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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

NOTE A MARGINE DELLA CONFERENZA DEL 3 DICEMBRE A FORLI'

Pubblicato su 4 Dicembre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

Ieri. 3 dicembre a Forlì, si è svolta la conferenza –dibattito organizzata da Ipharra e Fronte dci liberazione dei banchieri sul tema: Il debito pubblico: chi lo ha creato, come si è creato. Poniti la domanda,datti la risposta.

L’incontro è stato costruttivo oltre che dal punto di vista delle idee esposte, anche per il fatto che ha  gettato le basi tra varie realtà, esistenti nel territorio, per interagire tra loro con il fine di cercare una unica unità d’azione.

Dopo una breve presentazione di Claudio Marconi, che ha presentato Ipharra ed il Fronte di Liberazione dai banchieri, è stata la volta di Vittorio Soldaini che ha svolto una ampia relazione sui guasti di questo sistema monetario, che da moneta a debito, e su come e perché si è creato il debito pubblico.

Dall’incontro, anche grazie all’intervento dei partecipanti, è emersa la necessita di dar vita ad un movimento del quale facciano parte singoli e gruppi, al di fuori ed oltre gli attuali partiti, nel quale nessuno vuole omologare nessuno e nel quale sia rispettata la specificità dei singoli componenti.

I temi fondanti sono sostanzialmente due: Sovranità Nazionale e Sovranità Monetaria, ed a questo proposito è stato ribadito il diritto-dovere dello Stato, in quanto espressione autentica della Nazione,di essere l’unico depositario della Sovranità nazionale e monetaria. Lo Stato ha quindi l’obbligo non delegabile di emettere e mettere in circolazione tutti i segni monetari di primo grado

( stotonote e moneta divisionaria metallica), nella misura necessaria alla vita economica della comunità nazionale.

Così facendo si abbassa, e di molto, il debito pubblico e, soprattutto, non si ha più una moneta a debito, per la quale si debbono pagare interessi agli stampatori privati, che sono la causa unica della creazione del debito pubblico stesso ( in questo anno lo Stato deve pagare circa 90 miliardi di euro di interessi). La moneta ridivinterebbe ( come è stato dal 1874 al 1975 ) nuovamente di proprietà di chi la possiede e non di chi la emette.

logo fronte liberazione dai banchieri-copia-1

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