Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

"Non si può morire a 23 anni di lavoro". Una mamma al ministro Fornero

Pubblicato su 29 Dicembre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

Sono già passati più di 5 anni da quel giorno orribile, quel giorno che mi ha cambiato definitivamente la vita, privandomi di tutto”. Inizia così la lettera al ministro del Lavoro Elsa Fornero, della mamma di Andrea Gagliardoni, Graziella Marota, morto a 23 anni sul posto di lavoro con il cranio schiacciato da una macchina utensile priva di sistemi di sicurezza.

Dopo un ricordo accorato, tenero e struggente, Graziella si rivolge al ministro.

“Ogni anno muoiono circa 1200 lavoratori per la mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro – scrive Graziella - e ci sono circa un milione di infortuni più o meno gravi.E’ inconcepibile e inaccettabile che in un paese civile succedano ancora questi omicidi per risparmiare sulla sicurezza mettendo a repentaglio la vita dei lavoratori”. “Caro Ministro – continua Graziella - sono esseri umani e non macchine di produzione, hanno la loro vita, i loro affetti e il sacrosanto diritto di uscire la mattina per andare a lavorare e avere la certezza di tornare la sera con le proprie gambe e non dentro una bara come è successo al mio Andrea che era appena sbocciato alla vita…aveva solo 23 anni ed è morto con il cranio schiacciato da una macchina tampografica priva di sistemi di sicurezza all’Asoplast di Ortezzano (FM) per 900 euro al mese come precario”.

“Te lo avevo promesso - scrive Marota rivolta ad Andrea - e mi sono battuta affinché il tuo ricordo non svanisse nel giro di pochi mesi. Televisione, giornali, interviste. Ho fatto più di quanto potessi immaginare,ma il dolore è stabile; anzi, più passa il tempo e più mi lacera il cuore. Amavi la vita più di qualsiasi altra cosa,ma ti è stata strappata brutalmente in un giorno d’inizio d’estate ed io non riesco a capacitarmene, non sono in grado di capire perché tu, un ragazzo così dedito al lavoro, hai dovuto chiudere i tuoi splendidi occhi in una fabbrica. Non ha senso morire a 23 anni, tanto più mentre si sta lavorando. Io non mi darò mai pace e continuerò a tenere vivo il tuo ricordo”.

“Ogni sette ore muore un lavoratore e Lei ,Ministro, cosa farà affinchè tutto ciò non avvenga più?”

Fonte: Controlacrisibf9823e77961e474a0de1afef26f32267d726affacca3cfa37cf627b.jpg

Commenta il post