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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PAGARE I DEBITI DEGLI STATI SOVRANI: TASSE O INFLAZIONE ?

Pubblicato su 19 Dicembre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

Di ROBERTO GORINI

Di solito ci si indebita perché si pensa di rimborsare successivamente producendo ricchezza. Ma quando si parla di stati sovrani la cosa cambia, perché se non riescono a produrre ricchezza hanno comunque il potere di chiedere più soldi per gli stessi servizi tramite le tasse, oppure hanno la possibilità di stampare denaro. Ma entrambe le attività sono un furto ai danni del cittadino. Vediamo perché…

I vecchi debiti si dovrebbero ripagare con nuova ricchezza accumulata. Almeno il “buon padre di famiglia” dovrebbe fare così e non continuare a indebitarsi. Ma per gli stati come l’Italia, inefficienti e corrotti (lo dice l’OCSE non io), le cose sono diverse e ci sono solo tre modi per rimborsare i vecchi debiti: emetterne di nuovi, aumentare le tasse o stampare nuova moneta. Emettere nuovo debito comincia ad essere difficile, ormai lo compra solo la BCE sottobanco e qualche patriota ignaro dei rischi, per cui non rimangono che le altre due possibilità.

In Europa stampare denaro è una attività limitata dai trattati che gli stati costituenti si sono dati e dal regolamento della BCE che non lo può stampare direttamente, ma può solo finanziare il sistema bancario in caso di crisi di liquidità. In parte però questo limite è scavalcato dal fatto che gli stati vendono al sistema bancario titoli di debito (Bot, Btp, etc..), i quali vengono dati poi in garanzia alla BCE in cambio di denaro stampato dal nulla. Quindi non è vero che la BCE non stampa moneta, lo fa con discrezione. Ma non basta, gli stati europei in crisi devono tassare. Da qui una prima riflessione, le maggiori tasse non sono richieste in funzione di nuovi servizi, ma per coprire debiti generati precedentemente. La seconda riflessione è il fatto che a certi livelli di pressione fiscale un paese muore. Lentamente, ma muore. E questa è la strada che abbiamo imboccato. Siamo il paese che paga più tasse in Europa dopo Svezia e Danimarca. Che paga veramente, non che “dovrebbe” pagare. Precisamente è il 43,5% sul PIL (lo dice sempre l’OCSE, non io). E questa percentuale aumenterà.

Verrebbe da dire che dovremmo allora stampare denaro, ma anche questo secondo metodo altro non è che una tassa. Si chiama inflazione e la paghiamo tutti, o almeno quasi tutti tranne chi immette nel sistema il nuovo denaro. Funziona così: la banca stampa denaro dal nulla, lo da in mano a qualche “amico” e a questo punto la ricchezza totale viene re-distribuita a favore dell’ “amico”. Se i soldi in circolo vengono raddoppiati io mi impoverisco della metà. Punto e a capo. I prezzi salgono e io ho in mano sempre gli stessi soldi !

L’inflazione è un meccanismo che funziona in maniera semplice, ma è difficile da comprendere. Ecco perché è lo strumento più utilizzato dagli stati e dal sistema finanziario per “tassare” i cittadini. Nessuno se ne accorge, ma il potere di acquisto del nostro stipendio mensile si abbassa ! Le persone non capiscono perché se aumentano i soldi “in giro” aumentano i prezzi. I prezzi sono determinati dal rapporto tra domanda e offerta di un bene. La domanda è determinata dal grado di appetibilità di un bene ma anche dalla disponibilità di denaro che il compratore ha a disposizione. Se ha più disponibilità di denaro si alza la domanda, se si alza la domanda si alzano i prezzi. Ma se sono “altri” ad avere più denaro in mano i prezzi si alzano anche per me, ma io ho sempre la stessa quantità di denaro in mano !

Ecco che comprendiamo come entrambi i metodi siano in realtà sempre “tassazioni” a danno dei cittadini, di quei cittadini più deboli.

Quale soluzione allora ? La ristrutturazione del debito: i creditori riceveranno un po meno soldi, essendosi assunti un rischio nel prestarli a chi non era molto virtuoso. E per il futuro un bel taglio agli sprechi e alla corruzione che tanta ricchezza dei cittadini costantemente bruciano.

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