ha speso lo Stato per prigioni e polizia o quanto è calato il numero dei reati? Quanti poemi o trattati di filosofia sono stati scritti o quanti SUV e Iphone sono stati venduti? Se il nostro obiettivo è vivere in un mondo migliore dobbiamo anche saperlo misurare. Se non lo sappiamo ancora fare, questo mi sembra un ottimo spunto di lavoro per un sacco di cervelloni stra-pagati, ex-analisti di investment bank ed ex-trader di borsa che dovranno essere riallocati dopo l'applicazione del primo punto della proposta di riforma monetaria... E lavorando con l'intento di "misurare il benessere sociale" la sera sicuramente dormiranno meglio, oltre a guadagnare comunque i soldi che servono per star bene a loro e alle loro famiglie. Perchè applicando il primo punto della proposta di riforma - se non l'avete ancora capito - i soldi potranno essere creati senza debito per fare quello che serve. Tutto quello che serve. Con l'unico obiettivo di creare un mondo migliore per tutti noi e i nostri figli.

 

Ma come tutti spesso mi ricordano "l'uomo è uomo" e "l'occasione fa l'uomo ladro"... Quindi cosa ci protegge dal rischio che uno "Stato" con la possibilità di creare tutti i soldi che servono per accrescere il benessere sociale (misurato però non più come crescita economica, ma come crescita "culturale" e "spirituale") non finisca per spenderne troppi e male? E' un rischio concreto che potrebbe creare problemi seri. Un primo modo per risolverlo potrebbe essere quello di imporre l'assoluta "trasparenza" rispetto agli obiettivi e alle modalità (cioè le "quantità") dell'emissione monetaria. Oggi le banche non devono rispondere ai loro clienti su quanto denaro creano e a chi lo prestano. Al massimo devono risponderne ai loro azionisti (cui interessa probabilimente solo del loro dividendo...). Quindi al primo punto io aggiungerei intanto la parola "TRASPARENTE". Emissione monetaria pubblica, tutta, senza indebitamento e TRASPARENTE. Che venga dichiarata pubblicamente. Quanta e per cosa. Questo sarebbe un primo controllo "implicito" del sistema, che permetterebbe subito di verificarne eventuali "sbilanciamenti"... Se il presidente della commissione che decide quanto denaro spendere decide di spenderne un tot per finanziare una tecnologia che produce suo fratello... almeno lo dovrebbe dichiarare pubblicamente!

 

Ma se qualcuno valutasse che per accrescere il benessere servisse a tutti avere un SUV e un Iphone chi ci impedirebbe di creare il denaro necessario per produrli e regalarli a tutti, anche in maniera trasparente? Saremmo tutti più felici con un SUV e un Iphone? Alcuni oggi siamo convinti che ci risponderebbero di sì... Proprio per questo occorre definire bene un "limite strutturale", cioè un limite implicito del sistema, che corrisponda esattamente a quello che abbiamo già oggi, ma che dobbiamo questa volta decidere volontariamente di adottare.

 

TERZO, ULTIMO E PIU' IMPORTANTE PUNTO

 

Di qui il terzo, ultimo e più importante punto della nostra proposta di riforma monetaria: l'esigenza di vincolare l'emissione monetaria alla sostenibilità ambientale.

 

Ogni singola emissione monetaria deve essere effettuata solo per finanziare attività che rispondano a due obiettivi: migliorare il benessere sociale E migliorare la sostenibilità ambientale (cioè ridurre l'impatto ambientale). L'uno e l'altro. Nel caso non risponda ad entrambe le esigenze (direttamente o indirettamente) una spesa non deve poter essere effettuata con nuovo denaro creato dal nulla.

Il denaro verrà così emesso per finanziare attività che siano "sostenibili" o contribuiscano a creare "sostenibilità" e che contribuiscano al benessere della popolazione umana e della terra su cui essa vive. Per "sostenibili" si intendono ovviamente attività che contribuiscano alla creazione di un sistema a ridotto o nessun consumo e impatto, cioè basato sul riciclo completo delle risorse, sull'utilizzo di energie rinnovabili e sull'azzeramento dell'inquinamento.

