Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

NIENTE E' FINITO, TUTTO COMINCIA ADESSO

Pubblicato su 15 Febbraio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Così, mentre dentro il palazzo la classe politica si preparava a capitolare all’economia, fuori gli esseri umani si battevano per la vita. Per farlo, non hanno nemmeno dovuto attendere di conoscere l’esito della votazione finale. Il fuoco greco, enigma irrisolvibile e quindi inestinguibile, ha bruciato quanto ha trovato sulla sua strada. Decine e decine di edifici — fra banche, negozi, grandi magazzini, biblioteche, cinema... — sono stati dati alle fiamme. Fra questi anche la banca Marfin, la stessa al cui interno erano morti i tre impiegati durante la manifestazione del 5 maggio 2010. Rasa al suolo. Il centro della città è completamente avvolto dal fumo degli incendi e dai gas lacrimogeni. Le strade sono stracolme di persone, vengono erette barricate, un po’ dappertutto si registrano violenti scontri con le forze dell’ordine.

Ma questa non è la solita cronaca greca, come siamo ormai abituati a sentirla (e ad ammirarla) da anni. Perché ieri qualcosa è cambiato. La decisione definitiva è stata presa e… non si può più tornare indietro. Le violente cariche della polizia non hanno impedito ai manifestanti di tornare più volte in piazza Syntagma. Le bottiglie molotov sono state accompagnate da nuovi ordigni incendiari, ancora più potenti. I temuti motociclisti della polizia Delta non fanno più tanta paura, dopo che una fune tesa in mezzo alla strada ha dato in pasto ai manifestanti una loro unità. Il comune di Atene è stato occupato (e subito sgomberato). Alcuni commissariati di polizia, come ad Acropolis ed Exarchia, sono stati assaltati (numerosi poliziotti sono rimasti feriti e le volanti sono andate in fumo). L’abitazione privata di Costas Simitis (primo ministro dal 1996 al 2004) è stata attaccata. Ed a Omonoia, quartiere della capitale, un’armeria è stata saccheggiata. Non è più una rivolta...

Non è perciò un caso se la facoltà di Giurisprudenza, occupata da anarchici ed antiautoritari e considerata roccaforte della rivolta, è stata ieri circondata e presa ripetutamente d’assalto dalle forze dell’ordine. Inutilmente. Nonostante ci siano stati feriti fra gli occupanti, l’occupazione resiste ed annuncia: «Niente è finito. Tutto comincia adesso». Inoltre, se coloro che vengono indicati come i provocatori dei disordini sono stati ieri circondati fin dal primo pomeriggio, chi si è battuto dalle 17 alle 24 in tutte le strade di Atene?

E pensate che sia solo la capitale ad ardere? A Salonicco ci sono stati scontri con le forze dell’ordine, mentre le campane di una chiesa suonavano come a dare l’allarme generale. Manifestazioni di protesta anche a Patrasso, dove nei giorni scorsi sono avvenuti degli espropri nei supermercati con successiva distribuzione gratuita di beni. A Volos, i manifestanti prima hanno assaltato l’agenzia delle entrate, distruggendo i documenti che si trovavano all’interno, poi hanno dato alle fiamme il municipio. Invece a Corfù sono stati attaccati e distrutti completamente gli uffici di alcuni politici socialisti, fra cui quello dell’ex ministro della Giustizia Dendias. Occupazioni di comuni e prefetture si registrano in molti paesi.

E mentre Atene veniva messa a ferro e fuoco, nel tentativo di rendere digeribile il voto del Parlamento il ministro delle Finanze Venizelos ha dichiarato: «La scelta non è tra i sacrifici e non fare sacrifici, ma tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile». Ed è vero. Ieri, 12 febbraio 2012, il governo greco ha scelto i sacrifici per i suoi sudditi. È quello che faranno domani il governo italiano, spagnolo, portoghese, belga... Chi non li accetta è inutile che invochi uno Stato più giusto, un mercato più equo, o il rispetto dei diritti umani. Ad Atene, culla della civiltà, la democrazia ha infine gettato la sua maschera d’ipocrisia. A chi non vuole vivere in ginocchio non resta che cimentarsi con qualcosa di inimmaginabile. L’insurrezione.

Fonte: Laclasseoperaia

cappio

Commenta il post