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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

NOTE A MARGINE DELL'ASSEMBLEA INDETTA PER IL 27 MAGGIO PROSSIMO

Pubblicato su 19 Maggio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Prendiamo spunto dalla discussione che è iniziata con la pubblicazione dell’assemblea del 27 maggio prossimo, a Roma, per creare una rete civica nazionale.

Nuova Era propone di mettere ai voti simbolo e nome della futura lista, ci sembra il minimo, ma questo, secondo noi, è un punto di arrivo.

Abbiamo più volte rimarcato il concetto che per i ribelli è ormai inderogabile

l’estrema necessità di iniziare a sviluppare, nel concreto, una seria elaborazione di alternativa a questo sistema truffaldino e canagliesco.

Abbiamo sostenuto la  necessità (per noi, ormai, non più eludibile…), di studiare, confrontarci ,unirci, mettere a punto idee e concetti che possano soprattutto rappresentare il migliore esempio tangibile della visione del mondo e della vita nella quale ci riconosciamo e che, naturalmente, è in radicale contrasto ed opposizione, sia con il “capitalismo mondialista” che con il “liberismo globalizzatore”, individualista, egoista e cosmopolita.

A nostro giudizio, dunque, per essere realmente in condizione di perseguire quello scopo, abbiamo il dovere di informarci e documentarci su tutto quello che viene proposto nel campo “ antagonista” a questo becero e perverso sistema.

Dovremmo, favorire degli incontri specifici e mirati , per permettere loro di intrecciare o intessere delle prolifiche relazioni umane e delle sinergie pratiche che “corazzino” preventivamente il mondo dei ribelli,  e lo rendano idoneo all’inevitabile scontro che i popoli-nazione del mondo, prima o poi, dovranno sostenere con il “liberal-capitalismo” mondialista.

Noi non siamo “ innamorati “ di nessuno, tantomeno di noi stessi, e le iniziative, tutte, le guardiamo sempre con benevolenza ed interesse.

Ma detto questo, la partecipazione a tutte le altre iniziative passate e future, da chiunque proposte, dovrebbe essere considerata un esempio e rappresentare uno stimolo per tutti coloro che intendono la Politica come “atto” e  come “fatto vissuto“ e “realizzato”, e non certo come semplice “elucubrazione teorica” o vacua “astrazione ideologica“.

In altri termini, non facciamo nient’altro che mettere in pratica la più elementare delle azioni che potessimo fare: ascoltiamo, riflettiamo, commentiamo e facciamo le nostre proposte.

Abbiamo, cioè, prima di tutto, tentato di inventare i “bucatini all’amatriciana” e, poi, se l’occasione si presenterà, cercheremo ugualmente di preoccuparci del come rendere logica e riproducibile “la ricetta” e/o del come “attribuirgli il nome” che meglio si possa addire a quel piatto…

Cominciamo con il porci tre semplici domande:

1)   Se stiamo bene insieme ?

2)   Se abbiamo Principi e Valori condivisi ?

3)   Cosa fare per tradurre in pratica il nostro comune obiettivo?

Risposto a queste tre semplici domande, tiriamoci su le maniche e cerchiamo tutti insieme di collaborare alla realizzazione di un identico progetto pratico e concreto, lasciando ai rischi della vita ed alle contingenze quotidiane la preoccupazione di affinare le “armi” e gli spiriti, per poterci pragmaticamente confrontare con la realtà di tutti i giorni e, quindi, dotare – a seconda delle eventualità – di un’adeguata, necessaria e doverosa base organizzativa.

Con lo studio ,l’approfondimento e lo scambio di idee ci dobbiamo affinare, dobbiamo elaborare un progetto, e dopo ,organizziamo fatti concreti sui quali potere intavolare un confronto politico con tutte le forze antagoniste; portiamo lo scontro politico ( non fisico o violento, ma democratico ) sul piano dei “fatti“ e non delle parole o degli schematismi ideologici.

Noi siamo partiti dalla constatazione che la vecchia strategia, quella adottata fino ad oggi da tutti i partiti e movimenti, non funziona per il semplice fatto che prima si fa il movimento, poi si fa il programma, poi si cerca chi aderisce al programma, e poi si da vita alle azioni ritenute necessarie. La non efficacia di questo agire è sotto gli occhi di tutti, ed i risultati anche.

Dobbiamo adottare una strategia rovesciata sintetizzabile nei seguenti passaggi:

1)   Creare una confederazione, con proprio nome e simbolo,- e concordiamo con la proposta di Nuova Era -  che raccolga tutti i gruppi e singoli che vogliono aderire. Questo naturalmente lasciando piena autonomia ai singoli gruppi nella loro quotidiana azione territoriale. La sola “ imposizione” dovrebbe essere un linguaggio ed una estetica comune, quando si fanno azioni esterne e pubbliche parlare tutti lo stesso linguaggio e la stessa estetica.

2)   La confederazione ha lo scopo primario di mettere a confronto le varie idee, elaborarle, scartale, se il caso, per farne una sintesi comune e condivisa che poi diventa il programma. Praticamente dobbiamo dare vita ad un laboratorio politico.

3)   Dopo aver portato a termine il lavoro previsto nei passaggi 1 e 2 si può dar vita al movimento che ha come scopo primario l’applicazione del programma. La prima cosa da fare è creare curiosità e consenso per quello che andremo a proporre. Iniziare a far pensare al popolo che esiste un mondo migliore e possibile oltre quello propostici dai banksters.

4)   Infine potremmo partecipare alle elezioni. Ma partecipare creando il movimento e non seguendo la scaletta di azioni da noi suggerita ci sembra, francamente, utopico ed inutile.

Crediamo che sia questa la base per creare i fondamenti di una azione tesa a dimostrare che il liberal-capitalismo, il potere dei banchieri, non solo non funzionano, ma rendono i popoli schiavi.

Ma, tornando all’oggetto di questo intervento, avremmo piacere che questa nostra proposta diventasse una base di partenza per una seria discussione, ma se c’è chi ne ha di migliori, sempre attuando una strategia rovesciata, non abbiamo nessun problema a seguire altre idee organizzative.

Sarà una occasione per renderci conto se questa teoria è applicabile alla nostra lotta, alla nostra visone della società e del mondo, cioè, se si contrappone categoricamente ed inequivocabilmente a quella che vorrebbe consigliarci o imporci l’attuale sistema dei banchieri e dei suoi mezzadri al governo nelle varie nazioni.

“Le idee camminano con le gambe degli uomini”: rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare.

E’ giunta l’ora di fare sul serio.

Claudio Marconi 211463 1598597307 1809044 n

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