 

E anche in caso di errori di valutazione o di scelte errate ("errare humanum est"), il danno potrà sempre essere riparato con nuove risorse monetarie.

 

Chi fino ad oggi ha ragionato davvero in questo modo nel gestire l'emissione monetaria? Le banche commerciali (che ne emettono il 95%)? Le banche centrali (che ne emettono il restante 5%)?

 

Sapete benissimo che le prime ragionano prevalentemente in un'ottica di profitto e le seconde sono diventate ormai solo uno strumento di mantenimento dello status quo e un "cuscinetto" agli errori fatti dalle prime...

 

 

COMMENTO DELL'AMICO PIERO:

Ottimo Enrico! Come sempre condivido parola per parola tutto quello che hai scritto...MMT e Positive Money hanno colto il nocciolo della questione: in un sistema di fiat money (moneta creata dal nulla) non ha più senso parlare di debito pubblico e lo stato con le giuste limitazioni imposte dalla situazione economica e dall'inflazione potrebbe spendere tutti i soldi che vuole in attività produttive e sostenibili...gli inglesi però si sono spinti oltre e con Positive Money hanno elaborato un progetto perfetto, che non fa una piega, perchè include la possibilità di eliminare la moneta di banca commerciale (i nuovi depositi creati dal nulla in seguito all'apertura di un prestito)...ti faccio solo un piccolo appunto tecnico: senza le riserve detenute presso le banche centrali, le banche commerciali non potrebbero fare prestiti nell'economia reale, quindi la moneta di banca centrale è importante eccome! (anche se quella circolante in banconote e monete è davvero una quantità minima e trascurabile)... a difesa poi degli americani della MMT, devo anche precisare che loro non si concentrano soltanto sul 5% della moneta di banca centrale, ma sulla spesa pubblica dello stato (per l'Italia si tratta di circa 700 miliardi di euro all'anno, il 45% del PIL nazionale) quindi gli effetti della loro proposta di riforma non sono assolutamente trascurabili nell'economia reale, anzi...liberare la spesa pubblica dall'assillo del debito, significa liberare dal debito il 45% della moneta circolante (messa in giro sempre tramite la banca centrale, per intenderci Banca d'Italia, e dalle altre banche commerciali per pagare stipendi, spese di gestione, consumi pubblici etc)...ti do una dritta, per quanto riguarda la misurazione dell'efficienza di uno stato in un sistema privo di debito: invece del rapporto debito/PIL, che non avrebbe più senso, si dovrebbe utilizzare il rapporto Spese Energia/PIL, in questo modo lo stato virtuoso risulterebbe quello che mantiene un buon livello di sviluppo economico e commercio (PIL) minimizzando le spese per l'energia (riduzione dei consumi energetici, miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, utilizzo di energie rinnovabili e riduzione del ricorso agli idrocarburi, che con il tempo diventeranno sempre più costosi)...analogamente, a parità di spese energetiche, lo stato più virtuoso sarebbe quello che riuscirebbe a massimizzare la sua capacità produttiva (aumento del PIL, piena occupazione, efficienza delle infrastratture, ottimizzazione dei trasporti, efficacia della spesa pubblica)...non so, magari, fra qualche giorno ci scrivo un altro articolo su questo argomento e poi te lo giro...a presto! Piero

 

RISPOSTA DI KALDARI REPORT

Ciao piero.. la MMT considera forse la possibilità di finanziare tutta la spesa pubblica col debito? Ad oggi a noi risulta sia sostenuta in massima parte ancora dalle tasse.. Riguardo alle misure della crescita a nostro parere esse dovrebbero contenere anche parametri legati ad aspetti umani e sociali, non solo materiali, altrimenti siamo sempre da capo.. Inoltre come credo avrete capito consideriamo davvero obsoleto il concetto di 'massimizzazione della produttività di uno stato', almeno quanto quello di 'crescita del pil' o di 'rilancio dei consumi'. Sono 'valori' di un mondo in declino, basato sul consumo e sulla crescita materiale che stanno morendo con esso. Infine consigliamo la lettura del libro citato varie volte nell'articolo e nei miei commenti, in cui è perfettamente chiarita la differenza tra banconote, riserve e credito bancario, che noi ben conosciamo, ma abbiamo volutamente omesso a fini di semplificazione divulgativa. In ogni caso, il 5% che noi citiamo siete davvero sicuri che non comprenda anche le riserve, non solo le banconote...? Vi sfido a verificarlo.

Un caro saluto

Tratto da: https://www.facebook.com/notes/kaldari-report/paolo-barnard-vs-ben-dyson-la-modern-money-theory-superata-da-positive-money/329179240452097

 

Aggiungiamo noi un commento di Kaldari report tratto dalla loro pagina:

Caro Mario, onore al prof. Auriti e a tutti i precursori delle attuali proposte di riforma monetaria. Quello che non ci piace di alcuni di questi è solo lo "stile" (pensa ai video di Marra o all'atteggiamento "anti-confronto" di Barnard). Per il resto siamo tutti sulla stessa barca e ogni contributo è importante. 
Questa non è una battaglia CONTRO qualcuno, ma una battaglia PER COSTRUIRE QUALCOSA: un mondo migliore basato su un sistema monetario giusto e sostenibile, per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti.

Ci riusciremo solo se riusciremo a dialogare con calma e buon senso, senza accusarci e stuzzicarci l'un l'altro come siamo abituati a veder fare i nostri pessimi politici in tv.

Se su questa pagina abbiamo mancato di rispetto a qualcuno (in effetti anche il nostro stile è spesso ironico e "tranchant") ce ne scusiamo.

Vi invitiamo però a considerare il principio insegnato da varie discipline orientali e occidentali legate alla psicologia, alla crescita e al controllo personale, secondo le quali "se qualcuno ti insulta il problema non è che qualcuno ti ha insultato, ma che tu hai percepito quelle parole come un insulto".

Come ironicamente ricordiamo nelle conferenze noi stessi abbiamo subito - più o meno serie - accuse di comunismo, fascismo, anarco-insurrezionalismo, complottismo, cospirazionismo e addirittura pessimismo.
Ma niente di tutto questo può toccarci, nè farci arrabbiare, nè distoglierci dal nostro intento di fondo: sensibilizzare più persone possibile e nel modo più corretto e completo possibile sui veri problemi che ci affliggono e su come risolverli...

...che è esattamente lo stesso intento che probabilmente ha mosso Auriti e molti altri prima e dopo di lui, in Italia e all'estero. Onore a tutti loro.

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francesco 03/06/2016 22:38

Nel giorno della merla (2014) Al Giordani

Mentre la crudele macchina
Politica ci vuota le tasche,
Ben poveri resti di vigore
Italico evocano antichi sogni.
Gelido, un vento soffia
E nei tassi geme. Ascolta!
Urla gufo nel campanile
Diruto; campi, fecondati
Dal sangue di tanti eroi,
Stanno ricoperti di neve.
Sempre predato da grinfie
Fu l’oro di nostre genti;
La tenerezza e l’amor oggi
Sono un presente fosco.


Malaria di Stato (2012)

È un’aria malsana, questa,
che si respira coi nostri simili:
il governo è come un pollaio
che va a fuoco e una dozzina
di faine portano secchi d’acqua.
Di padri fondatori preclusoci
amorevole sguardo, al mondo
si dorme come fachiri su chiodi
d’una croce, ognora faticando
si raccolgono grani di speranza
per una repubblica d’intenti.
L’onesto cittadino è sempre
più tartassato, politica giura
solo su un color della bandiera,
il giudizio della toga ristagna
favorendo così scarcerazione
di boss, dei banchieri tengono
imbrigliata l’Europa tutta.
Il giorno del mio compleanno,
il ventinovesimo di luglio,
allorché solleone ti assale
in tale bradisismo di valori,
non voglio regali dagli amici,
ma opere pie di beneficenza,
che il ben che a me si vuole
si rifletta nei più bisognosi.